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martedì 15 giugno 2010

La Nuova Zelanda non molla mai, Slovacchia beffata al 93'

Non chiamatela ''squadra materasso''. Ok, siamo d'accordo, la Nuova Zelanda è figlia di una nazione in cui spopola il rugby degli All Blacks mentre i tesserati per il ''vecchio'' football sono appena 100.000, tant'è che la squadra più importante del paese, i Wellington Phoenix, è costretta a giocare nel campionato australiano. E di conseguenza il livello tecnico è quello che può essere, con un paio di nazionali impegnati nel campionato americano e quattro in quello inglese, di cui uno in Premier League con la maglia del Blackburn. Eppure, con il cuore e senza mollare, gli All Whites riescono a portare a casa contro la Slovacchia un insperato 1-1, raggiunto grazie a un colpo di testa del centrale Reid in pieno recupero, cancellando lo zero dalla casella dei punti fatti e gol realizzati nell'unica partecipazione mondiale precedente di Spagna '82. Per la squadra di Hamsik la delusione è cocente, specie per il gol subito dopo un secondo tempo di totale amministrazione dopo la rete di Vittek al 5'. Le due squadre raggiungono a 1 punto nel Girone F le avversarie Italia e Paraguay che ieri sera avevano chiuso con lo stesso punteggio.
La Nuova Zelanda si presenta in campo con un 4-3-3 molto più difensivo di quanto possa sembrare, pronto a trasfomarsi in un 3-5-1 ancora più chiuso, con Smeltz punta centrale e con Fallon e Killen esterni alti. Nel 4-4-2 della Slovacchia, adattabile a 3-4-3, ci sono Vittek al posto dell'annunciato Holosko, Strba e non Kozak davanti alla difesa e Jendrisek esterno sinistro di centrocampo al posto di Stoch.
Il primo squillo del match è della Nuova Zelanda al 4', per la verità un colpo di testa non particolarmente insidioso di Killen, ma l'impressione dei primi minuti è che la Slovacchia senta particolarmente l'emozione per il debutto mondiale, al contrario dei neozelandesi già ''svezzati'' dalla Confederations di un anno fa. Per la verità non che gli All Whites mettano brividi particolari al portiere slovacco Mucha e così, con il passare dei minuti, la squadra di Hamsik comincia a prendere fiducia con due occasioni, una per Sestak e una per Vittek, fuori di poco rispettivamente al 27' e al 34'. In mezzo c'è la follia del portiere neozelandese Paston che, rischiando di andare a fare compagnia ad alcuni suoi colleghi protagonisti in negativo in questi giorni, rischia il ''paperone'' mancando completamente il pallone su un tentativo di rinvio di piede; per sua fortuna ci pensano Reid e il capitano Nelsen a salvare in angolo su Vittek. Prima della pausa c'è tempo anche per la migliore occasione nei primi 45' per gli oceanici, una bella girata di Smeltz che finisce sull'esterno della rete, e per il primo vero squillo di Hamsik, un gran botta da fuori alzata in angolo da Paston . All'intervallo è 0-0 ma l'impressione è che la squadra di Weiss possa, aumentando il ritmo, mettere facilmente in difficoltà l'undici del collega Herbert, grazie anche al maggior talento a disposizione. E infatti, 5 minuti dopo l'inizio della ripresa, arriva il vantaggio della Slovacchia, con Vittek che impatta benissimo un pallone molto teso di Weiss dalla destra trovando l'angolo alla destra di Paston. L'1-0 slovacco tutto sommato è meritato e non cambia il modo di giocare dei neozelandesi, compassati nel ritmo e alla ricerca sempre del lancio lungo per le punte, quasi sempre però con poca efficacia. La Slovacchia può così amministrare il vantaggio e, anzi, provare a raddoppiare come nell'occasione di un 3 contro 3 al 68' con Strba che invece di servira Hamsik a destra appoggia per Sestak e poi per Vittek, anticipato in extremis in angolo. Dopo quest'episodio la partita torna a scorrere senza sussulti fino al terzo minuto di recupero del 90' quando, in modo del tutto inaspettato e all'ultimo assalto, la Nuova Zelanda trova l'1-1: bravissimo Smeltz, lasciato però troppo libero, a scodellare in mezzo un pallone perfetto per la testa di Reid, che regala ai suoi il pareggio e il primo storico punto in un Mondiale. Finisce così a Port Elizabeth, 1-1. Per gli All Whites in festa domenica c'è il match contro gli azzurri, già messi in difficoltà in amichevole lo scorso anno. Per la Slovacchia il rammarico è grandissimo e contro il Paraguay non sarà affatto facile.

