Visualizzazione post con etichetta Lazio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lazio. Mostra tutti i post

martedì 1 febbraio 2011

Milan, partita stregata! la Lazio trema ma tiene lo 0-0

Si può ricavare il vincitore da un confronto il cui risultato finale è un pareggio a reti bianche? Sì, se le due squadre in oggetto sono rispettivamente la prima e la terza del campionato, separate tra loro da 7 punti. Il vincitore in questione è il campionato: lo 0-0 di San Siro tra Milan e Lazio nell'anticipo della 23° giornata di Serie A apre infatti a possibile scossoni in classifica, a partire dal Napoli secondo in classifica, impegnato domani a Verona contro il Chievo con la ghiotta chance di portarsi a -2 in caso di vittoria. Un lampo dunque il successo del Milan di sabato scorso a Catania? No, perchè a dispetto del punteggio i rossoneri di Max Allegri meriterebbero senza il minimo dubbio la vittoria, se l'incontro potesse essere ''pugilisticamente'' assegnato ai punti.

Netta per quasi tutta la partita la supremazia della squadra di casa, in emergenza infortuni (oltre alla squalifica di Van Bommel) e con Thiago Silva costretto a centrocampo sulla linea di Emanuelson e Flamini. In difesa dall'inizio c'è Bonera, preferito da Allegri per la maggiore conoscenza degli automatismi difensivi, accanto a Yepes con i due nuovi arrivati Legrottaglie e Vilà in panchina. In avanti è Robinho a muoversi sulla trequarti dietro a Pato, preferito a Cassano, e Ibrahimovic. In realtà non è che la Lazio se la passi meglio: senza Floccari e con Zarate squalificato, Reja comunque non rinuncia ad un 3-4-1-2 piuttosto offensivo, con Hernanes ad agire alle spalle di Kozak, nuovo eroe della piazza, e Sculli. Mossa tattica che funzionerebbe se solo i biancocelesti non si smarrissero una volta giunta sulla trequarti avversaria.

Dopo un inizio di primo tempo equilibrato, con un bel tiro da fuori di Ledesma a saggiare i pugni di Abbiati e una conclusione sbilenca di Flamini da buona posizione attorno al 20', sono i rossoneri a prendere in mano la partita, nonostante Pato non sia esattamente in quella che si dice una serata di grazia e vanifichi spesso il buon lavoro sulla mediana del grintoso Thiago Silva. Ma per fortuna lì davanti c'è uno come Ibra, capace di fare reparto da solo: al 27' lo svedese incorna di testa su assist di Emanuelson e solo un disperato salvataggio di Biava sulla linea salva Muslera dal vantaggio rossonero. La Lazio lotta a centrocampo ma è in affanno quando la classe dei solisti del Milan inizia ad esprimersi al meglio: al 36' è ancora Ibra, con un gran tocco, a mettere Emanuelson davanti a Muslera, ma l'esterno olandese, autore di un buon primo tempo, fa la cosa peggiore della sua serata spedendo alto. Acuti di un primo tempo che per il resto non ha molto dire, anche perchè i due trequartisti di serata  Hernanes e Robinho sembrano un po' fuori dal gioco; il laziale soprattutto non riesce quasi mai ad innescare i due compagni d'attacco Kozak e Sculli, sorvegliati a vista da un ottimo Yepes e da Bonera.

Proprio il centrale di scuola Brescia è costretto ad uscire per infortunio nell'intervallo: esordio quindi in maglia rossonera, numero 66, per l'ex juventino Legrottaglie, acquistato poco più di 24 ore fa. Insieme al difensore pugliese è un Milan più arrembante ad entrare in campo nella ripresa. La Lazio stringe, si chiude, ma al 6' deve ringraziare gli dei per aver sigillato e benedetto la porta di Muslera: il siluro di Ibra di destro da fuori area si stampa infatti sul palo destro del portiere biancoceleste per poi carambolare su quello sinistro. Ed è solo la prima di tre colossali occasioni in tre minuti, con Flamini al 7' e Ibra all' 8' che seminano il panico nell'area avversaria prima di sprecare rispettivamente un facile diagonale e  di spedire una conclusione a colpo sicuro a lato di un soffio. La Lazio è stordita ma resta in piedi, cercando di allentare la pressione e di impostare il contropiede alla prima occasione. Nel frattempo Allegri spedisce in campo Cassano, al 18', al posto del sonnecchiante Pato e che il talento di Bari Vecchia sia attualmente più in forma del ''Papero'' carioca lo si vede già al 25', quando una combinazione tra il numero 99 e Ibra consente a Robinho di calciare quasi a colpo sicuro: Muslera è battuto, ma ancora un Biava versione ''Braveheart'' ricaccia la palla fuori dalla porta laziale prima che questa superi la linea. Sembra un tiro al bersaglio ma per i rossoneri non è proprio serata e a confermarlo arriva anche l'infortunio di Legrottaglie, colpito alla testa in uno scontro con Kozak (già ammonito, ci stava il rosso): dentro Sokratis Papasthatopoulos. Reja prova a far respirare i suoi con gli ingressi di Bresciano e Mauri per Gonzalez e Sculli e il fortino biancoceleste regge fino al 5' minuto di recupero oltre il 90'. E' 0-0 finale, amaro come il fiele per la capolista, con San Siro che si conferma ancora una volta come teatro di caccia poco fortunato in ottica scudetto.

