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sabato 19 giugno 2010

Giorno 9: Olanda-Giappone per la vetta, poi tanta Africa con Ghana e Camerun

Giornata di verdetti, o quasi, per il Girone D e E questa nona tornata da inizio Mondiale. Le prime a scendere in campo, alle 13.30, per la vetta del gruppo E saranno Olanda e Giappone, reduci dal successo nel match d'esordio rispettivamente contro Camerun e Danimarca, che si affronteranno invece in serata alle 20.30 in un match in pratica ad eliminazione diretta. Nel mezzo, importantissima la sfida tra Ghana e Australia alle 16 per le sorti del gruppo D, quello di Germania e Serbia. Una vittoria delle ''Black stars'' significherebbe accesso molto vicino agli ottavi di finale come prima (e forse unica) squadra africana in questo Mondiale. Una vittoria dell'Australia, al contrario, rimescolerebbe ancora di più le carte nel Girone, con le quattro squadre che si ritroverebbero appaiate a quota 3 punti.
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OLANDA - GIAPPONE

I tulipani di Van Marwijk contro i ragazzi terribili di Okada. Nel match delle 13.30 a Durban ci sono tutti gli ingredienti per vedere una partita spettacolare e combattuta, che potrebbe stabilire quale squadra prenderà il comando del Gruppo E, con l'Olanda logicamente favorita. Probabile la conferma in blocco, da una parte e dall'altra, delle formazioni vincenti all'esordio, senza alcun cambio.

Le probabili formazioni:

Olanda
(4-2-3-1): 1 Stekelenburg; 2 Van der Wiel, 4 Mathijsen, 3 Heitinga, 5 Van Bronckhorst (c); 8 De Jong, 6 Van Bommel; 7 Kuyt, 10 Sneijder, 23 Van Der Vaart; 9 Van Persie.
A disposizione: 16 Vorm, 22 Boschker, 13 Ooijer, 14 De Zeeuw, 15 Braafheid, 12 Boulahrouz, 18 Schaars, 20 Afellay, 19 Babel, 17 Elia, 21 Huntelaar. All: Van Marwijk

Giappone
(4-3-2-1): 21 Kawashima; 3 Komano, 22 Nakazawa, 4 Tanaka (c), 5 Nagatomo; 7 Endo, 2 Abe, 17 Hasebe; 16 Okubo, 8 Matsui; 18 Honda. A disposizione: 1 Narazaki, 23 Kawaguchi, 13 Iwamasa, 6 Uchida, 20 Inamoto, 15 Konno, 14 K. Nakamura, 10 S. Nakamura, 19 Morimoto, 9 Okazaki, 11 Tamada, 12 Yano. All: Okada

Arbitro: Hector Baldassi (Argentina)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 13.30


GHANA - AUSTRALIA

Il ct serbo dei ghanesi Rajevac dovrebbe confermare in toto la formazione vincitrice nel primo match contro l'Australia, con Gyan unica punta davanti al trio Asamoah, Ayew e Tagoe. Dall'altre parte Verbeek sembra orientato a cambiare almeno tre elementi: probabile la presenza di Carney e Holman e il ritorno di Kewell, con i due ''italiani'' Valeri e Bresciano confermati in mezzo al campo.

Le probabili formazioni:

Ghana
(4-2-3-1): 22 Kingston; 15 Vorsah, 4 Pantsil, 8 Jo. Mensah, 2 Sarpei (c); 9 D. Boateng, 6 Annan; 13 D. Ayew, 21 K. Asamoah, 12 Tagoe; 3 A. Gyan.
A disposizione: 1 Agyei, 16 Ahorlu, 19 Addy, 17 A. Ayew, 7 Inkoom, 5 Ji. Mensah, 10 Appiah, 23 K. Boateng, 11 Muntari, 20 Owusu-Abeyie, 18 Adiyah, 14 Amoah. All: Rajevac

AUSTRALIA
(4-2-3-1): 1 Schwarzer; 2 Neill (c), 3 Moore, 21 Carney, 8 Wilkshire; 16 Valeri, 5 Culina; 23 Bresciano, 7 Emerton, 14 Holman; 10 Kewell.

A disposizione: 12 Federici, 18 Galekovic, 11 Chipperfield, 20 Milligan, 6 Beauchamp, 13 Grella, 15 Jedinak, 19 Garcia, 22 Vidosic, 17 Rukavytsya, 9 Kennedy. All.: Verbeek.

Arbitro: Roberto Rosetti (Italia)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 16

CAMERUN - DANIMARCA


Tra i ''Leoni indomabili'', per la verità finora tutt'altro che fedeli al loro nome, Le Guen dovrebbe optare per una massiccia variazione di giocatori nella formazione. Probabile infatti l'impiego di Emana, Alexander Song e dell'esperto Geremi al posto di Makoun, Matip e Choupo-Moting, i più deludenti in assoluto nella gara contro il Giappone. Nella formazione scandinava il ct Olsen dovrebbe invece virare dal 4-4-1-1 al più classico 4-4-2 con Tomasson e Bendtner di punta e il 34enne Gronkjaer a centrocampo al posto dell'acciaccato Beckmann.

