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venerdì 18 giugno 2010

La Slovenia sogna ma spreca, agli Stati Uniti la rimonta va stretta

Dal sogno di una storica qualificazione anticipata agli ottavi di finale al sospiro di sollievo per il gol, regolare ma annullato dall'arbitro, che nel finale avrebbe completato la rimonta avversaria. Alla fine il 2-2 dell'Ellis Park Stadium tra Slovenia e Stati Uniti va bene più alla compagine slava che non agli uomini di Bob Bradley, che ci mettono cuore e grinta per recuperare lo 0-2 subito dagli avversari nel primo tempo e si vedono annullare all'85' il gol regolarissimo del 3-2 di Edu, che avrebbe completato l'opera iniziata da Donovan e da Michael Bradley, figlio del ct. Il pareggio, alla fine di un match spettacolare e mai scontato, ben giocato da entrambe le squadre, alla fine è però sostanzialmente giusto visto il primo tempo di dominio sloveno e la ripresa totalmente di marca americana. Nonostante la rimonta il punto fa più felice gli uomini di Kek, che salgono a quota 4 punti, mentre gli Stati Uniti salgono a 2 collezionando il secondo pareggio di fila. Decisivo sarà così l'ultimo turno, con gli Stati Uniti che troveranno l'Algeria, con la quale dovranno assolutamente vincere, e la Slovenia che da capolista se la dovrà vedere con l'Inghilterra di Capello, finora deludente ma alla ricerca disperata di una vittoria.

Nell'undici iniziale statunitense ci sono tre novità rispetto all'esordio, con Donovan e Dempsey che si scambiano di fascia, il primo a sinistra e il secondo a destra, e Torres in mezzo al campo al posto di Clark. In attacco il partner di Altidore è Findley e non Buddle. Anche nella Slovenia il tecnico Kek opta per un cambio di fascia, con il mancino Birsa spostato a destra e Kirm dalla parte opposta. L'altra novità è la presenza in attacco di Ljubijankic, accanto a Novakovic, al posto di Dedic, protagonista di una prestazione incolore contro l'Algeria.

Il match inizia con la formazione slovena più manovriera e più pericolosa degli avversari, tant'è che il gol non tarda ad arrivare già nei primi minuti. Per la precisione al 13' quando il talentuoso Birsa, approfittando di una dormita colossale di Onyewu, inventa un gran sinistro da 25 metri che lascia Howard di sasso. Subito vantaggio per la Slovenia, con gli Stati Uniti che provano immediatamente a darsi una scrollata con capitan Donovan, che appena 120 secondi dopo cerca di sorprendere Handanovic su punizione, trovando però la prontezza e i riflessi del portiere sloveno dell'Udinese. La formazione slovena è abilissima nelle incursioni grazie all'ottima giornata di Brecko e Birsa, che sulla destra mettono spesso in difficoltà la retroguardia a stelle e strisce. E proprio da una punizione battuta da Birsa è Novakovic a mancare l'appuntamento con il raddoppio al 20', con Howard che blocca dopo un'altra dormita di Onyewu. Incerta in difesa ma solida a centrocampo, la formazione americana comincia a provarci da fermo e al 35' ci vuole il miglior Handanovic per deviare in angolo un sinistro tagliente e potente di Torres su punizione. Quella del centrocampista di origine messicana è in realtà l'ultima vera occasione per gli Stati Uniti, prima della fine del tempo e soprattutto prima del raddoppio slòveno al 42'. Anche in questa occasione c'è lo zampino decisivo di Birsa, con Ljubijankic che scatta sul filo del fuorigioco servito dal compagno e batte Howard in uscita. 2-0 Slovenia all'intervallo e qualificazione agli ottavi che per gli slavi sembra ad un passo.