venerdì 3 dicembre 2010

Lazio e Inter stasera in campo: la Serie A riparte con un grande anticipo

Dopo il disastro di Europa League, con il solo Napoli in corsa per tenere accesa la presenza italiana nella Competizione, si riparte con la Serie A in un turno molto frammentato, che inizierà questa sera per concludersi nel posticipo di lunedì.

Il campionato riparte da Lazio - Inter, una gara che negli ultimi anni si è caricata di particolari significati: basta pensare al famoso 5 maggio 2002 che fu fatale ai nerazzurri, o al match della scorsa stagione, quando lo stadio Olimpico si schierò a favore dell'Inter per la paura di favorire gli eterni rivali della Roma.

Ma stasera il clima sarà diverso: c'è fame di punti per entrambe le formazioni. L'Inter vuole mantenere la testa alta dopo la grande vittoria sul Parma di domenica scorsa. La Lazio non si è dimenticata del brillante avvio di stagione e del primato in classifica mantenuto fino a poche giornate fa. Per questo sia Benitez che Reja metteranno in campo una formazione offensiva. Sarà la sfida tra l'ex biancoceleste Pandev e il ritrovato Zarate: l'attacco capitolino, oltre all'argentino, vedrà Floccari ed Hernanes a supporto; Rocchi e Ledesma partiranno dalla panchina, mentre la difesa a quattro vedrà gli uomini migliori, come Biava e Dias.

Senza Eto'o e Milito, l'Inter si presenterà con un centrocampo folto: insieme al già citato Pandev, che sarà l'unico attaccante di ruolo, i Campioni d'Italia si affideranno alle incursioni di Stankovic, Cambiasso, Motta, Biabiany e Sneijder per un reparto di assoluta qualità. Una gara in cui le prodezze dei singoli potrebbero fare la vera differenza.

lunedì 8 novembre 2010

MILAN E JUVE, ASSALTO ALLA LAZIO. CONTI, CHE GOAL! GENOVA SI DIVIDE

Nella giornata del derby romano, tra le polemiche sui rigori non visti e quelli dati ad opera dell'arbitro Morganti, la Lazio, seppur sconfitta, mantiene il primato in classifica a due distanze da un Milan ritrovato ma ancora traballante in difesa. Intanto la Juventus, giornata dopo giornata, si scopre sempre più squadra: a farle compagnia c'è il Napoli di Cavani, anche ieri decisivo, che proietta gli azzurri in zona Champions e mette in serio pericolo la panchina di Marino a Parma. Belle vittorie per Fiorentina, Bologna e Palermo.

IL PERSONAGGIO: LEANDRO GRECO

La Roma avrà difficoltà societarie, certo, ma continua a sfornare giovani talenti: l'ultimo si chiama Leandro Greco, ieri protagonista in positivo nel derby. Classe 1986, ha maturato una gavetta tra Verona, Pisa e Piacenza. Ranieri lo ha mandato in campo al posto del deludente Menez, a sua volta schierato per sostituire Totti. Greco, che ha esordito pochi giorni fa in Champions siglando un goal al Basilea, si sta godendo il momento e sembra ormai pronto a rientrare nei piani della prima squadra.


IL GOAL: DANIELE CONTI

La sua stagione sembrava fortemente compromessa dopo il grave infortunio rimediato ad inizio campionato nella partita contro la Roma. Invece Daniele Conti è ritornato più forte di prima. Il goal più bello della giornata è il suo nella gara tra Udinese e Cagliari: Cossu lancia perpendicolare dalla destra e Conti con una splendida girata batte il portiere Handanovic.


