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giovedì 14 ottobre 2010

Ma quale strage evitata. E Stankovic va punito. Italia – Serbia, vi dico la mia

Messo a ferro e fuoco Genova. Strage evitata. Abbiamo rischiato un altro Heysel. No ma dico, stiamo scherzando?
Un gruppo di 200 tifosi – nell’accezione più letterale del termine –sono riusciti a fare un po’ di confusione nella città della Lanterna, ma sinceramente, il disastro, io non l’ho visto. Sono d’accordo nel parlare di animali, di bestie, ma cerchiamo di focalizzare l’attenzione su un aspetto: questi ragazzoni di estrema destra male non l’hanno fatto ad alcuno
. Hanno distrutto mezzo stadio, ma in città potevano cercare lo scontro fisico con chiunque, e gli unici con cui se la sono presa sono stati proprio i giocatori serbi. Non venitemi a parlare degli scontri dell’1.30: quella era una normale continuazione dell’esplosione di rabbia dello stadio. Heysel? Ma per piacere, non tiriamo in ballo quella strage. E ancora, strage evitata? Caro ministro Maroni, se avesse alle sue dipendenze gente con più palle – per inciso magari capace a usare il manganello a Genova non solo contro gli studenti – forse non sarebbe successo proprio nulla.
Comunque sia, provo a spiegarvi il motivo per il quale, secondo serbi, italiani, addetti ai lavori e non, Ivan Bogdanovic e soci avrebbero tentato l’assalto a Stankovic e compagni.
Bisogna farne un discorso politico: in Serbia, al comando, c’è Tadic, come presidente della Repubblica e Cvetkovic a occupare la poltrona di Primo Ministro. Entrambi fanno parte del Partito Democratico, per cui assolutamente agli antipodi rispetto alla curva serba. C’è chi sostiene che questi mezzi rifiuti della società, cresciuti nel clima della sopraffazione siano assoldate (cosa che per altro succede dal 1992, con Milosevic) da gruppi politici della stessa bandiera per dare spallate al gruppo di maggioranza. Manovrati da ultranazionalisti, questi tifosi, che sarebbero sia dello Stella Rossa che del Partizan, mossi da giustificazioni ideologiche servono il loro potere.
Altri ancora, in netta minoranza, credono invece in un’altra tesi. Quella opposta. Cioè che Tadic, Cvetkovic e altre cariche dello stato stiano cercando di mettere fuori legge gli ultras ultranazionalisti: sapevano della guerriglia prevista, non avrebbero quindi avvertito il Viminale appunto per permettersi di epurarli.
A mio avviso, invece, si tratta di un gruppo di persone con un grandissimo (esagerato) senso della patria. Perdere 3-1 con l’Estonia è troppo per chiunque. Resto dell’idea che Stankovic sia stato comunque semplicemente ammattito a salutare i suoi con il simbolo dell’ultranazionalismo. Si dimostra quello che è: un ultranazionalista serbo, pronto ad appoggiare la sua curva che fa saltare una partita della nazionale. E alla fine le lacrime, di coccodrillo. Va punito, in quanto capitano. Ha incitato i suoi. Prima di dire qualsiasi cosa, guardate qua: è primavera, la Serbia ha vinto: Stankovic, ancora una volta, saluta così. Non era per dire, "perdiamo tre a zero".



mercoledì 13 ottobre 2010

Gli sconfitti siamo noi

Benvenuti nel teatro del paradosso: una Nazione che si scandalizza per una partita rinviata, un'altra che si scusa e rimprovera la parte lesa per quanto accaduto. L'Italia viene presa ancora una volta in contropiede: vince a tavolino, ma perde in prevenzione.

La domanda più ricorrente dopo la serata di Marassi, è stata:"si poteva evitare?". La risposta è sì. Ormai il calcio è diventato uno pseudonimo per nascondere rivalità tramutate in odio, nazionalismi, sfoghi e frustrazioni della gente fuori dal normale, sempre più mescolata a quella comune.
Ci chiediamo il perchè di tutto ciò: perchè la parola repressione rimane un optional isolato? Perchè si fa la voce grossa sempre in seguito ai guai provocati dagli altri? Perchè nelle tribune è vietato entrare con un ombrello, ma in curva si passa con i fumogeni, le spranghe e i motorini?

Siamo immersi in un capitolo letto e riletto nel corso degli anni, spettacolarizzato dai media finchè ce n'è bisogno (pensiamo alla telecronaca a 4, spesso incomprensibile, che Rai Uno ci ha offerto ieri sera), e ripescato ogni volta che la tragedia avviene. Il calcio italiano convive con l'utopia di potere riportare le famiglie negli stadi, e quando sembra esserci riuscito, contro tutto e tutti, ricade nella contraddizione che lo contraddistingue, ovvero l'esistenza di un ambiente in cui prevale la forma e non la sostanza. Noi, popolo di pensatori, che fingiamo di avvicinarci al "modello inglese" e rimaniamo ostaggio di chi saccheggia le nostre città, non siamo capaci di applicare nemmeno le norme più elementari.

