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domenica 16 gennaio 2011

Le romane vincono, la Juve sorride. Udinese e Cagliari super.

Grazie ad un goal di Kozak, la Lazio ottiene tre punti importanti contro la Sampdoria e aggancia il Napoli al secondo posto. I capitolini sono a tre distanze dal Milan che stasera giocherà a Lecce. La Juventus ritrova la vittoria con le reti di Del Piero e Aquilani, castigando un Bari sempre più ultimo. Vittoria per la Roma con il goal di Simplicio in casa del Cesena e travolgente Udinese che con quattro reti in casa del Genoa sembra essere una delle squadre più in forma. Vola il Cagliari, che batte tra le polemiche per un goal in offside il Palermo di Zamparini: il presidente rosanero si è fatto sentire contro la classe arbitrale. Vittoria del Brescia sul Parma e pareggio tra Catania e Chievo, dove la panchina di Giampaolo sembra essere in forte rischio.

I risultati della prima giornata di ritorno:

Lazio-Sampdoria 1-0
Cesena-Roma 0-1
Juventus-Bari 2-1
Brescia-Parma 2-0
Catania-Chievo 1-1
Genoa-Udinese 2-4.
Inter-Bologna 4-1
Napoli-Fiorentina 0-0
Cagliari-Palermo 3-1
Lecce-Milan 1-1

La classifica

Milan 41
Napoli e Lazio 37
Roma 35
Juve 34
Inter 32
Palermo 31
Udinese, 30
Cagliari e Sampdoria 26
Fiorentina 24
Chievo e Genoa 23
Bologna (-3), Parma e Catania 22
Cesena e Lecce19
Brescia 18
Bari 14

mercoledì 24 novembre 2010

Champions League: Il Valencia gioca a tennis! Ok Barça, Manchester, Tottenham e Schalke. Il Benfica fa harakiri

Dal successo pomeridiano del Rubin Kazan contro il Copenhagen alla tennistica vittoria del Valencia contro il malcapitato Bursaspor, il quinto turno di Champions anche per i Gruppi A, B, C e D regala situazioni pressochè delineate in tutti i gruppi, ad eccezione di quello del Barcellona, dove proprio Rubin e Copenhagen si giocheranno tutto nell'ultima giornata, con i danesi avanti di un punto e favoriti dallo scontro casalingo contro il già eliminato Panathinaikos (ai russi toccherà invece la difficilissima trasferta sul campo di Messi e compagni, dove tra l'altro la squadra di Berdiyev vinse proprio un anno fa di questi tempi). Negli altri gironi, come detto, già tutto deciso o quasi, con Tottenham, Inter, Schalke 04, Lione, Manchester United, Valencia, oltre al Barcellona, già proiettate agli ottavi di finale in programma a febbraio.

GIRONE A
Tottenham-Werder Brema 3-0
Elementare Watson, anzi, Redknapp. A White Hart Lane la formazione londinese passeggia con facilità irrisoria sulle macerie di un Werder Brema già eliminato, in crisi profonda di risultati e decimato dagli infortuni. La squadra di Schaaf, che in dieci anni sulla panchina degli anseatici è probabilmente nel momento peggiore della sua gestione, priva di Naldo, Borowski, Arnautovic e Almeida non oppone la benchè minima resistenza agli avversari, che ritrovano Van Der Vaart alle spalle del duo d'attacco Crouch-Pavlyuchenko. In panchina si rivede anche Jermain Defoe, al rientro dall'infortunio. Pronti, via e dopo 6' gli Spurs sono già in vantaggio con una girata al volo di destro di Kaboul su assist di Lennon: secondo gol consecutivo per il difensore ex Portsmouth, quattro giorni dopo la rete decisiva nello storico 3-2 in rimonta nel derby in casa dell'Arsenal. La diversa condizione psicologica tra un Tottenham in stato di grazia e un Werder bisognoso di una grazia è ben presto reso evidente dalla facilità con cui Lennon sulla fascia destra e Bale a sinistra riescono puntualmente a sfondare; gli inviti degli esterni per le due punte Crouch e Pavlyuchenko sono quantomai golosi, ma l'attaccante inglese e quello russo ingaggiano una sfida alla pari a chi riesce a sbagliare di più. Nel finale di tempo ci deve pensare allora Modric a capitalizzare la superiorità dei padroni di casa: sponda di Crouch per il croato, che con una finta si libera di Prodl ed esplode un diagonale che lascia immobile Wiese tra i pali. Doppio vantaggio inglese a fine primo tempo e, contando occasioni e possesso palla, i tedeschi possono dirsi ancora ancora fortunati. Peccato che anche nel secondo tempo non ci sia traccia di reazione degli uomini di Schaaf, che anzi regalano il palco, nel bene e nel male, al solito Gareth Bale. Il gallese è sfortunato a centrare la traversa ad inizio ripresa su punizione, con Wiese immobile, ma è precipitoso poco doppo nel calciare addosso al portiere del Werder un rigore concesso per fallo su Crouch. Poco male, se non per le statistiche, visto l'andazzo dell'incontro; dopo la doppia occasione per l'esterno sinistro degli Spurs, anche il collega Lennon sulla fascia opposta decide nuovamente di farsi notare, con il secondo assist di giornata che Crouch al 34' stavolta non può proprio sbagliare. Finisce 3-0 per il Tottenham, primo a pari punti con l'Inter ma in testa negli scontri diretti; Werder fuori da tutto, con Schaaf sempre più a rischio.


Inter-Twente 1-0

Classifica: Tottenham 10, INTER 10, Twente 5, Werder Brema 2.



GIRONE B
Schalke 04-Lione 3-0
Spietato, concreto, letale: tre aggettivi per definire la prova dello Schalke 04 di Magath, impantanato nei bassifondi della classifica in Bundesliga ma in testa e convincente nel proprio girone di Champions. Tre come i gol nella serata dell'Aufschalke Arena di Gelsenkirchen, che condannano un Lione brutto e spento alla seconda sconfitta europea consecutiva dopo quella sul campo del Benfica. Buon per la formazione di Puel che i portoghesi si suicidino calcisticamente a Tel Aviv, regalando in ogni caso la qualificazione matematica agli ottavi proprio ai francesi. Lo Schalke fa suo il confronto già nei primi venti minuti del match; al 13' è protagonista Raul, reduce dalla tripletta di destro in campionato contro l'Hannover, che salta al limite dell'area Lovren, smarcando al tiro l'olandese Farfan: Lloris battuto e tedeschi in vantaggio. 7' dopo va a referto, per la seconda volta in stagione in Champions, l'ex milanista Huntelaar, liberato all'altezza del dischetto dell'area di rigore francese da un'iniziativa personale di Kluge. Anche in questo caso nulla da fare per l'estremo difensore transalpino e 2-0 Schalke. Il Lione prova a finalmente a reagire verso il finale di primo tempo, ma gli sforzi producono un'unica occasione per Lisandro Lopez, mal sfruttata dall'argentino davanti a Neuer. Nella ripresa il copione non cambia, con lo Schalke a gestire l'incontro e il Lione, con Bastos e Briand decisamente in ombra, a provarci senza troppa convinzione, forse anche distratto dalle buone notizie provenienti da Tel Aviv. Nel finale di partita c'è così tempo per il secondo gol personale di Huntelaar, grazie ad un bel movimento di Raul, che dunque rimanda il possibile aggancio a Inzaghi nella classifica dei migliori marcatori di tutti i tempi nelle coppe europee. Ma per il 33enne spagnolo, vista la qualificazione agli ottavi, le occasioni non mancheranno.

