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lunedì 10 gennaio 2011

CAVANI, SEMPRE LUI. DIAMANTI UNA PRODEZZA. FUORIGROTTA SI TINGE DI ROSSO

L'ultima giornata di Serie A si conclude sotto il segno del Napoli, che al San Paolo stende la Juventus sotto il segno di Cavani e pensa realmente all'idea scudetto, approfittando degli scivoloni della Lazio in casa contro il Lecce e soprattutto del Milan nell'incredibile pareggio rimediato all'ultimo con l'Udinese. Cambiasso trascina l'Inter di Leonardo e riapre la rincorsa dei nerazzurri che si ritrovano con due gare da recuperare. La Sampdoria castiga la Roma approfittando degli errori di Juan. Bene la Fiorentina, in rimonta contro il Brescia e il Bologna che strappa tre punti ad un Bari sempre più anonimo.

IL PERSONAGGIO: EDINSON CAVANI

"Vedi Cavani e poi muori": è questo lo slogan più ripetuto nelle ultime ore da napoletani e non, incantati dalle prodezze dell'attaccante uruguaiano. Cavani ha steso la Juventus con una micidiale tripletta, arrivando a quota 12 goal. Se il Napoli è grande, il merito è anche il suo: è il giocatore più decisivo degli azzurri e l'accoppiata con Lavezzi sembra davvero funzionare a meraviglia.


IL GOAL: ALESSANDRO DIAMANTI IN FIORENTINA - BRESCIA

La rete più bella della giornata viene siglata da Alessandro Diamanti, talentuoso centrocampista offensivo del Brescia che entra in area e con un meraviglioso pallonetto infila la sfera alle spalle di Boruc. Nonostante il doppio vantaggio, i lombardi usciranno sconfitti dal "Franchi" dopo una grande prova: il Brescia continua a perdere punti nella ripresa.



LA CURIOSITA': LE OMBRE ROSSE DEL SAN PAOLO

La domanda è sempre la stessa: se i fumogeni sono vietati, come mai riescono ad entrare ugualmente negli stadi? Non uno, ma tanti: quanti ne sono bastati per colorare il cielo dello stadio di Napoli di rosso. Un tratto di partita è stato giocato con una visibilità scarsa, come in un film dell'orrore, soprattutto per la Juventus. Sbagliato certo, ma sicuramente spettacolare: sembrava di vedere i giocatori con gli occhiali infrarossi. Anche questo è il calcio italiano.

lunedì 20 dicembre 2010

PELLISSIER, FINO ALL'ULTIMO. CAVANI: INCREDIBILE! DERBY DI GENOVA, FUORI DALLO STADIO

Mentre l'Inter si porta a casa il Trofeo Intercontinentale, volando sul tetto del mondo con un allenatore prossimo all'addio, il Milan si ferma contro la Roma e vede ridursi a tre punti il distacco dalle indomabili Lazio e Napoli: la squadra di Reja vince sul finale proprio come fece la Juve la settimana prima proprio con i capitolini, ma porta con sè diverse polemiche dentro e fuori dal campo legate alla posizione del tecnico con alcuni giocatori. Il Napoli continua a risolvere le partite a tempo quasi scaduto, e se questa non è fortuna, è merito di un gruppo che non molla mai. Sembrava fatta per la Juventus, che ha dovuto arrendersi al Chievo e all'idea di ridurre il gap con la vetta; il Palermo, nonostante la superiorità numerica, pareggia con il fanalino Bari e manda su tutte le furie Zamparini. Ritorna al successo il Catania che al Massimino batte il Brescia.

IL PERSONAGGIO: SERGIO PELLISSIER

Come detto, le partite finiscono soltanto con il triplice fischio dell'arbitro e Sergio Pellissier ne è consapevole: cinico e lottatore, riesce a fare riacciuffare il pareggio contro la Juventus, prendendosi i meriti di tutta la squadra. L'attaccante clivense continua ad esprimersi ad alti livelli e in molti si chiedono come mai nessun team di vertice lo abbia mai voluto ingaggiare: per fortuna del Chievo.

IL GOAL: EDINSON CAVANI IN NAPOLI-LECCE

Il Napoli si sta abituando a vincere nei minuti di recupero e i cardiologi della città stanno facendo affari d'oro a causa dei batticuore improvvisi che arrivano quasi ogni domenica dal San Paolo: questa volta, il trascinatore è Cavani, autore di una rete da sogno. L'uruguaiano inizia un dribbling devastante da circa 40 metri per poi avvicinarsi all'area di rigore avversaria: poi esplode una cannonata micidiale imprendibile per il portiere salentino.


