lunedì 21 giugno 2010

Il Cile c'è, la Svizzera dei record beffata da Gonzalez e arbitro

Troppo digiuno evidentemente mette molta fame. E così dopo la vittoria all'esordio contro l'Honduras, la prima dopo 44 anni di astinenza nel Mondiale, il Cile si conferma vincente e convincente battendo a Port Elizabeth la Svizzera giustizeria della Spagna grazie ad un gol nella ripresa di Mark Gonzalez. La formazione di Hitzfeld, che nonostante tutto resta ampiamente in corsa visto l'ultimo impegno contro l'Honduras, può però recriminare non poco contro l'arbitro saudita Al Ghamdi, che alla mezz'ora del primo tempo espelle Behrami per una presunta gomitata al cileno Vidal che in realtà non c'è e al massimo sarebbe da cartellino giallo. L'episodio ovviamente cambia la partita, con il Cile tutto riversato in avanti e il muro elvetico capace di resistere sino a 15' dalla fine. Ma, come detto, il risultato finale può andare bene ad entrambe le squadre, anzi, nonostante la vittoria la qualificazione sembra più a rischio per i cileni, che si giocheranno un posto agli ottavi contro la Spagna. Agli svizzeri basterà battere il modesto e già eliminato Honduras, possibilmente con un punteggio largo, per avere la certezza del pass.

I due ct Bielsa ed Hitzfeld sorprendono tutti in avvio. Nella Svizzera non c'è il duo del Bayer Leverkusen Barnetta-Derdiyok, sostituiti rispettivamente da Behrami a centrocampo sulla destra e dal rientrante Frei in avanti. Nel Cile non c'è il numero 10 Valdivia, che lascia spazio a Suazo, non l'honduregno David ma il sudamericano Humberto, nel tridente con Beausejour e Sanchez. E proprio l'attaccante dell'Udinese è, come all'esordio, già da subito il più attivo dei suoi, cercando con frequenza il dribbling e il tiro in area e dialogando spesso e volentieri con Beausejour. In generale è la formazione di Bielsa a farsi preferire nei primi minuti, con gli svizzeri guardinghi e pronti ad agire in contropiede. Dopo un paio di interventi di Benaglio su tentativi da fuori di Carmona e Vidal, i piani della squadra di Hitzfeld sono però rovinati dall'arbitro Al Ghamdi, che alla mezz'ora caccia ingiustamente Behrami. E di conseguenza regala ancora più coraggio alla Roja sudamericana, che al 40' va vicinissima al gol con Sanchez che però spreca calciando addosso a Benaglio, bravo e fortunato a salvarsi. Il ct svizzero prova quindi a correggere la sua formazione inserendo Barnetta al posto di Frei e passando al 4-4-1, sufficiente perlomeno a conservare lo 0-0 sino all'intervallo.

Anche Bielsa decide di cambiare ad inizio ripresa: dentro Mark Gonzalez e Valdivia al posto di Vidal e Suazo e squadra molto più offensiva, alla ricerca ovviamente dei tre punti. Ma la Svizzera non intende piegarsi alla superiorità numerica degli avversari, cercando di erigere un vero e proprio fortino difensivo attorno all'area di Benaglio. Operazione che in realtà Sanchez mette a rischio per due volte già nei primi dieci minuti, prima vedendosi annullare un gol per la posizione di fuorigioco attiva del compagno di squadra Gonzalez su un suo destro dal limite e poi facendosi ipnotizzare dal bravissimo portiere elvetico in un uno contro uno causato da uno svarione errato di Grichting. La Roja però non ha intenzione di mollare la presa e, dopo aver battuto da pochi minuti il record di imbattibilità difensiva in un Mondiale (559 minuti contro i 550 del record precedente, appartenente all'Italia tra il 1986 e il 1990) il muro svizzero crolla sotto il colpo decisivo di Mark Gonzalez alla mezz'ora; gran merito nell'occasione va a Paredes, abile nello scattare sul filo del fuorigioco, superare Benaglio e quindi servire al centrocampista del Cska Mosca un pallone perfetto da spingere in rete. E' 1-0 Cile, che però sa che il bottino andrebbe aumentato in vista di un eventuale arrivo finale a pari punti con Svizzera e Spagna. A provarci è soprattutto Paredes, ma il raddoppio sembra lontano. Anzi, nel finale è addirittura la Svizzera a sfiorare la rete, con un tiro di Derdiyok che mette i brividi al portire cileno Bravo finendo fuori di pochissimo. Errore che salva la Roja dalla beffa, ma Cile-Spagna sarà una partita, per entrambe, da vincere assolutamente.

CILE: Bravo; Vidal (c), Medel, Ponce, Isla; Fernandez, Carmona, Jara; Beausejour, H. Suazo, Sanchez. All: Bielsa

SVIZZERA: Benaglio; Lichtsteiner, Von Bergen, Grichting, Ziegler; Behrami, Inler, Huggel (c), Fernandes; Frei, Nkufo. All: Hitzfeld

Reti: 75' Gonzalez

Ammoniti: Medel, Ponce, Carmona, Fernandez, H. Suazo, Valdivia (C); Inler, Nkufo, Barnetta (S)

Espulsi: 30' Behrami (S)

Arbitro: Al Ghamdi (SAU)

Portogallo forza sette, Corea del Nord umiliata ed eliminata

Vi ricordate della Corea del Nord? Di una delle sorprese più grandi del primo turno, capace di tenere per 55 minuti il Brasile sullo 0-0 e di sfiorare nel finale più volte il gol del 2-2? Ecco, dimenticatela. Non solo perchè la squadra di Kim Jong-Hun e del patriota commosso Jong Tae Se saluta, in termini di qualificazione, il Mondiale di Sudafrica 2010, ma perchè questa volta gli avversari della nazionale asiatica, ovvero il Portogallo di Queiroz, si dimostrano molto meno teneri del Brasile di Dunga visto all'esordio. Il risultato finale parla chiaro, 7-0, e se il primo tempo coreano non è tutto da buttare, la ripresa sotto il diluvio di Cape Town è un autentico e totale trionfo lusitano, con Jong e compagni costretti ad un'umiliazione forse eccessiva. La vittoria per i portoghesi vale un piede e mezzo negli ottavi di finale, anche grazie alla differenza reti, decisiva nell'ultimo turno in caso di vittoria della Costa d'Avorio contro i coreani e contemporanea sconfitta portoghese contro il Brasile. Insomma, a Ronaldo e compagni basterà non prenderle dai ''cugini'' brasiliani e il gioco sarà fatto.

Cambia Queiroz rispetto all'abulico esordio contro la Costa d'Avorio: via il modulo a unica punta con due trequartisti larghi e spazio al tridente, con Cristiano Ronaldo e Simao sulle fasce e Hugo Almeida punta centrale al posto di Liedson. Dall'altra parte Kim Jong-Hun non ci pensa minimamente a cambiare anche uno solo degli undici leoni visti in campo contro il Brasile. E in effetti il primo tempo sembra il preludio ad un'altra possibile impresa coreana. Va detto che il Portogallo al 7' potrebbe già andare in vantaggio con un'incornata di Ricardo Carvalho su calcio d'angolo, complice un'uscita a vuoto di Myong Guk-Ri, che si stampa sul palo, ma fino alla mezz'ora gli asiatici si dimostrano ancora una volta solidi sia in difesa che in zona d'attacco, raddoppiando e triplicando in continuazione su Ronaldo e sfiorando addirittura per due volte il vantaggio con Jong Tae Se e Yong Jo Hong. La buona volontà della Corea deve però fare i conti con la maggiore qualità dei lusitani, che passano al 29' con Raul Meireles, servito pregievolmente da Tiago, che batte Myong sul primo palo. All'intervallo è 1-0 Portogallo.