Hapoel Tel Aviv-Benfica 3-0
Tre mazzate, di quelle che fanno male. Anche e soprattutto perchè inaspettate. Finisce così, con una serata da incubo, il sogno ottavi di finale per il Benfica di Jorge Jesus, tanto sprecone in avanti quanto approssimativo in difesa, eliminato da un Hapoel Tel Aviv che non aveva praticamente più nulla da chiedere a questo girone. Almeno in ottica passaggio del turno, visto che la vittoria casalinga contro i portoghesi riaccende negli israeliani qualche flebile speranza in prospettiva Europa League. La formazione di Gutman riscatta in un sola sera il misero bottino di gol realizzati (uno solo) punendo per tre volte nel match la retroguardia avversaria. Dopo un inizio caratterizzato da un timido dominio ospite, gli israeliani vanno a segno alla prima vera occasione della partita, al 24', con Zahavi che sale in cielo sulla punizione di Abutbul fulminando il portiere dei lusitani Roberto. Ti aspetti la reazione degli uomini di Jorge Jesus, ma i portoghesi tengono palla senza riuscire a dare troppo fastidio allo specchio dei pali difesi da Enyeama. I padroni di casa controllano, attendono con pazienza e infine colpiscono per la seconda alla mezz'ora della ripresa, con il brasiliano Douglas Da Silva puntualissimo nello sfruttare un clamoroso buco della difesa ospite. Il Benfica in pratica esce anzitempo dal terreno di gioco, lasciando a Zahavi in pieno recupero la possibilità di realizzare la doppietta, questa volta con un destro su assist di Shivhon. E adesso, non solo i portoghesi devono dire addio agli ottavi di finale ma devono stare attenti per conquistare l'Europa League a non distrarsi nuovamente nel prossimo match in casa contro lo Schalke; contemporaneamente, in casa dell'altra qualificata Lione, l'Hapoel proverà a completare una mini rimonta che sembrava quasi impossibile sino allo scorso turno.

Classifica: Schalke 04 10, Lione 9, Benfica 6, Hapoel Tel Aviv 4.



GIRONE C
Glasgow Rangers-Manchester United 0-1
Nel giorno del suo ritorno in campo, dopo l'infortunio e il periodo travagliato dentro e fuori dal campo, Wayne Rooney torna a fare ciò che sa fare meglio, ovvero segnare, anche se in questo caso su rigore, gol decisivi. Basta infatti un penalty di Roo a 3' dal 90' per consegnare alla squadra di Sir Alex Ferguson una vittoria che, a meno di un roboante tonfo interno nell'ultimo turno all'Old Trafford contro il Valencia, vale non solo gli ottavi di finale ma anche il primo posto del girone. Abbandonano invece mestamente ogni speranza i Rangers di Walter Smith, presentatisi in campo con un 5-4-1 a dir poco abbottonato, sicuramente troppo rinunciatario per tentare il colpo contro i più blasonati avversari. Difatti parte del match vive degli arroccamenti difensivi degli scozzesi per arginare la manovra avversaria; i padroni di casa tutto sommato tengono bene, anche se, al primo sbandamento, Rooney di testa fa tremare la traversa della porta di Mc Gregor. Una volta compresa l'antifona, i Red Devils iniziano sornioni ad attendere qualche incertezza da parte degli avversari, nulli in avanti, anche se Miller in qualche modo riesce in un paio di occasioni a presentarsi davanti a Van Der Sar: nel primo caso la punta scozzese spedisce fuori bersaglio, nel secondo l'esperto numero 1 olandese è costretto a respingere l'insidiosa conclusione nell'avversaria. Meglio il Manchester della ripresa, complice un calo dei Rangers, che rischiano di subire il gol da Carrick, Berbatov e Rooney. Gol che effettivamente viene incassato nel finale, ma per colpa di uno sconsiderato intervento di Naismith su Fabio Da Silva nell'area di rigore scozzese. Dal dischetto Rooney spiazza Mc Gregor, dando sfogo a una gioia evidentemente tanto attesa (curiosa l'immagine di un invasore tifoso dello United che dopo il gol entra in campo per abbracciare il proprio idolo). Finisce 1-0 per la squadra di Ferguson, che segna poco ma subisce ancora meno, visto che i Red Devils sono l'unica formazione con lo ''0'' nella casella gol subiti; i Rangers possono, in parte, consolarsi con il matematico accesso all'Europa League.

Valencia-Bursaspor 6-1
Sino a pochissimi anni fa il calcio turco produceva buonissimi talenti come Emre, Hakan Sukur, Okan e Rustu, per citarni solo alcuni, e squadre del calibro di Galatasaray, Fenerbahce e Besiktas: intendiamoci, nulla di stratosferico, ma pur sempre nella media di un calcio di buonissimo livello. Per questo, risulta quasi incomprensibile vedere quest'anno in Champions League il calcio turco rappresentato dal Bursaspor. Che alla massima competizione europea non ci è arrivato di sicuro per caso, essendo campione uscente del proprio paese con ottime chance di rinconferma. Eppure la formazione di Saglam, nel proprio girone europeo, ha offerto finora uno spettacolo desolante, presa regolarmente a pallate dalle avversarie del girone. Non fa eccezione il Valencia di Unai Emery che, anzi, sul proprio terreno infligge agli ospiti un risultato tennistico più degno dell'erba di Wimbledon che non di quella del Mestalla. I Blanquinegros, dopo l'iniziale sfuriata non troppo convincente dei turchi, passano su rigore al 17': fallo di Erdogan su Aduriz e penalty trasformato da Juan Mata. 4 minuti ed è già 2-0: passaggio filtrante ancora di Mata per Soldado e destro imparabile alle spalle del portiere Ivankov per il quarto gol stagionale in Europa del prodotto delle giovanili del Real Madrid. Il Bursaspor, minuto dopo minuto, inizia a sgretolarsi come un castello di sabbietta e alla mezz'ora ancora Aduriz infila il portiere ospite Ivankov su servizio di Joaquin. Primo tempo in archivio? No, perchè al 37' Joaquin questa volta decide di fare tutto da solo, estrando dal cilindro una staffilata che il portiere del Bursaspor può solo accompagnare in realtà con lo sguardo. 4-0, e prospettiva di goleada spagnola che si fa molto probabile. I turchi, dal canto loro, non protestano neanche troppo su quello che sembrerebbe un netto intervento con la mano di Albelda nella propria area. E nella ripresa, al 10', capitolano per la quinta volta, con Soldado che centra la doppietta e il quinto gol europeo. Con la partita ormai senza storia c'è tempo però, al 24', per il primo storico gol del Bursaspor in Champions League: l'onore tocca a Batalla, con i compagni che lo festeggiano come fosse il gol del vantaggio. Peccato che si tratti invece dell'1-5. Che nel finale diventa 1-6 con la marcatura del neo-entrato Dominguez. Il Valencia ora può cercare il colpo grosso a Manchester per portarsi a casa la qualificazione addirittura da prima del gruppo.

Classifica: Manchester United 13, Valencia 10, Glasgow Rangers 5, Bursaspor 0.



GIRONE D
Panathinaikos-Barcellona 0-3
Tutto come previsto. Dopo il pareggio di Copenhagen, che aveva rimandato la fuga in vetta della squadra di Guardiola, il Barça supera senza problemi l'esame di greco contro la squadra del nuovo allenatore Jesualdo Ferreira, peraltro già fuori dai giochi fin dallo scorso turno. Poco più di un'escursione quella dei blaugrana ad Atene, che colpiscono alla prima vera occasione con Pedro Rodriguez: perfetto il pallone dentro di Dani Alves, con Pedrito pronto all'aggancio e ad una conclusione che non lascia scampo al portiere ellenico Tzorvas. I greci provano a rispondere con una fiammata sull'asse Luis Garcia-Cissé, con il francese che si ritrova a tu per tu con Victor Valdes: bravissimo il portiere spagnolo a salvare il punteggio con una bella respinta in uscita. L'occasione per i padroni di casa rimane però unica; dall'altra parte il solito Messi vuole timbrare il cartellino e ciò ovviamente provoca non pochi problemi a Tzorvas, ottimo in più di un'occasione sulle occasioni di Messi e Iniesta. Nella ripresa il Panathinaikos si spegne del tutto e il Barça ne approfitta per chiudere i conti con un gol da Playstation: azione tutta di prima sull'asse Messi-Dani Alves-Xavi-Iniesta-Adriano (ottimo sostituto di Maxwell) e ancora Messi a concludere di piattone da due passi. Tutto questo al 17'; altri 7' e Pedro sigla la sua doppietta dopo un'altra invenzione di Iniesta. Un Barça così può ora concentrarsi con fiducia sul superclasico di lunedì prossimo contro il Real di Mourinho. Per Jesualdo Ferreira e il suo Panathinaikos tanto lavoro da fare, ma fuori dalle competizioni europee.

