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domenica 7 novembre 2010

Eto'o salva l'Inter, il Bologna piega il Lecce.

Un rigore abbastanza generoso tiene a galla l'Inter sul campo del Brescia: la squadra di Benitez ottiene il pareggio con il solito Eto'o dopo una gara mediocre che aveva visto in vantaggio le rondinelle grazie ad un bel diagonale di Caracciolo finito alle spalle di Julio Cesar nel primo tempo.

L'Inter pareggia ma perde elementi importanti: è previsto un lungo stop per Samuel e Maicon; meno grave l'infortunio di Sneijder, che riempie un'infermeria da tempo popolata.

Ieri pomeriggio rinascita del Bologna nella sfida casalinga contro il Lecce: al Dall'Ara, Malesani ha potuto gioire soltanto sul finale grazie ai soliti Di Vaio e Gimenez. Per i salentini, la classifica inizia a complicarsi così come la panchina di De Canio che a fine partita si è lamentato sulla direzione di gara di Orsato.

Tra qualche ora in campo Lazio e Roma nell'attesissimo derby della capitale. Sempre nel pomeriggio la Juventus ospiterà il Cesena, il Milan sarà di scena a Bari, il Napoli attende il Parma e l'Udinese il Cagliari.
Ora in campo Fiorentina e Chievo mentre questa sera la decima giornata terminerà con il posticipo tra Palermo e Genoa.

martedì 14 settembre 2010

Inter, due lampi contro il Twente, ma la luce è ancora lontana

Di Paolo Pappagallo
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Inizia con un pareggio, esattamente come un anno fa, l'avventura dell'Inter nel Gruppo A della Champions League edizione 2010/2011. Ma con un Balotelli, e soprattutto un Mourinho, in meno e un Mariga e un Benitez in più le differenze tra il 2-2 di Enschede contro i Campioni d'Olanda del Twente e lo 0-0 casalingo contro il Barcellona di dodici mesi fa sembrano piuttosto nette. Sia per la caratura dell'avversario, anche se il Twente non è squadra da buttare ed è pure dotata di un paio di interessanti individualità, sia sotto il profilo del gioco e del carattere, che pur mostrando piccoli miglioramenti ancora lasciano piuttosto a desiderare, anche ricordando che in campo stasera c'erano 10/11 dei reduci della finale di Madrid. E tra quei dieci l'eroe del 22 maggio, Diego Milito si è distinto sì per il ritorno al gol, ma nella porta sbagliata.

E sì che ''il Principe'' sembrava aver mostrato confortanti segnali di risveglio sin dall'avvio, in particolare al 13': finta delle sue a spiazzare Rosales e diagonale ad impegnare il portiere del Twente Mihajlov, con Sneijder prontissimo a infilare sulla respinta da due passi per l'1-0 Inter. Il Twente, come detto, non è però assolutamente squadra ''materasso'' e, anzi, a centrocampo i piedi buoni non mancano. Come quelli di Janssen ad esempio, preciso ed implacabile nello spedire al 19' una punizione nel sette, là dove Julio Cesar non può arrivarci, per l'1-1 olandese. Il numero 8 del Twente è senza dubbio l'elemento più pericoloso della squadra allenata da Preud'homme: al 29' Julio Cesar deve esibirsi in una delle sue migliori parate per togliere dall'angolino alto un suo sinistro destinato in rete, e sul corner successivo, battuto ancora da Janssen, Milito anticipa Janko deviando però di testa nella propria porta e beffando Julio Cesar. 2-1 Twente e le cose sembrano mettersi male per gli uomini di Benitez. Ma tra tante ombre nerazzurre la luce che tiene accesa la partita si chiama ancora Samuel Eto'o, al secondo gol consecutivo. Su sponda di Pandev è infatti il camerunense, con un colpo da biliardo, a beffare Mihajlov e a realizzare il 2-2 al 41' con cui le squadre vanno all'intervallo.

La ripresa si apre però ancora con una pessima notizia per tutti gli interisti: al quarto d'ora Pandev si infortuna alla caviglia lasciando il posto a Coutinho. Un infortunio, quello del macedone, ancora da valutare ma che sembra piuttosto serio. Il giovane brasiliano è comunque una delle note più positive in una ripresa dai ritmi bassi, in cui entrambe le squadre sembrano sostanzialmente accontentarsi del pareggio, con l'Inter che ci prova unicamente con un paio di iniziative di Eto'o e dello stesso Coutinho. Milito invece continua ad essere il fantasma del bomber della scorsa stagione e in questo senso le scelte di Benitez lasciano doppiamente perplessi: tenere l'argentino in campo per 87' per poi sostituirlo con Muntari sul 2-2 avrà fatto venire a più di qualche tifoso una terribile nostalgia di Mourinho e dei suoi schemi ultraspregiudicati. La buona notizia comunque, sia per Inter che per Twente, viene da Brema: il 2-2 anche tra Werder e Tottenham significa pari e patta per tutte e quattro le contendenti ai due posti per gli ottavi. Appuntamento quindi al 29 settembre per Inter-Werder Brema e Tottenham-Twente.

