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lunedì 21 febbraio 2011

Roma shock, Ranieri saluta

La Roma trova il culmine della crisi nella sconfitta di Genoa: dopo il triplo vantaggio, la squadra fino a ieri allenata da Ranieri si è fatta recuperare e scavalcare. Ed è esplosa la crisi: Trigoria assediata dai tifosi, Ranieri che dà le dimissioni, Montella che potrebbe già da oggi sedersi sulla panchina giallorossa.
Il tecnico di Testaccio ha annunciato le dimissioni al termine dell'incontro, salutando uno spogliatoio che, a quanto pare, gli ha remato contro per non avere condiviso molte scelte tecniche. Tra i possibili protagonisti, si parla di Totti e Borriello, che avrebbero voluto giocare di più e non apprezzavano gli atteggiamenti dell'allenatore.

Ora Rosella Sensi, in attesa dei nuovi proprietari, sceglierà il mister futuro: tutti gli elementi portano a Vincenzo Montella, allenatore dei giovanissimi ed ex calciatore giallorosso. Un'ipotesi che lo vedrebbe come traghettatore fino a giugno.

martedì 15 febbraio 2011

Roma, è qui la crisi? E intanto il Manchester si lancia su De Rossi

Roma in crisi? Forse sì. Non tanto per i risultati sul campo, quanto per il morale ed il clima che circonda la società e lo spogliatoio. Ranieri ha fatto capire di avere parlato con i giocatori e di essere pronto a lasciare qualora le sue scelte non fossero compatibili con i piani del gruppo. Le tensioni tra tecnico ed alcuni elementi della squadra (tra cui Totti e Vucinic) stanno assillando Trigoria da qualche mese anche se le cause non sono a tutti chiare: ovviamente i giocatori vorrebbero scendere in campo con maggiore continuità ma Ranieri ha in mente un proprio piano che ha lasciato gli addetti ai lavori e parte dei tifosi abbastanza perplessi.

Sembrava concluso il capitolo societario e invece la trattativa che porterebbe il club giallorosso sotto il controllo statunitense sembra ancora in alto mare: di sicuro la cessione ci sarà al massimo entro il mese di marzo, ma le garanzie ancora non si vedono e Rosella Sensi, da quasi ex presidentessa, continua ad amministrare con non poche difficoltà la Società.

Intanto il Manchester United si è fatto sotto per De Rossi mettendo sul piatto circa 40 milioni di euro: il centrocampista 27enne potrebbe lasciare la Roma a giugno, ma tutto dipenderà dalle strategie della nuova dirigenza. Di sicuro lo United non molla perchè De Rossi è da sempre un pupillo di Ferguson.

sabato 5 febbraio 2011

Roma, la nuova società è statunitense

Il passaggio dell'A.S. Roma alla cordata statunitense capitanata da Thomas Di Benedetto sembra cosa fatta: questa mattina a Trigoria, un gruppo di tifosi si è presentato con le bandiere americane, sinonimo che questa cordata d'acquisto è stata molto gradita ai supporters giallorossi. Unicredit sembra avere scelto e Di Benedetto, già nelle prossime ore, potrebbe diventare il nuovo presidente.

Contemporaneamente però restano accese le ipotesi legate ad un gruppo francese, sponsorizzato dall'ex giocatore Vincent Candela. Sembra invece essersi arreso Giampaolo Angelucci che sembrava pronto a rilevare la società. In ogni caso, l'era Sensi è giunta ormai al capolinea.

Domani sera contro l'Inter non ci sarà Totti, influenzato. In attacco spazio al trio Menez, Borriello, Vucinic.

sabato 22 gennaio 2011

21° Giornata, si parte a Palermo e Parma. E stasera la Roma cerca il secondo posto

Con il confronto del ''Barbera'' tra il Palermo di Delio Rossi e il Brescia di Beretta e quello, in contemporanea, del ''Tardini'' tra il Parma di Marino e il Catania della new-entry Pablo Simeone si alza il sipario sulla 21° Giornata di Serie A, la seconda del girone di ritorno, che vedrà come una settimana fa scendere in campo per ultima la capolista Milan, in cerca di un successo scacciacrisi contro il coriaceo Cesena di Ficcadenti. I rossoneri di Max Allegri conosceranno dunque ancora una volta in anticipo i risultati delle dirette rivali per la testa della classifica, con particolare attenzione alla frizzante Inter targata Leonardo, che dopo aver portato a casa un quarto ma sofferto successo consecutivo nel recupero casalingo contro il Cesena è attesa dalla prova del fuoco al ''Friuli'' di Udine, campo storicamente mai agevole per le big, a maggior ragione ora che i friulani attraversano un periodo molto positivo di forma e di risultati.
In attesa dei confronti domenicali occhio però anche alla Roma, in campo stasera all'Olimpico per cercare un provvisorio secondo posto contro un Cagliari rigenerato dalla cura Donadoni. Occhio soprattutto al capitano dei sardi, Daniele Conti, che ha spesso e volentieri trovato la via del gol proprio sotto lo sguardo e sul terreno di papà Bruno, team manager giallorosso.

LE ULTIMISSIME: 
PALERMO-BRESCIA (ORE 18)
Pochi dubbi per Rossi con il rientro di Miccoli che, smaltita l'influenza, tornerà a guidare l'attacco fantasia assistito da Pastore e Ilicic. Nelle ultime ore sembravano in salita le azioni di Liverani per una maglia in mezzo al campo al posto di Bacinovic, ma alla fine con ogni probabilità sarà lo sloveno a giocare come al solito sulla linea di Migliaccio e Nocerino. A presidiare la porta di Sirigu saranno come sempre Munoz e Bovo, con Cassani e Balzaretti sulle fascie.
Per Beretta, oltre agli infortuni di Sereni e Eder, la grana maggiore riguarda l'influenza che ha steso Vass, Zoboli e Daprelà. Davanti ad Arcari si giocano una maglia Mareco e Dallamano, con Martinez spostato al centro accanto a Zebina e lo svizzero Berardi a destra. Dei tre di centrocampo dovrebbero fare parte, oltre al grande vecchio Filippini, anche Konè e Cordova, alle spalle del trio d'attacco Possanzini-Caracciolo-Lanzafame. Improbabile ma non impossibile che il tecnico delle rondinelle rilanci Hetemaj; in questo caso Konè giocherebbe davanti e Possanzini si accomoderebbe in panca.