Camerun
(4-3-3): 16 Souleymanou, 19 Mbia, 3 N'koulou, 5 Bassong, 2 Assou Ekotto; 8 Geremi, 18 Enoh, 6 A. Song; 15 Webo, 9 Eto'o, 10 Emana.
A disposizione: 1 Kameni, 22 Ndy Assembe, 12 Bong, 14 Chedjou, 11 Makoun, 21 Matip, 4 R. Song, 20 Mandjeck, 7 N'Guemo, 23 Aboubacar, 13 Choupo-Moting, 17 Idrissou. All: Le Guen

Danimarca
(4-4-2): 1 Sorensen; 6 Jacobsen, 4 Agger, 3 Kjaer, 15 S. Poulsen; 10 Jorgensen, 2 C. Poulsen, 19 Rommedahl, 8 Gronkjaer; 9 Tomasson, 11 Bendtner.
A disposizione: 16 Andersen, 22 Christiansen, 13 Kroldrup, 5 Kvist, 23 Mtiliga, 17 Beckmann, 20 Enevoldsen, 21 Eriksen, 7 Jensen, 12 Kahlenberg,14 J. Poulsen, 18 Larsen. All: Olsen

Arbitro: Jorge Larrionda (Uruguay)

Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30

lunedì 14 giugno 2010

Giappone sulla cresta dell'Honda, ma il Camerun è tutt'altro che indomabile

''Leoni indomabili'' cercasi. Non da oggi, ma almeno dalle ultime 7 partite ufficiali, nelle quali la formazione allenata dal francese Paul Le Guen e guidata in campo dal nerazzurro Samuel Eto'o non è stata capace di cogliere nemmeno un successo. Una striscia negativa sorprendente per la nazionale tradizionalmente più blasonata del continente nera, allungata ulteriormente dall'1-0 subito dal Giappone nel match d'esordio del Girone E. Per i nipponici, a segno grazie al talento del Cska Mosca Keisuke Honda, la vittoria è meritata grazie ad una gestione perfetta del reparto difensivo e ad una buona dose di cinismo in attacco. Per il Camerun, deludente e molle ben oltre le previsioni, sarà necessario cambiare rotta per tentare l'assalto ad una qualificazione che al momento non sembra alla portata di Eto'o e compagni.
Nel 4-3-3 schierato dall'inizio dal ct dei Leoni non ci sono, come previsto, il difensore Rigobert Song e il portiere Kameni, silurati da Le Guen dopo le brutte prestazioni nell'ultima Coppa d'Africa, pare, su suggerimento di Eto'o, stella e leader assoluto della squadra e punto fisso dello schieramento. Al loro posto giocano Souleymanou, non proprio un giovane rampante visti i suoi 36 anni, e N'Koulou, difensore dal cognome ''problematico'', almeno per noi italiani. Dall'altre parte il ct Okada decide invece di stupire tutti, presentandosi sì con un atteggiamento abbottonato come annunciato alla vigilia ma con Honda a sorpresa nel ruolo di unica punta. Solo panchina per l'ex reggino Nakamura e il catanese Morimoto.
Le scelte danno fin da subito ragione al ct asiatico: squadra corta, difesa blindata e pressing asfissiante sulle corsie laterali, dove Okubo si sacrifica più in volte in ripiegamento per poi dar via al contropiede. Uno schieramento perfetto, che blocca il Camerun ma che al tempo stesso addormenta anche la partita, rendendola terribilmente noiosa. Un paio di uscite da brivido del portiere Kawashima mettono in difficoltà la retroguardia nipponica, ma il match si accende solamente alla prima occasione da gol, che coincide con l'azione del vantaggio giapponese al minuto numero 38, sull'asse Matsui-Honda. Il primo, dopo aver intelligentemente lavorato un pallone sull'out di destra, crossa sul secondo palo trovando pronto all'appuntamento il fantasista del Cska Mosca che da due passi batte l'incolpevole Souleymanou. 1-0 Giappone, unica azione degna di nota dei primi 45'. La ripresa si apre con lo stesso copione della prima frazione e con il Giappone pronto a coprire ogni varco a protezione del prezioso vantaggio. Per la verità ad aiutare gli uomini di Okada ci pensa, paradossalmente, la lentezza e la prevedibilità dello stesso Camerun, dove l'unico a sbattersi è proprio capitan Eto'o, che al 5' sguscia in mezzo a tre avversari e serve un pallone invitante al compagno Choupo-Moting che incredibilmente spreca in modo maldestro. Un primo segnale di reazione dei Leoni? Macchè. Il Giappone continua efficacemente a chiudersi a riccio e gli uomini di Le Guen non riescono davvero più a trovare la via verso la porta di Kawashima. Anzi, rischiano addirittura di subire il 2-0 con Okazaki, subentrato a Matsui, che colpisce il palo, anche se a gioco fermo, dopo una respinta non perfetta di Souleymanou su un diagonale di Hasebe. Il Camerun è totalmente in bambola nonostante gli ingressi di Emana e Idrissou, ma in una rara sortita in avanti sfiora un pareggio quantomai immeritato con una fucilata da 30 metri del centrale Mbia che si stampa sull'incrocio dei pali della porta giapponese. L'ultima, e una delle poche, emozioni di tutta la partita. Finisce 1-0 per gli uomini di Okada, che si issano così meritatamente al comando del Girone E a braccetto con l'Olanda. Per il Camerun, trasformatosi da ''Leone indomabile'' a ''Gatto da appartamento'', è ora di svegliarsi prima che sia davvero troppo tardi.

