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sabato 10 luglio 2010

Uruguay e Germania per il podio, stasera la ''finalina''

Se è vero, come spesso si dice, che il secondo è il primo dei perdenti, viene da pensare quasi che, in sostanza, il terzo posto valga di più. Mancata vittoria da una parte, prestigio per la conquista di un posto sul podio dall'altra. Con queste motivazioni stasera a Port Elizabeth scenderanno in campo Uruguay e Germania nella ''finalina'' di questi Mondiali di Sudafrica 2010, su cui, con la superfinale per la Coppa tra Spagna e Olanda di domani sera, calerà il sipario dopo un mese esatto di gare.
Con la benedizione dell'infallibile polpo Paul, che ha indicato la formazione di Loew come vincitrice dell'alloro di consolazione, la Germania si affiderà alla sua formazione migliore, allo stesso modo dei rivali sudamericani, smentendo così chi auspica una partita tra due squadre svogliate e demotivate dalla mancata conquista del palcoscenico principali. Anzi, tra i tedeschi c'è grande attesa soprattutto per la prova di Miroslav Klose, che in caso di doppietta diventerebbe addirittura il miglior realizzatore nella storia dei Mondiali! Per supportare l'ariete di origine polacca nella rincorsa al record Loew si affiderà ancora una volta a Ozil e Mueller, con quest'ultimo al rientro dopo la squalifica scontata contro la Spagna, assenza pesantissima che si è sentita eccome nel reparto avanzato del Nationalelf. Accanto a loro Kroos dovrebbe sostituire l'acciaccato Podolski. Per il resto favorito in difesa a sinistra Jansen su Boateng.
L'Uruguay dal cuore grande visto in questo Mondiale sudafricano non ha però nessuna intenzione di confermare la previsione del polpo Paul. Anzi, la medaglia di bronzo coronerebbe un Mondiale partito senza grandi ambizioni e sfumato per un soffio nella semifinale contro l'Olanda, a 45 anni dall'ultimo piazzamento nelle prime tre del mondo. Per l'occasione Tabarez recupererà il grande assente della semifinale e salvatore della patria nel quarto di finale contro il Ghana, ovvero Luis Suarez. Insieme a lui in attacco ancora una volta ci saranno Cavani e il super Diego Forlan ammirato in quest'ultimo mese. Rientro dal primo minuto anche per l'altro squalificato Fucile e per il capitano Diego Lugano.
Arbitrerà il messicano Benito Archundia. Non ci sarà in balio la Coppa, ma tra le due squadre regine dello spettacolo in questo Mondiale ci si può aspettare davvero di tutto.
Le probabili formazioni:
Uruguay
(4-3-3): 1 Muslera; 22 Caceres, 2 Lugano (c), 3 Godin, 4 Fucile; 16 M. Pereira, 15 Perez, 17 Arevalo Rios; 7 Cavani, 10 Forlan, 9 Suarez.
A disposizione: 12 Castillo, 23 Silva, 6 Victorino, 19 Scotti, 5 Gargano, 8 Eguren, 11 A. Pereira, 20 A. Fernandez, 18 I. Gonzalez, 13 Abreu, 21 S. Fernandez. All: Tabarez
Germania
(4-2-3-1): 1 Neuer; 3 Friedrich, 17 Mertesacker, 16 Lahm (c), 2 Jansen; 6 Khedira, 7 Schweinsteiger ; 8 Ozil, 13 Mueller, 18 Kroos; 11 Klose.
A disposizione: 12 Wiese, 22 Butt, 14 Badstuber, 5 Tasci, 23 Boateng, 4 Aogo, 21 Marin, 15 Trochowski, 10 Podolski, 20 Gomez, 9 Kiessling, 19 Cacau. All.: Loew.
Arbitro: Benito Archundia (Messico)
Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30

sabato 3 luglio 2010

Germania super, è in semifinale. Diego, che botta!

Klose e i giovani tedeschi umiliano l'Argentina e portano la Germania in semifinale. Tutto facile per i ragazzi di Loew, che aprono subito le danze con Muller, abile a sfruttare una palla inattiva che spiazza la porta di Romero.

