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domenica 20 giugno 2010

Italia - Nuova Zelanda, le pagelle


Gara analoga a quella d'esordio dal punto di vista del gioco, ma con un avversario nettamente inferiore: gli Azzurri di Lippi imbarazzano e ora rischiano grosso.


Cuore Chiellini, Gilardino è altrove.

Marchetti 6: incolpevole sulla rete, è praticamente uno spettatore in campo; osserva un paio di conclusioni lontane dallo specchio della porta.

Zambrotta 6,5: continua a salire e non è quasi mai impegnato nella retroguardia. Preziosi i suoi cross che però non vengono mai finalizzati dagli attaccanti. Un giocatore ritrovato.

Chiellini 6,5: è stato il vero guardiano della difesa. Puntuale negli stop, efficace nelle ripartenze. Ci mette grinta e cuore, improvvisandosi addirittura attaccante. Un lavoro di sacrificio che però non è bastato.

Cannavaro 5,5: acciaccato per la differenza d'altezza rispetto ai neozelandesi, è colpevole sul goal (irregolare) degli avversari. In più occasioni si trova spaesato in fase di impostazione.

Criscito 6: C'è, ma preferisce guardare in avanti piuttosto che difendere. Autore di un buon primo tempo, cala nella ripresa dove il suo lavoro di spinta viene assorbito dai centrocampisti.

Marchisio 5: non entra mai in partita e Lippi lo conferma nonostante la prestazione opaca della prima gara. Avulso dal gioco, prova ad accentrarsi nel suo ruolo naturale nel secondo tempo, ma viene presto sostituito dal proprio tecnico.

De Rossi 6: è poco incisivo, salvo alcuni lanci in profondità. Continua a giocare in una posizione troppo arretrata ed svolge un lavoro attendista; affaticato contro i giganti.

Pepe 6: si dà da fare ma non riesce ad impostare la manovra: qualche cross e un paio di corner non andati a buon fine. E' così che la nuova possibile stella della Juventus si spegne.

Montolivo 6,5: rappresenta quel barlume di anima rimasto nei colori azzurri. Un palo nel primo tempo e un tiro di poco a lato nella ripresa. Ottima la sua visuale di gioco, ma poco concreto nei passaggi e nel recupero dei palloni. In ogni caso, rimane uno dei migliori.

Iaquinta 6,5: trasforma il rigore e prova a prendere per mano un attacco fin troppo spento. Il suo è un lavoro di sacrificio: prova a giocare spalle alla porta come uomo di sponda, avanza palla al piede e cerca il compagno. E' però poco incisivo, soprattutto nei colpi di testa.

Gilardino 4,5: l'eterno fantasma. La sua presenza si farà notare soltanto nei tabellini e nelle statistiche. Cerca la profondità senza successo e non riesce a giocare il pallone a terra. Bocciato, per ora.

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Camoranesi 6: non impressiona, ma prova a vivacizzare la sua fascia, accentrandosi poi sulla tre quarti. Non è un ragazzino, e si vede. Lippi dovrebbe prendere in considerazione forze più fresche, come Maggio.

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Di Natale 6,5: ci prova in tutti i modi, ed è l'unico attaccante a concludere in porta con una bella girata all'interno dell'area. Gioca molto esterno e se facesse a modo suo, troverebbe quasi sicuramente la via del goal. Assurdo non vederlo in campo dal primo minuto come seconda punta.

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Pazzini 5,5: il tempo per mettersi in mostra ce l'ha, ma non riesce a gestire quei pochi palloni messi a sua disposizione. Poco movimento, sicuramente più rapido di Gilardino.

martedì 15 giugno 2010

La Nuova Zelanda non molla mai, Slovacchia beffata al 93'