La Corea del Nord non sembra però voler mollare la presa ad inizio secondo tempo. Come contro il Brasile la formazione asiatica prova subito a riaprire la partita, ma i tentativi da lontano dei soliti Jong e Yong non sembrano convinti e convincenti come una settimana fa. In più il Portogallo è decisamente più in palla del Brasile di allora, e si vede: all 8' protagonista è ancora Raul Meireles, questa volta in veste di assist man, che con uno splendido tocco mette Simao davanti alla porta. Il numero 11 dell'Atletico Madrid, a tu per tu con Myong, non fallisce spedendo il pallone sotto le gambe del portiere avversario. 2-0 Portogallo, che diventa 3-0 prima, all'11', con un colpo di testa di Hugo Almeida servito da Fabio Coentrao, e 4-0 al 15' con una botta dal limite dell'ex juventino Tiago servito da Cristiano Ronaldo. La Corea del Nord in pratica sparisce dal campo, annichilita dai tre gol subiti in meno di 8 minuti. Ma il pomeriggio da incubo della formazione di Kim Jung-Hun non è ancora finito, anzi. Il 5-0 è firmato da uno stoccata del neo entrato Liedson al 36' e per il 6-0 ci pensa, finalmente, la stella Ronaldo a 2' dalla fine, con un fortunoso ma al tempo spesso spettacolare che rompe la maledizione dei legni, dopo il palo contro la Costa d'Avorio e la traversa colpita in questo match al 26' della ripresa. Nel finale c'è spazio anche per la definitiva ciliegina della torta, il 7-0 firmato Tiago in pieno recupero. A dimostrazione che forse il centrocampista portoghese non è solo l'oggetto misterioso visto in Serie A con la maglia della Juventus.

PORTOGALLO: Eduardo; Fabio Coentrao, Ricardo Carvalho (c), Bruno Alves, Miguel; Raul Meireles (70' Miguel Veloso), Pedro Mendes, Tiago; Simao (74' Duda), Hugo Almeida (78' Liedson), Cristiano Ronaldo. All: Queiroz

COREA DEL NORD:
Myong Guk-Ri; Jong Hyok Cha (74' Song Chol Nam), Chol Jin Pak (c), Kwang Chon Ri, Yun Nam Ji, Jun Il-Ri; In Guk Mun (58' Kum Il Kim), Yong Hak An, Nam Chol Pak (58' Jong Jung Kim), Yong Jo Hong; Jong Tae Se.

Reti: 29' Raul Meireles, 53' Simao, 56' Hugo Almeida, 60' Tiago, 81' Liedson, 87' Cristiano Ronaldo, 90' Tiago

Ammoniti: Pedro Mendes, Hugo Almeida (P); Chol Jin Pak, Yong Jo Hong (C)

Arbitro:
Pozo (CIL)

Day 11: Portogallo e Spagna costrette a vincere

La penisola iberica è in fermento: oggi Portogallo e Spagna devono ottenere la loro prima vittoria ai mondiali per poter proseguire il loro cammino oltre la fase a gironi.
Alle 13:30 Cristiano Ronaldo e compagni dovranno battere la sorprendente Corea del Nord che ha ben figurato contro il Brasile.
Poi assisteremo al secondo turno del girone H. Alle 16:00 scontro al vertice tra Cile e Svizzera. Stasera alle 20:30 la Spagna deve rifarsi della clamorosa sconfitta all'esordio. Contro l'Honduras non ci sono più scusanti.
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PORTOGALLO - COREA DEL NORD

Le probabili formazioni:

Portogallo
(4-3-3)
: 1 Eduardo; 23 Fabio Coentrao, 6 Ricardo Carvalho (c), 2 Bruno Alves, 13 Miguel; 16 Raul Meireles, 8 Pedro Mendes, 19 Tiago; 11 Simao, 18 Hugo Almeida, 7 C. Ronaldo.
A disposizione: 12 Beto, 22 Daniel Fernandes, 3 Paulo Ferreira, 21 Ricardo Costa, 14 Miguel Veloso, 20 Deco, 5 Duda, 10 Danny, 15 Pepe, 9 Liedson, 17 Ruben Amorim, 4 Rolando. All: Queiroz

Corea del Nord
(5-4-1)
: 1 Myong Guk-Ri; 2 Jong Hyok Cha, 13 Chol Jin Pak (c), 5 Kwang Chon Ri, 8 Yun Nam Ji, 3 Jun Il-Ri; 11 In Guk Mun, 17 Yong Hak An, 4 Nam Chol Pak, 10 Yong Jo Hong; 9 Jong Tae Se.
A disposizione:
18 Myong Gil Kim, 20 Myong Won Kim, 16 Song Chol Nam, 6 Kum Il 15 Jong Jung Kim, 22 Kyong Hyok ll, 14 Nam Chol Pak ll, 19 Chol Ming Ri, 7 Chol Hyok An, 12 Kum Chol Choe, 23 Sung Hyok Pak. All: Kim Jong-Hun

Arbitro: Pablo Pozo (Cile)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 13


CILE - SVIZZERA


Le probabili formazioni:

Cile
(4-3-3)
: 1 Bravo; 8 Vidal (c), 17 Medel, 3 Ponce, 4 Isla; 14 Fernandez, 6 Carmona, 20 Millar; 15 Beausejour, 10 Valdìvia, 7 Sanchez.
A disposizione: 12 Pinto, 23 Marin, 5 Contreras, 2 Fuentes, 18 Jara, 13 Estrada, 19 Fierro, 21 Tello, 16 Orellana, 22 Paredes, 9 H. Suazo. All: Bielsa

Svizzera
(4-4-2)
: 1 Benaglio; 2 Lichtsteiner, 5 Von Bergen, 13 Grichting,3 Ziegler; 7 Barnetta, 8 Inler, 6 Huggel (c), 16 Fernandes; 19 Derdiyok, 10 Nkufo.
A disposizione: 12 Wolfli, 21 Leoni, 17 Spycher, 20 Magnin, 22 Eggimann, 11 Behrami, 14 Padalino, 23 Shaqiri, 9 Frei, 15 Yakin, 18 Bunjaku. All: Hitzfield

Arbitro: Khalil Al Ghamdi (Arabia Saudita)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 16


SPAGNA - HONDURAS


Le probabili formazioni:

Spagna
(4-2-3-1)
: 1 Casillas; 11 Capdevila, 5 Puyol (c), 3 Pique, 15 Sergio Ramos; 16 Busquets, 14 Xabi Alonso; 7 Villa, 8 Xavi, 21 David Silva; 9 Torres.
A disposizione: 12 Victor Valdes, 23 Reina, 2 Raul Albiol, 4 Marchena, 17 Arbeloa, 6 Iniesta, 10 Fabregas, 20 Javi Martinez, 13 Juan Mata, 22 Jesus Navas, 18 Pedro, 19 Llorente. All: Del Bosque

Honduras
(4-4-2)
: 18 Valladares; 23 Mendoza, 2 Chavez, 3 Figueroa, 21 Izaguirre; 17 Alvarez, 8 W. Palacios, 7 Nunez, 20 Guevara; 9 Pavon, 11 Suazo (c).
A disposizione: 1 Canales, 22 Escober, 5 Bernardez, 14 Garcia, 4 J. Palacios, 16 Sabillon, 6 Thomas, 19 Turcios, 15 Martinez Ramos, 10 J. J. Palacios, 13 Espinoza, 12 Welcome. All: Rueda

Arbitro: Yuichi Nishimura (Giappone)

Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30

domenica 20 giugno 2010

Italia - Nuova Zelanda, le pagelle


Gara analoga a quella d'esordio dal punto di vista del gioco, ma con un avversario nettamente inferiore: gli Azzurri di Lippi imbarazzano e ora rischiano grosso.


