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domenica 16 gennaio 2011

Le romane vincono, la Juve sorride. Udinese e Cagliari super.

Grazie ad un goal di Kozak, la Lazio ottiene tre punti importanti contro la Sampdoria e aggancia il Napoli al secondo posto. I capitolini sono a tre distanze dal Milan che stasera giocherà a Lecce. La Juventus ritrova la vittoria con le reti di Del Piero e Aquilani, castigando un Bari sempre più ultimo. Vittoria per la Roma con il goal di Simplicio in casa del Cesena e travolgente Udinese che con quattro reti in casa del Genoa sembra essere una delle squadre più in forma. Vola il Cagliari, che batte tra le polemiche per un goal in offside il Palermo di Zamparini: il presidente rosanero si è fatto sentire contro la classe arbitrale. Vittoria del Brescia sul Parma e pareggio tra Catania e Chievo, dove la panchina di Giampaolo sembra essere in forte rischio.

I risultati della prima giornata di ritorno:

Lazio-Sampdoria 1-0
Cesena-Roma 0-1
Juventus-Bari 2-1
Brescia-Parma 2-0
Catania-Chievo 1-1
Genoa-Udinese 2-4.
Inter-Bologna 4-1
Napoli-Fiorentina 0-0
Cagliari-Palermo 3-1
Lecce-Milan 1-1

La classifica

Milan 41
Napoli e Lazio 37
Roma 35
Juve 34
Inter 32
Palermo 31
Udinese, 30
Cagliari e Sampdoria 26
Fiorentina 24
Chievo e Genoa 23
Bologna (-3), Parma e Catania 22
Cesena e Lecce19
Brescia 18
Bari 14

domenica 9 gennaio 2011

Una domenica da pazzi! Milan-Udinese da tachicardia, superflop della Lazio, l'Inter c'è

Parafrasando il film di Checco Zalone, campione d'incassi in questi giorni nei cinema, verrebbe da dire: ''Che bella giornata!'' O, meglio ancora, che pazza giornata questa 19° di Serie A, ultima di andata e quindi vero giro di boa della stagione. Una domenica che entra di diritto tra le più incredibili degli ultimi anni, sicuramente la più elettrizzante di questo campionato, in attesa peraltro delle ulteriori emozioni forti che promette il posticipo del San Paolo tra il coriaceo Napoli di Mazzarri e l'incerottata ma grintosa Juventus di Delneri. Una partita da piani altissimi in una classifica che si fa sempre più corta e promette ulteriori stravolgimenti da qui a fine stagione. Anche perchè la capolista Milan non sembra più così insuperabile neppure in difesa alla luce del clamoroso 4-4 interno contro l'Udinese; tantomeno la Lazio fin qui sorpresa del campionato, sconfitta in casa contro tutti i pronostici dal Lecce penultimo; e il discorso si può estendere alle altre squadre nei primi sei posti (oltre a Napoli e Juve, la Roma sconfitta a Genova dalla Samp e il Palermo bloccato a Verona dal Chievo). Occhio invece a chi occupa il settimo posto, ovvero l'Inter di Leonardo, ora a -11 dalla vetta e con due match da recuperare, contro il Cesena in casa e la Fiorentina fuori. Insomma, il campionato è più vivo e vegeto che mai.

JUAN, CHE DISASTRO! - Le avvisaglie che sarebbe stata una giornata particolarmente scoppiettante erano già venute dal match delle 12.30 a Marassi tra la Sampdoria di Di Carlo, vogliosa di riscatto dopo le tre sberle subite dal Palermo e con ''Kiko'' Macheda in panchina, e la Roma di Ranieri, in serie positiva da 6 turni ma traballante in trasferta. La scelta del tecnico testaccino di premiare Vucinic dopo la decisiva doppietta contro il Catania, affiancandolo in avanti a Borriello e sacrificando capitan Totti alla panchina, sembrava aver portato subito i suoi frutti, con il gran gol del montenegrino dopo 17': partenza da metà campo, dribbling secco su Lucchini e diagonale a fulminare l'estremo difensore blucerchiato Curci. Un vantaggio giusto, legittimato dal buon possesso palla giallorosso del primo tempo, con un'unica ottima occasione per i padroni di casa sprecata da Marilungo a tu per tu con Julio Sergio. A riaprire una partita indirizzata su binari giallorossi ecco però ad inizio ripresa l'errore, primo e non ultimo della sua partita, del romanista Juan, subentrato a Mexes: il centrale, senza pressione addosso, serviva al suo portiere un retropassaggio cortissimo e lentissimo che si trasformava in un assist al bacio per il blucerchiato Palombo, steso in pieno area da Julio Sergio in un disperato tentativo di recupero. Espulsione inevitabile e rigore trasformato da Pozzi alle spalle del neo-entrato Doni. Da qui, inevitabilmente, cambiava l'inerzia della partita, con la Samp aggressiva ma imprecisa (con Pazzini, reduce dalla febbre, e l'esordiente Macheda in campo al posto di Marilungo e Pozzi) e la Roma costretta a difendersi, ma capace di creare qualche brivido in avanti sull'asse Vucinic-Borriello. Tutto questo fino al 38', secondo atto del ''Juan Horror Show'': incredibile la dormita del brasiliano davanti a Doni, con la difesa giallorossa ferma, e facile la zampata di Guberti per il vantaggio blucerchiato. Niente da fare per la Roma nel finale, nonostante la doppia espulsione dei centrali avversari Lucchini e Gastaldello, e l'ingresso nel finale di Totti.

CASA DOLCE CASA? -  Dopo il consueto ''antipasto'' dell'ora di pranzo, ecco quindi le portate principali della giornata, servite regolarmente alle 15. I primi tempi, in verità, fanno pensare ad un pasto piuttosto magro, magari in linea con la dieta post-natalizia, vista la penuria di gol nei primi 30' (uno solo, quello di Aquafresca al 22' nel vantaggio del Cagliari a Parma). Ad ingrossare il bottino negli ultimi quindici minuti ci pensano poi Diamanti (strepitoso nell'1-0 provvisorio del Brescia a Firenze), Ekdal, Di Natale, Muslera (sfortunatissimo - palla sul palo e poi contro la schiena del portiere laziale - nel vantaggio esterno del Lecce) e proprio in extremis Pato e Cordova. A guardare i risultati finali dei primi tempi spicca un curioso dato: pareggio del Milan a parte, nessuna delle squadre impegnate sul proprio terreno di gioco è stata capace di realizzare una rete nei primi 45'. Un dato parziale ma comunque indicativo di una giornata al di fuori di qualsiasi schema precompilato, soprattutto per gli scommettitori. Difficile per chiunque prevedere una Lazio sottotono e sotto nel punteggio contro un buon Lecce, abbonato però al mal di trasferta; altrettanto difficile immaginare il Brescia penultimo e in difficoltà sopra di 2 reti in casa della Fiorentina e a secco di vittorie in toscana da 41 anni; imponderabile anche lo 0-2 del Parma contro il Cagliari. Forse un po' meno impronosticabile il pareggio casalingo del Milan, incerottato a centrocampo, contro l'Udinese: negli ultimi anni la sfida tra i rossoneri e i friulani aveva sempre regalato parecchi gol. Anche se mai, nell'entità del punteggio, come quelli a destinati a vedersi nella ripresa.

SPETTACOLO PIROTECNICO - Sì, perchè nella ripresa, a San Siro e non solo succede di tutto: ad inaugurare la fiera dell'assurdo è Mauri al 2', che realizza in modo molto rocambolesco (e in probabile fuorigioco) il pareggio della Lazio su punizione battuta da Ledesma. All' 8' del match di San Siro ci pensa invece il cileno Sanchez a scuotere il campionato, con una zampata nell'area milanista in anticipo sullo sciagurato Bonera che finisce alle spalle di Amelia. L' 1-2 per l'Udinese accende definitivamente i fari anche sugli altri campi: l'Inter, dopo un primo tempo abulico a Catania, prova a scuotersi contro la formazione di Giampaolo, che però tiene bene il proprio terreno (una sola sconfitta interna nel 2010). Ma quando da Milano arriva la notizia del terzo gol dell'Udinese, firmato da Di Natale, Leonardo capisce che l'occasione per assottigliare il distacco dalla vetta è di quelle da non lasciarsi scappare e spedisce dentro Pandev al posto di Chivu. Ti aspetti il vantaggio nerazzurro e invece è il Catania  al 24' a passare: Castellazzi, provvidenziale ad inizio ripresa in un paio di occasioni su Maxi Lopez, respinge un altro tiro dell'argentino, che poi ci riprova e trova il salvataggio di Stankovic sulla linea; sulla respinta del serbo la cannonata dell'altro argentino Gomez è micidiale e si infila sotto la traversa. Milan sotto, Inter sotto e un minuto dopo pure Lazio sotto! Clamoroso il buco difensivo biancoceleste sull'assist di Munari che permette a Grossmuller, praticamente indisturbato, di battere in diagonale Muslera per il 2-1 leccese (che sarà il risultato finale). Tutto finito? Macchè, anzi! A Catania due inserimenti offensivi di Cambiasso ribaltano in 5' (tra il 29' e il 34') l'incontro a favore dell'Inter, mentre a Milano succede di tutto, con i rossoneri prima sul 2-3 al 33' grazie ad un clamoroso autogol di testa di Benatia su tiro di Pato e poi sul 3-3 grazie allo stesso ''Papero'' al 37'. Nel frattempo anche a Firenze succede l'inverosimile, con la formazione di Mihajlovic, fischiata e contestata, che trova la forza di ribaltare lo 0-2 negli ultimi 18' grazie ad un colpo di testa di Gilardino, ad una deviazione sottoporta di Santana e ad un destro preciso di Ljajic. Ma le ultime emozioni da crepacuore vengono ancora da Milan-Udinese: con Cassano in campo i rossoneri premono fortissimamente alla ricerca di un tanto fondamentale quanto sostanzialmente immeritato 4-3, ma a trovare il quarto gol a 1' dal 90' è invece in contropiede l'Udinese, con un guizzo da rapace d'area di rigore di Denis in anticipo sul solito inguardabile Bonera. Sembra fatta per i friulani, ma al 93' Ibrahimovic, servito da Cassano, fulmina per la quarta volta il povero Handanovic. 4-4! E c'è tempo per un ultimissimo brivido, con Abate che da buona posizione non sfrutta la palla del possibile e pazzesco 5-4.

