giovedì 23 settembre 2010

Super Palermo, tre schiaffi alla Juve.

La Juventus crolla in casa di fronte ad un grande Palermo, confermandosi squadra ancora da rodare e con grosse lacune difensive.

Ai rosanero bastano appena due minuti per passare in vantaggio: Pinilla calcia in porta ma trova la respinta del portiere bianconero Storari: Pastore è più veloce di tutti e butta in rete. Il centrocampista argentino è ispirato e prende la sua squadra per mano: proprio in finale di tempo rischia di ferire nuovamente la retroguardia juventina, centrando clamorosamente il palo.
Juventus ferma, salvo la reazione di Del Piero due minuti dopo, ma per lui c'è la traversa.

Secondo tempo con lo stesso copione: bianconeri ancora statici nonostante gli ingressi di Amauri e Iaquinta. Si vede anche Aquilani che sostituisce Del Piero. Ma la gara è tutta del Palermo prima IIicic, poi Bovo segnano il definitivo K.O. Inutile il goal di Iaquinta a pochi minuti dalla fine.

Ottima prova dei siciliani, che spengono le furie del presidente Zamparini già polemico con il suo allenatore nella scorsa settimana. Per Del Neri la salita è ancora ripida, e intanto l'Inter guarda già a più sei.

Inter già in volo, stasera la Juve. Male il Milan e la Roma.

La notizia di giornata non è di facile scelta. Ne fa più l'Inter capolista per il sesto anno di fila o l'arbitraggio scandaloso di Russo?
Davvero difficile. Indubbie sono due cose: i nerazzurri hanno ritrovato Milito e con lui un arsenale micidiale là davanti e la Roma è stata penalizzata vergognosamente, forse irreparabilmente da un punto di vista morale, a soli 3 giorni dalla sfida proprio con i ragazzi di Benitez. Le rondinelle, conniventi nel furto ai danni di Ranieri e i suoi, spiccano il volo: 9 punti in classifica e secondo posto alla pari con il Chievo, che ha distrutto 3-1 il Napoli al San Paolo, non senza dubbi sull'operato della terna.
Per il resto, ottima prestazione della Lazio, che blocca un Milan troppo statico in campo e troppo preso a guardarsi allo specchio. Cinici i biancocelesti, che pareggiano con un gol di Floccari su squisito suggerimento di Hernanes.
Il Cesena, invece, spegne il motore a Catania e ferma a tre la sua serie positiva. Ci sarà tempo per rifarsi.
Chi invece non si rialza più è l'Udinese, colpita e, forse, affondata a Bologna. Per Guidolin la panchina si fa rovente.
Pari negli scontri Genoa - Fiorentina, Cagliari - Samp e Lecce - Parma (rete n° 200 per Crespo).
Questa sera tocca alla Juve: una vittoria (difficile), lancerebbe i bianconeri in un virtuale 4° posto ma, soprattutto, significherebbe, almeno momentaneamente, porsi come unica big a caccia dell'Inter.

LA CLASSIFICA REALE

Come promesso, settimana dopo settimana, terremo costantemente aggiornata la classifica reale, ovvero la classifica SENZA aiuti arbitrali.

Nella qurta di campionato gli errori sono stati sesquipedali, come detto, in Brescia - Roma. Il rigore per i locali non c'era: palla piena di Mexes e fallo fuori area. In velocità, però, l'errore dell'arbitro ci può stare, quello del guardalinee no. Ma a pesare sono i (almeno) due rigori negati a Borriello. Probabilmente, con un arbitraggio diverso, avremmo visto il 2 in schedina.
Recrimina il Napoli, e ha ragione. Il 2-1 del Chievo è viziato, e c'era un rigore su Lavezzi. Gara condizionata.

INTER            10
CESENA        7
SAMPDORIA  7 (-2)
CHIEVO         7 (+2)
LAZIO             7
CATANIA        7
 BRESCIA      6 (+3)
CAGLIARI      6
ROMA            5 (-3)
NAPOLI         5
BARI               5
FIORENTINA 5 (-4)
MILAN             5
PARMA           5
GENOA           5
BOLOGNA      5
JUVENTUS    3 (+1)
LECCE         2 (+2)
PALERMO    1
UDINESE      0




p.s. Nel compilare la classifica "reale" si tiene conto soltanto degli episodi condizionanti, ovviamente. I rigori presunti saranno considerati tali solo se palesi. E' ovvio che tale classifica non ha alcun valore se non quello di divertire e sollevare qualche polverone.Tra parentesi vi sono i punti aggiunti o sottratti da episodi arbitrali favorevoli o meno.

mercoledì 22 settembre 2010

CLASSIFICA REALE: erroracci ininfluenti.