Cuore Chiellini, Gilardino è altrove.

Marchetti 6: incolpevole sulla rete, è praticamente uno spettatore in campo; osserva un paio di conclusioni lontane dallo specchio della porta.

Zambrotta 6,5: continua a salire e non è quasi mai impegnato nella retroguardia. Preziosi i suoi cross che però non vengono mai finalizzati dagli attaccanti. Un giocatore ritrovato.

Chiellini 6,5: è stato il vero guardiano della difesa. Puntuale negli stop, efficace nelle ripartenze. Ci mette grinta e cuore, improvvisandosi addirittura attaccante. Un lavoro di sacrificio che però non è bastato.

Cannavaro 5,5: acciaccato per la differenza d'altezza rispetto ai neozelandesi, è colpevole sul goal (irregolare) degli avversari. In più occasioni si trova spaesato in fase di impostazione.

Criscito 6: C'è, ma preferisce guardare in avanti piuttosto che difendere. Autore di un buon primo tempo, cala nella ripresa dove il suo lavoro di spinta viene assorbito dai centrocampisti.

Marchisio 5: non entra mai in partita e Lippi lo conferma nonostante la prestazione opaca della prima gara. Avulso dal gioco, prova ad accentrarsi nel suo ruolo naturale nel secondo tempo, ma viene presto sostituito dal proprio tecnico.

De Rossi 6: è poco incisivo, salvo alcuni lanci in profondità. Continua a giocare in una posizione troppo arretrata ed svolge un lavoro attendista; affaticato contro i giganti.

Pepe 6: si dà da fare ma non riesce ad impostare la manovra: qualche cross e un paio di corner non andati a buon fine. E' così che la nuova possibile stella della Juventus si spegne.

Montolivo 6,5: rappresenta quel barlume di anima rimasto nei colori azzurri. Un palo nel primo tempo e un tiro di poco a lato nella ripresa. Ottima la sua visuale di gioco, ma poco concreto nei passaggi e nel recupero dei palloni. In ogni caso, rimane uno dei migliori.

Iaquinta 6,5: trasforma il rigore e prova a prendere per mano un attacco fin troppo spento. Il suo è un lavoro di sacrificio: prova a giocare spalle alla porta come uomo di sponda, avanza palla al piede e cerca il compagno. E' però poco incisivo, soprattutto nei colpi di testa.

Gilardino 4,5: l'eterno fantasma. La sua presenza si farà notare soltanto nei tabellini e nelle statistiche. Cerca la profondità senza successo e non riesce a giocare il pallone a terra. Bocciato, per ora.

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Camoranesi 6: non impressiona, ma prova a vivacizzare la sua fascia, accentrandosi poi sulla tre quarti. Non è un ragazzino, e si vede. Lippi dovrebbe prendere in considerazione forze più fresche, come Maggio.

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Di Natale 6,5: ci prova in tutti i modi, ed è l'unico attaccante a concludere in porta con una bella girata all'interno dell'area. Gioca molto esterno e se facesse a modo suo, troverebbe quasi sicuramente la via del goal. Assurdo non vederlo in campo dal primo minuto come seconda punta.

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Pazzini 5,5: il tempo per mettersi in mostra ce l'ha, ma non riesce a gestire quei pochi palloni messi a sua disposizione. Poco movimento, sicuramente più rapido di Gilardino.

Giorno 10: è l'ora di Italia-Nuova Zelanda, con Paraguay e Slovacchia ad aprire e un super Brasile-Costa d'Avorio in serata

Ci siamo. Dopo il pareggio nell'esordio contro il Paraguay torna in campo l'Italia di Lippi alle 16 a Nelspruit contro la Nuova Zelanda, squadra compatta e in crescita negli ultimi tempi ma tecnicamente nettamente inferiore agli azzurri. Lecito dunque aspettarsi la vittoria contro gli ''All Whites'', risultato tra l'altro quasi obbligato per i Campioni del Mondo per mettere al sicuro la qualificazione prima dell'ultimo incontro contro la Slovacchia. Italia e Nuova Zelanda scenderanno in campo nel secondo match di giornata conoscendo già in anticipo il risultato dello scontro tra le due avversarie del Girone F, Slovacchia e Paraguay, in campo alle 13.30 a Bloemfontein. In serata toccherà invece al Girone G con un Brasile-Costa d'Avorio che si annuncia spettacolare, con il ''blues'' Drogba in cerca di rivincita contro la rappresentanza interista formata da Julio Cesar, Lucio e Maicon.
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SLOVACCHIA - PARAGUAY

Due squadre in cerca di vittoria dopo i pareggi dell'esordio e, soprattutto, dopo una vigilia tormentata dalle polemiche. Slovacchia e Paraguay apriranno il programma della decima giornata sapendo che la vittoria, per una delle due, significherebbe avere un piede e mezzo negli ottavi di finale. Nella Slovacchia il ct Weiss dovrebbe optare per un paio di novità rispetto al pareggio-beffa contro la Nuova Zelanda, con l'inserimento di Salata in difesa e Kozak a centrocampo al posto rispettivamente di Zabavnik e Jendrisek. Nel Paraguay dovremmo rivedere dal primo minuto la stella Roque Santa Cruz accanto a Barrios nel 4-3-1-2, con Valdez dietro le punte ma impiegabile anche da attaccante aggiunto in un più offensivo 4-3-3.

