Visualizzazione post con etichetta Serie A. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Serie A. Mostra tutti i post

venerdì 4 febbraio 2011

Mercato, le pagelle: le milanesi regine degli affari. Samp a pezzi, Roma dove sei?

C'era una volta il mercato di riparazione, quello nel quale le squadre intervenivano, una volta esaurita la prima metà della stagione, per puntellare gli organici, con pochi ma mirati acquisti atti a migliorare la squadra in vista del raggiungimento degli obiettivi prefissati ad inizio campionato. Già da qualche tempo invece la sessione invernale del calciomercato ha assunto i contorni di un vero e proprio bazar, modello ''affari estivi'', dove a muoversi, anche in tempi stretti, sono le big e i grandi nomi, oltre ai soliti presidenti vulcanici che amano stravolgere il loro ''giocattolino'' spesso con troppa frenesia e pochissimo criterio. Capita così che accanto al rivoluzionato Genoa di Preziosi (10 nuovi giocatori in entrata e 9 in uscita) attivissime siano anche l'Inter campione del mondo, con acquisti del calibro di Pazzini e Ranocchia, e la capolista Milan, con tra gli altri Cassano, Emanuelson e Van Bommel. Senza contare ovviamente le squadre appese alla zona salvezza come Parma, Catania e Chievo, o quelle ancora più in difficoltà come Cesena, Brescia e Bari. Ma chi ha davvero comprato e speso con giudizio in vista del rush finale da qui a fine maggio? Ecco il pagellone definitivo. Come sempre vi invitiamo a dire la vostra!

BARI
Acquisti: Rudolf (a, dal Genoa); Okaka (a, dalla Roma); Glik (d, dal Palermo); Bentivoglio (c, dal Chievo); Codrea (c, dal Siena); Huseklepp (a, dal Brann); Kopunek (c, dallo Spartak Trnava)
Cessioni: Pulzetti (c, al Chievo); Rana (a, al Barletta); Crimi (c, al Grosseto); Caputo (a, al Siena); D'Alessandro (c, al Livorno)
I rinforzi espressamente chiesti da Ventura, anche per tamponare l'emorragia di infortuni che ha colpito i pugliesi nel girone d'andata, sono arrivati: il polacco Glik, centrale di ottime prospettive, l'ungherese Rudolf, giovane ma già con esperienza da Champions League (due anni fa in patria, con il Debrecen) e l'ex romanista Okaka, tutti e 3 in prestito, possono aiutare i galletti perlomeno a tentare l'impresa di raggiungere una salvezza quasi disperata. Nelle ultime ore sono arrivati anche Bentivoglio e Codrea ad aggiungere peso e qualità nelle zone centrali del campo, mentre davanti in extremis è rimasto Barreto, già promesso alla Fiorentina ma scartato dai viola dopo le visite mediche. Il norvegese Huseklepp e lo slovacco Kopunek sono tutti da scoprire qui da noi.
Voto: 6,5

BOLOGNA
Acquisti: Bisoli (c, dal Cagliari); Montelongo (d, dal Milan)
Cessioni: Nessuno
Praticamente immobile sul mercato la squadra di Malesani, complice anche la crisi societaria in via di risoluzione. Alla fine il migliore acquisto potrebbe essere ''postumo'' se capitan Di Vaio firmerà, com'è orientato a fare, il rinnovo del contratto per altre tre stagioni. Tra gli altri sono rimasti Viviano, cercato dall'Inter dopo l'ennesimo infortunio di Julio Cesar, Gimenez (non si è concretizzato lo scambio con Granoche proposto dal Chievo) e Meggiorini, cercato dal Bari. Dei due nuovi arrivi il giovanissimo Bisoli, classe '94, verrà aggregato alla primavera, mentre l'uruguagio Montelongo, in prestito dal Milan, può tornare utile sugli esterni di difesa.
Voto: 6

BRESCIA
Acquisti: Lanzafame (a, dalla Juventus; Miljevic (c, dal Paok Salonicco); C. Zanetti (c, dalla Fiorentina); Jonathas (a, dall'AZ Alkmaar); Accardi (d, dalla Sampdoria)
Cessioni: Budel (c, al Torino); Juan Antonio (a, all'Ascoli); Feczesin (a, all'Ascoli); De Maio (d, al Frosinone); Fofana (c, all'Ethnikos); Taddei (a, alla Triestina); Martinez Vidal (d, alla Sampdoria)
Tanti i nomi in uscita dalla formazione allenata prima da Iachini, poi da Beretta, e dal prossimo turno nuovamente dall'allenatore della promozione in A. Per la verità, esclusi Budel e Martinez, si tratta di elementi spesso ai margini della rosa delle rondinelle. In entrata invece pochi ma mirati acquisti, almeno nelle intenzioni del presidente Corioni, facilmente ascrivibile per carattere tra i presidenti più ''taglienti'' di Serie A (un esempio evidente sono le ultime dichiarazioni a proposito del possibile arrivo di Liverani ''Lo volevamo, ma vuole un contratto per giocare fino a quando avrà sessant'anni''): a centrocampo l'esperienza e la qualità di Cristiano Zanetti (negli ultimi anni spesso rotto) può dare una mano a creare gioco, mentre davanti uno tra Lanzafame e il promettente brasiliano Jonathas può ritagliarsi uno spazio fisso accanto a Caracciolo, rimasto dopo il rifiuto del presidente all'offerta della Fiorentina. La salvezza rimane comunque molto complicata.
Voto:5,5

CAGLIARI
Acquisti: A. Grosso (p, dal Gemini Pirri); Missiroli (c, dalla Reggina); Ceppellini (c, dal Penarol)
Cessioni: Bisoli (c, al Bologna); Biasi (d, al Frosinone); Pinardi (c, al Novara); Sivakov (c, al Wisla Cracovia); Matri (a, alla Juventus)
Cellino alla fine ha ceduto: via il bomber Matri, in direzione Torino, per 18 milioni (15,5 in caso di diritto di riscatto esercitato dalla Juve più 2,5 per la seconda metà del cartellino di Ariaudo), niente foglio di via verso Milano, sponda rossonera, per il numero 10 Lazzari. In mezzo al campo è arrivato l'ex reggino Missiroli, che a 25 anni ha già esperienza da vendere, mentre se ne sono andati il fantasista Pinardi, chiuso in mezzo al campo, e il bielorusso Sivakov (ma solo in prestito). Del giovane uruguagio Ceppellini in patria se ne parla un gran bene, vedremo. Con il cartellino del belga Nainggolan riscattato interamente dal Piacenza, l'incognita rimane l'attacco: senza Matri e con l'incognita Acquafresca non sarebbe stato meglio comprare una punta di peso?
Voto:6-

CATANIA
Acquisti: Schelotto (c, dal Cesena); Bergessio (a, dal Sant'Etienne; Lodi (c, dal Frosinone)
Cessioni: Barrientos (c, all'Estudiantes); Delvecchio (c, all'Atalanta); Antenucci (a, al Torino); Mascara (a, al Napoli)
Tanto per cambiare ecco un argentino (o due, se vogliamo includere l'oriundo Schelotto): dalla Ligue 1 francese è sbarcata in Sicilia, in prestito e ad ingrossare la folta pattuglia del paese sudamericano, la punta Gonzalo Bergessio, tre presenze con la nazionale ''albiceleste'', che andrà idealmente a sostituire Mirko Antenucci, ceduto in B al Toro. L'addio più sofferto, almeno dai tifosi, è quello di capitan Mascara, poco utilizzato in questa stagione per problemi fisici, approdato al Napoli. Sul piano della fantasia proverà a non farlo rimpiangere l'ex frusinate Lodi, con i polmoni di Schelotto che possono tornare utilissimi sulle fasce.
Voto:6+