Il tecnico americano Bradley è però abilissimo ad indovinare i cambi ad inizio ripresa: dentro Feilhaber e Edu per Torres e Findley. E dopo appena 3' arriva il gol statunitense che riapre l'incontro, grazie anche ad un buco del difensore sloveno Cesar che consente a capitan Donovan da pochi passi e da posizione defilata di sparare un autentico missile sotto la traversa della porta di Handanovic. E' 1-2, e la partita diventa bellissima perchè entrambe le squadre si buttano in avanti con motivazioni opposte alla ricerca del gol. La Slovenia ci prova soprattutto con un Birsa ispiratissimo, che chiama Howard in un paio di occasioni alla respinta con i pugni. Dall'altra parte è Altidore ad andare vicinissimo al pareggio al 23', con Handanovic che si supera sul destro fortissimo da centro area del giovane attaccante di colore. Il pareggio sembra però nell'aria ed è Michael Bradley, il figlio del ct Bob, a completare la rimonta idealmente iniziata dalle mosse azzeccate del padre. Al 36' il numero 4 americano è bravissimo ad insirersi su un lancio lungo di Donovan prolungato di testa da Altidore e a battere Handanovic. E' 2-2, ma 4' dopo gli Usa possono addirittura recriminare per il gol in spaccata di Edu non concesso dall'arbitro maliano Coulibaly, che fischia un non meglio precisato fallo in attacco della formazione a stelle e strisce. Prima del fischio finale c'è ancora spazio per un paio di emozioni, questa volta di marca slovena, con un colpo di testa di Novakovic e un tiro da fuori di Radosavlijevic neutralizzati in qualche modo da Howard. Finisce così in pareggio tra Slovenia e Stati Uniti, due squadre vive che promettono di giocarsi la qualificazione fino all'ultimo secondo dell'ultimo turno.

SLOVENIA: Handanovic; Brecko, Suler, Cesar, Jokic; Kirm, Radosavlijevic, Koren (c), Birsa (87' Dedic); Ljubijankic (74' Pecnik) (90' Komac), Novakovic. All: Kek

STATI UNITI: Howard; Cherundolo, DeMerit, Onyewu (80' Gomez), Bocanegra; Dempsey, M. Bradley, Torres (46' Feilhaber), Donovan (c); Altidore, Findley (46' Edu). All: B. Bradley

Reti: 13' Birsa (S), 42' Ljubijankic (S), 48' Donovan (USA), 82' Bradley (USA)

Ammoniti: Suler, Cesar, Jokic, Kirm (S); Findley (USA)

Arbitro: Coulibaly (MLI)

Giorno 8: Germania in cerca di conferme, Inghilterra in cerca di riscatto, nel pomeriggio Slovenia-Usa

Dopo la grande prova di forza contro l'Australia torna in campo oggi la Germania di Joachim Loew, che vuole confermare come la vittoria del match d'esordio sia frutto di una nazionale compatta e già in formissima e non della debolezza dell'avversario incontrato. I tedeschi saranno i primi a scendere in campo nel match delle 13.30 a Port Elizabeth contro una Serbia sconfitta nel primo incontro dal Ghana e quindi condannata o quasi a vincere. Nel pomeriggio in campo per il Girone C la Slovenia capolista del gruppo contro gli Stati Uniti, alle 16 a Johannesburg. Stasera infine atteso il riscatto dell'Inghilterra di Capello nel match di Città del Capo contro l'Algeria alle 20.30.
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GERMANIA - SERBIA

Nessun dubbio per Loew, che confermerà in toto la formazione autrice del roboante successo contro l'Australia, con il ''recordman'' Klose come unica punta nel 4-2-3-1 con il trio offensivo di centrocampo Ozil-Mueller-Podolski. Nella Serbia ci saranno invece Subotic, Kuzmanovic, nonostante il decisivo fallo mano di contro il Ghana, e Ninkovic al posto di Milijas, Pantelic e dello squalificato Lukovic.

Le probabili formazioni:

Germania
(4-2-3-1): 1 Neuer; 3 Friedrich, 17 Mertesacker, 16 Lahm (c), 14 Badstuber; 6 Khedira, 7 Schweinsteiger ; 8 Ozil, 13 Mueller, 10 Podolski; 11 Klose.
A disposizione: 12 Wiese, 22 Butt, 23 Boateng, 5 Tasci, 2 Jansen, 4 Aogo, 18 Kroos, 21 Marin, 15 Trochowski, 20 Gomez, 9 Kiessling, 19 Cacau. All.: Loew.