Milan a quota 40, a +6 sulla Lazio, ma in caso di vittoria del Napoli nel posticipo i partenopei si porterebbero addirittura a -4 dalla vetta; in caso di vittoria della Juve il secondo posto andrebbe invece a favore dei bianconeri in coabitazione con la Lazio. In attesa dunque di ulteriori dosi di adrenalina ''fuori orario'', prendete una camomilla e rilassatevi. Lo spettacolo è appena cominciato.

 19° Giornata:


Sampdoria - Roma 2-1 (17' Vucinic (R), 58' Pozzi (rigore), 83' Guberti)

Bari - Bologna 0-2 (38' Ekdal, 69' Di Vaio)

Catania - Inter 1-2 (71' Gomez (C), 74'e 79' Cambiasso)


Cesena - Genoa 0-0

Chievo - Palermo 0-0


Fiorentina - Brescia 3-2 (30' Diamanti (B), 49' p.t. Cordova (B), 72' Gilardino, 86' Santana, 88' Ljajic)

Lazio - Lecce 1-2 (39' autogol Muslera, 51' Mauri (L), 72' Grossmuller)


Milan - Udinese 4-4 (35' Di Natale (U), 46' Pato, 53' Sanchez (U), 66' Di Natale (U), 78' autogol Benatia,  82' Pato, 89' Denis (U), 93' Ibrahimovic)

Parma - Cagliari 1-2 (22' Acquafresca, 31' Acquafresca, 54' Giovinco (P))

mercoledì 24 novembre 2010

Champions League: Il Valencia gioca a tennis! Ok Barça, Manchester, Tottenham e Schalke. Il Benfica fa harakiri

Dal successo pomeridiano del Rubin Kazan contro il Copenhagen alla tennistica vittoria del Valencia contro il malcapitato Bursaspor, il quinto turno di Champions anche per i Gruppi A, B, C e D regala situazioni pressochè delineate in tutti i gruppi, ad eccezione di quello del Barcellona, dove proprio Rubin e Copenhagen si giocheranno tutto nell'ultima giornata, con i danesi avanti di un punto e favoriti dallo scontro casalingo contro il già eliminato Panathinaikos (ai russi toccherà invece la difficilissima trasferta sul campo di Messi e compagni, dove tra l'altro la squadra di Berdiyev vinse proprio un anno fa di questi tempi). Negli altri gironi, come detto, già tutto deciso o quasi, con Tottenham, Inter, Schalke 04, Lione, Manchester United, Valencia, oltre al Barcellona, già proiettate agli ottavi di finale in programma a febbraio.

GIRONE A
Tottenham-Werder Brema 3-0
Elementare Watson, anzi, Redknapp. A White Hart Lane la formazione londinese passeggia con facilità irrisoria sulle macerie di un Werder Brema già eliminato, in crisi profonda di risultati e decimato dagli infortuni. La squadra di Schaaf, che in dieci anni sulla panchina degli anseatici è probabilmente nel momento peggiore della sua gestione, priva di Naldo, Borowski, Arnautovic e Almeida non oppone la benchè minima resistenza agli avversari, che ritrovano Van Der Vaart alle spalle del duo d'attacco Crouch-Pavlyuchenko. In panchina si rivede anche Jermain Defoe, al rientro dall'infortunio. Pronti, via e dopo 6' gli Spurs sono già in vantaggio con una girata al volo di destro di Kaboul su assist di Lennon: secondo gol consecutivo per il difensore ex Portsmouth, quattro giorni dopo la rete decisiva nello storico 3-2 in rimonta nel derby in casa dell'Arsenal. La diversa condizione psicologica tra un Tottenham in stato di grazia e un Werder bisognoso di una grazia è ben presto reso evidente dalla facilità con cui Lennon sulla fascia destra e Bale a sinistra riescono puntualmente a sfondare; gli inviti degli esterni per le due punte Crouch e Pavlyuchenko sono quantomai golosi, ma l'attaccante inglese e quello russo ingaggiano una sfida alla pari a chi riesce a sbagliare di più. Nel finale di tempo ci deve pensare allora Modric a capitalizzare la superiorità dei padroni di casa: sponda di Crouch per il croato, che con una finta si libera di Prodl ed esplode un diagonale che lascia immobile Wiese tra i pali. Doppio vantaggio inglese a fine primo tempo e, contando occasioni e possesso palla, i tedeschi possono dirsi ancora ancora fortunati. Peccato che anche nel secondo tempo non ci sia traccia di reazione degli uomini di Schaaf, che anzi regalano il palco, nel bene e nel male, al solito Gareth Bale. Il gallese è sfortunato a centrare la traversa ad inizio ripresa su punizione, con Wiese immobile, ma è precipitoso poco doppo nel calciare addosso al portiere del Werder un rigore concesso per fallo su Crouch. Poco male, se non per le statistiche, visto l'andazzo dell'incontro; dopo la doppia occasione per l'esterno sinistro degli Spurs, anche il collega Lennon sulla fascia opposta decide nuovamente di farsi notare, con il secondo assist di giornata che Crouch al 34' stavolta non può proprio sbagliare. Finisce 3-0 per il Tottenham, primo a pari punti con l'Inter ma in testa negli scontri diretti; Werder fuori da tutto, con Schaaf sempre più a rischio.


Inter-Twente 1-0

Classifica: Tottenham 10, INTER 10, Twente 5, Werder Brema 2.



GIRONE B
Schalke 04-Lione 3-0
Spietato, concreto, letale: tre aggettivi per definire la prova dello Schalke 04 di Magath, impantanato nei bassifondi della classifica in Bundesliga ma in testa e convincente nel proprio girone di Champions. Tre come i gol nella serata dell'Aufschalke Arena di Gelsenkirchen, che condannano un Lione brutto e spento alla seconda sconfitta europea consecutiva dopo quella sul campo del Benfica. Buon per la formazione di Puel che i portoghesi si suicidino calcisticamente a Tel Aviv, regalando in ogni caso la qualificazione matematica agli ottavi proprio ai francesi. Lo Schalke fa suo il confronto già nei primi venti minuti del match; al 13' è protagonista Raul, reduce dalla tripletta di destro in campionato contro l'Hannover, che salta al limite dell'area Lovren, smarcando al tiro l'olandese Farfan: Lloris battuto e tedeschi in vantaggio. 7' dopo va a referto, per la seconda volta in stagione in Champions, l'ex milanista Huntelaar, liberato all'altezza del dischetto dell'area di rigore francese da un'iniziativa personale di Kluge. Anche in questo caso nulla da fare per l'estremo difensore transalpino e 2-0 Schalke. Il Lione prova a finalmente a reagire verso il finale di primo tempo, ma gli sforzi producono un'unica occasione per Lisandro Lopez, mal sfruttata dall'argentino davanti a Neuer. Nella ripresa il copione non cambia, con lo Schalke a gestire l'incontro e il Lione, con Bastos e Briand decisamente in ombra, a provarci senza troppa convinzione, forse anche distratto dalle buone notizie provenienti da Tel Aviv. Nel finale di partita c'è così tempo per il secondo gol personale di Huntelaar, grazie ad un bel movimento di Raul, che dunque rimanda il possibile aggancio a Inzaghi nella classifica dei migliori marcatori di tutti i tempi nelle coppe europee. Ma per il 33enne spagnolo, vista la qualificazione agli ottavi, le occasioni non mancheranno.

Hapoel Tel Aviv-Benfica 3-0
Tre mazzate, di quelle che fanno male. Anche e soprattutto perchè inaspettate. Finisce così, con una serata da incubo, il sogno ottavi di finale per il Benfica di Jorge Jesus, tanto sprecone in avanti quanto approssimativo in difesa, eliminato da un Hapoel Tel Aviv che non aveva praticamente più nulla da chiedere a questo girone. Almeno in ottica passaggio del turno, visto che la vittoria casalinga contro i portoghesi riaccende negli israeliani qualche flebile speranza in prospettiva Europa League. La formazione di Gutman riscatta in un sola sera il misero bottino di gol realizzati (uno solo) punendo per tre volte nel match la retroguardia avversaria. Dopo un inizio caratterizzato da un timido dominio ospite, gli israeliani vanno a segno alla prima vera occasione della partita, al 24', con Zahavi che sale in cielo sulla punizione di Abutbul fulminando il portiere dei lusitani Roberto. Ti aspetti la reazione degli uomini di Jorge Jesus, ma i portoghesi tengono palla senza riuscire a dare troppo fastidio allo specchio dei pali difesi da Enyeama. I padroni di casa controllano, attendono con pazienza e infine colpiscono per la seconda alla mezz'ora della ripresa, con il brasiliano Douglas Da Silva puntualissimo nello sfruttare un clamoroso buco della difesa ospite. Il Benfica in pratica esce anzitempo dal terreno di gioco, lasciando a Zahavi in pieno recupero la possibilità di realizzare la doppietta, questa volta con un destro su assist di Shivhon. E adesso, non solo i portoghesi devono dire addio agli ottavi di finale ma devono stare attenti per conquistare l'Europa League a non distrarsi nuovamente nel prossimo match in casa contro lo Schalke; contemporaneamente, in casa dell'altra qualificata Lione, l'Hapoel proverà a completare una mini rimonta che sembrava quasi impossibile sino allo scorso turno.

