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lunedì 27 settembre 2010

Liga: capolavoro Levante, il Real non passa (e Mourinho è sotto processo). Volano Valencia e Barça

Contrordine compagni: a Madrid, sponda Real, non si sorride più. O perlomeno non si sorride più come Mourinho nella conferenza stampa di sabato prima dell'anticipo serale del quinto turno sul campo della matricola Levante, principale candidata alla retrocessione immediata. Solo un paio di giorni fa avevamo parlato della nuova vita dello Special One nella capitale iberica: tante battute, sorrisi per tutti, giornalisti compresi, e sporadiche frecciatine ai rivali di sempre del Barça. Un quadretto quasi surreale per chi, come noi italiani, ha conosciuto il Mou versione ''prostituzione intellettuale'' e gesto delle manette. Eppure, dallo 0-0 esterno di sabato sera a Valencia sul terreno del Levante, seconda squadra della città, qualcosa è cambiato. Non solo in classifica, dove i Blaugrana di Guardiola hanno messo la freccia sorpassando i Blancos (anche se in vetta, solitario, troviamo il sorprendente Valencia di Emery), ma anche nell'umore di Mou e del suo presidente Florentino Perez.

Il Real nelle prime quattro giornate non aveva per nulla incantato ma sostanzialmente aveva fatto il suo dovere, inanellando 3 successi e 1 pareggio, alla pari con il Valencia. Poi la trasferta al ''Ciutat de Valencia'', terreno dei Granotes allenati da Luis Garcia, squadra terz'ultima in classifica e con la difesa più battuta del torneo: quella che, sulla carta, per i Galacticos doveva essere una pura formalità si è trasformata in una partita frustrante, con un pareggio finale che equivale ad una sconfitta. Il risultato è sì figlio di un capolavoro difensivo dei padroni di casa ma anche di un Real addormentato e sprecone: nel primo tempo Cristiano Ronaldo e Di Maria sciupano l'impossibile e quando arrivano vicini al gol è un super Reìna, numero 1 dei catalani, a dire di no. Nella ripresa si concretizza l'ottimo lavoro degli uomini di Garcia in fase difensiva: per più di mezz'ora il Real non tira in porta e solo quando finalmente Mourinho si decide a togliere lo spento Ozil per inserire Pedro Leon i Blancos tornano a farsi pericolosi dalle parti di Reìna. Il nuovo entrato mette in serie apprensione i centrali e il portiere avversario sfiorando ripetutamente il gol da ogni posizione; gol che non centra nemmeno Ronaldo, che 30 secondi dopo il 90' spedisce col sinistro fuori di poco. Ciliegina sulla torta, Higuain al 94' si addormenta in area a tu per tu con il portiere del Levante, che si salva. 0-0 e via ai processi in casa madridista.

Le prime avvisaglie le ha mandate Florentino Perez: così non va. E non solo per i risultati, anche se aver gettato via così il prezioso punticino di vantaggio sul Barcellona non può certamente far piacere al presidente dei ''galattici''. Il punto fondamentale è il gioco: la squadra finora non ha convinto neanche nei successi contro Osasuna ed Espanyol e si sa che in Spagna prima ancora dei risultati è l'estetica ad occupare un ruolo fondamentale (chiedete a Fabio Capello, cacciato da Madrid dopo aver vinto la Liga solo per non aver saputo esprimere un gioco spettacolare). Quindi, pur mantenendo la massima fiducia nel Mago di Setùbal, l'imperativo è tornare a vincere, subito e bene. Un'imposizione che ad uno stratega a lungo termine come Mou non può piacere, e che il nervosismo si stia insinuando nei pensieri dello Special è comprensibile e provato, specie dall'ultima conferenza stampa pre-Champions League di oggi: solita protezione della squadra (''Stanno facendo tutti il massimo e Ronaldo non è egoista") ma pochi sorrisi e soprattutto un attacco deciso al Barcellona e al suo girone di Champions League ("Noi giochiamo contro Ajax e Milan, 20 trofei europei in totale, il loro invece, con Copenhagen, Rubin Kazan e Panathinaikos sembra un girone di Europa League"). Oplà, il vecchio Mourinho ''ha llegado al fin a España". E pare che Perez non abbia preso bene neanche quest'uscita, perchè in contrasto con lo stile che il Real vorrebbe mantenere. Staremo a vedere.

