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sabato 10 luglio 2010

Uruguay e Germania per il podio, stasera la ''finalina''

Se è vero, come spesso si dice, che il secondo è il primo dei perdenti, viene da pensare quasi che, in sostanza, il terzo posto valga di più. Mancata vittoria da una parte, prestigio per la conquista di un posto sul podio dall'altra. Con queste motivazioni stasera a Port Elizabeth scenderanno in campo Uruguay e Germania nella ''finalina'' di questi Mondiali di Sudafrica 2010, su cui, con la superfinale per la Coppa tra Spagna e Olanda di domani sera, calerà il sipario dopo un mese esatto di gare.
Con la benedizione dell'infallibile polpo Paul, che ha indicato la formazione di Loew come vincitrice dell'alloro di consolazione, la Germania si affiderà alla sua formazione migliore, allo stesso modo dei rivali sudamericani, smentendo così chi auspica una partita tra due squadre svogliate e demotivate dalla mancata conquista del palcoscenico principali. Anzi, tra i tedeschi c'è grande attesa soprattutto per la prova di Miroslav Klose, che in caso di doppietta diventerebbe addirittura il miglior realizzatore nella storia dei Mondiali! Per supportare l'ariete di origine polacca nella rincorsa al record Loew si affiderà ancora una volta a Ozil e Mueller, con quest'ultimo al rientro dopo la squalifica scontata contro la Spagna, assenza pesantissima che si è sentita eccome nel reparto avanzato del Nationalelf. Accanto a loro Kroos dovrebbe sostituire l'acciaccato Podolski. Per il resto favorito in difesa a sinistra Jansen su Boateng.
L'Uruguay dal cuore grande visto in questo Mondiale sudafricano non ha però nessuna intenzione di confermare la previsione del polpo Paul. Anzi, la medaglia di bronzo coronerebbe un Mondiale partito senza grandi ambizioni e sfumato per un soffio nella semifinale contro l'Olanda, a 45 anni dall'ultimo piazzamento nelle prime tre del mondo. Per l'occasione Tabarez recupererà il grande assente della semifinale e salvatore della patria nel quarto di finale contro il Ghana, ovvero Luis Suarez. Insieme a lui in attacco ancora una volta ci saranno Cavani e il super Diego Forlan ammirato in quest'ultimo mese. Rientro dal primo minuto anche per l'altro squalificato Fucile e per il capitano Diego Lugano.
Arbitrerà il messicano Benito Archundia. Non ci sarà in balio la Coppa, ma tra le due squadre regine dello spettacolo in questo Mondiale ci si può aspettare davvero di tutto.
Le probabili formazioni:
Uruguay
(4-3-3): 1 Muslera; 22 Caceres, 2 Lugano (c), 3 Godin, 4 Fucile; 16 M. Pereira, 15 Perez, 17 Arevalo Rios; 7 Cavani, 10 Forlan, 9 Suarez.
A disposizione: 12 Castillo, 23 Silva, 6 Victorino, 19 Scotti, 5 Gargano, 8 Eguren, 11 A. Pereira, 20 A. Fernandez, 18 I. Gonzalez, 13 Abreu, 21 S. Fernandez. All: Tabarez
Germania
(4-2-3-1): 1 Neuer; 3 Friedrich, 17 Mertesacker, 16 Lahm (c), 2 Jansen; 6 Khedira, 7 Schweinsteiger ; 8 Ozil, 13 Mueller, 18 Kroos; 11 Klose.
A disposizione: 12 Wiese, 22 Butt, 14 Badstuber, 5 Tasci, 23 Boateng, 4 Aogo, 21 Marin, 15 Trochowski, 10 Podolski, 20 Gomez, 9 Kiessling, 19 Cacau. All.: Loew.
Arbitro: Benito Archundia (Messico)
Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30

sabato 3 luglio 2010

Germania super, è in semifinale. Diego, che botta!

Klose e i giovani tedeschi umiliano l'Argentina e portano la Germania in semifinale. Tutto facile per i ragazzi di Loew, che aprono subito le danze con Muller, abile a sfruttare una palla inattiva che spiazza la porta di Romero.

Pur giocando su spazi abbastanza ampi, la squadra di Maradona non è in grado di recuperare e accenna qualche timida reazione con i lanci da fuori area e i passaggi di un Messi non particolarmente brillante. Davanti, Tevez e Higuain si cercano poco e un po' per mancanza di alternative, un po' per frustrazione cercheranno conclusioni centrali e scontate. E' questo il primo tempo, giocato con una Germania attendista e pronta a divorarsi il raddoppio con Klose, sfruttando un contropiede composto da quattro passaggi: la mira dell'attaccante del Bayern è però imprecisa.

Mentre l'Argentina prova a pareggiare con i guizzi di Di Maria, la Germania ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo: Klose questa volta è preciso, e al 22' della ripresa piega la Seleccion con un'azione perfetta che manda in tilt il gruppo targato Messi.

Ecco la debolezza sudamericana: gli spazi si moltiplicano e le sparute idee di gioco vengono meno, lasciando agli avversari la possibilità di fare i prestigiatori nella "pampa" biancoceleste. Schweinsteiger ubriaca l'immobile DeMichelis e lo spento Burdisso, e per Friedrich è un gioco da ragazzi chiudere una partita finita in poker grazie all'ultima rete di Klose che fa doppietta.
Applausi ad una Germania giovane e spietata, capace di gestire le ripartenze dell'avversario e di colpirlo nei due grandi punti deboli: la difesa, che ha risentito non poco dell'assenza di Samuel, e l'insicurezza, arrivata sul due a zero.

Per Maradona un addio dal mondiale fin troppo amaro, non solo per il risultato, ma per non avere superato la prova della verità.

La Germania andrà in semifinale, parola del polipo Paul

Affidereste mai una scommessa con gli amici, o una puntata in qualche agenzia, alle mani, anzi ai tentacoli, di un polipo? Non un cefalopode qualunque, sia chiaro. Paul è un polpo indovino che vive nell'acquario di Oberhausen, una cittadina a mezz'ora d'auto da Dusseldorf, e finora ha azzeccato in toto i risultati di tutte le partite disputate dalla nazionale tedesca a Sudafrica 2010.