Classifica: Schalke 04 10, Lione 9, Benfica 6, Hapoel Tel Aviv 4.



GIRONE C
Glasgow Rangers-Manchester United 0-1
Nel giorno del suo ritorno in campo, dopo l'infortunio e il periodo travagliato dentro e fuori dal campo, Wayne Rooney torna a fare ciò che sa fare meglio, ovvero segnare, anche se in questo caso su rigore, gol decisivi. Basta infatti un penalty di Roo a 3' dal 90' per consegnare alla squadra di Sir Alex Ferguson una vittoria che, a meno di un roboante tonfo interno nell'ultimo turno all'Old Trafford contro il Valencia, vale non solo gli ottavi di finale ma anche il primo posto del girone. Abbandonano invece mestamente ogni speranza i Rangers di Walter Smith, presentatisi in campo con un 5-4-1 a dir poco abbottonato, sicuramente troppo rinunciatario per tentare il colpo contro i più blasonati avversari. Difatti parte del match vive degli arroccamenti difensivi degli scozzesi per arginare la manovra avversaria; i padroni di casa tutto sommato tengono bene, anche se, al primo sbandamento, Rooney di testa fa tremare la traversa della porta di Mc Gregor. Una volta compresa l'antifona, i Red Devils iniziano sornioni ad attendere qualche incertezza da parte degli avversari, nulli in avanti, anche se Miller in qualche modo riesce in un paio di occasioni a presentarsi davanti a Van Der Sar: nel primo caso la punta scozzese spedisce fuori bersaglio, nel secondo l'esperto numero 1 olandese è costretto a respingere l'insidiosa conclusione nell'avversaria. Meglio il Manchester della ripresa, complice un calo dei Rangers, che rischiano di subire il gol da Carrick, Berbatov e Rooney. Gol che effettivamente viene incassato nel finale, ma per colpa di uno sconsiderato intervento di Naismith su Fabio Da Silva nell'area di rigore scozzese. Dal dischetto Rooney spiazza Mc Gregor, dando sfogo a una gioia evidentemente tanto attesa (curiosa l'immagine di un invasore tifoso dello United che dopo il gol entra in campo per abbracciare il proprio idolo). Finisce 1-0 per la squadra di Ferguson, che segna poco ma subisce ancora meno, visto che i Red Devils sono l'unica formazione con lo ''0'' nella casella gol subiti; i Rangers possono, in parte, consolarsi con il matematico accesso all'Europa League.

Valencia-Bursaspor 6-1
Sino a pochissimi anni fa il calcio turco produceva buonissimi talenti come Emre, Hakan Sukur, Okan e Rustu, per citarni solo alcuni, e squadre del calibro di Galatasaray, Fenerbahce e Besiktas: intendiamoci, nulla di stratosferico, ma pur sempre nella media di un calcio di buonissimo livello. Per questo, risulta quasi incomprensibile vedere quest'anno in Champions League il calcio turco rappresentato dal Bursaspor. Che alla massima competizione europea non ci è arrivato di sicuro per caso, essendo campione uscente del proprio paese con ottime chance di rinconferma. Eppure la formazione di Saglam, nel proprio girone europeo, ha offerto finora uno spettacolo desolante, presa regolarmente a pallate dalle avversarie del girone. Non fa eccezione il Valencia di Unai Emery che, anzi, sul proprio terreno infligge agli ospiti un risultato tennistico più degno dell'erba di Wimbledon che non di quella del Mestalla. I Blanquinegros, dopo l'iniziale sfuriata non troppo convincente dei turchi, passano su rigore al 17': fallo di Erdogan su Aduriz e penalty trasformato da Juan Mata. 4 minuti ed è già 2-0: passaggio filtrante ancora di Mata per Soldado e destro imparabile alle spalle del portiere Ivankov per il quarto gol stagionale in Europa del prodotto delle giovanili del Real Madrid. Il Bursaspor, minuto dopo minuto, inizia a sgretolarsi come un castello di sabbietta e alla mezz'ora ancora Aduriz infila il portiere ospite Ivankov su servizio di Joaquin. Primo tempo in archivio? No, perchè al 37' Joaquin questa volta decide di fare tutto da solo, estrando dal cilindro una staffilata che il portiere del Bursaspor può solo accompagnare in realtà con lo sguardo. 4-0, e prospettiva di goleada spagnola che si fa molto probabile. I turchi, dal canto loro, non protestano neanche troppo su quello che sembrerebbe un netto intervento con la mano di Albelda nella propria area. E nella ripresa, al 10', capitolano per la quinta volta, con Soldado che centra la doppietta e il quinto gol europeo. Con la partita ormai senza storia c'è tempo però, al 24', per il primo storico gol del Bursaspor in Champions League: l'onore tocca a Batalla, con i compagni che lo festeggiano come fosse il gol del vantaggio. Peccato che si tratti invece dell'1-5. Che nel finale diventa 1-6 con la marcatura del neo-entrato Dominguez. Il Valencia ora può cercare il colpo grosso a Manchester per portarsi a casa la qualificazione addirittura da prima del gruppo.

Classifica: Manchester United 13, Valencia 10, Glasgow Rangers 5, Bursaspor 0.



GIRONE D
Panathinaikos-Barcellona 0-3
Tutto come previsto. Dopo il pareggio di Copenhagen, che aveva rimandato la fuga in vetta della squadra di Guardiola, il Barça supera senza problemi l'esame di greco contro la squadra del nuovo allenatore Jesualdo Ferreira, peraltro già fuori dai giochi fin dallo scorso turno. Poco più di un'escursione quella dei blaugrana ad Atene, che colpiscono alla prima vera occasione con Pedro Rodriguez: perfetto il pallone dentro di Dani Alves, con Pedrito pronto all'aggancio e ad una conclusione che non lascia scampo al portiere ellenico Tzorvas. I greci provano a rispondere con una fiammata sull'asse Luis Garcia-Cissé, con il francese che si ritrova a tu per tu con Victor Valdes: bravissimo il portiere spagnolo a salvare il punteggio con una bella respinta in uscita. L'occasione per i padroni di casa rimane però unica; dall'altra parte il solito Messi vuole timbrare il cartellino e ciò ovviamente provoca non pochi problemi a Tzorvas, ottimo in più di un'occasione sulle occasioni di Messi e Iniesta. Nella ripresa il Panathinaikos si spegne del tutto e il Barça ne approfitta per chiudere i conti con un gol da Playstation: azione tutta di prima sull'asse Messi-Dani Alves-Xavi-Iniesta-Adriano (ottimo sostituto di Maxwell) e ancora Messi a concludere di piattone da due passi. Tutto questo al 17'; altri 7' e Pedro sigla la sua doppietta dopo un'altra invenzione di Iniesta. Un Barça così può ora concentrarsi con fiducia sul superclasico di lunedì prossimo contro il Real di Mourinho. Per Jesualdo Ferreira e il suo Panathinaikos tanto lavoro da fare, ma fuori dalle competizioni europee.

Rubin Kazan-Copenhagen 1-0
Basta un rigore al Rubin Kazan, nel match casalingo contro il Copenhagen, per riaprire un discorso qualificazione che sembrava nettamente indirizzato verso i campioni di Danimarca, ottimi protagonisti sin qui nel girone. La trasformazione di capitan Noboa dagli 11 metri vale il meno -1 in classifica per gli ex campioni di Russia, che dovranno però centrare un impresa sì già ottenuta ma non facilmente ripetibile al Camp Nou contro un Barcellona comunque già tranquillo in tema qualificazione e primo posto. Nel gelo del Tartarstan la squadra di Kuban Berdiyev e quella di Bjarne Solbakken non brillano certo per intensità e spettacolarità, brave come sono a difendersi prima che ad attaccare. I danesi, e in particolar l'esperto Gronkjaer, commettono però una sciocchezza ad un soffio dalla fine del primo tempo, con l'ex esterno del Chelsea che interviene goffamente a braccio alto sul cross di Natcho. Dal dischetto, come detto, Noboa realizza. La ripresa offre molto poco, con l'ex genoano Bocchetti sugli scudi al centro della difesa dei padroni di casa. La reazione ospite è tutta in un paio di conclusione, con N'Doye che accarezza la traversa dei russi e Zohore che nel finale dà la sveglia al portiere russo Ryzhikov chiamandolo ad un intervento non facile. Finisce con il successo del Rubin, ma al Copenhagen basterà il successo casalingo contro il Panathinaikos.

Classifica: Barcellona 11, Copenhagen 7, Rubin Kazan 6, Panathinaikos 2.

IN ROSSO LE SQUADRE GIA' QUALIFICATE AGLI OTTAVI DI FINALE
IN ARANCIONE LE SQUADRE GIA' QUALIFICATE IN EUROPA LEAGUE

martedì 23 novembre 2010

Champions League: il Real è MOUstruoso! Chelsea, che fatica. Arsenal, che botta!

Ricco di spunti e qualche sorpresa il quinto turno di Champions per i Gruppi E, F, G, H, che vedeva in campo tra le altre le già qualificate Bayern Monaco, Real Madrid e Chelsea. Delle tre scivola solo, comunque già sicura sia del primato che dell'accesso agli ottavi, la formazione bavarese allenata da Van Gaal sul campo della Roma; ma se la vittoria dei Blues di Ancelotti contro il modestissimo Zilina stupisce per il punteggio risicato e per le impreviste difficoltà incontrate dagli inglesi sul terreno amico di Stamford Bridge, a far parlare di sè è ancora una volta è lo ''Special'' Madrid di Mourinho, che affonda ed elimina a domicilio l'Ajax con un superbo 4-0. Inaspettatamente si riaprono i giochi invece nel Gruppo H, con l'Arsenal sconfitto a sorpresa in trasferta dal Braga; i portoghesi agganciano così i Gunners, superati in vetta dalla Shakhtar vittorioso a Belgrado, al secondo posto, mantenendo qualche residua speranza per il passaggio agli ottavi.