Serbia
(4-4-2):
1 Stojkovic; 6 Ivanovic, 5 Vidic, 20 Subotic, 3 Kolarov; 10 Stankovic (c), 22 Kuzmanovic, 17 Krasic, 14 Jovanovic; 18 Ninkovic, 15 Zigic.
A disposizione: 12 Isailovic, 23 Djuricic, 16 Obradovic, 2 Rukavina, 4 Kacar, 11 Milijas, 9 Pantelic, 19 Petrovic, 7 Tosic, 8 Lazovic, 21 Mrdja. All: Antic

Arbitro: Pedro Undiano (Spagna)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 13.30


SLOVENIA - STATI UNITI

Dopo la vittoria abbastanza fortunosa contro l'Algeria, la Slovenia torna in campo alle 16 a Johannesburg contro gli Stati Uniti, protagonisti anche loro in parte grazie alla buona sorte (leggasi papera di Green) contro l'Inghilterra. La formazione di Bradley ha espresso un buon gioco contro gli uomini di Capello, confermando i progressi già visti nella Confederations Cup dell'anno scorso, mentre la squadra di Kek non è stata brillantissima contro i magrebini pur riuscendo a cogliere i 3 punti finali. Nella Slovenia l'unica novità in campo sarà molto probabilmente la presenza di Ljubijankic in attacco al posto dell'ex parmense Dedic, in ombra contro l'Algeria. Negli Stati Uniti probabile da parte del ct Bob Bradley la scelta di Findley al posto di Buddle accanto all'intoccabile Altidore in avanti e la presenza di Torres in mezzo al campo con Ricardo Clark destinato alla panchina.

Le probabili formazioni:

Slovenia
(4-4-2): 1 S. Handanovic; 2 Brecko, 4 Suler, 5 Cesar, 13 Jokic; 10 Birsa, 18 Radosavljevic, 8 Koren (c), 17 Kirm; 9 Ljubijankic, 11 Novakovic.
A disposizione: 12 J. Handanovic, 16 Seliga, 3 Dzinic, 19 Filekovic, 6 Ilic, 22 Mavric, 20 Komac, 15 Khrin, 21 Stevanovic, 14 Dedic, 23 Matavz, 7 Pecnik. All: Kek

Stati Uniti
(4-4-2): 1 Howard; 6 Cherundolo, 15 DeMerit, 5 Onyewu, 3 Bocanegra; 10 Donovan (c), 4 Bradley, 16 Torres, 8 Dempsey; 17 Altidore, 20 Findley.
A disposizione: 18 Duzan, 23 Hahnemann, 2 Spector, 7 Beasley, 9 Gomez, 11 Holden, 12 Bornstein, 13 Clark, 19 Edu, 14 Buddle, 21 Goodson, 22 Feilhaber. All.: Bradley.

Arbitro: Koman Coulibaly (Mali)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 16


INGHILTERRA - ALGERIA

Una gara da non fallire. Dopo le critiche ricevute e a quasi settimana dalla paperissima da Green, torna in campo l'Inghilterra di Capello alle 20.30 a Città del Capo contro l'Algeria in un match delicatissimo per la nazionale dei Tre Leoni, che non possono permettersi altre distrazioni dopo aver gettato la vittoria contro gli Stati Uniti. Gli occhi saranno puntati su entrambe le squadre soprattutto sulla scelta del portiere, con James che sembra favorito su Hart e sul disastroso Green da una parte e M'Bohli su Chaouchi e Gaouaoui dall'altra. A centrocampo tra gli inglesi si rivedrà anche Barry di rientro dall'infortunio, con Carragher favorito per un posto da centrale viste le assenze di Ferdinand e King. Nell' Algeria, senza lo squalificato Ghezzal, ci sarà Boudeboz al posto di Djebbour.

Le probabili formazioni:

Inghilterra
(4-4-2): 1 James; 2 Johnson, 18 Carragher, 6 Terry, 3 Ashley Cole; 7 Lennon, 4 Gerrard (c), 8 Lampard, 14 Barry; 21 Heskey, 10 Rooney.
A disposizione: 23 Hart, 12 Green, 5 Dawson, 15 Upson, 13 Warnock, 11 Joe Cole, 22 Carrick, 16 Milner, 17 Wright-Phillips, 19 Defoe, 9 Crouch. All: Capello.