Le probabili formazioni:

Slovacchia
(4-4-2): 1 Mucha; 2 Pekarik, 3 Skrtel, 16 Durica, 21 Salata; 8 Kozak, 7 Weiss, 6 Strba, 17 Hamsik (c); 9 Sestak, 11 Vittek.
A disposizione: 12 Pernis, 23 Kuciak, 4 Cech, 22 Petras, 5 Zabavnik, 20 Kopunek, 19 Kucka, 10 Sapara, 15 Stoch, 14 Jakubko, 18 Jendrisek, 13 Holosko. All: Weiss

Paraguay
(4-3-1-2): 1 Villar; 6 Bonet, 14 Da Silva, 21 Alcaraz, 3 Morel; 15 V. Caceres, 13 Vera, 16 Riveros; 18 Valdez; 9 Santa Cruz (c), 19 Barrios.
A disposizione: 12 D. Barreto, 22 Bobadilla, 4 Caniza, 17 Torres, 2 Veron, 8 E. Barreto, 5 J. Caceres, 20 Ortigoza, 11 Santana, 10 Benitez, 7 Cardozo, 23 Gamarra. All: Martino

Arbitro: Eddy Maillet (Seychelles)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 13.30


ITALIA - NUOVA ZELANDA

4-4-2. E' questa la parola d'ordine a Casa Italia. Con ogni probabilità, almeno per questo match, via dunque il 4-2-3-1 ,per la verità non troppo convincente, visto contro il Paraguay. Le due punte saranno Iaquinta e Gilardino e, modulo a parte, l'unica novità nella formazione iniziale sarà la presenza, obbligata, di Marchetti in porta al posto di Buffon. Nella Nuova Zelanda il ct Herbert non dovrebbe operare invece alcuna variazione, confermando in toto la formazione che ha conquistato contro la Slovacchia il primo storico punto neozelandese nella storia dei Mondiali.

Le probabili formazioni:

Italia
(4-4-2):
12 Marchetti; 19 Zambrotta, 5 Cannavaro (c), 4 Chiellini, 3 Criscito; 22 Montolivo, 6 De Rossi, 7 Pepe, 15 Marchisio; 9 Iaquinta, 15 Gilardino.
A disposizione: 14 De Sanctis, 13 Bocchetti, 23 Bonucci, 2 Maggio, 8 Gattuso, 17 Palombo, 16 Camoranesi, 18 Quagliarella, 10 Di Natale, 20 Pazzini. All: Lippi

Nuova Zelanda
(4-4-3): 1 Paston; 4 Reid, 6 Nelsen (c), 19 Smith, 5 Vicelich; 7 Elliott, 11 Bertos, 3 Lochhead; 9 Smeltz, 10 Killen, 14 Fallon.
A disposizione: 12 Moss, 23 Bannatyne, 13 Barron, 18 Boyens, 2 Sigmund, 8 Brown, 21 Christie, 16 Clapham, 15 Mc Glinchey, 17 Mulligan, 22 Brockie, 20 Wood. All: Herbert

Arbitro: Carlos Batres (Guatemala)

Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 16


BRASILE - COSTA D'AVORIO

4-4-2. E' questa la parola d'ordine a Casa Italia. Con ogni probabilità, almeno per questo match, via dunque il 4-2-3-1 ,per la verità non troppo convincente, visto contro il Paraguay. Le due punte saranno Iaquinta e Gilardino e, modulo a parte, l'unica novità nella formazione iniziale sarà la presenza, obbligata, di Marchetti in porta al posto di Buffon

sabato 19 giugno 2010

Giorno 9: Olanda-Giappone per la vetta, poi tanta Africa con Ghana e Camerun

Giornata di verdetti, o quasi, per il Girone D e E questa nona tornata da inizio Mondiale. Le prime a scendere in campo, alle 13.30, per la vetta del gruppo E saranno Olanda e Giappone, reduci dal successo nel match d'esordio rispettivamente contro Camerun e Danimarca, che si affronteranno invece in serata alle 20.30 in un match in pratica ad eliminazione diretta. Nel mezzo, importantissima la sfida tra Ghana e Australia alle 16 per le sorti del gruppo D, quello di Germania e Serbia. Una vittoria delle ''Black stars'' significherebbe accesso molto vicino agli ottavi di finale come prima (e forse unica) squadra africana in questo Mondiale. Una vittoria dell'Australia, al contrario, rimescolerebbe ancora di più le carte nel Girone, con le quattro squadre che si ritroverebbero appaiate a quota 3 punti.
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OLANDA - GIAPPONE

I tulipani di Van Marwijk contro i ragazzi terribili di Okada. Nel match delle 13.30 a Durban ci sono tutti gli ingredienti per vedere una partita spettacolare e combattuta, che potrebbe stabilire quale squadra prenderà il comando del Gruppo E, con l'Olanda logicamente favorita. Probabile la conferma in blocco, da una parte e dall'altra, delle formazioni vincenti all'esordio, senza alcun cambio.

Le probabili formazioni:

Olanda
(4-2-3-1): 1 Stekelenburg; 2 Van der Wiel, 4 Mathijsen, 3 Heitinga, 5 Van Bronckhorst (c); 8 De Jong, 6 Van Bommel; 7 Kuyt, 10 Sneijder, 23 Van Der Vaart; 9 Van Persie.
A disposizione: 16 Vorm, 22 Boschker, 13 Ooijer, 14 De Zeeuw, 15 Braafheid, 12 Boulahrouz, 18 Schaars, 20 Afellay, 19 Babel, 17 Elia, 21 Huntelaar. All: Van Marwijk

Giappone
(4-3-2-1): 21 Kawashima; 3 Komano, 22 Nakazawa, 4 Tanaka (c), 5 Nagatomo; 7 Endo, 2 Abe, 17 Hasebe; 16 Okubo, 8 Matsui; 18 Honda. A disposizione: 1 Narazaki, 23 Kawaguchi, 13 Iwamasa, 6 Uchida, 20 Inamoto, 15 Konno, 14 K. Nakamura, 10 S. Nakamura, 19 Morimoto, 9 Okazaki, 11 Tamada, 12 Yano. All: Okada

Arbitro: Hector Baldassi (Argentina)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 13.30


GHANA - AUSTRALIA

Il ct serbo dei ghanesi Rajevac dovrebbe confermare in toto la formazione vincitrice nel primo match contro l'Australia, con Gyan unica punta davanti al trio Asamoah, Ayew e Tagoe. Dall'altre parte Verbeek sembra orientato a cambiare almeno tre elementi: probabile la presenza di Carney e Holman e il ritorno di Kewell, con i due ''italiani'' Valeri e Bresciano confermati in mezzo al campo.

Le probabili formazioni:

Ghana
(4-2-3-1): 22 Kingston; 15 Vorsah, 4 Pantsil, 8 Jo. Mensah, 2 Sarpei (c); 9 D. Boateng, 6 Annan; 13 D. Ayew, 21 K. Asamoah, 12 Tagoe; 3 A. Gyan.
A disposizione: 1 Agyei, 16 Ahorlu, 19 Addy, 17 A. Ayew, 7 Inkoom, 5 Ji. Mensah, 10 Appiah, 23 K. Boateng, 11 Muntari, 20 Owusu-Abeyie, 18 Adiyah, 14 Amoah. All: Rajevac

AUSTRALIA
(4-2-3-1): 1 Schwarzer; 2 Neill (c), 3 Moore, 21 Carney, 8 Wilkshire; 16 Valeri, 5 Culina; 23 Bresciano, 7 Emerton, 14 Holman; 10 Kewell.

A disposizione: 12 Federici, 18 Galekovic, 11 Chipperfield, 20 Milligan, 6 Beauchamp, 13 Grella, 15 Jedinak, 19 Garcia, 22 Vidosic, 17 Rukavytsya, 9 Kennedy. All.: Verbeek.