GIAPPONE: Kawashima; Komano, Nakazawa, Tanaka (c), Nagatomo; Endo, Abe, Hasebe (88' Inamoto); Okubo (82' Yano), Matsui (69' Okazaki); Honda. All: Okada

CAMERUN: Souleymanou; Mbia, N'Koulou, Bassong, Assou-Ekotto; Makoun (75' Geremi), Enoh, Matip (63' Emana); Webo, Eto'o, Choupo-Moting (75' Idrissou). All: Le Guen
Reti: 39' Honda

Ammoniti: Abe (G); N'Koulou (C)

Arbitro: Benquerenca (POR)

All'Olanda basta il compitino, un autogol e Kuyt fermano una buona Danimarca

Lo spettacolo sta altrove, e tutto sommato in questo inizio di Mondale non è una novità. Ma visto che quel che conta come sempre è il risultato, meglio ancora se con l'aiuto di un pizzico di fortuna, l'Olanda di fatto riesce a portare a termine il suo primo compito in questo mondiale regolando, come da pronostico, la Danimarca di Kjaer e Kroldrup. E' 2-0 per gli arancioni, al termine di un match sottotono rispetto alle scintillanti prestazioni offerte dagli orange nelle ultime amichevoli pre-mondiali. Colpa forse dell'assenza di Robben, ma anche della prestazione opaca di Sneijder e Van Der Vaart, insolitamente imprecisi nella distribuzione degli assist a Van Persie. Situazione che avvantaggia i danesi nel primo tempo, bravi a difendersi con ordine senza rinunciare a pungere con l'unica punta Bendtner, miracolosamente recuperato all'ultimo dai problemi all'inguine e schierato dall'inizio. Gli scandinavi però, in pratica, rovinano da soli la prospettiva almeno di un pareggio con l'autogol di Simon Poulsen a inizio ripresa, che spiana la strada alla vittoria olandese messa in cassaforte a 5' dalla fine da Kuyt.
Al via la sorpresa più grossa è, come detto, la presenza di Bendtner in campo nel 4-4-1-1 danese, con i sostituti Tomasson e Larsen che dunque si accomodano in panchina, accanto al fiorentino Kroldrup. Il palermitano Kjaer e l'ex Fiorentina e Udinese Jorgensen sono invece regolarmente in campo. Nel 4-2-3-1 olandese non ci sono novità, con il trio Kuyt-Sneijder-Van der Vaart dietro a Van Persie. E vista la latitanza dell'interista e del madrileno soprattutto nella prima parte di match, del trio delle meraviglie è Kuyt l'unico a provarci in un paio di occasioni, ma senza creare grossi brividi al portiere danese Sorensen. Dall'altra parte i danesi tentano di affondare con un colpo di testa di Bendtner e con due buone occasioni per Rommedahl e Kahlenberg che costringono Stelekenburg prima alla parata e poi alla deviazione in angolo al 34' e al 36'. E' una buona Danimarca quella che si vede nel primo tempo, compatta e che rischia solo al 33' su una carambola in area scandinava tra Jacobsen e Heitinga, con il pallone che per poco non beffa Sorensen. All'intervallo è 0-0, tra qualche perplessità dei tifosi arancioni, che ovviamente non sanno che di lì a pochissimo potranno finalmente liberare la loro gioia e proprio grazie ai danesi. E' infatti un pasticcio tra Agger e Simon Poulsen a regalare il vantaggio all'Olanda dopo appena 60 secondi dall'inizio della ripresa; Van Persie mette in mezzo dopo un lancio di Van Bommel e il difensore del Liverpool salta male ingannando il compagno, che colpisce ancora peggio di testa mandando il pallone prima sulla schiena del numero 4 e quindi in rete . E' il primo errore in tutta la partita della retroguardia danese, ma è il più grave: è 1-0 Olanda, e il ''regalo'' manda la formazione di Olsen sotto shock, tant'è che 3' dopo Kjaer regala al limite dell'area il pallone a Van der Vaart che lancia Van Persie, sul quale è bravissimo Sorensen in uscita bassa. Gli olandesi capiscono che la partita sta girando nettamente a loro favore e provano a chiudere il risultato in un paio di occasioni con Van Persie e Van Bommel, ma il portiere danese non si fa trovare impreparato. Nel frattempo finisce la partita del giovane Bendtner, discreto vista la sua lunga convalescenza, che al quarto d'ora lascia spazio a sorpresa a Beckmann e non a Tomasson. La Danimarca però non riesce più a reagire e al 40' arriva il 2-0 dei tulipani con Kuyt, che di tap-in appoggia facilmente in rete dopo una bell'azione sull'asse Sneijder-Elia, entrato al posto di Van der Vaart. 2 minuti dopo potrebbe arrivare addirittura il 3-0 ma stavolta è bravissimo Agger a salvare sulla linea dopo un altro tap-in, stavolta di Afellay, evitando ai danesi un passivo immeritato e pesante. Finisce così il match del Soccer City Stadium. l'Olanda può ringraziare la fortuna e un secondo tempo su buoni livelli ma lontano dalle possibilità che la squadra può e sà offrire; per la Danimarca il riscatto può venire dal prossimo incontro contro il Camerun.