NUOVA ZELANDA: Paston; Reid, Nelsen (c), Smith, Vicelich (78' Christie); Elliot, Bertos, Lochhead; Smeltz, Killen (72' Wood), Fallon. All: Herbert

SLOVACCHIA: Mucha; Cech, Skrtel, Durica, Zabavnik; Strba, Weiss (90' Kucka), Jendrisek, Hamsik (c); Sestak (81' Holosko), Vittek (84' Stoch). All: Weiss
Reti: 50' Vittek (S); 93' Reid (N)

Ammoniti: Reid, Lochhead (N); Strba (S)

Arbitro: Damon (SAF)

Giorno 5: apre Nuova Zelanda-Slovacchia, poi un super Costa d'Avorio-Portogallo prima dell'esordio del Brasile

Dopo l'esordio, in parte sfortunato, dell'Italia di Lippi contro il Paraguay, ad aprire il quinto giorno di gare di questo mondiale sudafricano saranno le rivali nel Girone F di azzurri e sudamericani: alle 13.30 a Città del Capo scenderanno in campo Nuova Zelanda e Slovacchia, alla ricerca di una vittoria che proietterebbe una delle due momentaneamente in testa al gruppo. Il match tra la nazionale di Hamsik e gli ''All Whites'' neozelandesi, da seguire con attenzione per capire lo stato di forma delle prossime avversarie azzurre, sarà l'antipasto delle attesissime gare del Girone G di questo pomeriggio e stasera. Alle 16 a Port Elizabeth saranno Costa d'Avorio e Portogallo ad aprire il gruppo, in una partita che si annuncia combattutissima con la presenza di Cristiano Ronaldo nei lusitani e di Drogba, recuperato miracolosamente, all'inizio in panchina. In serata alle 20.30 esordio anche per il Brasile di Dunga nell'incontro, apparentemente agevole, contro la Corea del Nord.
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NUOVA ZELANDA - SLOVACCHIA

Due squadre in cerca di un'impresa. Dopo l'1-1 di ieri sera tra Italia-Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia si giocano nella partita d'esordio a Città del Capo la possibilità di guardare dall'alto, almeno fino a domenica, le avversarie nel Girone F, tra cui i Campioni del Mondo in carica. Favorita, almeno sulla carta, sembra essere la nazionale guidata in panchina dal ct Weiss e in campo dal ''napoletano'' Marek ''Marekiaro'' Hamsik, vincitrice tra l'altro del proprio girone di qualificazione mondiale davanti a nazionali più blasonate come Polonia e Repubblica Ceca. Dall'altra parte gli ''All Whites allenati da Ricki Herbert proveranno a ripetere la discreta Confederations Cup dell'anno scorso, ma in particolar modo l'amichevole contro l'Italia, nella quale gli oceanici cedettero 4-3 dopo aver fatto soffrire la nazionale di Lippi.

La Nuova Zelanda dovrebbe scendere in campo con la formazione tipo e il classico modulo 4-3-3, nel quale troverà spazio il trio d'attacco Smeltz-Killen-Fallon. Nel più tradizionale 4-4-2 della Slovacchia probabile l'impiego di Sestak e Holosko in avanti, con Hamsik sulla linea di centrocampo alle loro spalle.

Le probabili formazioni:

Nuova Zelanda
(4-4-3): 1 Paston; 4 Reid, 6 Nelsen (c), 19 Smith, 5 Vicelich; 7 Elliott, 11 Bertos, 3 Lochhead; 9 Smeltz, 10 Killen, 14 Fallon.
A disposizione: 12 Moss, 23 Bannatyne, 13 Barron, 18 Boyens, 2 Sigmund, 8 Brown, 21 Christie, 16 Clapham, 15 Mc Glinchey, 17 Mulligan, 22 Brockie, 20 Wood. All: Herbert

Slovacchia
(4-4-2): 1 Mucha; 2 Pekarik, 3 Skrtel, 16 Durica, 5 Zabavnik; 8 Kozak, 7 Weiss, 15 Stoch, 17 Hamsik (c); 9 Sestak, 13 Holosko.
A disposizione: 12 Pernis, 23 Kuciak, 4 Cech, 22 Petras, 21 Salata, 20 Kopunek, 19 Kucka, 10 Sapara, 6 Strba, 14 Jakubko, 18 Jendrisek, 11 Vettek . All: Weiss