Rimanendo sul fronte Liga, come detto, il Barcellona sorpassa i rivali storici vincendo sul difficile terreno del San Mamès di Bilbao contro l'Athletic. Pur senza Messi, Guardiola può consolarsi con il ''Guaje'' Villa che nella prima frazione ''collauda'' il palo sinistro del portiere basco Iraizoz e nel secondo si traveste da assist man nel gol di Keita. In mezzo, alla mezz'ora del primo tempo, l'espulsione di Amorebieta per i padroni di casa per un'entrata scomposta su Iniesta. A metà ripresa però gli equilibri in campo si ricompongono perchè proprio Villa si fa cacciare per un fallo di reazione su Gurpegui. Poco male, se non per la squalifica futura, perchè Xavi e Busquets firmano comunque il successo finale, rendendo inutile il gol della speranza di Gabilondo. Barça a -1 , insieme al Villareal (vincitore nel posticipo a Malaga, in gol anche Giuseppe Rossi) dal sorprendente Valencia, che rimane in testa, questa volta da solo, vincendo 2-0 sul campo dello Sporting Gijon. Le cessioni di Silva e Villa e i problemi economici del club sembrano non toccare l'entusiasmo della squadra allenata da Unai Emery, che veleggia con l'invidiabile ruolino di marcia di 4 vittorie ed un pareggio. Chi invece non naviga più è l'allenatore del Siviglia, Antonio Alvarez, esonerato dopo la sconfitta ad Alicante sul campo dell'Hercules: doppietta, udite udite, dell'ex juventino David Trezeguet. Sulla panchina degli andalusi in arrivo l'ex allenatore del Maiorca, Gregorio Manzano. In coda Deportivo La Coruña sempre più nel baratro: sconfitta interna contro l'Almeria e penultimo posto a 3 punti, con la casella "vittorie" mestamente ancora a quota zero.

LA CLASSIFICA DOPO CINQUE GIORNATE:
Valencia 13
Barcellona 12
Villareal 12
Real Madrid 11
Atletico Madrid 10
Espanyol 9
Siviglia 8
Hercules 7
Athletic Bilbao 7
Getafe 7
Maiorca 7
Malaga 6
Almeria 5
Osasuna 4
Racing Santander 4
Real Sociedad 4
Sporting Gijon 4
Levante 4
Deportivo La Coruña 3
Real Saragozza 2

Inter, una sconfitta allo scadere e tutto si capovolge!

Tutto come avevamo previsto nell'analisi della vigilia. Il super match della quinta giornata ha offerto degli spunti su cui è interessante soffermarsi. E' bastato il gol al 92' di Vucinic in uno dei campi più difficili d'Europa per far passare la Squadra tri-campione da armata invincibile a squadra in crisi e senza identità. Avevamo anticipato che in caso di sconfitta sarebbero subito emerse sulla stampa feroci critiche e rumorose voci di problemi di spogliatoio. A leggere i quotidiani di ieri e di oggi pare che l'Inter di Benitez sia una squadra allo sbando, subissata da problemi interni e lontana parente dalla corazzata delle stagioni scorse. Questo modo di vedere le cose ci sembra esagerato, una sconfitta contro una squadra forte come quella di Ranieri può capitare, è il bello del Calcio. Josè Mourinho sosteneva che l'Inter non ha lo stesso potere mediatico di altre società del Nord Italia. Si sbagliava? Avete letto le stesse pesanti critiche e commenti roventi dopo lo stentato avvio di Juventus e Milan? A noi non risulta. Roma-Inter, è vero, ha un po' deluso le attese. Chi si aspettava infatti una partita spettacolare e piena di gol è purtroppo rimasto a bocca asciutta. Le due squadre (soprattutto i neroazzurri) sono apparse molto provate dalla lunga serie di partite disputate negli ultimi venti giorni e non sono state in grado di esprimersi ai soliti livelli. La vittoria della Roma, legittimata dal bellissimo gol di Vucinic è fuori discussione ma, se la contesa fosse terminata a reti bianche, nessuno avrebbe avuto modo di recriminare. Il successo ha trascinato i capitolini fuori dalla crisi d'inizio stagione e ha ridato convinzione ad una squadra che ormai sembrava allo sbando. Tutto bene ciò che finisce bene? Nient'affatto! In casa giallorossa (stranamente è passato in secondo piano) si è palesata la sempre più evidente difficoltà di Ranieri di gestire un campione come Francesco Totti. Il feeling tra i due è ai minimi termini, la sceneggiata del pupone al momento del cambio con il montenegrino è solo la punta di un iceberg di un rapporto mai nato e costellato da incomprensioni, frecciatine e musi lunghi. Sarà in grado il decano di Testaccio di gestire un fumantino come il capitano? Al campionato l'ardua sentenza.