Come promesso, settimana dopo settimana, terremo costantemente aggiornata la classifica reale, ovvero la classifica SENZA aiuti arbitrali.

Nella terza giornata tanti errori arbitrali, alcuni clamorosi (quello di Rocchi in Cesena - Lecce su tutti) ma tutto sommato nessuna squadra si può lamentare dell'arbitraggio a senso unico. Diverse occasioni sono molto molto fuligginose, pertanto preferiamo sorvolare.
Aggiorniamo la classifica semplicemente contando l'errore della prima, sfuggitoci, in Fiorentina - Napoli: il gol di Cavani andava annullato.





CESENA        7
INTER            7

SAMPDORIA  6 (-2)
CHIEVO         6
LAZIO            6
BRESCIA       6
CAGLIARI      5
NAPOLI          5
BARI              5
FIORENTINA 5 (-4)
MILAN           4
CATANIA      4
PARMA         4
GENOA         4
JUVENTUS    3 (+1)
BOLOGNA    2
ROMA           2
PALERMO    1
LECCE         1 (+2)
UDINESE      0




p.s. Nel compilare la classifica "reale" si tiene conto soltanto degli episodi condizionanti, ovviamente. I rigori presunti saranno considerati tali solo se palesi. E' ovvio che tale classifica non ha alcun valore se non quello di divertire e sollevare qualche polverone.Tra parentesi vi sono i punti aggiunti o sottratti da episodi arbitrali favorevoli o meno.

lunedì 20 settembre 2010

Inter e Juve ci siamo. Per la Roma è ancora crisi.

INTER, RIECCOTI! BENITEZ NON SBAGLIA

L'ultima giornata ha segnato il ritorno dell'Inter sulla scena dei protagonisti: della squadra Campione d'Italia tengono banco due vicende, quella legata al digiuno di Milito e l'altra, che riguarda il coraggio di Benitez nel sostituirlo. L'asso argentino è in una fase di profonda astinenza, iniziata con la sconfitta in Supercoppa Europea contro l'Atletico, proseguita nel pareggio all'esordio in Champions League e culminata nel match di ieri contro il Palermo: e proprio al "Barbera", Benitez, sostituendolo, ha trovato la mossa giusta. Eto'o non più sulla tre quarti ma sulla fascia: il camerunense risponde con una doppietta decisiva. Sta per iniziare, forse, il turn over forzato con qualche settimana di anticipo e il primo ad essere sacrificato potrebbe chiamarsi proprio Diego Milito.

LA JUVE SI RISVEGLIA CON UN KRASIC IN PIU'

La Juventus risorge a Udine offrendo finalmente un bel calcio, dimostrato dalla sonora vittoria per 4 a 0 ai danni dei friulani. La squadra di Del Neri non è però ancora rodata: anche ieri si sono viste alcune disattenzioni difensive, con Motta in difficoltà e un Grygera da collaudare. E' stata la giornata di Krasic, il cui paragone con Nedved non sembra più un azzardo, e di Quagliarella, autore di una rete alla "Bettega". Ha fatto poi discutere il comportamento di Iaquinta, che ha esultato polemicamente contro la propria ex squadra: la critica si è divisa, ma di sicuro il gesto dell'attaccante non è da manuale dell'etica.

ROMA, LA CRISI CONTINUA

Chi non dorme sonni tranquilli è la Roma: per il gruppo di Ranieri un altro risultato deludente contro il Bologna. A rovinare la giornata a Totti e compagni, questa volta ci ha pensato Marco Di Vaio che ha piegato le speranze dei giallorossi di ottenere i primi tre punti della stagione. La sfuriata del tecnico contro la stampa per scacciare via la crisi, non è servita: mercoledì a Brescia, si spera di voltare pagina.