LA CURIOSITA': IL DERBY DELLA LANTERNA, TRA PREFETTURA E COMUNE

Nello storico derby della Lanterna, Sampdoria e Genoa non sono potute scendere in campo a causa della neve: gara rinviata e tutti scontenti. La domanda è la solita: si poteva evitare? O almeno sistemare lo stadio Ferraris per tempo? Forse sì, forse no. E'nato infatti un derby parallelo sulle responsabilità tra la Prefettura ed il Comune della città ligure: la prima aveva dato l'ok per potere giocare. Il secondo non era convinto dell'incolumità del pubblico all'uscita dello stadio. Chi vincerà? Quando si è divisi, l'unico risultato certo è il pareggio. Per lo score sportivo, aspettiamo il recupero della gara sul campo.

lunedì 27 settembre 2010

Krasic galoppa, Cavani incanta. E Santacroce...pedala

Nella giornata che vede la Lazio proiettata al vertice della classifica, e la grande boccata di ossigeno della Juventus, ecco i principali protagonisti dell'ultimo turno di campionato.

IL PERSONAGGIO: MILOS KRASIC

Inseguito, paragonato e osannato: non si tratta di un pericoloso criminale o di una rock star, ma della nuova ala della Juventus. Milos Krasic è uno degli acquisti più significativi dell'intero calciomercato estivo e nella gara di ieri sera contro il Cagliari ha mandato in visibilio i propri tifosi. Non solo per la tripletta, che ha gradualmente piegato i sardi, ma grazie all'ampia visuale di gioco propria del galoppatore dalla chioma bionda. Krasic corre, recupera, propone cross e propone sè stesso come se giocasse contemporaneamente da terzino fluidificante, centrocampista esterno e seconda punta. Del Neri lo aveva ammesso: "siamo Krasic dipendenti". Un'affermazione eloquente, soprattutto in relazione all'intera squadra, che se dovesse dipendere esclusivamente dall'ala serba, rivelerebbe la propria fragilità. Di certo il numero 27 si trova in una condizione eccellente, avvalorata dalla sua preparazione iniziata in modo precoce o, forse, mai terminata visto il diverso avvio del campionato Russo in cui ha militato fino a pochi mesi fa.

IL GOAL: EDISON CAVANI

Con la doppietta al Cesena e la sua costante presenza nell'area avversaria, Edison Cavani si conferma come il vero asso del Napoli, merito anche dell'intesa sempre più consolidata con il compagno di reparto, "El Pocho" Lavezzi. Nella gara dell'ora di pranzo, Cavani ha sfoderato una prestazione da dieci realizzando il goal più bello della giornata: all'uruguaiano basta poco per sfruttare il contropiede di Lavezzi e appoggiare in rete con un preciso tocco che si infila all'incrocio dei pali. E i tifosi del Napoli hanno dimenticato in fretta Quagliarella...

LA CURIOSITA': UNA CYCLETTE A BORDO CAMPO

Sempre al Manuzzi di Cesena, si è verificato uno degli episodi più curiosi: nel secondo tempo della partita, Fabiano Santacroce, difensore del Napoli, è stato visto riscaldarsi a bordo campo con una Cyclette. Situazione originale e forse un po' ridicola, in un calcio che non sa davvero più cosa raccontare.

martedì 7 settembre 2010

Napoli, che colpo Cavani! E si scommette su Sosa e Yebda

Di Luca Cipriano
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Risolto il forte diverbio con capitan Paolo Cannavaro, il vulcanico presidente De Laurentiis ha deciso di puntare sulla qualità e il nuovo Napoli potrà così tentare di consolidare il lavoro già avviato da Walter Mazzarri nella scorsa stagione. L'obiettivo principale rimane tenere unito lo spogliatoio e migliorare il reparto offensivo in fase di finalizzazione per puntare al ''colpo grosso'', che ovviamente si chiama qualificazione alla Champions League. Anche per questo tutti gli occhi saranno puntati in particolar modo su Edinson Cavani, il grande colpo dei partenopei, strappato da De Laurentiis alla concorrenza di squadre inglesi e tedesche di prima fascia. Il presidente azzurro punta molto anche sul giovane trequartista paraguaiano Ernesto Josè Sosa, prelevato a titolo definitivo dal Bayern Monaco, e sul laterale algerino Hassan Yebda, impegnato negli ultimi Mondiali e acquisito in prestito con diritto di riscatto dal Portsmouth. Anche a loro toccherà il compito di non far rimpiangere Fabio Quagliarella, ceduto alla Juventus tra le proteste della tifoseria, ma per la verità reduce da una stagione sottotono, la sua prima e ultima, in maglia azzurra.