domenica 26 settembre 2010

Juventus-Cagliari 4-2: le pagelle

Krasic immenso, Cossu e Acquafresca non pervenuti

JUVENTUS

Storari 6 - Dei problemi difensivi bianconeri chiedete conto ad altri, non certo a lui. Se infatti, per l'ennesima volta, la Juve incassa gol (peggior difesa della Serie A insieme a Roma e Udinese) le colpe in questo caso sono, rispettivamente, di Chiellini, che si dimentica Matri in occasione dell'1-1, e di Legrottaglie, che permette ancora al numero 32 rossoblu di trafiggere il portiere bianconero in piena solitudine con un intervento in scivolata. Per il resto, prodigioso su un'occasione di Lazzari ad inizio ripresa e attento su una punizione di Nenè nel finale.

Bonucci 5,5 - Al solito pericolosissimo nei suoi inserimenti offensivi sui calci piazzati, come dimostra il terzo gol bianconero, sul quale è lesto a metterci la zampa in mischia davanti alla porta del Cagliari. Dietro sfodera una prestazione sicuramente migliore rispetto a quella contro il Palermo, anche se ogni tanto regala interventi alla ''Felipe Melo vecchio stile'', ovvero rivedibili preziosismi nelle zone nevralgiche del campo. Nel primo tempo soffre le incursioni di Lazzari. Secondo tempo ordinato, ma l'impressione è che ci sia ancora da lavorare sull'intesa con Chiellini.

Chiellini 5,5 - Da un difensore ormai esperto come lui non ti aspetti un errore come quello in occasione del pareggio di Matri, quando il centrale bianconero rimane immobile alle spalle dell'attaccante sardo, lasciandolo liberissimo di infilare in rete. Un errore simile a quello di Bonucci sul gol di Pinilla in Juve-Palermo. Rispetto al solito si propone meno in avanti sui calci piazzati e nel finale, dopo il cambio Rinaudo-Legrottaglie, chiude da terzino sinistro come una volta.

Rinaudo 5,5 - All'esordio assoluto in bianconero, il difensore ex Napoli si trova costretto a giocare fuori ruolo, ovvero da terzino destro, per ovviare all'emergenza difensiva bianconera (Traorè e De Ceglie infortunati, Motta bocciato, Grosso e Salihamidzic fuori rosa). Nel primo tempo è chiaramente l'anello debole della difesa bianconera, oltre che il bersaglio preferito del cagliaritano Lazzari, che gioca con lui nell'uno contro uno saltandolo spesso, come in occasione dell'azione che porta il Cagliari sull'1-1. Meglio nella ripresa, dove finalmente si decide ad aiutare Krasic nelle sovrapposizioni, arrivando anche a fornire qualche cross insidioso per le punte, ma si dimentica pericolosamente di Matri un paio di volte. Stremato, esce con i crampi.
(dal 30 s.t. Legrottaglie 5 - Gioca solo 20', ma su di lui pesa la responsabilità del gol del 2-4, in cui si addormenta lasciando via libera a Matri. In generale sembra un po' arrugginito.)

Grygera 6,5 - Inizio ad andamento lento, ma con il passare dei minuti si fa notare per la buona assistenza a Pepe e per le sue giocate, essenziali ma precise. Non sbaglia praticamente nulla e dimostra di trovarsi ormai a suo agio sulla fascia sinistra; l'impressione è che possa giocarsi il posto da titolare anche con i rientri di De Ceglie e Traorè. In ogni caso la sua prestazione positiva è sicuramente una buona notizia per Delneri.

Felipe Melo 7 - Lo vedi fornire ottimi palloni ai compagni, aprire il gioco elegantemente e proporsi con costanza in attacco e pensi ''ma è proprio lui?" Già, perchè il Felipe Melo di questo inizio di stagione, e in particolare di questo match, sembra lontano cugino del disastro ambulante della stagione passata. Niente più assurde invenzioni in mezzo al campo, ma grinta e soprattutto sostanza. A tratti ricorda persino Edgar Davids. Se è un sogno, non svegliatelo.