Pur giocando su spazi abbastanza ampi, la squadra di Maradona non è in grado di recuperare e accenna qualche timida reazione con i lanci da fuori area e i passaggi di un Messi non particolarmente brillante. Davanti, Tevez e Higuain si cercano poco e un po' per mancanza di alternative, un po' per frustrazione cercheranno conclusioni centrali e scontate. E' questo il primo tempo, giocato con una Germania attendista e pronta a divorarsi il raddoppio con Klose, sfruttando un contropiede composto da quattro passaggi: la mira dell'attaccante del Bayern è però imprecisa.

Mentre l'Argentina prova a pareggiare con i guizzi di Di Maria, la Germania ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo: Klose questa volta è preciso, e al 22' della ripresa piega la Seleccion con un'azione perfetta che manda in tilt il gruppo targato Messi.

Ecco la debolezza sudamericana: gli spazi si moltiplicano e le sparute idee di gioco vengono meno, lasciando agli avversari la possibilità di fare i prestigiatori nella "pampa" biancoceleste. Schweinsteiger ubriaca l'immobile DeMichelis e lo spento Burdisso, e per Friedrich è un gioco da ragazzi chiudere una partita finita in poker grazie all'ultima rete di Klose che fa doppietta.
Applausi ad una Germania giovane e spietata, capace di gestire le ripartenze dell'avversario e di colpirlo nei due grandi punti deboli: la difesa, che ha risentito non poco dell'assenza di Samuel, e l'insicurezza, arrivata sul due a zero.

Per Maradona un addio dal mondiale fin troppo amaro, non solo per il risultato, ma per non avere superato la prova della verità.

venerdì 18 giugno 2010

Jovanovic trascina la Serbia, Germania punita e sfortunata

Crolla un'altra certezza, l'ennesima di questo Mondiale davvero strano ed imprevedibile: nemmeno la Germania, l'unica tra le ''grandi'' ad aver davvero convinto dopo il primo turno e la super vittoria contro l'Australia, è imbattibile. La giovane e spettacolare nazionale allenata da Joachim Loew si deve arrendere al gol di Jovanovic al 38', che regala alla Serbia la prima vittoria a Sudafrica 2010 con la quale gli uomini di Antic agganciano nella classifica del Girone D proprio i tedeschi, pur restando dietro solo per il fattore differenza reti. Su Schweinsteiger e compagni, va detto, pesa come un macigno la contestabile direzione di gara dello spagnolo Undiano Mallenco, che al 37' espelle Klose per doppia ammonizione, probabilmente esagerando con il secondo giallo. La Germania però non demorde neanche sotto di un gol e con un uomo in meno, disputando una buona gara ma fallendo l'occasionissima per pareggiare su rigore: Podolski si fa respingere il tiro da Stojkovic, completando il pomeriggio nero dei suoi.

Al via Loew non apporta alcun cambiamento alla squadra protagonista della roboante vittoria contro l'Australia: Klose è l'unica punta davanti al trio di centroattacco Ozil-Podolski-Mueller. Antic dall'altra parte rivoluziona invece la formazione inconcludente e molle vista contro il Ghana, scegliendo Kuzmanovic, Ninkovic e Subotic al posto di Milijas, Pantelic e dello squalificato Lukovic. Zigic è l'unica punta, con Krasic e Jovanovic a fare da esterni offensivi.

Come contro l'Australia, la Germania prova ad imporre subito il suo gioco vivace e spumeggiante, fatto di rapidità e di grande tecnica individuale; la difesa della Serbia, che cerca di mantenere alta la linea del pressing, è però formata da giocatori d'esperienza e qualità come Vidic, Subotic, Ivanovic e Kolarov, con l'esterno del Chelsea e quello dell'Udinese che hanno sicuramente il compito più difficile dovendo disinnescare Podolski e Mueller. Il primo squillo del match è degli uomini di Loew al 7' con Podolski che di sinistro al volo spedisce la palla fuori ma non di molto alla destra di Stojkovic. La partita è molto fisica, anche troppo, e difatti fioccano i cartellini gialli, con l'inflessibile Undano che ammonisce nell'ordine Klose, Ivanovic, Khedira e Lahm. Proprio dall'ultima ammonizione, al 32', è Kolarov su punizione a esplodere il suo solito sinistro potentissimo da 25 metri che finisce di poco a lato della porta difesa di Neuer. La frequenza degli interventi fallosi in campo unita alla severità del direttore di gara spagnolo porta al 37' al primo episodio che cambia la partita: Klose entra quasi da dietro su Stankovic, in modo non cattivo ma sicuramente evitabile. Undiano però non risparmia il secondo giallo, e quindi il rosso, al numero 11 tedesco. Germania in dieci. E la Serbia, prima che Loew possa riorganizzare i suoi, ne approfitta già poco più di 60 secondi dopo: cross dalla destra di Krasic, torre di Zigic che libera benissimo al tiro Jovanovic che dal limite dell'area piccola conclude di sinistro battendo Neuer. 1-0 Serbia al 38' e partita che sembra in discesa per la formazione slava. Ma nell'unico minuto di recupero del primo tempo la Germania sfiora il pareggio, con una clamorosa traversa di Khedira che fa tremare la porta di Stojkovic. Vantaggio serbo all'intervallo, ma la Germania non vuole mollare.

