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giovedì 17 giugno 2010

Harakiri Nigeria, Salpingidis e Torosidis riscrivono la storia greca

L'elogio della follia. Se il famosissimo saggio del 1511 scritto dal filosofo e umanista olandese Erasmo da Rotterdam potesse trovare la sua applicazione in una partita di calcio, Grecia-Nigeria probabilmente ne sarebbe l'esempio perfetto. Nel match del pomeriggio a Bloemfontein sono infatti due inspiegabili pazzie delle ''aquile africane'' a regalare alla Grecia i 3 punti in rimonta, che equivalgono alla prima storica vittoria e ai primi gol segnati dalla rappresentativa ellenica nella fase finale di un Mondiale. E dire che fino alla mezz'ora del primo tempo la partita sembrava incanalata su binari ben diversi, con la formazione di Lagerback in vantaggio e in assoluto controllo dell'incontro di fronte ad una Grecia troppo passiva per fare male. Poi all'improvviso succede che la follia si impadronisca di Kaita prima e del portiere Enyeama, praticamente insuperabile fino a metà ripresa, poi. E che pure la malasorte si accanisca su Haruna. Il risultato finale è così il 2-1 finale greco che riporta gli uomini di Rehhagel in corsa per la qualificazione, anche se l'ultima sarà contro l'Argentina; le speranze della Nigeria rimangono invece appese ad un filo, ma tutto sommato neanche troppo sottile. Tradotto: serve un 2-0 contro la Corea del Sud, difficile ma non impossibile, e la vittoria dell'Argentina proprio contro la Grecia.

Il ct Rehhagel alla vigilia decide di fare molta pre-tattica, prima annunciando la conferma della (brutta) squadra vista all'esordio e poi in realtà rimescolando uomini e modulo: nel 4-4-2 iniziale degli ellenici si vedono il genoano Papastathopoulos, Kyrgiakos e Salpingidis al posto di Seitaridis, Samaras e Charisteas. Una punta in meno dunque con Torosidis avanzato a centrocampo sulla fascia destra. Dall'altra parte anche Lagerback tradisce le indicazioni annunciate, proponendo un 4-4-2 in cui davanti non ci sono a sorpresa nè ObinnaMartins ma Odemwingie e Yakubu Aiyegbeni.

Il primo tempo parte su ritmi troppo lenti forse per la tensione nelle due squadre, che sanno che una sconfitta comprometterebbe quasi totalmente il cammino mondiale. Nel complesso comunque è la Nigeria a farsi notare di più, con i greci che osservano senza disturbare troppo. E al primo vero tiro in porta del match le aquile africane passano in vantaggio: Uche calcia forte una punizione a poca distanza dal vertice sinistro dell'area di rigore, una via di mezzo tra un tiro e un assist, e la palla si infila in rete dopo aver sorvolato una selva di teste senza che nessuno la tocchi, con il portiere Tzorvas ingannato da Odemwingie che si abbassa all'ultimo davanti a lui. E' il 16' e la Nigeria va sull'1-0. La formazione di Lagerback dà l'impressione dopo il gol di poter controllare ancora meglio il match davanti ad una Grecia che ci prova, specie con le sgroppate di Karagounis sulle fascia, ma mai arrivando ad impensierire la porta difesa da Enyeama. Poi, improvvisamente e del tutto inaspettatamente, ecco arrivare la prima follia destinata a cambiare la storia dell'incontro: è il 32' quando la palla finisce in fallo laterale dopo un leggero contatto tra Torosidis e Kaita e il centrocampista nigeriano, senza spiegazione, si avventa contro l'esterno greco colpendolo con un calcione proprio sotto gli occhi dell'arbitro, il colombiano Ruiz. Che ovviamente espelle il centrocampista delle aquile lasciando la Nigeria in 10. Dalla propria panchina, Rehhagel sembra quasi non credere ai suoi occhi per la superiorità numerica regalata dagli avversari e spedisce subito in campo un'altra punta, Samaras, al posto di Papastathopoulos. Inizia così l'assedio della formazione ellenica, che sfiora il pareggio prima con Salpingidis, sul quale è provvidenziale Enyeama, e poi con il neo entrato Samaras, che costringe Haruna al salvataggio sulla linea. Ma per il gol è ormai questione di secondi e i protagonisti sono proprio Salpingidis e Haruna; la gran botta da fuori area del numero 14 greco al 44' trova infatti la deviazione decisiva del centrocampista africano, che manda fuori causa il proprio portiere Enyeama. E' 1-1, proprio sul fischio finale del primo tempo.