Aquilani 6 - Chiamato al riscatto dopo l'opaca prova nel secondo tempo contro il Palermo, l'ex Liverpool nel primo tempo strappa applausi per l'ottima verve in fase di impostazione e la confortante propositività. Cala nettamente nel secondo tempo, nel quale non si vede praticamente mai. Fisicamente, si vede, non ha ancora la forza per una partita intera, ma l'impressione è che nel corso della stagione possa tornare decisamente utile.
(dal 33 s.t. Sissoko 6 - Gioca poco meno di 20' in modo discreto)

Krasic 8,5 - Ma qualcuno non aveva detto che di Nedved aveva solo i capelli? Eppure a vederlo in azione ricorda tremendamente sempre di più l'ex Pallone d'Oro ceco. Una tripletta da antologia quella del serbo: grande destro da fuori il primo, tocco sottomisura da vero rapinatore d'area il secondo, opportunismo da bomber il terzo. Tutto questo e il bacio alla maglia lo consacrano come nuovo idolo della tifoseria, ma c'è di più: è sempre il primo a rientrare per dare una mano alla difesa e il primo a dare avvio alle azioni più pericolose dei bianconeri. Insomma, cosa chiedere di più? Partita perfetta, e se lo dice pure Delneri che la Juve è Krasic-dipendente....

Pepe 6,5 - Che noia se dicessimo, come sempre, che è generoso come pochi ma impreciso come tanti. E invece questa volta l'ex udinese sfodera una buonissima partita anche sotto il profilo della precisione, con cross calibrati e passaggi puntuali. Affronta il deboluccio Perico vincendo il duello e poi, al solito, è il primo a buttarsi sui palloni sia da fermo che in corsa. Ci mette la testa su calcio d'angolo favorendo la mischia che porta al gol di Bonucci.

Amauri 7 - Un'altra bella sorpresa: sì, perchè a vederlo portare via palla costantemente con successo all'avversario e mettere in continua apprensione la difesa cagliaritana sembra di rivedere l'Amauri di Palermo. Va vicino al gol in un paio di occasioni di testa e davvero meriterebbe la marcatura. Generoso, lavora benissimo per la squadra e conquista un sacco di punizioni e calci d'angolo. Nel finale esce in barella per un problema alla caviglia, ma per fortuna non sembra nulla di grave.

Iaquinta 6 - Non è in grande spolvero e, pur sbattendosi come al solito, è meno efficace ed appariscente di Amauri, oltre che ovviamente di Krasic. Crea giusto un paio di pericoli in tutto il match e per il resto si limita a fare il suo, senza infamia e senza lode. Potrebbe anche uscire prima, ma visto l'andamento dell'incontro Delneri lo lascia in campo forse qualche minuto in più del necessario.
(dal 35 s.t. Del Piero s.v.)

All: Delneri 7 - Che la sua Juventus fosse una squadra grintosa lo si ero visto, tutto sommato, già nella sfortunata gara contro il Palermo, ma contro il Cagliari i suoi uomini piacciono per voglia e bel gioco. Certo, come al solito la difesa non lascia dormire sonni tranquilli, ma gli va dato merito di aver rivitalizzato Melo, di aver riportato ad una condizione decente Aquilani e di aver scommesso su Krasic. La parola scudetto resta tabù, ma domenica prossima c'è l'Inter, ora a 3 punti. Pensiero stupendo...


CAGLIARI

Agazzi 6 - Sostanzialmente può dirsi sfortunato su tutte e quattro le segnature subite: nella prima occasione il destro di Krasic da fuori è angolatissimo, sul secondo deve prendersela con l'addormentato Agostini, sul terzo fa il possibile su Pepe ma non può nulla sulla mischia e sul quarto è beffato dalla deviazione della schiena di Astori. Peccato, perchè nelle prime quattro giornate era stato il portiere meno battuto della Serie A.

Canini 5,5 - In difficoltà, come tutta la difesa cagliaritana, specialmente su Amauri. Ma visto che dalle sue parti capita più spesso Iaquinta rispetto al brasiliano, tutto sommato gli va anche bene. Il problema è appunto quando Amauri lo porta a spasso o lo anticipa sui colpi di testa. Tuttavia leggermente meglio del compagno di reparto Astori.