Arbitro: Jerome Damon (Sudafrica)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 13.30


COSTA D'AVORIO - PORTOGALLO

Un grande match ad aprire un grande girone, probabilmente il più equilibrato. Alle 16 a Port Elizabeth saranno la Costa d'Avorio di Sven Goran Eriksson, la nazionale africana sulla carta più forte tecnicamente e fisicamente, e il Portogallo di Carlos Queiroz ad inaugurare il Girone G, lo stesso del Brasile e della probabile ''cenerentola'' Corea del Nord. Lotta assicurata quindi tra 3 grandi squadre, con una di queste che dovrà salutare il Mondiale già tra poco meno di dieci giorni. E per questo, considerando il Brasile come superfavorito per vittoria e passaggio agli ottavi, indicazioni importanti per la seconda candidata alla qualificazione potrebbero arrivare già da questo match.

Tra gli ivoriani grande attesa per capire se Didier Drogba, reduce dalla frattura del braccio destro nell'amichevole con il Giappone a pochi giorni dal Mondiale, sarà della partita e se l'arbitro dell'incontro, l'uruguagio Larrionda, permetterà all'attaccante del Chelsea di scendere in campo con un tutore all'avambraccio. Se così non dovesse essere è pronto Doumbia, mentre il resto della squadra sarà con ogni probabilità quella annunciata alla vigilia, con Kolo Tourè al centro della difesa, Ebouè terzino destro, Yaya Tourè in mezzo al campo e Kalou in avanti. Nel Portogallo, privo dell'infortunato Nani costretto a saltare l'intera competizione sudafricana, ci sarà la stella Cristiano Ronaldo, faro della squadra e schierato sulla trequarti insieme a Simao dietro all'unica punta Liedson. A centrocampo prevista la presenza di Deco, con l'altro "blues" Ricardo Carvalho al centro della difesa.

Le probabili formazioni:

Costa d'Avorio
(4-4-2):
1 Barry; 21 Ebouè, 4 K. Tourè, 22 Bamba, 17 Tiene; 10 Kouassi, 5 Zokora, 19 Y. Tourè, 9 Tiote; 8 Kalou, 11 Drogba (c).
A disposizione: 20 Demel, 23 Yeboah, 16 Zogbo, 3 Boka, 2 Angoua, 6 Gohouri, 12 Gousso, 7 Doumbia, 18 Keita, 14 Kone, 13 Romaric, 15 Dindane. All: Eriksson

Portogallo
(4-3-2-1): 1 Eduardo; 3 Paulo Ferreira, 2 Bruno Alves, 6 Ricardo Carvalho, 23 Fabio Coentrao; 8 Pedro Mendes, 16 Raul Meireles, 20 Deco (c); 7 Cristiano Ronaldo, 11 Simao; 9 Liedson.
A disposizione: 12 Beto, 22 Daniel Fernandes, 14 Miguel Veloso, 4 Rolando, 21 Ricardo Costa, 5 Duda, 15 Pepe, 13 Miguel, 19 Tiago, 10 Danny, 18 Hugo Almeida, 17 Ruben Amorim. All: Queiroz


Arbitro: Jorge Larrionda (Uruguay)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 16


BRASILE - COREA DEL NORD

Una squadra di tradizione e qualità che punta alla vittoria mondiale contro una nazionale esordiente e quasi misteriosa. E' questo il leit-motiv dell'incontro tra Brasile e Corea del Nord, che alle 20.30 a Johannesburg scenderanno in campo nel secondo incontro del Girone G. A destare curiosità, come detto, più che il Brasile, squadra che sembra aver guadagnato in compattezza e in qualità difensiva ma aver perso in fantasia, è la nazionale asiatica allenata da Kim Jong Hun. Il quale, suo malgrado, si è fatto conoscere prima del Mondiale grazie ad una furbizia rivelatasi poi autentica stupidità: l'inserimento di Kim Myong Won, un attaccante, come terzo portiere per avere maggiori soluzioni offensive in rosa. Il ''trucchetto'' è stato però scoperto dalla Fifa, che ha intimato al ct nordcoreano l'utilizzo del portiere-attaccante solo nel ruolo di estremo difensore. Meglio quindi che i primi due portieri della rosa arrivino integri almeno alla fine delle tre partite dal girone...Da segnalare anche la punta Jong Tae-Se, uno dei pochi convocati a militare all'estero, in Giappone, che ha promesso un gol a partita. Anche in caso di goleada, come non è da escludere possa accadere.