Messo puntualmente di fronte a due ciotole, una raffigurante l'effige della Germania e l'altra di volta in volta quella della squadra avversaria dei tedeschi, Paul a seconda del tempo necessario alla decisione e del cibo consumato ha saputo indicare il tipo di partita che avrebbe condotto la formazione di Loew e il risultato finale. Non esitando a ''indicare'' la ciotola con la bandiera serba in occasione dell'unica sconfitta della Germania nel girone e puntando con decisione quella del proprio paese prima dell'ottavo di finale contro l'Inghilterra. Pur essendo, tra l'altro, nato proprio nel Regno Unito.

Questa volta, secondo i responsabili dell'acquario, Paul ci ha riflettuto molto più a lungo, ma alla fine ha puntato ancora sulla Germania: invece di mangiare il mollusco nel contenitore con la bandiera argentina sistemata sul fondo della sua vasca, ha preferito quello nel vaso con la bandiera tedesca. Come a dire che Klose e compagni conquisteranno l'accesso alla semifinale, ma dopo una partita combattutissima. Agli Europei di due anni fa la percentuale di risultati azzeccati dal polipo ha sfiorato l'80%.

Argentina - Germania, arrivano i brividi

Siamo arrivati ad uno degli appuntamenti più attesi di questo mondiale: lo scontro tra due big, forse le vere regine del torneo, pronte a darsi battaglia per guardare da vicino l’ambito trofeo.

Un quarto di finale da brivido, che rappresenta la prova della verità più per l’Argentina che per i tedeschi. La squadra di Maradona ha dimostrato di avere la forza in un gruppo troppo spesso messo in discussione dalla stampa sudamericana, senza però trovare di fronte un avversario realmente pericoloso.

La Germania invece ha già fatto capire di saperci fare, finendo di incerottare un’Inghilterra non al top, ma sicuramente ostica. E’ la battaglia della psiche contro il fisico, del talento contro la disposizione tattica.

Il tecnico Loew può vantare una squadra più quadrata e meglio messa in campo, capace di controllare gli spazi e di non mollare fino all’ultimo secondo.Maradona punterà sulle giocate dei singoli, che da un momento all’altro potrebbero sbloccare il risultato con un paio di prodezze: con l’eliminazione del Brasile, sono i pochi veri campioni rimasti al mondiale.

La Seleccion ha recuperato Messi, che farà tremare la difesa tedesca: alle sue spalle l’unico dubbio riguarda Di Maria sulla fascia in ballottaggio con il palermitano Pastore, mentre in attacco ci sarà spazio alle magie di Tevez e la fisicità di Higuain.

Risolto il dubbio difensivo: al posto di Samuel giocherà Burdisso, pronto a fare coppia con il criticato Demichelis.

I tedeschi si affideranno alle garanzie di Muller e Klose, ma soprattutto alla rivelazione Ozil, turco naturalizzato che ha impressionato nelle gare finora disputate, anche se nella rifinitura è stato tenuto a riposo a scopo precauzionale. Con loro, molto probabilmente, Podolski e Schwensteiger, a dare spessore al centrocampo.

Mentre Lahm è sicuro di vincere “si sa che i sudamericani hanno un gran temperamento, sono impulsivi e non sono dei buoni perdenti: spero che stavolta sapranno accettare la sconfitta”,
Maradona preferisce non gettare altra benzina sul fuoco e provare qualche schema in più per una squadra che, tra i propri pochi punti deboli, ha il difetto di non sapere trovare una varietà di soluzioni tattiche.

Calcio d’inizio alle 16.00, arbitra Irmatov.

Le probabili formazioni:

Argentina
(4-3-3): 22 Romero; 6 Heinze, 4 Burdisso, 2 Demichelis, 15 Otamendi; 14 Mascherano (c), 8 Veron, 7 Di Maria; 10 Messi, 11 Tevez, 9 Higuain.
A disposizione: 21 Andujar, 1 Pozo, 3 C. Rodriguez, 17 Gutierrez, 13 Samuel, 12 Garce, 5 Bolatti, 20 M. Rodriguez, 23 Pastore, 19 Milito, 16 Aguero, 18 Palermo. All: Maradona

Germania
(4-2-3-1): 1 Neuer; 3 Friedrich, 17 Mertesacker, 16 Lahm (c), 23 Boateng; 6 Khedira, 7 Schweinsteiger ; 8 Ozil, 13 Mueller, 10 Podolski; 11 Klose.
A disposizione: 12 Wiese, 22 Butt, 14 Badstuber, 5 Tasci, 2 Jansen, 4 Aogo, 18 Kroos, 21 Marin, 15 Trochowski, 20 Gomez, 9 Kiessling, 19 Cacau. All.: Loew.

domenica 27 giugno 2010

Due ottavi di finale da leoni! apre Germania-Inghilterra, in serata Argentina-Messico

Un peccato che sia appena un ottavo di finale. Il match delle 16 tra Germania e Inghilterra è sicuramente l'incontro più interessante, affascinante ed atteso di questi ottavi, tra due squadre storicamente rivali in tutto e per tutto. Gli ingredienti per una partita spettacolare e dalle mille emozioni ci sono tutti; per la nazionale di Capello si tratta in particolar modo di un'occasione di vendetta, visto che proprio il Nationelf tedesco eliminò i britannici sia in una semifinale mondiale che in una europea negli anni '90. In più l'unica vittoria di un mondiale per gli inglesi, nel Mondiale di casa del 1996, fu proprio contro i tedeschi grazie al celebre gol fantasma di Geoff Hurst. Corsi e ricorsi storici insomma a non finire; e la vincente di questo super ottavo rischia di trovarsi un'altra super sfidante nei quarti di finale. Alle 20.30 scende in campo infatti la super Argentina di Maradona, finora a punteggio pieno e con un gioco spettacolare, contro i ragazzini terribili del Messico, secondi nel Girone A dietro l'Uruguay ma capaci di esprimere un gioco spettacolare, veloce e concreto. Insomma gli ingredienti per una super domenica Mondiale sembrano esserci davvero tutti. Stay tuned!