OLANDA: Stekelenburg; Van der Wiel, Mathijsen, Heitinga, Van Bronckhorst (c); De Jong (88' De Zeeuw), Van Bommel; Kuyt, Sneijder, Van der Vaart (67' Elia); Van Persie (77' Afellay). All: Van Marwijk

DANIMARCA: Sorensen; Jacobsen, Agger, Kjaer, S. Poulsen; Jorgensen, C. Poulsen, Kahlenberg (73' Eriksen), Enevoldsen (56' Gronkjaer); Rommedahl; Bendtner (62' Beckmann).
Reti: 46' aut. S. Poulsen, 85' Kuyt

Ammoniti: De Jong, Van Persie (O); Kjaer (D)

Arbitro: Lannoy (FRA)

mercoledì 9 giugno 2010

GIRONE E - PARTITE E ORARI

14 Giugno Olanda - Danimarca ore 13.30 (Johannesburg)
14 Giugno Giappone - Camerun ore 16 (Bloemfontein)


19 Giugno Olanda - Giappone ore 16 (Durban)
19 Giugno Camerun - Danimarca ore 20.30 (Pretoria)


24 Giugno Danimarca - Giappone ore 20.30 (Rustenburg)
24 Giugno
Camerun - Olanda ore 20.30 (Città del Capo)

Camerun: i leoni... domabili

Il Camerun è storicamente una delle nazionali africane più forti: detiene il record di partecipazioni ai mondiali, il miglior risultato (quarti di finale a Italia '90) ed è all'undicesimo posto nel ranking mondiale Fifa. Il calcio africano sembrava essere sul punto di evolversi in una grande realtà negli anni '90 e i leoni indomabili erano la speranza più concreta. Ora che i mondiali si disputano in Africa, però, sono altre le squadre del continente nero che possono puntare in alto. I leoni camerunensi sembrano piuttosto domabili, le loro divise attillate hanno sempre un certo fascino, ma i giocatori che le indossano non sono all'altezza di miti come Roger Milla e Thomas N'Kono.

La stella della squadra è Samuel Eto'o, che non ha più l'età e i numeri delle stagioni da bomber stellare al Barcellona, anche se ha dimostrato grande generosità nell'ultima, epica, stagione interista. L'allenatore Paul Le Guen, francese di 46 anni, può puntare al passaggio agli ottavi, ma non sarà facile battere la concorrenza di Olanda, Danimarca e Giappone nel girone E.

Difesa - Il 26enne Idris Kameni dell'Espanyol è il portiere titolare. Le riserve sono Souleymanou (37 anni, Kayserispor) e Asseme (24 anni, Valenciennes). In difesa troviamo gli "inglesi" Assou-Ekotto e Bassong, i "francesi" N'Koulou e Bong e i "turchi" R. Song e Geremi.

Centrocampo - Achille Emana (28enne del Betis Siviglia) è un uomo chiave della mediana insieme ad Alexandre Song (22enne dell'Arsenal). Oltre a Stephane Mbia (Olympique Marsiglia) ci sono gli altri della Ligue 1 francese Jeane Makoun e Aurelien Chedjou. Completano il reparto i "tedeschi" Matip e Mandjeck, Enoh dell'Ajax e N'Guemo del Celtic.