Per Dunga il dubbio dell'ultimo minuto si chiama Julio Cesar, reduce dai problemi fisici patiti in amichevole con lo Zimbabwe; se non dovesse farcela giocherà Gomes. A centrocampo agiranno Felipe Melo, confermatissimo dal ct brasiliano nonostante la pessima annata, e Gilberto Silva nel 4-2-3-1 alle spalle del trio Kakà-Robinho-Elano, con Luis Fabiano unica punta. I nordcoreani si presenteranno invece in formazione tipo e con un ''europeissimo'' 4-4-2.

Le probabili formazioni:

Brasile
(4-2-3-1):
1 Julio Cesar; 2 Maicon, 3 Lucio (c), 4 Juan, 6 Bastos; 8 Gilberto Silva, 5 Felipe Melo; 7 Elano, 10 Kakà, 11 Robinho; 9 Luis Fabiano.
A disposizione: 12 Gomes, 22 Doni, 14 Luisao, 15 Thiago Silva, 13 Daniel Alves, 16 Gilberto, 17 Josuè, 18 Ramires, 20 Kleberson, 19 Julio Baptista, 21 Nilmar, 23 Grafite. All: Dunga

Corea del Nord
(4-4-2): 1 Myong-Guk Ri; 13 Chol Jin Pak (c), 5 Kwang Chon Ri, 16 Song Chol Nam, 14 Nam Chol Pak Il; 3 Jun-Il Ri, 8 Yu Nam Ji, 17 Yong Hak An, 11 In Guk Mun; 10 Yong Jo Hong, 9 Jong Tae se.
A disposizione: 18 Myong Gil Kim, 20 Myong Won Kim, 2 Jong Hyok Cha, 21 Kwang Hyok Ri, 22 Kyong Hyok Il, 6 Kum Il Kim, 15 Jong Jung Kim, 4 Nam Chol Pak, 23 Sung Hyok Pak, 19 Chol Ming Ri, 7 Chol Hyok An, 12 Kum Chol Choe. All: Kim Jong-Hun


Arbitro: Viktor Kassai (Ungheria)

Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30

lunedì 14 giugno 2010

Italia-Paraguay 1-1, le pagelle

Montolivo, che personalità! Gilardino non pervenuto.


Buffon 5,5 : si fa però trovare impreparato sul goal. Un errore che lascia il segno.


Criscito 6,5: coraggioso e aggressivo al punto giusto, gioca meglio nelle ripartenze piuttosto che nelle chiusure. Un terzino che farà parlare di sè in questo mondiale.


Chiellini 5,5 : Poco attivo, rimane fermo sulla rete avversaria. Deludente.


Cannavaro 6 : la sua condizione metteva fin troppa paura, e invece offre garanzie del reparto arretrato. Una gara giocata da vero capitano; deciso nelle chiusure e nei rilanci.


Zambrotta 6: affaticato, perché non è più il galoppatore di quattro anni fa, riesce a guardare bene la difesa. E’ più attivo nel secondo tempo con le soluzioni offensive.


Marchisio 5,5: ancora da collaudare sulla fascia, dove spinge poco e perde qualche pallone di troppo. Sa esprimersi meglio come mediano; probabilmente è stato tradito dall’emozione.


Montolivo 7: il migliore. Sostituisce in modo più che degno Pirlo, e metterà diversi dubbi a Lippi non appena il regista del Milan sarà pronto al rientro. Gara tecnicamente perfetta: di questa prestazione ricorderemo l’ottima visuale di gioco, i passaggi filtranti e i tentativi dalla distanza.


De Rossi 6: un primo tempo insufficiente, dove trova poco spazio in mezzo al reticolo paraguayano. Salva la barca con un goal d’istinto ma anche fortunato. Dopo la marcatura è galvanizzato e riesce ad effettuare un migliore movimento di palla.


Pepe 6,5 : è lo stesso giocatore dell’Udinese: alterna discrete percussioni sull’out di destra, ma allo stesso tempo è artefice delle solite giocate tanto fumo e niente arrosto. Positivo sui corner, non trova però il compagno giusto al momento del lancio. Il goal di De Rossi è, infatti, più un demerito del portiere avversario.