Algeria
(3-4-1-2): 23 M'Bohli; 2 Bougherra, 4 Yahia (c), 5 Halliche; 21 Kadir, 19 Yebda, 8 Lacen, 3 Belhadj; 15 Ziani; 13 Matmour, 7 Boudebouz.
A disposizione: 1 Gaouaoui, 16 Chaouchi, 12 Bellaid, 14 Laifaoui, 18 Medjani, 20 Mesbah, 6 Mansouri, 11 Djebbour, 17 Guedioura, 22 Abdoun, 9 Ghezzal, 10 Saifi. All: Saadane


Arbitro: Rashan Izmatov (Uzbekistan)

Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30

sabato 12 giugno 2010

L'Inghilterra fa e disfa, gli Stati Uniti ringraziano Green

Conoscendo i tabloid inglesi, domani mattina Robert Green si troverà sbattuto in prima pagina suo malgrado e con commenti poco teneri. Dettati forse più dalla paura di un nuovo fallimento mondiale che dalla voglia di prendersela con il numero 12 dei Tre Leoni. Sulla favoritissima Inghilterra che punta a riportare la Coppa dopo 44 anni tra i sudditi di Sua Maestà, serpeggia infatti, come nel remake di un film già visto, l'incubo portiere. A maggior ragione dopo la clamorosa papera dell'estremo difensore del West Ham su tiro di Dempsey, determinante per l'1-1 finale di Rustenburg tra Inghilterra e Stati Uniti. Un pareggio alla fine sostanzialmente giusto che, nonostante il gentile omaggio britannico, conferma la maturità di gioco e di qualità, perlomeno sul suolo sudafricano dopo la Confederations 2009, della nazionale a stelle e strisce guidata da Bob Bradley. Per il nostro Fabio Capello le buone notizie sono davvero poche: oltre alla questione portieri, tutta da decifrare vista l'inaffidabilità dei sostituti James e Hart, l'esordio porta in dote l'infortunio del centrale King, a sua volta sostituto dell'infortunato Ferdinand, e la pessima prestazione sulla fascia a centrocampo di Milner. Insomma, urgono nuove soluzioni e nuove idee per il match con l'Algeria.
L'Inghilterra che si presenta in campo a Rustenburg nello storico match contro i ''cugini'' americani è quella annunciata alla vigilia, con una sola novità, ovvero proprio la presenza di Green in campo al posto di James, che di anni ne ha 40 e pure un soprannome che dice tutto, ''Calamity''. In difesa come da copione tocca a King sostituire Ferdinand, mentre in avanti c'è il roccioso Heskey accanto a Rooney in avanti. Anche Bradley cambia una sola pedina rispetto a quanto annunciato: a fare da spalla all'intoccabile Altidore in attacco c'è Findley e non Buddle.
L'inizio è tutto di matrice britannica e il vantaggio arriva, al primo affondo, al minuto numero 4: rimessa laterale di Ashley Cole che serve Lampard, da questi a Rooney che serve Heskey, bel passaggio smarcante in area di rigore per Gerrard che con un tocco di punta batte in uscita il portiere americano Howard. Subito vantaggio inglese. Che però non spegne la voglia di giocare degli ''stars and stripes'', che ci provano prima con un colpo di testa di Altidore deviato provvidenzialmente da Terry e poi con una bella azione personale di Donovan conclusa da un diagonale fuori di poco alla destra di Green. Le due squadre giocano a viso aperto e con buona intensità ma nulla lascia prevedere la frittata che accadrà da lì a poco, appena dopo la sostituzione di un Milner nervosissimo, già ammonito e a rischio espulsione, con Wright-Phillips. Al 40' Dempsey riceve palla sulla trequarti inglese e scaglia un destro centrale e non molto potente verso la porta di Green, che sembra in grado di bloccare senza problemi il tiro. La palla però schizza via dalle mani dell'estremo difensore britannico e rotola in rete senza che lo stesso riesca a fermarla. E' il pareggio degli Usa, proprio sul finire del primo tempo.
La ripresa si apre così com'era cominciato il primo tempo: inglesi all'attacco e occasionissima per Heskey al 7' che da solo in area calcia su Howard. A confermare la serata storta per gli inglesi ci si mette anche l'infortunio di King, che lascia il posto al 32enne Carragher. E dopo un tentativo di Lampard alzato in angolo ancora da Howard, il difensore del Liverpool mostra tutti i limiti della sua età facendosi superare sulla sinistra in velocità dal ventenne Altidore, il cui tiro è deviato da Green sul proprio palo destro. Stati Uniti vicinissimi al vantaggio e la partita diventa bellissima, con continui cambi di fronte da una parte all'altra. Rooney non sembra in una delle sue serate migliori, anche per merito di una grandissima prestazione del milanista Onyewu, vero pilastro della difesa Usa. La prima vera occasionissima costruita dal Golden Boy del Manchester United è un gran tiro di controbalzo da fuori area solo al 29' che mette in apprensione Howard, sicuro invece su un buon destro del discreto Wright-Phillips. Capello prova così a sfruttare di più le fasce e il gioco aereo, inserendo il gigante Crouch al posto di Heskey. Ma la mossa non ottiene l'esito sperato, anzi la fiammata finale del match è di matrice statunitense con capitan Donovan che a 2' dalla fine spedisce di poco alto un tentativo da fuori area. E' 1-1 finale. E domani al comando del Girone C potrebbe esserci una tra Slovenia e Algeria.