Attacco - La coppia offensiva sarà formata dal capitano Eto'o e da Achille Webo, 28enne del Maiorca (nella foto). Giocano nella Bundesliga Choupo-Moting (Norimberga) e Idrissou (Friburgo). Vincent Aboubakar (18 anni) è invece l'unico giocatore della rosa che milita in patria, nel Cotonsport Garoua.

Giappone, il Sol Levante è già sul viale del tramonto?

Chi ha vissuto la propria infanzia a cavallo tra gli anni '80 e '90 del novecento può dire in qualche modo di aver visto il Giappone vincere un mondiale di calcio, trascinato dalle prodezze di Oliver ''Holly'' Hutton in attacco e Benjamin ''Benji'' Price tra i pali. Senza dimenticare gli assist di Tom Becker, i gol di Mark Landers, le acrobazie sulla traversa dei gemelli Derrick, Phil Callaghan e tutti gli altri che correvano in quei campi lunghi a volte anche dieci puntate. Scherzi a parte, la serie cartoon ''Holly & Benji'', amatissima in Italia quanto nel proprio paese d'origine, ha contribuito in parte tra le altre cose ad avvicinare negli anni '80 i giapponesi al calcio, dopo che per anni il football nipponico era stato eclissato da altri sport come sumo, wrestling e baseball. La popolarità è andata poi via via sempre in crescendo, specie dopo il lancio della J League, il massimo campionato nipponico, nel 1992, e la conquista della prima partecipazione mondiale nel 1998, pur con l'eliminazione al primo turno senza aver conquistato alcun punto e dopo la sconfitta rimediata persino dalla Giamaica. Nonostante la magra figura rimediata, quel primo storico mondiale si è rivelato il trampolino di lancio per giocatori come Nakata, Nanami e Ono, approdati nei maggiori campionati europei tra la gioia e l'orgoglio dei propri compatrioti. Quattro anni dopo, nell'edizione dei Mondiali organizzata insieme alla Corea, il Giappone è stato capace di raggiungere persino gli ottavi, prima di essere eliminato dalla Turchia. Risultato non confermato dal Mondiale di Germania, dopo sono arrivate 2 sconfitte contro Brasile e Australia e un pareggio con la Croazia.

A livello continentale invece, il Giappone è stato capace di vincere la Coppa d'Asia sia nel 2000 che nel 2004, confermando comunque i progressi di una nazione sempre più innamorata del calcio e sempre più desiderosa di buoni risultati da parte dei propri idoli. E dando un'occhiata ai convocati del ct nipponico Takeshi Okada, artefice della qualificazione del '98 e tornato sulla panchina della nazionale nel 2007, possiamo notare come i giocatori provengano quasi tutti dal campionato di casa: solo in quattro giocano in Europa, in netta controtendenza rispetto ai 9 ''emigrati'' chiamati in causa nel mondiale tedesco. Questo anche per il livello più competitivo della J League giapponese, anche se il problema attuale è costituito dalla scarsità di nuovi talenti, specie appetibili dai maggiori campionati europei. I 22 anni del catanese Morimoto e i 23 della promessa del Cska Mosca Honda sono quasi l'eccezione in una squadra che viaggia verso i 28 anni di età media, come l'Italia per capirci, e che ha raggiunto l'obiettivo qualificazione non senza qualche brivido, classificandosi alle spalle dell'Australia. In ogni caso i Blues asiatici faranno del loro meglio nell'ostico Girone E, dove troveranno Olanda, Danimarca e Camerun, e saranno sicuramente sostenuti anche da qualche nostalgico non solo di Holly & Benji, ma anche di Mai Dire Banzai e Takeshi's Castle.

Difesa - In porta giocherà titolare il 34enne Narazaki, alla sua quarta partecipazione mondiale, al pari della propria nazionale. Analoga situazione per il suo secondo, il 35enne Kawaguchi, che a Francia '98 giocò da titolare le tre gare disputate. Prima esperienza internazionale invece per il terzo portiere Kawashima. In mezzo alla difesa uno dei pochi giovani in rosa, il 22enne Uchida, formerà il duo di centrali con il brasiliano naturalizzato giapponese Markus Tullio Tanaka. A sinistra proverà a dare spinta alla manovra capitan Nakazawa, con il suo omologo Abe chiamato a fare altrettanto sulla fascia di destra. Le alternative per il ct Okada sono gli esterni Komano e Nagatomo, piccolo ma veloce, e i centrali Konno e Iwamasa, con il primo adattabile anche ad una posizione di raccordo con la linea difensiva.