LA CURIOSITA': GLI STRISCIONI "DIVISI" SU CASSANO E GARRONE

A Genova, sponda blucerchiata, non si fa altro che pensare al caso Cassano - Garrone e sugli spalti dello stadio Ferraris la tifoseria è sembrata divisa: sono apparsi alcuni strisiconi a favore del Presidente sampdoriano, altri per chiedere il perdono verso "Fantantonio". Un dibattito che, per ora, non sembra trovare soluzione. "Un Campionato Da Leoni" approfondirà l'argomento.

venerdì 5 novembre 2010

Cresce l'attesa per il derby: una sfida che vale una stagione

Di solito un derby è la partita più attesa, ricca di rivalità e di orgoglio. A Roma, invece, è la gara che può valere un'intera stagione. Un campionato nel campionato, una finalissima il cui esito verrà raccontato per mesi e mesi e forse anni. Il derby capitolino si presenta con un discreto grado di tensione e qualità sportiva: gli ingredienti per assistere ad uno spettacolo sul campo sembrano esserci. La Lazio si trova alla vera prova della verità: vincere il derby per dimostrare alla Serie A quanto può valere la formazione di Reja. Consolidare il primato in classifica. Entusiasmare l'ambiente biancoceleste che sta gradualmente dimenticando precedente stagione da incubo.
Ma di entusiasmi deve vivere anche la Roma: soprattutto per rilanciarsi e rimettersi in marcia sul campionato: l'inizio stentato, le contestazioni a Ranieri e i fantasmi sul futuro del tecnico, le vicende societarie. Una partita potrebbe, e sì qua potrebbe, mandare via in un colpo solo tutti questi problemi.

LAZIO: MUSLERA RECUPERA, STENDARDO PER BIAVA

Tifosi Laziali in allarme per Muslera: in settimana sembrava essere a rischio, ma poco fa la sua presenza è stata confermata e il portiere uruguaiano cercherà di impressionare tra i pali come ha già fatto nell'ultima partita contro il Palermo. Biava, squalificato, verrà sostituito con il gigante Stendardo che farà coppia centrale con l'esplosivo Dias. Brocchi, Mauri e Ledesma comporranno il terzetto di centrocampo che proteggerà le spalle di Hernanes, inventore per le punte Zarate e Floccari. Ma non è detto che dal primo minuto non scenda in campo Tommaso Rocchi.

ROMA: TOTTI NO, C'E' MENEZ. RIENTRA MEXES.

In queste ore Claudio Ranieri sta ultimando gli allenamenti di rifinitura, disegnando una formazione d'emergenza visti i diversi infortuni con cui è costretto a combattere: Pizarro, Taddei e Brighi non saranno infatti disponibili. A loro si aggiunge capitan Totti, bloccato per squalifica. Dubbi, ma non troppi, su Burdisso che aveva accusato alcuni problemi alla caviglia. In difesa rientra Mexes, fermo in settimana contro il Basilea, insieme a Juan. In attacco, intoccabile Vucinic: lui sì che di goal ai biancocelsti se ne intende (vedi la doppietta dell'anno scorso)

domenica 31 ottobre 2010

Juve, tutto come ai vecchi tempi! La Lazio batte il Palermo e continua a volare.

Una grande Juventus spegne la rincorsa del Milan, e lo fa dopo cinque anni nella Fossa dei Leoni, ovvero in quel teatro di nome San Siro che è considerato il vero tempio del calcio italiano. La squadra di Del Neri, con un goal per tempo di Quagliarella e Del Piero, ha dimostrato di essere un gruppo unito nonostante le assenze di molti giocatori importanti, e soprattutto di non essere Krasic dipendente. Situazione capovolta in casa Milan, dove Ibrahimovic resta, a quanto pare, l'unico uomo squadra. Il team di Allegri ha provato a giocarsela a denti stretti offrendo sprazzi di ottimo calcio, ma evidenziando ancora una volta la lentezza e la vecchiaia del reparto arretrato.
La Juventus ha fatto capire di non volersi accontentare di un semplice quarto posto, e di essere pronta a competere ad armi pari con le altre pretendenti al titolo.

La Lazio mantiene salda la vetta vincendo di misura a Palermo grazie ad una rete di Dias. I padroni di casa avrebbero meritato il pareggio e possono recriminare per alcuni episodi nell'area biancoceleste, dove un grandissimo Muslera ha ripetutamente salvato il risultato. I capitolini, in dieci uomini per l'espulsione al 77' di Biava, possono godersi questo lungo weekend aspettando i risultati del pomeriggio: comunque vada, la Lazio sarà ancora in testa alla classifica per un'altra settimana.

domenica 24 ottobre 2010

Mauri e Floccari: è sempre grande Lazio. La Juve impatta a Bologna, il Chievo è da Champions

Un altro esame superato nella corsa alla ''maturità'' calcistica stagionale: la Lazio passa all'Olimpico contro il Cagliari di Bisoli, ora ultimo insieme al Parma, grazie a Mauri e Floccari centrando la sesta vittoria e il settimo risultato utile in 8 giornate di campionato. I biancocelesti volano così momentaneamente a +5 su Inter e Milan, impegnate rispettivamente questa sera a San Siro contro la Sampdoria e domani sera sul difficile terreno del San Paolo di Napoli. Una vittoria quella degli uomini di Reja che mette dunque pressione su una Serie A nella quale i valori continuano ad essere molto, forse troppo, livellati come dimostrano gli appena 4 punti che separano le squadre sul fondo del classifica, Parma e Cagliari, da quelle ai margini della zona Europa League ovvero Palermo, Genoa e Lecce.