INGHILTERRA: Green; Johnson, King (47' Carragher), Terry, A. Cole; Lennon, Gerrard (c), Lampard, Milner (31' Wright-Phillips); Heskey (79' Crouch), Rooney. All: Capello

STATI UNITI : Howard; Cherundolo, DeMerit, Onyewu, Bocanegra; Donovan (c), M. Bradley, Clark, Dempsey; Altidore (86' Holden), Findley (77' Buddle). All: B. Bradley
Reti: 4' Gerrard (I); 40' Dempsey (S)

Ammoniti: Milner, Gerrard, Carragher (I); DeMerit, Cherundolo, Findley (S)

Arbitro: Simon (BRA)

Via alla 2a Giornata: Aprono Corea e Grecia prima del debutto di Argentina e Inghilterra

A meno di 24 ore dopo l'esordio della manifestazione con Sudafrica-Messico, la seconda giornata di gare mondiali offre un menù davvero sfizioso, con due tra le favoritissime per la vittoria finale subito in campo nel pomeriggio e stasera in match che promettono spettacolo. Ad aprire la giornata e il Girone B saranno ad ora di pranzo Corea del Sud e Grecia, in campo alle 13.30 a Port Elizabeth. Alle 16.00 a Johannesburg toccherà invece all'Argentina di Maradona affrontare l'insidiosa Nigeria nella seconda partita del Girone B. Conclude il programma alle 20.30 la sfida del Girone C dal sapore particolare tra l'attesissima Inghilterra di Capello e gli Stati Uniti.
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Corea del Sud - Grecia

Approfittare di un eventuale passo falso delle più quotate rivali del Girone ed in primis evitare a tutti i costi la sconfitta, che porterebbe una delle due squadre già ad un passo del baratro. Quello tra Corea del Sud e Grecia è un match che profuma di spareggio, sin dall'avvio. Per entrambe la missione è non lasciare punti all'avversaria prima dei difficili scontri contro le due superfavorite Argentina e Nigeria.
Gli asiatici, schierati con il classico 4-4-2 dal tecnico Huh Jung-Moo e imbattuti nelle qualificazioni, saranno guidati dalla stella Park Ji-Sung, chiamato ad inventare per le due punte Yeom Ki-Hun e Park Chu-Young. Solo panchina per l'eroe dei Mondiali 2002 e bestia nera dell'Italia Ahn Jung-Hwan.
La Grecia, schierata dal tecnico del miracolo europeo 2004 Otto Rehhagel, si disporrà invece con un 4-3-3 in cui toccherà all'ex interista Karagounis rifornire il tridente d'attacco composto da Samaras, Gekas e Salpingidis, con quest'ultimo che sembra aver vinto il ballottaggio con il più esperto Charisteas.