Iaquinta 5,5 : gioca da esterno ma non riesce quasi mai ad inserirsi nell’aria del Paraguay. Con un dribbling per tempo prova a creare movimento nel reparto offensivo senza effettuare un assist vincente.


Gilardino 5: una statua. Nullo sui colpi di testa. Immobile nelle pochissime occasioni palla al piede. Il lavoro di protezione non basta nella prima gara del Girone.


Marchetti 6: ordinaria amministrazione in un secondo tempo abbastanza anonimo per gli attaccanti paraguayani.


Di Natale sv: troppo poco tempo per esprimersi e cambiare il volto della partita.


Camoranesi 6: rileva Marchisio e velocizza il gioco sulla fascia. Nervoso sul finale di gara, ma non ancora pronto per gli interi 90’.

venerdì 11 giugno 2010

Paraguay, la forza e le speranze della classe operaia

L'equazione è logica e fin troppo semplice: calcio sudamericano = Argentina e Brasile. Un'associazione di pensieri che nasce spontanea per tantissimi e ovvi motivi, dando un'occhiata al prestigio, ai trionfi e alla storia che le due nazionali hanno saputo scrivere nelle grandi manifestazioni calcistiche e in particolar modo ai mondiali. Ma se il passato è passato e quello che conta è il presente, ovvero il mondiale sudafricano prossimo all'avvio, non si può non tener a mente che, a dispetto di una Argentina sulla carta stellare ma qualificatasi solo per il rotto della cuffia all'ultima partita, il Paraguay, squadra concreta, compatta e ordinata, ha saputo guadagnarsi il pass mondiale con un girone di qualificazione a tratti dominato, e concluso al secondo posto ad una sola lunghezza dai maestri brasiliani. La nazionale albirroja allenata dal ct argentino Gerardo Martino, in carica dal 2007, si presenta quindi al mondiale sudafricano con lo scopo di rendere la vita difficile all'Italia campione del Mondo, con la quale dividerà il Girone F oltre a Nuova Zelanda e Slovacchia, e, confermando i notevoli miglioramenti fatti in questi anni, di provare a raggiungere perlomeno l'accesso agli ottavi di finale, eguagliando i risultati già ottenuti a Messico '86, Francia '98 e Giappone & Corea 2002. Obiettivo che, viste le avversarie, sembra assolutamente fattibile, e per il quale i sudamericani dovrebbero trovarsi in lotta con la Slovacchia, dando già per spacciata la modesta Nuova Zelanda.

Martino punterà molto, oltre che sui gol e sulla leadership della stella Roque Santa Cruz, soprattutto sulla forte carica emotiva di un gruppo abituato a dare il meglio di sè contro avversari sulla carta superiori, come dimostra anche il 2-0 inflittò nel match di qualificazione ad Asunciòn proprio contro il fortissimo Brasile di Dunga. Farà bene dunque Lippi a mantenere alta la concentrazione dei suoi nei confronti dell'avversaria sicuramente più insidiosa per gli azzurri nella prima fase. Anche se scommettere su un exploit della rappresentativa allenata anche dal nostro Cesare Maldini nel 2001 e 2002 resta un'incognita. La pretattica di Martino alla vigilia del match contro l'Italia ricorda un po' quella del ct del Ghana Rajdukovic prima del match con gli azzurri (e per scaramanzia fermiamoci qui). Tra gli albirroja, oltre al sopracitato Santa Cruz, da tenere d'occhio anche l'attaccante 25enne del Borussia Dortmund Lucas Barrios, esploso quest'anno in Bundesliga con i suoi 19 gol stagionali, e autore di due reti in altrettante apparizioni con la maglia della nazionale, tra l'altro le prime per lui, nelle ultime amichevoli pre-mondiali. Un talento rampante che approfitterà anche dei problemi ad una caviglia del titolare dell'attacco Cardozo per esordire contro la nostra coppia difensiva Cannavaro-Chiellini. E speriamo che i nostri si ricordino di essere, almeno fino all'11 luglio, i campioni del mondo in carica.