GERMANIA - INGHILTERRA

Le probabili formazioni:

Germania
(4-2-3-1): 1 Neuer; 3 Friedrich, 17 Mertesacker, 16 Lahm (c), 14 Badstuber; 6 Khedira, 7 Schweinsteiger ; 8 Ozil, 13 Mueller, 10 Podolski; 11 Klose.
A disposizione: 12 Wiese, 22 Butt, 23 Boateng, 5 Tasci, 2 Jansen, 4 Aogo, 18 Kroos, 21 Marin, 15 Trochowski, 20 Gomez, 9 Kiessling. All.: Loew.

Inghilterra
(4-4-2): 1 James; 2 Johnson, 18 Carragher, 6 Terry, 3 Ashley Cole; 16 Milner, 4 Gerrard (c), 8 Lampard, 14 Barry; 19 Defoe, 10 Rooney.
A disposizione: 23 Hart, 12 Green, 5 Dawson, 15 Upson, 13 Warnock, 11 Joe Cole, 22 Carrick, 7 Lennon, 17 Wright-Phillips, 21 Heskey, 9 Crouch. All: Capello.

Arbitro: Jorge Larrionda (Uruguay)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 16



ARGENTINA - MESSICO

Le probabili formazioni:


Argentina
(4-3-3): 22 Romero; 6 Heinze, 4 Burdisso, 2 Demichelis, 17 Gutierrez; 14 Mascherano (c), 8 Veron, 7 Di Maria; 10 Messi, 11 Tevez, 9 Higuain.
A disposizione: 21 Andujar, 1 Pozo, 3 C. Rodriguez, 15 Otamendi, 13 Samuel, 12 Garce, 5 Bolatti, 20 M. Rodriguez, 23 Pastore, 19 Milito, 16 Aguero, 18 Palermo. All: Maradona

Messico
(4-3-3): 1 Perez; 16 Juarez, 5 Osorio, 2 Rodriguez, 3 Salcido; 18 Guardado, 4 Marquez (c), 6 Torrado; 17 Dos Santos, 9 Franco, 14 Hernandez.
A disposizione: 13 Ochoa, 23 Luis Ernesto Michel, 15 Moreno, 8 Castro, 12 Aguilar, 19 Magallon, 20 Torres, 7 Barrera, 21 Bautista, 22 Medina, 11 Vela, 10 Blanco. All: Aguirre

Arbitro: Roberto Rosetti (Italia)

Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30

venerdì 18 giugno 2010

Jovanovic trascina la Serbia, Germania punita e sfortunata

Crolla un'altra certezza, l'ennesima di questo Mondiale davvero strano ed imprevedibile: nemmeno la Germania, l'unica tra le ''grandi'' ad aver davvero convinto dopo il primo turno e la super vittoria contro l'Australia, è imbattibile. La giovane e spettacolare nazionale allenata da Joachim Loew si deve arrendere al gol di Jovanovic al 38', che regala alla Serbia la prima vittoria a Sudafrica 2010 con la quale gli uomini di Antic agganciano nella classifica del Girone D proprio i tedeschi, pur restando dietro solo per il fattore differenza reti. Su Schweinsteiger e compagni, va detto, pesa come un macigno la contestabile direzione di gara dello spagnolo Undiano Mallenco, che al 37' espelle Klose per doppia ammonizione, probabilmente esagerando con il secondo giallo. La Germania però non demorde neanche sotto di un gol e con un uomo in meno, disputando una buona gara ma fallendo l'occasionissima per pareggiare su rigore: Podolski si fa respingere il tiro da Stojkovic, completando il pomeriggio nero dei suoi.

Al via Loew non apporta alcun cambiamento alla squadra protagonista della roboante vittoria contro l'Australia: Klose è l'unica punta davanti al trio di centroattacco Ozil-Podolski-Mueller. Antic dall'altra parte rivoluziona invece la formazione inconcludente e molle vista contro il Ghana, scegliendo Kuzmanovic, Ninkovic e Subotic al posto di Milijas, Pantelic e dello squalificato Lukovic. Zigic è l'unica punta, con Krasic e Jovanovic a fare da esterni offensivi.

Come contro l'Australia, la Germania prova ad imporre subito il suo gioco vivace e spumeggiante, fatto di rapidità e di grande tecnica individuale; la difesa della Serbia, che cerca di mantenere alta la linea del pressing, è però formata da giocatori d'esperienza e qualità come Vidic, Subotic, Ivanovic e Kolarov, con l'esterno del Chelsea e quello dell'Udinese che hanno sicuramente il compito più difficile dovendo disinnescare Podolski e Mueller. Il primo squillo del match è degli uomini di Loew al 7' con Podolski che di sinistro al volo spedisce la palla fuori ma non di molto alla destra di Stojkovic. La partita è molto fisica, anche troppo, e difatti fioccano i cartellini gialli, con l'inflessibile Undano che ammonisce nell'ordine Klose, Ivanovic, Khedira e Lahm. Proprio dall'ultima ammonizione, al 32', è Kolarov su punizione a esplodere il suo solito sinistro potentissimo da 25 metri che finisce di poco a lato della porta difesa di Neuer. La frequenza degli interventi fallosi in campo unita alla severità del direttore di gara spagnolo porta al 37' al primo episodio che cambia la partita: Klose entra quasi da dietro su Stankovic, in modo non cattivo ma sicuramente evitabile. Undiano però non risparmia il secondo giallo, e quindi il rosso, al numero 11 tedesco. Germania in dieci. E la Serbia, prima che Loew possa riorganizzare i suoi, ne approfitta già poco più di 60 secondi dopo: cross dalla destra di Krasic, torre di Zigic che libera benissimo al tiro Jovanovic che dal limite dell'area piccola conclude di sinistro battendo Neuer. 1-0 Serbia al 38' e partita che sembra in discesa per la formazione slava. Ma nell'unico minuto di recupero del primo tempo la Germania sfiora il pareggio, con una clamorosa traversa di Khedira che fa tremare la porta di Stojkovic. Vantaggio serbo all'intervallo, ma la Germania non vuole mollare.