Le probabili formazioni:

Corea del Sud
(4-4-2): 1 Lee Won-Jae; 22 Cha Du-Ri, 2 Oh Beom-Seok, 4 Cho Yong-Hyung, 14 Lee Jung-Soo; 8 Kim Jung-Woo, 16 Ki Sung-Yong, 7 Park Ji-Sung (c), 17 Lee Chung-Yong; 10 Park Chu-Young, 19 Yeom Ki-Hun.
A disposizione: 21 Kim Young-Kwang, 18 Jung Sung-Ryong, 12 Lee Young-Pyo, 3 Kim Hyung-il, 23 Kang Min-Soo, 15 Kim Dong-Jin, 13 Kim Jae-Sung, 6 Kim Bo-Kyung, 5 Kim Nam-il, 20 Lee Dong-Guk, 11 Lee Seung-Ryul, 9 Ahn Jung-Hwan. All: Huh Jung-Moo

Grecia
(4-3-3): 12 Tzorvas; 11 Vyntra, 16 Kyrgiakos, 15 Torosidis, 4 Spyropoulos; 6 Tziolis, 10 Karagounis (c), 21 Katsouranis; 7 Samaras, 14 Salpingidis, 17 Gekas.
A disposizione: 13 Sifakis, 1 Chalkias, 3 Patsatsoglou, 2 Seitaridis, 8 Papadopoulos, 19 Papastathopoulos, 22 Malezas, 18 Ninis, 23 Prittas, 20 Kapetanos, 9 Charisteas. All: Rehhagel

Arbitro: Michael Hester (Nuova Zelanda)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 13.30


Argentina - Nigeria

E' l'ora di Diego. Alle 16.00 l'Argentina di Maradona farà il suo atteso esordio in questo Mondiale: una squadra che da molti mesi fa parlare di sè, perchè quando El Pibe de Oro diventa protagonista, i media trovano terreno fertile: basta pensare allo sciacallaggio continuo che perseguita Diego fin dai tempi del Napoli. Genio e sregolatezza, certo. Ma anche poco rispetto. Perfino Belen Rodriguez ha avuto da ridire sulle scelte del Ct argentino, contestando con dichiarazioni poco eleganti le esclusioni di Zanetti e Cambiasso: del resto, lei di calcio se ne intende e sarà costretta a soffrire il doppio, considerata l'esclusione del suo ex amore Marco Borriello dalla Nazionale Azzurra. Polemiche a parte, la certezza è una: questa Argentina fa paura a tutti, perfino ai propri tifosi. Con Milito in panchina, Maradona cercherà di sfruttare al meglio il reparto offensivo che questo pomeriggio vedrà, molto probabilmente, Messi, Tevez e Higuain. Un trio stellare, con l'asso del Barça pronta ad inventarsi qualche prodezza in caso di difficoltà. Insomma, proprio come Maradona a Messico '86. Dall'altra parte ci sarà un'agguerrita Nigeria, con una vecchia conoscenza del calcio italiano: Obafemi Martins, ultimo strascico di quell'Inter miliardaria e poco vincente. Interessanti gli esterni di centrocampo, Obasi ed Odemwingie, capaci di trasformarsi in veri attaccanti per adattare il 4-4-2 ad un 4-2-4 d'emergenza.

Le probabili formazioni:

Argentina
(4-3-3): 22 Romero; 6 Heinze, 13 Samuel, 2 Demichelis, 17 Gutierrez; 14 Mascherano (c), 8 Veron, 7 Di Maria; 10 Messi, 11 Tevez, 9 Higuain.
A disposizione: 21 Andujar, 1 Pozo, 3 C. Rodriguez, 15 Otamendi, 4 Burdisso, 12 Garce, 5 Bolatti, 20 M. Rodriguez, 23 Pastore, 19 Milito, 16 Aguero, 18 Palermo. All: Maradona