PARMA-CATANIA (ORE 18)
Nell'usuale 4-3-3 gialloblu allestito da Pasquale Marino l'unico dubbio riguarda chi accompagnare a Giovinco e Crespo sull'asse offensivo. L'esperienza (e gli assist forniti all'esperto centravanti argentino) suggerirebbero al tecnico dei siciliani di puntare sul brasiliano Angelo, ma alla fine con ogni probabilità dovrebbe giocare l'ex genoano Palladino. A centrocampo torna lo svizzero Dzemaili, con Morrone a fargli posto, sulla linea di Valiani e Candreva. In difesa, con Zaccardo e Gobbi larghi, si rivede l'argentino Paletta accanto a Lucarelli al centro; scelta dettata anche dalla squalifica di Paci.
Per la prima sulla panchina del Catania il nuovo tecnico Simeone dovrebbe optare per una formazione zeppa di connazionali, con Andujar, Silvestre, Alvarez, Spolli, Carboni, Ledesma, Gomez, Ricchiuti e Maxi Lopez in campo dall'inizio. Si rivede capitan Mascara, unico non argentino dal centrocampo in su. In difesa l'unico non sudamericano sarà Capuano a sinistra.

ROMA-CAGLIARI (ORE 20.45) 
Raramente le formazioni si fanno ''a furor di popolo'', anche nel caso si tratti di un popolo particolarmente caldo come quello giallorosso, ma nella realtà Borriello e Menez giocheranno perchè ''scelti'' dai tifosi della Sud. Con il ritorno di Totti, fermo perchè squalificato in Coppa Italia, a pagare dazio sarà quindi Vucinic, che partirà dalla panchina (e chissà come la prenderà questa volta). A centrocampo conferma per il mattatore di coppa Simplicio, con Brighi che dovrebbe prendere il posto di Perrotta, che lamenta dolori ad una costola. 
Per Donadoni invece la formazione è praticamente già fatta, con Pisano, Canini, Astori e Agostini a presidiare la porta di Agazzi; Biondini, Conti e Nainggolan a fare da filtro a centrocampo e il rientrante Cossu alle spalle delle due punte. Di questa una sarà ad appannaggio del bomber Matri, con Nenè e Acquafresca in lotta per la seconda maglia; al momento l'italo-polacco sembra in pole.

martedì 23 novembre 2010

Champions League: Milan, è sempre Ibracadabra (e si rivede Dinho). Roma, brividi e rimonta con il Bayern

Dall'Olimpico di Roma all'Abbè-Deschamps di Auxerre, dal siluro spedito sotto l'incrocio da Ibra al rigore della provvidenza realizzato da Totti, alla fine è missione compiuta per le prime due italiane, in attesa dell'Inter in campo domani sera, impegnate nella quinta giornata della fase a gruppi di Champions League. Missione qualificazione centrata al 100% dal Milan di Allegri, che grazie ai 3 punti raccolti in Francia e alla contemporanea sconfitta casalinga dell'Ajax contro il Real Madrid è matematicamente qualificato con un turno d'anticipo agli ottavi di finale. L'ultimo turno casalingo contro gli olandesi diventa quindi totalmente ininfluente, visto l'inattaccabile primo posto dei Galacticos di Mourinho, avanti di cinque lunghezze. Obiettivo ottavi conquistato invece al 95% dalla Roma, dopo la grandissima rimonta nel finale contro il Bayern Monaco; la vittoria casalinga del Basilea contro il Cluj tiene ancora acceso il lumicino della speranza per gli svizzeri, che però saranno costretti a battere il Bayern all'Allianz Arena e a sperare che i rumeni, già eliminati da tutte le competizioni europee, battano a tutti i costi i giallorossi di Ranieri. Una prospettiva non impossibile, ma almeno piuttosto improbabile.

Che sia un turno domenicale di campionato o una giornata infrasettimanale di Champions, lo slogan è sempre lo stesso: meno male che Ibra c'è. A quanto pare lo svedese sembra aver sconfitto la sindrome da prestazione europea che lo aveva troppo spesso attanagliato in passato; ne sa qualcosa l'Auxerre, steso sia nel match di San Siro da una doppietta sia nel ritorno a domicilio sempre dal piedone del numero 11 rossonero. Che insieme al gol nel finale di Ronaldinho confeziona una vittoria meritatissima e ineccepibile per gli uomini di Allegri. Il tecnico toscano manda inizialmente la ''foca monaca'' ancora in panchina, confermando Robinho accanto a Ibrahimovic con Seedorf a supporto e il trio Gattuso-Ambrosini-Flamini in mezzo al campo. Dall'altra parte l'Auxerre di Jean Fernandez, formazione in difficoltà in campionato, è squadra tosta e veloce e viene schierata dal tecnico transalpino con il duo offensivo formato dal ''piccoletto'' Sammaritano (161 cm, già a segno nel pareggio contro l'Ajax) e Contourt, con l'interessante sloveno Birsa a svariare sulle fascie. Il primo tempo offerto dalle due squadre in campo non è esattamente emozionante, con i padroni di casa in pressing asfissiante sui portatori di palla avversari e con il Milan intento più a controllare i francesi che ad affondare. Eppure ai rossoneri bastano un paio di sussulti per far tremare il portiere avversario Sorin: in entrambi i casi è Ibra a confezionare gli assist, prima per Seedorf, che spedisce alto di un soffio, e poi per Gattuso, che spreca malamente un'occasionissima praticamente a porta vuota. Lo svedese è dunque, al solito, il più attivo nel cercare di farsi largo tra le strette maglie della difesa di casa, con un Robinho in moto perpetuo ma poco incisivo in fase di conclusione. Dopo il primo tempo, in archivio a reti bianche, la ripresa si apre con un Milan decisamente più intraprendente, grazie anche alla spinta di Zambrotta e Abate, in confronto ad un Auxerre che preme sì ma dà la sensazione di non sfondare. La timidezza avversaria regala con il passare dei minuti più sicurezza ai rossoneri, che al 19' passano: lancio di Seedorf per Robinho, con Dudka che nel tentativo di anticipare il brasiliano in scivolata regala palla a Ibra; il destro dello svedese è micidiale e imparabile per l'estremo difensore transalpino Sorin. Il vantaggio scuote, com'è ovvio che sia, la formazione di Fernandez, che nel tentativo, per la verità piuttosto confuso, di spingersi in avanti alla ricerca del pareggio regala ampi spazi ai contropiedi milanesti. Fernandez, dopo aver cambiato Hengbart con Chafni già prima del gol, getta nella mischia Quercia al posto di Sammaritano, mossa alla quale Allegri risponde inserendo il muscolare Boateng al posto del più offensivo Seedorf. I minuti scorrono e il tecnico rossonero decide di regalare almeno gli ultimi 5' di match a Ronaldinho, in campo al posto di uno sfiancato Ibra. Al brasiliano bastano poco meno di 6' per dimostrare di essere vivo più che mai: numero di Robinho sulla fascia destra, passaggio per Dinho e gran sinistro da fermo del numero 80 di Allegri a spolverare l'angolino di Sorin. Il resto è samba. Finisce 2-0 una serata con tante ottime notizie per il Diavolo e i suoi tifosi.