IL PERSONAGGIO DELLA GIORNATA: EZEQUIEL LAVEZZI

Non segna, ma sfodera una prestazione eccellente facendo volare il suo Napoli contro la Sampdoria: Lavezzi è ovunque; crea gioco, copre, batte i corner, inventa assist per i compagni e soprattutto impressiona per i suoi continui scatti. Una forza fisica che non ha rivali, almeno finora.


IL GOAL: CIRO CAPUANO

Una vera e propria prodezza per il centrocampista del Catania, che a San Siro contro il Milan calcia al volo il pallone da un errato rinvio a campanile di Pirlo. Il goal è fantastico per potenza, distanza e precisione. Abbiati è battuto.


Luca Cipriano

domenica 19 settembre 2010

Cesena da sogno, primo con l'Inter. Si risveglia la Juve. Roma e Palermo nel tunnel.

Tutto come previsto? Non si direbbe, anzi. La giornata di campionato riserva una piacevolissima sorpresa, e mezza.
Partiamo dalle cose ovvie. Inter in testa alla classifica, di nuovo. Cambiano i mister (terzo in quattro anni) ma non i risultati. Sono serviti appena 270' minuti a Rafa Benitez per gustarsi il piatto più ricco della Serie A: il primo posto. Certo, la portata non è quella adatta ai palati dei tifosi nerazzurri, abituati a degustarlo da soli. In vetta, in condominio, c'è il Cesena, quello dei miracoli.

Siamo arrivati alla sorpresa di giornata, e non solo. Apri la classifica e leggi: CESENA 7, INTER 7. I bianconeri sono in testa, nonostante gli arbitri. Clamorosa la svista di giornata di Rocchi, che poteva penalizzare fortemente i bianconeri. Ha espulso Colucci per un fallo (inesistente) di Nagatomo. Ma è andata bene e ora comanda, in virtù delle vittorie (odierna) con il Lecce, firmata Bogdani e con il Milan, griffata Bogdani e Giaccherini. Chiude il tris il pari con la Roma. Se non soffre di vertigini, il team romagnolo ce ne farà vedere delle belle...

E la mezza? L'avrete capito tutti. Si tratta della Juventus, che si è risvegliata di soprassalto. Asfaltando l'Udinese. Quattro reti, ottima prestazione. I proclami (non da noi, non per il momento) arriveranno: si parlerà di Juventus "rinata", di bianconeri stellari. La verità è un'altra. E' stata sconfitta - in maniera netta e positiva, lo ammettiamo - una squadra al momento fallimentare. Sicuramente un grande passo avanti rispetto alle gare con Samp e Lech, ma ora c'è bisogno di continuità.

Le note negative di giornata, invece, si chiamano Roma e Palermo. Le panchine dei due - specie quella di Rossi - si fanno, se non roventi, quantomeno calde.
Per i giallorossi, che non più tardi di 20 giorni fa urlavano "pronti per lo scudetto" si tratta di un pareggio da leggere in chiave negativa, fallimentare, poiché arriva dopo due ko. La "Magica" è un'altra cosa.
Il Palermo perde la terza gara in 7 giorni. Tutte di misura, verissimo, ma in classifica è penultima con un punto in 3 giornate. Peggio, solo l'Udinese.

LA GIORNATA


Fiorentina - Lazio 1-2 (Lijajc (F), Ledesma rig (L), Kozak (L))
Milan - Catania 1-1 (Capuano (C), Inzaghi (M))
Bari - Cagliari 0-0
Cesena - Lecce 1-0 (Bogdani)
Chievo - Brescia 0-1 (Diamanti)
Palermo - Inter 1-2 (Iliacic (P), Eto'o, Eto'o(I))
Parma - Genoa 1-1 (Toni rig.(G), Zaccardo (G))
Roma - Bologna 2-2 (Borriello (R) aut Rubin (B), Di Vaio (B), Di Vaio (B))
Udinese - Juventus 0-4 (Bonucci, Quagliarella, Marchisio, Iaquinta)
Sampdoria - Napoli h 20.45


CLASSIFICA (in rosso una gara in meno)


CESENA 7
INTER 7
CHIEVO 6
LAZIO 6
BRESCIA 6
CAGLIARI 5
BARI 5
JUVE 4
MILAN 4
SAMP 4
PARMA 4
CATANIA 4
GENOA 4
LECCE 3
NAPOLI 2
BOLOGNA 2
ROMA 2
PALERMO 1
FIORENT. 1
UDINESE 0

Bene la Lazio. Milan, non va. Oggi l'Inter di scena a Palermo.