LA STELLA: Per il carisma e per il nome, che tra tutti è ancora quello più amato dalla piazza, la stella rimane Ezequiel Lavezzi. Dalle sgroppate offensive e dai numeri del ''Pocho'', insieme ai fondamentali apporti di Hamsik e Cavani, dipende la maggior parte del destino della stagione partenopea.

COSA VA: L'ottima sintonia del gruppo sviluppata da Mazzarri, che può contare su pochi ma ottimi innesti che possono ben integrarsi con il resto del gruppo già impegnato nella scorsa stagione con il tecnico toscano. Cavani ha poi già dimostrato di essere in forma e per questo il suo apporto in avanti potrebbe rivelarsi decisivo. Da segnalare anche l'ottimo stato di condizione di Lavezzi, impeccabile negli impegni di pre-campionato.

COSA NON VA: La difesa sembra ancora troppo debole per poter garantire la sicurezza di un piazzamento nelle zone altissime della classifica. Inoltre, visto l'impegno che attende i partenopei in Europa League, probabilmente sarebbe stato opportuno qualche ulteriore innesto per favorire il turn over. Tra i nuovi acquisti invece desta perplessità l'arrivo di Cristiano Lucarelli che, per età e mezzi tecnici, non sembra essere l'elemento ideale per il gioco di Mazzarri. Non a caso Denis, simile in quanto a caratteristiche all'ex giocatore di Parma e Livorno, non ha trovato spazio nella scorsa stagione, trovandosi costretto a cambiare maglia.

POSSIBILE PIAZZAMENTO: L'approdo in Europa League, tanto snobbata da De Laurentiis quanto tenuta in considerazione da Mazzarri, sembra l'obiettivo più realistico e raggiungibile per i partenopei. Qualificazione che potrebbe arrivare facilmente anche in virtù della rosa non molto diversa rispetto a quella della scorsa stagione.

mercoledì 16 giugno 2010

Un super Forlan trascina l'Uruguay, Sudafrica ad un passo dal baratro

Partiamo dalla fine: quando l'esterno uruguagio Alvaro Pereira al minuto numero 93 appoggia in rete l'assist di Suarez realizzando il 3-0 definitivo a favore dell'Uruguay, anche l'ultima vuvuzela del Loftus Versfeld Stadium di Pretoria tace. Forse per la prima volta dall'inizio del Mondiale. Potenza, si fa per dire, di una serata terribile per il Sudafrica padrone di casa, lento, confusionario e irriconoscibile rispetto all'ottimo esordio, di fronte ad un Uruguay al contrario praticamente perfetto e finalmente concreto in avanti a differenza del match contro la Francia. Merito anche e soprattutto di un grandissimo Diego Forlan, autore della prima doppietta di questa rassegna, supportato da un Suarez in veste di uomo assist con Cavani, in campo dopo la panchina con la Francia, che del trio è il meno ispirato e si fa notare più per le occasioni mancate che per quelle realmente concretizzate. Con i tre punti conquistati la ''celeste'' mette un piede, se non qualcosa di più, negli ottavi di finale; per il Sudafrica il sogno non può dirsi sfumato del tutto, ma se domani dovesse vincere una tra Francia e Messico per i Bafana Bafana gli ottavi di finale diventerebbero un traguardo davvero quasi irraggiungibile.

Rispetto ai match d'esordio i due tecnici Parreira e Tabarez agiscono in maniera contrapposta: il primo conferma 10/11 della bella squadra vista contro il Messico con la sola novità di Masilela terzino sinistro al posto di Thwala; in avanti è sempre la stella Pienaar il designato ad ispirare la manovra e ad assistere l'unica punta Mphela. Il secondo decide di passare dal 3-4-1-2 visto contro la Francia ad un più spregiudicato 4-3-3 con Fucile a sinistra e Maxi Pereira arretrato a destra in difesa e Cavani nel trio d'attacco con Suarez e Forlan. Gli esclusi, in panchina, sono Victorino e Gonzalez.