Facciamo allora vincere la Pay Tv, le gare a mezzogiorno, le cupole, i palazzi di calciopoli e tutto ciò che sta al di fuori del calcio giocato. Con questi presupposti, non possiamo aspettarci altro.

venerdì 18 giugno 2010

Jovanovic trascina la Serbia, Germania punita e sfortunata

Crolla un'altra certezza, l'ennesima di questo Mondiale davvero strano ed imprevedibile: nemmeno la Germania, l'unica tra le ''grandi'' ad aver davvero convinto dopo il primo turno e la super vittoria contro l'Australia, è imbattibile. La giovane e spettacolare nazionale allenata da Joachim Loew si deve arrendere al gol di Jovanovic al 38', che regala alla Serbia la prima vittoria a Sudafrica 2010 con la quale gli uomini di Antic agganciano nella classifica del Girone D proprio i tedeschi, pur restando dietro solo per il fattore differenza reti. Su Schweinsteiger e compagni, va detto, pesa come un macigno la contestabile direzione di gara dello spagnolo Undiano Mallenco, che al 37' espelle Klose per doppia ammonizione, probabilmente esagerando con il secondo giallo. La Germania però non demorde neanche sotto di un gol e con un uomo in meno, disputando una buona gara ma fallendo l'occasionissima per pareggiare su rigore: Podolski si fa respingere il tiro da Stojkovic, completando il pomeriggio nero dei suoi.

Al via Loew non apporta alcun cambiamento alla squadra protagonista della roboante vittoria contro l'Australia: Klose è l'unica punta davanti al trio di centroattacco Ozil-Podolski-Mueller. Antic dall'altra parte rivoluziona invece la formazione inconcludente e molle vista contro il Ghana, scegliendo Kuzmanovic, Ninkovic e Subotic al posto di Milijas, Pantelic e dello squalificato Lukovic. Zigic è l'unica punta, con Krasic e Jovanovic a fare da esterni offensivi.

Come contro l'Australia, la Germania prova ad imporre subito il suo gioco vivace e spumeggiante, fatto di rapidità e di grande tecnica individuale; la difesa della Serbia, che cerca di mantenere alta la linea del pressing, è però formata da giocatori d'esperienza e qualità come Vidic, Subotic, Ivanovic e Kolarov, con l'esterno del Chelsea e quello dell'Udinese che hanno sicuramente il compito più difficile dovendo disinnescare Podolski e Mueller. Il primo squillo del match è degli uomini di Loew al 7' con Podolski che di sinistro al volo spedisce la palla fuori ma non di molto alla destra di Stojkovic. La partita è molto fisica, anche troppo, e difatti fioccano i cartellini gialli, con l'inflessibile Undano che ammonisce nell'ordine Klose, Ivanovic, Khedira e Lahm. Proprio dall'ultima ammonizione, al 32', è Kolarov su punizione a esplodere il suo solito sinistro potentissimo da 25 metri che finisce di poco a lato della porta difesa di Neuer. La frequenza degli interventi fallosi in campo unita alla severità del direttore di gara spagnolo porta al 37' al primo episodio che cambia la partita: Klose entra quasi da dietro su Stankovic, in modo non cattivo ma sicuramente evitabile. Undiano però non risparmia il secondo giallo, e quindi il rosso, al numero 11 tedesco. Germania in dieci. E la Serbia, prima che Loew possa riorganizzare i suoi, ne approfitta già poco più di 60 secondi dopo: cross dalla destra di Krasic, torre di Zigic che libera benissimo al tiro Jovanovic che dal limite dell'area piccola conclude di sinistro battendo Neuer. 1-0 Serbia al 38' e partita che sembra in discesa per la formazione slava. Ma nell'unico minuto di recupero del primo tempo la Germania sfiora il pareggio, con una clamorosa traversa di Khedira che fa tremare la porta di Stojkovic. Vantaggio serbo all'intervallo, ma la Germania non vuole mollare.