Arbitro: Roberto Rosetti (Italia)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 16

CAMERUN - DANIMARCA


Tra i ''Leoni indomabili'', per la verità finora tutt'altro che fedeli al loro nome, Le Guen dovrebbe optare per una massiccia variazione di giocatori nella formazione. Probabile infatti l'impiego di Emana, Alexander Song e dell'esperto Geremi al posto di Makoun, Matip e Choupo-Moting, i più deludenti in assoluto nella gara contro il Giappone. Nella formazione scandinava il ct Olsen dovrebbe invece virare dal 4-4-1-1 al più classico 4-4-2 con Tomasson e Bendtner di punta e il 34enne Gronkjaer a centrocampo al posto dell'acciaccato Beckmann.

Camerun
(4-3-3): 16 Souleymanou, 19 Mbia, 3 N'koulou, 5 Bassong, 2 Assou Ekotto; 8 Geremi, 18 Enoh, 6 A. Song; 15 Webo, 9 Eto'o, 10 Emana.
A disposizione: 1 Kameni, 22 Ndy Assembe, 12 Bong, 14 Chedjou, 11 Makoun, 21 Matip, 4 R. Song, 20 Mandjeck, 7 N'Guemo, 23 Aboubacar, 13 Choupo-Moting, 17 Idrissou. All: Le Guen

Danimarca
(4-4-2): 1 Sorensen; 6 Jacobsen, 4 Agger, 3 Kjaer, 15 S. Poulsen; 10 Jorgensen, 2 C. Poulsen, 19 Rommedahl, 8 Gronkjaer; 9 Tomasson, 11 Bendtner.
A disposizione: 16 Andersen, 22 Christiansen, 13 Kroldrup, 5 Kvist, 23 Mtiliga, 17 Beckmann, 20 Enevoldsen, 21 Eriksen, 7 Jensen, 12 Kahlenberg,14 J. Poulsen, 18 Larsen. All: Olsen

Arbitro: Jorge Larrionda (Uruguay)

Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30

venerdì 18 giugno 2010

La Slovenia sogna ma spreca, agli Stati Uniti la rimonta va stretta

Dal sogno di una storica qualificazione anticipata agli ottavi di finale al sospiro di sollievo per il gol, regolare ma annullato dall'arbitro, che nel finale avrebbe completato la rimonta avversaria. Alla fine il 2-2 dell'Ellis Park Stadium tra Slovenia e Stati Uniti va bene più alla compagine slava che non agli uomini di Bob Bradley, che ci mettono cuore e grinta per recuperare lo 0-2 subito dagli avversari nel primo tempo e si vedono annullare all'85' il gol regolarissimo del 3-2 di Edu, che avrebbe completato l'opera iniziata da Donovan e da Michael Bradley, figlio del ct. Il pareggio, alla fine di un match spettacolare e mai scontato, ben giocato da entrambe le squadre, alla fine è però sostanzialmente giusto visto il primo tempo di dominio sloveno e la ripresa totalmente di marca americana. Nonostante la rimonta il punto fa più felice gli uomini di Kek, che salgono a quota 4 punti, mentre gli Stati Uniti salgono a 2 collezionando il secondo pareggio di fila. Decisivo sarà così l'ultimo turno, con gli Stati Uniti che troveranno l'Algeria, con la quale dovranno assolutamente vincere, e la Slovenia che da capolista se la dovrà vedere con l'Inghilterra di Capello, finora deludente ma alla ricerca disperata di una vittoria.

Nell'undici iniziale statunitense ci sono tre novità rispetto all'esordio, con Donovan e Dempsey che si scambiano di fascia, il primo a sinistra e il secondo a destra, e Torres in mezzo al campo al posto di Clark. In attacco il partner di Altidore è Findley e non Buddle. Anche nella Slovenia il tecnico Kek opta per un cambio di fascia, con il mancino Birsa spostato a destra e Kirm dalla parte opposta. L'altra novità è la presenza in attacco di Ljubijankic, accanto a Novakovic, al posto di Dedic, protagonista di una prestazione incolore contro l'Algeria.

Il match inizia con la formazione slovena più manovriera e più pericolosa degli avversari, tant'è che il gol non tarda ad arrivare già nei primi minuti. Per la precisione al 13' quando il talentuoso Birsa, approfittando di una dormita colossale di Onyewu, inventa un gran sinistro da 25 metri che lascia Howard di sasso. Subito vantaggio per la Slovenia, con gli Stati Uniti che provano immediatamente a darsi una scrollata con capitan Donovan, che appena 120 secondi dopo cerca di sorprendere Handanovic su punizione, trovando però la prontezza e i riflessi del portiere sloveno dell'Udinese. La formazione slovena è abilissima nelle incursioni grazie all'ottima giornata di Brecko e Birsa, che sulla destra mettono spesso in difficoltà la retroguardia a stelle e strisce. E proprio da una punizione battuta da Birsa è Novakovic a mancare l'appuntamento con il raddoppio al 20', con Howard che blocca dopo un'altra dormita di Onyewu. Incerta in difesa ma solida a centrocampo, la formazione americana comincia a provarci da fermo e al 35' ci vuole il miglior Handanovic per deviare in angolo un sinistro tagliente e potente di Torres su punizione. Quella del centrocampista di origine messicana è in realtà l'ultima vera occasione per gli Stati Uniti, prima della fine del tempo e soprattutto prima del raddoppio slòveno al 42'. Anche in questa occasione c'è lo zampino decisivo di Birsa, con Ljubijankic che scatta sul filo del fuorigioco servito dal compagno e batte Howard in uscita. 2-0 Slovenia all'intervallo e qualificazione agli ottavi che per gli slavi sembra ad un passo.

Il tecnico americano Bradley è però abilissimo ad indovinare i cambi ad inizio ripresa: dentro Feilhaber e Edu per Torres e Findley. E dopo appena 3' arriva il gol statunitense che riapre l'incontro, grazie anche ad un buco del difensore sloveno Cesar che consente a capitan Donovan da pochi passi e da posizione defilata di sparare un autentico missile sotto la traversa della porta di Handanovic. E' 1-2, e la partita diventa bellissima perchè entrambe le squadre si buttano in avanti con motivazioni opposte alla ricerca del gol. La Slovenia ci prova soprattutto con un Birsa ispiratissimo, che chiama Howard in un paio di occasioni alla respinta con i pugni. Dall'altra parte è Altidore ad andare vicinissimo al pareggio al 23', con Handanovic che si supera sul destro fortissimo da centro area del giovane attaccante di colore. Il pareggio sembra però nell'aria ed è Michael Bradley, il figlio del ct Bob, a completare la rimonta idealmente iniziata dalle mosse azzeccate del padre. Al 36' il numero 4 americano è bravissimo ad insirersi su un lancio lungo di Donovan prolungato di testa da Altidore e a battere Handanovic. E' 2-2, ma 4' dopo gli Usa possono addirittura recriminare per il gol in spaccata di Edu non concesso dall'arbitro maliano Coulibaly, che fischia un non meglio precisato fallo in attacco della formazione a stelle e strisce. Prima del fischio finale c'è ancora spazio per un paio di emozioni, questa volta di marca slovena, con un colpo di testa di Novakovic e un tiro da fuori di Radosavlijevic neutralizzati in qualche modo da Howard. Finisce così in pareggio tra Slovenia e Stati Uniti, due squadre vive che promettono di giocarsi la qualificazione fino all'ultimo secondo dell'ultimo turno.