Non chiamatela ''squadra materasso''. Ok, siamo d'accordo, la Nuova Zelanda è figlia di una nazione in cui spopola il rugby degli All Blacks mentre i tesserati per il ''vecchio'' football sono appena 100.000, tant'è che la squadra più importante del paese, i Wellington Phoenix, è costretta a giocare nel campionato australiano. E di conseguenza il livello tecnico è quello che può essere, con un paio di nazionali impegnati nel campionato americano e quattro in quello inglese, di cui uno in Premier League con la maglia del Blackburn. Eppure, con il cuore e senza mollare, gli All Whites riescono a portare a casa contro la Slovacchia un insperato 1-1, raggiunto grazie a un colpo di testa del centrale Reid in pieno recupero, cancellando lo zero dalla casella dei punti fatti e gol realizzati nell'unica partecipazione mondiale precedente di Spagna '82. Per la squadra di Hamsik la delusione è cocente, specie per il gol subito dopo un secondo tempo di totale amministrazione dopo la rete di Vittek al 5'. Le due squadre raggiungono a 1 punto nel Girone F le avversarie Italia e Paraguay che ieri sera avevano chiuso con lo stesso punteggio.
La Nuova Zelanda si presenta in campo con un 4-3-3 molto più difensivo di quanto possa sembrare, pronto a trasfomarsi in un 3-5-1 ancora più chiuso, con Smeltz punta centrale e con Fallon e Killen esterni alti. Nel 4-4-2 della Slovacchia, adattabile a 3-4-3, ci sono Vittek al posto dell'annunciato Holosko, Strba e non Kozak davanti alla difesa e Jendrisek esterno sinistro di centrocampo al posto di Stoch.
Il primo squillo del match è della Nuova Zelanda al 4', per la verità un colpo di testa non particolarmente insidioso di Killen, ma l'impressione dei primi minuti è che la Slovacchia senta particolarmente l'emozione per il debutto mondiale, al contrario dei neozelandesi già ''svezzati'' dalla Confederations di un anno fa. Per la verità non che gli All Whites mettano brividi particolari al portiere slovacco Mucha e così, con il passare dei minuti, la squadra di Hamsik comincia a prendere fiducia con due occasioni, una per Sestak e una per Vittek, fuori di poco rispettivamente al 27' e al 34'. In mezzo c'è la follia del portiere neozelandese Paston che, rischiando di andare a fare compagnia ad alcuni suoi colleghi protagonisti in negativo in questi giorni, rischia il ''paperone'' mancando completamente il pallone su un tentativo di rinvio di piede; per sua fortuna ci pensano Reid e il capitano Nelsen a salvare in angolo su Vittek. Prima della pausa c'è tempo anche per la migliore occasione nei primi 45' per gli oceanici, una bella girata di Smeltz che finisce sull'esterno della rete, e per il primo vero squillo di Hamsik, un gran botta da fuori alzata in angolo da Paston . All'intervallo è 0-0 ma l'impressione è che la squadra di Weiss possa, aumentando il ritmo, mettere facilmente in difficoltà l'undici del collega Herbert, grazie anche al maggior talento a disposizione. E infatti, 5 minuti dopo l'inizio della ripresa, arriva il vantaggio della Slovacchia, con Vittek che impatta benissimo un pallone molto teso di Weiss dalla destra trovando l'angolo alla destra di Paston. L'1-0 slovacco tutto sommato è meritato e non cambia il modo di giocare dei neozelandesi, compassati nel ritmo e alla ricerca sempre del lancio lungo per le punte, quasi sempre però con poca efficacia. La Slovacchia può così amministrare il vantaggio e, anzi, provare a raddoppiare come nell'occasione di un 3 contro 3 al 68' con Strba che invece di servira Hamsik a destra appoggia per Sestak e poi per Vittek, anticipato in extremis in angolo. Dopo quest'episodio la partita torna a scorrere senza sussulti fino al terzo minuto di recupero del 90' quando, in modo del tutto inaspettato e all'ultimo assalto, la Nuova Zelanda trova l'1-1: bravissimo Smeltz, lasciato però troppo libero, a scodellare in mezzo un pallone perfetto per la testa di Reid, che regala ai suoi il pareggio e il primo storico punto in un Mondiale. Finisce così a Port Elizabeth, 1-1. Per gli All Whites in festa domenica c'è il match contro gli azzurri, già messi in difficoltà in amichevole lo scorso anno. Per la Slovacchia il rammarico è grandissimo e contro il Paraguay non sarà affatto facile.

NUOVA ZELANDA: Paston; Reid, Nelsen (c), Smith, Vicelich (78' Christie); Elliot, Bertos, Lochhead; Smeltz, Killen (72' Wood), Fallon. All: Herbert

SLOVACCHIA: Mucha; Cech, Skrtel, Durica, Zabavnik; Strba, Weiss (90' Kucka), Jendrisek, Hamsik (c); Sestak (81' Holosko), Vittek (84' Stoch). All: Weiss
Reti: 50' Vittek (S); 93' Reid (N)

Ammoniti: Reid, Lochhead (N); Strba (S)

Arbitro: Damon (SAF)

Giorno 5: apre Nuova Zelanda-Slovacchia, poi un super Costa d'Avorio-Portogallo prima dell'esordio del Brasile