Ad inizio ripresa è ancora il ''Nationelf'' a spingere nonostante l'inferiorità numerica. Nel primo quarto d'ora ci provano con veemenza Podolski e Schweinsteiger: l'attaccante del Colonia va vicino al gol in almeno tre occasioni, prima con un gran sinistro ad incrociare già al 1', poi angolando troppo il tiro e centrando l'esterno della rete al 13' e 14'; l'esterno del Bayern impegna invece Stojkovic al 10' con un destro dal limite dell'area. A ispirare è sempre Ozil e la Serbia soffre pur con l'uomo in più. Anzi, la formazione di Antic al 15' prova pure a farsi male da sola, con Vidic che tocca goffamente di mano nella propria area di rigore in un intervento incredibilmente somigliante a quello di Kuzmanovic contro il Ghana. E, come in quell'occasione, rigore e ammonizione sono ineccepibili. Dal dischetto però Podolski calcia non benissimo, facendosi respingere il tiro da Stojkovic. Alla Germania sembra proprio non andarne dritta una, ma nonostante ciò gli uomini di Loew sono ammirevoli nel non mollare neanche dopo la clamorosa chance fallita. Un po' meno ''ammirevole'' sembra invece la scelta del ct tedesco di togliere Mueller e, soprattutto, Ozil per inserire Cacau e Marin. Senza il numero 8 tedesco in campo la Germania perde infatti in qualità e la Serbia torna a farsi minacciosa dalle parti di Neuer. A sfiorare il 2-0 sono prima Jovanovic, che colpisce il palo con un gran sinistro a giro, e poi Zigic, il cui colpo di testa tocca la parte alta della traversa. Nel finale è invece Podolski a tentare le ultime conclusioni tedesche, ma senza la necessaria precisione. Finisce 1-0 per la Serbia, risultato che rimescola tutte le carte nel Girone D. Ma prima di fare ogni calcolo sarà necessario conoscere l'esito dell'altro match Ghana-Australia.

GERMANIA: Neuer; Friedrich, Mertesacker, Lahm (c), Badstuber (77' Gomez); Khedira, Schweinsteiger; Ozil (70' Marin), Mueller (70' Cacau), Podolski; Klose. All: Loew

SERBIA: Stojkovic; Ivanovic, Vidic, Subotic, Kolarov; Stankovic (c), Kuzmanovic (75' Petrovic), Krasic, Jovanovic (79' Lazovic), Ninkovic (70' Kacar); Zigic. All: Antic

Reti: 38' Jovanovic

Ammoniti: Lahm, Khedira, Schweinsteiger (G); Ivanovic, Vidic, Subotic, Kolarov (S)

Espulsi: 37' Klose (G)

Arbitro: Undiano Mallenco (SPA)

Giorno 8: Germania in cerca di conferme, Inghilterra in cerca di riscatto, nel pomeriggio Slovenia-Usa

Dopo la grande prova di forza contro l'Australia torna in campo oggi la Germania di Joachim Loew, che vuole confermare come la vittoria del match d'esordio sia frutto di una nazionale compatta e già in formissima e non della debolezza dell'avversario incontrato. I tedeschi saranno i primi a scendere in campo nel match delle 13.30 a Port Elizabeth contro una Serbia sconfitta nel primo incontro dal Ghana e quindi condannata o quasi a vincere. Nel pomeriggio in campo per il Girone C la Slovenia capolista del gruppo contro gli Stati Uniti, alle 16 a Johannesburg. Stasera infine atteso il riscatto dell'Inghilterra di Capello nel match di Città del Capo contro l'Algeria alle 20.30.
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GERMANIA - SERBIA

Nessun dubbio per Loew, che confermerà in toto la formazione autrice del roboante successo contro l'Australia, con il ''recordman'' Klose come unica punta nel 4-2-3-1 con il trio offensivo di centrocampo Ozil-Mueller-Podolski. Nella Serbia ci saranno invece Subotic, Kuzmanovic, nonostante il decisivo fallo mano di contro il Ghana, e Ninkovic al posto di Milijas, Pantelic e dello squalificato Lukovic.

Le probabili formazioni:

Germania
(4-2-3-1): 1 Neuer; 3 Friedrich, 17 Mertesacker, 16 Lahm (c), 14 Badstuber; 6 Khedira, 7 Schweinsteiger ; 8 Ozil, 13 Mueller, 10 Podolski; 11 Klose.
A disposizione: 12 Wiese, 22 Butt, 23 Boateng, 5 Tasci, 2 Jansen, 4 Aogo, 18 Kroos, 21 Marin, 15 Trochowski, 20 Gomez, 9 Kiessling, 19 Cacau. All.: Loew.

Serbia
(4-4-2):
1 Stojkovic; 6 Ivanovic, 5 Vidic, 20 Subotic, 3 Kolarov; 10 Stankovic (c), 22 Kuzmanovic, 17 Krasic, 14 Jovanovic; 18 Ninkovic, 15 Zigic.
A disposizione: 12 Isailovic, 23 Djuricic, 16 Obradovic, 2 Rukavina, 4 Kacar, 11 Milijas, 9 Pantelic, 19 Petrovic, 7 Tosic, 8 Lazovic, 21 Mrdja. All: Antic

Arbitro: Pedro Undiano (Spagna)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 13.30


SLOVENIA - STATI UNITI

Dopo la vittoria abbastanza fortunosa contro l'Algeria, la Slovenia torna in campo alle 16 a Johannesburg contro gli Stati Uniti, protagonisti anche loro in parte grazie alla buona sorte (leggasi papera di Green) contro l'Inghilterra. La formazione di Bradley ha espresso un buon gioco contro gli uomini di Capello, confermando i progressi già visti nella Confederations Cup dell'anno scorso, mentre la squadra di Kek non è stata brillantissima contro i magrebini pur riuscendo a cogliere i 3 punti finali. Nella Slovenia l'unica novità in campo sarà molto probabilmente la presenza di Ljubijankic in attacco al posto dell'ex parmense Dedic, in ombra contro l'Algeria. Negli Stati Uniti probabile da parte del ct Bob Bradley la scelta di Findley al posto di Buddle accanto all'intoccabile Altidore in avanti e la presenza di Torres in mezzo al campo con Ricardo Clark destinato alla panchina.