LAZIO CORSARA, LA FIORENTINA E' IN CRISI

La Lazio ha sbancato l'Artemio Franchi con una prestazione determinata che condanna la Fiorentina ad un'altra sconfitta: gara in salita per i biancocelesti, che passano in svantaggio grazie ad un rigore, piuttosto dubbio, trasformato da Ljajic. L'illusione viola è però effimera: prima Ledesma e poi il gigante Kozac affondano il team di Mihajlovic.

IL CATANIA FERMA IL MILAN: ADESSO ALLEGRI HA PAURA

In serata, il Milan non è andato oltre l'1 a 1 contro il Catania: le difficoltà per i rossoneri non sono mancate, vittime dei contropiedi etnei. Il grande goal di Capuano gela San Siro e dà forza ad un Catania imprevedibile che per buona parte della gara continua a mettere sotto i diavoli. A rimediare, per il Milan, ci pensa il solito Inzaghi. Alla faccia dell'età, e dei magnifici quattro.



LE PARTITE DI OGGI:

Spuntano Palermo - Inter e Udinese - Juventus. I Campioni d'Italia sono alla caccia dei primi punti in trasferta, ma al "Barbera" non sarà facile visto il clima incandescente tra i rosanero. A Udine una gara tra incerottate: l'Udinese ferma ancora a zero punti attende una Juve in cerca di riscatto, ma finora deludente. La capolista Chievo ospita il Brescia, Roma in casa contro il Bologna.

12:30 Bari - Cagliari


15:00 Roma - Bologna


15:00 Cesena - Lecce


15:00 Chievo - Brescia


15:00 Palermo - Inter


15:00 Parma - Genoa


15:00 Udinese - Juventus


20:45 Sampdoria - Napoli

venerdì 17 settembre 2010

Serie A, domani Fiorentina - Lazio e Milan - Catania

Dopo la settimana di coppe europee e il magro bottino delle italiane, si riparte con la terza giornata di campionato. Un turno che vedrà alcuni scontri interessanti, a partire dai primi due anticipi di domani pomeriggio: la Lazio farà visita ad una Fiorentina non ancora convincente mentre il Milan dovrà dimostrare di avere risolto i problemi di gioco contro il Catania. Occhi aperti anche sul posticipo conclusivo di domenica sera tra Sampdoria e Napoli e sulla trasferta dell'Inter a Palermo. Seguiremo, infine, la Juventus nella difficile gara di Udine.

Fiorentina - Lazio, ore 18.00

I viola cercano i primi punti della stagione, e ci proveranno tra le mura amiche contro una Lazio in ripresa. Mihajlovic a Eurosport ha gettato acqua sul fuoco, quasi giustificando i primi due scarsi risultati dei suoi, senza però puntare l'indice contro gli errori arbitrali: "siamo alla terza giornata di campionato e altre squadre come Milan, Roma, Juve e Palermo non hanno fatto meglio pur avendo speso più di noi". Gioia e dolore in formazione: non ci sarà l'infortunato D'Agostino, sostituito da Ljajic, mentre rientrerà Vargas. Probabile l'impiego di Marchionni sull'out di destra dal primo minuto.

La Lazio di Reja cerca il primo risultato in trasferta dopo l'ottima prova casalinga contro il Bologna: la novità è rappresentata dall'impego di Rocchi come unica punta. Alle sue spalle il solo Hernanes, vertice di un centrocampo folto dove non ci sarà spazio per Brocchi. Panchina per Zarate, pronto ad entrare a gara già avviata. Out Floccari.
Poche ore fa, il tecnico Reja ha risposto duramente a chi lo accusava di avere le idee confuse: il cambio di modulo non è sintomo di caos ma è un modo alternativo per affrontare la Fiorentina.


Milan - Catania, ore 20.45

Le parole di Ibrahimovic nel dibattito televisivo con Arrigo Sacchi, hanno lasciato perplesso l'ambiente rossonero e l'ex tecnico del Milan e della Nazionale ha risposto con una lettera alla Gazzetta, in cui sottolinea il comportamento non proprio esemplare dell'asso svedese.
Il dubbio di Allegri è legato all'attacco: chi affiancare a Ibra nella gara contro il Catania? Con l'infortunio di Pato, la scelta sembra ricadere su Robinho, ma non è esclusa la pista Inzaghi. Di sicuro, il reparto offensivo sarà composto da tre punte per cercare altrettanti punti contro un Catania sì ambizioso, ma tecnicamente inferiore. In difesa rientra Nesta, mentre a centrocampo ci sarà Boateng al posto di Ambrosini.