Dopo l'esordio, in parte sfortunato, dell'Italia di Lippi contro il Paraguay, ad aprire il quinto giorno di gare di questo mondiale sudafricano saranno le rivali nel Girone F di azzurri e sudamericani: alle 13.30 a Città del Capo scenderanno in campo Nuova Zelanda e Slovacchia, alla ricerca di una vittoria che proietterebbe una delle due momentaneamente in testa al gruppo. Il match tra la nazionale di Hamsik e gli ''All Whites'' neozelandesi, da seguire con attenzione per capire lo stato di forma delle prossime avversarie azzurre, sarà l'antipasto delle attesissime gare del Girone G di questo pomeriggio e stasera. Alle 16 a Port Elizabeth saranno Costa d'Avorio e Portogallo ad aprire il gruppo, in una partita che si annuncia combattutissima con la presenza di Cristiano Ronaldo nei lusitani e di Drogba, recuperato miracolosamente, all'inizio in panchina. In serata alle 20.30 esordio anche per il Brasile di Dunga nell'incontro, apparentemente agevole, contro la Corea del Nord.
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NUOVA ZELANDA - SLOVACCHIA

Due squadre in cerca di un'impresa. Dopo l'1-1 di ieri sera tra Italia-Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia si giocano nella partita d'esordio a Città del Capo la possibilità di guardare dall'alto, almeno fino a domenica, le avversarie nel Girone F, tra cui i Campioni del Mondo in carica. Favorita, almeno sulla carta, sembra essere la nazionale guidata in panchina dal ct Weiss e in campo dal ''napoletano'' Marek ''Marekiaro'' Hamsik, vincitrice tra l'altro del proprio girone di qualificazione mondiale davanti a nazionali più blasonate come Polonia e Repubblica Ceca. Dall'altra parte gli ''All Whites allenati da Ricki Herbert proveranno a ripetere la discreta Confederations Cup dell'anno scorso, ma in particolar modo l'amichevole contro l'Italia, nella quale gli oceanici cedettero 4-3 dopo aver fatto soffrire la nazionale di Lippi.

La Nuova Zelanda dovrebbe scendere in campo con la formazione tipo e il classico modulo 4-3-3, nel quale troverà spazio il trio d'attacco Smeltz-Killen-Fallon. Nel più tradizionale 4-4-2 della Slovacchia probabile l'impiego di Sestak e Holosko in avanti, con Hamsik sulla linea di centrocampo alle loro spalle.

Le probabili formazioni:

Nuova Zelanda
(4-4-3): 1 Paston; 4 Reid, 6 Nelsen (c), 19 Smith, 5 Vicelich; 7 Elliott, 11 Bertos, 3 Lochhead; 9 Smeltz, 10 Killen, 14 Fallon.
A disposizione: 12 Moss, 23 Bannatyne, 13 Barron, 18 Boyens, 2 Sigmund, 8 Brown, 21 Christie, 16 Clapham, 15 Mc Glinchey, 17 Mulligan, 22 Brockie, 20 Wood. All: Herbert

Slovacchia
(4-4-2): 1 Mucha; 2 Pekarik, 3 Skrtel, 16 Durica, 5 Zabavnik; 8 Kozak, 7 Weiss, 15 Stoch, 17 Hamsik (c); 9 Sestak, 13 Holosko.
A disposizione: 12 Pernis, 23 Kuciak, 4 Cech, 22 Petras, 21 Salata, 20 Kopunek, 19 Kucka, 10 Sapara, 6 Strba, 14 Jakubko, 18 Jendrisek, 11 Vettek . All: Weiss


Arbitro: Jerome Damon (Sudafrica)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 13.30


COSTA D'AVORIO - PORTOGALLO

Un grande match ad aprire un grande girone, probabilmente il più equilibrato. Alle 16 a Port Elizabeth saranno la Costa d'Avorio di Sven Goran Eriksson, la nazionale africana sulla carta più forte tecnicamente e fisicamente, e il Portogallo di Carlos Queiroz ad inaugurare il Girone G, lo stesso del Brasile e della probabile ''cenerentola'' Corea del Nord. Lotta assicurata quindi tra 3 grandi squadre, con una di queste che dovrà salutare il Mondiale già tra poco meno di dieci giorni. E per questo, considerando il Brasile come superfavorito per vittoria e passaggio agli ottavi, indicazioni importanti per la seconda candidata alla qualificazione potrebbero arrivare già da questo match.

Tra gli ivoriani grande attesa per capire se Didier Drogba, reduce dalla frattura del braccio destro nell'amichevole con il Giappone a pochi giorni dal Mondiale, sarà della partita e se l'arbitro dell'incontro, l'uruguagio Larrionda, permetterà all'attaccante del Chelsea di scendere in campo con un tutore all'avambraccio. Se così non dovesse essere è pronto Doumbia, mentre il resto della squadra sarà con ogni probabilità quella annunciata alla vigilia, con Kolo Tourè al centro della difesa, Ebouè terzino destro, Yaya Tourè in mezzo al campo e Kalou in avanti. Nel Portogallo, privo dell'infortunato Nani costretto a saltare l'intera competizione sudafricana, ci sarà la stella Cristiano Ronaldo, faro della squadra e schierato sulla trequarti insieme a Simao dietro all'unica punta Liedson. A centrocampo prevista la presenza di Deco, con l'altro "blues" Ricardo Carvalho al centro della difesa.