La ripresa si apre ancora con la Grecia tutta in avanti, galvanizzata per il gol del pareggio, il primo gol greco nella fase finale di un mondiale, e alla ricerca del vantaggio. Ma la Nigeria ha dalla sua un portiere che sembra insuperabile: Enyeama è infatti provvidenziale su Gekas, che al 14' spreca calciando tutto solo addosso al numero uno delle aquile, e addirittura miracoloso nel togliere dall'angolino un perfetto colpo di testa di Samaras. Tra i due episodi però, per la precisione nell'azione seguente all'occasione di Gekas, la formazione di Lagerback avrebbe una chance colossale per riportarsi beffardamente in vantaggio: Yakubu, dopo essersi fatto tutto il campo palla al piede, entra in area e lascia esplodere un destro che Tzorvas respinge; sulla ribattuta la palla finisce sui piedi di Obasi che, incredibilmente, a porta vuota e da distanza ravvicinata calcia a lato. Un errore quello del numero 19 in maglia verde da stropicciarsi gli occhi. E per la legge del ''gol sbagliato, gol subito'' al 25' arriva invece il 2-1 greco, con Torosidis ben appostato nell'approfittare di un'incertezza, la prima ma la più pesante, di Enyeama su tiro centralissimo di Tziolis. E poco importa che il portiere nigeriano torni ad essere fenomenale su un altro tentativo dello stesso Tziolis in pieno recupero. Finisce 2-1, per l'incontenibile festa della prima volta greca al Mondiale.

GRECIA:
Tzorvas; Papastathopoulos (37' Samaras), Vyntra, Kyrgiakos, Papadopoulos; Tziolis, Karagounis (c), Katsouranis, Torosidis; Salpingidis, Gekas (79' Ninis). All: Rehhagel

NIGERIA: Enyeama; Odiah, Yobo (c), Shittu, Taiwo (55' Echiejile) (77' Afolabi); Kaita, Haruna, Etuhu, Uche; Odemwingie (46' Obasi), Yakubu.

Reti: 16' Uche (N), 44' Salpingidis (G), 71' Torosidis (G)

Ammoniti: Papastathopoulos, Tziolis, Samaras (G); Obasi (N)

Espulsi: 32' Kaita (N)

Arbitro: Ruiz (COL)

Giorno 7: Argentina e Corea del Sud per il primo posto, poi spareggio Grecia-Nigeria, stasera la Francia

Un programma al solito molto ricco, ma anche molto interessante, è quello che ci aspetta in questa settima giornata di gare a Sudafrica 2010. Dopo la roboante vittoria dell'Uruguay sui padroni di casa del Sudafrica che ha dato ufficialmente avvio al 2° turno del Girone A, oggi ad aprire ad ora di pranzo a Johannesburg sarà il super match che vale la leadership, e la qualificazione, nel Gruppo B tra l'Argentina di Maradona, al solito molto effervescente in conferenza stampa, e la Corea del Sud vincitrici entrambe dell'incontro d'apertura. Alle 16 a Bloemfontein Grecia e Nigeria, sempre per il Girone B, si giocheranno tutto in quello che è un vero e proprio spareggio: chi vince rimane aggrappato al treno qualificazione, chi perde è fuori. Alle 20.30 a Polokwane, a completare il programma, saranno Francia e Messico alla ricerca della vittoria per dare la caccia all'Uruguay capolista.
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ARGENTINA - COREA DEL SUD

Dopo la vittoria di misura, ma nettamente meritata, contro la Nigeria all'esordio, la nazionale di Maradona torna in campo a Johannesburg alla ricerca della vittoria contro l'altra vincitrice del primo turno, la Corea del Sud impostasi per 2-0 sulla Grecia. L'albiceleste non può permettersi assolutamente passi falsi in quanto il successo non varrebbe solo la qualificazione quasi matematica agli ottavi di finale ma pure la leadership del Girone B. Contro la Corea del Sud non sarà probabilmente così facile come contro la non irresistibile Nigeria, ma la qualità è tutta dalla parte dei sudamericani, e non potrebbe essere altrimenti.