Ad inizio ripresa è ancora il ''Nationelf'' a spingere nonostante l'inferiorità numerica. Nel primo quarto d'ora ci provano con veemenza Podolski e Schweinsteiger: l'attaccante del Colonia va vicino al gol in almeno tre occasioni, prima con un gran sinistro ad incrociare già al 1', poi angolando troppo il tiro e centrando l'esterno della rete al 13' e 14'; l'esterno del Bayern impegna invece Stojkovic al 10' con un destro dal limite dell'area. A ispirare è sempre Ozil e la Serbia soffre pur con l'uomo in più. Anzi, la formazione di Antic al 15' prova pure a farsi male da sola, con Vidic che tocca goffamente di mano nella propria area di rigore in un intervento incredibilmente somigliante a quello di Kuzmanovic contro il Ghana. E, come in quell'occasione, rigore e ammonizione sono ineccepibili. Dal dischetto però Podolski calcia non benissimo, facendosi respingere il tiro da Stojkovic. Alla Germania sembra proprio non andarne dritta una, ma nonostante ciò gli uomini di Loew sono ammirevoli nel non mollare neanche dopo la clamorosa chance fallita. Un po' meno ''ammirevole'' sembra invece la scelta del ct tedesco di togliere Mueller e, soprattutto, Ozil per inserire Cacau e Marin. Senza il numero 8 tedesco in campo la Germania perde infatti in qualità e la Serbia torna a farsi minacciosa dalle parti di Neuer. A sfiorare il 2-0 sono prima Jovanovic, che colpisce il palo con un gran sinistro a giro, e poi Zigic, il cui colpo di testa tocca la parte alta della traversa. Nel finale è invece Podolski a tentare le ultime conclusioni tedesche, ma senza la necessaria precisione. Finisce 1-0 per la Serbia, risultato che rimescola tutte le carte nel Girone D. Ma prima di fare ogni calcolo sarà necessario conoscere l'esito dell'altro match Ghana-Australia.

GERMANIA: Neuer; Friedrich, Mertesacker, Lahm (c), Badstuber (77' Gomez); Khedira, Schweinsteiger; Ozil (70' Marin), Mueller (70' Cacau), Podolski; Klose. All: Loew

SERBIA: Stojkovic; Ivanovic, Vidic, Subotic, Kolarov; Stankovic (c), Kuzmanovic (75' Petrovic), Krasic, Jovanovic (79' Lazovic), Ninkovic (70' Kacar); Zigic. All: Antic

Reti: 38' Jovanovic

Ammoniti: Lahm, Khedira, Schweinsteiger (G); Ivanovic, Vidic, Subotic, Kolarov (S)

Espulsi: 37' Klose (G)

Arbitro: Undiano Mallenco (SPA)

Giorno 8: Germania in cerca di conferme, Inghilterra in cerca di riscatto, nel pomeriggio Slovenia-Usa

Dopo la grande prova di forza contro l'Australia torna in campo oggi la Germania di Joachim Loew, che vuole confermare come la vittoria del match d'esordio sia frutto di una nazionale compatta e già in formissima e non della debolezza dell'avversario incontrato. I tedeschi saranno i primi a scendere in campo nel match delle 13.30 a Port Elizabeth contro una Serbia sconfitta nel primo incontro dal Ghana e quindi condannata o quasi a vincere. Nel pomeriggio in campo per il Girone C la Slovenia capolista del gruppo contro gli Stati Uniti, alle 16 a Johannesburg. Stasera infine atteso il riscatto dell'Inghilterra di Capello nel match di Città del Capo contro l'Algeria alle 20.30.
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GERMANIA - SERBIA

Nessun dubbio per Loew, che confermerà in toto la formazione autrice del roboante successo contro l'Australia, con il ''recordman'' Klose come unica punta nel 4-2-3-1 con il trio offensivo di centrocampo Ozil-Mueller-Podolski. Nella Serbia ci saranno invece Subotic, Kuzmanovic, nonostante il decisivo fallo mano di contro il Ghana, e Ninkovic al posto di Milijas, Pantelic e dello squalificato Lukovic.

Le probabili formazioni:

Germania
(4-2-3-1): 1 Neuer; 3 Friedrich, 17 Mertesacker, 16 Lahm (c), 14 Badstuber; 6 Khedira, 7 Schweinsteiger ; 8 Ozil, 13 Mueller, 10 Podolski; 11 Klose.
A disposizione: 12 Wiese, 22 Butt, 23 Boateng, 5 Tasci, 2 Jansen, 4 Aogo, 18 Kroos, 21 Marin, 15 Trochowski, 20 Gomez, 9 Kiessling, 19 Cacau. All.: Loew.

Serbia
(4-4-2):
1 Stojkovic; 6 Ivanovic, 5 Vidic, 20 Subotic, 3 Kolarov; 10 Stankovic (c), 22 Kuzmanovic, 17 Krasic, 14 Jovanovic; 18 Ninkovic, 15 Zigic.
A disposizione: 12 Isailovic, 23 Djuricic, 16 Obradovic, 2 Rukavina, 4 Kacar, 11 Milijas, 9 Pantelic, 19 Petrovic, 7 Tosic, 8 Lazovic, 21 Mrdja. All: Antic

Arbitro: Pedro Undiano (Spagna)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 13.30


SLOVENIA - STATI UNITI

Dopo la vittoria abbastanza fortunosa contro l'Algeria, la Slovenia torna in campo alle 16 a Johannesburg contro gli Stati Uniti, protagonisti anche loro in parte grazie alla buona sorte (leggasi papera di Green) contro l'Inghilterra. La formazione di Bradley ha espresso un buon gioco contro gli uomini di Capello, confermando i progressi già visti nella Confederations Cup dell'anno scorso, mentre la squadra di Kek non è stata brillantissima contro i magrebini pur riuscendo a cogliere i 3 punti finali. Nella Slovenia l'unica novità in campo sarà molto probabilmente la presenza di Ljubijankic in attacco al posto dell'ex parmense Dedic, in ombra contro l'Algeria. Negli Stati Uniti probabile da parte del ct Bob Bradley la scelta di Findley al posto di Buddle accanto all'intoccabile Altidore in avanti e la presenza di Torres in mezzo al campo con Ricardo Clark destinato alla panchina.