Astori 5 - Ok, sul terzo gol di Krasic è sfortunato a deviare con la schiena la traiettoria della palla quel tanto che basta ad ingannare Agazzi. Però per tutta la partita impazzisce cercando di fermare Amauri e Krasic e talvolta Felipe Melo. Bersagliato e non supportato dagli esterni di difesa non può nulla.

Perico 5 - Meno male che dalla sua parte c'è Pepe e non Krasic, perchè altrimenti verrebbe da chiedersi cosa ne sarebbe stato di lui. Il terzino destro ex Albinoleffe si dimostra leggerino, patendo contro Pepe e non riuscendo praticamente mai a salire e supportare le sortite di Lazzari, uno dei migliori della formazione di Bisoli. Che sia in difficoltà lo capisce anche Bisoli, che lo cambia prima di metà ripresa.
(dal 20 s.t. Pisano 6 - ordinaria amministrazione, anche perchè prima del suo ingresso la Juve si era già abbastanza sfogata sulla fascia destra)

Agostini 5 - Ahi lui, che si trova dalla parte di super Krasic. E incrociare sulla propria fascia un giocatore in stato di grazia non piace a nessuno. Questo poi decide pure di addormentarsi ad inizio ripresa lasciando libero l'esterno serbo di realizzare il 2-1 da pochi passi, la frittata è ormai servita. Ma sarebbe ingeneroso tirargli addosso la croce della sconfitta rossoblu, visto che perlomeno prova a dare una mano ai suoi nei contropiedi.

Biondini 5,5 - Serata difficile, perchè si trova a duellare con Melo e Aquilani che soprattutto nel primo tempo creano parecchio scompiglio in mezzo al campo. Prova a rendersi protagonista nelle ripartenze dettando il passaggio a centrocampo, ma non sempre riuscendoci.

Nainggolan 6 - Il belga di origini indonesiane è chiamato da Bisoli ancora una volta a non far rimpiangere Daniele Conti, compito già di base non facile. Nel primo tempo lavora alacramente davanti alla difesa in un ruolo non propriamente suo, arrivando in un paio di occasioni anche al tiro. Non si può dire che non dimostri di provarci.

Lazzari 7 - Insieme al bomber Matri è il migliore dei sardi e, non a caso, ogni volta che la formazione rossoblu prova a rendersi pericolosa davanti c'è sempre il suo zampino. Nel primo tempo vince il duello con Rinaudo e manda in gol Matri, nel secondo fa lo stesso con Legrottaglie servendo ancora l'attaccante numero 32 in occasione del 2-4. Peccato che sia scarsamente aiutato da Cossu, altrimenti in qualche occasione il Cagliari potrebbe ulteriormente riaprire il match.

Cossu 4,5 - Un fantasma. Sarà anche braccato da Melo ogni volta che tocca palla, ma è anche vero che vederlo in prossimità della sfera è un vero evento. Probabilmente il numero di interventi sul pallone si possono contare sulla punta delle dita di un falegname disattento. Peccato, perchè il suo apporto al Cagliari servirebbe come il pane. Bisoli lo lascia in campo anche troppo.
(dal 17 s.t. Nenè 6 - Entra come terza punta nel passaggio di Bisoli al 4-3-3 e prova, soprattutto nel finale di match, ad andare a segno approfittando del leggero calo della Juve sul 2-4. Impegna Storari su punizione.

Matri 7 - Che sia provvisto del vizietto del gol da vero attaccante lo si sapeva. Anche perchè non è che fiocchino le occasioni da gol alle sue parti, anzi, il pareggio del Cagliari arriva proprio al primo tiro in porta e grazie ad una sua incursione alla Inzaghi, lasciando Chiellini sul posto. Nella ripresa, prima ancora del secondo gol personale, impegna Storari sfiorando in un paio di circostanze sfiorando la marcatura. Dialoga spesso con Lazzari e se fosse assistito da un Acquafresca in giornata decente potrebbe ancora fare di più. Il secondo gol è un altro ottimo esempio di opportunismo da grande attaccante.

Acquafresca 4,5 - Probabilmente, insieme a Cossu, è a qualche congresso sulle persone scomparse. Invisibile ed impalpabile, per la gioia della difesa juventina, in tutta la partita, fino al cambio, si fa notare per la conquista di un calcio d'angolo. Meno male che l'aria di Sardegna doveva fargli tornare il vizio del gol.
(dal 27 s.t. Laner s.v.)