Si parte con la Celeste che cerca subito di imporre il proprio gioco sull'asse Forlan-Suarez. I due si cercano spesso, anche con la collaborazione di Fucile, ma i tiri del primo quarto d'ora non creano esattamente brividi alla porta di Khune. Dall'altra parte il primo a cercare lo specchio dei pali difeso da Muslera è l'eroe dell'esordio Tshabalala che, probabilmente gasato dalla segnatura con il Messico, cerca più volte la conclusione, spesso ignorando compagni di squadra piazzati meglio. Il Sudafrica dà comunque l'impressione di essere eccessivamente prudente, quasi timido e improntato più alla distruzione del gioco avversario che non alla costruzione del proprio. Ma proprio quando, verso la mezz'ora, l'Uruguay sembra aver momentamente abbassato il proprio ritmo per riorganizzare le idee, ecco arrivare l'episodio che cambia completamente l'inerzia del match: Forlan guadagna palla sulla trequarti e da circa trenta metri esplode un destro molto potente che, deviato dalla schiena di Mokoena, assume una traiettoria impossibile e beffarda per l'estremo difensore sudafricano Khune infilandosi appena sotto la traversa. E' 1-0 Uruguay al 24'. Il gol subìto riporta finalmente e con più convinzione i padroni di casa nella metacampo avversaria e a provarci, senza spaventare troppo Muslera, ci provano in un paio di occasioni Mphela e il solito Tshabalala. Ma la squadra di Tabarez prima dell'intervallo potrebbe addirittura raddoppiare con Suarez, che al 33' spedisce sull'esterno della rete dopo aver dribblato in area il suo diretto marcatore, e Cavani, che un minuto dopo solo davanti al portiere fallisce l'aggancio vanificando una bella invenzione di Forlan. L'1-0 dell'intervallo alla Celeste va addirittura un po' stretto.

Si riparte con un Uruguay ancora più deciso a voler chiudere la pratica prima possibile. Ci provano subito Cavani, che mette a lato dopo aver ben anticipato Mokoena, e il capitano Diego Lugano, che completamente solo colpisce però malissimo di testa su una punizione dalla trequarti di Diego Forlan. La superiorità tattica espressa dalla formazione di Tabarez appare ancora più evidente, mentre il Sudafrica pecca nei movimenti senza palla. Eppure gli uomini di Parreira qualche grattacapo a Muslera lo riescono pure a creare, con un colpo di testa di Mphela che al 20' chiama il portiere della Lazio a deviare in angolo e un tiro da fuori di Modise. Ma l'Uruguay, implacabile, non appena si riporta nell'area di rigore avversaria trova l'episodio che di fatto chiude il match. Suarez, forse in posizione di fuorigioco, è bravo ad intervenire su un pallone sporco calciato da Forlan e, tentando di saltare Khune, finisce a terra. Il contatto tra il piede sinistro del portiere e quello dell'attaccante celeste sembra più cercato da quest'ultimo, ma in ogni caso l'arbitro Busacca è irremovibile: rigore ed espulsione per l'estremo difensore dei Bafana Bafana. Dal dischetto Forlan calcia in modo impeccabile, sotto il sette, infilando il portiere di riserva Josephs per il 2-0 dell'Uruguay all'80'. Gli ultimi dieci minuti di gara e l'abbondante recupero servono solo a prolungare l'agonia dei padroni di casa, mentre i sostenitori locali cominciano ad abbandonare in massa lo stadio di Pretoria. Giusto prima del fischio finale c'è tempo e gloria anche per Alvaro Pereira di deviare sottoporta il gol del 3-0 finale. E qui torniamo all'inizio: le vuvuzelas tacciono (finalmente) per un Sudafrica ad un passo dalla fine del sogno. Soprattutto per merito di un ottimo Uruguay.

SUDAFRICA:
Khune; Gaxa, Mokoena (c), Khumalo, Masilela; Letsholonyane (57' Moriri), Dikcagoi, Modise, Tshabalala; Pienaar (79' Josephs); Mphela.