Le probabili formazioni:

Slovenia
(4-4-2): 1 S. Handanovic; 2 Brecko, 4 Suler, 5 Cesar, 13 Jokic; 10 Birsa, 18 Radosavljevic, 8 Koren (c), 17 Kirm; 9 Ljubijankic, 11 Novakovic.
A disposizione: 12 J. Handanovic, 16 Seliga, 3 Dzinic, 19 Filekovic, 6 Ilic, 22 Mavric, 20 Komac, 15 Khrin, 21 Stevanovic, 14 Dedic, 23 Matavz, 7 Pecnik. All: Kek

Stati Uniti
(4-4-2): 1 Howard; 6 Cherundolo, 15 DeMerit, 5 Onyewu, 3 Bocanegra; 10 Donovan (c), 4 Bradley, 16 Torres, 8 Dempsey; 17 Altidore, 20 Findley.
A disposizione: 18 Duzan, 23 Hahnemann, 2 Spector, 7 Beasley, 9 Gomez, 11 Holden, 12 Bornstein, 13 Clark, 19 Edu, 14 Buddle, 21 Goodson, 22 Feilhaber. All.: Bradley.

Arbitro: Koman Coulibaly (Mali)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 16


INGHILTERRA - ALGERIA

Una gara da non fallire. Dopo le critiche ricevute e a quasi settimana dalla paperissima da Green, torna in campo l'Inghilterra di Capello alle 20.30 a Città del Capo contro l'Algeria in un match delicatissimo per la nazionale dei Tre Leoni, che non possono permettersi altre distrazioni dopo aver gettato la vittoria contro gli Stati Uniti. Gli occhi saranno puntati su entrambe le squadre soprattutto sulla scelta del portiere, con James che sembra favorito su Hart e sul disastroso Green da una parte e M'Bohli su Chaouchi e Gaouaoui dall'altra. A centrocampo tra gli inglesi si rivedrà anche Barry di rientro dall'infortunio, con Carragher favorito per un posto da centrale viste le assenze di Ferdinand e King. Nell' Algeria, senza lo squalificato Ghezzal, ci sarà Boudeboz al posto di Djebbour.

Le probabili formazioni:

Inghilterra
(4-4-2): 1 James; 2 Johnson, 18 Carragher, 6 Terry, 3 Ashley Cole; 7 Lennon, 4 Gerrard (c), 8 Lampard, 14 Barry; 21 Heskey, 10 Rooney.
A disposizione: 23 Hart, 12 Green, 5 Dawson, 15 Upson, 13 Warnock, 11 Joe Cole, 22 Carrick, 16 Milner, 17 Wright-Phillips, 19 Defoe, 9 Crouch. All: Capello.

Algeria
(3-4-1-2): 23 M'Bohli; 2 Bougherra, 4 Yahia (c), 5 Halliche; 21 Kadir, 19 Yebda, 8 Lacen, 3 Belhadj; 15 Ziani; 13 Matmour, 7 Boudebouz.
A disposizione: 1 Gaouaoui, 16 Chaouchi, 12 Bellaid, 14 Laifaoui, 18 Medjani, 20 Mesbah, 6 Mansouri, 11 Djebbour, 17 Guedioura, 22 Abdoun, 9 Ghezzal, 10 Saifi. All: Saadane


Arbitro: Rashan Izmatov (Uzbekistan)

Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30

domenica 13 giugno 2010

La Germania dà una scossa al Mondiale, Australia travolta 4-0

Messaggio per tutte le nazionali pretendenti alla coppa: la Germania di Loew c'è. Eccome se c'è. Una squadra giovane, multietnica, vincente e convincente, insomma con tutte le carte in regola per fare ancora meglio del miracoloso mondiale in casa di quattro anni fa sotto la gestione Klinsmann. Dal quale evidentemente Joachim Loew, il suo vice di allora, deve aver appreso i trucchi per trasformare un gruppo di giovani di talento in una squadra forte, compatta e dal gioco spumeggiante. Tutti elementi evidenziati dal sontuoso 4-0 con cui la Germania travolge l'Australia nella gara del mondiale più spettacolare vista fin qui. I gol di Podolski, Klose, Mueller e Cacau valgono il primato e la migliore differenza reti rispetto al Ghana nel Girone D; la ''botta'' per l'assenza di Ballack sembra già essere stata ampiamente assorbita.
Come da pronostico, Loew opta dall'inizio per il 4-2-3-1 con il ''vecchio'' Miroslav Klose unica punta e il trio Podolski-Mueller-Ozil ad agire alle sue spalle. Sulla linea mediana è Khedira ad ereditare il ruolo dell'infortunato Ballack. Tra i ''Socceroos'' di Verbeek, disposti in campo specularmente, spicca invece la presenza dal primo minuto di Valeri, giocatore del Grosseto, al posto del palermitano Bresciano, mentre in avanti il sostituito dell'acciaccato Kewell è Garcia e non Kennedy, il favorito della vigilia.
Pronti, via e la prima occasionissima è per l'Australia, che al 4' per poco non sfrutta quella che sarà una delle pochissime sbavature della retroguardia tedesca in tutto il match: Friedrich e Mertesacker si addormentano durante un batti e ribatti nell'area tedesca, la palla finisce sui piedi di Garcia che spara verso la porta dove, prodigiosamente, Lahm salva di piede a Neuer ormai battuto. Brivido per la Germania che però non sta a guardare e prende subito in mano le redini dell'incontro: il salvataggio di Schwarzer su Klose al minuto numero 7 è solo l'antipasto prima del vantaggio tedesco, che arriva appena un minuto dopo con Podolski abile a finalizzare una meravigliosa azione in verticale tutta di prima sull'asse Ozil-Mueller. L'intesa tra i tre di centrocampo funziona a meraviglia e dalle parti di Schwarzer il lavoro non manca. Ancora una volta è Klose a prendere, con un piattone largo di poco, le misure per il raddopio, che arriva infatti al 28' proprio con l'ariete di origine polacca, abile a impattare di testa su un cross con il contagiri di Lahm sfruttando un'uscita non impeccabile del numero uno australiano. Il 2-0 tedesco alla mezz'ora è ineccepibile ma non appaga gli uomini di Loew, trascinati da uno scatenato Ozil che prima della fine del tempo sfiora per due volte la segnatura personale, nel primo caso costringendo Neill a salvare sulla linea, e sfodera un assist al bacio per Khedira che manda alto di poco. Al riposo, il vantaggio del ''Nationelf'' è anche troppo ridotto, vista la prestazione maiuscola. Ma nella ripresa ci pensano Mueller e il neo entrato Cacau ad aumentare meritatamente lo score finale. Compito reso ancora più semplice dall'espulsione dell'australiano Cahill, sanzionato con un rosso diretto probabilmente esagerato dopo un'entrata in ritardo su Schweinsteiger. Il 3-0 arriva al 68' grazie al giocatore del Bayern, perfetto nell'eludere Chipperfield con una finta e nello spedire con precisione chirurgica la palla prima sul palo destro e poi in rete. Il poker è completato al 70' dal brasiliano naturalizzato dello Stoccarda, entrato da un minuto, che servito dal solito Ozil batte da due passi il povero Schwarzer. Il portierone dei socceroos, nonostante i gol incassati, ha il merito di salvare i suoi dall'umiliazione, con parate decisive in serie su Podolski, Klose e Ozil, alla fine meritatamente migliore in campo. Il finale di match è una passerella anche per Gomez e Marin, in campo per Podolski e Ozil. Finisce 4-0 per la Germania a Durban; al match con la Serbia il compito di svelare se questo esordio con il botto sia arrivato soprattutto per i meriti dell'undici di Loew o per i demeriti degli avversari. Per l'Australia l'incontro di sabato con il Ghana è già decisivo, ma senza Cahill probabilmente sarà ancora più dura.