GIRONE E
Basilea-Cluj 1-0
Con un orecchio teso al risultato dell'Olimpico di Roma, il Basilea dell'ex centrocampista del Bayern Thorsten Fink sogna per 80' un aggancio al secondo posto del Girone E impensabile solo fino a due giornate fa. Alla fine, nonostante la vittoria giallorossa all'Olimpico, il successo di misura contro il Cluj vale per gli svizzeri la matematicazione qualificazione in Europa League e, soprattutto, mantiene in vita qualche flebile speranza di passaggio il turno. Anche se, per completare il miracolo, servirà non solo una vittoria esterna a Monaco di Baviera ma anche in contemporanea un autentico regalo del già eliminato Cluj nella gara casalinga contro la Roma. Aspettando il 7 dicembre e l'ultima giornata gli elvetici possono comunque festeggiare il secondo successo nel girone, firmato dall'argentino Almerares al 15' abile a raccogliere un tiro completamente sbagliato del compagno Inkoom. L'ex River Plate semina scompiglio, soprattutto nel primo tempo, nella difesa romena guidata dall'ex Juve ed Empoli Felice Piccolo; è proprio il difensore italiano alla mezz'ora a salvare sulla linea una conclusione di Frei su assist proprio di Almerares, che poco dopo ci riprova spedendo fuori di poco. Prima della pausa è Cadù a salvare ancora la squadra rumena dallo 0-2 con un miracolo sull'esterno degli svizzeri Safari. Nella ripresa il tecnico degli ospiti prova a gettare nella mischia altre due vecchie conoscenze del calcio italiano, il croato Sasa Bjelanovic e il ''nostro'' Ferdinando Sforzini, ma è ancora il Basilea a sfiorare il gol con la traversa colpita da Tembo. Nel finale l'arbitro francese Duhamel espelle Piccolo per doppia ammonizione, per il disappunto del suo tecnico Cartu, che spacca con un calcio il vetro della panchina. Basilea a 6, Cluj a 0 e fuori da tutte le competizioni europee.


Roma-Bayern Monaco 3-2

Classifica: Bayern Monaco 12, ROMA 9, Basilea 6, Cluj 0.



GIRONE F
Spartak Mosca-Olympique Marsiglia 0-3
Sono passati due mesi dal successo, nella prima giornata, dello Spartak a Marsiglia. Ma rispetto ad allora, la sensazione è di trovarsi davanti a tutt'altra squadra russa e, soprattutto, a tutt'altra formazione francese. Sono infatti gli uomini di Deschamps, con una prova tutta forza e carattere, ad imporsi al Luzhniki di Mosca in quello che si presentava a tutti gli effetti come uno spareggio per conquistare il secondo posto del girone e soprattutto la qualificazione agli ottavi di finale. Le due contendenti venivano da cammini radicalmente opposti: i russi, dopo aver conquistato 6 punti nelle prime 2 partite, venivano dalla doppia sconfitta patita contro il Chelsea; i francesi al contrario, dopo gli 0 punti raccolti nei primi 180', avevano portato a casa due successi contro lo Zilina, l'ultimo con un roboante 0-7 esterno. Lo Spartak si dimostra sicuramente altra cosa rispetto ai campioni di Slovacchia, ma la differenza con gli avversari è netta fin dall'avvio, con un'insidiosa conclusione di Valbuena già dopo 1'. Quella dell'attaccante della nazionale francese è solo una ''prova'' prima del gol, stupendo, che arriva al minuto numero 16: girata fantastica dentro l'area e palla all'incrocio dei pali, irraggiungibile per il portiere russo Dikan. Lo Spartak prova a reagire, ma la squadra di Karpin è tanto volitiva quanto confusa e produce un unico vero tentativo di pareggio in modo quasi casuale verso la fine del primo tempo, con un tiro-cross di Makeev su cui Kombarov e Ari mancano la deviazione da pochi passi. Un lampo che i francesi spengono già ad inizio ripresa trovando il raddoppio con Remy, che prima cicca clamorosamente di sinistro per poi servirsi dal solo la palla sul destro: diagonale vincente e 2-0. Lo Spartak, molto masochisticamente, decide di affondarsi da solo e così un fallo di reazione su Diawara costa al 19' il cartellino rosso all'attaccante brasiliano Wellinton. Niente di meglio per il Marsiglia, che 4' dopo mette in ghiaccio la partita con la rete di Brandao. Francesi qualificati con un turno d'anticipo, Spartak in Europa League.

Chelsea-Zilina 2-1
Ma quale pallottoliere! Niente goleada a Stamford Bridge, anche se come ampiamente previsto il già qualificato Chelsea di Ancelotti porta a casa i 3 punti contro i Campioni di Slovacchia, reduci dalle 7 sberle incassate a domicilio dal Marsiglia due settimane fa. Ritorno alla vittoria dunque per i Bleus dopo le tre sconfitte, le ultime due consecutive, nelle ultime quattro partite di Premier League, ma che sofferenza contro uno Zilina per 30' addirittura in vantaggio, a conferma del momento interno molto delicato che sta affrontando la formazione di Ancelotti. In particolare, dopo la cacciata da parte di Abramovic del vice di Carletto, Ray Wilkins, la squadra non sembra più la stessa e non possono essere giustificazioni attendibili neanche le assenze di Terry, Lampard ed Essien e il rientro di un Drogba ancora fiaccato dalla malaria. Con l'ivoriano in campo dall'inizio insieme, tra gli altri, ai giovanissimi Van Aanholt, Bruma e McEachran, i Blues vanno sotto al 19', trafitti da un diagonale dell'attaccante slovacco Bello che beffa il vice-Cech Ross Turnbull. Neanche il clamoroso svantaggio sveglia gli uomini di Ancelotti dal torpore di un periodo sempre più nero. Così nell'intervallo Carletto è costretto a strigliare i suoi e a sostituire l'evanescente Kakuta con l'altro ivoriano Solomon Kalou. Una mossa che dà una maggior profondità alle azioni offensive dei padroni di casa e si traduce, già al 6', nel pareggio di Sturridge dopo un'azione personale. Un moto d'orgoglio quello in casa Chelsea che porta al gol partita di Malouda su ottimo assist di testa di Drogba. Una vittoria ininfluente, vista la qualificazione già in cassaforte, ma che si spera aiuti almeno psicologicamenre la squadra di Ancelotti ad uscire dalle sabbie mobili dell'ultimo mese; permane comunque la sensazione che il tecnico di Reggiolo abbia parecchio su cui lavorare.

Classifica: Chelsea 15, Olympique Marsiglia 9, Spartak Mosca 6, Zilina 0.



GIRONE G
Ajax-Real Madrid 0-4
Dal morso di Suarez alle unghie di un Real Madrid mai pago di gol e vittorie, neanche a qualificazione ampiamente e anticipatamente conquistata. I Galacticos sembrano continuare sempre di più, partita dopo partita, ad incarnare lo spirito del miglior Mourinho: vincere sempre, vincere bene, anche quando toccherebbe come in questo caso all'avversario, bisognoso di punti, fare la partita. Missione fallita, e ''di brutto'' dalla formazione di Martin Jol, strapazzata sì ma quel che conta senza opporre resistenza di fronte al prestigioso avversario. La sconfitta elimina così i lanceri dalla Champions che, a quota 4, non possono neppure rilassarsi troppo nell'ultimo turno in trasferta a Milano, anche se appare quasi utopistico un successo dell'Auxerre a Madrid. Real che si presenta ad Amsterdam privo tra gli altri di Khedira, Carvalho e Higuain, oltre al lungodegente Kakà, con l'uomo-mercato Benzema in avanti e Arbeloa a destra in difesa. Ironia della sorte, sono proprio le due new-entry a portare sul 2-0 il Real tra la mezz'ora e il finale di primo tempo, dopo un inizio di gare tranquillamente addomesticato dagli uomini di Mourinho: il gol del francese al 36' è un gran destro a giro che termina all'incrocio dei pali dopo un assist di tacco di Ozil, il raddoppio dello spagnolo al 44' è una sassata da fuori leggermente deviata dalla schiena di Vertoghen. Ai due protagonisti quasi inattesi, soprattutto il secondo, del match si aggiunge nella ripresa il ''solito noto'' Cristiano Ronaldo, protagonista di un mostroso inizio di stagione e attuale ''Pichichi'' in Liga: al 28', dopo uno splendido recupero di Di Maria a centrocampo, il portoghese è come al solito efficace nel mandare a vuoto la difesa avversaria e a fulminare Stekelenburg con un ottimo diagonale. Un bottino, quello di CR7, rimpinguato dal rigore trasformato al 36' per un fallo di Anita ai suoi danni in area olandese. 4-0 e tutti sotto la doccia, anche e soprattitto l'invisibile attaccante di casa Suarez e i suoi maldestri compagni El Hamdaoui, Sulejmani ed Emanuelson, non prima di un curioso epilogo negli ultimissimi minuti, con il fiscale arbitro Thompson che espelle per doppia ammonizione sia Xabi Alonso che Sergio Ramos, colpevoli di aver ritardato troppo in un paio di occasioni la ripresa del gioco. Due rossi fiscali ma quasi innoqui visto il match dell'ultimo turno, poco più di una formalità, contro l'Auxerre. All'Ajax non rimane che vincere e sperare che il Real affamato e insaziabile di Mou faccia ancora il suo dovere fino in fondo.