Agli etnei non manca l'entusiasmo, e le parole del tecnico Giampaolo sono eloquenti: "Sappiamo che è una gara difficile, ma negli anni scorsi l'abbiamo sempre affrontata con il piglio giusto". Una panchina corta a causa delle numerose assenze: Bellusci, Barrientos, Martinho non faranno parte del match. Presenti regolarmente Maxi Lopez e Mascara.

giovedì 16 settembre 2010

Juve, non sbagliare e rialza questa coppa.

di Alessandro Mascia

Quella conto il Lech Poznan, gara d'esordio della Juventus in Europa League (ore 19, Torino) è una da non sbagliare. Non va sbagliata primo per la coppa in sé: la vecchia coppa Uefa sta recuperando in fascino, e il fatto di vedere squadre come il fortissimo Manchester City, la detentrice Atletico Madrid, altri team di blasone quali Porto, Liverpool, Psg, Napoli e nuove leve come Zenit le ha donato un appeal decisamente maggiore rispetto agli anni passati. Da febbraio poi si aggiungeranno le 8 terze dei gironi di Champions. Alzare questa coppa, 17 anni dopo, potrebbe significare tantissimo, sia in termini di trofei (riportare qualcosa di europeo in bacheca) sia in termini di riapertura di un ciclo.
Poi, non va sbagliata perché riuscire a fallire il terzo appuntamento consecutivo potrebbe spingere i bianconeri in quella spirale discendente, la stessa che li ha fatti implodere l'anno scorso.
Terzo, Delneri si è appena rimangiato le parole di domenica, definedo, tra le righe, possibile lo Scudetto. Certamente una massiccia dose di fiducia nei suoi giocatori che, sbagliando, si sfalderebbero.

Il Lech, dal canto suo, è carico. Delneri l'ha definito "avversario di tutto rispetto", la verità è un'altra, come confermano i bookmakers. Campione polacco in carica è in crisi, con 8 punti raccolti in 5 giornate. Per Betclic la sua vittoria è quotata a 10, per Bwin addirittura in 11. Vincere, per loro, sarà un 'impresa. Ma anche un pareggio, per la Juve, sarà una sconfitta. Il pericolo più grosso è quello di sottovalutare l'avversario. Segei Krivets migliore dei suoi, ha suonato la carica. "Sono sicuro che ci sottovaluteranno - ha ammesso il centrocampista - e noi faremo del nostro meglio".

PROBABILI FORMAZIONI:

JUVENTUS (4-4-2): Storari; Motta, Bonucci, Chiellini, De Ceglie; Krasic, F. Melo, Sissoko, Lanzafame; Iaquinta, Del Piero. All. Delneri.

LECH POZNAN (4-2-3-1): Kotorowski; Wojtkowiak, Arboleda, Djurdevic, Henriquez; Krivets, Injac; Kikut, Stilic, Peszko; Rudnevs. All. Zielinski.

mercoledì 15 settembre 2010

Milan, che Ibra! La Roma è ancora convalescente.

Le italiane in Champions portano tre risultati differenti: ieri sera il pareggio dell'inter, poco fa la vittoria del Milan e la sconfitta della Roma.

Milan Auxerre 2 - 0

Ibrahimovich c'è: una sua doppietta consente al Milan di battere l'Auxerre e di fare ritornare il sorriso sul volto di Massimiliano Allegri, tecnico che cercava una prova di carattere dai suoi dopo la sconfitta inaspettata in campionato contro il Cesena. I rossoneri non hanno però brillato, soprattutto nel primo tempo: l'Auxerre si è rivelata come una squadra veloce, seppur poco incisiva sotto porta. La ripresa è rossonera e "Ibra" sale in cattedra: apre le marcature al 21' su assist di Boateng, e replica quattro minuti più tardi con una precisa conclusione di destro, sfruttando un'azione di contropiede innescata da Ronaldinho. Brividi per Abbiati sulla traversa di Coulibaly e nel finale con il colpo di testa di Ouliech.