SLOVENIA: Handanovic; Brecko, Suler, Cesar, Jokic; Kirm, Radosavlijevic, Koren (c), Birsa (87' Dedic); Ljubijankic (74' Pecnik) (90' Komac), Novakovic. All: Kek

STATI UNITI: Howard; Cherundolo, DeMerit, Onyewu (80' Gomez), Bocanegra; Dempsey, M. Bradley, Torres (46' Feilhaber), Donovan (c); Altidore, Findley (46' Edu). All: B. Bradley

Reti: 13' Birsa (S), 42' Ljubijankic (S), 48' Donovan (USA), 82' Bradley (USA)

Ammoniti: Suler, Cesar, Jokic, Kirm (S); Findley (USA)

Arbitro: Coulibaly (MLI)

Jovanovic trascina la Serbia, Germania punita e sfortunata

Crolla un'altra certezza, l'ennesima di questo Mondiale davvero strano ed imprevedibile: nemmeno la Germania, l'unica tra le ''grandi'' ad aver davvero convinto dopo il primo turno e la super vittoria contro l'Australia, è imbattibile. La giovane e spettacolare nazionale allenata da Joachim Loew si deve arrendere al gol di Jovanovic al 38', che regala alla Serbia la prima vittoria a Sudafrica 2010 con la quale gli uomini di Antic agganciano nella classifica del Girone D proprio i tedeschi, pur restando dietro solo per il fattore differenza reti. Su Schweinsteiger e compagni, va detto, pesa come un macigno la contestabile direzione di gara dello spagnolo Undiano Mallenco, che al 37' espelle Klose per doppia ammonizione, probabilmente esagerando con il secondo giallo. La Germania però non demorde neanche sotto di un gol e con un uomo in meno, disputando una buona gara ma fallendo l'occasionissima per pareggiare su rigore: Podolski si fa respingere il tiro da Stojkovic, completando il pomeriggio nero dei suoi.

Al via Loew non apporta alcun cambiamento alla squadra protagonista della roboante vittoria contro l'Australia: Klose è l'unica punta davanti al trio di centroattacco Ozil-Podolski-Mueller. Antic dall'altra parte rivoluziona invece la formazione inconcludente e molle vista contro il Ghana, scegliendo Kuzmanovic, Ninkovic e Subotic al posto di Milijas, Pantelic e dello squalificato Lukovic. Zigic è l'unica punta, con Krasic e Jovanovic a fare da esterni offensivi.

Come contro l'Australia, la Germania prova ad imporre subito il suo gioco vivace e spumeggiante, fatto di rapidità e di grande tecnica individuale; la difesa della Serbia, che cerca di mantenere alta la linea del pressing, è però formata da giocatori d'esperienza e qualità come Vidic, Subotic, Ivanovic e Kolarov, con l'esterno del Chelsea e quello dell'Udinese che hanno sicuramente il compito più difficile dovendo disinnescare Podolski e Mueller. Il primo squillo del match è degli uomini di Loew al 7' con Podolski che di sinistro al volo spedisce la palla fuori ma non di molto alla destra di Stojkovic. La partita è molto fisica, anche troppo, e difatti fioccano i cartellini gialli, con l'inflessibile Undano che ammonisce nell'ordine Klose, Ivanovic, Khedira e Lahm. Proprio dall'ultima ammonizione, al 32', è Kolarov su punizione a esplodere il suo solito sinistro potentissimo da 25 metri che finisce di poco a lato della porta difesa di Neuer. La frequenza degli interventi fallosi in campo unita alla severità del direttore di gara spagnolo porta al 37' al primo episodio che cambia la partita: Klose entra quasi da dietro su Stankovic, in modo non cattivo ma sicuramente evitabile. Undiano però non risparmia il secondo giallo, e quindi il rosso, al numero 11 tedesco. Germania in dieci. E la Serbia, prima che Loew possa riorganizzare i suoi, ne approfitta già poco più di 60 secondi dopo: cross dalla destra di Krasic, torre di Zigic che libera benissimo al tiro Jovanovic che dal limite dell'area piccola conclude di sinistro battendo Neuer. 1-0 Serbia al 38' e partita che sembra in discesa per la formazione slava. Ma nell'unico minuto di recupero del primo tempo la Germania sfiora il pareggio, con una clamorosa traversa di Khedira che fa tremare la porta di Stojkovic. Vantaggio serbo all'intervallo, ma la Germania non vuole mollare.

Ad inizio ripresa è ancora il ''Nationelf'' a spingere nonostante l'inferiorità numerica. Nel primo quarto d'ora ci provano con veemenza Podolski e Schweinsteiger: l'attaccante del Colonia va vicino al gol in almeno tre occasioni, prima con un gran sinistro ad incrociare già al 1', poi angolando troppo il tiro e centrando l'esterno della rete al 13' e 14'; l'esterno del Bayern impegna invece Stojkovic al 10' con un destro dal limite dell'area. A ispirare è sempre Ozil e la Serbia soffre pur con l'uomo in più. Anzi, la formazione di Antic al 15' prova pure a farsi male da sola, con Vidic che tocca goffamente di mano nella propria area di rigore in un intervento incredibilmente somigliante a quello di Kuzmanovic contro il Ghana. E, come in quell'occasione, rigore e ammonizione sono ineccepibili. Dal dischetto però Podolski calcia non benissimo, facendosi respingere il tiro da Stojkovic. Alla Germania sembra proprio non andarne dritta una, ma nonostante ciò gli uomini di Loew sono ammirevoli nel non mollare neanche dopo la clamorosa chance fallita. Un po' meno ''ammirevole'' sembra invece la scelta del ct tedesco di togliere Mueller e, soprattutto, Ozil per inserire Cacau e Marin. Senza il numero 8 tedesco in campo la Germania perde infatti in qualità e la Serbia torna a farsi minacciosa dalle parti di Neuer. A sfiorare il 2-0 sono prima Jovanovic, che colpisce il palo con un gran sinistro a giro, e poi Zigic, il cui colpo di testa tocca la parte alta della traversa. Nel finale è invece Podolski a tentare le ultime conclusioni tedesche, ma senza la necessaria precisione. Finisce 1-0 per la Serbia, risultato che rimescola tutte le carte nel Girone D. Ma prima di fare ogni calcolo sarà necessario conoscere l'esito dell'altro match Ghana-Australia.

GERMANIA: Neuer; Friedrich, Mertesacker, Lahm (c), Badstuber (77' Gomez); Khedira, Schweinsteiger; Ozil (70' Marin), Mueller (70' Cacau), Podolski; Klose. All: Loew

SERBIA: Stojkovic; Ivanovic, Vidic, Subotic, Kolarov; Stankovic (c), Kuzmanovic (75' Petrovic), Krasic, Jovanovic (79' Lazovic), Ninkovic (70' Kacar); Zigic. All: Antic

Reti: 38' Jovanovic

Ammoniti: Lahm, Khedira, Schweinsteiger (G); Ivanovic, Vidic, Subotic, Kolarov (S)

Espulsi: 37' Klose (G)

Arbitro: Undiano Mallenco (SPA)

Domenech, il fallimento della presunzione

E' proprio vero che la fortuna bussa sempre due volte? A giudicare dalla situazione francese potremmo dire di no. Tanto aiutata dalla sorte nella qualificazione "furto" contro l'Irlanda del Trap, tanto abbandonata e maltrattata in questo avvio di Mondiale.