GERMANIA: Neuer; Friedrich, Mertesacker, Lahm (c), Badstuber; Khedira, Schweinsteiger; Ozil (74' Gomez), Mueller, Podolski (81' Marin); Klose (68' Cacau). All: Loew

AUSTRALIA: Schwarzer; Neill (c), Moore, Chipperfield, Wilkshire; Grella (46' Holman), Culina; Valeri, Emerton (74' Jedinak), Cahill; Garcia (64' Rukavytsya). All: Verbeek
Reti: 8' Podolski, 28' Klose, 68' Mueller, 70' Cacau

Ammoniti: Ozil, Cacau (G); Neill, Moore, Valeri (A)

Arbitro: Rodriguez (MES)

3a Giornata: Algeria e Slovenia in cerca di gloria, poi Girone D con Serbia-Ghana e Germania-Australia

Dopo una seconda Giornata all'insegna finalmente delle prime vittorie, ma anche delle prime sorprese e delle prime delusioni tra le favorite, il terzo giorno di gare propone in cartellone partite dal pronostico tutt'altro che scontato e che potrebbero ulteriormente rimescolare le carte almeno in vista del prossimo turno di ciascuno girone. Si apre alle 13.30 con la seconda partita del Girone C, quello di Inghilterra e Stati Uniti, dove si affronteranno le sorprese delle qualificazioni Algeria e Slovenia. Poi alle 16.00 e alle 20.30 spazio ai match del Girone D, gruppo a prima vista parecchio equilibrato, con rispettivamente la Serbia di Stankovic che sfiderà le ''Black Stars'' ghanesi di Muntari & co. e la Germania di Loew che in serata tenterà di aver la meglio sui ''Socceroos'' australiani degli ''italiani'' Bresciano e Valeri.
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ALGERIA - SLOVENIA

Tra un paio d'ore il Girone C potrebbe avere la capolista che non t'aspetti. Dopo il pareggio di ieri sera tra l'Inghilterra di Capello e gli Stati Uniti, per le ''piccole'' Algeria e Slovenia ecco la ghiotta opportunità, in caso di successo nel match di Polokwane, di andare in testa al proprio raggruppamento e costringere le più blasonate squadre anglofone ad inseguire, almeno sino al prossimo turno.
Le ''volpi del deserto'' algerine scenderanno in campo secondo il 3-4-1-2 scelto dal tecnico Saadane, che pare intenzionato almeno in avvio a rinunciare al senese Ghezzal e a schierare di punta Matmour e Djebbour. Altra novità nella formazione magrebina dovrebbe essere l'impiego del secondo portiere Chaouchi a causa di problemi fisici al numero uno Gaouaoui.
Nella Slovenia di Samir Handanovic, regolarmente al suo posto tra i pali, il ct Kek si disporrà con un classico 4-4-2 in cui non ci sarà dall'inizio il giovane interista Renè Khrin, che dovrebbe lasciar spazio al quasi omonimo Kirm. In avanti occhio a Zlatko Dedic, ex di Empoli, Parma e Frosinone ora in Germania, schierato accanto a Novakovic.

Le probabili formazioni:

Algeria
(3-4-1-2): 16 Chaouchi; 2 Bougherra, 4 Yahia (c), 5 Halliche; 21 Kadir, 19 Yebda, 8 Lacen, 3 Belhadj; 15 Ziani; 13 Matmour, 11 Djebbour.
A disposizione: 1 Gaouaoui, 23' M'Bohli, 12 Bellaid, 14 Laifaoui, 18 Medjani, 20 Mesbah, 6 Mansouri, 7 Boudebouz, 17 Guedioura, 22 Abdoun, 9 Ghezzal, 10 Saifi. All: Saadane

Slovenia
(4-4-2): 1 S. Handanovic; 2 Brecko, 4 Suler, 5 Cesar, 13 Jokic; 10 Birsa, 18 Radosavljevic, 8 Koren (c), 17 Kirm; 14 Dedic, 11 Novakovic.
A disposizione: 12 J. Handanovic, 16 Seliga, 3 Dzinic, 19 Filekovic, 6 Ilic, 22 Mavric, 20 Komac, 15 Khrin, 21 Stevanovic, 9 Ljubijankic, 23 Matavz, 7 Pecnik. All: Kek


Arbitro: Carlos Guatres (Guatemala)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 13.30