Rubin Kazan-Copenhagen 1-0
Basta un rigore al Rubin Kazan, nel match casalingo contro il Copenhagen, per riaprire un discorso qualificazione che sembrava nettamente indirizzato verso i campioni di Danimarca, ottimi protagonisti sin qui nel girone. La trasformazione di capitan Noboa dagli 11 metri vale il meno -1 in classifica per gli ex campioni di Russia, che dovranno però centrare un impresa sì già ottenuta ma non facilmente ripetibile al Camp Nou contro un Barcellona comunque già tranquillo in tema qualificazione e primo posto. Nel gelo del Tartarstan la squadra di Kuban Berdiyev e quella di Bjarne Solbakken non brillano certo per intensità e spettacolarità, brave come sono a difendersi prima che ad attaccare. I danesi, e in particolar l'esperto Gronkjaer, commettono però una sciocchezza ad un soffio dalla fine del primo tempo, con l'ex esterno del Chelsea che interviene goffamente a braccio alto sul cross di Natcho. Dal dischetto, come detto, Noboa realizza. La ripresa offre molto poco, con l'ex genoano Bocchetti sugli scudi al centro della difesa dei padroni di casa. La reazione ospite è tutta in un paio di conclusione, con N'Doye che accarezza la traversa dei russi e Zohore che nel finale dà la sveglia al portiere russo Ryzhikov chiamandolo ad un intervento non facile. Finisce con il successo del Rubin, ma al Copenhagen basterà il successo casalingo contro il Panathinaikos.

Classifica: Barcellona 11, Copenhagen 7, Rubin Kazan 6, Panathinaikos 2.

IN ROSSO LE SQUADRE GIA' QUALIFICATE AGLI OTTAVI DI FINALE
IN ARANCIONE LE SQUADRE GIA' QUALIFICATE IN EUROPA LEAGUE

domenica 14 novembre 2010

Ruggito Lazio, di nuovo in testa. Poker dell'Udinese, Palermo super.

Dopo due sconfitte consecutive, la Lazio di Reja rialza la testa strappando tre punti al Napoli e ottenendo una vittoria che riporta i biancocelesti in vetta alla classifica in attesa del risultato del derby di questa sera. Zarate e Floccari i marcatori, mentre il Napoli ha interrotto la sua serie positiva: oggi Lavezzi non è riuscito a trascinare i suoi e si è dovuto accontentare di una traversa.

Ma aspettando il derby di Milano, si è giocato anche quello della Sicilia tra Palermo e Catania: bella vittoria per i rosanero con uno scatenato Pastore, autore di una tripletta.

Tre reti anche per Totò Di Natale: l'ex capocannoniere della Serie A è stato autore di una prestazione da sogno ai danni di un Lecce sempre più in crisi e quasi mai in partita. Floro Flores ha poi arrotondato il risultato riportando l'Udinese in zona Europa.

Vince ancora il Genoa di Ballardini, 1 a 0 in casa del Cagliari (goal di Ranocchia) e il Parma di Marino a Bari: la classifica dei pugliesi è preoccupante e Ventura potrebbe seriamente rischiare la panchina.

Di Vaio regala la vittoria al Bologna sul Brescia mentre Sampdoria e Chievo pareggiano a reti bianche.

RISULTATI E MARCATORI:

LAZIO-NAPOLI 2-0 15' Zarate, 61' Floccari
BARI-PARMA 0-1 33' p.t. Candreva
BOLOGNA-BRESCIA 1-0 13'st Di Vaio
CAGLIARI-GENOA 0-1 39'st Ranocchia
PALERMO-CATANIA 3-1 34', 2'st e 39'st Pastore (P), 1'st Terlizzi (C)
SAMPDORIA-CHIEVO 0-0
UDINESE-LECCE 4-0 11', 24' e 40' Di Natale, 14'st Floro Flores

LA CLASSIFICA IN ATTESA DEL POSTICIPO INTER - MILAN:

Lazio 25
Milan 23*
Napoli 21
Inter 20*
Juventus 20
Roma 19
Palermo 17
Udinese 17
Genoa 17
Sampdoria 16
ChievoVerona 16
Fiorentina 15
Catania 14
Bologna 14
Parma 14
Lecce 12
Cagliari 11
Brescia 11
Cesena 11
Bari 9

mercoledì 10 novembre 2010

Milan, c'è da stare Allegri: vittoria e primato! Ancora k.o. la Lazio, pari per Inter e Juve, Napoli terzo

Undicesimo turno di campionato, il secondo infrasettimanale della stagione, denso di sorprese in Serie A. Dopo 45' all'insegna di un equilibrio pressochè totale, con i soli gol di Pato a Milano a Simplicio a Roma, i secondi tempi hanno regalato emozioni da quasi tutti i campi, con risultati spesso pesanti e decisivi. Tanto decisivi da determinare il sorpasso in vetta: dopo la sconfitta tra mille polemiche nel derby romano, la Lazio crolla infatti anche a Cesena, trafitta a 5' dalla fine da un gran tiro dalla distanza di Parolo. Secondo gol in A per il centrocampista dei romagnoli e 3 punti pesantissimi per la squadra di Ficcadenti, che ritrova la vittoria dopo più di un mese e soprattutto si allontana dall'ultimo posto in classifica. Per gli uomini di Reja, privi di Hernanes e protagonisti di una prestazione sottotono, si tratta di un grosso campanello d'allarme: occorre verificare che il risultato negativo di domenica contro la Roma non lasci strascichi pesanti a lungo andare, soprattutto nella testa di una squadra cinica e compatta sino appunto a due partite fa. In ogni caso, se prima di questa sera erano i biancocelesti ad impersonare il ruolo della ''lepre'', il testimone è ora nelle mani del Milan di Allegri, nuova capolista con un punto di vantaggio proprio sulla Lazio. I rossoneri, pur soffrendo specie nel primo tempo la pressione del centrocampo del Palermo, la spuntano a San Siro contro i rosanero di Delio Rossi grazie a Pato, di testa su assist di Seedorf, Ibrahimovic, su rigore dopo un atterramento di Sirigu su Ambrosini, e Robinho, a porta vuota dopo un ottimo contropiede di Ibra. Inutile per i siciliani il momentaneo pareggio siglato da Bacinovic ad inizio ripresa, anche se Rossi e i suoi possono recriminare per un rigore sospetto non fischiato da Banti sullo 0-0 dopo un contatto tra Thiago Silva e Pinilla nell'area del Milan. Per i rossoneri, con Dinho fuori per scelta tecnica, serata macchiata da un paio di brutte notizie: Pato e Inzaghi, da valutare, sono infatti usciti anzitempo. C'è ottimismo, comunque, sul recupero del ''Papero'' già per domenica.

A quattro giorni dal Derby della Madonnina, i rossoneri sembrano decisamente più in palla dei cugini nerazzurri. Altra prestazione negativa e altro pareggio infatti per l'incerottata Inter, che dopo aver rischiato l'impossibile nel primo tempo (errori clamorosi di Jeda, Mesbah e Olivera davanti a Castellazzi) esce da Lecce con il secondo 1-1 consecutivo, con il gol di un discreto Milito a metà ripresa subito pareggiato dall'ex juventino Olivera. Un risultato figlio anche questa volta di diversi fattori poco confortanti per i tifosi nerazzurri; davanti Coutinho e Pandev fanno a gara a chi sbaglia di più, con il macedone in particolar modo in uno stato di forma davvero pietoso. Ma anche dietro Benitez, che sbaglia inserendo troppo tardi Milito e sostituendo il buon Biabiany anzichè il molle Coutinho, non può stare tranquillo, viste le clamorose topiche di Cordoba e Lucio al centro della difesa. L'impressione è che l'allenatore spagnolo, partita dopo partita, ci capisca sempre meno: un'Inter così fiacca non la si vedeva da prima del 2006, vedi scandalo Calciopoli. E domenica, come detto, ci sarà il derby: in caso di sconfitta il clima ad Appiano Gentile si farebbe davvero molto, molto pesante.