All: Bisoli 6 - Nel postpartita si è giustificato adducendo la mancata la cattiveria nei suoi e l'abilità della Juventus di sfruttare 4 occasioni totali su 5 nei calci piazzati. Qualcuno gli spieghi che non è proprio così e che i bianconeri hanno giocato meglio e collezionato parecchie occasioni. Comunque il suo Cagliari non è male e, forse senza super Krasic dall'altra parte, il punteggio sarebbe potuto essere un po' più morbido.

Arbitro: Brighi 6,5 - Direzione pulita, nota di merito per non essere stato tratto in inganno dal contatto Amauri-Astori nella ripresa: il brasiliano cade a terra dopo un contrasto con il difensore cagliaritano in area, ma l'intervento, di non facile ed immediata decisione, è sulla palla. Giusto non dare il rigore e non ammonire l'attaccante bianconero per simulazione.

La Lazio aggancia l'Inter in vetta. Brescia e Chievo, che occasione sciupata!

Chi vuol essere capolista? Non è un quiz con premi in palio, ma l'interrogativo beffardo che sorge spontaneo analizzando i risultati della quinta giornata di A, ovviamente in attesa del posticipo serale tra Juventus e Cagliari. Dopo la sconfitta in extremis dell'Inter nell'anticipo serale del sabato all'Olimpico di Roma, quasi tutte le dirette inseguitrici mancano infatti l'occasionissima di agganciare o addirittura superare i nerazzurri di Rafa Benitez in classifica. In alcuni casi si tratta di un vero e proprio appuntamento con la storia, forse irripetibile, sfumato sul più bello: prendete il Brescia di Iachini, impegnato su un campo comunque tutt'altro che agevole come quello del Bari. Le Rondinelle riescono per quasi tutto il primo tempo a tener testa agli uomini di Ventura, pareggiando con Konè l'iniziale vantaggio pugliese di Rivas, ma nella ripresa è una scivolata avventata di Martinez su Barreto, dopo una gran serie di dribbling del fantasista brasiliano, a regalare al Bari rigore, realizzato sempre da Barreto, e vittoria.
Ma se Brescia piange anche Chievo non ride. Gli uomini di Pioli crollano per la seconda volta in stagione al Bentegodi davanti alla Lazio di Reja, fallendo il ritorno in vetta due giornate dopo. Vetta sulla quale si issano invece proprio i biancazzurri, in coabitazione con l'Inter, trascinati da uno Zarate nuovamente al gol dopo un digiuno di quasi 7 mesi. E chissà se per la squadra di Lotito si prospetta una stagione finalmente da protagonisti, dopo le infinite delusioni dell'anno scorso. Da segnalare la terza occasione sprecata di giornata, con il Catania bloccato in casa dal Bologna di un Marco Di Vaio in forma strepitosa. L'autogol dell'emiliano Britos evita il peggio, ma con la vittoria i siciliani avrebbero agguantato Lazio e Inter al primo posto.

Nella parte medio-bassa della classifica primi 3 punti per la Fiorentina di Mihajlovic, che allontana momentaneamente crisi e contestazioni superando il Parma di Marino e agganciandolo a quota 5 grazie al rigore realizzato da Ljajic (fallo di Lucarelli su Gilardino, il rosso ci poteva stare) e al gol di De Silvestri, entrambi nella ripresa. Brusco risveglio invece per il Cesena di Ficcadenti: se la sconfitta nel turno infrasettimanale a Catania doveva chiamare i romagnoli ad un pronto riscatto, così non è stato. Anzi, la vittoria del Napoli di Mazzarri (espulso per proteste) al ''Manuzzi'' è stata netta nel punteggio e nel gioco: nonostante il gol iniziale dei bianconeri con Parolo (prima rete in A), gli azzurri hanno riportato la partita sui loro binari grazie a Lavezzi, Hamsik (rigore, per la verità dubbio, concesso per un'entrata di Lauro su Zuniga) e la doppietta del solito Edinson Cavani, lasciato inizialmente e inspiegabilmente in panchina da Mazzarri. Altro 0-0 invece per la Sampdoria, che ritrova Cassano ma non il gol dopo il pareggio a reti bianche di Cagliari e regala il primo punto in campionato all'Udinese di Guidolin, sempre ultima (e in caso di vittoria della Juventus stasera a -4 dalla penultime). Tra queste c'è il Lecce di De Canio, che sfiora il colpaccio a Palermo andando sul 2-0 con Giacomazzi e Corvia prma di subire la rimonta rosanero con Pinilla e Maccarone, quest'ultimo ben oltre il 90'.