Nigeria
(4-4-2): 1 Enyeama; 17 Odiah, 2 Yobo (c), 6 Shittu, 3 Taiwo; 11 Odemwingie, 12 Uche, 20 Etuhu, 19 Obasi; 8 Aiyegbeni, 9 Martins.
A disposizione: 23 Aiyegnugba, 16 Ejide, 22 Adolaye, 21 Echiejile, 5 Ofolabied, 13 Ayila, 4 Kanu, 12 Uche, 7 Utaka, 15 Lukman, 14 Kaita, 18 Obinna, 10 Ideye. All: Lars Lagerback

Arbitro: Wolfgang Stark (Germania)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 16


Inghilterra - Stati Uniti

Alle 20.30 il debutto dell'Inghilterra targata Fabio Capello: una squadra quadrata, che troverà la propria forza nella difesa con Johnson, King, Terry e Ashley Cole. Il "sergente di ferro", che in settimana si è lamentato contro l'invadenza di fotografi e operatori tv, proverà a galvanizzare i suoi con il classico schema palla - lunga, direzione Rooney: l'attaccante del Manchester United è pronto a vendicare la propria Nazionale contro la possibile sorpresa Statunitense. Facile, soprattuto quando si è supportati da gente come Gerrard e Lampard. Occhio agli Usa, che cercheranno di stupire come avevano fatto lo scorso anno nella Confederations Cup : Dempsey e Donovan scenderanno in campo nel 4-4-2 disegnato da Bradley pronto ad affidarsi ad Altidore e Buddle in attacco. Negli States questo Mondiale è vissuto come una sorta di esame di maturità per il soccer e per la propria nazionale, squadra non molto tecnica ma dalla grande compattezza e tenacia che punta ad arrivare il più lontano possibile giocandosela con tutti.


Le probabili formazioni:

Inghilterra
(4-4-2): 1 James; 2 Johnson, 20 King, 6 Terry, 3 Ashley Cole; 7 Lennon, 4 Gerrard (c), 8 Lampard, 11 Joe Cole: 21 Heskey, 10 Rooney.
A disposizione: 23 Hart, 12 Green 18 Carragher, 5 Dawson, 15 Upson, 13 Warnock, 14 Barry, 22 Carrick, 16 Milner, 17 Wright-Phillips, 19 Defoe, 9 Crouch. All: Capello.

Stati Uniti
(4-4-2): 1 Howard; 6 Cherundolo, 15 DeMerit, 5 Onyewy, 3 Bocanegra; 10 Donovan (c), 4 Bradley, 13 Clark, 8 Dempsey; 17 Altidore, 14 Buddle.
A disposizione: 18 Duzan, 23 Hahnemann, 2 Spector, 7 Beasley, 9 Gomez, 11 Holden, 12 Bornstein, 16 Torres, 19 Edu, 20 Findley, 21 Goodson, 22 Feilhaber. All.: Bradley.

Arbitro: Carlos Simon (Brasile)

Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30

sabato 5 giugno 2010

GIRONE C - PARTITE E ORARI

12 Giugno Inghilterra - Stati Uniti ore 20.30 (Rustenburg)
13 Giugno Algeria - Slovenia ore 13.30 (Polokwane)


18 Giugno Slovenia - Stati Uniti ore 16 (Johannesburg)
18 Giugno Inghilterra - Algeria ore 20.30 (Città del Capo)


23 Giugno Slovenia - Inghilterra ore 16 (Port Elizabeth)
23 Giugno
Stati Uniti - Algeria ore 16 (Pretoria)

martedì 1 giugno 2010

Stati Uniti all'esame di maturità

Yes, we can! Quale miglior slogan, se non quello usato dal presidente Barack Obama in campagna elettorale, può essere usato per descrivere l'atmosfera intrisa di ottimismo e speranza che si respira nell'ambiente della nazionale degli Stati Uniti alla vigilia di questi mondiali sudafricani. Certo, includere la rappresentativa allenata da Bob Bradley tra le favorite per la vittoria finale può davvero sembrare eccessivo e pretenzioso, ma l'ottimo risultato ottenuto dodici mesi fa in Confederations Cup, quando la nazionale a stelle e strisce si arrese in finale al Brasile solo al 90' dopo aver nettamente eliminato la Spagna in semifinale, deve far riflettere sulle potenzialità della formazione nordamericana perlomeno di eguagliare i quarti di finale raggiunti nel 2002. La squadra guidata da capitan Donovan divide il girone C con gli ''antenati'' inglesi, la Slovenia e l'Algeria, e affronterà per prima proprio l'Inghilterra, a 60 anni di distanza dallo storico match in cui i maestri britannici collezionarono la loro prima sconfitta in un mondiale proprio ad opera degli statunitensi.