Con il risultato di Lecce, l'Inter scende addirittura al quarto posto. Al terzo sale infatti il Napoli di Mazzarri, trascinato a turno dal ''Matador'' Cavani e dal ''Pocho'' Lavezzi: dopo la doppietta domenicale dell'uruguagio contro il Parma è infatti un gol in pieno recupero, al 94', dell'argentino a regalare i 3 punti ai partenopei al Sant'Elia di Cagliari dopo una gara piuttosto grigia da entrambe le parti. Gli azzurri staccano così la Juventus, ora quinta ad un punto dall'Inter dopo il pareggio al Rigamonti di Brescia. Giusto l'1-1 tra le formazioni di Iachini e Delneri dopo una partita intensa e combattuta, con i padroni di casa capaci più volte nel primo tempo di mettere in difficoltà i bianconeri. Tra i quali spicca ancora una volta, per condizione e prolificità, Fabio Quagliarella: è sua la zampata al 26' della ripresa, su traversone dell'ex epurato Grosso, a portare in vantaggio la Juve, raggiunta però appena 2' dopo da un meraviglioso sinistro di Diamanti. Delneri può consolarsi se non altro per il rientro in campo dal 1' di Chiellini.

Alle spalle della Juve troviamo una Roma che sembra nuovamente in palla: seconda vittoria consecutiva per i giallorossi di Ranieri, nei bassifondi della classifica solo poche giornate fa e ora ad un soffio dalla zona Champions. Il 3-2 dell'Olimpico contro la Fiorentina porta la firma di Simplicio a metà primo tempo, dopo un'azione rocambolesca, di Borriello a inizio ripresa, dopo un ottimo spunto di Menez, e di Perrotta, dopo un clamoroso errore di Boruc in uscita. Inutili per i viola di Mihajilovic il destro al volo di Gilardino e la punizione di D'Agostino nel finale.
Nelle altre partite, vittorie di misura per Catania e Genoa rispettivamente contro Udinese e Bologna: al Massimino il ritorno al gol dell'argentino Maxi Lopez ferma i lanciatissimi bianconeri di Guidolin, ora agganciati in classifica proprio dai siciliani; a Marassi la prima del dopo Gasperini, con Ballardini in panchina, equivale al primo successo, firmato da Milanetto con un tiro dal limite, dopo tre sconfitte di fila. 0-0 infine a Verona tra Chievo e Bari: un punto che tutto sommato accontenta più i gialloblu che non gli uomini di Ventura, che se non altro spezzano la serie negativa di 5 sconfitte consecutive e si portano al penultimo posto, un punto sopra il Parma , impegnato domani sera tra le mura casalinghe del Tardini contro la Sampdoria.

11° GIORNATA:

Brescia - Juventus 1-1 (71' Quagliarella, 73' Diamanti)
Cagliari - Napoli 0-1 (94' Lavezzi)
Catania - Udinese 1-0 (61' Maxi Lopez)
Cesena - Lazio 1-0 (85' Parolo)
Chievo - Bari 0-0
Genoa - Bologna 1-0 (81' Milanetto)
Lecce - Inter 1-1 (76' Milito, 79' Olivera)
Milan - Palermo 3-1 (19' Pato, 63' Bacinovic, 77' Ibrahimovic rigore, 83' Robinho)
Roma - Fiorentina 3-2 (45' Simplicio, 51' Borriello, 69' Gilardino, 77' Perrotta, 89' D'Agostino)
Parma - Sampdoria domani ore 20.45

LA CLASSIFICA (IN ROSSO LE SQUADRE CON UNA GARA IN MENO)
Milan 23
Lazio 22
Napoli 21
Inter 20
Juventus 19
Roma 18
Sampdoria 15
Chievo 15
Genoa 15
Palermo 14
Catania 14
Udinese 14
Fiorentina 12
Bologna 12
Lecce 12
Cagliari 11
Brescia 11
Cesena 11
Bari 9
Parma 8

domenica 7 novembre 2010

Roma, bastano due rigori. Il Milan insegue, la Juve pure.

Di Luca Cipriano

L'atteso derby capitolino viene vinto dalla Roma che, con un rigore per tempo, blocca il possibile allungo della Lazio in classifica, lasciando la vetta inalterata perchè i biancocelesti rimangono a + 2 sul Milan oggi vittorioso a Bari.

LA GARA:

Primo tempo non entusiasmante, dove la Lazio cerca di effettuare un maggiore possesso palla soprattutto nei primi 15 minuti. La prima svolta della partita arriva con l'inserimento del brillante e giovane Greco al posto di Menez: il vice Totti non ha brillato, e così Ranieri ha preferito sostituirlo, con il nuovo talentino del calcio giallorosso. Giallorossi in vantaggio su rigore, giusto, decretato da Morganti per un fallo di mano di Lichsteiner: Borriello trasforma, nonostante l'intuizione di Muslera.

Nel secondo tempo è la Lazio a fare la partita: ottima nel palleggio, con una Roma schiacciata più volte nella propria area di rigore e costretta a colpire in contropiede come quando Simplicio centra clamorosamente la traversa. Biancocelesti in cerca del pareggio: prima la prodezza di Hernanes viene fermata dal puntale Julio Sergio. Poi il palo nega il goal a Foggia.
La Lazio recrimina per due rigori: è netta la trattenuta di Riise su Mauri così come il fallo di mano di Simplicio in area. Rigore non dato, rigore subìto: anche nella ripresa infatti, proprio nel miglior momento degli aquilotti, la Roma ne approfitta: Vucinic, ancora su rigore dopo un fallo di Dias (nell'azione c'erano però due giocatori della Lazio a terra), trasforma e chiude l'incontro.


Massimo risultato con il minimo sforzo per la squadra di Ranieri che porta a casa tre punti utilissimi per il morale e per superare la metà della classifica. La Lazio di Reja invece ripartirà dal bel gioco offerto, magari provando ad insistere di più nella precisione sotto porta.

LE ALTRE PARTITE:

Bari - Milan 2 -3

Soffre fino al 90°, ma alla fine strappa un successo importante: il Milan è la nuova anti-Lazio grazie ai goal di Ambrosini Flamini e Pato. Inutile il tentativo pugliese con Kutuzov e Barreto.

Juventus - Cesena 3 - 1

Chi risponde presente è la Juventus: dopo il vantaggio del Cesena con Jimenez, i bianconeri pareggiano e capovolgono la situazione con Del Piero, Quagliarella e Iaquinta. Il gruppo di Del Neri c'è. Per il Cesena, è crisi.

Napoli - Parma 2 -0

Il Napoli ritorna alla vittoria al San Paolo e viene trascinato dalla potenza di Cavani: l'attaccante uruguaiano segna una doppietta che porta i partenopei in piena Europa.

Sampdoria - Catania 0 - 0

Pareggio incolore a Marassi che ai fini della classifica può dare forse più morale agli etnei.

Udinese - Cagliari 1 - 1

Succede tutto nel primo tempo: apre le marcature il Cagliari con un bel goal di Conti. Sul finale di tempo risposta friulana targata Floro Flores.

Fiorentina - Chievo 1 - 0

Respira la Fiorentina di Mihajlovic, ma deve attendere ben 80' per potere vedere il sorriso dei tre punti: il goal di Cerci batte il Chievo e allontana i viola dalla zona calda.

domenica 17 ottobre 2010

La Lazio sa ancora volare, vittoria e primato. Super Eto'o e Krasic per Inter e Juve, Fiorentina nell'abisso

Non chiamatela più bella speranza di inizio campionato: la Lazio di Edi Reja è quanto di più reale stia proponendo la Serie A dopo questo primo mini-scorcio di stagione, per l'esattezza sette giornate, all'insegna dell'incertezza e delle sorprese. I biancocelesti avranno pure un organico praticamente immutato rispetto allo scorso, ma il lavoro del tecnico goriziano, i cui risultati si erano fatti apprezzare già nella seconda parte dello scorso campionato, unito ad un Hernanes in più (grande acquisto il brasiliano, sempre più uomo squadra), sembrano davvero aver trasformato gli aquilotti in una squadra degna del posto occupato in classifica. Prova ulteriore ne è la vittoria, figlia di una prestazione cinica e concreta, appunto da grande squadra, nel posticipo serale sul non facile terreno del San Nicola di Bari contro i galletti di Ventura. Un 2-0 targato Hernanes e Floccari, non a caso due degli uomini simbolo del primato biancoleste, dopo un primo tempo sonnacchioso. Quanto basta per mantenere la Lazio in vetta e in solitaria a quota 16, a +2 sulle milanesi.