Le probabili formazioni:

Slovenia
(4-4-2): 1 S. Handanovic; 2 Brecko, 4 Suler, 5 Cesar, 13 Jokic; 10 Birsa, 18 Radosavljevic, 8 Koren (c), 17 Kirm; 9 Ljubijankic, 11 Novakovic.
A disposizione: 12 J. Handanovic, 16 Seliga, 3 Dzinic, 19 Filekovic, 6 Ilic, 22 Mavric, 20 Komac, 15 Khrin, 21 Stevanovic, 14 Dedic, 23 Matavz, 7 Pecnik. All: Kek

Stati Uniti
(4-4-2): 1 Howard; 6 Cherundolo, 15 DeMerit, 5 Onyewu, 3 Bocanegra; 10 Donovan (c), 4 Bradley, 16 Torres, 8 Dempsey; 17 Altidore, 20 Findley.
A disposizione: 18 Duzan, 23 Hahnemann, 2 Spector, 7 Beasley, 9 Gomez, 11 Holden, 12 Bornstein, 13 Clark, 19 Edu, 14 Buddle, 21 Goodson, 22 Feilhaber. All.: Bradley.

Arbitro: Koman Coulibaly (Mali)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 16


INGHILTERRA - ALGERIA

Una gara da non fallire. Dopo le critiche ricevute e a quasi settimana dalla paperissima da Green, torna in campo l'Inghilterra di Capello alle 20.30 a Città del Capo contro l'Algeria in un match delicatissimo per la nazionale dei Tre Leoni, che non possono permettersi altre distrazioni dopo aver gettato la vittoria contro gli Stati Uniti. Gli occhi saranno puntati su entrambe le squadre soprattutto sulla scelta del portiere, con James che sembra favorito su Hart e sul disastroso Green da una parte e M'Bohli su Chaouchi e Gaouaoui dall'altra. A centrocampo tra gli inglesi si rivedrà anche Barry di rientro dall'infortunio, con Carragher favorito per un posto da centrale viste le assenze di Ferdinand e King. Nell' Algeria, senza lo squalificato Ghezzal, ci sarà Boudeboz al posto di Djebbour.

Le probabili formazioni:

Inghilterra
(4-4-2): 1 James; 2 Johnson, 18 Carragher, 6 Terry, 3 Ashley Cole; 7 Lennon, 4 Gerrard (c), 8 Lampard, 14 Barry; 21 Heskey, 10 Rooney.
A disposizione: 23 Hart, 12 Green, 5 Dawson, 15 Upson, 13 Warnock, 11 Joe Cole, 22 Carrick, 16 Milner, 17 Wright-Phillips, 19 Defoe, 9 Crouch. All: Capello.

Algeria
(3-4-1-2): 23 M'Bohli; 2 Bougherra, 4 Yahia (c), 5 Halliche; 21 Kadir, 19 Yebda, 8 Lacen, 3 Belhadj; 15 Ziani; 13 Matmour, 7 Boudebouz.
A disposizione: 1 Gaouaoui, 16 Chaouchi, 12 Bellaid, 14 Laifaoui, 18 Medjani, 20 Mesbah, 6 Mansouri, 11 Djebbour, 17 Guedioura, 22 Abdoun, 9 Ghezzal, 10 Saifi. All: Saadane


Arbitro: Rashan Izmatov (Uzbekistan)

Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30

domenica 13 giugno 2010

Ghana, la vittoria è di rigore, una deludente Serbia cede 1-0

Al quarto tentativo arriva finalmente la prima vittoria africana nel Mondiale di casa a firma del Ghana di Milovan Rajevic, che dà un dispiacere ai propri compatrioti serbi portando a casa un prezioso 1-0 grazie al rigore trasformato a 5 minuti dalla fine da Asamoah Gyan, ex di Udinese e Modena. Ineccepibile la decisione dell'arbitro argentino Baldassi dopo uno sciagurato intervento di mano in area dell'ex fiorentino Kuzmanovic sul cross del ghanese Ayew. Per i serbi, penalizzati anche dall'espulsione di Lukovic alla mezz'ora della ripresa, la sconfitta è una punizione tutto sommato meritata, giunta al termine di una prestazione davvero opaca della squadra e degli uomini chiave della rosa di Antic.
Il ct della Serbia manda in campo i suoi con l'annunciato 4-4-2 dove Stankovic e Jovanovic sono chiamati a ispirare il possente duo d'attacco Pantelic-Zigic, quest' ultimo torre della squadra con i suoi 202 cm d'altezza. In difesa ci sono gli ''italiani'' Lukovic e Kolarov e sulla fascia destra di centrocampo il ''quasi juventino'' Krasic. Nel 4-2-3-1 del Ghana di Rajevic non ci sono a sorpresa dall'inizio nè MuntariAppiah, rimpiazzati dall'udinese Kwadwo Asamoah e da Prince Tagoe.
La partita sembra promettere tante occasioni e cambi di fronte da una parte e dall'altra, ma la fotografia impietosa di un primo tempo da sbadigli è il numero di tiri in porta in 45 minuti. Uno solo, quello di Stankovic, che al 39' appena dentro l'area lascia partire una sventola di destro sulla quella il portiere ghanese Kingston rischia di andare a fare compagnia ai ''colleghi'' di papere Green e Chaouchi; il numero 22 africano riesce per sua fortuna a bloccare in qualche modo il pallone in due tempi, evitando il patatrac. La partita non decolla anche grazie all'ottima disposizione tattica degli uomini di Rajevac, abili nel chiudere tutti gli spazi e a murare il centrocampo serbo, impedendo ai balcanici di far valere la propria classe individuale, anche se Krasic si fa notare più per i palloni regalati agli avversari che per qualche sortita da esterno di spessore. E così, prima dell'unico tiro in porta della prima frazione, il Ghana prova a mettere qualche brivido a Stokjovic con Gyan, che manca di poco l'impatto di testa su cross da sinistra di Boateng. La risposta della lentissima Serbia è tutta in un siluro su punizione di Kolarov fuori di poco al 28' e su un pretenzioso tentativo di Pantelic che si spegne sull'esterno della rete tre minuti dopo. Troppo poco per scuotere una partita davvero sottotono, specie per gli uomini di Antic.
Che anche ad inizio ripresa si fanno notare in senso negativo, con Vidic che al 6' quasi si addormenta su un pallone vagante in area, ma per sua fortuna Gyan non ne approfitta. Pian piano il Ghana capisce che è il momento di cominciare a forzare alla ricerca del vantaggio: al 9' Ayew conclude incredibilmente a lato di testa dopo un cross millimetrico di Tagoe e, sempre di testa, Gyan al 14' scheggia il palo alla sinistra di Stojkovic. Antic capisce le difficoltà dei suoi e prova a giocarsi le carte Kuzmanovic e Lazovic per Milijas e Zigic, terminale fino a quel momento dell'unico schema offensivo provato dai serbi: palla lunga per il numero 15, fallo del diretto marcatore e punizione affidata al sinistro di Kolarov. Una miseria per una Serbia incredibilmente indolente, che alla mezz'ora subisce pure l'espulsione di Lukovic, il migliore dei suoi, per doppia ammonizione, la seconda per una trattenuta su Gyan. A questo punto Antic è obbligato ad inserire un centrale, Subotic, al posto dell'esterno offensivo Jovanovic. E improvvisamente, forse per orgoglio, con l'uomo in meno la Serbia decide di cominciare finalmente a giocare. Anzi, fallisce pure due incredibili palle gol, prima con Krasic che, quasi dal dischetto, calcia forte ma su Kingston e poi con un tiro dal limite di Ivanovic al 37' che accarezza la traversa della porta ghanese. Ma il calcio, si sa, è un gioco strano e paradossale. Proprio nel momento migliore della Serbia in tutta la partita Kuzmanovic interviene nettamente e goffamente con la mano nella propria area di rigore. Penalty per le Black Stars africane, che Gyan dal dischetto, di potenza, non fallisce. Prima del fischio finale c'è ancora tempo per un palo proprio di Gyan, che comunque non cambia la sostanza. E' 1-0 finale per il Ghana, che conquista i primi 3 punti nel Girone D. La Serbia è bocciata e rimandata al delicatissimo e difficilissimo match contro la Germania.

SERBIA: Stojkovic; Ivanovic, Vidic, Lukovic, Kolarov; Stankovic (c), Milijas (62' Kuzmanovic), Krasic, Jovanovic (76' Subotic); Pantelic, Zigic (70' Lazovic). All: Antic

GHANA: Kingston; Vorsah, Pantsil, Mensah, Sarpei (c); K. Boateng (91' Addy), Annan; Ayew, K. Asamoah (73' Appiah), Tagoe; A. Gyan (93' Owusu-Abeye). All: Rajevac
Reti: 85' A. Gyan (rigore)

Ammoniti: Zigic, Kuzmanovic (S), Vorsah, Tagoe (G)

Espulso:
74' Lukovic (S)

Arbitro:
Baldassi (ARG)

3a Giornata: Algeria e Slovenia in cerca di gloria, poi Girone D con Serbia-Ghana e Germania-Australia