CESENA
Acquisti: Calderoni (p, dall'Atletico Roma); Dellafiore (d, dal Parma); Sammarco (c, dalla Sampdoria); Cusaro (d, dal Bellaria); Simoncini (p, dal Bellaria); Rosina (c, dallo Zenit); Riski (a, dal Turku); Karvonen (c, dal Taranto); Felipe (d, dalla Fiorentina), Santon (d, dall'Inter)
Cessioni:  Ighalo (a, al Granada); Cavalieri (p, al Fluminense); Teodorani (p, al Bellaria); Turchetta (c, al Bellaria); Schelotto (c, al Catania), Nagatomo (d, all'Inter); Petras (d, al Grosseto); Tachtsidis (c, al Grosseto); Chiavarini (a, NK Zagabria)
Moltissimi movimenti in terra romagnola, alcuni di grande importanza: l'ingaggio di Santon ad esempio, in prestito e in correlazione al passaggio di Nagatomo all'Inter, è quasi un lusso per la formazione del presidente Igor Campdelli, che potrà contare anche sul talento di Alessandro Rosina, al ritorno dalla Russia dopo l'esperienza alla corte di San Pietroburgo sotto la guida di Spalletti. Felipe e Dellafiore possono offrire buone garanzie in difesa cosiccome Sammarco a centrocampo, davanti la scommessa si chiama Roope Riski, 19enne finlandese, 12 reti in 11 presenze in patria con la maglia del Turku.
Voto:6,5

CHIEVO
Acquisti: Uribe (a, dall'Once Caldas); Pulzetti (c, dal Bari)
Cessioni:  Farias (a, al Foggia); Gasparetto (a, alla Cremonese); De Paula (a, al Padova); Bentivoglio (c, al Bari)
In casa clivense grandi manovre di sfoltimento in attacco, con il giovane argentino Farias e i ''meno giovani'' Gasparetto e De Paula a fare esperienza in B e Lega Pro. A centrocampo scambio Bentivoglio-Pulzetti con il Bari mentre in avanti occhi puntati su Fernando Uribe, nazionale colombiano classe 1988, che va così ad aggiungersi ai compagni di reparto Pellissier, Moscardelli, Thereau e Granoche. Per l'ex attaccante della Triestina nessun trasferimento nonostante le proposte di Livorno e Bologna.
Voto:6

FIORENTINA
Acquisti: Neto (p, dall'Atletico Paraenense); Behrami (c, dal West Ham)
Cessioni:  Papa Waigo (a, al Grosseto); C. Zanetti (c, al Brescia); Felipe (d, al Cesena).
Il simbolo del mercato invernale dei viola è Valon Behrami: lo svizzero, ex Lazio, è approdato dagli inglesi del West Ham per 2 milioni di Euro, firmando un contratto di tre anni e mezzo. Un rinforzo che, pur con caratteristiche diverse, va a colmare la partenza di Cristiano Zanetti verso il Brescia. Nessun nome invece in attacco, dopo la mancata concretizzazione dell'affare Caracciolo; con Mutu sempre più vicino al reintegro in squadra, Mihajlovic potrebbe trovare la soluzione a portata di mano, in attesa a marzo del rientro di Jovetic. Ma basterà per un finale di stagione senza troppi affanni?
Voto:5,5

GENOA
Acquisti: Konko (c, dal Siviglia); Kucka (c, dallo Sparta Praga); Paloschi (a, dal Parma); Jelenic (a, dal Koper); Antonelli (d, dal Parma); Judilson Tuncara Gomes Pelè (c, dal Belenenses); Hallenius (a, dall'Hammarby); Boselli (a, dal Wigan); Floro Flores (a, dall'Udinese); Rodriguez (a, dal Penarol)
Cessioni:  Cofie (c, al Piacenza); Rudolf (a, al Bari); Toni (a, alla Juventus); Tomovic (d, al Lecce); Ranocchia (d, all'Inter); Palladino (a, al Parma); Modesto (d, al Parma); Sculli (a, alla Lazio), Kharja (c, all'Inter)
Se il calciomercato, anzichè essere suddiviso in due finestre semestrali, fosse sempre e completamento aperto ad ogni affare, giureremmo che a Pegli, in casa Genoa, ci sarebbe più traffico che all'aeroporto londinese di Heathrow. Ancora una volta, infatti, il ''Preziosi show'' rivoluziona la formazione rossoblu, regina, almeno sul piano della quantità, del mercato invernale. Tra gli arrivi più interessanti da segnalare il nazionale slovacco Kucka e l'ala uruguaiana Federico Rodriguez, mentre per l'attacco le speranze sono riposte nei movimenti e nella fisicità dell'ex udinese Floro Flores e dell'argentino Boselli. Anche Paloschi, ripresosi completamente dal grave infortunio che lo ha tenuto fuori da agosto, può tornare utilissimo davanti, mentre sugli esterni ci si attende molto da Antonelli e da Konko, tornato a vestire i colori genoani dopo l'esperienza a Siviglia. Insomma, anche la qualità non manca, nonostante gli addii, tra gli altri, di Ranocchia, Palladino e Sculli. Ma la domanda come al solito è: riusciranno tanti nuovi giocatori in un solo colpo a formare un gruppo?
Voto:7-


INTER
Acquisti: Ranocchia (d, dal Genoa); Bardi (p, dal Livorno); Mannini (d, dal Siena); Spendlhofer (d, dal Sant Polten); Knasmuller (c, dal Bayern Monaco); Pazzini (a, dalla Sampdoria); Kharja (c, dal Genoa); Nagatomo (d, dal Cesena)
Cessioni: Mancini (c, all'Atletico Mineiro); Muntari (c, al Sunderland); Santon (d, al Cesena)
Qualcosa è cambiato: se, solo fino a poco meno di un mese fa, i tifosi (e Benitez, sino alla conclusione del suo breve periodo sulla panchina nerazzurra) lamentavano l'immobilismo della società sul mercato, dopo l'annata gonfia di successi e i sostanziosi rinnovi di contratto dei loro artefici, ora tutto tace. Anzi, in casa Inter sorridono di nuovo tutti, coccolandosi i nuovi acquisti che possono dare, dopo l'ingaggio di Leonardo, la svolta definitiva ad una stagione iniziata con la pancia piena e la testa vuota. Sono bastati poco più di 120' a Giampaolo Pazzini, preso per 15 milioni più Biabiany dalla Sampdoria, per entrare nel cuore dei suoi nuovi tifosi con tre gol, tutti decisivi. Non ci metteranno molto per farlo anche Ranocchia, senza dubbio il miglior difensore italiano anche in prospettiva futura, e i forse sottovalutati Kharja, già a segno ieri sera contro il Bari, e Nagatomo (il terzino giapponese è stata la rivelazione di inizio campionato tra i difensori, artefice anche del successo del Giappone in Coppa d'Asia). Insomma un mercato grandi firme per una rimonta da grande corsa.
Voto:8,5

JUVENTUS
Acquisti: Toni (a, dal Genoa); Magnusson (d, dal Fram); Barzagli (d, dal Wolfsburg); Matri (a, dal Cagliari)
Cessioni: Lanzafame (a, al Brescia); Amauri (a, al Parma); Legrottaglie (d, al Milan)
Alla fine la punta è arrivata. Chissà quanto la pressione dei tifosi bianconeri ha giocato sulla dirigenza juventina, e sul dg Marotta in particolare, nell'acquisto in extremis di Alessandro Matri dal Cagliari nonostante i dubbi sulla fattibilità economica dell'operazione (prestito con diritto di riscatto fissato a 15,5 milioni più 2,5 milioni per la seconda parte del cartellino di Ariaudo, già in comproprietà tra le due società). L'impatto dell'ex bomber sardo in un grande squadra è tutto da verificare ma il suo ingaggio attenua in minima parte l'ira della piazza per la crisi nera della squadra di Delneri e per i contestati acquisti degli ex campioni del mondo Toni e Barzagli. Rimane comunque la netta sensazione che il mercato juventino sia improntato sulla casualità piuttosto che su una strategia realmente pianificata. In ogni caso salutano la truppa Lanzafame e Amauri (ma solo fino a giugno) rispettivamente in direzione Brescia e Parma, e Legrottaglie (definitivamente) in quella Milan.
Voto 6-

LAZIO
Acquisti: Sculli (a, dal Genoa); Ojiakor (c, dalla Triestina)
Cessioni: Cavanda (d, al Torino); Perpetuini (c, al Foggia)
Conoscendo l'indole di Lotito, poco propenso ad aprire il portafogli se non per stretta necessità, non ci si poteva sicuramente aspettare un mercato con la Lazio a recitare un ruolo da protagonista, specie vista l'ottima posizione di classifica. Alla fine in casa biancoleste, oltre al giovane senegalese Ojiakor proveniente dal vivaio della Triestina, l'unico arrivo da segnalare è quello dell'ex genoano Sculli, reduce da un infortunio che lo ha condizionato praticamente per tutta la prima parte di stagione e pronto a rilanciarsi sotto la guida di Edi Reja. In un certo senso può rivelarsi un acquisto aggiunto il ceco Libor Kozak, definitivamente esploso nelle ultime giornate e trattenuto da Lotito nonostante le richieste di prestito fino a fine stagione fatte pervenire da più parti.
Voto: 6