I transalpini sono praticamente fuori, salvo qualche miracolo assai improbabile: loro che non sarebbero nemmeno dovuti essere presenti a questo Torneo, vivono una sorta di legge del contrappasso firmata Raymond Domenech. Un tecnico poco simpatico che vede il fallimento del proprio calcio, abbastanza presuntuoso nelle scelte e nell’atteggiamento in campo.

A nulla sono serviti i diktat da colonnello e a nulla è servita una rosa piena zeppa di grandi campioni: Gallas, Malouda, Ribery, Govou, Anelka e il tanto discusso Gourcuff sembravano degli spaventa passeri preoccupati dalla loro stessa ombra.


Sorprende vedere i vice campioni del mondo in una situazione simile: una squadra che già aveva lasciato a desiderare negli ultimi europei, protagonista di un cammino tutt’altro che costante nelle ultime competizioni. L’era Domenech, durata ben sei anni, ha portato pochi frutti e molte polemiche: tolta la finale contro l’Italia del 2006, il Ct transalpino ha collezionato l’ultimo posto nel girone agli Europei del 2008. Il resto lo conosciamo, così come ricordiamo quei gladiatori chiamati Barthez, Thuram, Desally; le fantasie del vero Zidane e gli stop di Deschamps; la regia di Djorkaeff e i colpi decisivi di Henry e Guivarc’h.

Evocando tempi ormai remoti, non possiamo fare altro che dire: aur revoir France.

Giorno 8: Germania in cerca di conferme, Inghilterra in cerca di riscatto, nel pomeriggio Slovenia-Usa

Dopo la grande prova di forza contro l'Australia torna in campo oggi la Germania di Joachim Loew, che vuole confermare come la vittoria del match d'esordio sia frutto di una nazionale compatta e già in formissima e non della debolezza dell'avversario incontrato. I tedeschi saranno i primi a scendere in campo nel match delle 13.30 a Port Elizabeth contro una Serbia sconfitta nel primo incontro dal Ghana e quindi condannata o quasi a vincere. Nel pomeriggio in campo per il Girone C la Slovenia capolista del gruppo contro gli Stati Uniti, alle 16 a Johannesburg. Stasera infine atteso il riscatto dell'Inghilterra di Capello nel match di Città del Capo contro l'Algeria alle 20.30.
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GERMANIA - SERBIA

Nessun dubbio per Loew, che confermerà in toto la formazione autrice del roboante successo contro l'Australia, con il ''recordman'' Klose come unica punta nel 4-2-3-1 con il trio offensivo di centrocampo Ozil-Mueller-Podolski. Nella Serbia ci saranno invece Subotic, Kuzmanovic, nonostante il decisivo fallo mano di contro il Ghana, e Ninkovic al posto di Milijas, Pantelic e dello squalificato Lukovic.

Le probabili formazioni:

Germania
(4-2-3-1): 1 Neuer; 3 Friedrich, 17 Mertesacker, 16 Lahm (c), 14 Badstuber; 6 Khedira, 7 Schweinsteiger ; 8 Ozil, 13 Mueller, 10 Podolski; 11 Klose.
A disposizione: 12 Wiese, 22 Butt, 23 Boateng, 5 Tasci, 2 Jansen, 4 Aogo, 18 Kroos, 21 Marin, 15 Trochowski, 20 Gomez, 9 Kiessling, 19 Cacau. All.: Loew.

Serbia
(4-4-2):
1 Stojkovic; 6 Ivanovic, 5 Vidic, 20 Subotic, 3 Kolarov; 10 Stankovic (c), 22 Kuzmanovic, 17 Krasic, 14 Jovanovic; 18 Ninkovic, 15 Zigic.
A disposizione: 12 Isailovic, 23 Djuricic, 16 Obradovic, 2 Rukavina, 4 Kacar, 11 Milijas, 9 Pantelic, 19 Petrovic, 7 Tosic, 8 Lazovic, 21 Mrdja. All: Antic

Arbitro: Pedro Undiano (Spagna)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 13.30


SLOVENIA - STATI UNITI

Dopo la vittoria abbastanza fortunosa contro l'Algeria, la Slovenia torna in campo alle 16 a Johannesburg contro gli Stati Uniti, protagonisti anche loro in parte grazie alla buona sorte (leggasi papera di Green) contro l'Inghilterra. La formazione di Bradley ha espresso un buon gioco contro gli uomini di Capello, confermando i progressi già visti nella Confederations Cup dell'anno scorso, mentre la squadra di Kek non è stata brillantissima contro i magrebini pur riuscendo a cogliere i 3 punti finali. Nella Slovenia l'unica novità in campo sarà molto probabilmente la presenza di Ljubijankic in attacco al posto dell'ex parmense Dedic, in ombra contro l'Algeria. Negli Stati Uniti probabile da parte del ct Bob Bradley la scelta di Findley al posto di Buddle accanto all'intoccabile Altidore in avanti e la presenza di Torres in mezzo al campo con Ricardo Clark destinato alla panchina.

Le probabili formazioni:

Slovenia
(4-4-2): 1 S. Handanovic; 2 Brecko, 4 Suler, 5 Cesar, 13 Jokic; 10 Birsa, 18 Radosavljevic, 8 Koren (c), 17 Kirm; 9 Ljubijankic, 11 Novakovic.
A disposizione: 12 J. Handanovic, 16 Seliga, 3 Dzinic, 19 Filekovic, 6 Ilic, 22 Mavric, 20 Komac, 15 Khrin, 21 Stevanovic, 14 Dedic, 23 Matavz, 7 Pecnik. All: Kek

Stati Uniti
(4-4-2): 1 Howard; 6 Cherundolo, 15 DeMerit, 5 Onyewu, 3 Bocanegra; 10 Donovan (c), 4 Bradley, 16 Torres, 8 Dempsey; 17 Altidore, 20 Findley.
A disposizione: 18 Duzan, 23 Hahnemann, 2 Spector, 7 Beasley, 9 Gomez, 11 Holden, 12 Bornstein, 13 Clark, 19 Edu, 14 Buddle, 21 Goodson, 22 Feilhaber. All.: Bradley.

Arbitro: Koman Coulibaly (Mali)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 16


INGHILTERRA - ALGERIA

Una gara da non fallire. Dopo le critiche ricevute e a quasi settimana dalla paperissima da Green, torna in campo l'Inghilterra di Capello alle 20.30 a Città del Capo contro l'Algeria in un match delicatissimo per la nazionale dei Tre Leoni, che non possono permettersi altre distrazioni dopo aver gettato la vittoria contro gli Stati Uniti. Gli occhi saranno puntati su entrambe le squadre soprattutto sulla scelta del portiere, con James che sembra favorito su Hart e sul disastroso Green da una parte e M'Bohli su Chaouchi e Gaouaoui dall'altra. A centrocampo tra gli inglesi si rivedrà anche Barry di rientro dall'infortunio, con Carragher favorito per un posto da centrale viste le assenze di Ferdinand e King. Nell' Algeria, senza lo squalificato Ghezzal, ci sarà Boudeboz al posto di Djebbour.