Dopo una seconda Giornata all'insegna finalmente delle prime vittorie, ma anche delle prime sorprese e delle prime delusioni tra le favorite, il terzo giorno di gare propone in cartellone partite dal pronostico tutt'altro che scontato e che potrebbero ulteriormente rimescolare le carte almeno in vista del prossimo turno di ciascuno girone. Si apre alle 13.30 con la seconda partita del Girone C, quello di Inghilterra e Stati Uniti, dove si affronteranno le sorprese delle qualificazioni Algeria e Slovenia. Poi alle 16.00 e alle 20.30 spazio ai match del Girone D, gruppo a prima vista parecchio equilibrato, con rispettivamente la Serbia di Stankovic che sfiderà le ''Black Stars'' ghanesi di Muntari & co. e la Germania di Loew che in serata tenterà di aver la meglio sui ''Socceroos'' australiani degli ''italiani'' Bresciano e Valeri.
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ALGERIA - SLOVENIA

Tra un paio d'ore il Girone C potrebbe avere la capolista che non t'aspetti. Dopo il pareggio di ieri sera tra l'Inghilterra di Capello e gli Stati Uniti, per le ''piccole'' Algeria e Slovenia ecco la ghiotta opportunità, in caso di successo nel match di Polokwane, di andare in testa al proprio raggruppamento e costringere le più blasonate squadre anglofone ad inseguire, almeno sino al prossimo turno.
Le ''volpi del deserto'' algerine scenderanno in campo secondo il 3-4-1-2 scelto dal tecnico Saadane, che pare intenzionato almeno in avvio a rinunciare al senese Ghezzal e a schierare di punta Matmour e Djebbour. Altra novità nella formazione magrebina dovrebbe essere l'impiego del secondo portiere Chaouchi a causa di problemi fisici al numero uno Gaouaoui.
Nella Slovenia di Samir Handanovic, regolarmente al suo posto tra i pali, il ct Kek si disporrà con un classico 4-4-2 in cui non ci sarà dall'inizio il giovane interista Renè Khrin, che dovrebbe lasciar spazio al quasi omonimo Kirm. In avanti occhio a Zlatko Dedic, ex di Empoli, Parma e Frosinone ora in Germania, schierato accanto a Novakovic.

Le probabili formazioni:

Algeria
(3-4-1-2): 16 Chaouchi; 2 Bougherra, 4 Yahia (c), 5 Halliche; 21 Kadir, 19 Yebda, 8 Lacen, 3 Belhadj; 15 Ziani; 13 Matmour, 11 Djebbour.
A disposizione: 1 Gaouaoui, 23' M'Bohli, 12 Bellaid, 14 Laifaoui, 18 Medjani, 20 Mesbah, 6 Mansouri, 7 Boudebouz, 17 Guedioura, 22 Abdoun, 9 Ghezzal, 10 Saifi. All: Saadane

Slovenia
(4-4-2): 1 S. Handanovic; 2 Brecko, 4 Suler, 5 Cesar, 13 Jokic; 10 Birsa, 18 Radosavljevic, 8 Koren (c), 17 Kirm; 14 Dedic, 11 Novakovic.
A disposizione: 12 J. Handanovic, 16 Seliga, 3 Dzinic, 19 Filekovic, 6 Ilic, 22 Mavric, 20 Komac, 15 Khrin, 21 Stevanovic, 9 Ljubijankic, 23 Matavz, 7 Pecnik. All: Kek


Arbitro: Carlos Guatres (Guatemala)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 13.30


SERBIA - GHANA

Il match d'apertura del Girone D alle 16.00 a Pretoria è fondamentalmente una ''questione'' tra serbi. Da una parte l'undici balcanico allenato da Radomir Antic, voglioso in primis di cancellare la debacle del mondiale di quattro anni fa, disputato per l'ultima volta insieme al Montenegro e chiuso con uno 0-6 subito dall'Olanda; dall'altro le ''stelle nere'' africane allenate da Milovan Rajevic, il terzo ct serbo nella storia della nazionale ghanese, che puntano perlomeno a raggiungere gli ottavi di finale, come in Germania nel mondiale d'esordio. Una partita dunque dove non mancheranno i nomi noti, in particolare nella formazione serba, che può contare tra gli altri su Stankovic, Vidic, Ivanovic, Kolarov e Krasic. Per il Ghana, che dovrà fare a meno per l'intero mondiale della stella Essien, le motivazioni per il primo mondiale africano saranno una marcia in più per partire fin da subito alla grande.I balcanici saranno schierati dal proprio ct Antic con il classico 4-4-2, con l'udinese Lukovic che dovrebbe essere preferito a Subotic al centro della difesa accanto al ''red devil'' Vidic e al terzino laziale Kolarov. Scontata la presenza di Stankovic a centrocampo, dove troveremo anche il probabile futuro juventino Krasic. In attacco il duo Pantelic-Zigic.Il Ghana di Rajevac, a causa dell'infortunio di Essien, dovrebbe invece scendere in campo con un inedito 4-2-3-1 con i tre ''italiani'' Mensah, Appiah e Muntari, gli ultimi due alle spalle dell'unica punta Asamoah Gyan, ex Udinese e Modena.