Per alcune squadre in particolare l'ottava giornata può dirsi un'opportunità sprecata per compiere un balzo importante: in primis stiamo parlando ovviamente della Juventus, bloccata sullo 0-0 da un discreto Bologna al Dall'Ara, ma capace di fallire un rigore con Iaquinta (procurato, va detto, da un tuffo di Milos Krasic stile Tania Cagnotto) e soprattutto incapace di impensierire più di tanto il portiere rossoblu Viviano, con Amauri a secco da una vita e soprattutto per l'ennesima volta infortunato alla caviglia destra. E più di qualcuno starà rimpiangendo ancora di più David Trezeguet, ora all'Hercules di Alicante e autore sinora di 4 gol nella Liga, più di quelli di Iaquinta, Amauri e Del Piero messi insieme. Chance di aggancio a Milan e Inter fallita anche dal Palermo di Delio Rossi, che esce sconfitto dal Friuli di Udine contro una formazione di Guidolin in netta crescita e alla terza vittoria consecutiva. Inutile la rete di Pinilla dopo il doppio vantaggio friulano firmato dal difensore marocchino Benatia e da un buon Totò Di Natale su rigore. Udinese ora addirittura ad un passo dalla zona Champions, dopo l'inizio di campionato segnato dalle quattro sconfitte di fila. E proprio quattro sono le sconfitte di fila del Brescia, dopo il 2-1 in rimonta subito dal Lecce in terra salentina. Chi invece veleggia in piena zona Champions è il sorprendente Chievo di Pioli, con il francese Thereau che in pieno recupero regala ai veronesi vittoria e quarto posto contro il Cesena nel giorno del 300° gettone dei gialloblu in Serie A. Ben nove anni sono passati dall'esordio della favola del Chievo allora targato Delneri nella massima serie, eppure la squadra del presidente Campedelli riesce sempre a stupire come fosse la prima volta. Il Cesena di Ficcadenti, dopo l'inizio di stagione spumeggiante, sembra non riuscire invece ad uscire dal periodo di crisi. A quota 8, al penultimo posto, i romagnoli sono ora affiancati da Fiorentina e Bari, con i viola vincitori nell'anticipo proprio contro i pugliesi di Ventura. Un punto più su, a quota 9, troviamo invece Roma e Catania: i giallorossi di Ranieri sembrano non riuscire a trovare il punto di uscita dal tunnel, pur uscendo imbattuti dal match delle 12.30 a Parma; i siciliani di Giampaolo pagano invece la discontinuità e la forma ancora poco brillante del bomber Maxi Lopez e vengono condannati a Marassi da un gol del capitano del Genoa, Marco Rossi.

Tutto questo in attesa di Inter-Sampdoria, posticipo domenicale delle 20.45, e di Napoli-Milan, protagoniste domani sera di un inedito ''Monday Night'' per la Serie A. Le milanesi per tenere il passo della capolista Lazio sono obbligate a vincere ed il compito più ostico sembra decisamente quello atteso dal Milan al San Paolo, con il Napoli che in caso di vittoria potrebbe salire al secondo posto. Occhio però anche alla Samp di Di Carlo, vogliosa di riscattare la sconfitta in Europa League e alla ricerca di un colpo clamoroso che la proietterebbe in piena zona Champions insieme al Chievo.


8° Giornata

Fiorentina - Bari 2-1 (34' Donadel, 82' Gilardino, 92' Parisi (B)

Parma - Roma 0-0

Bologna - Juventus 0-0

Chievo - Cesena 2-1 (31' Cesar, 45' aut. Guana (C), 92' Thereau)

Genoa - Catania 1-0 (68' M. Rossi)

Lazio - Cagliari 2-1 (21' Floccari, 53' Mauri, 59' Matri (C)

Lecce - Brescia 2-1 (19' Caracciolo (B), 54' Ofere, 61' Di Michele)

Udinese - Palermo 2-1 (10' Benatia, 54' Di Natale rigore, 83' Pinilla (P)