A Roma invece, dopo la grande paura si consuma il grande miracolo. Alla fine il risultato, vittoria e qualificazione quasi in ghiaccio, è quello auspicato da Ranieri alla vigilia, ma per almeno un tempo i giallorossi contro il Bayern Monaco respirano l'aria di una cocente beffa già vissuta troppe volte. E sì che la formazione di Van Gaal, già qualificata agli ottavi, si presenta a Roma in formazione decisamente rimaneggiata, con i vari Van Bommel, Olic, Robben, Klose e Butt, oltre allo squalificato Schweinsteiger, rimasti in Germania. Ranieri invece, come preannunciato, conferma un Menez in ottima forma alle spalle della coppia Borriello-Vucinic; a centrocampo conferma per Greco e ritorno per De Rossi, solo panchina per capitan Totti. Pronti, via e si ha quasi la sensazione che la squadra a dover fare risultato a tutti i costi siano gli ospiti bavaresi, già qualificati agli ottavi, e non i padroni di casa giallorossi. Troppo brutta la Roma del primo tempo e soprattutto troppo simile come atteggiamento alla disarmante prova offerta nel confronto d'andata all'Allianz Arena. Ranieri, alla vigilia, aveva parlato di una squadra totalmente cambiata nello spirito e nella forza rispetto a quella Roma, ma i suoi sembrano voler far di tutto per smentirlo; gia al 2' Julio Sergio rischia di combinare la frittata, con un rinvio errato non sfruttato, per fortuna dei giallorossi, da Mario Gomez. A soffrire è in particolar il centrocampo di Ranieri, con De Rossi fuori dalla manvora e Greco troppo spesso costretto al fallo, atteggiamento che induce Ranieri a meditare la sostituzione del suo giocatore già prima della mezz'ora (uscirà poi per Simplicio a fine primo tempo). In avanti Menez prova a predicare nel deserto, con Vucinic che spedisce in curva da buona posizione una delle rare occasioni di marca romanista. Sì, perchè dall'altra parte Julio Sergio è in costante apprensione su Ribery e Gomez; alla mezz'ora è Cassetti a salvare il proprio portiere da una conclusione dell'attaccante di origine argentina, ma è questione di un altro paio di minuti prima che il Bayern trovi il meritatissimo vantaggio: assist di Ribery a tagliare fuori tutta la difesa romanista e guizzo ancora di Gomez, questa volta in netto anticipo su Cassetti, a infilare Julio Sergio. L'1-0 degli uomini di Van Gaal è tutto tranne che casuale e l'indiscutibile dominio bavarese si concretizza ancor di più nel 2-0 colto da Gomez 6' dopo, con un imperioso colpo di testa su assist di Mueller. Nell'occasione colpevole è però il migliore, o meno peggio, dei giallorossi del primo tempo, ovvero Menez, che dà il via all'azione con un retropassaggio completamente sbagliato verso Julio Sergio. Il doppio svantaggio manda in bambola la Roma, che potrebbe addirittura capitolare se, poco prima dell'intervallo, l'arbitro spagnolo Mallenco punisse un fallo di Brighi su Ribery nell'area giallorossa. Ranieri capisce che i suoi rischiano il tracollo e scuote i suoi nella pausa: la sfuriata e il cambio Greco-Simplicio portano evidentemente i loro frutti perchè la Roma della ripresa è completamente tutt'altra cosa. E lo si evince anche dalla splendida azione di Menez al 4', con il francese che si beve Demichelis e serve Borriello in mezzo all'area: bravissimo il numero 22, in scivolata, a resistere alla doppia marcatura di Lahm e Van Buyten e ad infilare il gol che riapre il match. I giallorossi potrebbero pareggiare già 1' dopo se Simplicio sfruttasse decisamente molto meglio un altro ghiotto invito dell'ottimo Menez. La Roma comunque è trasformata, perlomeno in avanti, mentre dietro qualche sbilanciamento rischia di trasformarsi in un omaggio a Mueller. Ranieri si infuria e ha ragione, ma i suoi sono vivi, specie Menez e Simplicio: ancora dalla collaborazione tra il francese e il brasiliano nasce un'azione pericolosissima che costringe al miracolo il portiere bavarese Kraft al 16'. Passano i minuti e il tecnico testaccino decide di giocarsi il tutto per tutto: fuori Brighi, dentro Totti. Al 36' ecco finalmente la tanto attesa svolta: lampo di Vucinic, fino a quel momento parecchio in ombra, per Riise sulla sinistra e assist del norvegese al centro che De Rossi, il peggiore in campo fino ad allora, deve solo spingere dentro. 2-2 all'Olimpico, ma bastano altri 2' per completare l'opera: il giovane portiere ospite Kraft stende Borriello in area; rigore ineccepibile quello fischiato da Mallenco che capitan Totti, con qualche brivido, trasforma. E' il sipario sul match, anche perchè il Bayern non ha più nè forza nè troppa voglia di reagire. Finisce 3-2; a prescindere dal confronto di Monaco tra Bayern e Basilea e dall'impresa che dovranno tentare gli svizzeri, agli uomini di Ranieri sarà sufficiente cercare di uscire almeno con 1 punto da Cluj. Magari evitando un altro primo tempo di questo genere per non correre il rischio di affossarsi da soli.

sabato 20 novembre 2010

Milan, pronto per la minifuga? Roma è emergenza su tutti i fronti.