Prosegue infatti a braccetto la marcia di Inter e Milan al secondo posto della graduatoria. Dopo la vittoria nel primo anticipo del sabato degli uomini di Allegri sul Chievo per 3-1, a raggiungere i cugini ci pensa Eto'o, che a Cagliari regala una magia delle sue: dribbling secco su Astori e conclusione secca dal limite, praticamente da fermo, di sinistro imparabile per Agazzi. 1-0 finale per gli uomini di Benitez e doppia soddisfazione per il camerunense dopo i cori razzisti di inizio gara. Tra le squadre più in salute citazione obbligata per la Juventus di Del Neri, sempre più convincente e sempre più trascinata da un Krasic in forma pazzesca; c'è infatti lo zampino del serbo in tutte le reti con cui i bianconeri strapazzano il Lecce: dal vantaggio di un Aquilani che pare ritrovato al rigore trasformato da Melo (anche lui rinato) con il cucchiaio e dal gol in tuffo di testa di Quagliarella a fine primo tempo sino al 178° gol in Serie A di capitan Del Piero. Una gemma che per il numero 10 bianconero vuol dire agganciare Boniperti nella classifica dei marcatori bianconeri di tutti i tempi in campionato.

A quota 11, insieme ai bianconeri, sale anche il Palermo di Delio Rossi, spietato al ''Barbera'' contro il Bologna di Malesani: 4-1 il finale per i rosanero, che riassaporano il gusto di una vittoria casalinga in campionato dopo ben 6 mesi, targato Pastore (sul quale il Real Madrid sembra aver già concentrato le proprie mire), Pinilla e la coppia slovena ex Maribor, Ilicic-Bacinovic. Sopra Palermo e Juve, al quarto posto, troviamo il Napoli, che si salva a Catania dopo essere andato in vantaggio con il solito Cavani ed essere stato raggiunto a metà ripresa dall'argentino Gomez: i partenopei limitano i danni vista l'espulsione nel secondo tempo di Paolo Cannavaro. Respira invece la Sampdoria, che a Marassi rischia ma rimonta una Fiorentina ultima e in crisi nerissima grazie a Cassano e Ziegler. Per i viola infatti la contemporanea vittoria dell'Udinese a Brescia grazie a Corradi e il pareggio del Parma a Cesena significano fondo della classifica in solitaria: una situazione inaspettata che unita agli ultimi sviluppi negativi sulla famosa ''Cittadella viola'', tanto auspicata dai Della Valle ma infine sfumata, non può che non gettare nello sconforto la tifoseria fiorentina. Chi invece torna a rivedere un bagliore di speranza è la tifoseria giallorossa romanista dopo il successo degli uomini di Ranieri nell'anticipo dell'Olimpico contro il Genoa: 2-1 e ultimo posto a +3, ma in questo pazzo pazzo campionato 2010/2011 c'è sempre tempo per gli sconvolgimenti più impensati.


LA 7° GIORNATA

MILAN - CHIEVO 3-1 (18' Pato, 30' Pato, 70' autogol Ibrahimovic, 93' Robinho)

ROMA - GENOA 2-1 (34' Borriello, 53' Brighi, 79' Rudolf)

CAGLIARI - INTER 0-1 (39' Eto'o)

BRESCIA - UDINESE 0-1 (80' Corradi)

CATANIA - NAPOLI 1-1 (39' Cavani, 69' Gomez)

CESENA - PARMA 1-1 (17' Bogdani, 28' Zaccardo)

JUVENTUS - LECCE 4-0 (13' Aquilani, 34' Melo rigore, 44' Quagliarella, 83' Del Piero)

PALERMO - BOLOGNA 4-1 (17' Pastore, 24' Ilicic, 47' Pinilla, 66' Di Vaio, 84' Bacinovic)

SAMPDORIA - FIORENTINA 2-1 (6' Marchionni, 81' Ziegler, 82' Cassano)

BARI - LAZIO 0-2 (52' Hernanes, 61' Floccari)


LA CLASSIFICA:

LAZIO 16
MILAN 14
INTER 14
NAPOLI 12
JUVENTUS 11
PALERMO 11
SAMPDORIA 10
CHIEVO 10
CATANIA 9
BRESCIA 9
GENOA 8
CESENA 8
ROMA 8
BARI 8
LECCE 8
CAGLIARI 7
BOLOGNA 7
UDINESE 7
PARMA 6
FIORENTINA 5

domenica 3 ottobre 2010

Cuore Napoli, la Roma è k.o. Palermo corsaro, Lazio ancora in testa.

Un goal di Mauri sul finale del primo tempo consolida la posizione della Lazio in testa alla classifica: prestazione determinata da parte degli uomini di Reja che confermano il momento positivo anche contro il Brescia.
Il risultato più rilevante però è quello del San Paolo dove un grande Napoli piega una Roma quasi mai in partita: Hamsik e Cavani segnano una vittoria storica per l'era De Laurentiis.
Colpo del Palermo a Firenze: il solito Pastore, uno dei giocatori più in forma del campionato, regala tre punti preziosissimi ai siciliani.
Vittorie importanti anche per Lecce e Genoa, in attesa del super posticipo tra Inter e Juventus.

Le partite di oggi:

Lecce - Catania 1 - 0
Bologna - Sampdoria 1 - 1
Chievo - Cagliari 0 - 0
Fiorentina - Palermo 1 - 2
Genoa - Bari 2 - 1
Lazio - Brescia 1 - 0
Inter - Juventus h . 20.45
Classifica:

1• Lazio
13
2• Napoli
11
3• Milan
11
4• Inter
10
5• Chievo
10
6• Brescia
9
7• Bari
9
8• Palermo
8
9• Catania
8
10• Lecce
8
11• Juventus
7
12• Cagliari
7
13• Sampdoria
7
14• Bologna
7
15• Cesena
7
16• Genoa
6
17• Fiorentina
5
18• Parma
5
19• Roma
5
20• Udinese
4

venerdì 1 ottobre 2010

Udinese, sei costretta a vincere!

Domani pomeriggio attende il Cesena: tre punti per risollevarsi ed evitare un possibile esonero a Guidolin.

UN SOLO PUNTO IN CINQUE PARTITE

E' sicuramente la squadra più deludente della stagione: l'Udinese di Guidolin ha racimolato un solo punto dopo le prime cinque giornate di campionato e proprio la panchina del tecnico di Castelfranco Veneto potrebbe essere la prima a saltare in caso di mancata vittoria contro il Cesena.

SQUADRA CHE NON VINCE, NON SI CAMBIA?

La filosofia del "prendo a poco e rivendo a tanto", che caratterizza la lunga gestione di Giampaolo Pozzo, non ha ancora dato i propri frutti. Dopo due stagioni altalenanti, e l'addio di Pasquale Marino, il gruppo aveva bisogno di una ristrutturazione: o si costruiva una squadra ad immagine e somiglianza dell'attuale tecnico, ovvero con un cospicuo numero di centrocampisti solidi e alcuni attaccanti di peso, oppure era doveroso innestare pedine fondamentali per ogni ruolo. Nessuna delle due ipotesi si è realizzata.