Ad inizio ripresa è ancora il ''Nationelf'' a spingere nonostante l'inferiorità numerica. Nel primo quarto d'ora ci provano con veemenza Podolski e Schweinsteiger: l'attaccante del Colonia va vicino al gol in almeno tre occasioni, prima con un gran sinistro ad incrociare già al 1', poi angolando troppo il tiro e centrando l'esterno della rete al 13' e 14'; l'esterno del Bayern impegna invece Stojkovic al 10' con un destro dal limite dell'area. A ispirare è sempre Ozil e la Serbia soffre pur con l'uomo in più. Anzi, la formazione di Antic al 15' prova pure a farsi male da sola, con Vidic che tocca goffamente di mano nella propria area di rigore in un intervento incredibilmente somigliante a quello di Kuzmanovic contro il Ghana. E, come in quell'occasione, rigore e ammonizione sono ineccepibili. Dal dischetto però Podolski calcia non benissimo, facendosi respingere il tiro da Stojkovic. Alla Germania sembra proprio non andarne dritta una, ma nonostante ciò gli uomini di Loew sono ammirevoli nel non mollare neanche dopo la clamorosa chance fallita. Un po' meno ''ammirevole'' sembra invece la scelta del ct tedesco di togliere Mueller e, soprattutto, Ozil per inserire Cacau e Marin. Senza il numero 8 tedesco in campo la Germania perde infatti in qualità e la Serbia torna a farsi minacciosa dalle parti di Neuer. A sfiorare il 2-0 sono prima Jovanovic, che colpisce il palo con un gran sinistro a giro, e poi Zigic, il cui colpo di testa tocca la parte alta della traversa. Nel finale è invece Podolski a tentare le ultime conclusioni tedesche, ma senza la necessaria precisione. Finisce 1-0 per la Serbia, risultato che rimescola tutte le carte nel Girone D. Ma prima di fare ogni calcolo sarà necessario conoscere l'esito dell'altro match Ghana-Australia.

GERMANIA: Neuer; Friedrich, Mertesacker, Lahm (c), Badstuber (77' Gomez); Khedira, Schweinsteiger; Ozil (70' Marin), Mueller (70' Cacau), Podolski; Klose. All: Loew

SERBIA: Stojkovic; Ivanovic, Vidic, Subotic, Kolarov; Stankovic (c), Kuzmanovic (75' Petrovic), Krasic, Jovanovic (79' Lazovic), Ninkovic (70' Kacar); Zigic. All: Antic

Reti: 38' Jovanovic

Ammoniti: Lahm, Khedira, Schweinsteiger (G); Ivanovic, Vidic, Subotic, Kolarov (S)

Espulsi: 37' Klose (G)

Arbitro: Undiano Mallenco (SPA)