Insomma, in attesa del posticipo serale, la classifica delle Serie A rimane cortissima, se possibile ancora più di prima: tra i 5 punti di Palermo, Fiorentina, Parma, Genoa, Roma e Lecce (penultime) e i 10 di Inter e Lazio capoliste è evidente come mai la distanza tra baratro e sogno sia stata così sottile. Senza retorica, dopo cinque giornate possiamo dire che la Serie A quest'anno è combattuta ed aperta com'era moltissimo tempo che non la vedevamo e per questo sarà ancora più appassionante da seguire per tutti.

LA GIORNATA

MILAN - GENOA 1-0 (49' Ibrahimovic)

ROMA - INTER 1-0 (92' Vucinic)

CESENA - NAPOLI 1-4 (47' Parolo, 72' Lavezzi, 81' Hamsik rigore, 88' Cavani, 92' Cavani)

BARI - BRESCIA 2-1 (16' Rivas, 30' Konè, 55' Barreto rigore)

CATANIA - BOLOGNA 1-1 (40' Di Vaio, 66' autogol Britos)

CHIEVO - LAZIO (69' Zarate)

FIORENTINA - PARMA 2-0 (61' Ljajic rigore, 76' De Silvestri)

PALERMO - LECCE 2-2 (8' Giacomazzi, 46' Corvia, 52' Pinilla, 93' Maccarone)

SAMPDORIA - UDINESE 0-0

JUVENTUS - CAGLIARI ore 20.45


LA CLASSIFICA (In rosso le squadre con una gara in meno):

INTER 10
LAZIO 10
CHIEVO 9
BRESCIA 9
MILAN 8
NAPOLI 8
CATANIA 8
BARI 8
CESENA 7
CAGLIARI 6
SAMPDORIA 6
BOLOGNA 6
PALERMO 5
FIORENTINA 5
PARMA 5
GENOA 5
ROMA 5
LECCE 5
JUVENTUS 4
UDINESE 1

sabato 25 settembre 2010

Milan-Genoa, le ultimissime

Tornare a vincere dopo il convicente, ma senza seguito, esordio di campionato, soprattutto per mettere a tacere i primi mugugni della tifoseria, preoccupata per la quantità di proclami inversamente proporzionale ai successi sin qui ottenuti. E' questo l'imperativo per il Milan di Max Allegri, che nel primo anticipo della quinta giornata ospita a San Siro il Genoa di Gasperini, appaiato in classifica ai rossoneri e protagonista anch'esso di un avvio di stagione un po' sottotono a dispetto dell'ottima campagna acquisti del presidente Preziosi.

Occhi puntati, come sempre, sul Milan e in particolar su Zlatan Ibrahimovic, ancora alla ricerca del primo gol in campionato a San Siro ma sbloccatosi nel turno infrasettimanale all'Olimpico contro la Lazio. A supportare Ibra al centro dell'attacco ci saranno Robinho, all'esordio dal 1' a sinistra e Ronaldinho a destra, con Boateng arretrato a centrocampo sulla linea di Pirlo e Gattuso. Turno di riposo quindi per Clarence Seedorf, che sarà sostituito proprio da Ringhio. In difesa Abate e Antonini, rispettivamente sull'out di destra e quello di sinistra, con Nesta e Thiago Silva al loro posto in mezzo alla difesa.
Problemi di abbondanza invece per Gasperini a difesa e a centrocampo ma non in attacco, dove il tecnico torinese dovrà fare a meno di Palladino, Destro e Jankovic. In mezzo alla difesa, accanto a Ranocchia, è Kaladze il favorito per una maglia da titolare, con Dainelli destinato alla panchina. Sugli esterni ci saranno da una parte Chico, che seppur in ballottaggio con Marco Rossi è nettamente favorito per l'impiego da titolare, e Criscito. A centrocampo conferma per Veloso, in questa occasione affiancato da Milanetto e non da Kharja, con Rafinha, che rientra dal turno di riposo. Davanti Mesto potrebbe scambiarsi di fascia con Palacio, mentre a guidare l'attacco rossoblu sarà Luca Toni, con Sculli pronto a subentrare a partita in corso.