Auxerre-Milan 0-2

Classifica: Real Madrid 13, MILAN 8, Ajax 4, Auxerre 3.



GIRONE H
Braga-Arsenal 2-0
Come complicarsi gratuitamente e scioccamente la vita da soli. ''Musica e parole'' di Arsène Wenger, ''cantano'' i giocatori dell'Arsenal. E stonano. Sì, perchè l'Arsenal riapre quasi da solo alle avversarie un girone sin qui dominato a suon di gol e vittorie, sconfitta di Donetsk a parte. E proprio dopo il k.o. di misura in Ucraina ai Gunners bastava almeno un pareggio, se non una vittoria per chiudere il discorso primo posto, almeno per mettere in ghiaccio la qualificazione. Impresa tutt'altro che impossibile in terra portoghese contro uno Sporting Braga abbattuto 6-0 nel match del primo turno all'Emirates. La squadra londinese conferma invece i limiti difensivi e mentali già manifestatisi troppe volte in questo inizio di stagione, vedi il tonfo subito in casa e in rimonta nell'ultimo turno di Premier dal Tottenham (da 2-0 a 2-3). E così, zitti zitti, dopo una partita che eufemisticamente si potrebbe definire soporifera, i portoghesi portano a casa i 3 punti che consentono di agganciare gli inglesi a quota 9 in attesa dell'ultimo turno (più favorevole ai Gunners, che riceveranno in casa il già eliminato Partizan Belgrado, mentre il Braga dovrà sudarsi la qualificazione in casa dello Shakthar, primo ma non certo di un posto agli ottavi). Decisivo Matheus, interessante centravanti dei padroni di casa, nel realizzare la doppietta vincente prima al 38', beffando Fabianski in uscita dopo uno scatto sul filo del fuorigioco, e in pieno recupero al 48', con una conclusione all'incrocio dopo aver ridicolizzato l'intera difesa ospite. Un grandissimo gol, che condanna un Arsenal svogliato e apatico, con Fabregas e Bendtner in ombra e un Walcott appena più presentabile dei sopracitati. Da segnalare una clamorosa topica dell'arbitro ungherese Kassai, che a metà ripresa non concede un netto calcio di rigore all'Arsenal per fallo su Vela, addirittura ammonendo per simulazione il neo entrato attaccante messicano.

Partizan Belgrado-Shakhtar Donetsk 0-3
Tutto facile per lo Shakhtar di Mircea Lucescu, che espugna il terreno di un Partizan Belgrado ancora alla ricerca della prima vittoria della sua storia in Champions League con un netto 3-0, che proietta gli ucraini in vetta al girone, seppure la matematica non promuova ancora, almeno ufficialmente, la squadra di Donetsk agli ottavi di finale. Il Partizan, 0 punti e un unico gol realizzato, già fuori da tutti i giochi, prova inizialmente a dire la sua nel match con il brasiliano Cleo e il serbo Ilic in avanti, ma è un fuoco di paglia; lo Shakthar entra gradualmente in pieno controllo del match, aspettando unicamente il momento migliore per colpire gli avversari. Momento che si presenta al 7' della ripresa, anche grazie alla gentile collaborazione della difesa serba: su calcio d'angolo di Jadson, Krstajic pasticcia in piena area regalando palla a Stepanenko, che da due passi non può proprio fallire. Passano altro 7' e gli ucraini stendono l'avversario, con il brasiliano Jadson questa volta in veste di rifinitore sul preciso cross di Srna. Al 23' la partita va in archivio con il terzo gol ospite, tutto facile sull'asse Srna-Willian-Eduardo, con quest'ultimo che ha tutto il tempo di scegliere l'angolo in cui battere Stojkovic. Serbi attesi dal match di chiusura a Londra contro l'Arsenal, non certo il terreno migliore per sperare di raccogliere anche solo un punto; allo Shakhtar basterà un pareggio casalingo contro il Braga, non certo un'impresa, per entrare agli ottavi dalla porta principale

Classifica: Shakhtar Donetsk 12, Arsenal 9, Braga 9, Braga 0.

IN ROSSO LE SQUADRE GIA' QUALIFICATE AGLI OTTAVI DI FINALE
IN ARANCIONE LE SQUADRE GIA' QUALIFICATE IN EUROPA LEAGUE

mercoledì 10 novembre 2010

Milan, c'è da stare Allegri: vittoria e primato! Ancora k.o. la Lazio, pari per Inter e Juve, Napoli terzo

Undicesimo turno di campionato, il secondo infrasettimanale della stagione, denso di sorprese in Serie A. Dopo 45' all'insegna di un equilibrio pressochè totale, con i soli gol di Pato a Milano a Simplicio a Roma, i secondi tempi hanno regalato emozioni da quasi tutti i campi, con risultati spesso pesanti e decisivi. Tanto decisivi da determinare il sorpasso in vetta: dopo la sconfitta tra mille polemiche nel derby romano, la Lazio crolla infatti anche a Cesena, trafitta a 5' dalla fine da un gran tiro dalla distanza di Parolo. Secondo gol in A per il centrocampista dei romagnoli e 3 punti pesantissimi per la squadra di Ficcadenti, che ritrova la vittoria dopo più di un mese e soprattutto si allontana dall'ultimo posto in classifica. Per gli uomini di Reja, privi di Hernanes e protagonisti di una prestazione sottotono, si tratta di un grosso campanello d'allarme: occorre verificare che il risultato negativo di domenica contro la Roma non lasci strascichi pesanti a lungo andare, soprattutto nella testa di una squadra cinica e compatta sino appunto a due partite fa. In ogni caso, se prima di questa sera erano i biancocelesti ad impersonare il ruolo della ''lepre'', il testimone è ora nelle mani del Milan di Allegri, nuova capolista con un punto di vantaggio proprio sulla Lazio. I rossoneri, pur soffrendo specie nel primo tempo la pressione del centrocampo del Palermo, la spuntano a San Siro contro i rosanero di Delio Rossi grazie a Pato, di testa su assist di Seedorf, Ibrahimovic, su rigore dopo un atterramento di Sirigu su Ambrosini, e Robinho, a porta vuota dopo un ottimo contropiede di Ibra. Inutile per i siciliani il momentaneo pareggio siglato da Bacinovic ad inizio ripresa, anche se Rossi e i suoi possono recriminare per un rigore sospetto non fischiato da Banti sullo 0-0 dopo un contatto tra Thiago Silva e Pinilla nell'area del Milan. Per i rossoneri, con Dinho fuori per scelta tecnica, serata macchiata da un paio di brutte notizie: Pato e Inzaghi, da valutare, sono infatti usciti anzitempo. C'è ottimismo, comunque, sul recupero del ''Papero'' già per domenica.

A quattro giorni dal Derby della Madonnina, i rossoneri sembrano decisamente più in palla dei cugini nerazzurri. Altra prestazione negativa e altro pareggio infatti per l'incerottata Inter, che dopo aver rischiato l'impossibile nel primo tempo (errori clamorosi di Jeda, Mesbah e Olivera davanti a Castellazzi) esce da Lecce con il secondo 1-1 consecutivo, con il gol di un discreto Milito a metà ripresa subito pareggiato dall'ex juventino Olivera. Un risultato figlio anche questa volta di diversi fattori poco confortanti per i tifosi nerazzurri; davanti Coutinho e Pandev fanno a gara a chi sbaglia di più, con il macedone in particolar modo in uno stato di forma davvero pietoso. Ma anche dietro Benitez, che sbaglia inserendo troppo tardi Milito e sostituendo il buon Biabiany anzichè il molle Coutinho, non può stare tranquillo, viste le clamorose topiche di Cordoba e Lucio al centro della difesa. L'impressione è che l'allenatore spagnolo, partita dopo partita, ci capisca sempre meno: un'Inter così fiacca non la si vedeva da prima del 2006, vedi scandalo Calciopoli. E domenica, come detto, ci sarà il derby: in caso di sconfitta il clima ad Appiano Gentile si farebbe davvero molto, molto pesante.

Con il risultato di Lecce, l'Inter scende addirittura al quarto posto. Al terzo sale infatti il Napoli di Mazzarri, trascinato a turno dal ''Matador'' Cavani e dal ''Pocho'' Lavezzi: dopo la doppietta domenicale dell'uruguagio contro il Parma è infatti un gol in pieno recupero, al 94', dell'argentino a regalare i 3 punti ai partenopei al Sant'Elia di Cagliari dopo una gara piuttosto grigia da entrambe le parti. Gli azzurri staccano così la Juventus, ora quinta ad un punto dall'Inter dopo il pareggio al Rigamonti di Brescia. Giusto l'1-1 tra le formazioni di Iachini e Delneri dopo una partita intensa e combattuta, con i padroni di casa capaci più volte nel primo tempo di mettere in difficoltà i bianconeri. Tra i quali spicca ancora una volta, per condizione e prolificità, Fabio Quagliarella: è sua la zampata al 26' della ripresa, su traversone dell'ex epurato Grosso, a portare in vantaggio la Juve, raggiunta però appena 2' dopo da un meraviglioso sinistro di Diamanti. Delneri può consolarsi se non altro per il rientro in campo dal 1' di Chiellini.

