Tutto come avevamo previsto nell'analisi della vigilia. Il super match della quinta giornata ha offerto degli spunti su cui è interessante soffermarsi. E' bastato il gol al 92' di Vucinic in uno dei campi più difficili d'Europa per far passare la Squadra tri-campione da armata invincibile a squadra in crisi e senza identità. Avevamo anticipato che in caso di sconfitta sarebbero subito emerse sulla stampa feroci critiche e rumorose voci di problemi di spogliatoio. A leggere i quotidiani di ieri e di oggi pare che l'Inter di Benitez sia una squadra allo sbando, subissata da problemi interni e lontana parente dalla corazzata delle stagioni scorse. Questo modo di vedere le cose ci sembra esagerato, una sconfitta contro una squadra forte come quella di Ranieri può capitare, è il bello del Calcio. Josè Mourinho sosteneva che l'Inter non ha lo stesso potere mediatico di altre società del Nord Italia. Si sbagliava? Avete letto le stesse pesanti critiche e commenti roventi dopo lo stentato avvio di Juventus e Milan? A noi non risulta. Roma-Inter, è vero, ha un po' deluso le attese. Chi si aspettava infatti una partita spettacolare e piena di gol è purtroppo rimasto a bocca asciutta. Le due squadre (soprattutto i neroazzurri) sono apparse molto provate dalla lunga serie di partite disputate negli ultimi venti giorni e non sono state in grado di esprimersi ai soliti livelli. La vittoria della Roma, legittimata dal bellissimo gol di Vucinic è fuori discussione ma, se la contesa fosse terminata a reti bianche, nessuno avrebbe avuto modo di recriminare. Il successo ha trascinato i capitolini fuori dalla crisi d'inizio stagione e ha ridato convinzione ad una squadra che ormai sembrava allo sbando. Tutto bene ciò che finisce bene? Nient'affatto! In casa giallorossa (stranamente è passato in secondo piano) si è palesata la sempre più evidente difficoltà di Ranieri di gestire un campione come Francesco Totti. Il feeling tra i due è ai minimi termini, la sceneggiata del pupone al momento del cambio con il montenegrino è solo la punta di un iceberg di un rapporto mai nato e costellato da incomprensioni, frecciatine e musi lunghi. Sarà in grado il decano di Testaccio di gestire un fumantino come il capitano? Al campionato l'ardua sentenza.
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lunedì 27 settembre 2010
lunedì 20 settembre 2010
Inter e Juve ci siamo. Per la Roma è ancora crisi.
INTER, RIECCOTI! BENITEZ NON SBAGLIAL'ultima giornata ha segnato il ritorno dell'Inter sulla scena dei protagonisti: della squadra Campione d'Italia tengono banco due vicende, quella legata al digiuno di Milito e l'altra, che riguarda il coraggio di Benitez nel sostituirlo. L'asso argentino è in una fase di profonda astinenza, iniziata con la sconfitta in Supercoppa Europea contro l'Atletico, proseguita nel pareggio all'esordio in Champions League e culminata nel match di ieri contro il Palermo: e proprio al "Barbera", Benitez, sostituendolo, ha trovato la mossa giusta. Eto'o non più sulla tre quarti ma sulla fascia: il camerunense risponde con una doppietta decisiva. Sta per iniziare, forse, il turn over forzato con qualche settimana di anticipo e il primo ad essere sacrificato potrebbe chiamarsi proprio Diego Milito.
LA JUVE SI RISVEGLIA CON UN KRASIC IN PIU'
La Juventus risorge a Udine offrendo finalmente un bel calcio, dimostrato dalla sonora vittoria per 4 a 0 ai danni dei friulani. La squadra di Del Neri non è però ancora rodata: anche ieri si sono viste alcune disattenzioni difensive, con Motta in difficoltà e un Grygera da collaudare. E' stata la giornata di Krasic, il cui paragone con Nedved non sembra più un azzardo, e di Quagliarella, autore di una rete alla "Bettega". Ha fatto poi discutere il comportamento di Iaquinta, che ha esultato polemicamente contro la propria ex squadra: la critica si è divisa, ma di sicuro il gesto dell'attaccante non è da manuale dell'etica.
ROMA, LA CRISI CONTINUA
Chi non dorme sonni tranquilli è la Roma: per il gruppo di Ranieri un altro risultato deludente contro il Bologna. A rovinare la giornata a Totti e compagni, questa volta ci ha pensato Marco Di Vaio che ha piegato le speranze dei giallorossi di ottenere i primi tre punti della stagione. La sfuriata del tecnico contro la stampa per scacciare via la crisi, non è servita: mercoledì a Brescia, si spera di voltare pagina.