LECCE
Acquisti: Tomovic (d, dal Genoa)
Cessioni: Bergougnoux (a, allo Chateroux);Diamoutene (d, al Pescara); Regniussen (rescissione)
Un solo arrivo in Salento alla corte di De Canio, quello dell'esterno serbo Tomovic. Davvero troppo poco per una squadra che invece necessitava di interventi concreti in attacco, soprattutto alla luce degli infortuni di Di Michele e Ofere, quest'ultimo fuori a fine stagione. Saltato lo scambio con l'Atalanta per Ardemagni in Puglia e Corvia in Lombardia, toccherà a mister De Canio il compito di valorizzare elementi della rosa fin qui decisamente sottotono come il brasiliano Jeda e l'uruguaiano Chevanton (il cui gol contro il Parma può essere l'alba di un buon finale di stagione) continuando a costruire i progetti di salvezza soprattutto grazie al rendimento interno.
Voto: 5

MILAN
Acquisti: Cassano (a, dalla Sampdoria); Emanuelson (d, dall'Ajax); Van Bommel (c, dal Bayern Monaco); Legrottaglie (d, dalla Juventus); Vilà (d, dall'Espanyol); Adiyah (a, dalla Reggina)
Cessioni: Ronaldinho (a, al Flamengo); Onyewu (d, al Twente); Montelongo (d, al Bologna)
Non fosse bastata l'estate dei grandi colpi, anche nel mercato invernale i rossoneri sono entrati subito tra i protagonisti con l'affare Cassano, ottimo colpo con tutte le solite incognite legate al caratteraccio del talento di Bari Vecchia. Ma non solo, perchè Galliani è riuscito, senza aspettare giugno, a portare a Milanello due giovani interessantissimi come l'esterno olandese Emanuelson e il terzino spagnolo Vilà, utilissimi nell'opera di svecchiamento della rosa rossonera. I tanti infortuni che hanno colpito la formazione di Allegri hanno poi portato in extremis all'arrivo di Legrottaglie e Van Bommel, giocatori di grande esperienza e tutt'altro che rincalzi di seconda fascia. Nonostante l'addio di Ronaldinho, tornato in patria, il Diavolo può dunque puntare deciso e determinato verso uno scudetto. Vincerlo ora non è più una semplice speranza, è un dovere.
Voto: 8

NAPOLI
Acquisti: Ruiz (d, dall'Espanyol); Mascara (a, dal Catania); F. Fernandez (d, dall'Estudiantes - per luglio); Matavz (a, dal Groningen - per luglio); L. Fernandez (d, dal Tigre); Petta (d, dal Siracusa)
Cessioni: Rullo (d, al Modena); Bucchi (a, al Pescara)
''Squadra che vince non si cambia'' è un po' il motto degli azzurri di Mazzarri, che hanno costruito la loro - sin qui - seconda posizione in classifica grazie ad un gruppo collaudato e con pochi ed essenziali ricambi. Ad integrare la rosa partenopea ci ha però pensato il presidente De Laurentiis che due preziosi acquisti per l'immediato, il talentuoso esterno spagnolo Victor Ruiz, nazionale Under 21 e promessa del calcio iberico, e il più esperto ex Catania Beppe Mascara, spesso fuori per infortunio nella prima parte di stagione ma capace, grazie ai suoi colpi di offrire una valida alternativa davanti per far respirare uno tra Lavezzi e Cavani. A ciò vanno aggiunti due valide operazioni già in ottica 2011-2012 con l'ingaggio del giovane argentino Federico Fernandez e dell'ariete sloveno Tim Matavz dagli olandesi del Groningen (una promessa importante, come testimonia la cifra spesa per il giocatore, ovvero 7 milioni di Euro).
Voto:7,5

PALERMO
Acquisti: Andelkovic (d, dal Maribor); Kurtic (c, dal Nova Gorica); Paolucci (a, dal Siena); Milanovic (d, dal Lokomotiv Mosca); P. Gonzalez (a, dal Novara - per luglio); Hoxha (a, dal L'Aquila)
Cessioni: Maccarone (a, alla Sampdoria); Glik (d, al Bari); Ciaramitaro (c, al Modena); Carbonaro (a, al Gela); Joao Pedro (c, al Vitoria Guimaraes)
Tra i presidente più funambolici e ''coloriti'' della Serie A spicca su tutti il patron dei rosanero Maurizio Zamparini, al quale almeno va dato atto di avere un certo occhio lungo per quanto riguarda l'ingaggio di giovani promesse, spesso sconosciute ai più. Così, dopo l'esplosione del ''Flaco'' Pastore e le rivelazioni slovene Bacinovic e Ilicic, il numero 1 dei siciliani torna a pescare nel campionato d'oltreconfine con il centrale Andelkovic e il mediano Kurtic; dalla Russia ecco invece l'esterno serbo Milanovic. In attacco, con l'argentino del Novara Gonzalez già preso per luglio, ecco Paolucci con il compito di fare da riserva a Miccoli almeno in attesa del ritorno di Pinilla dall'infortunio. Un po' pochino forse come punta di peso.
Voto:6+

PARMA
Acquisti: Toni Calvo (c, dall'Aris Salonicco); Modesto (d, dal Genoa); Palladino (a, dal Genoa); Amauri (a, dalla Juventus); Terron (d, dal Terrassa); Borini (a, dal Chelsea)
Cessioni: Dellafiore (d, al Cesena); Paloschi (a, al Genoa); Antonelli (d, al Genoa)
''Ma sono appena arrivato!''. Parodiando una famosa pubblicità che lo vede protagonista si può immaginare così l'arrivo e le prime dichiarazioni di Amauri Carvalho de Oliveira con la maglia degli emiliani dopo la cessione (in prestito) dalla Juventus. Scherzi a parte il tecnico Marino (traballante in panchina) punta molto sull'arrivo dell'attaccante italo-brasiliano, che andrà a comporre un attacco di ex bianconeri con Giovinco e Palladino, contando sulla sua voglia di sbloccarsi dopo un digiuno davvero lunghissimo. Ma certo il rendimento di Amauri rimane una vera e propria incognita. Per il futuro si punta sui giovani Borini, scuola Chelsea, e Toni Calvo, spagnolo di provenienza greca. Modesto, approdato dal Genoa insieme a Palladino nello scambio con Paloschi e Antonelli, è un buona alternativa sulla sinistra in difesa.
Voto:6,5

ROMA
Acquisti: nessuno
Cessioni: Okaka (a, al Bari); Julio Baptista (a, al Malaga); Cicinho (d, al Villareal)
La società prima di tutto. Con la cessione ai nuovi proprietari ormai ad un passo, il mercato invernale della Roma in pratica non è mai iniziato. Una scelta figlia sì del caos in cui versano le operazioni di vendita delle quote societarie ma che ha provocato non pochi fastidi, tanto ai tifosi quanto allo stesso Ranieri, che si aspettavano da Unicredit l'avvallo a qualche singola operazione quantomeno necessaria a rinforzare una rosa competitiva ma dall'organico ridotto. Con il senno di poi forse uno tra Okaka e Baptista sarebbe tornato utile al tecnico testaccino da qui a fine stagione, anche considerando il punto interrogativo perenne che gravita intorno alle condizioni del brasiliano Adriano. Poco da fare comunque, in questo momento non ci sono alternative se non sperare che la squadra possa tenere il buon passo in rimonta da qui sino a fine stagione.
Voto:3