Inter, amuleto Rafa. A Enschede non si sbaglia.

di Alessandro Mascia

Per i nerazzurri la missione è facile. Il Twente è un avversario più che abbordabile, senza esperienza internazionale e ha nel suo palmares appena un campionato olandese (lo scorso) due coppe nazionali (l'ultima nel 2001) e una fresca supercoppa. Ma vale quanto una squadra di mezza classifica del campionato italiano, forse anche meno.

VALORE AGGIUNTO Eppoi, diciamola tutta, l'Inter ha dalla sua uno dei migliori allenatori d'Europa. Rafa Benitez, negli ultimi anni, quando c'era da scendere in campo per giocare per la coppa dalle grandi orecchie ha sempre estratto la bacchetta magica. L'unico flop è stato quello dell'anno scorso, quando il suo Liverpool è uscito al primo turno, eliminato da Fiorentina e Lione.
Negli anni precedenti ha sempre fatto miracoli. Nel 2005 portò il Liverpool alla conquista del titolo, nella magica notte di Istanbul. Nel 2007 fu ancora finale. Ma una semifinale e due quarti di finale, il tutto in 7 anni, sono davvero un ottimo biglietto da visita. Aggiungiamo che, a quello che probabilmente è, assieme a Mourinho, il miglior allenatore del mercoledì sera (e anche del martedì) e quest'Inter mostra di avere tutte le carte in regola per bissare il titolo del 22 maggio.

ATTENTI A QUEI DUE: in attacco il team olandese schiererà il tridente formato da Ruiz, Janko e Chadli. Quest'ultimo deve ancora dimostrare il proprio valore. Ruiz, invece, è stato protagonista a suon di gol della conquista del titolo 2010. Janko, prelevato dallo Salisburgo in estate, è partito con 3 reti in quattro gare.

Così in campo:
TWENTE (4-3-3): Mihaylov, Rosalers, Douglas, Wisgerhof, Tiendalli/ Brama, De Jong, Jannsen/ Ruiz, Janko, Chadli. All. Preud'homme.
INTER (4-2-3-1): J. Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti, Mariga, Cambiasso, Pandev, Sneijder, Eto'o, Milito. All. Benitez.

PRONOSTICO. Vittoria dell'Inter. Ritorno al gol di Milito.

lunedì 14 giugno 2010

Giappone sulla cresta dell'Honda, ma il Camerun è tutt'altro che indomabile

''Leoni indomabili'' cercasi. Non da oggi, ma almeno dalle ultime 7 partite ufficiali, nelle quali la formazione allenata dal francese Paul Le Guen e guidata in campo dal nerazzurro Samuel Eto'o non è stata capace di cogliere nemmeno un successo. Una striscia negativa sorprendente per la nazionale tradizionalmente più blasonata del continente nera, allungata ulteriormente dall'1-0 subito dal Giappone nel match d'esordio del Girone E. Per i nipponici, a segno grazie al talento del Cska Mosca Keisuke Honda, la vittoria è meritata grazie ad una gestione perfetta del reparto difensivo e ad una buona dose di cinismo in attacco. Per il Camerun, deludente e molle ben oltre le previsioni, sarà necessario cambiare rotta per tentare l'assalto ad una qualificazione che al momento non sembra alla portata di Eto'o e compagni.
Nel 4-3-3 schierato dall'inizio dal ct dei Leoni non ci sono, come previsto, il difensore Rigobert Song e il portiere Kameni, silurati da Le Guen dopo le brutte prestazioni nell'ultima Coppa d'Africa, pare, su suggerimento di Eto'o, stella e leader assoluto della squadra e punto fisso dello schieramento. Al loro posto giocano Souleymanou, non proprio un giovane rampante visti i suoi 36 anni, e N'Koulou, difensore dal cognome ''problematico'', almeno per noi italiani. Dall'altre parte il ct Okada decide invece di stupire tutti, presentandosi sì con un atteggiamento abbottonato come annunciato alla vigilia ma con Honda a sorpresa nel ruolo di unica punta. Solo panchina per l'ex reggino Nakamura e il catanese Morimoto.
Le scelte danno fin da subito ragione al ct asiatico: squadra corta, difesa blindata e pressing asfissiante sulle corsie laterali, dove Okubo si sacrifica più in volte in ripiegamento per poi dar via al contropiede. Uno schieramento perfetto, che blocca il Camerun ma che al tempo stesso addormenta anche la partita, rendendola terribilmente noiosa. Un paio di uscite da brivido del portiere Kawashima mettono in difficoltà la retroguardia nipponica, ma il match si accende solamente alla prima occasione da gol, che coincide con l'azione del vantaggio giapponese al minuto numero 38, sull'asse Matsui-Honda. Il primo, dopo aver intelligentemente lavorato un pallone sull'out di destra, crossa sul secondo palo trovando pronto all'appuntamento il fantasista del Cska Mosca che da due passi batte l'incolpevole Souleymanou. 1-0 Giappone, unica azione degna di nota dei primi 45'. La ripresa si apre con lo stesso copione della prima frazione e con il Giappone pronto a coprire ogni varco a protezione del prezioso vantaggio. Per la verità ad aiutare gli uomini di Okada ci pensa, paradossalmente, la lentezza e la prevedibilità dello stesso Camerun, dove l'unico a sbattersi è proprio capitan Eto'o, che al 5' sguscia in mezzo a tre avversari e serve un pallone invitante al compagno Choupo-Moting che incredibilmente spreca in modo maldestro. Un primo segnale di reazione dei Leoni? Macchè. Il Giappone continua efficacemente a chiudersi a riccio e gli uomini di Le Guen non riescono davvero più a trovare la via verso la porta di Kawashima. Anzi, rischiano addirittura di subire il 2-0 con Okazaki, subentrato a Matsui, che colpisce il palo, anche se a gioco fermo, dopo una respinta non perfetta di Souleymanou su un diagonale di Hasebe. Il Camerun è totalmente in bambola nonostante gli ingressi di Emana e Idrissou, ma in una rara sortita in avanti sfiora un pareggio quantomai immeritato con una fucilata da 30 metri del centrale Mbia che si stampa sull'incrocio dei pali della porta giapponese. L'ultima, e una delle poche, emozioni di tutta la partita. Finisce 1-0 per gli uomini di Okada, che si issano così meritatamente al comando del Girone E a braccetto con l'Olanda. Per il Camerun, trasformatosi da ''Leone indomabile'' a ''Gatto da appartamento'', è ora di svegliarsi prima che sia davvero troppo tardi.