Non chiamiamolo tentativo di fuga, sia per non fare un torto alla Lazio e alle altre, sia perchè a novembre il campionato non è ancora entrato nel vivo. Ma se questa sera il Milan dovesse battere la Fiorentina, allora potrebbe davvero fare la voce grossa per la lotta al titolo.

Allegri si ritrova a risolvere il solito dilemma: Ronaldinho sì, Ronalinho no? Il brasiliano ha fatto irritare i dirigenti rossoneri per le sue notti bianche, ma il tecnico lo vorrebbe ugualmente affiancare ad Ibrahimovic con il supporto del ritrovato Seedorf alle loro spalle. Una scelta che tra l'altro è quasi obbligata, visto l'elenco degli infortunati: Pato e Inzaghi sono out, e nelle ultime ore anche Pirlo è passato in infermeria.
Un'altra squadra che deve fare i conti con le assenze è, guardacaso, proprio la Fiorentina, che stasera a San Siro giocherà una partita a viso aperto: c'è Donadel al posto di Montolivo e si rivedrà D'Agostino dal primo minuto. Ma soprattutto il trio d'attacco caro a Mihajlovic, rappresentato da Cerci, Ljajic e l'ex Gilardino.

Nel pomeriggio la Roma ospiterà l'Udinese: i friulani sono in netta ripresa dopo il disastroso avvio di stagione, e con il ritrovato Di Natale proveranno a fare punti anche all'Olimpico. A poche ore dal calcio d'inizio, Ranieri si interroga sulla possibile formazione, priva di Mexes, Riise e De Rossi e se schierare dall'inizio uno tra Totti e Vucinic. Ma le tensioni societarie non mancano: per evitare un nuovo "caso Bologna", Unicredit ha saldato gli stipendi di luglio agosto e settembre, anticipando circa 24 milioni di €. Il gap tra la banca e i Sensi è quindi aumentato, e in assenza di compratori la situazione si rende sempre più complicata.

lunedì 8 novembre 2010

MILAN E JUVE, ASSALTO ALLA LAZIO. CONTI, CHE GOAL! GENOVA SI DIVIDE

Nella giornata del derby romano, tra le polemiche sui rigori non visti e quelli dati ad opera dell'arbitro Morganti, la Lazio, seppur sconfitta, mantiene il primato in classifica a due distanze da un Milan ritrovato ma ancora traballante in difesa. Intanto la Juventus, giornata dopo giornata, si scopre sempre più squadra: a farle compagnia c'è il Napoli di Cavani, anche ieri decisivo, che proietta gli azzurri in zona Champions e mette in serio pericolo la panchina di Marino a Parma. Belle vittorie per Fiorentina, Bologna e Palermo.

IL PERSONAGGIO: LEANDRO GRECO

La Roma avrà difficoltà societarie, certo, ma continua a sfornare giovani talenti: l'ultimo si chiama Leandro Greco, ieri protagonista in positivo nel derby. Classe 1986, ha maturato una gavetta tra Verona, Pisa e Piacenza. Ranieri lo ha mandato in campo al posto del deludente Menez, a sua volta schierato per sostituire Totti. Greco, che ha esordito pochi giorni fa in Champions siglando un goal al Basilea, si sta godendo il momento e sembra ormai pronto a rientrare nei piani della prima squadra.


IL GOAL: DANIELE CONTI

La sua stagione sembrava fortemente compromessa dopo il grave infortunio rimediato ad inizio campionato nella partita contro la Roma. Invece Daniele Conti è ritornato più forte di prima. Il goal più bello della giornata è il suo nella gara tra Udinese e Cagliari: Cossu lancia perpendicolare dalla destra e Conti con una splendida girata batte il portiere Handanovic.


LA CURIOSITA': GLI STRISCIONI "DIVISI" SU CASSANO E GARRONE

A Genova, sponda blucerchiata, non si fa altro che pensare al caso Cassano - Garrone e sugli spalti dello stadio Ferraris la tifoseria è sembrata divisa: sono apparsi alcuni strisiconi a favore del Presidente sampdoriano, altri per chiedere il perdono verso "Fantantonio". Un dibattito che, per ora, non sembra trovare soluzione. "Un Campionato Da Leoni" approfondirà l'argomento.

sabato 6 novembre 2010

Le deluse in Europa cercano riscatto in Italia

Guardiamo il bicchiere mezzo pieno. Le italiane impegnate in Europa, questa settimana, certo non hanno brillato. I sette i team nazionali impegnati tra Champions e Europa League hanno raccolto un bottino che definire misero è riduttivo: pari per Milan, Juve e Samp, ko per Inter, Napoli e Palermo. Ha sorriso solo la Roma, che ha espugnato – seppur di fatica – Basilea.
Dicevamo, però, di guardare il bicchiere mezzo pieno. I freni a mano tirati in Europa saranno senz’altro mollati in territorio nazionale: vuoi le motivazioni diverse, vuoi perché dopo una sberla si reagisce sempre, c’è da scommettere sulle deluse.

INTER Senz’altro è quella che guida la schiera. La notte londinese è una ferita profonda, forse non un sintomo ma la diagnosi di una malattia conclamata che nel calcio si chiama crisi. Per fortuna a San Siro arriva il Brescia, assolutamente alla portata dei ragazzi di Benitez.
MILAN Il bicchiere a metà, a dire il vero, Allegri l’ha riempito già mercoledì sera. Alzi la mano chi non avrebbe messo la firma su un 2-2 con il Real di Josè. Credo sarebbero pochi. Ora c’è il Bari. Avversario non insuperabile, specie se del pareggio al ’94 (leggi beffa) si fa virtù.
JUVENTUS L’alibi c’è, eccome: la sfilza di infortunati che cresce ogni giorno. Buffon, Manninger, De Ceglie, Rinaudo, Legrottaglie, Chiellini, Martinez, Lanzafame, Krasic e Amauri, tanto per citare i “big”. Certo l’impegno di domani può rilanciare i bianconeri, che affrontano il modesto – seppur pericoloso – Cesena.
ROMA La situazione giallorossa è la più delicata. La vittoria di Basilea può essere letta in mille modi. Può essere quella del rilancio oppure una risicata risalita che finirà qui. Certo per la Maggica c’è l’impegno più difficile del week-end: quel derby, senza Totti.
PALERMO Ritrovato Miccoli, c’è da archiviare in fretta la batosta di Mosca. Il 3-1 non lascia adito a alibi o scappatoie. Delio Rossi è sulla graticola. Ecco perché domani, il test interno con il Genoa, ha tutto il sapore di ultima spiaggia.
NAPOLI Al San Paolo, dopo la batosta di Liverpool, arriva il Parma. Verifica importante per gli azzurri, orfani di Cavani, che dovranno mettere in pratica le parole del presidente De Laurentiis, che vuole che il ko di Liverpool serva da lezione.
SAMPDORIA Un pari inutile quello di giovedì, e senza dubbio il Pazzo e soci cercheranno di continuare quantomeno a far bene in campionato. Arriva il Catania, quattro punti sotto in classifica.