SAMPDORIA
Acquisti: Macheda (a, dal Manchester United); Maccarone (a, dal Palermo); Laczko (d, dal Debrecen); Biabiany (a, dall'Inter); Perticone (d, dal Livorno); Martinez Vidal (d, dal Brescia); Icardi (a, dal Barcellona); Martella (d, dal Pescara); Celjak (d, dal Nk Zagabria)
Cessioni: Cassano (a, al Milan); Pazzini (a, all'Inter); Sammarco (c, al Cesena); Rossini (d, al Sassuolo); Fiorillo (p, allo Spezia); Marilungo (a, all'Atalanta); Cacciatore (d, al Siena); Accardi (d, al Brescia)
Provate voi a spiegare ad un tifoso doriano che la scelta di vendere Cassano quasi a costo zero dopo la lite con il presidente Garrone era una scelta necessaria. Provate voi a convincere un supporter blucerchiato che le aspirazioni e la felicità di Pazzini erano più importanti del bene della squadra. Provateci, ma anche da esterni è facile capire come la contestazione attorno alla società, vista anche la difficile e preoccupante prospettiva che appare dagli ultimi risultati, sia inevitabile. La squadra ligure è quella che, a conti fatti tra acquisti e cessioni, esce particolarmente indebolito dalla sessione  invernale. Difficile pensare che tra il talento di ''Kiko'' Macheda, l'esperienza di ''BigMac'' Maccarone e la velocità di Jonathan Biabiany (reduce dalla negativa parentesi interista) possa ricomporsi una coppia gol degna di una squadra che poco meno di un anno fa entrava in Champions League. Anzi, ora  l'obiettivo non più così scontato è approdare alla salvezza anticipata.
Voto:4,5

UDINESE
Acquisti: Ekstrand (d, dall'Helsinborg)
Cessioni: Floro Flores (a, al Genoa); Morosini (c, al Vicenza); Laurito (a, all'Empoli); Berget (c, allo Stromgodset); Forestieri (a, all'Empoli); Jefferson (d, alla Salernitana); Fabinho (d, alla Salernitana)
Fedele alla politica dell'acquisto di giovani sconosciuti a basso costo, ecco in casa dei friulani l'arrivo del nigeriano Ekstrand dagli svedesi dell'Helsinborg, unico acquisto nella squadra più in forma del campionato. Nemmeno la partenza (in prestito) di Floro Flores può inficiare sul rendimento e sulle prestazioni di una rosa che sembra avviata ad un buon posto in Europa, solo il tempo dirà quanto prestigiosa. Mercato molto conservativo dunque con, Floro a parte, solo giocatori giovani o praticamente mai utilizzati in uscita e in prestito.
Voto:6

lunedì 24 gennaio 2011

DI VAIO, UN LEADER; GIOVINCO PERFETTO; SAN SIRO, CHE DISASTRO!

Il campionato di Serie A continua ad essere aperto: sono almeno quattro le squadre che fino alla fine potranno giocarsi la lotta per il titolo. Dal Milan, sempre più compatto e vittorioso sul Cesena ma preoccupato per i continui infortuni, al Napoli che continua ad essere protagonista. E lentamente, anche la Roma si è affacciata tra le big scavalcando i cugini della Lazio che tanto avevano impressionato nel girone di andata. Altro stop per la Juventus, che si ferma in casa della Samp, con un pallido 0 a 0. Ma il vero spettacolo è andato di scena al Friuli, grazie ad una strepitosa Udinese che ha messo a terra l'Inter di Leonardo alla sua prima sconfitta da tecnico nerazzurro.

E come ogni lunedì, ecco miglior giocatore, goal più bello e curiosità dell'ultimo turno.

IL PERSONAGGIO: MARCO DI VAIO

Bomber di razza, sigla una doppietta pesante contro la sua ex squadra, la Lazio che in questo momento avrebbe proprio bisogno di un attaccante come Di Vaio. E a chi non farebbe gola uno così: segna e fa giocare la squadra anche nei momenti più difficili. Un vero leader dentro e fuori dal campo. Se il Bologna riesce a respirare dopo tante sofferenze societarie, il merito è sicuramente il suo.


IL GOAL: SEBASTIAN GIOVINCO IN PARMA - CATANIA

Ben tre goal su calcio di punizione in quest'ultimo turno: il più bello però è quello di Sebastian Giovinco, jolly del Parma, che con una magistrale punizione chiude i conti per i suoi stendendo il Catania. Un destro di potenza e precisione che si infila dove il portiere non può arrivare. La Juventus si starà mangiando le mani? Di sicuro la partenza della "formica atomica" ha diviso la tifoseria e il Parma sembra davvero avere fatto un grande affare.

LA CURIOSITA': SAN SIRO, NEL PRATO DIPINTO DI VERDE

Che il terreno del Meazza fosse sempre un campo di battaglia, è risaputo. Negli anni, il prato si è rivelato un vero rebus per padroni di casa e avversari: eravamo abituati a zolle e buche e soprattutto alla "crescita zero" a bordo campo, ovvero a quell'erba che per via della poca aria non riusciva mai a crescere. Ieri sera, una grande illusione: prato perfetto, verde scintillante. Strano per essere a gennaio. E infatti il terreno è stato dipinto di verde. Meno male che non ha piovuto, altrimenti la vernice avrebbe colorato anche i volti dei giocatori. Del resto carnevale si avvicina...

lunedì 10 gennaio 2011

CAVANI, SEMPRE LUI. DIAMANTI UNA PRODEZZA. FUORIGROTTA SI TINGE DI ROSSO

L'ultima giornata di Serie A si conclude sotto il segno del Napoli, che al San Paolo stende la Juventus sotto il segno di Cavani e pensa realmente all'idea scudetto, approfittando degli scivoloni della Lazio in casa contro il Lecce e soprattutto del Milan nell'incredibile pareggio rimediato all'ultimo con l'Udinese. Cambiasso trascina l'Inter di Leonardo e riapre la rincorsa dei nerazzurri che si ritrovano con due gare da recuperare. La Sampdoria castiga la Roma approfittando degli errori di Juan. Bene la Fiorentina, in rimonta contro il Brescia e il Bologna che strappa tre punti ad un Bari sempre più anonimo.

IL PERSONAGGIO: EDINSON CAVANI

"Vedi Cavani e poi muori": è questo lo slogan più ripetuto nelle ultime ore da napoletani e non, incantati dalle prodezze dell'attaccante uruguaiano. Cavani ha steso la Juventus con una micidiale tripletta, arrivando a quota 12 goal. Se il Napoli è grande, il merito è anche il suo: è il giocatore più decisivo degli azzurri e l'accoppiata con Lavezzi sembra davvero funzionare a meraviglia.


IL GOAL: ALESSANDRO DIAMANTI IN FIORENTINA - BRESCIA

La rete più bella della giornata viene siglata da Alessandro Diamanti, talentuoso centrocampista offensivo del Brescia che entra in area e con un meraviglioso pallonetto infila la sfera alle spalle di Boruc. Nonostante il doppio vantaggio, i lombardi usciranno sconfitti dal "Franchi" dopo una grande prova: il Brescia continua a perdere punti nella ripresa.



LA CURIOSITA': LE OMBRE ROSSE DEL SAN PAOLO

La domanda è sempre la stessa: se i fumogeni sono vietati, come mai riescono ad entrare ugualmente negli stadi? Non uno, ma tanti: quanti ne sono bastati per colorare il cielo dello stadio di Napoli di rosso. Un tratto di partita è stato giocato con una visibilità scarsa, come in un film dell'orrore, soprattutto per la Juventus. Sbagliato certo, ma sicuramente spettacolare: sembrava di vedere i giocatori con gli occhiali infrarossi. Anche questo è il calcio italiano.

domenica 9 gennaio 2011

Una domenica da pazzi! Milan-Udinese da tachicardia, superflop della Lazio, l'Inter c'è

Parafrasando il film di Checco Zalone, campione d'incassi in questi giorni nei cinema, verrebbe da dire: ''Che bella giornata!'' O, meglio ancora, che pazza giornata questa 19° di Serie A, ultima di andata e quindi vero giro di boa della stagione. Una domenica che entra di diritto tra le più incredibili degli ultimi anni, sicuramente la più elettrizzante di questo campionato, in attesa peraltro delle ulteriori emozioni forti che promette il posticipo del San Paolo tra il coriaceo Napoli di Mazzarri e l'incerottata ma grintosa Juventus di Delneri. Una partita da piani altissimi in una classifica che si fa sempre più corta e promette ulteriori stravolgimenti da qui a fine stagione. Anche perchè la capolista Milan non sembra più così insuperabile neppure in difesa alla luce del clamoroso 4-4 interno contro l'Udinese; tantomeno la Lazio fin qui sorpresa del campionato, sconfitta in casa contro tutti i pronostici dal Lecce penultimo; e il discorso si può estendere alle altre squadre nei primi sei posti (oltre a Napoli e Juve, la Roma sconfitta a Genova dalla Samp e il Palermo bloccato a Verona dal Chievo). Occhio invece a chi occupa il settimo posto, ovvero l'Inter di Leonardo, ora a -11 dalla vetta e con due match da recuperare, contro il Cesena in casa e la Fiorentina fuori. Insomma, il campionato è più vivo e vegeto che mai.