Con le cessioni di Pepe, D'Agostino, Lukovic, e i principali arrivi di Denis, Benatia e Pinzi, Guidolin si è ritrovato con una squadra tutto sommato fotocopia o addirittura indebolita. Manca la vera qualità, soprattutto in difesa e in attacco: il reparto arretrato vede la presenza dei non più giovani Zapata e Coda (quest'ultimo aveva già le valigie pronte per Bari), con Pasquale e Domizzi in cattiva forma. L'attacco è sulle spalle del solito Di Natale, che difficilmente riuscità a confermarsi ai livelli dello scorso anno, non solo per l'età ma per la mancanza di un adeguato supporto: in attesa del rientro di Denis, la vera punta di peso si chiama Floro Flores. Sanchez c'è, ma gioca da attaccante esterno.

MISTERO CANDREVA

Il vero acquisto dell'estate sembrava essere Antonio Candreva: il giocatore rientrava in prestito dalla Juventus, dopo un continuo cambio di maglia nelle ultime quattro stagioni. L'Udinese lo ha allenato fino al 30 agosto, per poi cederlo al Parma nell'ultimo giorno di mercato. Dov'è il paradosso? Nella città emiliana ha ritrovato Pasquale Marino, che se lo avesse voluto nel suo vecchio team, lo avrebbe trattenuto già nei passati campionati. Un mistero da scoprire.

L'UDINESE PUO' FARCELA SE...

Guidolin è capace di costruire un gruppo e di rinvigorire anche i giocatori demotivati: la squadra ha raccolto poco ma ha espresso alcuni momenti di bel gioco sia a San Siro contro l'Inter che a Bologna ed è reduce da una buona prestazione in casa della Sampdoria. Come se sentisse meno pressione quando gioca in trasferta. Con l'arrivo di Denis e una maggiore solidità in difesa, l'Udinese potrebbe togliersi dall'ultimo posto della classifica e raggiungere in netto anticipo una salvezza tranquilla.

lunedì 27 settembre 2010

Liga: capolavoro Levante, il Real non passa (e Mourinho è sotto processo). Volano Valencia e Barça

Contrordine compagni: a Madrid, sponda Real, non si sorride più. O perlomeno non si sorride più come Mourinho nella conferenza stampa di sabato prima dell'anticipo serale del quinto turno sul campo della matricola Levante, principale candidata alla retrocessione immediata. Solo un paio di giorni fa avevamo parlato della nuova vita dello Special One nella capitale iberica: tante battute, sorrisi per tutti, giornalisti compresi, e sporadiche frecciatine ai rivali di sempre del Barça. Un quadretto quasi surreale per chi, come noi italiani, ha conosciuto il Mou versione ''prostituzione intellettuale'' e gesto delle manette. Eppure, dallo 0-0 esterno di sabato sera a Valencia sul terreno del Levante, seconda squadra della città, qualcosa è cambiato. Non solo in classifica, dove i Blaugrana di Guardiola hanno messo la freccia sorpassando i Blancos (anche se in vetta, solitario, troviamo il sorprendente Valencia di Emery), ma anche nell'umore di Mou e del suo presidente Florentino Perez.

Il Real nelle prime quattro giornate non aveva per nulla incantato ma sostanzialmente aveva fatto il suo dovere, inanellando 3 successi e 1 pareggio, alla pari con il Valencia. Poi la trasferta al ''Ciutat de Valencia'', terreno dei Granotes allenati da Luis Garcia, squadra terz'ultima in classifica e con la difesa più battuta del torneo: quella che, sulla carta, per i Galacticos doveva essere una pura formalità si è trasformata in una partita frustrante, con un pareggio finale che equivale ad una sconfitta. Il risultato è sì figlio di un capolavoro difensivo dei padroni di casa ma anche di un Real addormentato e sprecone: nel primo tempo Cristiano Ronaldo e Di Maria sciupano l'impossibile e quando arrivano vicini al gol è un super Reìna, numero 1 dei catalani, a dire di no. Nella ripresa si concretizza l'ottimo lavoro degli uomini di Garcia in fase difensiva: per più di mezz'ora il Real non tira in porta e solo quando finalmente Mourinho si decide a togliere lo spento Ozil per inserire Pedro Leon i Blancos tornano a farsi pericolosi dalle parti di Reìna. Il nuovo entrato mette in serie apprensione i centrali e il portiere avversario sfiorando ripetutamente il gol da ogni posizione; gol che non centra nemmeno Ronaldo, che 30 secondi dopo il 90' spedisce col sinistro fuori di poco. Ciliegina sulla torta, Higuain al 94' si addormenta in area a tu per tu con il portiere del Levante, che si salva. 0-0 e via ai processi in casa madridista.

Le prime avvisaglie le ha mandate Florentino Perez: così non va. E non solo per i risultati, anche se aver gettato via così il prezioso punticino di vantaggio sul Barcellona non può certamente far piacere al presidente dei ''galattici''. Il punto fondamentale è il gioco: la squadra finora non ha convinto neanche nei successi contro Osasuna ed Espanyol e si sa che in Spagna prima ancora dei risultati è l'estetica ad occupare un ruolo fondamentale (chiedete a Fabio Capello, cacciato da Madrid dopo aver vinto la Liga solo per non aver saputo esprimere un gioco spettacolare). Quindi, pur mantenendo la massima fiducia nel Mago di Setùbal, l'imperativo è tornare a vincere, subito e bene. Un'imposizione che ad uno stratega a lungo termine come Mou non può piacere, e che il nervosismo si stia insinuando nei pensieri dello Special è comprensibile e provato, specie dall'ultima conferenza stampa pre-Champions League di oggi: solita protezione della squadra (''Stanno facendo tutti il massimo e Ronaldo non è egoista") ma pochi sorrisi e soprattutto un attacco deciso al Barcellona e al suo girone di Champions League ("Noi giochiamo contro Ajax e Milan, 20 trofei europei in totale, il loro invece, con Copenhagen, Rubin Kazan e Panathinaikos sembra un girone di Europa League"). Oplà, il vecchio Mourinho ''ha llegado al fin a España". E pare che Perez non abbia preso bene neanche quest'uscita, perchè in contrasto con lo stile che il Real vorrebbe mantenere. Staremo a vedere.

Rimanendo sul fronte Liga, come detto, il Barcellona sorpassa i rivali storici vincendo sul difficile terreno del San Mamès di Bilbao contro l'Athletic. Pur senza Messi, Guardiola può consolarsi con il ''Guaje'' Villa che nella prima frazione ''collauda'' il palo sinistro del portiere basco Iraizoz e nel secondo si traveste da assist man nel gol di Keita. In mezzo, alla mezz'ora del primo tempo, l'espulsione di Amorebieta per i padroni di casa per un'entrata scomposta su Iniesta. A metà ripresa però gli equilibri in campo si ricompongono perchè proprio Villa si fa cacciare per un fallo di reazione su Gurpegui. Poco male, se non per la squalifica futura, perchè Xavi e Busquets firmano comunque il successo finale, rendendo inutile il gol della speranza di Gabilondo. Barça a -1 , insieme al Villareal (vincitore nel posticipo a Malaga, in gol anche Giuseppe Rossi) dal sorprendente Valencia, che rimane in testa, questa volta da solo, vincendo 2-0 sul campo dello Sporting Gijon. Le cessioni di Silva e Villa e i problemi economici del club sembrano non toccare l'entusiasmo della squadra allenata da Unai Emery, che veleggia con l'invidiabile ruolino di marcia di 4 vittorie ed un pareggio. Chi invece non naviga più è l'allenatore del Siviglia, Antonio Alvarez, esonerato dopo la sconfitta ad Alicante sul campo dell'Hercules: doppietta, udite udite, dell'ex juventino David Trezeguet. Sulla panchina degli andalusi in arrivo l'ex allenatore del Maiorca, Gregorio Manzano. In coda Deportivo La Coruña sempre più nel baratro: sconfitta interna contro l'Almeria e penultimo posto a 3 punti, con la casella "vittorie" mestamente ancora a quota zero.