venerdì 5 novembre 2010

Cresce l'attesa per il derby: una sfida che vale una stagione

Di solito un derby è la partita più attesa, ricca di rivalità e di orgoglio. A Roma, invece, è la gara che può valere un'intera stagione. Un campionato nel campionato, una finalissima il cui esito verrà raccontato per mesi e mesi e forse anni. Il derby capitolino si presenta con un discreto grado di tensione e qualità sportiva: gli ingredienti per assistere ad uno spettacolo sul campo sembrano esserci. La Lazio si trova alla vera prova della verità: vincere il derby per dimostrare alla Serie A quanto può valere la formazione di Reja. Consolidare il primato in classifica. Entusiasmare l'ambiente biancoceleste che sta gradualmente dimenticando precedente stagione da incubo.
Ma di entusiasmi deve vivere anche la Roma: soprattutto per rilanciarsi e rimettersi in marcia sul campionato: l'inizio stentato, le contestazioni a Ranieri e i fantasmi sul futuro del tecnico, le vicende societarie. Una partita potrebbe, e sì qua potrebbe, mandare via in un colpo solo tutti questi problemi.

LAZIO: MUSLERA RECUPERA, STENDARDO PER BIAVA

Tifosi Laziali in allarme per Muslera: in settimana sembrava essere a rischio, ma poco fa la sua presenza è stata confermata e il portiere uruguaiano cercherà di impressionare tra i pali come ha già fatto nell'ultima partita contro il Palermo. Biava, squalificato, verrà sostituito con il gigante Stendardo che farà coppia centrale con l'esplosivo Dias. Brocchi, Mauri e Ledesma comporranno il terzetto di centrocampo che proteggerà le spalle di Hernanes, inventore per le punte Zarate e Floccari. Ma non è detto che dal primo minuto non scenda in campo Tommaso Rocchi.

ROMA: TOTTI NO, C'E' MENEZ. RIENTRA MEXES.

In queste ore Claudio Ranieri sta ultimando gli allenamenti di rifinitura, disegnando una formazione d'emergenza visti i diversi infortuni con cui è costretto a combattere: Pizarro, Taddei e Brighi non saranno infatti disponibili. A loro si aggiunge capitan Totti, bloccato per squalifica. Dubbi, ma non troppi, su Burdisso che aveva accusato alcuni problemi alla caviglia. In difesa rientra Mexes, fermo in settimana contro il Basilea, insieme a Juan. In attacco, intoccabile Vucinic: lui sì che di goal ai biancocelsti se ne intende (vedi la doppietta dell'anno scorso)

sabato 30 ottobre 2010

Inter, che fortuna! Ranieri scuote la Roma e stasera c'è Milan - Juventus.

Fortunata al punto giusto, l'Inter strappa tre punti preziosi in casa del Genoa, dopo una gara poco spettacolare in cui il pareggio sarebbe stato forse il risultato più vero. Ci pensa un goal di Muntari, o meglio, un grande regalo del portiere grifone Eduardo, a fare sorridere il popolo nerazzurro e anche i fedelissimi della Gialappa's che sono subito andati a nozze dopo la clamorosa papera.
I nerazzurri si portano temporaneamente al secondo posto, ad una sola distanza dalla capolista Lazio che domani si troverà di fronte alla prova della verità chiamata Palermo.

Ma la giornata di oggi offrirà altri due anticipi prestigiosi: il derby del colore giallorosso, ovvero quello che si disputerà all'Olimpico tra Roma e Lecce ed il big match tra Milan e Juventus.

Alle 18.00 la Roma cercherà di tradurre sul campo la rabbia di Claudio Ranieri, che ieri si è sfogato duramente in conferenza stampa a proposito di un suo possibile esonero e dell'arrivo di Leonardo sulla panchina romanista. Il tecnico di Testaccio ha ricordato che chi è subentrato a lui, non ha mai fatto meglio, anzi ha ottenuto risultati negativi. Il riferimento è tutto per la Juventus, che lo sostituì con Ferrara, ma basta pensare ai successi di Mourinho con il Chelsea, per mettere in crisi la sua teoria.

Questa sera invece Milan e Juventus si contenderanno una buona fetta di Serie A: se questa gara non varrà una stagione, un'eventuale vittoria porterebbe sicuramente grande morale ad entrambe le squadre. I rossoneri, reduci dalla vittoria esterna di Napoli, confermerebbero il periodo positivo e potrebbero fare la voce grossa sul campionato rimanendo agganciati alla vetta o addirittura guardando tutti dall'alto in caso di un passo falso della Lazio.

La Juventus, scottata dalla squalifica di Krasic, vuole dimostrare di valere un po' di più del quarto posto sfatando il tabù San Siro, che non la vede vincere in casa dei rossoneri dal 2005. Del Neri ha recueprato Amauri, ma il tandem d'attacco dovrebbe essere quello di Quagliarella e Del Piero, proprio colui che realizzò l'assist decisivo per il goal partita di Trezeguet cinque anni fa.


venerdì 15 ottobre 2010

Milan e Roma domani in campo. La Serie A riparte con Pato e Toni.

Dopo la sosta per la Nazionale, il campionato riparte con due anticipi importanti: in campo Milan e Roma, entrambe impegnate di fronte al proprio pubblico rispettivamente con Chievo e Genoa.