Centrocampo - Il prudente 4-4-1-1 a cui si affiderà il ct nipponico si regge soprattutto sull'estro e sulla fantasia dell'ex reggino Shunsuke Nakamura, a cui sarà dato il compito di assistere l'unica punta e provare a saltare i diretti avversari, oltre ovviamente a calciare le punizioni e gli eventuali rigori. Dietro di lui, a gestire la linea mediana, ci saranno Endo e Hasebe, quest'ultimo uno dei quattro europei convocati, in forza in Germania nelle file del Wolfsburg. Proprio Hasebe è il dubbio principale per Okada, a causa di un fastidio all'anca che potrebbe condizionarne il rendimento. In alternativa, potrebbe essere dirottato al centro l'esterno di centrocampo Inamoto, ex di diverse squadre europee tra cui Arsenal, Fulham e Galatasaray, o ancora potrebbe essere schierato l'incontrista Matsui. Sulla fascia sinistra opererà sicuramente il giovane Honda, quest'anno messosi in luce in Champions League con la maglia del Cska Mosca, con la quale ha realizzato anche il gol con cui i russi hanno eliminato il Siviglia negli ottavi di finale della competizione. A lui il ct Okada affiderà anche il compito di trovare la via del gol. Resta a disposizione anche un altro centrocampista, Kengo Nakamura.

Attacco - Per il ruolo da unica punta il ballottaggio è tra il bomber della J League Okazaki, che può vantare anche l'ottima media di 16 reti in 24 gettoni con la propria nazionale, e il catanese Morimoto, reduce però da una stagione in chiaroscuro, nella quale ha patito in particolar modo la concorrenza di Maxi Lopez, che è riuscito a toglierli il posto da titolare conquistato l'anno precedente. L'esperto centravanti Tamada dovrebbe partire quindi dalla panchina, giocandosi ulteriormente il posto anche con il 28enne Okubo, autore di fugaci apparizioni in Europa con le maglie di Maiorca e Wolfsburg, e il 26enne Yano, altro protagonista del campionato nipponico a suon di gol.

martedì 8 giugno 2010

Danimarca, tra favole, biscotti e speranze

Benvenuti in Danimarca, terra di favole e sirenette e patria dei biscotti. Intediamoci, non solo i classici biscotti danesi al burro contenuti nelle tipiche scatole di latta poi riutilizzate dalle nonne per riporre ago e filo, ma anche quelli ''consumati'' sui campi da calcio. Memorabile, putroppo per noi italiani, è rimasto infatti il 2-2 tra la nazionale danese e i "vicini" svedesi agli Europei 2004, risultato che eliminò la nazionale di Trapattoni dalla competizione nonostante la contemporanea vittoria contro la Bulgaria. Un punteggio maturato in modo più che sospetto, visto che proprio il 2-2 era lo score con il quale le due nazionali scandinave si sarebbero qualificate ai quarti ai danni dell'Italia in virtù della differenza reti e del numero di gol segnati negli scontri diretti. Sospetti rafforzati anche dall'andamento della partita e dal tifo sugli spalti stile Lazio-Inter di quest'anno, in un Europeo passato alla storia anche per lo sputo di Totti al danese Poulsen. Dopo quella rassegna europea, conclusasi con la sconfitta nei quarti di finale contro la Repubblica Ceca, per i biancorossi danesi fu l'inizio di un periodo di crisi sportiva, culminata nella mancata qualificazione ai Mondiali del 2006, anche a causa dell'exploit dell'Ucraina nel proprio girone, e agli Europei 2008, a vantaggio di Spagna e Svezia.

Ma la vendetta, si sa, va servita su un piatto freddo, con o senza biscotti. E così la qualificazione della Danimarca per Sudafrica 2010 è arrivata proprio a danno della nazionale di Ibrahimovic e compagni, battuti nel match decisivo del penultimo turno del girone e superati in extremis anche dal Portogallo, qualificatosi faticosamente agli spareggi. La nazionale allenata dal ct Morten Olsen, sulla panchina danese da ben dieci anni e confermato nonostante i pessimi risultati a metà decennio, sarà così l'unica squadra scandinava a partecipare alla kermesse africana. E lo farà con una rosa composta da veterani di spessore, come Jorgensen, Kroldrup, Poulsen, Rommedahl, Gronkjaer e Tomasson, ma pure da giovani rampanti del calibro di Bendtner, Agger, Kjaer ed Eriksen. Un organico solido quindi, che cercherà innanzitutto il passaggio del turno e la conferma di quanto di buono si è visto negli ultimi mesi, anche se i biancorossi nordici dovranno lottare fin da subito per superare il Girone E diviso con Olanda, Giappone e Camerun.