JUAN, CHE DISASTRO! - Le avvisaglie che sarebbe stata una giornata particolarmente scoppiettante erano già venute dal match delle 12.30 a Marassi tra la Sampdoria di Di Carlo, vogliosa di riscatto dopo le tre sberle subite dal Palermo e con ''Kiko'' Macheda in panchina, e la Roma di Ranieri, in serie positiva da 6 turni ma traballante in trasferta. La scelta del tecnico testaccino di premiare Vucinic dopo la decisiva doppietta contro il Catania, affiancandolo in avanti a Borriello e sacrificando capitan Totti alla panchina, sembrava aver portato subito i suoi frutti, con il gran gol del montenegrino dopo 17': partenza da metà campo, dribbling secco su Lucchini e diagonale a fulminare l'estremo difensore blucerchiato Curci. Un vantaggio giusto, legittimato dal buon possesso palla giallorosso del primo tempo, con un'unica ottima occasione per i padroni di casa sprecata da Marilungo a tu per tu con Julio Sergio. A riaprire una partita indirizzata su binari giallorossi ecco però ad inizio ripresa l'errore, primo e non ultimo della sua partita, del romanista Juan, subentrato a Mexes: il centrale, senza pressione addosso, serviva al suo portiere un retropassaggio cortissimo e lentissimo che si trasformava in un assist al bacio per il blucerchiato Palombo, steso in pieno area da Julio Sergio in un disperato tentativo di recupero. Espulsione inevitabile e rigore trasformato da Pozzi alle spalle del neo-entrato Doni. Da qui, inevitabilmente, cambiava l'inerzia della partita, con la Samp aggressiva ma imprecisa (con Pazzini, reduce dalla febbre, e l'esordiente Macheda in campo al posto di Marilungo e Pozzi) e la Roma costretta a difendersi, ma capace di creare qualche brivido in avanti sull'asse Vucinic-Borriello. Tutto questo fino al 38', secondo atto del ''Juan Horror Show'': incredibile la dormita del brasiliano davanti a Doni, con la difesa giallorossa ferma, e facile la zampata di Guberti per il vantaggio blucerchiato. Niente da fare per la Roma nel finale, nonostante la doppia espulsione dei centrali avversari Lucchini e Gastaldello, e l'ingresso nel finale di Totti.

CASA DOLCE CASA? -  Dopo il consueto ''antipasto'' dell'ora di pranzo, ecco quindi le portate principali della giornata, servite regolarmente alle 15. I primi tempi, in verità, fanno pensare ad un pasto piuttosto magro, magari in linea con la dieta post-natalizia, vista la penuria di gol nei primi 30' (uno solo, quello di Aquafresca al 22' nel vantaggio del Cagliari a Parma). Ad ingrossare il bottino negli ultimi quindici minuti ci pensano poi Diamanti (strepitoso nell'1-0 provvisorio del Brescia a Firenze), Ekdal, Di Natale, Muslera (sfortunatissimo - palla sul palo e poi contro la schiena del portiere laziale - nel vantaggio esterno del Lecce) e proprio in extremis Pato e Cordova. A guardare i risultati finali dei primi tempi spicca un curioso dato: pareggio del Milan a parte, nessuna delle squadre impegnate sul proprio terreno di gioco è stata capace di realizzare una rete nei primi 45'. Un dato parziale ma comunque indicativo di una giornata al di fuori di qualsiasi schema precompilato, soprattutto per gli scommettitori. Difficile per chiunque prevedere una Lazio sottotono e sotto nel punteggio contro un buon Lecce, abbonato però al mal di trasferta; altrettanto difficile immaginare il Brescia penultimo e in difficoltà sopra di 2 reti in casa della Fiorentina e a secco di vittorie in toscana da 41 anni; imponderabile anche lo 0-2 del Parma contro il Cagliari. Forse un po' meno impronosticabile il pareggio casalingo del Milan, incerottato a centrocampo, contro l'Udinese: negli ultimi anni la sfida tra i rossoneri e i friulani aveva sempre regalato parecchi gol. Anche se mai, nell'entità del punteggio, come quelli a destinati a vedersi nella ripresa.

SPETTACOLO PIROTECNICO - Sì, perchè nella ripresa, a San Siro e non solo succede di tutto: ad inaugurare la fiera dell'assurdo è Mauri al 2', che realizza in modo molto rocambolesco (e in probabile fuorigioco) il pareggio della Lazio su punizione battuta da Ledesma. All' 8' del match di San Siro ci pensa invece il cileno Sanchez a scuotere il campionato, con una zampata nell'area milanista in anticipo sullo sciagurato Bonera che finisce alle spalle di Amelia. L' 1-2 per l'Udinese accende definitivamente i fari anche sugli altri campi: l'Inter, dopo un primo tempo abulico a Catania, prova a scuotersi contro la formazione di Giampaolo, che però tiene bene il proprio terreno (una sola sconfitta interna nel 2010). Ma quando da Milano arriva la notizia del terzo gol dell'Udinese, firmato da Di Natale, Leonardo capisce che l'occasione per assottigliare il distacco dalla vetta è di quelle da non lasciarsi scappare e spedisce dentro Pandev al posto di Chivu. Ti aspetti il vantaggio nerazzurro e invece è il Catania  al 24' a passare: Castellazzi, provvidenziale ad inizio ripresa in un paio di occasioni su Maxi Lopez, respinge un altro tiro dell'argentino, che poi ci riprova e trova il salvataggio di Stankovic sulla linea; sulla respinta del serbo la cannonata dell'altro argentino Gomez è micidiale e si infila sotto la traversa. Milan sotto, Inter sotto e un minuto dopo pure Lazio sotto! Clamoroso il buco difensivo biancoceleste sull'assist di Munari che permette a Grossmuller, praticamente indisturbato, di battere in diagonale Muslera per il 2-1 leccese (che sarà il risultato finale). Tutto finito? Macchè, anzi! A Catania due inserimenti offensivi di Cambiasso ribaltano in 5' (tra il 29' e il 34') l'incontro a favore dell'Inter, mentre a Milano succede di tutto, con i rossoneri prima sul 2-3 al 33' grazie ad un clamoroso autogol di testa di Benatia su tiro di Pato e poi sul 3-3 grazie allo stesso ''Papero'' al 37'. Nel frattempo anche a Firenze succede l'inverosimile, con la formazione di Mihajlovic, fischiata e contestata, che trova la forza di ribaltare lo 0-2 negli ultimi 18' grazie ad un colpo di testa di Gilardino, ad una deviazione sottoporta di Santana e ad un destro preciso di Ljajic. Ma le ultime emozioni da crepacuore vengono ancora da Milan-Udinese: con Cassano in campo i rossoneri premono fortissimamente alla ricerca di un tanto fondamentale quanto sostanzialmente immeritato 4-3, ma a trovare il quarto gol a 1' dal 90' è invece in contropiede l'Udinese, con un guizzo da rapace d'area di rigore di Denis in anticipo sul solito inguardabile Bonera. Sembra fatta per i friulani, ma al 93' Ibrahimovic, servito da Cassano, fulmina per la quarta volta il povero Handanovic. 4-4! E c'è tempo per un ultimissimo brivido, con Abate che da buona posizione non sfrutta la palla del possibile e pazzesco 5-4.

Milan a quota 40, a +6 sulla Lazio, ma in caso di vittoria del Napoli nel posticipo i partenopei si porterebbero addirittura a -4 dalla vetta; in caso di vittoria della Juve il secondo posto andrebbe invece a favore dei bianconeri in coabitazione con la Lazio. In attesa dunque di ulteriori dosi di adrenalina ''fuori orario'', prendete una camomilla e rilassatevi. Lo spettacolo è appena cominciato.