URUGUAY: Muslera; M. Pereira, Lugano (c), Godin, Fucile (71' A. Fernandez); Perez (90' Gargano), Arevalo Rios, A. Pereira; Forlan, Cavani (89' S. Fernandez), Suarez.
Reti: 24' Forlan, 80' Forlan (rigore), 93' Alvaro Pereira

Ammoniti: Dikcagoi, Pienaar (S)

Espulso: 77' Khune (S)

Arbitro: Busacca (SVI)

mercoledì 19 maggio 2010

Uruguay, il futuro è ''celeste''

Prendete un attaccante di razza, due volte vincitore della Scarpa D'oro come miglior goleador europeo e due volte ''pichichi'' della Liga Spagnola, che con i suoi gol ha trascinato l'Atletico Madrid alla conquista dell'Europa League di quest'anno. Schieratelo insieme ad uno dei migliori talenti sudamericani, un vero cecchino dell'area di rigore, capace di segnare qualcosa come 74 gol in 3 stagioni con la maglia dell'Ajax. Ai due di cui sopra aggiungete un altro giovane dal piede caldo, decisivo con le sue 13 reti stagionali nella conquista di un posto in Europa League per il Palermo, con l'accesso alla Champions League sfumato solo per un soffio.

Non male per qualsiasi allenatore, figuriamoci per Oscar Tabarez, ct della nazionale uruguaiana con un passato anche in Italia (i tifosi del Milan lo ricorderanno in modo poco piacevole per l'annata 1996-1997), che affida al trio Forlan - Suarez - Cavani il compito di portare l'Uruguay oltre il Girone A, in cui la Celeste affronterà Francia, Messico e Sudafrica, a 20 anni esatti dagli ottavi di finale raggiunti a Italia 90. Una missione possibile per l'11 uruguagio, almeno in ottica secondo posto, considerando la Francia probabile vincitrice del girone e il Sudafrica inferiore sulla carta sia ai sudamericani che al Messico.

Difesa - La stagione appena chiusasi in Serie A ha dimostrato ulteriormente, se ancora ce ne fosse stato bisogno, che Fernando Muslera non è il disastroso portiere visto in maglia biancoceleste nella stagione 2007-2008. Anzi, nonostante la stagione non esaltante della Lazio, il 24enne di Montevideo ha dimostrato di essere una sicurezza per il reparto arretrato e di essere definitivamente maturato anche per difendere i pali della propria nazionale. Probabile dunque il suo impiego da titolare al mondiale, con l'esperto Juan Castillo come vice e il 27enne Martin Silva come terzo. Davanti a lui, il pacchetto arretrato sarà guidato dal capitano e leader carismatico della squadra, il 30enne Diego Lugano, solitamente schierato al fianco del centrale del Villareal Diego Godin, con due terzini tutta grinta e agonismo come Fucile del Porto e Caceres, una delle poche note liete in casa Juventus, giocatore solido ma spesso troppo indisciplinato. Tabarez nelle qualificazioni ha schierato spesso la squadra sia con il 4-4-2 che con il 5-2-3 e dunque potrebbero trovare ampio spazio anche gli altri difensori convocati, il 34enne Scotti, il ''portoghese'' Pereira e il ''cileno'' Victorino.

Centrocampo - In mezzo al campo la celeste può contare su giocatori di grande fisicità come il ''napoletano'' Walter Gargano, i centrocampisti di Monaco e Porto Diego Perez e Alvaro Pereira, e quel Sebastian Eguren in procinto a gennaio di essere acquistato dalla Lazio, ma poi scartato dalla società di Lotito e finito in Svezia nelle file dell'AIK Solna. Non mancano comunque elementi dotati di fantasia e abili nei calci piazzati come Nicolas Lodeiro, anche lui giocatore dell'Ajax, squadra da sempre molto attenta ai giovani, come il goleador Suarez. A Tabarez sicuramente non mancano le soluzioni, in una metacampo che può contare anche su Arevalo del Penarol, Alvaro Fernandez dell'Universidad de Chile, Jorge Rodriguez del River Plate e i due Gonzalez, Alvaro dal Nacional e Ignacio dal Valencia.

Attacco - Dell'attacco e del trio delle meraviglie dal gol facile abbiamo già parlato. Tra le riserve da segnalare Jorge Martinez, reduce da una buonissima stagione a Catania, altro elemento che può garantire gol e profondità sulla fascia. Completano il reparto il veterano Abreu, 34 anni e 28 gol in 57 partite con la celeste, e il 24enne Sebastian Fernandez, punta degli argentini del Banfield.