IL PERSONAGGIO DELLA GIORNATA: EZEQUIEL LAVEZZI
Non segna, ma sfodera una prestazione eccellente facendo volare il suo Napoli contro la Sampdoria: Lavezzi è ovunque; crea gioco, copre, batte i corner, inventa assist per i compagni e soprattutto impressiona per i suoi continui scatti. Una forza fisica che non ha rivali, almeno finora.IL GOAL: CIRO CAPUANO
Una vera e propria prodezza per il centrocampista del Catania, che a San Siro contro il Milan calcia al volo il pallone da un errato rinvio a campanile di Pirlo. Il goal è fantastico per potenza, distanza e precisione. Abbiati è battuto.
Luca Cipriano
lunedì 13 settembre 2010
La crisi delle big, il goal più bello e il personaggio dell'ultima giornata
Con il posticipo tra Napoli e Bari si è conclusa una giornata da capogiro: non tanto per lo spettacolo offerto, quanto per una serie di risultati decisamente sorprendenti, a dimostrazione che il torneo, forse, potrebbe non essere poi così scontato.INTER, CHE FATICA!
Il primo processo è per i Campioni d'Italia rei di non avere acquistato alcun giocatore di peso nell'ultimo calciomercato: Benitez ha il pesante compito di gestire un'eredità galattica e finora, eccezione fatta per la vittoria in Supercoppa contro la Roma, non ha dimostrato tutta la propria forza. Contro l'Udinese tre punti sofferti e un centrocampo surclassato dalle cavalcate di Inler e Sanchez. Primo "step" della verità domani sera al debutto in Champions.
MILAN, CANTIERE APERTO
Fare scendere subito in campo Ibrahimovic e Robinho non è stata una buona idea: i due, che a malapena conoscono i nomi dei propri compagni di squadra, non hanno affatto brillato e il team di Allegri ha steccato incredibilmente contro il Cesena. Non saranno certo gli ultimi arrivati a risolvere i problemi di una squadra fin troppo vecchia, traballante in difesa e a centrocampo. La società ritornerà sul mercato? Probabile.
ROMA, I CINQUE SCHIAFFI DI CAGLIARI
E' stato uno dei risultati più clamorosi e lo scivolone della Roma al Sant'Elia rimarrà, almeno per qualche settimana, ben stampato nella mente dei giocatori di Ranieri. Ai giallorossi è andato tutto storto: l'espulsione di Burdisso e l'idea di non essere praticamente mai entrati in partita sono un pessimo biglietto da visita per il Bayern, dove però ci sarà il ritrovato Adriano. Bravo, bravissimo il Cagliari che ha riproposto i gemelli del goal Matri e Acquafresca, specchio e riflesso della magica squadra allenata da Allegri nella scorsa stagione.
NAPOLI, CHE PRESUNZIONE NELLA PARTITA DELLE STATUINE
Il vero spettacolo del San Paolo lo hanno offerto le difese di Napoli e Bari, protagoniste in negativo nel posticipo della seconda giornata: immobile la retroguardia partenopea sul primo goal di Barreto. Sorpresa, fin troppo, quella pugliese sulla rete di Cavani, lasciato incredibilmente solo al limite dell'area. Nella ripresa lo stesso copione: ampie praterie che permettono al Napoli di galoppare sulle fasce e a Cannavaro di realizzare il momentaneo vantaggio. E mentre gli azzurri festeggiano in campo, si dimenticano che la partita finisce con il triplice fischio del direttore di gara. Detto fatto: serpentina senza paletti di Almiron che appoggia comodamente per Castillo. E' 2 a 2.
IL GOAL PIU' BELLO: TOMMASO ROCCHI IN LAZIO - BOLOGNA
La Lazio riprende il volo grazie alle prodezze della vecchia guardia e del proprio capitano: non a caso, il goal più bello della giornata nasce dall'intesa tra Mauri e Rocchi. Il primo lancia a perfezione il numero 9 biancoceleste che con un preciso pallonetto lascia il portiere Viviano, e metà stadio, a bocca aperta.
IL PERSONAGGIO: EMANUELE GIACCHERINI
Lo chiamano la "Pulce", soprannome che ricorda più i fenomeni sudamericani (vedi Messi), che i talenti europei. Di sicuro ad Emanuele Giaccherini piace divertirsi un po' come nel calcio samba: lo ha dimostrato sabato sera contro il Milan nel goal del k.o. rossonero, ma si era già messo in luce all'Olimpico contro la Roma. Dopo la gavetta con Forlì e Pavia, approda a 23 anni nella massima Serie per regalare al Cesena e a sè stesso un periodo di grandi successi.
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