Rispetto alla gara d'esordio Maradona perde Juan Sebastian Veron, che dovrebbe essere rimpiazzato da Maxi Rodriguez. Per il resto confermato il 4-3-3 adattabile a 4-2-3-1 con Messi, Tevez e Higuain davanti e alle spalle Di Maria, questa volta appunto con Maxi Rodriguez. Milito ancora in panchina. Un solo cambio anche nel 4-4-2 della Corea del Sud dove in difesa c'è Oh Beom Seok e non Cha Du Ri.

Le probabili formazioni:

Argentina
(4-3-3): 22 Romero; 6 Heinze, 13 Samuel, 2 Demichelis, 17 Gutierrez; 14 Mascherano (c), 20 Maxi Rodriguez, 7 Di Maria; 10 Messi, 11 Tevez, 9 Higuain.
A disposizione: 21 Andujar, 1 Pozo, 3 C. Rodriguez, 15 Otamendi, 4 Burdisso, 12 Garce, 5 Bolatti, 8 Veron, 23 Pastore, 19 Milito, 16 Aguero, 18 Palermo. All: Maradona

Corea del Sud
(4-4-2): 1 Lee Won-Jae; 12 Lee Young-Pyo, 2 Oh Beom-Seok, 4 Cho Yong-Hyung, 14 Lee Jung-Soo; 8 Kim Jung-Woo, 16 Ki Sung-Yong, 7 Park Ji-Sung (c), 17 Lee Chung-Yong; 10 Park Chu-Young, 19 Yeom Ki-Hun.
A disposizione: 21 Kim Young-Kwang, 18 Jung Sung-Ryong, 22 Cha Du-Ri, 3 Kim Hyung-il, 23 Kang Min-Soo, 15 Kim Dong-Jin, 13 Kim Jae-Sung, 6 Kim Bo-Kyung, 5 Kim Nam-il, 20 Lee Dong-Guk, 11 Lee Seung-Ryul, 9 Ahn Jung-Hwan. All: Huh Jung-Moo

Arbitro: Franck De Bleeckere (Belgio)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 13.30


GRECIA - NIGERIA

Dopo le sconfitte all'esordio, Grecia e Nigeria si affrontano alle 16 a Bloemfontein in un match delicatissimo, che segnerebbe la fine anticipata dei sogni di gloria per la formazione di Rehhagel o per quella di Lagerback in caso di sconfitta. Le due squadre sono quindi condannate a vincere, o perlomeno a non perdere. Gli ellenici apparsi davvero in pessima forma contro la Corea del Sud cercheranno il riscatto contro una Nigeria che sulla carta sembra leggermente favorita, ma che parte da quota 0 punti quanto i rivali ma ha dalla sua il portiere Enyeama, rivelatosi in ottima forma contro l'Argentina con un numero impressionante di interventi decisivi.

Nonostante l'esordio assolutamente negativo, Rehhagel pare intenzionato a confermare la Grecia del primo turno in tutti i suoi effettivi, con il trio d'attacco Samaras-Gekas-Charisteas e la presenza di Tziolis, Katsouranis e capitan Karagounis a centrocampo. Nella Nigeria di Lagerback invece dovrebbe trovare posto dall'inizio Uche e Martins, esclusi all'esordio dall'undici iniziale ma buoni protagonisti nel secondo tempo, con quest'ultimo a formare un tridente insieme a Aiyegbeni e Obinna.

Le probabili formazioni:

Grecia
(4-3-3): 12 Tzorvas; 2 Seitaridis, 11 Vyntra, 15 Torosidis, 8 Papadopoulos; 6 Tziolis, 10 Karagounis (c), 21 Katsouranis; 7 Samaras, 9 Charisteas, 17 Gekas.
A disposizione: 13 Sifakis, 1 Chalkias, 3 Patsatsoglou, 16 Kyrgiakos, 4 Spyropoulos, 19 Papastathopoulos, 22 Malezas, 18 Ninis, 23 Prittas, 20 Kapetanos, 14 Salpingidis. All: Rehhagel