 19° Giornata:


Sampdoria - Roma 2-1 (17' Vucinic (R), 58' Pozzi (rigore), 83' Guberti)

Bari - Bologna 0-2 (38' Ekdal, 69' Di Vaio)

Catania - Inter 1-2 (71' Gomez (C), 74'e 79' Cambiasso)


Cesena - Genoa 0-0

Chievo - Palermo 0-0


Fiorentina - Brescia 3-2 (30' Diamanti (B), 49' p.t. Cordova (B), 72' Gilardino, 86' Santana, 88' Ljajic)

Lazio - Lecce 1-2 (39' autogol Muslera, 51' Mauri (L), 72' Grossmuller)


Milan - Udinese 4-4 (35' Di Natale (U), 46' Pato, 53' Sanchez (U), 66' Di Natale (U), 78' autogol Benatia,  82' Pato, 89' Denis (U), 93' Ibrahimovic)

Parma - Cagliari 1-2 (22' Acquafresca, 31' Acquafresca, 54' Giovinco (P))

giovedì 6 gennaio 2011

Serie A, si riparte! Da Milano a Palermo, quanti ''botti'' per aprire il 2011

Il Principe e il ''Ranocchio'', l'ultima chance per Cassano, la prima da nerazzurro di Leonardo, le tensioni di Lecce e i primi rinforzi del calciomercato invernale già pronti a dire la loro con le nuove maglie. Come ogni Epifania la Befana porta con sè anche il turno inaugurale di Serie A del nuovo anno, in concomitanza o quasi con il giro di boa della stagione; raramente però come in questa prima giornata del 2011 gli spunti per rituffarsi nel campionato sono davvero molteplici, a partire dagli scossoni in casa delle due milanesi, con gli esordi di Ranocchia in campo e Leonardo in panchina sulla sponda interista nel big match contro il Napoli e la prima di Cassano in maglia rossonera (con il contemporaneo addio al Milan di Ronaldinho, destinato al Gremio) nella trasferta di Cagliari.

Poi tantissimi match di grido, dal derby dell'Appennino tra Bologna e Fiorentina a quello pugliese, preceduto da tensioni e polemiche, tra Lecce e Bari, fino ancora a quello del Nordest tra Udinese e Chievo; dallo scontro salvezza tra Brescia e Cesena al delicato impegno della Lazio a Marassi contro il Genoa  del vulcanico presidente Preziosi. Senza dimenticare la Juve, alla ricerca di tre punti fondamentali contro il Parma per restare in scia alle prime, la Roma, in serie positiva e attesa dall'impegno carico di veleni del passato contro il Catania, e il Palermo, in cerca di una vittoria per rimanere nei piani alti e smorzare le consuete tensioni tra Delio Rossi e Zamparini.

Insomma, mettetevi comodi e se siete presi dalla malinconia per la fine delle feste natalizie (o quasi, visto l'imminente weekend) godetevi un consolatorio pomeriggio di ottimo calcio.

JUVENTUS-PARMA (ORE 12.30)
Vincere è praticamente un obbligo per i bianconeri di Delneri dopo lo sfortunato pareggio esterno di fine anno contro il Chievo che ha chiuso una prima parte di stagione comunque positiva per il club di corso Galileo Ferraris. Brutte notizie invece da questo primo scorcio di inizio 2011 con l'ennesimo infortunio occorso, alla ripresa degli allenamenti, a Vincenzo Iaquinta, costretto a 20 giorni di stop. Delneri, se non altro, può contare sul recupero dei lungodegenti Amauri e Buffon, anche se solo il primo si accomoderà in panchina a disposizione del tecnico friulano nell'impegno di domani. In difesa, con Bonucci squalificato, favorita la soluzione con Legrottaglie centrale accanto a Chiellini e il giovane Sorensen largo a destra su quella che prevede il danese in mezzo e Motta esterno. Grosso favorito su Traorè invece a sinistra. A centrocampo Krasic è affaticato e dunque, almeno dall'inizio, toccherà a Pepe. con Marchisio sull'out opposto e la coppia Melo-Aquilani in mezzo. Davanti spazio a capitan Del Piero, un po' per scelta un po' per mancanza di alternative, accanto a Quagliarella.
Tra i ducali di Marino pronti all'esordio i tre nuovi acquisti, gli ex genoani Modesto e Palladino e lo spagnolo ex Aris Salonicco Toni Calvo, che partiranno comunque dalla panchina. In campo, davanti a Mirante, la coppia centrale Paci-Paletta (Lucarelli è squalificato) con Zaccardo a destra e Gobbi a sinistra. Spazio nel centrocampo a tre a Morrone, Dzemaili e Candreva (si rivede l'infortunato di lungo corso Galloppa in panca), in avanti senza Angelo spazio a Valiani insieme a Giovinco con Crespo in mezzo.

BOLOGNA-FIORENTINA (ORE 15)   
Derby dell'Appennino tra due squadre in questo momento agli antipodi, almeno dal punto di vista ambientale: se il Bologna può infatti tirare un sospiro di sollievo grazie alla nuova proprietà, a Firenze non si placano le contestazioni nei confronti dei Della Valle e della società, ora alle prese anche con la grana Mutu (il rumeno non si è presentato all'allenamento di rifinitura, rompendo quindi definitivamente con i viola e suggellando in pratica l'addio da Firenze). Mihajlovic non può quindi che cercare di contare sulle poche certezze del momento, tra le quali il ritorno di Gilardino, dichiarato incedibile dopo i rumors di mercato che lo davano vicino alla Juve, per cercare la prima vittoria esterna di questo campionato. Pochi problemi invece per Malesani, che schiererà la formazione tipo con Viviano tra i pali, Moras-Portanova-Britos-Rubin da destra a sinistra in difesa, il trio di centrocampo Della Rocca-Mudingayi-Ekdal e ''El Pipita'' Ramirez sulla trequarti dietro al duo offensivo Gimenez-Di Vaio (Meggiorini e Perez sono indisponibili).
Tra i viola, ''Il Gila'' di punta sarà supportato da Cerci, Ljajic e Marchionni (Vargas è infortunato, Santana in panchina) con Montolivo e D'Agostino davanti al quartetto di difesa Comotto-Gamberini-Kroldrup-Pasqual. Tra i pali ce la fa Boruc. Tra gli assenti, lo squalificato Donadel si aggiunge agli indisponibili di lunga data Jovetic, Frey e Natali.

BRESCIA-CESENA (ORE 15)
Al Rigamonti va in scena una sfida salvezza di primo piano, che vedrà opposte due squadre entrambe penultime a pari punti e alla ricerca disperata di un successo pesante, in attesa poi di quelli che saranno i rinforzi che verranno dal mercato. E alla voce ''nuovi acquisti'' da segnalare la prima con la maglia biancoblu di Davide Lanzafame, preso in prestito dalla Juventus, e la prima con quella bianconera di Sammarco, regalato dal presidente Campedelli al suo allenatore Ficcadenti, che dopo il successo contro il Cagliari nell'ultima giornata del 2010 sperano di aver definitivamente interrotto il trend negativo delle ultime giornate.
Nel Brescia fuori per infortunio il finlandese Hetemaj e il greco Kone, che lasceranno campo libero all'ungherese Vass e al 37enne Antonio Filippini al centro del campo insieme a Budel. Invariate invece la difesa (Mareco e Bega al centro, Zebina e Martinez esterni davanti a Sereni) e l'attacco (Diamanti dietro a Eder e all'uomo-mercato Caracciolo).
Nel Cesena rischia di pesare l'assenza del giapponesino Nagatomo, impegnato con la sua nazionale nella Coppa d'Asia: il compito non facile di non farlo rimpiangere sull'out di sinistra toccherà a Lauro, con Ceccarelli a destra e la coppia Pellegrino-Von Bergen come di consueto al centro. A centrocampo piena conferma per il trio visto contro il Cagliari, ovvero quello formato da Caserta, Colucci e Parolo. In attacco un altro trio super collaudato, con Jimenez e Giaccherini a supporto dell'ariete Bogdani.