Difesa - In porta il ballottaggio per il posto da titolare è tra l'estremo difensore dello Stoke City Sorensen e il numero uno dell'FC Copenhagen Christiansen, dubbio che deriva soprattutto dai problemi fisici del primo, anche se a quanto pare l'esperto ex Aston Villa dovrebbe essere recuperato e in campo già nella partita d'esordio. Terzo portiere sarà Andersen del Brondby. Qualche problema fisico anche in difesa, dove il palermitano Kjaer, al centro dell'interesse dei maggiori club europei dopo l'ottimo campionato in maglia rosanero, accusa una contusione al ginocchio destro con conseguente versamento e la sua presenza, almeno nei primi match, è in forte dubbio. Probabile quindi lo spostamento al centro del 25enne del Liverpool Agger, originariamente schierato sulla fascia, che farebbe così coppia con il fiorentino Kroldrup. A destra sarà impiegato il terzino del Blackburn Jacobsen mentre, in caso di assenza di Kjaer, sulla sinistra il ct Olsen dovrebbe optare per l'esterno basso del Copenhagen Kvist. A disposizione anche Simon Poulsen dell'Az Alkmaar e Mtiliga del Malaga.

Centrocampo - In mezzo al campo molto dipenderà dalla scelta del modulo di Olsen, che nelle qualificazioni ha utilizzato sia il classico 4-4-2 che il più moderno 4-2-3-1, anche se il ct danese molto probabilmente si affiderà al primo. In questo caso a protezione della difesa agiranno lo juventino Christian Poulsen e l'ex Udinese e Fiorentina Martin Jorgensen, capitano e decano degli scandinavi con i suoi 35 anni da compiere ad ottobre. Sugli esterni a dare profondità ci sarà a sinistra un l'esperto 32enne Rommedahl, mentre dalla parte opposta ci sarà un altro Poulsen, Jakob, proveniente dal campionato di casa. Con il cambio di modulo potrebbero trovare più spazio anche un altro ''ex giovincello'', Gronkjaer, ora al Copenhagen e l'esterno Daniel Jensen del Werder Brema. Occhi puntati anche sul 18enne Eriksen, sbocciato in questa stagione con la maglia dell'Ajax, squadra negli ultimi anni vivaio di giovani di grande talento (anche Zlatan Ibrahimovic si è fatto conoscere al mondo con la maglia dei lancieri d'Olanda). Pronti ad essere utilizzati anche Kahlenberg, che gioca nel Wolfsburg, Ennevoldsen, centrocampista del Groningen, e Beckmann, incontrista in patria.

Attacco - In avanti ritroviamo una conoscenza anche del nostro calcio, il 34enne John Dahl Tomasson, protagonista tra il 2002 e il 2005 dell'attacco del Milan eda due anni tornato in Olanda nelle file del Feyenoord che lo aveva lanciato. A completare con lui il tandem d'attacco sarà il talento dell'Arsenal Nicklas Bendtner, di ben dodici anni più giovane rispetto al compagno e quest'anno autore di quattro gol in Champions League, di cui tre nel match d'andata degli ottavi di finale contro l'Olimpiacos. Un interessante mix quindi tra una punta esperta e una emergente, con la seconda favorita nell'eventuale utilizzo del modulo ad un solo attaccante. Ad ampliare la concorrenza ci sarà anche l'attaccante del Duisburg Soren Larsen, che ha dalla sua la buona media di 6 gol in 10 presenze complessive con la nazionale. E che magari aspetterà il suo turno in panchina sgranocchiando qualche buona scatola di biscotti.

Olanda, se son tulipani fioriranno

Outsider ma non troppo. Quattro anni dopo la cruenta partita contro il Portogallo, con 2 espulsi per parte e 14 ammonizioni totali, che sancì l'eliminazione dai Mondiali di Germania agli ottavi di finale, l'Olanda si presenta alla fase finale del Mondiale sudafricano da ''semifavorita'' e con un ruolino di marcia impressionante: 8 vittorie in altrettante partite disputate nelle qualificazioni, 17 gol realizzati e solo 2 subiti, e prima squadra europea a staccare il pass per Sudafrica 2010. Dati alla mano nessuna nazionale qualificata a questa rassegna ha fatto meglio degli oranje nel lungo cammino di qualificazione, anche se va detto che le avversarie non erano propriamente squadre irresistibili (Norvegia, Scozia, Macedonia e Islanda). Ciò nonostante gli uomini guidati dal ct Bert Van Marwijk sono una delle squadre più temibili e in forma del momento (come evidenziato anche dal 3-1 al Messico e dal 6-1 all'Ungheria nelle ultime amichevoli pre-mondiali), soprattutto dalla cintola in su. Kuyt, Sneijder, Robben, Van Der Vaart, Van Persie, e mettiamoci pure Huntelaar, appannato nella sua prima stagione da rossonero ma spesso decisivo in nazionale, formano un reparto di centroattacco da sogno, un mix di gol e passaggi vellutati. A destare perplessità, ed ecco spiegato l'uso del termine ''semifavorita'', è invece il reparto difensivo, dove mancano nomi di spicco e dove Stekelenburg in porta sembra soffrire la pesante eredità di Van Der Sar.