Inter - Sampdoria stasera ore 20.45

Napoli - Milan domani ore 20.45

La Classifica (in rosso le squadra con una gara in meno)
LAZIO 19
MILAN 14
INTER 14
CHIEVO 13
JUVENTUS 12
NAPOLI 12
PALERMO 11
GENOA 11
LECCE 11
SAMPDORIA 10
UDINESE 10
CATANIA 9
BRESCIA 9
ROMA 9
FIORENTINA 8
BOLOGNA 8
CESENA 8
BARI 8
CAGLIARI 7
PARMA 7

domenica 17 ottobre 2010

La Lazio sa ancora volare, vittoria e primato. Super Eto'o e Krasic per Inter e Juve, Fiorentina nell'abisso

Non chiamatela più bella speranza di inizio campionato: la Lazio di Edi Reja è quanto di più reale stia proponendo la Serie A dopo questo primo mini-scorcio di stagione, per l'esattezza sette giornate, all'insegna dell'incertezza e delle sorprese. I biancocelesti avranno pure un organico praticamente immutato rispetto allo scorso, ma il lavoro del tecnico goriziano, i cui risultati si erano fatti apprezzare già nella seconda parte dello scorso campionato, unito ad un Hernanes in più (grande acquisto il brasiliano, sempre più uomo squadra), sembrano davvero aver trasformato gli aquilotti in una squadra degna del posto occupato in classifica. Prova ulteriore ne è la vittoria, figlia di una prestazione cinica e concreta, appunto da grande squadra, nel posticipo serale sul non facile terreno del San Nicola di Bari contro i galletti di Ventura. Un 2-0 targato Hernanes e Floccari, non a caso due degli uomini simbolo del primato biancoleste, dopo un primo tempo sonnacchioso. Quanto basta per mantenere la Lazio in vetta e in solitaria a quota 16, a +2 sulle milanesi.

Prosegue infatti a braccetto la marcia di Inter e Milan al secondo posto della graduatoria. Dopo la vittoria nel primo anticipo del sabato degli uomini di Allegri sul Chievo per 3-1, a raggiungere i cugini ci pensa Eto'o, che a Cagliari regala una magia delle sue: dribbling secco su Astori e conclusione secca dal limite, praticamente da fermo, di sinistro imparabile per Agazzi. 1-0 finale per gli uomini di Benitez e doppia soddisfazione per il camerunense dopo i cori razzisti di inizio gara. Tra le squadre più in salute citazione obbligata per la Juventus di Del Neri, sempre più convincente e sempre più trascinata da un Krasic in forma pazzesca; c'è infatti lo zampino del serbo in tutte le reti con cui i bianconeri strapazzano il Lecce: dal vantaggio di un Aquilani che pare ritrovato al rigore trasformato da Melo (anche lui rinato) con il cucchiaio e dal gol in tuffo di testa di Quagliarella a fine primo tempo sino al 178° gol in Serie A di capitan Del Piero. Una gemma che per il numero 10 bianconero vuol dire agganciare Boniperti nella classifica dei marcatori bianconeri di tutti i tempi in campionato.

A quota 11, insieme ai bianconeri, sale anche il Palermo di Delio Rossi, spietato al ''Barbera'' contro il Bologna di Malesani: 4-1 il finale per i rosanero, che riassaporano il gusto di una vittoria casalinga in campionato dopo ben 6 mesi, targato Pastore (sul quale il Real Madrid sembra aver già concentrato le proprie mire), Pinilla e la coppia slovena ex Maribor, Ilicic-Bacinovic. Sopra Palermo e Juve, al quarto posto, troviamo il Napoli, che si salva a Catania dopo essere andato in vantaggio con il solito Cavani ed essere stato raggiunto a metà ripresa dall'argentino Gomez: i partenopei limitano i danni vista l'espulsione nel secondo tempo di Paolo Cannavaro. Respira invece la Sampdoria, che a Marassi rischia ma rimonta una Fiorentina ultima e in crisi nerissima grazie a Cassano e Ziegler. Per i viola infatti la contemporanea vittoria dell'Udinese a Brescia grazie a Corradi e il pareggio del Parma a Cesena significano fondo della classifica in solitaria: una situazione inaspettata che unita agli ultimi sviluppi negativi sulla famosa ''Cittadella viola'', tanto auspicata dai Della Valle ma infine sfumata, non può che non gettare nello sconforto la tifoseria fiorentina. Chi invece torna a rivedere un bagliore di speranza è la tifoseria giallorossa romanista dopo il successo degli uomini di Ranieri nell'anticipo dell'Olimpico contro il Genoa: 2-1 e ultimo posto a +3, ma in questo pazzo pazzo campionato 2010/2011 c'è sempre tempo per gli sconvolgimenti più impensati.