Bayern Monaco - Roma 2 - 0

Risultato analogo all'Allianz Arena, ma con un clima tutt'altro che positivo per la Roma, sconfitta dal Bayern con le reti di Muller e Klose. Ranieri non è riuscito a scuotere i suoi, reduci dalla disastrosa prestazione di Cagliari. Nonostante le pesanti assenze di Robben e Ribery nelle file tedesche, i giallorossi sono scesi in campo con una formazione fin troppo difensiva che ha portato poco gioco e scarse occasioni da goal. Borriello si rende pericoloso sul finale del primo tempo impegnando Butt. Il Bayern preme sull'acceleratore e sono diverse le situazioni in cui Julio Sergio è protagonista: la porta del romanista viene però violata grazie ad gran destro di Muller che batte l'estremo difensore. Siamo al 78' e il Bayern è in vantaggio. La Roma prova a reagire con Borriello poco dopo, ma all'83' Klose chiude i conti e porta i primi tre punti del girone ai suoi.

martedì 14 settembre 2010

Champions League: Barça, che spettacolo! Vola il Valencia, delude il Manchester

GIRONE A

Werder Brema-Tottenham 2-2
Nel gruppo di Inter e Twente, il Tottenham spreca una ghiotta opportunità facendosi rimontare a Brema i due gol di vantaggio dai padroni di casa. Per quasi tutto il primo tempo gli Spurs dominano il match, con Crouch che fa letteralmente impazzire il suo diretto marcatore Pasanen. Ed è proprio il difensore finlandese del Werder a regalare al 12' il vantaggio agli ospiti, deviando imparabilmente in scivolata nella propria porta un cross dalla destra di Bale. Appena 6' dopo gli uomini di Redknapp trovano anche il raddoppio proprio con Crouch, perfetto nello stacco di testa in area su preciso assist di Van der Vaart. Il Werder, inguardabile e disordinato, sembra avviato ad una sicura sconfitta, ma al primo vero squillo della loro partita i tedeschi trovano il gol al 43' con Hugo Almeida, che beffa Cudicini da due passi sbucando in mezzo tra King e Assou-Ekotto. Tempo 3 minuti dall'inizio della ripresa e il Werder trova pure il pareggio con una stupenda azione personale di Marko Marin, che di destro dal limite conclude lì dove Cudicini non ci può arrivare. Nel finale Crouch avrebbe l'opportunità per riportare avanti gli inglesi, ma il risultato non cambia. A Brema finisce 2-2.

Classifica: Twente 1, Inter 1, Werder Brema 1, Tottenham 1

GIRONE B

Benfica-Hapoel Tel Aviv 2-0
Vittoria, non senza qualche patema, per il Benfica di Jorge Jesus, che all'Estadio Da Luz supera i campioni israeliani dell'Hapoel riscattando in parte il peggior avvio della sua storia in campionato (una vittoria nelle prime quattro partite). Il grande protagonista nel primo tempo è il centrocampista portoghese Carlos Martins, imprendibile sulla destra, che al 21' mette al centro per Luisao: l'attaccante lusitano è bravissimo a con uno stupendo destro al volo a non lasciare scampo al portiere avversario Enyeama e a portare in vantaggio i suoi. Nella ripresa gli israeliani, all'esordio in Champions, provano a creare qualche apprensione alla porta di Roberto, ma il Benfica al 68' chiude la partita con Cardozo, dopo una respinta di Enyeama su Maxi Pereira. Nel finale palo degli ospiti con Tamuz.

Lione-Schalke 04 1-0
Notte fonda per lo Schalke 04 di Felix Magath, alla quarta sconfitta in altrettante gare stagionali. Nonostante l'esordio europeo della coppia Raul-Huntelaar in avanti (ma la mancanza di intesa tra l'ex bandiera del Real Madrid e l'ex milanista al momento appare evidente) i tedeschi cedono sul campo della semifinalista della scorsa edizione di Champions, che pure in Ligue One non se la passa meglio (5 punti in altrettante gare). Anche gli episodi decisivi sono, in pratica, dei gentili omaggi della formazione di Gelsenkirchen: al 21' è il difensore tedesco Moritz, con un retropassaggio errato, a regalare palla a Bastos; l'esterno brasiliano non si fa pregare e con un perfetto pallonetto fulmina Neuer. Al 38' a completare la frittata ci pensa Howedes, che si fa cacciare per un fallaccio sullo stesso Bastos.