Le probabili formazioni:

Serbia

(4-4-2):
1 Stojkovic; 6 Ivanovic, 5 Vidic, 13 Lukovic, 3 Kolarov; 10 Stankovic (c), 11 Milijas, 17 Krasic, 14 Jovanovic; 9 Pantelic, 15 Zigic.
A disposizione: 12 Isailovic, 23 Djuricic, 16 Obradovic, 2 Rukavina, 20 Subotic, 4 Kacar, 22 Kuzmanovic, 18 Ninkovic, 19 Petrovic, 7 Tosic, 8 Lazovic, 21 Mrdja. All: Antic

Ghana
(4-2-3-1): 22 Kingston; 15 Vorsah, 4 Pantsil, 8 Jo. Mensah, 2 Sarpei (c); 9 D. Boateng, 6 Annan; 13 D. Ayew, 10 Appiah, 11 Muntari; 3 A. Gyan.
A disposizione: 1 Agyei, 16 Ahorlu, 19 Addy, 17 A. Ayew, 7 Inkoom, 5 Ji. Mensah, 21 K. Asamoah, 23 K. Boateng, 20 Owusu-Abeyie, 18 Adiyah, 14 Amoah, 12 Tagoe. All: Rajevac

Arbitro: Hector Baldassi (Argentina)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 16


GERMANIA - AUSTRALIA

Quattro anni dopo il miracolo targato Klinsmann, con la giovane nazionale tedesca sconfitta solo in semifinale dall'Italia di Lippi, tocca al suo vice Joachim Loew, promosso ct, il compito di confermare quanto visto anche negli Europei 2008 di Austria e Svizzera, con la finale persa di misura contro la Spagna. E il match di stasera contro l'Australia dell'olandese Verbeek, successore del guru Hiddink capace di portare i ''Socceroos'' per la prima storica volta agli ottavi di finale, è già un buon test per la nazionale quattro volta campione del Mondo.
Loew si affiderà con ogni probabilità a Klose come unica punta, con Podolski e Mueller esterni alti e Ozil in posizione da trequartista.
Anche l'Australia risponderà con lo stesso modulo il 4-2-3-1, con Grella e Bresciano in mezzo a campo e il 26enne Kennedy, unica punta per i problemi dell'ultim'ora del veterano Kewell.

Le probabili formazioni:

GERMANIA
(4-2-3-1): 1 Neuer; 3 Friedrich, 17 Mertesacker, 16 Lahm (c), 14 Badstuber; 6 Khedira, 7 Schweinsteiger ; 8 Ozil, 13 Mueller, 10 Podolski; 11 Klose.
A disposizione: 12 Wiese, 22 Butt, 23 Boateng, 5 Tasci, 2 Jansen, 4 Aogo, 18 Kroos, 21 Marin, 15 Trochowski, 20 Gomez, 9 Kiessling, 19 Cacau. All.: Loew.

AUSTRALIA
(4-2-3-1): 1 Schwarzer; 2 Neill (c), 3 Moore, 11 Chipperfield, 8 Wilkshire; 13 Grella, 5 Culina; 23 Bresciano, 7 Emerton, 4 Cahill; 9 Kennedy.
A disposizione: 12 Federici, 18 Galekovic, 21 Carney, 20 Milligan, 6 Beauchamp, 10 Kewell, 14 Holman, 16 Valeri, 15 Jedinak, 19 Garcia, 22 Vidosic, 17 Rukavytsya. All.: Verbeek.

Arbitro: Marco Rodriguez (Messico)

Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30

martedì 8 giugno 2010

GIRONE D - PARTITE E ORARI

13 Giugno Germania - Australia ore 16 (Durban)
13 Giugno Serbia - Ghana ore 20.30 (Pretoria)


18 Giugno Germania - Serbia ore 13.30 (Port Elizabeth)
19 Giugno Ghana - Australia ore 13.30 (Rustenburg)


23 Giugno Ghana - Germania ore 20.30 (Johannesburg)
23 Giugno
Australia - Serbia ore 20.30 (Nelspruit)

lunedì 7 giugno 2010

Serbia, una storia tutta da scrivere

In principio fu, politicamente e calcisticamente, la Jugoslavia. Una nazionale capace di raggiungere due volte la semifinale di un Mondiale, nel 1930 e 1962, due volte la finale di un Europeo, nel 1960 e nel 1968, e di produrre all'alba degli anni '90 talenti del calibro di Savicevic, Jarni, Suker, Prosinecki e Boban. Poi venne la guerra dei balcani e lo smembramento della grande Repubblica Federale Jugoslava in numerosi paesi e, di conseguenza, in numerose rappresentative calcistiche autonome: la Croazia fu la prima a formare la propria nel 1990, seguita dalla Slovenia nel 1991, dalla Macedonia nel 1993 e dalla Bosnia Erzegovina nel 1995. Finita la guerra quindi, e per forza di cose, la nazionale jugoslava ebbe un periodo di profonda crisi interrotta solo parzialmente dal raggiungimento degli ottavi di finale ai Mondiali di Francia '98. Finchè nel 2003 con il cambio di denominazione, la vecchia Jugoslavia divenne Serbia e Montenegro, e poi, con la dichiarazione di indipendenza da parte del Montenegro, nel 2006 restò la Serbia come nucleo dell'ex Repubblica Federale.