LA CLASSIFICA DOPO CINQUE GIORNATE:
Valencia 13
Barcellona 12
Villareal 12
Real Madrid 11
Atletico Madrid 10
Espanyol 9
Siviglia 8
Hercules 7
Athletic Bilbao 7
Getafe 7
Maiorca 7
Malaga 6
Almeria 5
Osasuna 4
Racing Santander 4
Real Sociedad 4
Sporting Gijon 4
Levante 4
Deportivo La Coruña 3
Real Saragozza 2

Premier League: Mancini batte Ancelotti, United stop, Arsenal e Totteham flop

Il ''Christmas pudding'', per ora, è un po' più vicino. Tralasciando le qualità del tradizionale dolce natalizio britannico, che gli inglesi secondo una loro personalissima classificazione dei gusti considerano delizioso, Roberto Mancini può per il momento rispedire al mittente le insinuazioni di stampa e opinionisti d'oltremanica che avevano pronosticato per l'allenatore italiano del Manchester City un licenziamento entro metà stagione (da noi similmente si direbbe ''arrivare a mangiare il panettone''). Il preziosissimo e prestigioso successo interno contro la capolista Chelsea avrà forse convinto il ricchissimo sceicco Mansour, proprietario del team, ad allontanare decisamente i primi provvedimenti contro la squadra, diretti prima di tutto al Mancio. Che deve ringraziare Carlitos Tevez, protagonista e trascinatore con una prodezza delle sue nell'1-0 al City of Manchester Stadium contro i Blues di Ancelotti, che regala il terzo posto in classifica ai Citizens. Primo stop stagionale dunque in Premier per gli uomini di ''Re Carlo'' dopo le 5 vittorie nelle prime 5 giornate e la paurosa vena realizzativa dell'attacco (21 gol, media di circa 4 gol a partita!). Un piccolo scivolone che ci può stare, specie contro la squadra che più ha investito (e a che cifre!) in Europa sul calciomercato, al termine di una partita comunque combattuta e che fa ulteriormente meno male alla luce dei risultati delle più dirette inseguitrici.

Il Manchester United di Alex Ferguson fallisce infatti l'opportunità di portarsi a -1 dalla capolista, rischiando grosso al Reebok Stadium di Bolton contro i padroni di casa. I Trotters vanno in vantaggio ad inizio partita con il centrale di difesa Knight e vengono raggiunti a metà tempo dalla rete di Nani; nella ripresa lo United torna sotto grazie alla rete dei padroni di casa con il bulgaro Petrov, ma a 15' dalla fine è ancora protagonista Nani, questa volta in veste di assist man per il definitivo 2-2 a firma di Owen. Un risultato che non soddisfa i Red Devils, che comunque possono consolarsi osservando la debacle interna dell'Arsenal contro il West Bromwich allenato da Roberto Di Matteo. Uno stop inatteso e pesante quello dei londinesi di Wenger, con Almunia che ancora una volta fa imbestialire l'Emirates Stadium con i suoi clamorosi errori; la giornata del portiere spagnolo sembra per la verità iniziare nel migliore dei modi, ovvero con la parata sul calcio di rigore di Odemwingie concesso per fallo di Koscielny. Nella ripresa però Odemwingie si riprende il maltolto, infilando Almunia sul suo palo in apertura per l'1-0 a favore dei Baggies; un primo errore neanche grave quello del numero 1 dei Gunners in confronto a quello successivo sul tiro di Jara: intervento tanto goffo quanto inutile con la palla che schizza sul petto del portiere e quindi in rete. Thomas alla mezz'ora sembra completare con il 3-0 la giornata perfetta del WBA, ma nel finale il neo-entrato Nasri riesce, perlomeno, a riaprire 2 volte il match con un paio di supergiocate. Emozioni aggiuntive che non modificano la sostanza: a vincere 3-2 sono gli uomini di Di Matteo che si issano a quota 10 insieme all'Aston Villa (2-1 sul campo del Wolverhampton) e a -1 proprio dall'Arsenal.

Chi invece continua davvero a stentare in questo inizio di stagione sono Tottenham e Liverpool. Gli Spurs, avversari dell'Inter in Champions, escono a mani vuote dall'Upton Park, terreno del West Ham, in uno degli svariati derby di Londra. Per gli Hammers si tratta dei primi 3 punti dopo il terribile inizio di stagione (1 pareggio e 4 sconfitte). Sugli scudi Obinna, in prestito dall'Inter, e l'ex Portsmouth Piquionne, autore del gol partita. Tra gli uomini di Redknapp l'unico a tentare di mettersi in luce, invano, è Van Der Vaart. I punti rimangono così 8, a -7 dal Chelsea (2 vittorie,2 pareggi, 2 sconfitte).
Il Liverpool di Hogdson sta addirittura peggio: 6 punti in classifica, frutto sin qui di una sola vittoria, e pareggio sofferto ad Anfield con il Sunderland. Partita caratterizzata da un giallo iniziale (non nel senso di ammonizione): al 6' il difensore dei Black Cats Turner, incaricato di battere una punizione per i suoi in fase difensiva, tocca indietro per il proprio portiere Mignolet. Un tocco corto, destinato semplicemente a lasciar l'incombenza della punizione al portiere belga, che però viene interpretato da Fernando Torres come una vera e propria rimessa in gioco; lo spagnolo si avventa quindi sul retropassaggio servendo Kuyt, che riceve di fianco a lui e insacca a porta sguarnita. Un atteggiamento che fa infuriare i giocatori del Sunderland e il loro tecnico Steve Bruce, che accusano gli avversari di comportamento antisportivo e irregolare. L'arbitro Atwell (alla quale oggi la Football Association ha dato ragione) invece convalida, ritenendo che non occorra alcun fischio per sancire la ripresa del gioco. Alla fine Bent, con una doppietta di cui il primo gol su rigore, riesce comunque a portare avanti gli ospiti, prima del definitivo pareggio di capitan Gerrard.

Nelle altre partite da segnalare il brusco risveglio della matricola terribile Blackpool, ex quarta forza del campionato, sconfitta 2-1 in casa e scavalcata in classifica dal Blackburn. Successo esterno, preziosissimo, anche per lo Stoke City, che passa 2-1 al Saint James' Park contro il Newcastle, raggiunto a quota 7. Pareggi a reti bianche invece tra Birmingham e Wigan (i Bluenoses salgono a 7, i Latics a 5 ma rimanendo terz'ultimi) e tra Fulham e Everton (Cottagers ancora imbattuti ma al quinto pareggio in sei partite, Toffees sempre ultimi e ancora senza vittorie a quota 3).

LA CLASSIFICA DOPO 6 GIORNATE:
CHELSEA 15
MAN. UNITED 12
ARSENAL 11
MAN. CITY 11
ASTON VILLA 10
WEST BROMWICH 10
FULHAM 8
TOTTENHAM 8
BLACKBURN 8
NEWCASTLE 7
SUNDERLAND 7
BOLTON 7
BIRMINGHAM CITY 7
STOKE CITY 7
BLACKPOOL 7
LIVERPOOL 6
WOLVERHAMPTON 5
WIGAN 5
WEST HAM 4
EVERTON 3

domenica 26 settembre 2010

La Lazio aggancia l'Inter in vetta. Brescia e Chievo, che occasione sciupata!

Chi vuol essere capolista? Non è un quiz con premi in palio, ma l'interrogativo beffardo che sorge spontaneo analizzando i risultati della quinta giornata di A, ovviamente in attesa del posticipo serale tra Juventus e Cagliari. Dopo la sconfitta in extremis dell'Inter nell'anticipo serale del sabato all'Olimpico di Roma, quasi tutte le dirette inseguitrici mancano infatti l'occasionissima di agganciare o addirittura superare i nerazzurri di Rafa Benitez in classifica. In alcuni casi si tratta di un vero e proprio appuntamento con la storia, forse irripetibile, sfumato sul più bello: prendete il Brescia di Iachini, impegnato su un campo comunque tutt'altro che agevole come quello del Bari. Le Rondinelle riescono per quasi tutto il primo tempo a tener testa agli uomini di Ventura, pareggiando con Konè l'iniziale vantaggio pugliese di Rivas, ma nella ripresa è una scivolata avventata di Martinez su Barreto, dopo una gran serie di dribbling del fantasista brasiliano, a regalare al Bari rigore, realizzato sempre da Barreto, e vittoria.
Ma se Brescia piange anche Chievo non ride. Gli uomini di Pioli crollano per la seconda volta in stagione al Bentegodi davanti alla Lazio di Reja, fallendo il ritorno in vetta due giornate dopo. Vetta sulla quale si issano invece proprio i biancazzurri, in coabitazione con l'Inter, trascinati da uno Zarate nuovamente al gol dopo un digiuno di quasi 7 mesi. E chissà se per la squadra di Lotito si prospetta una stagione finalmente da protagonisti, dopo le infinite delusioni dell'anno scorso. Da segnalare la terza occasione sprecata di giornata, con il Catania bloccato in casa dal Bologna di un Marco Di Vaio in forma strepitosa. L'autogol dell'emiliano Britos evita il peggio, ma con la vittoria i siciliani avrebbero agguantato Lazio e Inter al primo posto.