Classifica: Benfica 3, Lione 3, Schalke 04 0, Hapoel Tel Aviv 0


GIRONE C

Manchester United-Glasgow Rangers 0-0
Nonostante il rientro in campo di Rooney, dopo l'assenza impostagli da Ferguson in Premier per ''riprendersi'' dagli scandali coniugali, il Manchester non va oltre il pareggio a reti bianche all'Old Trafford contro i vice campioni di Scozia. Con alcuni titolari a riposo e l'impiego di Giggs e del ''Chicharito'' Hernandez dal 1' i Red Devils comandano il gioco, specie nel primo tempo, ma senza creare troppe occasioni, con gli ospiti bravi a difendere ma spuntati in attacco, dove l'unica punta Miller galleggia inutilmente in solitudine. L'episodio più rilevante del match viene purtroppo dal terribile infortunio all'esterno ecuadoregno del Manchester, Valencia, che in un contrasto con Bradfoot è costretto ad uscire in barella addirittura con il supporto della maschera per l'ossigeno. Per lui si parla di frattura a tibia e perone con interessamento dei legamenti; nelle ipotesi più ottimistiche rientrerà la prossima estate.

Bursaspor-Valencia 0-4
Tutto facile per il Valencia in terra turca contro il Bursaspor, squadra campione del proprio paese ma, per quel che si è visto, davvero modesta tecnicamente. I catalani, nonostante le cessioni eccellenti di Villa e Silva per riassestare il bilancio societario, possono consolarsi con il centrocampista ex Montpellier Tino Costa, protagonista prima, al 16', di un grandissimo destro da 40 metri che fulmina il portiere avversario Ivankov (il gol più bello visto sin qui) e poi ,al 41', di una punizione a giro che colpisce la traversa turca, sulla quale Aduritz di testa corregge in rete per il 2-0 ospite. Nella ripresa gli uomini di Emery dilagano, prima ad inizio ripresa con un tocco di punta di Pablo Hernandez (precedentemente fermato dalla traversa) e poi con un contropiede di Soldado a 10' dalla fine.

Classifica: Valencia 3, Manchester United 1, Glasgow Rangers 1, Bursaspor 0


GIRONE D

Barcellona-Panathinaikos 5-1
E' festa al Camp Nou per il Barcellona di Pep Guardiola, in una serata che cancella l'imbarazzante flop interno nella Liga contro l'Hercules. Eppure a passare in vantaggio per primi sono proprio gli ospiti greci, che confermano quanto il calcio spesso e volentieri siano uno sport cinico. Dopo 20' senza aver praticamente mai toccato palla e senza aver mai superato la metacampo blaugrana, un rinvio del portiere Tzorvas seguito da un pregevole tacco di Cissè mettono Govou a tu per tu con Victor Valdes. L'attaccante transalpino non sbaglia, portando in vantaggio i greci nonostante le statistiche impietose (90% di possesso palla a favore del Barcellona!). Ci sarebbe di che essere frustrati, ma il Barça dalla sua ha campioni come Xavi e Messi: e proprio sull'asse tra il 6 e il 10 blaugrana nasce il pareggio, appena 2' dopo, con Messi che scavalca Tzorvas con un destro morbidissimo. Dieci minuti dopo gli uomini di Guardiola ristabiliscono le gerarchie, con l'assist di Busquets per Villa su angolo e il primo gol in Champions per il Guaje ex Valencia. Prima del finale di tempo arriva anche il 3-1 con un'azione da cineteca firmata da Xavi, Messi e Pedro: doppio triangolo perfetto e conclusione imparabile della Pulce argentina. Nella ripresa continua il Messi show, nonostante il Pallone d'Oro fallisca pure un calcio di rigore: al 33' con una conclusione da posizione defilatissima la palla colpisce entrambi i pali, prima della deviazione vincente di Pedro; al 92' un assist-cucchiaio al bacio manda in rete pure Dani Alves. Spettacolo puro.