LA 7° GIORNATA

MILAN - CHIEVO 3-1 (18' Pato, 30' Pato, 70' autogol Ibrahimovic, 93' Robinho)

ROMA - GENOA 2-1 (34' Borriello, 53' Brighi, 79' Rudolf)

CAGLIARI - INTER 0-1 (39' Eto'o)

BRESCIA - UDINESE 0-1 (80' Corradi)

CATANIA - NAPOLI 1-1 (39' Cavani, 69' Gomez)

CESENA - PARMA 1-1 (17' Bogdani, 28' Zaccardo)

JUVENTUS - LECCE 4-0 (13' Aquilani, 34' Melo rigore, 44' Quagliarella, 83' Del Piero)

PALERMO - BOLOGNA 4-1 (17' Pastore, 24' Ilicic, 47' Pinilla, 66' Di Vaio, 84' Bacinovic)

SAMPDORIA - FIORENTINA 2-1 (6' Marchionni, 81' Ziegler, 82' Cassano)

BARI - LAZIO 0-2 (52' Hernanes, 61' Floccari)


LA CLASSIFICA:

LAZIO 16
MILAN 14
INTER 14
NAPOLI 12
JUVENTUS 11
PALERMO 11
SAMPDORIA 10
CHIEVO 10
CATANIA 9
BRESCIA 9
GENOA 8
CESENA 8
ROMA 8
BARI 8
LECCE 8
CAGLIARI 7
BOLOGNA 7
UDINESE 7
PARMA 6
FIORENTINA 5

Lazio all'esame Bari. Dove può arrivare la squadra di Reja?

Di Paolo Pappagallo

Hernanes grande rivelazione di inizio stagione, Floccari e Mauri tra i convocati di Prandelli, Biava e Dias colonne quasi insormontabili al centro della difesa, Ledesma inappuntabile geometra di centrocampo, Reja magistrale direttore d'orchestra: la sorprendente Lazio, capolista convincente e solitaria di questo inizio di stagione, è chiamata a confermare tutti i segnali positivi mostrati finora nel delicato posticipo al San Nicola di Bari contro i galletti di Ventura, squadra coriacea e spesso capace sul proprio terreno di giocare brutti scherzi alle cosiddette grandi. I biancocelesti del presidente Lotito scenderanno dunque in campo già sapendo dei risultati di tutti gli altri match della settima giornata, in particolari delle dirette inseguitrici di Inter e Napoli (oltre a quello del Milan, vincitore nell'anticipo contro il Chievo). Una situazione dunque inedita per Rocchi e compagni, oltre che una sorta di esame di maturità per testare sino a che punto possono spingersi le ambizioni laziali. Pericolo di stress da vittoria a tutti i costi o semplice formalità? Questa Lazio può davvero rimanere ai vertici della Serie A nel corso di tutta la stagione o si tratta solo di euforia da inizio campionato destinata a scemare con i primi risultati negativi?

Risponde Luca Cipriano

All'inizio della stagione avevamo spezzato molte lance a favore di Reja, in particolare quella riguardante la capacità di sapere gestire un gruppo. E i risultati si vedono, perchè una Lazio tutto sommato fotocopia della scorsa stagione sta dimostrando carattere e unione all'interno di uno spogliatoio difficile.
Ma non sarà semplice mantenere questo passo: il livello tecnico della squadra è mediocre e, fatta eccezione per Hernanes, la Lazio non ha un vero campione. Molti giocatori, tra cui Zarate, sono ancora un punto interrogativo; altri, come Mauri, alternano frammenti di stagione nulli a fasi colorite. Non dimentichiamo poi il problema dei dissidenti, che potrebbe riesplodere da un momento all'altro.
Il presidente Lotito, una volta rilevata la Società, è stato protagonista di un grande lavoro di ristrutturazione: rifondare una squadra e rinnovarla ad ogni campionato implica un lavoro lungo e graduale.
Questa Lazio è da metà classifica, ma potrebbe benissimo candidarsi ad una competizione europea magari l'Europa League; non dimentichiamo le imprese di Delio Rossi, autore di grandi rimonte e di ottimi piazzamenti pur avendo a disposizione un organico di mediocre.

giovedì 23 settembre 2010

Inter già in volo, stasera la Juve. Male il Milan e la Roma.