Alle spalle della Juve troviamo una Roma che sembra nuovamente in palla: seconda vittoria consecutiva per i giallorossi di Ranieri, nei bassifondi della classifica solo poche giornate fa e ora ad un soffio dalla zona Champions. Il 3-2 dell'Olimpico contro la Fiorentina porta la firma di Simplicio a metà primo tempo, dopo un'azione rocambolesca, di Borriello a inizio ripresa, dopo un ottimo spunto di Menez, e di Perrotta, dopo un clamoroso errore di Boruc in uscita. Inutili per i viola di Mihajilovic il destro al volo di Gilardino e la punizione di D'Agostino nel finale.
Nelle altre partite, vittorie di misura per Catania e Genoa rispettivamente contro Udinese e Bologna: al Massimino il ritorno al gol dell'argentino Maxi Lopez ferma i lanciatissimi bianconeri di Guidolin, ora agganciati in classifica proprio dai siciliani; a Marassi la prima del dopo Gasperini, con Ballardini in panchina, equivale al primo successo, firmato da Milanetto con un tiro dal limite, dopo tre sconfitte di fila. 0-0 infine a Verona tra Chievo e Bari: un punto che tutto sommato accontenta più i gialloblu che non gli uomini di Ventura, che se non altro spezzano la serie negativa di 5 sconfitte consecutive e si portano al penultimo posto, un punto sopra il Parma , impegnato domani sera tra le mura casalinghe del Tardini contro la Sampdoria.

11° GIORNATA:

Brescia - Juventus 1-1 (71' Quagliarella, 73' Diamanti)
Cagliari - Napoli 0-1 (94' Lavezzi)
Catania - Udinese 1-0 (61' Maxi Lopez)
Cesena - Lazio 1-0 (85' Parolo)
Chievo - Bari 0-0
Genoa - Bologna 1-0 (81' Milanetto)
Lecce - Inter 1-1 (76' Milito, 79' Olivera)
Milan - Palermo 3-1 (19' Pato, 63' Bacinovic, 77' Ibrahimovic rigore, 83' Robinho)
Roma - Fiorentina 3-2 (45' Simplicio, 51' Borriello, 69' Gilardino, 77' Perrotta, 89' D'Agostino)
Parma - Sampdoria domani ore 20.45

LA CLASSIFICA (IN ROSSO LE SQUADRE CON UNA GARA IN MENO)
Milan 23
Lazio 22
Napoli 21
Inter 20
Juventus 19
Roma 18
Sampdoria 15
Chievo 15
Genoa 15
Palermo 14
Catania 14
Udinese 14
Fiorentina 12
Bologna 12
Lecce 12
Cagliari 11
Brescia 11
Cesena 11
Bari 9
Parma 8

domenica 7 novembre 2010

Roma, bastano due rigori. Il Milan insegue, la Juve pure.

Di Luca Cipriano

L'atteso derby capitolino viene vinto dalla Roma che, con un rigore per tempo, blocca il possibile allungo della Lazio in classifica, lasciando la vetta inalterata perchè i biancocelesti rimangono a + 2 sul Milan oggi vittorioso a Bari.

LA GARA:

Primo tempo non entusiasmante, dove la Lazio cerca di effettuare un maggiore possesso palla soprattutto nei primi 15 minuti. La prima svolta della partita arriva con l'inserimento del brillante e giovane Greco al posto di Menez: il vice Totti non ha brillato, e così Ranieri ha preferito sostituirlo, con il nuovo talentino del calcio giallorosso. Giallorossi in vantaggio su rigore, giusto, decretato da Morganti per un fallo di mano di Lichsteiner: Borriello trasforma, nonostante l'intuizione di Muslera.

Nel secondo tempo è la Lazio a fare la partita: ottima nel palleggio, con una Roma schiacciata più volte nella propria area di rigore e costretta a colpire in contropiede come quando Simplicio centra clamorosamente la traversa. Biancocelesti in cerca del pareggio: prima la prodezza di Hernanes viene fermata dal puntale Julio Sergio. Poi il palo nega il goal a Foggia.
La Lazio recrimina per due rigori: è netta la trattenuta di Riise su Mauri così come il fallo di mano di Simplicio in area. Rigore non dato, rigore subìto: anche nella ripresa infatti, proprio nel miglior momento degli aquilotti, la Roma ne approfitta: Vucinic, ancora su rigore dopo un fallo di Dias (nell'azione c'erano però due giocatori della Lazio a terra), trasforma e chiude l'incontro.


Massimo risultato con il minimo sforzo per la squadra di Ranieri che porta a casa tre punti utilissimi per il morale e per superare la metà della classifica. La Lazio di Reja invece ripartirà dal bel gioco offerto, magari provando ad insistere di più nella precisione sotto porta.

LE ALTRE PARTITE:

Bari - Milan 2 -3

Soffre fino al 90°, ma alla fine strappa un successo importante: il Milan è la nuova anti-Lazio grazie ai goal di Ambrosini Flamini e Pato. Inutile il tentativo pugliese con Kutuzov e Barreto.

Juventus - Cesena 3 - 1

Chi risponde presente è la Juventus: dopo il vantaggio del Cesena con Jimenez, i bianconeri pareggiano e capovolgono la situazione con Del Piero, Quagliarella e Iaquinta. Il gruppo di Del Neri c'è. Per il Cesena, è crisi.

Napoli - Parma 2 -0

Il Napoli ritorna alla vittoria al San Paolo e viene trascinato dalla potenza di Cavani: l'attaccante uruguaiano segna una doppietta che porta i partenopei in piena Europa.

Sampdoria - Catania 0 - 0

Pareggio incolore a Marassi che ai fini della classifica può dare forse più morale agli etnei.

Udinese - Cagliari 1 - 1

Succede tutto nel primo tempo: apre le marcature il Cagliari con un bel goal di Conti. Sul finale di tempo risposta friulana targata Floro Flores.

Fiorentina - Chievo 1 - 0

Respira la Fiorentina di Mihajlovic, ma deve attendere ben 80' per potere vedere il sorriso dei tre punti: il goal di Cerci batte il Chievo e allontana i viola dalla zona calda.

giovedì 4 novembre 2010

Europa League: Juve, che stecca! Napoli, che beffa! Samp ok, Palermo giù

Due pareggi casalinghi a reti bianche contro formazioni non proprio irresistibili e due sconfitte esterne, seppur contro due squadra piuttosto ostiche come Liverpool e Cska Mosca, con il medesimo punteggio: il quarto turno della fase a gironi di Europa League riserva l'ennesima serata amara per un calcio italiano sempre più vicino, almeno in questa competizione, alla debacle totale. Stupisce, più ancora per la pochezza del gioco espresso che per il risultato finale, la prova della Juventus all'Olimpico di Torino contro il Salisburgo: i bianconeri si presentavano con una formazione ricca più di indisponibili che di giocatori della prima squadra e con una panchina di soli Primavera, ma contro gli austriaci era lecito attendersi il primo successo stagionale nel girone. Un risultato tutto sommato non così scontato invece per la Sampdoria di Carlo, ancora scossa dal caso Cassano, che contro gli ucraini del Metalist Kharkiv, imbattuti in trasferta, coglie uno 0-0 tutto sommato utile per giocarsi le ultime due sfide contro il molle Debrecen in Ungheria e soprattutto l'insidiosissimo Psv Eindhoven in casa. Niente da fare invece per Napoli e Palermo, entrambe a lungo in vantaggio ad Anfield Road e a Mosca ma rimontate con identico punteggio finale, 3-1, da Liverpool e Cska. Il ''3'' è il numero che accomuna in questa serata le italiane di Europa League: tutte e quattro le nostre squadre sono terze nei rispettivi gironi. E per evitare, come detto, un nostro debordante fiasco calcistico in Europa, sarà fondamentale per Juventus, Sampdoria, Napoli e Palermo vincere le prossime due sfide e passare il turno.

Girone A
Juventus - Salisburgo 0-0
Tanti sbadigli, emozioni a dosi omeopatiche e due infortuni, gli ennesimi, in casa bianconera. Non c'è davvero quasi nulla da salvare nel confronto dell'Olimpico tra gli uomini di Delneri e la squadra di Mister Red Bull, Dietrich Mateschitz, allenata da Huub Stevens. Con il baby Giandonato in campo dall'inizio e la panchina totalmente occupata dai giovani di casa Juve, tra cui il nipote di Boniperti, Filippo, la Juve regala una prestazione a dir poco mediocre, con l'unico sussulto di un gol in fuorigioco annullato a Del Piero. Tra gli altri, pessima ancora una volta la prestazione di Amauri e netta bocciatura anche per il troppo irruento Momo Sissoko. E, come all'andata, gli austriaci rischiano di uscire dal confronto con il bottino pieno grazie ad un'occasione capitata al centrocampista Leitgeb. Chi invece esce anticipatamente dal confronto a metà ripresa è Milos Krasic (per lui problema al polpaccio, non sembra grave) che lascia il posto all'esordiente Buechel, classe '91. Nel finale brutte notizie anche per Nicola Legrottaglie, a sua volta in campo al posto di Chiellini, costretto ad abbandonare per un problema al ginocchio negli ultimi 10 minuti e a sostituzioni terminate. Una brutta serata quindi che si conclude con il quarto pareggio in quattro gare per la truppa di Delneri e il 2 punto negli ultimi due match per gli austriaci. Complice l'inaspettata vittoria del Lech Poznan sul Manchester City, la Juve dovrà per forza uscire con i 3 punti proprio dal difficile scontro del Primo Dicembre in terra polacca.

Lech Poznan - Manchester City 3-1
Clamoroso scivolone degli uomini di Mancini, che voci d'Oltremanica danno già a rischio esonero, in Polonia contro il Lech Poznan, allenato da Jacek Zielinski. I padroni di casa trovano il vantaggio esattamente alla mezz'ora del primo tempo con la rete del centrocampista serbo Injac, ma bastano 6' a inizio ripresa ai Citizens per raddrizzare il confronto con il tocco vincente sottoporta di Adebayor. Gli inglesi aumentano la pressione ma, a 4' dal 90', è il Lech a trovare di nuovo il vantaggio con un autentico gollonzo del centrale colombiano Arboleda: colpo di testa del centrale del City, Boyata, ad allontanare il pallone con lo stesso che, colpendo la testa del difensore avversario, si infila imparabilmente nell'angolino della porta di Hart. Al 91' Mozdzen chiude i conti, regalando una serata indimenticabile al pubblico di Poznan. Lech ora a pari punti con la formazione di Mancini, ma in vantaggio nella differenza reti.