Le probabili formazioni:

Inghilterra
(4-4-2): 1 James; 2 Johnson, 18 Carragher, 6 Terry, 3 Ashley Cole; 7 Lennon, 4 Gerrard (c), 8 Lampard, 14 Barry; 21 Heskey, 10 Rooney.
A disposizione: 23 Hart, 12 Green, 5 Dawson, 15 Upson, 13 Warnock, 11 Joe Cole, 22 Carrick, 16 Milner, 17 Wright-Phillips, 19 Defoe, 9 Crouch. All: Capello.

Algeria
(3-4-1-2): 23 M'Bohli; 2 Bougherra, 4 Yahia (c), 5 Halliche; 21 Kadir, 19 Yebda, 8 Lacen, 3 Belhadj; 15 Ziani; 13 Matmour, 7 Boudebouz.
A disposizione: 1 Gaouaoui, 16 Chaouchi, 12 Bellaid, 14 Laifaoui, 18 Medjani, 20 Mesbah, 6 Mansouri, 11 Djebbour, 17 Guedioura, 22 Abdoun, 9 Ghezzal, 10 Saifi. All: Saadane


Arbitro: Rashan Izmatov (Uzbekistan)

Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30

giovedì 17 giugno 2010

E' grande Messico con Hernandez e Blanco, la Francia crolla ed è quasi fuori!

Stavolta è praticamente finita. Concedendo alla matematica, che tiene ancora in vita le risicatissime speranze transalpine, il beneficio del dubbio mai come questa sera Raymond Domenech e la sua Francia sono vicinissimi alla parola ''fine''. Del Mondiale chiaramente ma soprattutto dell'esperienza, con poche luci e molte, moltissime ombre, dell'ex centrale del Lione anni '70 sulla panchina dei blues d'oltralpe. Certo, l'addio del controverso commissario tecnico era cosa nota già da tempo, con l'ex tecnico del Bordeaux Laurent Blanc ingaggiato dalla federazione per prendere in mano i ''galletti'' dopo il mondiale. Ma un conto è lasciare cercando di smentire un intero paese schierato contro offrendo delle prestazioni all'altezza, un altro è mollare così, senza neanche provarci, senza un minimo di reazione, come se quei due tiri messicani infilatisi oltre la linea della porta difesa da Lloris non fossero mai entrati. Alla fine quindi il 2-0 conquistato dal Messico nel match serale di Polokwane è un risultato meritatissimo un po' per l'ottima prova della squadra di Aguirre, nuovamente più simile alla squadra vista in amichevole contro l'Italia che non a quella dell'esordio contro il Sudafrica, e un po' per la deludente prova dei transalpini soprattutto nei secondi 45', incapaci di concretizzare negli ultimi 20 metri ma soprattutto spentisi completamente dopo l'1-0 di Hernandez. Ora per sperare nel miracolo servirà una vittoria a suon di gol contro il Sudafrica pregando che Uruguay e Messico non si accontentino di un pareggino tranquillo che proietterebbe entrambe agli ottavi di finale.

Al via, come annunciato alla vigilia, nella formazione francese non c'è ''l'epurato'' Gourcuff che fa spazio a Malouda nel 4-4-2, si dice, ''imposto'' dai senatori della squadra a Domenech. Ribery è così più libero di cercare la giocata sulla fascia e di servire le punte, con il confermato a Govou, preferito ad Henry, accanto ad Anelka. Nel Messico di Aguirre il modulo è invece lo stesso dell'esordio, il 4-3-3, e l'unica novità è Moreno sull'out difensivo di destra al posto di Aguilar. A formare il trio d'attacco sono Vela, Dos Santos e Franco.

Bastano pochi minuti di gioco per capire quello che sarà il leit-motiv della prima frazione; la Francia prova a fare la partita con Ribery e Malouda che si cercano e si trovano spesso sulla corsia di sinistra, mentre il Messico è pronto a chiudere ogni varco e a creare pericoli sviluppando contropiedi rapidissimi. Da uno di questi nasce la prima azione pericolosa del match, ma Vela, costretto poi prima dell'intervallo ad uscire per infortunio, al 9' spara altissimo da buona posizione. Dall'altra parte è Malouda, quasi sempre efficace nell'uno contro uno, la mina vagante nella trequarti di sinistra messicana, anche se la mancanza di un centravanti di ruolo nei transalpini si fa sentire e di occasioni vere, quelle che possono mettere i brividi al portiere messicano Perez, non ne arrivano. Peraltro anche il Messico, pur spingendo tantissimo soprattutto grazie alle sortite di Giovani Dos Santos, non riesce a concludere nel modo migliore azioni sviluppate spesso in modo interessante da Salcido e Franco, che comunque danno la sveglia in un paio di occasioni a Lloris. All'intervallo è 0-0.

Si riparte con con un cambio nella Francia, dove l'impalpabile Anelka lascia il posto al corpulento Gignac, e la novità sembra apportare effettivamente dei miglioramenti ai transalpini, soprattutto in fase di conclusione. Al 9' è Malouda a chiamare Perez ad un intervento non facile su un destro potente da appena fuori area. Aguirre fa però capire al collega Domenech che il Messico è in campo per vincere, togliendo il centrocampista Juarez per il talentuoso neo acquisto del Manchester United, Javier Hernandez, detto ''el Chicharito". Poco dopo è il turno della staffetta Franco-Blanco, con l'ingresso del 37enne numero 10 in maglia verde. E la sorta premia le scelte del ct messicano: al 19' è bravissimo Hernandez, lanciato da Marquez, a scattare sul filo del fuorigioco approfittando di una pennichella della difesa francese, dribblare Lloris e depositare in rete. E' 1-0 Messico. Domenech manda a scaldare Henry (che poi non entrerà) e inserisce un'altra punta, Valbuena, ordinando, se così si può ormai dire, ai suoi di alzare i ritmi; ma il risultato è una manovra lenta e confusa, figlia forse anche della tensione, ma che non produce quasi nulla. Anzi, la Francia sembra non volersi spremere fino in fondo per provarci. E al 33' arriva l'episodio che di fatto chiude il match: Barrera, l'ultimo neo entrato per i messicani, salta tutti sulla destra dell'area di rigore, anche Diaby, che però entra in ritardo e lo stende. E' rigore e dal dischetto l'esperto Blanco non fallisce. La Francia si squaglia e ci prova ancora meno di prima fino al fischio finale. Finisce 2-0 per il Messico, che festeggia un ottavo di finale davvero molto vicino. Per la gioia del popolo centroamericano...e di quello irlandese.

FRANCIA: Lloris; Sagna, Gallas, Abidal, Evra (c); Toulalan, Malouda, Diaby, Ribery; Govou (69' Valbuena), Anelka (46' Gignac). All: Domenech

MESSICO: Perez; Moreno, Osorio, Rodriguez, Salcido; Juarez (55' Hernandez), Marquez (c), Torrado; Dos Santos, Franco (62' Blanco), Vela (32' Barrera). All: Aguirre
Reti: 64' Hernandez, 79' Blanco (rigore)

Ammoniti: Abidal, Toulalan (F); Rodriguez, Moreno, Juarez, Franco (M)

Arbitro: Al Ghamdi (SAU)