Copenhagen-Rubin Kazan 1-0
Il Rubin fallisce il gol partita, il Copenhagen no. Dopo l'occasionissima a 5' dalla fine sprecata dalla punta dei campioni di Russia Kassaev, è il Copenhagen a portarsi a casa l'intera posta in palio grazie alla rete di N'Doye a 4' dal 90', con un colpo di testa su punizione di Vingaard. La vittoria per i danesi arriva così al termine di una partita non esaltante; in campo per il Rubin c'è anche l'ex interista Oba Oba Martins, ma i tempi dei gol conditi dalle capriole sembrano parecchio lontani.

Classifica: Barcellona 3, Copenhagen 3, Rubin Kazan 0, Panathinaikos 0

Inter, due lampi contro il Twente, ma la luce è ancora lontana

Di Paolo Pappagallo
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Inizia con un pareggio, esattamente come un anno fa, l'avventura dell'Inter nel Gruppo A della Champions League edizione 2010/2011. Ma con un Balotelli, e soprattutto un Mourinho, in meno e un Mariga e un Benitez in più le differenze tra il 2-2 di Enschede contro i Campioni d'Olanda del Twente e lo 0-0 casalingo contro il Barcellona di dodici mesi fa sembrano piuttosto nette. Sia per la caratura dell'avversario, anche se il Twente non è squadra da buttare ed è pure dotata di un paio di interessanti individualità, sia sotto il profilo del gioco e del carattere, che pur mostrando piccoli miglioramenti ancora lasciano piuttosto a desiderare, anche ricordando che in campo stasera c'erano 10/11 dei reduci della finale di Madrid. E tra quei dieci l'eroe del 22 maggio, Diego Milito si è distinto sì per il ritorno al gol, ma nella porta sbagliata.

E sì che ''il Principe'' sembrava aver mostrato confortanti segnali di risveglio sin dall'avvio, in particolare al 13': finta delle sue a spiazzare Rosales e diagonale ad impegnare il portiere del Twente Mihajlov, con Sneijder prontissimo a infilare sulla respinta da due passi per l'1-0 Inter. Il Twente, come detto, non è però assolutamente squadra ''materasso'' e, anzi, a centrocampo i piedi buoni non mancano. Come quelli di Janssen ad esempio, preciso ed implacabile nello spedire al 19' una punizione nel sette, là dove Julio Cesar non può arrivarci, per l'1-1 olandese. Il numero 8 del Twente è senza dubbio l'elemento più pericoloso della squadra allenata da Preud'homme: al 29' Julio Cesar deve esibirsi in una delle sue migliori parate per togliere dall'angolino alto un suo sinistro destinato in rete, e sul corner successivo, battuto ancora da Janssen, Milito anticipa Janko deviando però di testa nella propria porta e beffando Julio Cesar. 2-1 Twente e le cose sembrano mettersi male per gli uomini di Benitez. Ma tra tante ombre nerazzurre la luce che tiene accesa la partita si chiama ancora Samuel Eto'o, al secondo gol consecutivo. Su sponda di Pandev è infatti il camerunense, con un colpo da biliardo, a beffare Mihajlov e a realizzare il 2-2 al 41' con cui le squadre vanno all'intervallo.

La ripresa si apre però ancora con una pessima notizia per tutti gli interisti: al quarto d'ora Pandev si infortuna alla caviglia lasciando il posto a Coutinho. Un infortunio, quello del macedone, ancora da valutare ma che sembra piuttosto serio. Il giovane brasiliano è comunque una delle note più positive in una ripresa dai ritmi bassi, in cui entrambe le squadre sembrano sostanzialmente accontentarsi del pareggio, con l'Inter che ci prova unicamente con un paio di iniziative di Eto'o e dello stesso Coutinho. Milito invece continua ad essere il fantasma del bomber della scorsa stagione e in questo senso le scelte di Benitez lasciano doppiamente perplessi: tenere l'argentino in campo per 87' per poi sostituirlo con Muntari sul 2-2 avrà fatto venire a più di qualche tifoso una terribile nostalgia di Mourinho e dei suoi schemi ultraspregiudicati. La buona notizia comunque, sia per Inter che per Twente, viene da Brema: il 2-2 anche tra Werder e Tottenham significa pari e patta per tutte e quattro le contendenti ai due posti per gli ottavi. Appuntamento quindi al 29 settembre per Inter-Werder Brema e Tottenham-Twente.