CAGLIARI-MILAN (ORE 15)
La rincorsa rossonera al tricolore 2010-2011 riparte dal Sant'Elia di Cagliari e da una vecchia e celebre conoscenza del Diavolo, ovvero l'allenatore dei sardi Roberto Donadoni. La marcia milanista riparte soprattutto con un Ibra (anche se solo per squalifica) e un Ronaldinho (questo sì definitivamente) in meno e un Cassano in più. Quella che Max Allegri ha definito ''l'ultima chance della carriera'' per il bizzoso talento di Bari Vecchia comincerà, almeno per questo match, dalla panchina. L'allenatore rossonero è infatti intenzionato a schierare dall'inizio la coppia d'attacco formata da Pato (al rientro) e Robinho con Seedorf a supporto; i problemi maggiori vengono pero dall'ecatombe di infortuni a centrocampo (out Pirlo, Flamini e Boateng) che costringerà Allegri ad affiancare a Gattuso e Ambrosini il giovane sierraleonese Strasser, già protagonista di un buon pre-campionato. In difesa problemi fisici da valutare per Nesta, che lascerà a Bonera il posto accanto a Thiago Silva, mentre sugli esterni ci saranno Abate e Antonini (Zambrotta da valutare, ma l'operazione al menisco è inevitabile). Abbiati in porta.
Tra i rossoblù sardi nessun dubbio invece per Donadoni, che può contare su tutti gli effettivi ad eccezione del fuori rosa Marchetti e del bielorusso Sivakov. Già deciso quindi l'11 di partenza con Agazzi in porta, Pisano-Canini-Astori-Agostini in difesa, Biondini-Conti-Nainggolan a centrocampo e Cossu dietro alla coppia Matri-Nenè.

GENOA-LAZIO (ORE 15)
Venti di tempesta in casa Genoa nei giorni che hanno preceduto il confronto contro la Lazio di Reja, alla ricerca di altri tre punti importantissimi con un orecchio teso, perchè no, al match di Cagliari. Le acque in casa rossoblù le ha agitate il presidente Preziosi con le sue discutibili ''pagelle'' alla squadra dopo l'inizio di stagione (tra i cui voti spicca il 3 rifilato a Luca Toni) che hanno provocato non pochi e giustificati malumori. Perso Ranocchia e in attesa, forse, di qualche stravolgimento nella rosa in puro stile del patron, il Genoa e Ballardini ripartono proprio dall'attaccante campione del mondo e dall'ungherese Rudolf, che formeranno la coppia d'attacco con lo scopo di scardinare la difesa della seconda in classifica. A centrocampo solo panchina per Veloso e Kharja, che lasceranno spazio all'esperto duo tutto italiano Milanetto-Marco Rossi supportato sugli esterni dal brasiliano Rafinha a destra e da Mimmo Criscito a sinistra. In difesa davanti a Eduardo, con Kaladze, Dainelli e Moretti sicuri del posto, si giocano una maglia sull'out destro Mesto e lo spagnolo Chico.
In casa Lazio qualche dubbio per Reja solo a proposito del modulo: meglio il 4-2-3-1 con Floccari unica punta e Zarate esterno offensivo sulla linea di Mauri e Hernanes oppure il più classico 4-3-1-2 con il ''Profeta'' unico trequartista dietro al numero 10 argentino e all'ex punta dell'Atalanta? Alla fine il tecnico friulano dovrebbe optare per la prima soluzione, con un Ledesma e Brocchi a fare da filtro davanti alla solita difesa, con Biava e Dias centrali e Lichtsteiner e Radu larghi.

LECCE-BARI (ORE 15)
Il delicato derby-salvezza di Puglia tra il Lecce di De Canio (squalificato per un turno) penultimo con Cesena e Brescia e il Bari di Ventura, da solo in fondo alla classifica ma finalmente arricchito dai primi rinforzi di mercato, si preannuncia elettrico, ma ci si augura solo dal punto di vista agonistico dopo il dietrofront dell'Osservatorio del Viminale sulla sicurezza (inizialmente si era deciso di far disputare la partita a porte chiuse, per poi concordare sull'ingresso dei soli tifosi dotati di tessera). 
Tra i giallorossi padroni di casa si rivedrà, almeno all'inizio in panchina, l'uruguagio Chevanton al rientro dalle tre giornate di squalifica. In campo invece spazio ad un prudente 4-1-4-1 con Donati, Fabiano, Gustavo e Mesbah davanti a Rosati, Giacomazzi davanti alla difesa e il quartetto italo-sudamericano Olivera-Vives-Piatti-Munari alle spalle del nigeriano Ofere (niente da fare per Di Michele, acciaccato, e per Corvia, che voci di mercato danno vicino all'Atalanta).
Tra gli ospiti biancorossi invece scalpitano i nuovi arrivati, il difensore polacco Glik dal Palermo e l'ex romanista Okaka, che però almeno inizialmente dovrebbero trovare posto solo in panchina. Ventura sembra infatti orientato a scegliere Rinaldi come compagno di Belmonte al centro della difesa davanti a Gillet, con Andrea Masiello e Raggi esterni; a centrocampo spazio ai polmoni di Alvarez e Rivas sulle fasce, con Donati e Gazzi al centro; davanti la coppia Caputo-Kutuzov.

PALERMO-SAMPDORIA (ORE 15)
Come per la Genova rossoblù, anche la Palermo rosanera può contare sul sempre vulcanico presidente Zamparini, uno che non le ha mai mandate a dire al proprio allenatore, neanche quando la squadra occupa, come in questo momento, una posizione di classifica decisamente buona. All'incontentabile presidente rosanero e, ovviamente, ai tifosi mister Delio Rossi cercherà di regalare un successo non semplicissimo sulla carta contro la Sampdoria di Di Carlo dopo il mezzo passo falso di fine anno a Bari.
Tra i rosanero le carte sono state rimescolate dal brutto infortunio al cileno Pinilla, che in qualche modo ha riaperto le porte alla permanenza in Sicilia di ''Big Mac'' Maccarone, dato per sicuro partente dopo un inizio di stagione quasi ai margini della squadra. Visto lo stato di forma ancora poco brillante di Miccoli sarà proprio l'ex attaccante di Siena e Middlesbrough a giocarsi la maglia da unica punta con il ''Romario del Salento'' davanti al duo fantasia Pastore-Ilicic. Per il resto formazione confermatissima con Sirigu in porta, Cassani-Bovo-Goian-Balzaretti in difesa e il trio Migliaccio-Bacinovic-Nocerino in mezzo al campo. Prima in panchina per i due nuovi acquisti sloveni, Andelkovic e Kurtic.
Nella Samp del dopo Cassano, aspettando l'arrivo di Macheda, qualche dubbio per Di Carlo solo a centrocampo, con Koman e Tissone in pole su Mannini e Poli per una maglia sulla linea di Palombo e Guberti. In difesa davanti a Curci spazio alla consueta linea arretrata Zauri-Gastaldello-Lucchini-Ziegler, in avanti Pazzini farà coppia con Marilungo.

ROMA-CATANIA (ORE 15)
La Roma formato scudetto (guardando l'ottimo rendimento di fine 2010, suggellato dalla vittoria a San Siro contro il Milan) si rituffa verso l'obiettivo rimonta ripartendo dal confronto dell'Olimpico contro l'incostante Catania di Giampaolo, tanto insuperabile tra le mura amiche (una sola sconfitta in tutto il 2010) quando molle in trasferta (solo 3 punti, frutto di altrettanti pareggi, raccolti in 8 partite). 
Tra i giallorossi, privi degli infortunati Lobont e Pizarro, mancherà anche Adriano, in ritardo di condizione. Davanti spazio dunque a Totti e Borriello con Menez a supporto (Vucinic in panchina) e solito centrocampo grintoso e muscolare con De Rossi, Simplicio e Perrotta. In difesa, davanti al rientrante Julio Sergio, il solito quartetto composto da Cassetti, Juan, Mexes e Riise. 
Nel Catania, privo di Ricchiuti, Spolli, Izco, Biagianti e Morimoto (oltre a Terlizzi, ad un passo dall'addio), è Antenucci il compagno d'attacco designato accanto all'argentino Maxi Lopez, con Mascara che si riaffaccia dalla panchina. A centrocampo più che probabile l'impiego di Carboni e Martinho insieme a Sciacca e Pesce, con l'argentino Ledesma destinato a subentrare. A proteggere Andujar ci penseranno Bellusci e Silvestre al centro e Alvarez e Capuano ai lati.