Nella parte medio-bassa della classifica primi 3 punti per la Fiorentina di Mihajlovic, che allontana momentaneamente crisi e contestazioni superando il Parma di Marino e agganciandolo a quota 5 grazie al rigore realizzato da Ljajic (fallo di Lucarelli su Gilardino, il rosso ci poteva stare) e al gol di De Silvestri, entrambi nella ripresa. Brusco risveglio invece per il Cesena di Ficcadenti: se la sconfitta nel turno infrasettimanale a Catania doveva chiamare i romagnoli ad un pronto riscatto, così non è stato. Anzi, la vittoria del Napoli di Mazzarri (espulso per proteste) al ''Manuzzi'' è stata netta nel punteggio e nel gioco: nonostante il gol iniziale dei bianconeri con Parolo (prima rete in A), gli azzurri hanno riportato la partita sui loro binari grazie a Lavezzi, Hamsik (rigore, per la verità dubbio, concesso per un'entrata di Lauro su Zuniga) e la doppietta del solito Edinson Cavani, lasciato inizialmente e inspiegabilmente in panchina da Mazzarri. Altro 0-0 invece per la Sampdoria, che ritrova Cassano ma non il gol dopo il pareggio a reti bianche di Cagliari e regala il primo punto in campionato all'Udinese di Guidolin, sempre ultima (e in caso di vittoria della Juventus stasera a -4 dalla penultime). Tra queste c'è il Lecce di De Canio, che sfiora il colpaccio a Palermo andando sul 2-0 con Giacomazzi e Corvia prma di subire la rimonta rosanero con Pinilla e Maccarone, quest'ultimo ben oltre il 90'.

Insomma, in attesa del posticipo serale, la classifica delle Serie A rimane cortissima, se possibile ancora più di prima: tra i 5 punti di Palermo, Fiorentina, Parma, Genoa, Roma e Lecce (penultime) e i 10 di Inter e Lazio capoliste è evidente come mai la distanza tra baratro e sogno sia stata così sottile. Senza retorica, dopo cinque giornate possiamo dire che la Serie A quest'anno è combattuta ed aperta com'era moltissimo tempo che non la vedevamo e per questo sarà ancora più appassionante da seguire per tutti.

LA GIORNATA

MILAN - GENOA 1-0 (49' Ibrahimovic)

ROMA - INTER 1-0 (92' Vucinic)

CESENA - NAPOLI 1-4 (47' Parolo, 72' Lavezzi, 81' Hamsik rigore, 88' Cavani, 92' Cavani)

BARI - BRESCIA 2-1 (16' Rivas, 30' Konè, 55' Barreto rigore)

CATANIA - BOLOGNA 1-1 (40' Di Vaio, 66' autogol Britos)

CHIEVO - LAZIO (69' Zarate)

FIORENTINA - PARMA 2-0 (61' Ljajic rigore, 76' De Silvestri)

PALERMO - LECCE 2-2 (8' Giacomazzi, 46' Corvia, 52' Pinilla, 93' Maccarone)

SAMPDORIA - UDINESE 0-0

JUVENTUS - CAGLIARI ore 20.45


LA CLASSIFICA (In rosso le squadre con una gara in meno):

INTER 10
LAZIO 10
CHIEVO 9
BRESCIA 9
MILAN 8
NAPOLI 8
CATANIA 8
BARI 8
CESENA 7
CAGLIARI 6
SAMPDORIA 6
BOLOGNA 6
PALERMO 5
FIORENTINA 5
PARMA 5
GENOA 5
ROMA 5
LECCE 5
JUVENTUS 4
UDINESE 1

domenica 19 settembre 2010

Cesena da sogno, primo con l'Inter. Si risveglia la Juve. Roma e Palermo nel tunnel.

Tutto come previsto? Non si direbbe, anzi. La giornata di campionato riserva una piacevolissima sorpresa, e mezza.
Partiamo dalle cose ovvie. Inter in testa alla classifica, di nuovo. Cambiano i mister (terzo in quattro anni) ma non i risultati. Sono serviti appena 270' minuti a Rafa Benitez per gustarsi il piatto più ricco della Serie A: il primo posto. Certo, la portata non è quella adatta ai palati dei tifosi nerazzurri, abituati a degustarlo da soli. In vetta, in condominio, c'è il Cesena, quello dei miracoli.

Siamo arrivati alla sorpresa di giornata, e non solo. Apri la classifica e leggi: CESENA 7, INTER 7. I bianconeri sono in testa, nonostante gli arbitri. Clamorosa la svista di giornata di Rocchi, che poteva penalizzare fortemente i bianconeri. Ha espulso Colucci per un fallo (inesistente) di Nagatomo. Ma è andata bene e ora comanda, in virtù delle vittorie (odierna) con il Lecce, firmata Bogdani e con il Milan, griffata Bogdani e Giaccherini. Chiude il tris il pari con la Roma. Se non soffre di vertigini, il team romagnolo ce ne farà vedere delle belle...

E la mezza? L'avrete capito tutti. Si tratta della Juventus, che si è risvegliata di soprassalto. Asfaltando l'Udinese. Quattro reti, ottima prestazione. I proclami (non da noi, non per il momento) arriveranno: si parlerà di Juventus "rinata", di bianconeri stellari. La verità è un'altra. E' stata sconfitta - in maniera netta e positiva, lo ammettiamo - una squadra al momento fallimentare. Sicuramente un grande passo avanti rispetto alle gare con Samp e Lech, ma ora c'è bisogno di continuità.

Le note negative di giornata, invece, si chiamano Roma e Palermo. Le panchine dei due - specie quella di Rossi - si fanno, se non roventi, quantomeno calde.
Per i giallorossi, che non più tardi di 20 giorni fa urlavano "pronti per lo scudetto" si tratta di un pareggio da leggere in chiave negativa, fallimentare, poiché arriva dopo due ko. La "Magica" è un'altra cosa.
Il Palermo perde la terza gara in 7 giorni. Tutte di misura, verissimo, ma in classifica è penultima con un punto in 3 giornate. Peggio, solo l'Udinese.

LA GIORNATA


Fiorentina - Lazio 1-2 (Lijajc (F), Ledesma rig (L), Kozak (L))
Milan - Catania 1-1 (Capuano (C), Inzaghi (M))
Bari - Cagliari 0-0
Cesena - Lecce 1-0 (Bogdani)
Chievo - Brescia 0-1 (Diamanti)
Palermo - Inter 1-2 (Iliacic (P), Eto'o, Eto'o(I))
Parma - Genoa 1-1 (Toni rig.(G), Zaccardo (G))
Roma - Bologna 2-2 (Borriello (R) aut Rubin (B), Di Vaio (B), Di Vaio (B))
Udinese - Juventus 0-4 (Bonucci, Quagliarella, Marchisio, Iaquinta)
Sampdoria - Napoli h 20.45


CLASSIFICA (in rosso una gara in meno)


CESENA 7
INTER 7
CHIEVO 6
LAZIO 6
BRESCIA 6
CAGLIARI 5
BARI 5
JUVE 4
MILAN 4
SAMP 4
PARMA 4
CATANIA 4
GENOA 4
LECCE 3
NAPOLI 2
BOLOGNA 2
ROMA 2
PALERMO 1
FIORENT. 1
UDINESE 0