Fischio d'inizio alle 18, arbitrerà Valeri di Roma.

venerdì 24 settembre 2010

Roma- Inter, è già tempo di super match

La quinta giornata ci propone come anticipo serale del Sabato il match più caldo del campionato, il Super Classico, la partita delle partite. Sono passati poco più di trenta giorni dalla Supercoppa di Lega, e le due squadre si ritrovano nuovamente di fronte per una contesa che si annuncia importantissima. I neroazzurri di Benitez arrivano nella città eterna con il morale alle stelle dopo il rotondo successo contro il Bari e l'importante vittoria di Palermo al cospetto di una squadra (lo si è visto contro la Juventus) tutt'altro che in crisi. Dopo alcune prestazioni in cui il collettivo sembrava in rodaggio e ancora lontano da una condizione fisica accettabile, la capolista ha fatto intravedere sprazzi di grande gioco. I metodi di Benitez, sembrerebbero aver dato (meglio usare il condizionale, con l'Inter non si sa mai) un gioco moderno e dinamico ad una formazione che nel recente passato ha dominato tutte le scene utilizzando catenaccio e contropiede. L'attacco fa faville, un Eto'o mai visto a questi livelli in Italia ha contribuito a far sbloccare un Milito che ha potuto dare un calcio ai cattivi pensieri e allo scetticismo. La partita di domani potrebbe rappresentare per i milanesi il trampolino di lancio per l'ennesima stagione da protagonista. Una sconfitta invece non sarebbe un fatto drammatico anche se potrebbe aprire le consuete critiche mediatiche storicamente assai difficili da digerire in uno spogliatoio difficile come quello interista. La Roma ha solo un risultato a disposizione, la vittoria. Dopo una partenza catastrofica di stagione,è evidente che i giallorossi non possono assolutamente permettersi alcun passo falso. Gli otto punti di distacco dalla battistrada sono infatti da temperatura polare per essere appena in Settembre. La brutta prestazione dell'arbitro Russo a Brescia ha fornito un forte alibi alla squadra che così ha potuto far passare in secondo piano l'ennesima sconfitta di stagione, la terza di fila fuori casa contando anche la Champions League. I numeri parlano chiaro, per il secondo anno consecutivo Totti e compagni sono costretti ad una partenza ad handicap, una squadra che ha come obiettivo dichiarato lo Scudetto non può certamente perdere a Cagliari e Brescia, pareggiare in casa con Bologna e Cesena. Due punticini in quattro partite, sono davvero troppo poco per essere vero. Numeri da provinciale in lotta per la salvezza più che da corazzata uscita rafforzata dal mercato estivo. Quale occasione migliore per dare un calcio alla crisi? Contro l'Inter il traballante Ranieri avrà l'occasione giusta per dare una svolta alla prestazioni della sua formazione, le motivazioni saranno altissime e il clima rovente dell'Olimpico cercherà di spingere i lupacchiotti fuori dall'inferno. Sarà sicuramente battaglia come in una finale.
Ecco infine alcuni dati statistici:
Sono 88 i precedenti tra le due squadre allo stadio Olimpico tra campionato, coppa italia e Coppa Uefa, con 37 i successi della Roma, 30 quelli dell'Inter mentre 21 sono stati i pareggi. 120 i gol fatti e 140 quelli subiti.

L'ultima sfida tra le due compagini, per quanto concerne il campionato e' datata 27/03/2010 e fu la Roma a imporsi per 2-1 con i gol di De Rossi, Toni e Milito. L'ultimo successo neroazzurro risale al 19/10/2008 e fini' con un secco 4-0 con doppietta di Ibra, Stankovic ed Obinna. Per vedere un pareggio bisogna risalire alla stagione 2005/2006 e fini' 1-1 con gol di Taddei e Materazzi.

La sfida tra giallorossi e neroazzurri e' stata spesso caratterizzata da partite con molti gol; vogliamo ricordare ino spettacolare 5-4 per l'Inter stagione 98/99 con gol di 16' Ronaldo, 21' Zamorano, 25' Totti (Rig), 34' Zamorano, 47' Paulo Sergio, 48' Delvecchio, 55' Ronaldo, 78' Di Francesco, 87' Simeone e un roboante 6-2 per i giallorossi con gol di 1' Totti, 5' De Rossi, 16' Perrotta, 20' Crespo, 30' Mancini, 54' Panucci, 56' Crespo, 89' Panucci ma allora si tratto' di coppa Italia.

Non resta che goderci lo spettacolo.