La notizia di giornata non è di facile scelta. Ne fa più l'Inter capolista per il sesto anno di fila o l'arbitraggio scandaloso di Russo?
Davvero difficile. Indubbie sono due cose: i nerazzurri hanno ritrovato Milito e con lui un arsenale micidiale là davanti e la Roma è stata penalizzata vergognosamente, forse irreparabilmente da un punto di vista morale, a soli 3 giorni dalla sfida proprio con i ragazzi di Benitez. Le rondinelle, conniventi nel furto ai danni di Ranieri e i suoi, spiccano il volo: 9 punti in classifica e secondo posto alla pari con il Chievo, che ha distrutto 3-1 il Napoli al San Paolo, non senza dubbi sull'operato della terna.
Per il resto, ottima prestazione della Lazio, che blocca un Milan troppo statico in campo e troppo preso a guardarsi allo specchio. Cinici i biancocelesti, che pareggiano con un gol di Floccari su squisito suggerimento di Hernanes.
Il Cesena, invece, spegne il motore a Catania e ferma a tre la sua serie positiva. Ci sarà tempo per rifarsi.
Chi invece non si rialza più è l'Udinese, colpita e, forse, affondata a Bologna. Per Guidolin la panchina si fa rovente.
Pari negli scontri Genoa - Fiorentina, Cagliari - Samp e Lecce - Parma (rete n° 200 per Crespo).
Questa sera tocca alla Juve: una vittoria (difficile), lancerebbe i bianconeri in un virtuale 4° posto ma, soprattutto, significherebbe, almeno momentaneamente, porsi come unica big a caccia dell'Inter.

LA CLASSIFICA REALE

Come promesso, settimana dopo settimana, terremo costantemente aggiornata la classifica reale, ovvero la classifica SENZA aiuti arbitrali.

Nella qurta di campionato gli errori sono stati sesquipedali, come detto, in Brescia - Roma. Il rigore per i locali non c'era: palla piena di Mexes e fallo fuori area. In velocità, però, l'errore dell'arbitro ci può stare, quello del guardalinee no. Ma a pesare sono i (almeno) due rigori negati a Borriello. Probabilmente, con un arbitraggio diverso, avremmo visto il 2 in schedina.
Recrimina il Napoli, e ha ragione. Il 2-1 del Chievo è viziato, e c'era un rigore su Lavezzi. Gara condizionata.

INTER            10
CESENA        7
SAMPDORIA  7 (-2)
CHIEVO         7 (+2)
LAZIO             7
CATANIA        7
 BRESCIA      6 (+3)
CAGLIARI      6
ROMA            5 (-3)
NAPOLI         5
BARI               5
FIORENTINA 5 (-4)
MILAN             5
PARMA           5
GENOA           5
BOLOGNA      5
JUVENTUS    3 (+1)
LECCE         2 (+2)
PALERMO    1
UDINESE      0




p.s. Nel compilare la classifica "reale" si tiene conto soltanto degli episodi condizionanti, ovviamente. I rigori presunti saranno considerati tali solo se palesi. E' ovvio che tale classifica non ha alcun valore se non quello di divertire e sollevare qualche polverone.Tra parentesi vi sono i punti aggiunti o sottratti da episodi arbitrali favorevoli o meno.

venerdì 17 settembre 2010

Serie A, domani Fiorentina - Lazio e Milan - Catania

Dopo la settimana di coppe europee e il magro bottino delle italiane, si riparte con la terza giornata di campionato. Un turno che vedrà alcuni scontri interessanti, a partire dai primi due anticipi di domani pomeriggio: la Lazio farà visita ad una Fiorentina non ancora convincente mentre il Milan dovrà dimostrare di avere risolto i problemi di gioco contro il Catania. Occhi aperti anche sul posticipo conclusivo di domenica sera tra Sampdoria e Napoli e sulla trasferta dell'Inter a Palermo. Seguiremo, infine, la Juventus nella difficile gara di Udine.

Fiorentina - Lazio, ore 18.00

I viola cercano i primi punti della stagione, e ci proveranno tra le mura amiche contro una Lazio in ripresa. Mihajlovic a Eurosport ha gettato acqua sul fuoco, quasi giustificando i primi due scarsi risultati dei suoi, senza però puntare l'indice contro gli errori arbitrali: "siamo alla terza giornata di campionato e altre squadre come Milan, Roma, Juve e Palermo non hanno fatto meglio pur avendo speso più di noi". Gioia e dolore in formazione: non ci sarà l'infortunato D'Agostino, sostituito da Ljajic, mentre rientrerà Vargas. Probabile l'impiego di Marchionni sull'out di destra dal primo minuto.

La Lazio di Reja cerca il primo risultato in trasferta dopo l'ottima prova casalinga contro il Bologna: la novità è rappresentata dall'impego di Rocchi come unica punta. Alle sue spalle il solo Hernanes, vertice di un centrocampo folto dove non ci sarà spazio per Brocchi. Panchina per Zarate, pronto ad entrare a gara già avviata. Out Floccari.
Poche ore fa, il tecnico Reja ha risposto duramente a chi lo accusava di avere le idee confuse: il cambio di modulo non è sintomo di caos ma è un modo alternativo per affrontare la Fiorentina.