Nigeria

(4-3-3):1 Enyeama; 17 Odiah, 2 Yobo (c), 6 Shittu, 12 Uche; 14 Kaita, 15 Haruna, 20 Etuhu; 18 Obinna, 8 Aiyegbeni, 9 Martins.
A disposizione: 23 Aiyegnugba, 16 Ejide, 22 Adolaye, 21 Echiejile, 5 Ofolabied, 13 Ayila, 4 Kanu, 3 Taiwo, 7 Utaka, 11 Odemwingie, 19 Obasi, 10 Ideye. All: Lagerback

Arbitro: Oscar Ruiz (Colombia)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 16


FRANCIA - MESSICO

Domenech contro tutti, anche contro il proprio spogliatoio. Dopo lo scialbo 0-0 dell'esordio contro l'Uruguay, una Francia sempre più nella bufera scende in campo contro il Messico per il Girone A nel match delle 20.30 a Polokwane. Un vero e proprio ammutinamento quello che pare in atto tra i Blues, con i senatori della squadra che avrebbero isolato e ''fatto fuori'' l'ex enfant prodige Yohann Gourcuff, costringendo Domenech a impiegare Malouda e a variare un 4-4-2 più equilibrato rispetto all'ultimo incontro con Ribery dietro la punte. Nessuna rivoluzione in casa messicana, che come i transalpini punta alla vittoria per agganciare in vetta l'Uruguay a quota 4 punti dopo la vittoria di ieri. Chi perde rischia di essere già con un piede fuori dai giochi, in particolare il Messico visto l'ultimo turno contro l'Uruguay e il contemporaneo impegno della Francia contro il Sudafrica.

Come sottolineato, dalle ''indicazioni'' dello spogliatoio francese ci sarà Malouda sulla fascia al posto di Gourcuff in un 4-4-2 con Ribery libero di svariare e assistere le due punte, Anelka e uno tra Henry e Govou, in un ballottaggio che sarà risolto solo all'ultimo. Nel Messico invece Aguirre dovrebbe confermare gli 11 visti contro il Sudafrica, con l'unico ballottaggio tra Guillermo Franco e il ''Chicharito'' Javier Hernandez, sperando che i suoi giocatori ripetano la prestazione contro l'Italia in amichevole piuttosto che la gara contro i padroni di casa dell'esordio.

Le probabili formazioni:

Francia

(4-4-2): 1 Lloris; 2 Sagna, 5 Gallas, 3 Abidal, 13 Evra (c); 14 Toulalan, 15 Malouda, 19 Diaby, 7 Ribery; 12 Henry, 21 Anelka.
A disposizione: 16 Mandanda, 23 Carrasso, 22 Clichy, 6 Planus, 4 Reveillere, 17 Squillaci, 8 Gourcuff, 18 Diarra, 9 Cissè, 11 Gignac, 10 Govou, 20 Valbuena. All: Domenech

Messico
(4-3-3): 1 Perez; 12 Aguilar, 5 Osorio, 2 Rodriguez, 3 Salcido; 16 Juarez, 4 Marquez (c), 6 Torrado; 17 Dos Santos, 9 Franco, 11 Vela.
A disposizione: 13 Ochoa, 23 Luis Ernesto Michel, 15 Moreno, 8 Castro, 18 Guardado, 19 Magallon, 20 Torres, 7 Barrera, 21 Bautista, 22 Medina, 14 Hernandez, 10 Blanco. All: Aguirre

Arbitro: Kalhil Ibrahim Al Ghamdi (Arabia Saudita)

Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30

sabato 12 giugno 2010

Argentina, buona la prima tra mille sprechi, con la Nigeria è 1-0

Diego Maradona, in un insolito abbigliamento giacca e cravatta, può finalmente liberare la sua esultanza a fine partita. La sua Argentina all'esordio conquista meritatamente i primi tre punti superando la Nigeria grazie al gol di Gabriel Heinze dopo 6 minuti; sicuramente non il giocatore più atteso alla vigilia ma più concreto delle star Messi e Higuain, protagonisti di una serie incredibili di occasioni mancate in parte per i propri demeriti e in parte per la grande prestazione del portiere delle aquile Enyeama. E buon per L'albiceleste che Uche sprechi nel finale la palla del possibile 1-1 che avrebbe ingiustamente premiato la formazione di Lagerback.
Maradona al via conferma le scelte annunciate alla vigilia: Non c'è il ''Principe'' Milito nel trio d'attacco Messi-Tevez-Higuain, con Veron e Di Maria esterni alti a ispirare la manovra e capitan Mascherano davanti alla difesa. Nella Nigeria invece spiccano tre novità rispetto alle previsioni: Kaita e Lukman Haruna per Uche e Odemwingie a centrocampo e Obinna in attacco, vincitore del ballottaggio con l'altro ex interista Martins.
L'Argentina parte subito fortissimo e nei primi cinque minuti prima Tevez calcia fuori in area da buona posizione e poi Messi inaugura l'''Enyeama show'' , costringendo il portiere delle aquile ad una deviazione volante su un tiro a girare. Nulla può però l'estremo difensore nigeriano quando un minuto dopo Heinze svetta su un calcio d'angolo magistrale del "vecchio" Veron e di tuffo mette la palla nell'angolino alto di destra. Imprendibile. Al 6' è già 1-0 Argentina grazie al terzino sinistro del Marsiglia con un passato nel Manchester United e nel Real Madrid. Undici minuti dopo Messi avrebbe la palla del 2-0 ma Enyeama salva con una mano e si ripete poco dopo con due prodigiosi interventi, il primo su Higuain smarcato dentro l'area da Tevez e il secondo su un altro gran tiro a girare di Messi. E la Nigeria? Nel primo tempo si vede solo con un diagonale di Obasi largo alla sinistra di Romero. L'estremo difensore numero 22 dell'albiceleste può continuare la sua pennichella anche a inizio a ripresa, a differenza del collega nigeriano, ancora provvidenziale al 20' sul destro di Higuain e al 35' sul solito Messi, ispirato ma decisamente sfortunato. Nel frattempo Lagerback inserisce i tre grandi esclusi della vigilia al posto di Taiwo, Obasi e Obinna. E i nuovi risvegliano dal sonno la squadra e soprattutto il portiere Romero, graziato al 25' da un destro di Odemwingie fuori di poco e soprattutto da Uche che a 8 dalla fine si divora l'1-1 spedendo alto da pochi passi. Prima della fine c'è tempo solo per capire per l'ennesima volta che non è serata per ''la Pulce'' Messi, che a 30 secondi dal 90' inciampa in area servito dal nuovo entrato Milito. Finisce così 1-0, l'Argentina è promossa al suo primo esame e, nonostante i brividi finali, le scelte tattiche sembrano dare ragione al Pibe de Oro; per la Nigeria ci sono comunque le note positive di super Enyeama e del neo entrato Uche, che errore a parte si candida per un posto da titolare contro la Grecia. Partita che la prossima settimana, per entrambe, sarà da ultima spiaggia.

ARGENTINA: Romero; Heinze, Samuel, Demichelis, Gutierrez; Mascherano (c), Veron (74' Maxi Rodriguez), Di Maria (85' Burdisso); Messi, Tevez, Higuain (79' Milito). All: Maradona

NIGERIA: Enyeama; Odiah, Yobo (c), Shittu, Taiwo (75' Uche); Kaita, Haruna, Etuhu, Obasi (60' Odemwingie); Aiyegbeni, Obinna (52' Martins). All: Lagerback
Reti: 6' Heinze

Ammoniti: Gutierrez (A); Haruna (N)

Arbitro: Stark (GER)

Via alla 2a Giornata: Aprono Corea e Grecia prima del debutto di Argentina e Inghilterra

A meno di 24 ore dopo l'esordio della manifestazione con Sudafrica-Messico, la seconda giornata di gare mondiali offre un menù davvero sfizioso, con due tra le favoritissime per la vittoria finale subito in campo nel pomeriggio e stasera in match che promettono spettacolo. Ad aprire la giornata e il Girone B saranno ad ora di pranzo Corea del Sud e Grecia, in campo alle 13.30 a Port Elizabeth. Alle 16.00 a Johannesburg toccherà invece all'Argentina di Maradona affrontare l'insidiosa Nigeria nella seconda partita del Girone B. Conclude il programma alle 20.30 la sfida del Girone C dal sapore particolare tra l'attesissima Inghilterra di Capello e gli Stati Uniti.
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Corea del Sud - Grecia