Difesa - A difendere l'inviolabilità della rete paraguayana dal 2003 c'è, e ci sarà anche in questa occasione, il portiere del Valladolid Villar, sfortunato protagonista nel Mondiale 2006 a causa di un infortunio patito nei primi minuti del match d'esordio contro l'Inghilterra. In quel occasione prese il suo posto il vice Bobadilla, che anche in questa rassegna sarà in panchina pronto a subentrare in caso di evenienza. Terzo estremo difensore della rosa è il 28enne Diego Barreto del Cerro Porteno. Il reparto arretrato predisposto dal ct Martino sarà composto dal duo di centrali titolari Julio Cesar Caceres proveniente dagli argentini del Racing Avellaneda e Da Silva, fresco di contratto con gli inglesi del Sunderland insieme al compagno di squadra a centrocampo Riveros. Ai lati della difesa agiranno a destra Dario Veròn e a sinistra il capitano Caniza, entrambi reduci dal campionato messicano, pur militando in squadre diverse. Dalla panchina per l'allenatore paraguayano ci saranno diverse alternative di qualità tra cui attingere: il 32enne esterno sinistro del Boca Juniors Morel Rodriguez, il laterale destro dell'Olimpia Asunciòn Bonet e i due centrali di scorta Alcaraz del Bruges, prossimo acquisto degli inglesi del Wigan, e Torres del San Lorenzo.

Centrocampo - Nel 4-3-1-2 solitamente utilizzato dai biancorossi, la cabina di regia sarà affidata ad Edgar Barreto, ormai più che una conoscenza per la nostra Serie A con le sue tre stagioni nelle fila della Reggina e l'ultima, vissuta in verità più fuori che dentro il campo, con la maglia dell'Atalanta. Ad agire più larghi saranno invece chiamati il numero 11 del Wolfsburg Jonathan Santana a destra e il 28enne Riveros a sinistra, quest'ultimo uno dei punti di forza della selezione sudamericana per la buona capacità di coprire le ripartenze avversarie associata ad una frequenta ricerca del tiro in porta. Caratteristiche che gli sono valse un contratto in Premier League dopo una carriera tra Messico e Paraguay. Per il ruolo da trequartista il predestinato è Nelson Haedo Valdez, giocatore nato come seconda punta nel Werder Brema ma schierato solitamente regista sia in nazionale sia con la maglia del Borussia Dortmund. Le alternative per le fasce esterne di centrocampo, e per un eventuale trasformazione in corsa dal modulo di base al più classico 4-4-2, sono i giovani Victor Caceres e Ortigoza, impegnati rispettivamente in patria e in Argentina, e il 31enne ''ecuadoregno'' Vera, vera alternativa data la sua attitudine difensiva più per un posto da esterno basso di difesa.

Attacco - Il nome più conosciuto e titolato della rosa delle Guaranies è senza dubbio quello di Roque Santa Cruz, detto ''El Puntero'', che può vantare un ricchissimo palmares equiparabile a pochi giocatori: 5 titoli in Bundesliga, 4 Coppe di Germania, 3 Coppe di Lega, 1 Champions League e 1 Coppa Intercontintale, tutte conquistate con la maglia del Bayern Monaco. A rovinare al bomber dell'albirroja questo bottino invidiabile ci si sono messi vari infortuni negli ultimi anni, che hanno tormentato la carriera intrapresa in Premier League con le maglie di Blackburn prima e Manchester City poi. Logico comunque che il ct Martino affidi a lui l'onere dell'attacco biancorosso. Al suo fianco è sfida aperta per un posto tra il bomber del Benfica Oscar Cardozo e il rampante Barrios, di cui abbiamo parlato all'inizio. E come detto, i problemi alla caviglia del ''portoghese'' favoriranno almeno inizialmente l'impiego della stella nascente del calcio paraguayano, sulle tracce del quale pare ci sia anche il Milan. Senza dimenticare altri due giovani attaccanti dei quali probabilmente sentiremo parlare bene in futuro: il 22enne Edgar Benitez, detto ''El Pajaro", in forza ai messicani del Pachuca, e il 21enne prodotto del campionato paraguayano Rodolfo Gamarra. Giovani che si troveranno davanti, specie nel caso dell'Italia, una difesa un po' attempata. E che Dio ce la mandi buona.