La conferma di come il soccer stia crescendo con buonissimi margini tecnici oltreoceano, pur continuando con troppa fatica ad entrare nel cuore di un popolo da sempre appassionato di baseball, basket, football e hockey, viene prima di tutto dal gran numero di giocatori impegnati con successo in Europa. Tra i maggiori talenti in questo senso spiccano il sopracitato Donovan, i centrocampisti Beasley e Dempsey, i difensori Bocanegra e Onyewu, il portiere Howard e la giovanissima punta Altidore, messosi in luce in Confederations Cup. A loro e agli altri convocati il compito di spingere gli ''Stars & Stripes" il più lontano possibile, magari convicendo con le loro prestazioni sia il popolo sia la stampa americana, anch'essa spesso fredda e indifferente a proposito delle prestazioni della propria rappresentativa calcistica.

Difesa - A presidiare i pali della porta statunitense sarà chiamato il titolare Tim Howard, numero uno dell'Everton con un passato nelle file del Manchester United, con il più giovane Guzan, riserva nell'Aston Villa dell'ex numero uno americano Friedel, a fargli da secondo e il 37enne Hahnemann a completare il reparto. Davanti a loro coach Bradley si affida ad una difesa molto fisica, con il pilastro Onyewu, reduce dalla sua prima travagliata stagione con il Milan nella quale non ha praticamente mai messo piede in campo a causa di un lungo infortunio, solitamente affiancato a DeMerit, e con Bocanegra del Rennes, all'occorenza spostato anche in mezzo o davanti alla difesa, e Spector dal West Ham a dare spinta sulle fasce. Spesso partendo da riserve ma frequentemente chiamati a dare il loro contributo ricordiamo anche Cherundolo, Bornstein e Goodson.

Centrocampo - Nel 4-4-2 tipo della nazionale nordamericana con due mediani e due esterni larghi sulle fasce spiccano capitan Donovan, giocatore di grande talento ma anche dal carattere bizzoso ora in forza all'Everton, l'esterno offensivo del Fulham Dempsey, autore di una stagione particolarmente positiva sia a livello di club che a livello personale (i tifosi juventini lo ricorderanno per lo splendido cucchiaio da fuori area che di fatto ha eliminato i bianconeri quest'anno dall' Europa League) e l'altro esterno spesso schierato seconda punta DaMarcus Beasley, in forza ai Glasgow Rangers. Stessa squadra nella quale milita il mediano Edu, anche se per il ruolo da titolari davanti alla difesa i favoriti per due maglie sembrano essere Bradley e Clark. Il reparto di metacampo, caratterizzato anche dall'età media piuttosto bassa, è completato dagli under 25 Feilhaber, Holden e Torres.

Attacco - In avanti la grande speranza si chiama Jozy Altidore, classe 1989, in forza al Villareal ma quest'anno in prestito all' Hull City, che in Confederations ha stupito per la fisicità abbinata ad ottimi movimenti senza palla e buon senso del gol, nonostante la giovanissima età. Il dubbio per il ct Bradley riguarda il suo partner d'attacco, dopo il grave incidente automobilistico dello scorso autunno che ha messo fuori gioco la punta titolare Charlie Davies, attualmente in fase di riabilitazione. Gli altri 3 attaccanti convocati, Buddle, Findley e Gomez, hanno alle spalle pochi gettoni con la maglia della nazionale e sembrano mancare dell'esperienza necessaria per affrontare da protagonisti un intero mondiale; possibile quindi anche lo spostamento di uno tra Donovan e Beasley nella posizione di seconda punta a supporto di Altidore, giocatore di cui potremmo continuare a sentir parlare, durante e dopo questo Mondiale.