Difficile dunque stabilire fin dove possano arrivare i ''tulipani'', che comunque, e non potrebbe essere altrimenti, puntano alla conquista della coppa. Magari cercando di sfatare l'abitudine di crollare una volta superati brillantemente i gironi iniziali; come accaduto a Germania 2006, dove la sconfitta agli ottavi con il Portogallo arrivò dopo le vittorie contro Serbia-Montenegro e Costa d'Avorio e il pareggio con l'Argentina, e soprattutto come negli ultimi Europei di Austria e Svizzera, dove gli orange cedettero alla Russia nei quarti di finale dopo un 3-0 contro l'Italia campione del mondo e un 4-1 contro la Francia vicecampione. Comunque una notevole prova di forza contro le squadre finaliste mondiali solo due anni prima e oltretutto il Girone E di quest'anno, con Danimarca, Giappone e Camerun, appare un po' meno insidioso di quello di 4 anni fa. Un'Olanda che punta quindi al suo primo Mondiale della storia, dopo le due finale perse nel 1974 e nel 1978 dalla supernazionale di Johann Cruijff, e affida le proprie speranze anche sul recupero di Arjen Robben, uscito malconcio dall'ultima amichevole contro l'Ungheria e che dovrebbe recuperare in tempo almeno per terza partita del girone contro il Camerun. Recupero che sarebbe fondamentale vista la straordinaria stagione del numero 10 del Bayern.

Difesa - Come detto in precedenza, a difendere i pali ci sarà il 27enne portiere dell'Ajax Stekelenburg, titolare dopo il ritiro dalla nazionale del veterano Van Der Sar, che non sembra però garantire la stessa tranquillità del proprio predecessore, pur sfruttando la mancanza di portieri alternativi. Le sue riserve, l'estremo difensore dell'Utrecht Vorm e il 39enne del Twente Boschker, hanno infatti 5 presenze complessive in nazionale alle spalle e zero esperienza nelle grandi manifestazioni. Davanti alla porta, a smentire le perplessità su una difesa ritenuta non irresistibile, sarà chiamato il collaudato duo di difesa formato dal centrale dell'Everton Heitinga e quello dell'Amburgo Mathijsen, con il promettente laterale dell'Ajax Van Der Wiel a destra e il capitano 35enne Van Bronckhorst, del Feyenoord, sulla sinistra. In alternativa è previsto lo spostamento di Heitinga al posto di Van Der Wiel sulla destra e l'inserimento del 36enne veterano del Psv Ooijer al centro. Sempre per la zona esterna restano a disposizione Bolahrouz dello Stoccarda, adattabile anche da centrale, e il giovane Braafheid del Bayern Monaco.

Centrocampo - Il reparto di metacampo, fiore all'occhiello degli orange, sarà a 3 uomini, secondo il modulo 4-2-3-1, già sperimentato anche da Italia e Germania, che piace molto anche al ct van Marwijk, il quale spesso lo trasforma in 4-3-3, vista la presenza di numerose ali offensive di qualità. Ad agire da raccordo con la difesa sarà impegnato il capitano del Bayern Van Bommel coadiuvato dal mediano del Manchester City De Jong, mentre sulla trequarti agirà il nerazzurro Wesley Sneijder al centro, con Dirk Kuyt del Liverpool a destra e Rafael Van Der Vaart del Real a sinistra. Quest'ultimo sicuro del posto almeno sino al rientro di Robben, ma in realtà ''doppione'' anche di Sneijder nella posizione di trequartista puro. Come a dire che, nonostante l'assenza di Robben, comunque più che mai importante per il cammino dell'Olanda, le alternative, e che alternative, non mancano. Il centrocampo stellare dei tulipani è completato da Afellay del Psv e Schaars dell'AZ Alkmaar come riserve iniziali, con il primo che farà di tutto per mettere in difficoltà le scelte di van Marwijk, che visto il materiale umano a disposizione già ne avrà non poche.

Attacco - Davanti spicca l'assenza del vecchio Ruud Van Nilsterooy, considerato dal ct troppo fragile per affrontare un mondiale. Per il ruolo da unica punta il favorito d'obbligo è Robin Van Persie, il cui infortunio ai legamenti che lo ha tenuto fuori tutta la stagione, praticamente impedendogli di scendere in campo con la maglia dell'Arsenal, potrebbe rivelarsi alla fine un vantaggio in termini di freschezza. A fargli da alter ego sarà il rossonero Huntelaar che, come detto, sembra rendere al meglio in nazionale più che con la maglia della propria squadra di club. In panchina, i giovani Ryan Babel del Liverpool ed Elia dell'Amburgo sono pronti a subentrare sia da esterni di centrocampo che da ali in caso di trasformazione del modulo da 1 a 3 punte, con Babel favorito come alternativa a uno tra Kuyt e Robben.