UDINESE-CHIEVO (ORE 15)
Il derby del Nordest al ''Friuli'' vedrà di fronte due squadre in buona salute e in buona situazione di classifica: il 2010 per Udinese e Chievo si è infatti chiuso, rispettivamente, con una sconfitta all'ultimo secondo (favorita da un paio di grossolani errori arbitrali) contro la Lazio all'Olimpico e con un prezioso pareggio casalingo contro la Juventus. Guidolin e Pioli possono così iniziare il 2011 con buone basi e qualche notizia confortante, soprattutto tra i veronesi che ritrovano dopo gli infortuni il francesi Thereau e l'uruguagio Bogliacino.
Nel 3-4-1-2 dei padroni di casa dovrebbe trovare posto finalmente da titolare l'argentino Denis accanto a capitan Di Natale, con Sanchez nell'inedito ruolo di trequartista e il quartetto di centrocampo formato da Isla, Pinzi, Inler e Armero (panchina dunque per Asamoah). In difesa, senza lo squalificato Benatia, giocheranno Coda, Zapata e Domizzi davanti a Handanovic.
Nel Chievo, rispetto a quanto visto contro la Juve a dicembre, una sola novità: Jokic sull'out di sinistra in difesa al posto di Mantovani. Per il resto formazione già fatta con Sorrentino tra i pali, Sardo-Andreolli-Cesar-Jokic in difesa, Fernandes-Rigoni-Marcolini a centrocampo e Constant alle spalle dell'esperto duo Pellissier-Moscardelli.

INTER-NAPOLI (ORE 20.45)
A chiudere con i fuochi d'artificio l'Epifania nonchè la 18° Giornata di A sarà il supermatch serale di San Siro tra la nuova Inter di Leonardo e il ''vecchio'' Napoli di Mazzarri, saldamente secondo a tre punti dal Milan e alla ricerca del colpaccio anche in vista di un altro test del fuoco, ovvero il prossimo match casalingo contro la Juve.
Una partita che si annuncia combattuta e densa di curiosità: grande l'attesa per vedere all'opera la squadra fresca campione del mondo, passata in pochissimi giorni da Benitez e dal trionfo di Abu Dhabi a Leonardo e all'obiettivo scudetto, con un Ranocchia in più al centro della difesa accanto a Lucio e con un ''Principe'' Milito al rientro in campionato e chiamato ad essere nuovamente decisivo, vista anche l'assenza dello squalificato Eto'o. Dall'altra parte i partenopei del ''sergente Mazzarri'' ritroveranno il ''Pocho'' Lavezzi all'interno della collaudatissima formazione (in pratica sempre la stessa) che fin qui ha prodotto l'incredibile avvio di stagione.
Con l'avvento di Leonardo e vista l'assenza di Sneijder, fuori fino a febbraio, il neo-tecnico nerazzurro dovrebbe optare per un 4-3-1-2 con Stankovic dietro alla coppia Pandev-Milito e il trio Zanetti-Cambiasso-Thiago Motta a centrocampo. In difesa rischia di pesare l'assenza di Julio Cesar, alle prese con l'ennesimo infortunio che lo terrà fuori un altro mese; spazio dunque ancora a Castellazzi, protetto da Ranocchia e Lucio al centro con Maicon e Chivu sugli esterni.
Nel Napoli davanti a De Sanctis giocheranno Grava (favorito su Campagnaro), Cannavaro e Aronica; a centrocampo Maggio sull'out di destra e Dossena su quello di sinistra con Gargano e Pazienza in mezzo; davanti Hamsik al solito a supporto di Lavezzi e Cavani.

lunedì 20 dicembre 2010

PELLISSIER, FINO ALL'ULTIMO. CAVANI: INCREDIBILE! DERBY DI GENOVA, FUORI DALLO STADIO

Mentre l'Inter si porta a casa il Trofeo Intercontinentale, volando sul tetto del mondo con un allenatore prossimo all'addio, il Milan si ferma contro la Roma e vede ridursi a tre punti il distacco dalle indomabili Lazio e Napoli: la squadra di Reja vince sul finale proprio come fece la Juve la settimana prima proprio con i capitolini, ma porta con sè diverse polemiche dentro e fuori dal campo legate alla posizione del tecnico con alcuni giocatori. Il Napoli continua a risolvere le partite a tempo quasi scaduto, e se questa non è fortuna, è merito di un gruppo che non molla mai. Sembrava fatta per la Juventus, che ha dovuto arrendersi al Chievo e all'idea di ridurre il gap con la vetta; il Palermo, nonostante la superiorità numerica, pareggia con il fanalino Bari e manda su tutte le furie Zamparini. Ritorna al successo il Catania che al Massimino batte il Brescia.

IL PERSONAGGIO: SERGIO PELLISSIER

Come detto, le partite finiscono soltanto con il triplice fischio dell'arbitro e Sergio Pellissier ne è consapevole: cinico e lottatore, riesce a fare riacciuffare il pareggio contro la Juventus, prendendosi i meriti di tutta la squadra. L'attaccante clivense continua ad esprimersi ad alti livelli e in molti si chiedono come mai nessun team di vertice lo abbia mai voluto ingaggiare: per fortuna del Chievo.

IL GOAL: EDINSON CAVANI IN NAPOLI-LECCE

Il Napoli si sta abituando a vincere nei minuti di recupero e i cardiologi della città stanno facendo affari d'oro a causa dei batticuore improvvisi che arrivano quasi ogni domenica dal San Paolo: questa volta, il trascinatore è Cavani, autore di una rete da sogno. L'uruguaiano inizia un dribbling devastante da circa 40 metri per poi avvicinarsi all'area di rigore avversaria: poi esplode una cannonata micidiale imprendibile per il portiere salentino.


LA CURIOSITA': IL DERBY DELLA LANTERNA, TRA PREFETTURA E COMUNE

Nello storico derby della Lanterna, Sampdoria e Genoa non sono potute scendere in campo a causa della neve: gara rinviata e tutti scontenti. La domanda è la solita: si poteva evitare? O almeno sistemare lo stadio Ferraris per tempo? Forse sì, forse no. E'nato infatti un derby parallelo sulle responsabilità tra la Prefettura ed il Comune della città ligure: la prima aveva dato l'ok per potere giocare. Il secondo non era convinto dell'incolumità del pubblico all'uscita dello stadio. Chi vincerà? Quando si è divisi, l'unico risultato certo è il pareggio. Per lo score sportivo, aspettiamo il recupero della gara sul campo.

lunedì 13 dicembre 2010

A TUTTO NENE', IL CAGLIARI VOLA. SPETTACOLO ARMERO. OCCHIO ALLE MAGLIETTE!

Orfana dell'Inter impegnata ad Abu Dhabi nel torneo intercontinentale, la Serie A ha offerto ancora una volta lo spettacolo del Milan, che a più sei sulle tre seconde, ha praticamente collaudato le prove di fuga: la squadra di Allegri brilla insieme ai nuovi prezzi pregiati, con Ibrahimovic goleador e assist man ed il duo Boateng - Robinho decisivi nella partita contro il Bologna. La Juventus strappa alla Lazio una vittoria di carattere a tempo quasi scaduto e lo fa con il suo giocatore più rappresentativo, Milos Krasic, cinico, guerriero e fortunato al punto a giusto. Ora i bianconeri, che raggiungono proprio la Lazio e si affiancano al super Napoli di Mazzarri, guardano il Milan con meno paura. La Roma non sbaglia contro il Bari e l'Udinese rialza la testa ai danni della Fiorentina. In coda, risorge il Lecce con tre schiaffi al Chievo.

IL PERSONAGGIO: Anderson Miguel Da Silva o più semplicemente "NENE'"

Fino a poche settimane fa, i critici e i tifosi sardi non erano in grado di dare un giudizio sull'attaccante brasiliano, tanto voluto da Cellino, quanto incostante nella sua precedente stagione al Sant'Elia. Ma con la tripletta di ieri al Catania, Nenè si è rivelato l'arma vincente del Cagliari: il giocatore ora sogna la nazionale verdeoro; eccesso di fantasia? Per ora si è conquistato un posto da titolare nel team di Donadoni.

IL GOAL: PABLO ARMERO IN UDINESE FIORENTINA

Potrebbe essere l'ennesimo talento trapiantato in Friuli grazie alla filosofia del "compro a uno, rivendo a dieci": Pablo Armero sta tirando fuori tutte le sue qualità, e la perla realizzata contro la Fiorentina ne è una prova. Un siluro da 40 metri si infila alle spalle dell'estremo difensore viola Avramov: il goal è semplicemente spettacolare. Niente male per un terzino.

LA CURIOSITA': IL CAMBIO D'ABITO DELLA TERNA

Nel secondo tempo di Juventus - Lazio, la terna arbitrale è stata costretta a cambiare la maglia perchè troppo simile all'insolita casacca da trasferta usata dagli ospiti. Dal tradizionale nero, Tagliavento e i suoi assistenti sono passato al giallo fluorescente. Possibile che negli spogliatoi, prima del fischio d'inizio, nessuno se ne fosse accorto?