Classifica: Lech Poznan 7, Manchester City 7, JUVENTUS 4, Salisburgo 2.


Girone B
Bayern Leverkusen - Aris Salonicco 1-0
Niente reti bianche come nel confronto in Grecia dello scorso turno: è un gol al 90' del cileno Vidal a rompere l'equilibrio quasi eterno tra Bayer e Aris. 3 punti preziosi per le ''Aspirine'' dopo una partita di sofferenza contro i greci, sospinti in avanti dal trio ispanico Calvo-Ruiz-Koke. I tedeschi mantengono così il comando del Girone davanti all'Atletico Madrid, con cui si scontreranno per un match probabilmente decisivo proprio sul terreno amico della Bayer Arena di Leverkusen dopo la trasferta a Trondheim contro il Rosenborg, già praticamente eliminato.


Rosenborg - Atletico Madrid 1-2
Dopo il facile e netto successo al Vicente Calderòn, l'Atletico di Quique Sànchez Flores si ripete anche al Lerkendal di Trondheim superando il Rosenborg di Nils Arne Eggen, fresco campione di Norvegia per la 22° volta nella sua storia. Pronti, via e gli spagnoli colpiscono subito, con il Kun Aguero a segno già al 4'. Gli scandinavi però non ci stanno a fare gli sparring partner come 15 giorni fa e rispondono al 7' della ripresa con Henriksen, che riporta i conti in parità. L'1-1 resiste quasi sino al termine del match, per la precisione fino al minuto 39' della ripresa, quando l'ex juventino Tiago si inventa un grandissimo destro da fuori area su cui il portiere di casa Orlund non può nulla. Atletico secondo a quota 7, Rosenborg ad un passo dal baratro e fermo a 3.

Classifica: Bayer Leverkusen 8 , Atletico Madrid 7, Aris Salonicco 4, Rosenborg 3


Girone C
Levski Sofia - Lille 2-2
Botta e risposta all'Aspahurov di Sofia tra il Levski padrone di casa e i francesi del Lille, in un match aperto e mai scontato. Bulgari in vantaggio dopo 11' con un gran tiro dell'ivoriano Dembelè dalla destra dell'area di rigore che si infila quasi all'incrocio senza lasciare scampo al portiere avversario Landreau. I transalpini rispondono a metà primo tempo con un altro ivoriano, Gervinho, che confeziona l'assist da calcio l'angolo per il colpo di testa vincente del brasiliano Tùlio De Melo (meteora in Italia con la maglia del Palermo) al 35'. Nella ripresa, quasi nel finale, si accendono i fuochi d'artificio: il Levski si riporta in vantaggio al 37' con un gran tiro da fuori area di Gadhzev, ma regala il pareggio agli ospiti 6' dopo con la maldestra deviazione del difensore di casa Ivanov che spiazza il proprio portiere Akalski. Lille secondo a quota 5, Levski Sofia a 4 punti insieme al Gent.

Gent - Sporting Lisbona 3-1
La vendetta è servita. Dopo l'umiliante 5-1 subito nella gara in Portogallo, il Gent si riscatta tra le mura amiche del Jules Ottenstadion superando nettamente la squadra di Paulo Sergio. Ad aprire le danze già al 7' è il calcio di rigore concesso dall'arbitro danese Rasmussen ai padroni di casa per fallo di Abel su Ljubijankic e trasformato dal capitano del Gent, Smolders. I portoghesi reagiscono però con veemenza, cogliendo il pareggio al 37' con un preciso colpo di testa di Carlos Saleiro su assist di Cedric Soares. L'equilibrio regna fino a metà della ripresa, quando l'espulsione di Abel per doppia ammonizione lascia in dieci gli ospiti, che appena 3' dopo subiscono il 2-1 belga con il destro di Ibrahima Contè, su assist ancora di Smolders, che si infila alla sinistra di Hildebrand. Altri 3' e Arbeitman di testa sigilla il risultato. Prima vittoria per il Gent, che in classifica aggancia il Levski Sofia.

Classifica: Sporting Lisbona 9, Lille 5, Levski Sofia 4, Gent 4


Girone D
Bruges - Dinamo Zagabria 0-2
Vittoria senza troppi problemi per i Campioni di Croazia della Dinamo Zagabria, impegnati in Belgio contro l'ultima del Girone, il Bruges. Dopo un primo tempo in controllo, bastano due guizzi in 4' del brasiliano Sammir per chiudere la pratica a favore degli ospiti: al 10' un gran tiro da centro area del numero 10 dei croati si infila imparabilmente alla sinistra dell'estremo difensore belga De Vlieger; al 14' è capitan Biscan, di testa su punizione proprio di Sammir, a stabilire il risultato sul 2-0 a favore della Dinamo, che sarà poi il risultato finale. Croati ora in testa a quota 7 insieme al Paok Salonicco e davanti al Villareal.

Paok Salonicco - Villareal 1-0
Un'altra delle sorprese di giornata viene dalla Grecia, per la precisione dallo stadio Toumba di Salonicco. In un clima rovente è infatti il Paok a spuntarla nel durissimo confronto contro il Villareal, con Giuseppe Rossi inizialmente in panchina e in seguito in campo nella ripresa. Dopo un primo tempo di marca spagnola, con la sfortunata traversa colpita da Cani al 25', sono i greci a passare nella ripresa, proprio al 25', con un colpo di testa del portoghese Vierinha su assist dell'ex Milan e Real Madrid, Pablo Garcia. Successo fondamentale per gli ospiti, ora al comando con la Dinamo Zagabria. Il ''Sottomarino Giallo'' rimane a quota 6, ma può sperare nel controsorpasso grazie al match casalingo del prossimo turno contro la Dinamo.

Classifica: Paok Salonicco 7, Dinamo Zagabria 7, Villareal 6, Bruges 2


Girone E
Dinamo Kiev - AZ Alkmaar 2-0
Con Andriy Shevchenko relegato in panchina, ci pensa Artem Milevskiy, da molti considerato il suo erede, con una doppietta a stendere gli olandesi dell'AZ allenati da Verbeek. Senza il nostro Graziano Pellè, fuori per infortunio, la squadra ospite resiste per tutto il primo tempo; bastano però appena 2' della ripresa al numero 10 della Dinamo per portare in vantaggio i suoi con un destro da centro area su assist dell'ex Udinese e Lecce, Roman Eremenko. Poco oltre il quarto d'ora, all 16', azione fotocopia sull'asse Eremenko-Milevskiy per il 2-0 finale che chiude l'incontro e mantiene gli ucraini al secondo posto, con un vantaggio piuttosto rassicurante proprio sugli olandesi.

Bate Borisov - Sheriff Tiraspol 3-1
I Campioni di Bielorussia del Bate Borisov replicano il successo di 15 giorni in Moldavia, battendo anche nella gara casalinga lo Sheriff Tiraspol, a sua volta campione nel proprio paese. Dopo 15' è un destro di Rodionov a portare in vantaggio i bielorussi, che però allentano la presa e subiscono il pari ospite a metà tempo con il colpo di testa vincente di Erokhin. Il Bate soffre anche nella ripresa, sino al 25', quando Pavlov riporta avanti di testa i padroni di casa. 10' dopo una deliziosa punizione del brasiliano Renato Bressan fissa il punteggio sul definitivo 3-1. Bate in testa con 10 punti e già qualificato al prossimo turno con due gare di anticipo.

Classifica: Bate Borisov 10, Dinamo Kiev 7, AZ Alkmaar 3, Sheriff Tiraspol 3


Girone F
Cska Mosca - Palermo 3-1
Nulla da fare, nonostante l'inizio convincente e il gol di Maccarone in apertura. Il Palermo esce dal durissimo confronto dell'Arena Khimki di Mosca con un'altra sconfitta dopo l'umiliante 0-3 di 15 giorni fa al Barbera, ma questa volta la squadra di Delio Rossi può davvero mangiarsi le mani per avere regalato un uomo in più per un'ora e, in particolare, quindici minuti di follia nella ripresa agli avversari. L'allenatore rosanero manda in campo in Russia una formazione largamente rimaneggiata tra squalifiche (Pastore), indisponibilità secondo regolamento (Ilicic e Bacinovic), infortuni (Hernandez) e turnover (a riposo Sirigu, Cassani e Balzaretti, a casa Liverani). La buona notizia è il rientro da titolare di Miccoli che, molto attivo, parte benissimo confezionando azione e assist dalle quali nasce il gol del Palermo al 10': finta a saltare Shennikov e cross perfetto per la testa di ''Big Mac'' Maccarone, che anticipa Berezutski e fulmina Akinfeev. L'inizio perfetto dà convinzione ai siciliani, nonostante i russi non restino a guardare con le conclusioni di Mamaev e Tosic. Dopo una bella parata di Akinfeev su Maccarone alla mezz'ora, ecco il patatrac: secondo giallo per Nocerino a causa di un brutto intervento su Mark Gonzalez e Palermo in 10. Il Cska non si fa pregare e il fortino degli uomini di Delio Rossi regge solo per l'ultimo quarto d'ora del primo tempo. Nei primi 15' della ripresa si scatena implacabile la furia dei russi: già dopo 2' è un sinistro del giapponese Honda su passaggio filtrante di Tosic a ristabilire la parità, al 5' è invece un destro di Necid su assist di Mamaev a fare 2-1. Altri 4' e al 9' Necid chiude il discorso, fulminando ancora Benussi su assist di Honda. Il Palermo se non altro evita la goleada; fondamentale sarà ora lo scontro casalingo del prossimo turno contro lo Sparta Praga, 4 punti sopra, per evitare l'eliminazione.