SERBIA - GHANA

Il match d'apertura del Girone D alle 16.00 a Pretoria è fondamentalmente una ''questione'' tra serbi. Da una parte l'undici balcanico allenato da Radomir Antic, voglioso in primis di cancellare la debacle del mondiale di quattro anni fa, disputato per l'ultima volta insieme al Montenegro e chiuso con uno 0-6 subito dall'Olanda; dall'altro le ''stelle nere'' africane allenate da Milovan Rajevic, il terzo ct serbo nella storia della nazionale ghanese, che puntano perlomeno a raggiungere gli ottavi di finale, come in Germania nel mondiale d'esordio. Una partita dunque dove non mancheranno i nomi noti, in particolare nella formazione serba, che può contare tra gli altri su Stankovic, Vidic, Ivanovic, Kolarov e Krasic. Per il Ghana, che dovrà fare a meno per l'intero mondiale della stella Essien, le motivazioni per il primo mondiale africano saranno una marcia in più per partire fin da subito alla grande.I balcanici saranno schierati dal proprio ct Antic con il classico 4-4-2, con l'udinese Lukovic che dovrebbe essere preferito a Subotic al centro della difesa accanto al ''red devil'' Vidic e al terzino laziale Kolarov. Scontata la presenza di Stankovic a centrocampo, dove troveremo anche il probabile futuro juventino Krasic. In attacco il duo Pantelic-Zigic.Il Ghana di Rajevac, a causa dell'infortunio di Essien, dovrebbe invece scendere in campo con un inedito 4-2-3-1 con i tre ''italiani'' Mensah, Appiah e Muntari, gli ultimi due alle spalle dell'unica punta Asamoah Gyan, ex Udinese e Modena.

Le probabili formazioni:

Serbia

(4-4-2):
1 Stojkovic; 6 Ivanovic, 5 Vidic, 13 Lukovic, 3 Kolarov; 10 Stankovic (c), 11 Milijas, 17 Krasic, 14 Jovanovic; 9 Pantelic, 15 Zigic.
A disposizione: 12 Isailovic, 23 Djuricic, 16 Obradovic, 2 Rukavina, 20 Subotic, 4 Kacar, 22 Kuzmanovic, 18 Ninkovic, 19 Petrovic, 7 Tosic, 8 Lazovic, 21 Mrdja. All: Antic

Ghana
(4-2-3-1): 22 Kingston; 15 Vorsah, 4 Pantsil, 8 Jo. Mensah, 2 Sarpei (c); 9 D. Boateng, 6 Annan; 13 D. Ayew, 10 Appiah, 11 Muntari; 3 A. Gyan.
A disposizione: 1 Agyei, 16 Ahorlu, 19 Addy, 17 A. Ayew, 7 Inkoom, 5 Ji. Mensah, 21 K. Asamoah, 23 K. Boateng, 20 Owusu-Abeyie, 18 Adiyah, 14 Amoah, 12 Tagoe. All: Rajevac

Arbitro: Hector Baldassi (Argentina)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 16


GERMANIA - AUSTRALIA

Quattro anni dopo il miracolo targato Klinsmann, con la giovane nazionale tedesca sconfitta solo in semifinale dall'Italia di Lippi, tocca al suo vice Joachim Loew, promosso ct, il compito di confermare quanto visto anche negli Europei 2008 di Austria e Svizzera, con la finale persa di misura contro la Spagna. E il match di stasera contro l'Australia dell'olandese Verbeek, successore del guru Hiddink capace di portare i ''Socceroos'' per la prima storica volta agli ottavi di finale, è già un buon test per la nazionale quattro volta campione del Mondo.
Loew si affiderà con ogni probabilità a Klose come unica punta, con Podolski e Mueller esterni alti e Ozil in posizione da trequartista.
Anche l'Australia risponderà con lo stesso modulo il 4-2-3-1, con Grella e Bresciano in mezzo a campo e il 26enne Kennedy, unica punta per i problemi dell'ultim'ora del veterano Kewell.

Le probabili formazioni:

GERMANIA
(4-2-3-1): 1 Neuer; 3 Friedrich, 17 Mertesacker, 16 Lahm (c), 14 Badstuber; 6 Khedira, 7 Schweinsteiger ; 8 Ozil, 13 Mueller, 10 Podolski; 11 Klose.
A disposizione: 12 Wiese, 22 Butt, 23 Boateng, 5 Tasci, 2 Jansen, 4 Aogo, 18 Kroos, 21 Marin, 15 Trochowski, 20 Gomez, 9 Kiessling, 19 Cacau. All.: Loew.

AUSTRALIA
(4-2-3-1): 1 Schwarzer; 2 Neill (c), 3 Moore, 11 Chipperfield, 8 Wilkshire; 13 Grella, 5 Culina; 23 Bresciano, 7 Emerton, 4 Cahill; 9 Kennedy.
A disposizione: 12 Federici, 18 Galekovic, 21 Carney, 20 Milligan, 6 Beauchamp, 10 Kewell, 14 Holman, 16 Valeri, 15 Jedinak, 19 Garcia, 22 Vidosic, 17 Rukavytsya. All.: Verbeek.

Arbitro: Marco Rodriguez (Messico)

Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30

martedì 8 giugno 2010

GIRONE D - PARTITE E ORARI

13 Giugno Germania - Australia ore 16 (Durban)
13 Giugno Serbia - Ghana ore 20.30 (Pretoria)


18 Giugno Germania - Serbia ore 13.30 (Port Elizabeth)
19 Giugno Ghana - Australia ore 13.30 (Rustenburg)


23 Giugno Ghana - Germania ore 20.30 (Johannesburg)
23 Giugno
Australia - Serbia ore 20.30 (Nelspruit)

domenica 6 giugno 2010

Germania, la "meglio gioventù" all'assalto del mondiale


"Il calcio è un gioco molto semplice, dove 22 uomini rincorrono un pallone e, alla fine, vincono i tedeschi." Così disse Gary Lineker, storico bomber della nazionale inglese degli anni '80 e primi anni '90, a proposito della nazionale tedesca, quella dei vari Bierhoff, Matthaeus, Moeller, Ziege, Sammer e molti altri, che dopo la riunificazione post U.R.S.S. spadroneggiava calcisticamente in Europa e nel Mondo portando avanti la tradizione vincente della Germania Ovest. Una squadra vincente e convincente, capace di raggiungere una finale mondiale e due europee in sei anni, di cui però avevamo perso le tracce, nonostante il secondo posto ai mondiali coreani del 2002, nei primi anni del nuovo millennio. Il temutissimo ''Nationalelf'' tedesco sembrava essersi progressivamente smarrito, tra un cambio generazionale povero di talenti e un continuo alternarsi di Ct dopo i clamorosi fallimenti agli Europei del 2000 e del 2004. Finchè, nel 2006, la giovane nazionale teutonica è tornata a riaffacciarsi al grande calcio trainata in panchina dall'esordiente Klinsmann, riuscendo, contro tutte le previsioni della vigilia, a spingersi sino alla conquista del terzo posto mondiale nella rassegna di casa. Un bronzo che sarebbe potuto anche essere ben altro se, in quell'indimenticabile notte di Dortmund, i gol di Grosso e Del Piero nei supplementari non avessero spinto l'Italia di Lippi verso la conquista della coppa.


L'eredità di quell'impresa inaspettata è stata raccolta dal vice di Klinsmann, Joachim Loew, promosso Ct dopo il mondiale tedesco. Chiamato a confermare la rinascita del calcio teutonico, Loew è riuscito, svecchiando ulteriormente la sua squadra, a portare la Germania sino alla finale dell'Europeo 2008, persa di misura contro la fortissima Spagna. Logico quindi inserire i bianconeri tedeschi, nel Girone D con Australia, Serbia e Ghana, tra le squadre papabili anche per la vittoria del mondiale, anche se, più che sulla qualità dei singoli, la Germania punta nuovamente sulla forza del gruppo, che si regge soprattutto sull'ossatura dei vicecampioni d'Europa del Bayern Monaco e sul Werder Brema terzo classificato in Bundesliga. Prima ancora dell'inizio dell'avventura sudafricana però, Loew ha dovuto fare i conti con un infortunio pesantissimo per gli equilibri della squadra, quello di capitan Ballack, costretto a rinunciare all'esperienza sudafricana a causa di una lesione del legamento collaterale medio. La fascia di capitano passerà quindi sul braccio del terzino Philipp Lahm, mentre lo stesso Loew ha indicato nell'esterno Schweinsteiger il nuovo leader carismatico della squadra in campo.


Difesa – Tra i pali il numero uno dello Schalke 04, Felix Neuer, sembra aver definitivamente battuto la concorrenza dell'estremo difensore del Werder Brema Tim Wiese e del portiere-rigorista del Bayern Hans-Jorg Butt. Nonostante l'ottima stagione della squadra bavarese, con la vittoria di campionato e coppa di Germania e la Champions sfumata solo in finale contro l'Inter, la presenza come terzo portiere del 36enne Butt a sette anni dall'ultimo gettone in nazionale sembra più figlia dell'infortunio del 24enne del Leverkusen Renè Adler e del tragico suicidio del portiere dell'Hannover Robert Enke che delle reali intenzioni di Loew. A reggere la retroguardia difensiva saranno con ogni probabilità ¾ del reparto arretrato già visto 4 anni fa, ovvero il 25enne Mertesacker del Werder insieme al 31enne Friedrich del retrocesso Herta Berlino in mezzo e capitan Lahm del Bayern, definitivamente esploso come uno dei migliori terzini europei, sulla destra. Sulla sinistra la novità dovrebbe essere un altro giovane prodotto del Bayern reduce da un'ottima stagione, il 21enne Badstuber, favorito per una maglia da titolare sul coetaneo Boateng, di origini ghanesi e fresco di firma con il Manchester City. Completano il reparto due giovani dell'Amburgo, il terzino sinistro Jansen e l'esterno di destra Aogo, di origini nigeriane, e il centrale dello Stoccarda di origini turche Tasci.


Centrocampo – Con il bavarese Schweinsteiger nelle vesti di faro e di raccordo tra difesa e attacco, il pesante vuoto lasciato da Ballack sarà colmato da uno tra il giovane mediano dello Stoccarda Khedira e il più esperto omologo dell'Amburgo Trochowski, con il primo che sembra partire in vantaggio nelle gerarchie interne. Il 4-2-3-1 adottato solitamente dal ct Loew prevede, ricordando analogamente le scelte attuali del nostro ct Lippi, l'abbassamento e l'allargamento di due attaccanti con un trequartista a supporto dell'unica punta. E proprio per il ruolo da regista si giocano il posto in tre. Il favoritissimo della vigilia è il numero 10 del Werder di origini tuche Ozil, classe 1988, talento della Bundesliga seguito con interesse da diverse squadre europee. Molti lo definiscono una delle possibili sorprese di questo Mondiale. Ma occhio anche a Toni Kroos, 20 anni appena, prodotto del vivaio del Bayern reduce da una super stagione con la maglia del Leverkusen. Rispetto ai due sopracitati sembra partire in leggero svantaggio il 21enne del Werder Marko Marin, adattabile all'occorrenza anche ad un impiego sulla fascia.


Attacco – Detto del modulo adottato da Loew, per il ruolo di esterni alti d'attacco i titolari designati sono il jolly offensivo del Bayern Muller, diventato quest'anno titolare inamovibile nelle file delle ''Stern des Sudens", e Lukas Podolski, premiato come ''miglior giovane'' ai Mondiali del 2006 e da sempre più incisivo nelle partite con la sua nazionale che in Bundesliga con la maglia del Colonia, dove ha realizzato appena 2 gol in 27 presenze. Per il posto da punta sarà risolto probabilmente solo all'ultimo il ballottaggio tra i campioni di Germania Gomez e Klose, con il primo quest'anno più utilizzato e prolifico in Bundesliga ma meno esperto e carismatico del 32enne ariete di origine polacca. Come outsider se la giocano anche il brasiliano naturalizzato dello Stoccarda Cacau e la punta del Bayer Leverkusen Kiessling, entrato definitivamente nei ranghi del Bundesteam dopo l'epurazione per i dissidi con il Ct del bomber dello Schalke 04 Kuranyi.