Fine del ripasso di storia. La premessa comunque era importante perchè la Fifa considera la nazionale serba diretta discendente della nazionale jugoslava, con relativo palmares e considerazione internazionale. E la giovane Serbia calcistica, anche dopo la perdita dei talenti montenegrini come Vucinic e Jovetic, sembra aver trovato gli elementi giusti in grado di garantire buoni risultati nelle competizioni internazionali, a partire proprio da questo Mondiale sudafricano. Rispetto alla rassegna tedesca di 4 anni fa, l'ultima in ''coppia'' con il Montenegro, conclusa con 3 sconfitte su 3 partite nel girone incluso un 6-0 subito dall'Olanda, accanto al veterano e leader Deijan Stankovic sono fioriti talenti di spessore globale quali Ivanovic, Vidic, Kolarov, Krasic, Kuzmanovic e Tosic. Alla loro voglia di esplodere definitivamente su un palcoscenico così importante si affiderà il ct serbo Radomir Antic, in passato su panchine prestigiose come quelle di Real Madrid, Atletico Madrid, Barcellona e Celta Vigo, e da 2 anni selezionatore delle ''aquile'' balcaniche. Il suo 4-3-3 promette gol e spettacolo in un Girone D con Germania, Australia e Ghana che si preannuncia combattutissimo.

Difesa - Tra i pali spazio al portiere dello Sporting Lisbona Stojkovic, titolare inamovibile dopo il ritiro nel 2007 dell'ex numero uno serbo Jevric. A fargli da riserve saranno un altro ''portoghese'', Djuricic, del Leiria e il ''polacco'' Isailovic. Ma è dando un'occhiata a chi presidierà la trequarti difensiva balcanica che ci si può davvero cominciare a leccare i baffi: da destra a sinistra il ct Antic proporrà Ivanovic dal Chelsea, Vidic del Manchester United, Subotic del Borussia Dortmund e il laziale, con un futuro in direzione Madrid, Kolarov. Anche se i risultati delle ultime amichevoli pre-mondiali possono trarre in inganno (3 gol subiti dal Camerun e 1 dalla modesta Nuova Zelanda) si tratta senza dubbio di una difesa di livello superiore. Difesa alla quale potrebbe essere chiamato a dare il suo contributo anche l'udinese Lukovic, destinato però ad accomodarsi almeno inizialmente in panchina accanto al 21enne del Saragozza Obradovic e all'esterno del Monaco 1860 Rukavina.

Centrocampo - Capitan Stankovic, reduce dal ''triplete'' vissuto in maglia nerazzurra, anche se condito da qualche problema fisico e da qualche panchina di troppo, sarà chiamato come sempre a dettare la manovra, partendo dalla fascia destra e accentrandosi progressivamente. Al centro, in ballottaggio per una maglia, il più esperto Milijas del Wolverhampton sembra in vantaggio sul più giovane Kuzmanovic, ex Fiorentina ora allo Stoccarda, mentre agirà da interno sinistro il 23enne Kacar, reduce dalla sfortunata stagione dell'Herta Berlino in Bundesliga. Completano il reparto a disposizione di Antic il 21enne prodotto del Partizan Belgrado Petrovic, il centrocampista della Dinamo Kiev Ninkovic e il talentino Tosic, esterno offensivo di proprietà del Manchester United che a 23enne sembra tardare ad esplodere.

Attacco - Nel tridente d'attacco della formazione serba spazio a due classici esterni d'attacco in grado di dare profondità e velocità alla manovra e ad una prima punta possente e abile nel gioco aereo. Tutti gli indizi portano al trio Krasic-Jovanovic-Zigic. Sul primo, autore di 4 gol nell'ultima Champions League con la maglia del Cska Mosca e premiato come miglior giocatore serbo del 2009, sembrano avere messo gli occhi addosso la Juventus, che lo considera il nuovo Nedved, e il Manchester United. Il secondo invece ha appena firmato con il Liverpool dopo essersi messo in luce quest'anno in Champions League ed Europa League con la maglia dello Standard Liegi. Zigic infine, anche lui fresco di firma, con il Birmingham City, è quel che si dice una punta di peso, con i suoi 95 kg distribuiti su 202 cm d'altezza. Non mancano alternative più mobili al centro dell'attacco, come l'esperto Pantelic dell'Ajax e l'ex Psv Eindhoven Lazovic, approdato da pochi mesi alla corte dello Zenit di Spalletti, mentre molto più simili alle caratteristiche di Zigic sono quelle della punta del Vojvodina Mrda, 187 cm d'altezza, un colpo di testa poderoso e, se volete, pure un cognome "indimenticabile".