GIAPPONE: Kawashima; Komano, Nakazawa, Tanaka (c), Nagatomo; Endo, Abe, Hasebe (88' Inamoto); Okubo (82' Yano), Matsui (69' Okazaki); Honda. All: Okada

CAMERUN: Souleymanou; Mbia, N'Koulou, Bassong, Assou-Ekotto; Makoun (75' Geremi), Enoh, Matip (63' Emana); Webo, Eto'o, Choupo-Moting (75' Idrissou). All: Le Guen
Reti: 39' Honda

Ammoniti: Abe (G); N'Koulou (C)

Arbitro: Benquerenca (POR)

mercoledì 9 giugno 2010

Camerun: i leoni... domabili

Il Camerun è storicamente una delle nazionali africane più forti: detiene il record di partecipazioni ai mondiali, il miglior risultato (quarti di finale a Italia '90) ed è all'undicesimo posto nel ranking mondiale Fifa. Il calcio africano sembrava essere sul punto di evolversi in una grande realtà negli anni '90 e i leoni indomabili erano la speranza più concreta. Ora che i mondiali si disputano in Africa, però, sono altre le squadre del continente nero che possono puntare in alto. I leoni camerunensi sembrano piuttosto domabili, le loro divise attillate hanno sempre un certo fascino, ma i giocatori che le indossano non sono all'altezza di miti come Roger Milla e Thomas N'Kono.

La stella della squadra è Samuel Eto'o, che non ha più l'età e i numeri delle stagioni da bomber stellare al Barcellona, anche se ha dimostrato grande generosità nell'ultima, epica, stagione interista. L'allenatore Paul Le Guen, francese di 46 anni, può puntare al passaggio agli ottavi, ma non sarà facile battere la concorrenza di Olanda, Danimarca e Giappone nel girone E.

Difesa - Il 26enne Idris Kameni dell'Espanyol è il portiere titolare. Le riserve sono Souleymanou (37 anni, Kayserispor) e Asseme (24 anni, Valenciennes). In difesa troviamo gli "inglesi" Assou-Ekotto e Bassong, i "francesi" N'Koulou e Bong e i "turchi" R. Song e Geremi.

Centrocampo - Achille Emana (28enne del Betis Siviglia) è un uomo chiave della mediana insieme ad Alexandre Song (22enne dell'Arsenal). Oltre a Stephane Mbia (Olympique Marsiglia) ci sono gli altri della Ligue 1 francese Jeane Makoun e Aurelien Chedjou. Completano il reparto i "tedeschi" Matip e Mandjeck, Enoh dell'Ajax e N'Guemo del Celtic.

Attacco - La coppia offensiva sarà formata dal capitano Eto'o e da Achille Webo, 28enne del Maiorca (nella foto). Giocano nella Bundesliga Choupo-Moting (Norimberga) e Idrissou (Friburgo). Vincent Aboubakar (18 anni) è invece l'unico giocatore della rosa che milita in patria, nel Cotonsport Garoua.