mercoledì 9 giugno 2010

Italia, 3 motivi per crederci ancora

Ormai ci siamo: è il momento della verità. Ripensandoci sembra quasi impossibile che siano già trascorsi 4 anni dalla magica notte del 9 luglio 2006, quella in cui il cielo sopra Berlino, e sopra tutto il mondo, si colorò dell'azzurro delle maglie di Cannavaro, Grosso, Materazzi, Pirlo, Toni, Del Piero, Buffon e tutti gli altri. Nessuno di noi può aver dimenticato gli istanti in cui capitan Cannavaro sollevò al cielo la Coppa, 24 anni dopo i Mondiali di Spagna, e i festeggiamenti irrefrenabili che seguirono "in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi" d'Italia per celebrare i nuovi Campioni del Mondo. Campioni del Mondo. Nei quasi 1400 giorni che separano quella sera dal 14 giugno 2010, giorno in cui l'Italia esordirà da detentrice del titolo contro il Paraguay, è successo un po' di tutto: la Juventus in Serie B, i contestati trionfi dell'Inter priva di italiani in campionato e in Europa, la parentesi poco felice di Donadoni sulla panchina azzurra, lo sfortunato Europeo 2008, il ritorno di Lippi, la disastrosa Confederations Cup 2009, la qualificazione mondiale e le polemiche senza fine sulle esclusioni eccellenti di Cassano, Balotelli e Miccoli. Insomma, neanche da Campione del Mondo l'Italia del pallone ha trovato pace o riparo dalle polemiche. A maggior ragione, viene da dire, alla vigilia del mondiale sudafricano, dove Lippi, che oltretutto non brilla certo tra i più per simpatia, cercherà di convincere i moltissimi scettici che l'impresa di riconquistare il titolo per la seconda volta di fila, impresa riuscita solo all'Italia di Pozzo (1934 e 1938) e al Brasile alla fine degli anni '50 (1958 e 1962), è alla portata dei nostri.


Le obiezioni che sono state mosse alle parole del nostro ct sono state tante e alcune sembrano supportate da dati di fatto: l reduci da Berlino hanno ovviamente 4 anni in più e giocatori come Cannavaro, Zambrotta, Pirlo e Buffon non sembrano avere lo stesso smalto di allora. Senza contare quei giocatori convocati nonostante una stagione martoriata dagli infortuni, come Gattuso, Camoranesi e Iaquinta, e oltre ad ulteriori scelte più o meno discutibili, come quelle di Bocchetti, Maggio, Palombo, Pepe e Quagliarella. Sulla mancata considerazione di Lippi nei confronti di Cassano, Balotelli e Miccoli si è detto un po' di tutto, anche se c'è da tenere presente che tutti e tre hanno offerto prestazioni nell'arco del campionato non sempre ai massimi livelli, pur nel complesso e a prima vista meritando la chiamata più di altri, in particolar modo Cassano (più di Miccoli e di Balotelli, notoriamente bizzosi di carattere al punto da essere considerati fattori di rischio per l'armonia del gruppo). Altro appunto fatto dagli esperti è la mancanza di giocatori di fantasia, come Totti, Del Piero e appunto lo stesso Miccoli, infortunatosi però sul finire di campionato, nella rosa dei 23 per il Mondiale. Secondo i più pessimisti l'Italia non è altro che un gruppo di giocatori ormai ''bolliti'', destinato a ripetere la pessima figura della nazionale di Bearzot campione uscente nei Mondiali di Messico '86, e molti scommettono su una prematura eliminazione già nel ''fattibile'' Girone E contro Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia. Eppure, a ben vedere, ci sono almeno 3 motivi per credere, se non in nuova impresa, almeno in un Mondiale più che dignitoso da parte degli azzurri: innanzitutto il carisma di Lippi, allenatore vincente e capace di creare uno spogliatoio motivato e compatto, anche a costo di compiere scelte ed esclusioni impopolari; inoltre potrebbe rivelarsi un fattore positivo la mancata considerazione dell'Italia tra le favorite per la vittoria finale, così come avvenuto quattro anni fa in Germania, ricordando che spesso ''chi entra papa esce cardinale'' (come la Francia nel 2002 o il superfavorito Brasile nel 2006); infine, può essere utile ricordare come l'Italia storicamente sia una delle nazionali più ostiche da affrontare in un Mondiale e arrivi quasi sempre alle battute finali della competizione (contando, negli ultimi 20 anni, la semifinale nel 1990, la finale nel 1994, gli ottavi di finale persi solo ai rigori nel 1998, l'eliminazione sempre gli ottavi ma ''grazie'' all'arbitro Moreno nel 2002 e la vittoria del 2006). Insomma, una cosa è certa: l'Italia che si presenterà per difendere il titolo non sarà uno sorta di sparring partner per le avversarie che troverà sulla sua strada. E allora affidiamoci a Lippi e alle sue scelte, incrociando le dita ed evitando di ''aprire il fuoco'' fino ad un'eventuale eliminazione anticipata, per non dover poi magari salire sul classico ''carro dei vincitori'' a posteriori.