MILAN, RIECCO PATO

La novità in casa rossonera è rappresentata da Pato. Il giocatore è ritornato disponibile dopo un periodo di assenza e farà coppia dal primo minuto con Ronaldinho per comporre l'attacco stellare insieme al solito Ibrahimovic. In difesa c'è Abate insieme a Nesta e Thiago Silva.
Il Chievo di Pioli non starà a guardare. La squadra veneta è affamata di reti e vuole fare risultato sperando nel cinismo di Pellissier e Moscardelli, supportati da Bogliacino. Per i veneti, confermato quindi il 4-3-1-2 con i perni Mantovani, in difesa, e Marcolini a centrocampo.

ROMA, SETTIMANA INTENSA

E' di poche ore fa la notizia lanciata dal Financial Times, che vedrebbe una dozzina di acquirenti pronti a rilevare l'A.S. Roma, provenienti da tutte le parti del mondo, in particolare da Stati Uniti, Russia e Cina. Ieri Italpetroli aveva smentito qualsiasi trattativa, ma gli incontri con i nuovi interessati potrebbero avvenire già a partire dal prossimo mese.

Roma - Genoa sarà la partita dell'ex Luca Toni. Il giocatore si era ben ambientato a Trigoria, ma ha lasciato la capitale con destinazione Genova. E l'attaccante ha tanta voglia di segnare nel suo vecchio stadio.
I padroni di casa scenderanno in campo con Lobont in porta al posto del convalescente Julio Sergio. Difesa a tre e centrocampo con Simplicio dal primo minuto per l'infortunato De Rossi. Totti in attacco al supporto di Borriello.
Il Genoa risponderà con il tridente. Insieme a Toni ci saranno Sculli e Palacio. Mesto arretrato insieme a Kharja; in difesa confermati Ranocchia e Danielli.

venerdì 24 settembre 2010

Roma- Inter, è già tempo di super match

La quinta giornata ci propone come anticipo serale del Sabato il match più caldo del campionato, il Super Classico, la partita delle partite. Sono passati poco più di trenta giorni dalla Supercoppa di Lega, e le due squadre si ritrovano nuovamente di fronte per una contesa che si annuncia importantissima. I neroazzurri di Benitez arrivano nella città eterna con il morale alle stelle dopo il rotondo successo contro il Bari e l'importante vittoria di Palermo al cospetto di una squadra (lo si è visto contro la Juventus) tutt'altro che in crisi. Dopo alcune prestazioni in cui il collettivo sembrava in rodaggio e ancora lontano da una condizione fisica accettabile, la capolista ha fatto intravedere sprazzi di grande gioco. I metodi di Benitez, sembrerebbero aver dato (meglio usare il condizionale, con l'Inter non si sa mai) un gioco moderno e dinamico ad una formazione che nel recente passato ha dominato tutte le scene utilizzando catenaccio e contropiede. L'attacco fa faville, un Eto'o mai visto a questi livelli in Italia ha contribuito a far sbloccare un Milito che ha potuto dare un calcio ai cattivi pensieri e allo scetticismo. La partita di domani potrebbe rappresentare per i milanesi il trampolino di lancio per l'ennesima stagione da protagonista. Una sconfitta invece non sarebbe un fatto drammatico anche se potrebbe aprire le consuete critiche mediatiche storicamente assai difficili da digerire in uno spogliatoio difficile come quello interista. La Roma ha solo un risultato a disposizione, la vittoria. Dopo una partenza catastrofica di stagione,è evidente che i giallorossi non possono assolutamente permettersi alcun passo falso. Gli otto punti di distacco dalla battistrada sono infatti da temperatura polare per essere appena in Settembre. La brutta prestazione dell'arbitro Russo a Brescia ha fornito un forte alibi alla squadra che così ha potuto far passare in secondo piano l'ennesima sconfitta di stagione, la terza di fila fuori casa contando anche la Champions League. I numeri parlano chiaro, per il secondo anno consecutivo Totti e compagni sono costretti ad una partenza ad handicap, una squadra che ha come obiettivo dichiarato lo Scudetto non può certamente perdere a Cagliari e Brescia, pareggiare in casa con Bologna e Cesena. Due punticini in quattro partite, sono davvero troppo poco per essere vero. Numeri da provinciale in lotta per la salvezza più che da corazzata uscita rafforzata dal mercato estivo. Quale occasione migliore per dare un calcio alla crisi? Contro l'Inter il traballante Ranieri avrà l'occasione giusta per dare una svolta alla prestazioni della sua formazione, le motivazioni saranno altissime e il clima rovente dell'Olimpico cercherà di spingere i lupacchiotti fuori dall'inferno. Sarà sicuramente battaglia come in una finale.
Ecco infine alcuni dati statistici:
Sono 88 i precedenti tra le due squadre allo stadio Olimpico tra campionato, coppa italia e Coppa Uefa, con 37 i successi della Roma, 30 quelli dell'Inter mentre 21 sono stati i pareggi. 120 i gol fatti e 140 quelli subiti.

L'ultima sfida tra le due compagini, per quanto concerne il campionato e' datata 27/03/2010 e fu la Roma a imporsi per 2-1 con i gol di De Rossi, Toni e Milito. L'ultimo successo neroazzurro risale al 19/10/2008 e fini' con un secco 4-0 con doppietta di Ibra, Stankovic ed Obinna. Per vedere un pareggio bisogna risalire alla stagione 2005/2006 e fini' 1-1 con gol di Taddei e Materazzi.

La sfida tra giallorossi e neroazzurri e' stata spesso caratterizzata da partite con molti gol; vogliamo ricordare ino spettacolare 5-4 per l'Inter stagione 98/99 con gol di 16' Ronaldo, 21' Zamorano, 25' Totti (Rig), 34' Zamorano, 47' Paulo Sergio, 48' Delvecchio, 55' Ronaldo, 78' Di Francesco, 87' Simeone e un roboante 6-2 per i giallorossi con gol di 1' Totti, 5' De Rossi, 16' Perrotta, 20' Crespo, 30' Mancini, 54' Panucci, 56' Crespo, 89' Panucci ma allora si tratto' di coppa Italia.

Non resta che goderci lo spettacolo.

giovedì 23 settembre 2010

Inter già in volo, stasera la Juve. Male il Milan e la Roma.