Le probabili formazioni:

Costa d'Avorio
(4-4-2):
1 Barry; 21 Ebouè, 4 K. Tourè, 22 Bamba, 17 Tiene; 10 Kouassi, 5 Zokora, 19 Y. Tourè, 9 Tiote; 8 Kalou, 11 Drogba (c).
A disposizione: 20 Demel, 23 Yeboah, 16 Zogbo, 3 Boka, 2 Angoua, 6 Gohouri, 12 Gousso, 7 Doumbia, 18 Keita, 14 Kone, 13 Romaric, 15 Dindane. All: Eriksson

Portogallo
(4-3-2-1): 1 Eduardo; 3 Paulo Ferreira, 2 Bruno Alves, 6 Ricardo Carvalho, 23 Fabio Coentrao; 8 Pedro Mendes, 16 Raul Meireles, 20 Deco (c); 7 Cristiano Ronaldo, 11 Simao; 9 Liedson.
A disposizione: 12 Beto, 22 Daniel Fernandes, 14 Miguel Veloso, 4 Rolando, 21 Ricardo Costa, 5 Duda, 15 Pepe, 13 Miguel, 19 Tiago, 10 Danny, 18 Hugo Almeida, 17 Ruben Amorim. All: Queiroz


Arbitro: Jorge Larrionda (Uruguay)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 16


BRASILE - COREA DEL NORD

Una squadra di tradizione e qualità che punta alla vittoria mondiale contro una nazionale esordiente e quasi misteriosa. E' questo il leit-motiv dell'incontro tra Brasile e Corea del Nord, che alle 20.30 a Johannesburg scenderanno in campo nel secondo incontro del Girone G. A destare curiosità, come detto, più che il Brasile, squadra che sembra aver guadagnato in compattezza e in qualità difensiva ma aver perso in fantasia, è la nazionale asiatica allenata da Kim Jong Hun. Il quale, suo malgrado, si è fatto conoscere prima del Mondiale grazie ad una furbizia rivelatasi poi autentica stupidità: l'inserimento di Kim Myong Won, un attaccante, come terzo portiere per avere maggiori soluzioni offensive in rosa. Il ''trucchetto'' è stato però scoperto dalla Fifa, che ha intimato al ct nordcoreano l'utilizzo del portiere-attaccante solo nel ruolo di estremo difensore. Meglio quindi che i primi due portieri della rosa arrivino integri almeno alla fine delle tre partite dal girone...Da segnalare anche la punta Jong Tae-Se, uno dei pochi convocati a militare all'estero, in Giappone, che ha promesso un gol a partita. Anche in caso di goleada, come non è da escludere possa accadere.

Per Dunga il dubbio dell'ultimo minuto si chiama Julio Cesar, reduce dai problemi fisici patiti in amichevole con lo Zimbabwe; se non dovesse farcela giocherà Gomes. A centrocampo agiranno Felipe Melo, confermatissimo dal ct brasiliano nonostante la pessima annata, e Gilberto Silva nel 4-2-3-1 alle spalle del trio Kakà-Robinho-Elano, con Luis Fabiano unica punta. I nordcoreani si presenteranno invece in formazione tipo e con un ''europeissimo'' 4-4-2.

Le probabili formazioni:

Brasile
(4-2-3-1):
1 Julio Cesar; 2 Maicon, 3 Lucio (c), 4 Juan, 6 Bastos; 8 Gilberto Silva, 5 Felipe Melo; 7 Elano, 10 Kakà, 11 Robinho; 9 Luis Fabiano.
A disposizione: 12 Gomes, 22 Doni, 14 Luisao, 15 Thiago Silva, 13 Daniel Alves, 16 Gilberto, 17 Josuè, 18 Ramires, 20 Kleberson, 19 Julio Baptista, 21 Nilmar, 23 Grafite. All: Dunga

Corea del Nord
(4-4-2): 1 Myong-Guk Ri; 13 Chol Jin Pak (c), 5 Kwang Chon Ri, 16 Song Chol Nam, 14 Nam Chol Pak Il; 3 Jun-Il Ri, 8 Yu Nam Ji, 17 Yong Hak An, 11 In Guk Mun; 10 Yong Jo Hong, 9 Jong Tae se.
A disposizione: 18 Myong Gil Kim, 20 Myong Won Kim, 2 Jong Hyok Cha, 21 Kwang Hyok Ri, 22 Kyong Hyok Il, 6 Kum Il Kim, 15 Jong Jung Kim, 4 Nam Chol Pak, 23 Sung Hyok Pak, 19 Chol Ming Ri, 7 Chol Hyok An, 12 Kum Chol Choe. All: Kim Jong-Hun


Arbitro: Viktor Kassai (Ungheria)

Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30