domenica 13 giugno 2010

La Germania dà una scossa al Mondiale, Australia travolta 4-0

Messaggio per tutte le nazionali pretendenti alla coppa: la Germania di Loew c'è. Eccome se c'è. Una squadra giovane, multietnica, vincente e convincente, insomma con tutte le carte in regola per fare ancora meglio del miracoloso mondiale in casa di quattro anni fa sotto la gestione Klinsmann. Dal quale evidentemente Joachim Loew, il suo vice di allora, deve aver appreso i trucchi per trasformare un gruppo di giovani di talento in una squadra forte, compatta e dal gioco spumeggiante. Tutti elementi evidenziati dal sontuoso 4-0 con cui la Germania travolge l'Australia nella gara del mondiale più spettacolare vista fin qui. I gol di Podolski, Klose, Mueller e Cacau valgono il primato e la migliore differenza reti rispetto al Ghana nel Girone D; la ''botta'' per l'assenza di Ballack sembra già essere stata ampiamente assorbita.
Come da pronostico, Loew opta dall'inizio per il 4-2-3-1 con il ''vecchio'' Miroslav Klose unica punta e il trio Podolski-Mueller-Ozil ad agire alle sue spalle. Sulla linea mediana è Khedira ad ereditare il ruolo dell'infortunato Ballack. Tra i ''Socceroos'' di Verbeek, disposti in campo specularmente, spicca invece la presenza dal primo minuto di Valeri, giocatore del Grosseto, al posto del palermitano Bresciano, mentre in avanti il sostituito dell'acciaccato Kewell è Garcia e non Kennedy, il favorito della vigilia.
Pronti, via e la prima occasionissima è per l'Australia, che al 4' per poco non sfrutta quella che sarà una delle pochissime sbavature della retroguardia tedesca in tutto il match: Friedrich e Mertesacker si addormentano durante un batti e ribatti nell'area tedesca, la palla finisce sui piedi di Garcia che spara verso la porta dove, prodigiosamente, Lahm salva di piede a Neuer ormai battuto. Brivido per la Germania che però non sta a guardare e prende subito in mano le redini dell'incontro: il salvataggio di Schwarzer su Klose al minuto numero 7 è solo l'antipasto prima del vantaggio tedesco, che arriva appena un minuto dopo con Podolski abile a finalizzare una meravigliosa azione in verticale tutta di prima sull'asse Ozil-Mueller. L'intesa tra i tre di centrocampo funziona a meraviglia e dalle parti di Schwarzer il lavoro non manca. Ancora una volta è Klose a prendere, con un piattone largo di poco, le misure per il raddopio, che arriva infatti al 28' proprio con l'ariete di origine polacca, abile a impattare di testa su un cross con il contagiri di Lahm sfruttando un'uscita non impeccabile del numero uno australiano. Il 2-0 tedesco alla mezz'ora è ineccepibile ma non appaga gli uomini di Loew, trascinati da uno scatenato Ozil che prima della fine del tempo sfiora per due volte la segnatura personale, nel primo caso costringendo Neill a salvare sulla linea, e sfodera un assist al bacio per Khedira che manda alto di poco. Al riposo, il vantaggio del ''Nationelf'' è anche troppo ridotto, vista la prestazione maiuscola. Ma nella ripresa ci pensano Mueller e il neo entrato Cacau ad aumentare meritatamente lo score finale. Compito reso ancora più semplice dall'espulsione dell'australiano Cahill, sanzionato con un rosso diretto probabilmente esagerato dopo un'entrata in ritardo su Schweinsteiger. Il 3-0 arriva al 68' grazie al giocatore del Bayern, perfetto nell'eludere Chipperfield con una finta e nello spedire con precisione chirurgica la palla prima sul palo destro e poi in rete. Il poker è completato al 70' dal brasiliano naturalizzato dello Stoccarda, entrato da un minuto, che servito dal solito Ozil batte da due passi il povero Schwarzer. Il portierone dei socceroos, nonostante i gol incassati, ha il merito di salvare i suoi dall'umiliazione, con parate decisive in serie su Podolski, Klose e Ozil, alla fine meritatamente migliore in campo. Il finale di match è una passerella anche per Gomez e Marin, in campo per Podolski e Ozil. Finisce 4-0 per la Germania a Durban; al match con la Serbia il compito di svelare se questo esordio con il botto sia arrivato soprattutto per i meriti dell'undici di Loew o per i demeriti degli avversari. Per l'Australia l'incontro di sabato con il Ghana è già decisivo, ma senza Cahill probabilmente sarà ancora più dura.

GERMANIA: Neuer; Friedrich, Mertesacker, Lahm (c), Badstuber; Khedira, Schweinsteiger; Ozil (74' Gomez), Mueller, Podolski (81' Marin); Klose (68' Cacau). All: Loew

AUSTRALIA: Schwarzer; Neill (c), Moore, Chipperfield, Wilkshire; Grella (46' Holman), Culina; Valeri, Emerton (74' Jedinak), Cahill; Garcia (64' Rukavytsya). All: Verbeek
Reti: 8' Podolski, 28' Klose, 68' Mueller, 70' Cacau

Ammoniti: Ozil, Cacau (G); Neill, Moore, Valeri (A)

Arbitro: Rodriguez (MES)