La notizia di giornata non è di facile scelta. Ne fa più l'Inter capolista per il sesto anno di fila o l'arbitraggio scandaloso di Russo?
Davvero difficile. Indubbie sono due cose: i nerazzurri hanno ritrovato Milito e con lui un arsenale micidiale là davanti e la Roma è stata penalizzata vergognosamente, forse irreparabilmente da un punto di vista morale, a soli 3 giorni dalla sfida proprio con i ragazzi di Benitez. Le rondinelle, conniventi nel furto ai danni di Ranieri e i suoi, spiccano il volo: 9 punti in classifica e secondo posto alla pari con il Chievo, che ha distrutto 3-1 il Napoli al San Paolo, non senza dubbi sull'operato della terna.
Per il resto, ottima prestazione della Lazio, che blocca un Milan troppo statico in campo e troppo preso a guardarsi allo specchio. Cinici i biancocelesti, che pareggiano con un gol di Floccari su squisito suggerimento di Hernanes.
Il Cesena, invece, spegne il motore a Catania e ferma a tre la sua serie positiva. Ci sarà tempo per rifarsi.
Chi invece non si rialza più è l'Udinese, colpita e, forse, affondata a Bologna. Per Guidolin la panchina si fa rovente.
Pari negli scontri Genoa - Fiorentina, Cagliari - Samp e Lecce - Parma (rete n° 200 per Crespo).
Questa sera tocca alla Juve: una vittoria (difficile), lancerebbe i bianconeri in un virtuale 4° posto ma, soprattutto, significherebbe, almeno momentaneamente, porsi come unica big a caccia dell'Inter.

LA CLASSIFICA REALE

Come promesso, settimana dopo settimana, terremo costantemente aggiornata la classifica reale, ovvero la classifica SENZA aiuti arbitrali.

Nella qurta di campionato gli errori sono stati sesquipedali, come detto, in Brescia - Roma. Il rigore per i locali non c'era: palla piena di Mexes e fallo fuori area. In velocità, però, l'errore dell'arbitro ci può stare, quello del guardalinee no. Ma a pesare sono i (almeno) due rigori negati a Borriello. Probabilmente, con un arbitraggio diverso, avremmo visto il 2 in schedina.
Recrimina il Napoli, e ha ragione. Il 2-1 del Chievo è viziato, e c'era un rigore su Lavezzi. Gara condizionata.

INTER            10
CESENA        7
SAMPDORIA  7 (-2)
CHIEVO         7 (+2)
LAZIO             7
CATANIA        7
 BRESCIA      6 (+3)
CAGLIARI      6
ROMA            5 (-3)
NAPOLI         5
BARI               5
FIORENTINA 5 (-4)
MILAN             5
PARMA           5
GENOA           5
BOLOGNA      5
JUVENTUS    3 (+1)
LECCE         2 (+2)
PALERMO    1
UDINESE      0




p.s. Nel compilare la classifica "reale" si tiene conto soltanto degli episodi condizionanti, ovviamente. I rigori presunti saranno considerati tali solo se palesi. E' ovvio che tale classifica non ha alcun valore se non quello di divertire e sollevare qualche polverone.Tra parentesi vi sono i punti aggiunti o sottratti da episodi arbitrali favorevoli o meno.

lunedì 20 settembre 2010

Inter e Juve ci siamo. Per la Roma è ancora crisi.

INTER, RIECCOTI! BENITEZ NON SBAGLIA

L'ultima giornata ha segnato il ritorno dell'Inter sulla scena dei protagonisti: della squadra Campione d'Italia tengono banco due vicende, quella legata al digiuno di Milito e l'altra, che riguarda il coraggio di Benitez nel sostituirlo. L'asso argentino è in una fase di profonda astinenza, iniziata con la sconfitta in Supercoppa Europea contro l'Atletico, proseguita nel pareggio all'esordio in Champions League e culminata nel match di ieri contro il Palermo: e proprio al "Barbera", Benitez, sostituendolo, ha trovato la mossa giusta. Eto'o non più sulla tre quarti ma sulla fascia: il camerunense risponde con una doppietta decisiva. Sta per iniziare, forse, il turn over forzato con qualche settimana di anticipo e il primo ad essere sacrificato potrebbe chiamarsi proprio Diego Milito.

LA JUVE SI RISVEGLIA CON UN KRASIC IN PIU'

La Juventus risorge a Udine offrendo finalmente un bel calcio, dimostrato dalla sonora vittoria per 4 a 0 ai danni dei friulani. La squadra di Del Neri non è però ancora rodata: anche ieri si sono viste alcune disattenzioni difensive, con Motta in difficoltà e un Grygera da collaudare. E' stata la giornata di Krasic, il cui paragone con Nedved non sembra più un azzardo, e di Quagliarella, autore di una rete alla "Bettega". Ha fatto poi discutere il comportamento di Iaquinta, che ha esultato polemicamente contro la propria ex squadra: la critica si è divisa, ma di sicuro il gesto dell'attaccante non è da manuale dell'etica.

ROMA, LA CRISI CONTINUA

Chi non dorme sonni tranquilli è la Roma: per il gruppo di Ranieri un altro risultato deludente contro il Bologna. A rovinare la giornata a Totti e compagni, questa volta ci ha pensato Marco Di Vaio che ha piegato le speranze dei giallorossi di ottenere i primi tre punti della stagione. La sfuriata del tecnico contro la stampa per scacciare via la crisi, non è servita: mercoledì a Brescia, si spera di voltare pagina.

IL PERSONAGGIO DELLA GIORNATA: EZEQUIEL LAVEZZI

Non segna, ma sfodera una prestazione eccellente facendo volare il suo Napoli contro la Sampdoria: Lavezzi è ovunque; crea gioco, copre, batte i corner, inventa assist per i compagni e soprattutto impressiona per i suoi continui scatti. Una forza fisica che non ha rivali, almeno finora.


IL GOAL: CIRO CAPUANO

Una vera e propria prodezza per il centrocampista del Catania, che a San Siro contro il Milan calcia al volo il pallone da un errato rinvio a campanile di Pirlo. Il goal è fantastico per potenza, distanza e precisione. Abbiati è battuto.


Luca Cipriano

venerdì 10 settembre 2010

Al via la seconda giornata: tre anticipi con Inter, Milan e Roma.

Si riparte, o meglio, si parte. Sì, perchè la prima giornata di Serie A è passata senza che nessuno se ne accorgesse: mentre mezza Italia calcistica era ancora sotto l'ombrellone, il Massimo Campionato ha fatto parlare di sè quasi esclusivamente per il poker del Milan sul Lecce e per il crollo della nuova Juventus a Bari.