Difesa - Magari Gigi Buffon, anche per i problemi fisici patiti negli ultimi anni, non sarà più lo stesso muro invalicabile visto nella rassegna tedesca, ma rimane sicuramente tra i primi 3 migliori portieri al mondo insieme a Casillas e Julio Cesar, tra l'altro non esenti da ''papere'' nella stagione europea appena conclusa. Il ruolo di secondo portiere che fu quattro anni fa di Amelia sarà ricoperto dal cagliaritano Marchetti, con De Sanctis come terzo portiere a portare esperienza nello spogliatoio. Il reparto a destare maggiori preoccupazioni è però senza dubbio la linea difensiva azzurra: Cannavaro è reduce dall' ''annus horribilis'' della Juve, del quale si può dire sia stato uno dei principali responsabili, e sembra davvero tutto tranne che una sicurezza. Sicurezza che sembra invece dote del compagno di squadra Chiellini, al contrario uno dei migliori nella pur sempre disastrosa stagione bianconera. A destra oggi come allora ci sarà Zambrotta, anche lui apparso parecchio appannato all'alba dei 33 anni, mentre sulla sinistra il posto che fu del protagonista in Germania Grosso, tagliato da Lippi dopo l'inserimento nella lista dei 30, sarà di uno tra il genoano Criscito e il napoletano Maggio. Le alternative per il reparto arretrato sono il genoano Bocchetti e la rivelazione del Bari Bonucci, schierabili al centro con l'eventuale spostamento di Chiellini sulla fascia sinistra, come ai tempi di Fiorentina e Livorno.

Centrocampo - L'infortunio di Pirlo, pur anche lui in netta flessione nell'ultimo anno, ha complicato i piani di Lippi, che ricorrerà così almeno sino al rientro del rossonero a uno tra Gattuso, Montolivo e Palmobo sulla linea mediana accanto a De Rossi, con i primi due leggermente favoriti in partenza, soprattutto il giocatore della Fiorentina, mentre Gattuso viene considerato funzionale soprattutto come leader dello spogliatoio. C'è poi da sciogliere il nodo sul modulo che sarà impiegato dal ct, con ogni probabilità uno tra il 4-2-3-1 e il 4-3-3. Nel primo caso probabile l'impiego di Marchisio come trequartista a supporto dell'unica punta e dei due esterni d'attacco, che dovrebbero Iaquinta e il capocannoniere della Serie A Di Natale, trasformati in ali vere e proprie nel passaggio al più classico 4-3-3. In panchina, pronto ad entrare in campo, ci sarà l'udinese Simone Pepe, pupillo di Lippi, mentre restano tutte da verificare le condizioni dell'italo-argentino Mauro Camoranesi, alle prese con problemi al ginocchio ma che potrebbe recuperare già per il secondo match del girone contro la Nuova Zelanda. In preallarme, soprattutto per la questione Pirlo, rimarrà fino all'ultimo il cagliaritano Cossu, aggregato come 24esimo alla spedizione azzurra imbarcatasi per Johannesburg.

Attacco - Detto di Iaquinta e Di Natale e dei loro possibili alter ego Pepe e Camoranesi, per il ruolo di punta centrale è favorito ''Il Gila'', Alberto Gilardino, sul ''Pazzo'', Giampaolo Pazzini, goleador della Sampdoria quest'anno autrice di una storica qualificazione in Champions League. Mancheranno, come detto più volte, attaccanti come Cassano, Balotelli e Miccoli, ma anche Luca Toni, l'ariete degli azzurri a Germania 2006, capocannoniere della spedizione azzurra insieme a Materazzi con la doppietta nei quarti di finale contro l'Ucraina (anche se andrebbe ricordato pure il gol regolare annullato in finale contro la Francia). Comunque sia, il passato è passato, Germania 2006 è in archivio. Ora è il momento di provare a scrivere la storia anche a Sudafrica 2010. E vedendo le imprese dell'Inter nel calcio e della Schiavone nel tennis verrebbe da dire, come recitavano le maglie dei fan della tennista milanese, Nothing is impossible. E non a caso Lippi ha detto di volersi ispirare per questo mondiale proprio dalla Schiavone. Quindi, forza azzurri!