Losanna - Sparta Praga 1-3
Dopo il rocambolesco pareggio agguantato a Praga con un gol al 96', non riesce neanche questa volta al Losanna, squadra-favola di questa edizione di Europa League, la missione di portare a casa il primo successo del girone. La squadra allenata da Martin Rueda, qualificatasi alla competizione grazie al secondo posto nella Coppa di Svizzera ma militante nella Serie B del proprio paese, culla per quasi tutto il primo tempo sogni di gloria grazie al gol del vantaggio firmato da Katz dopo 6'. A spegnere le illusione ci pensa però l'attaccante ospite Wilfried, pareggiando di destro proprio sul finale di tempo. Gli sforzi della modesta ma ammirevole squadra locale reggono fino a metà ripresa, quando il camerunense Kweuke porta in vantaggi lo Sparta. Nel finale, al 96', terzo gol ancora dell'ivoriano Wilfried, con un pregevole pallonetto da fuori area a scavalcare il portiere svizzero Favre. Cechi secondi dietro il già qualificato Cska.

Classifica: Cska Mosca 12, Sparta Praga 7, PALERMO 3, Losanna 1


Girone G
Aek Atene - Anderlecht 1-1
Perfetta parità ad Atene tra Aek e Anderlecht, che non approfittano della contemporanea vittoria dello Zenit San Pietroburgo sul campo dell'Hajduk Spalato, rimanendo appaiate al secondo posto appena un punto sopra i croati. Dopo un primo tempo a reti inviolate, la partita si decide nei primi 10' della ripresa: al terra il difensore ungherese degli ospiti, Juhasz, atterra in area la punta dei padroni di casa Djebbour; dal dischetto l'argentino Blanco non fallisce e porta in vantaggio i suoi. Al 9' però un diagonale di Polak su assist di Legear riporta il confronto in parità, sino al termine dei 90' di gioco.

Hajduk Spalato - Zenit San Pietroburgo 2-3
Preziosissima vittoria dello Zenit San Pietroburgo di Luciano Spalletti, che vince sul non facile campo di Spalato, contro un Hajduk sostenuto da una tifoseria rovente, mettendo così in ghiaccio la qualificazione alla fase successiva. Il tecnico toscano dà fiducia sin dall'avvio ad Alessandro Rosina, largo a sinistra, con l'ungherese Huszti dalla parte opposta e Ionov al centro nel 4-2-3-1 della formazione russa. Proprio la mezzapunta numero 57 dello Zenit è l'autore del vantaggio ospite al 32', con un preciso destro dentro l'area che coglie in controtempo il numero 1 croato, Subasic. Nei primi 5' della ripresa gli uomini di Spalletti chiudono i conti: in apertura il centrale croato Buljat stende Bukharov in area e dal dischetto Huszti non fallisce. 3' dopo va a referto anche Rosina, che con un gran sinistro sotto la traversa fà 3-0. Lo Zenit si rilassa un po' e subisce il ritorno dell'Hajduk, che con Ljubicic al 23' e Vukusic al 37' si rifà sotto, ma i 5' di recupero finali non cambiano più il risultato. Zenit a 12, Hajduk per ora ultimo a 3 punti.

Classifica: Zenit San Pietroburgo 12, Anderlecht 4, Aek Atene 4, Hajduk Spalato 3


CorsivoGirone H
Odense - Young Boys 2-0
Rompe finalmente il digiuno, sia di punti che di vittorie, l'Odense di Uls Pedersen, che sul proprio terreno stende i Campioni di Svizzera dello Young Boys con un gol per tempo, vendicando in qualche modo il 2-4 subito a Berna. Mattatore della serata danese il centrocampista centrale Hans Henrik Andreasen, che prima al 12' del primo tempo spedisce sotto la traversa un assist su punizione di Chris Sorensen, e poi al 15' della seconda frazione spedisce direttamente su punizione la palla sotto l'incrocio dei pali della porta del portiere svizzero Burki. Il risultato riporta in qualche modo in vita le speranze della formazione danese, che aggancia il Getafe a quota 3, rimanendo dietro a Stoccarda e Young Boys.

Getafe - Stoccarda 0-3
Prestazione da incorniciare per lo Stoccarda di Jens Keller, in difficoltà in Bundesliga ma a punteggio pieno e già qualificato in Europa League. Con gli ex juventini Molinaro e Camoranesi in campo dall'inizio, i tedeschi travolgono un Getafe sottotono, che deve ringraziare l'Odense per la sua vittoria contro lo Young Boys e soprattutto deve vincere le prossime due partite. Nel primo tempo, al 26', sblocca l'incontro il rumeno Marica con un gran diagonale da fuori che spiazza il portiere spagnolo Ustari. Gebhart e Harnik, rispettivamente al 19' e al 31', chiudono l'incontro, macchiato per i tedeschi solo dall'espulsione di Marica dopo una mini rissa per un fallo dello stesso attaccante rumeno su Cata Diaz.

Classifica: Stoccarda 12, Young Boys 6, Getafe 3, Odense 3


Girone I
Sampdoria - Metalist Kharkiv 0-0
Senza, ovviamente, il quasi ex Antonio Cassano e con un Pazzini a mezzo servizio, la Sampdoria esce indenne dal confronti di Marassi contro un Metalist Kharkiv imbattuto da 6 mesi in Europa. Un pareggio che comunque non può lasciare soddisfatto Mimmo Di Carlo, anche in virtù del calendario, che nel prossimo turno opporrà i blucerchiati alla capolista di girone PSV Eindhoven mentre il Metalist riceverà il debole Debrecen.

PSV Eindhoven - Debrecen 3-0
Come ampiamente previsto e pronosticato, facile successo degli olandesi al Phillips Stadion contro i Campioni d'Ungheria, fermi a quota 0-0. Ai biancorossi bastano 3 lampi nel match per sbrigare la formalità: apre Afellay, a quanto pare corteggiato dall'Inter, al 22', raddoppia Reis nel finale del primo tempo con un ottimo destro da fuori e sigilla il risultato a 2' dal 90' il giovane Wuytens. PSV primo e ad un passo dalla qualificazione.

Classifica: PSV Eindhoven 10, Metalist Kharkiv 7, SAMPDORIA 5, Debrecen 0.


Girone J
Paris Saint Germain - Borussia Dortmund 0-0
Sfida quasi d'altri tempi al Parco dei Principi di Parigi tra due nobili decadute del calcio europeo: alla fine il pareggio serve decisamente di più ai francesi padroni di casa, che vengono superati dal Siviglia ma mantengono a distanza di 3 punti i tedeschi allenati da Jurgen Klopp. E alla fine la formazione di Kombouare può pure recriminare per le occasioni fallite da Erding e Luyindula; tra i tedeschi in ombra e ammonito il talento argentino, naturalizzato paraguaiano, Lucas Barrios.

Siviglia - Karparty Lviv 4-0
Tutto troppo facile al Ramon Sànchez Pizjuan di Siviglia per la formazione di Gregorio Manzano contro i modesti ucraini del Karpaty Lviv. Grande protagonista, soprattutto nel primo tempo, l'esterno degli andalusi Alejandro Alfaro, a segno prima di destro e poi di testa in apertura e chiusura di primo tempo. In mezzo splendida la punizione trasformato dall'ex Atalanta, Parma e Napoli, Luca Cigarini, schierato titolare da Manzano. Al 6' della ripresa Negredo completa il poker andaluso che proietta gli spagnoli in testa al girone.

Classifica: Siviglia 9, Paris Saint Germain 8, Borussia Dortmund 5, Karpaty Lviv 0


Girone K
Liverpool-Napoli 3-1

Steaua Bucarest - Utrecht 3-1
Vittoria e risveglio per lo Steaua Bucarest di Marius Lacatus, che con la vittoria sull'Utrecht e la concomitante sconfitta del Napoli a Liverpool passa dall'ultimo posto al secondo. Rumeni avanti a metà primo tempo con un sinistro di Gardos, al quale l'olandese Mertens replica però appena 4' dopo. Nella ripresa, in 2' minuti si scatena la punta dei padroni di casa, Stancu: due diagonali al 7' e all'8 e primi tre punti per lo Steaua in questa Europa League.

Classifica: Liverpool 8, Steaua Bucarest 5, NAPOLI 3, Utrecht 3

Girone L
Porto - Besiktas 1-1
Non bissa la vittoria ottenuta in terra turca il Porto di Jorge Jesus. All'Estadio Do Dragao i portoghesi vanno in vantaggio al 36' del primo tempo su rigore, trasformato da Falcao dopo un atterramento ai suoi danni. Il Porto controlla, ma al 17' della ripresa Nihat si inventa forse il più bel gol di giornata con una sassata da 40 metri che non lascia scampo all'estremo difensore portoghese.

Rapid Vienna - CSKA Sofia 1-2
Un Rapid Vienna distratto e sciupone perde forse l'ultimo treno per rimanere agganciato al discorso qualificazione: dopo un primo tempo sonnolento gli ospiti bulgari vanno in vantaggio al 5' della ripresa con un diagonale di Yanchev. 6' dopo Salihi pareggia su rigore per i padroni di casa austriaci dopo un fallo ai suoi danni, ma a spianare la strada agli ospiti è un'uscita errata del portiere austriaco Hedl, che lascia al portoghese Marquinhos la possibilità di trafiggerlo con un lob al 19' del secondo tempo, per il 2-1 finale del Cska. Prima vittoria per i bulgari che agganciano a quota 3 proprio il Rapid.

Classifica: Porto 10, Besiktas 7, Rapid Vienna 3, Cska Sofia 3