Milan - Catania, ore 20.45

Le parole di Ibrahimovic nel dibattito televisivo con Arrigo Sacchi, hanno lasciato perplesso l'ambiente rossonero e l'ex tecnico del Milan e della Nazionale ha risposto con una lettera alla Gazzetta, in cui sottolinea il comportamento non proprio esemplare dell'asso svedese.
Il dubbio di Allegri è legato all'attacco: chi affiancare a Ibra nella gara contro il Catania? Con l'infortunio di Pato, la scelta sembra ricadere su Robinho, ma non è esclusa la pista Inzaghi. Di sicuro, il reparto offensivo sarà composto da tre punte per cercare altrettanti punti contro un Catania sì ambizioso, ma tecnicamente inferiore. In difesa rientra Nesta, mentre a centrocampo ci sarà Boateng al posto di Ambrosini.

Agli etnei non manca l'entusiasmo, e le parole del tecnico Giampaolo sono eloquenti: "Sappiamo che è una gara difficile, ma negli anni scorsi l'abbiamo sempre affrontata con il piglio giusto". Una panchina corta a causa delle numerose assenze: Bellusci, Barrientos, Martinho non faranno parte del match. Presenti regolarmente Maxi Lopez e Mascara.

martedì 7 settembre 2010

La Lazio riparte da Hernanes e dai problemi del passato

Di Luca Cipriano

Dopo i disastri della scorsa stagione, culminati addirittura nel rischio Serie B, la Lazio di Reja riparte praticamente dallo stesso gruppo di giocatori, in grado di trascinare la squadra sull'orlo della baratro sotto la guida di Ballardini ma di rifarsi, almeno parzialmente, sotto quella del tecnico goriziano. Lotito, si sa, è tutto fuorchè un presidente dal ''portafoglio facile'' ma certo la piazza si attendeva una sorta di rivoluzione estiva stile Juventus. Così non è stato, anche se va dato pieno merito al numero uno biancoceleste per l'acquisizione del 25enne brasiliano Anderson Hernanes de Carvalho Andrade Lima, noto più semplicemente come Hernanes. Che sia un gran colpo lo dimostra sia la cifra pagata al San Paolo e ai privati proprietari del cartellino (13,5 milioni di euro totali), sia il ruolino di marcia del centrocampista verdeoro, vincitore nel 2007 e 2008 del premio come migliore centrocampista del Brasilerao, il campionato carioca, e ormai stabilmente nel giro della Seleçao, con la quale ha già collezionato due presenze dopo l'ultimo mondiale. Insomma, almeno in partenza, un tassello di qualità non indifferente.
A sorpresa è rimasto, arrivando perfino a rinnovare il contratto, l'ex dissidente Cristian Ledesma, anche se altre grane e soprattutto nuovi ''fuori rosa'' potrebbero minare l'armonia della squadra. Tra i tifosi biancocelesti resta un pizzico di amaro in bocca in più per il mancato arrivo della punta paraguaiana Roque Santa Cruz, un colpo che avrebbe dato maggiore spessore all'attacco, saltato proprio in extremis per il mancato accordo tra Lazio e Manchester City, proprietaria del cartellino.

LA STELLA: In attesa dell'esplosione di Hernanes, il giocatore più atteso rimane sempre Mauro Zarate. Per l'argentino è la stagione della verità dopo due campionati fin troppo incostanti. Il talento c'è, la maturità sembra finalmente arrivata.



COSA VA: La tecnica e la fantasia di Hernanes per un centrocampo più solido e offensivo. Con lui, ancora da collaudare, Bresciano e l’uruguaiano Gonzales. Interessante la presenza di Biava in difesa. Infine Reja, tecnico preparato e capace di lavorare con i giovani.

COSA NON VA: Dopo il caso Pandev, prepariamoci a nuove tensioni: Correa, Artipoli, Quadri, Firmani, Manfredini e Bonetto appartengono alla Lazio ma risultano fuori squadra. Giocatori che non sembrano rientrare nei piani di Reja e che non sono stati piazzati durante l’ultima sessione di mercato. Un motivo in più per togliere serenità ad un gruppo che era apparso speranzoso fin dal ritiro di Auronzo.
-
POSSIBILE PIAZZAMENTO: Fare peggio dello scorso campionato sarà difficile, ma attualmente la Lazio potrebbe raggiungere una tranquilla posizione di metà classifica. Zona Europa solo in caso di promettenti acquisti a gennaio.