Ma da domani si fa sul serio: aprirà le danze l'Inter di Benitez, che alle 18.00 ospiterà a San Siro l'Udinese. In serata, occhi puntati su Milan - Cesena per guardare le prodezze di Ibrahimovic e Robinho e fari accesi a Cagliari per la sfida tra i sardi e la Roma.

Inter - Udinese:
I nerazzurri sono a caccia dei primi tre punti della giornata e lo faranno tra le mura amiche contro l'Udinese di Guidolin che si prepara a dare battaglia dopo la batosta casalinga rimediata a causa del Genoa.
Benitez lascia Maicon in panchina, spostando Zanetti nel suo ruolo naturale di terzino. In campo Mariga al posto di Stankovic, per controllare un centrocampo ricco di qualità con i soliti Cambiasso e Snejder pronti a supportare gli esterni offensivi Pandev ed Eto. In attacco, il principe Milito.

L'Udinese si affiderà al trio Di Natale, Sanchez, Floro Flores per infilzare la porta di Julio Cesar. L'unico problema del Tecnico bianconero riguarda la difesa: con l'assenza di Coda, il ballottaggio è tra i nuovi Benatia e Angella.

Cagliari - Roma:
Al Sant'Elia, Bisoli non lancerà dall'inizio la collaudata coppia Matri - Acquafresca, preferendogli l'unica punta Nenè e un centrocampo folto con i "big" Cossu e Lazzari. Gara ad alta temperatura per il capitano Daniele Conti, spesso decisivo contro la sua vecchia squadra.

Nella Roma l'attenzione è tutta per Marco Borriello: l'ex rossonero ha dichiarato più volte di sentirsi al top della forma, e cercherà di mettersi in evidenza con Totti e Menez. Presenti Burdisso e Castellini, panchina per Vucinic e Simplicio.

Cesena - Milan:
Non chiamiamola Cenerentola: la squadra romagnola, autrice di un ottimo calciomercato, non ha steccato la prima, ritagliando sprazzi di buon gioco all'Olimpico contro la Roma. Ficcadenti è chiamato al durissimo esame Milan: tre attaccanti, Schelotto, Giaccherini e Bogdani e tre centrocampisti per mettere in difficoltà i diavoli.

I rossoneri sono pronti a premere sull'acceleratore, ma la presenza di Robinho dal primo minuto non è così scontata: al suo posto potrebbe giocare uno tra Ronaldinho e Pato. Confermato, invece, Ibrahimovic. Non ci saranno Flamini e Seedorf. Nesta è out. Allegri ridisegna la difesa, arretrando Antonini e inserendo Papastathopulos. Aspettando le magie brasiliane...

mercoledì 8 settembre 2010

Roma, Borriello e Adriano per ripetersi, ma sarà dura

Di Luca Cipriano
Aspettando di capire ''la società che verrà'', la Roma di Ranieri riparte dal brillante secondo posto della scorsa stagione alle spalle della corazzata Inter. Rilanciare l'inseguimento ai Campioni d'Italia quest'anno per i giallorossi si presenta come una missione particolarmente difficile, specie dopo i notevoli rinforzi approdati a Milano, sponda rossonera. Ci vorranno quindi tutta la grinta del tecnico testaccino e le magie del miglior Francesco Totti per rivedere in campo una squadra come quella dell'anno scorso, capace di risollevarsi dopo una terribile partenza, culminata nel ''canto del cigno'' di Spalletti, fino addirittura a sfiorare lo scudetto. Dalla sua Ranieri stavolta può contare su un'intera stagione e su un gruppo già piuttosto compatto, impreziosito dai due acquisti in attacco, probabilmente gli ultimi regali da presidente dell'astuta, e forse fin troppo graziata, Rosella Sensi. In realtà sia Borriello che Adriano nascondono delle piccole incognite: il primo è reduce da un pre-campionato non esaltante in maglia rossonera, anche se proprio la Roma, per ambiente e motivazioni, può essere la cura ideale per rivedere il miglior Borriello visto con le maglie di Genoa e Milan. A far ben sperare i tifosi è l'empatia creatasi fin da subito nello spogliatoio, con quell' ''Annamo a vince'' scrittogli da De Rossi per Sms che ancora risuona nelle radio della capitale. L'incognita sicuramente maggiore rimane Adriano: riuscisse a tornare l'Imperatore dei bei tempi nerazzurri la Sensi avrebbe sicuramente realizzato un affare d'oro. Anche se l'inizio non sembra aver dato ragione alla numero 1 giallorossa, l'ex bomber verdeoro avrà tempo un'intera stagione per smentire gli scettici. Soprattutto dimenticando alcool e vizietti antichi.

LA STELLA: Chi altri se non lui e sempre lui? ''Il Pupone'' Totti a fine mese festeggerà 34 anni, ma la sua classe e il suo ruolo da leader indiscusso e indiscutibile possono fare, e fanno, ancora la differenza. A differenza di altre bandiere, l'apporto del capitano giallorosso alla propria squadra è fondamentale e questo è dimostrato dalla sofferenza che spesso il gioco della squadra fà senza di lui.

COSA VA: Positivi gli acquisti per ciascun reparto: oltre a Borriello e Adriano in attacco anche l'innesto di Simplicio a centrocampo e il ritorno, voluto fortissimamente da Ranieri, di Nicolas Burdisso al centro della difesa. Spicca la qualità in tutti i reparti: Julio Sergio in porta è una sicurezza, Juan-Riise-Burdisso garantiscono copertura e inserimenti offensivi, con Pizarro-Perrotta-De Rossi ci sono gioco e geometrie, per non parlare di un attacco con Totti, Vucinic e Borriello, aspettando Adriano.

COSA NON VA: La vicenda Unicredit potrebbe avere serie ripercussioni sulla stabilità della squadra; anche per questo ci vorrà tutta l'esperienza di Ranieri e del team manager Montali per salvare umore e unità nello spogliatoio. Inoltre il gruppo è sì rodato, ma non più giovanissimo.

POSSIBILE PIAZZAMENTO: Nonostante gli investimenti ripetere il secondo posto della scorsa stagione pare improbabile. L'obiettivo minimo rimane, ovviamente, la conquista di un posto in Champions League. Qualsiasi altro piazzamento, anche in Europa League, lascerebbe la piazza con l'amaro in bocca.