Approfittare di un eventuale passo falso delle più quotate rivali del Girone ed in primis evitare a tutti i costi la sconfitta, che porterebbe una delle due squadre già ad un passo del baratro. Quello tra Corea del Sud e Grecia è un match che profuma di spareggio, sin dall'avvio. Per entrambe la missione è non lasciare punti all'avversaria prima dei difficili scontri contro le due superfavorite Argentina e Nigeria.
Gli asiatici, schierati con il classico 4-4-2 dal tecnico Huh Jung-Moo e imbattuti nelle qualificazioni, saranno guidati dalla stella Park Ji-Sung, chiamato ad inventare per le due punte Yeom Ki-Hun e Park Chu-Young. Solo panchina per l'eroe dei Mondiali 2002 e bestia nera dell'Italia Ahn Jung-Hwan.
La Grecia, schierata dal tecnico del miracolo europeo 2004 Otto Rehhagel, si disporrà invece con un 4-3-3 in cui toccherà all'ex interista Karagounis rifornire il tridente d'attacco composto da Samaras, Gekas e Salpingidis, con quest'ultimo che sembra aver vinto il ballottaggio con il più esperto Charisteas.

Le probabili formazioni:

Corea del Sud
(4-4-2): 1 Lee Won-Jae; 22 Cha Du-Ri, 2 Oh Beom-Seok, 4 Cho Yong-Hyung, 14 Lee Jung-Soo; 8 Kim Jung-Woo, 16 Ki Sung-Yong, 7 Park Ji-Sung (c), 17 Lee Chung-Yong; 10 Park Chu-Young, 19 Yeom Ki-Hun.
A disposizione: 21 Kim Young-Kwang, 18 Jung Sung-Ryong, 12 Lee Young-Pyo, 3 Kim Hyung-il, 23 Kang Min-Soo, 15 Kim Dong-Jin, 13 Kim Jae-Sung, 6 Kim Bo-Kyung, 5 Kim Nam-il, 20 Lee Dong-Guk, 11 Lee Seung-Ryul, 9 Ahn Jung-Hwan. All: Huh Jung-Moo

Grecia
(4-3-3): 12 Tzorvas; 11 Vyntra, 16 Kyrgiakos, 15 Torosidis, 4 Spyropoulos; 6 Tziolis, 10 Karagounis (c), 21 Katsouranis; 7 Samaras, 14 Salpingidis, 17 Gekas.
A disposizione: 13 Sifakis, 1 Chalkias, 3 Patsatsoglou, 2 Seitaridis, 8 Papadopoulos, 19 Papastathopoulos, 22 Malezas, 18 Ninis, 23 Prittas, 20 Kapetanos, 9 Charisteas. All: Rehhagel

Arbitro: Michael Hester (Nuova Zelanda)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 13.30


Argentina - Nigeria

E' l'ora di Diego. Alle 16.00 l'Argentina di Maradona farà il suo atteso esordio in questo Mondiale: una squadra che da molti mesi fa parlare di sè, perchè quando El Pibe de Oro diventa protagonista, i media trovano terreno fertile: basta pensare allo sciacallaggio continuo che perseguita Diego fin dai tempi del Napoli. Genio e sregolatezza, certo. Ma anche poco rispetto. Perfino Belen Rodriguez ha avuto da ridire sulle scelte del Ct argentino, contestando con dichiarazioni poco eleganti le esclusioni di Zanetti e Cambiasso: del resto, lei di calcio se ne intende e sarà costretta a soffrire il doppio, considerata l'esclusione del suo ex amore Marco Borriello dalla Nazionale Azzurra. Polemiche a parte, la certezza è una: questa Argentina fa paura a tutti, perfino ai propri tifosi. Con Milito in panchina, Maradona cercherà di sfruttare al meglio il reparto offensivo che questo pomeriggio vedrà, molto probabilmente, Messi, Tevez e Higuain. Un trio stellare, con l'asso del Barça pronta ad inventarsi qualche prodezza in caso di difficoltà. Insomma, proprio come Maradona a Messico '86. Dall'altra parte ci sarà un'agguerrita Nigeria, con una vecchia conoscenza del calcio italiano: Obafemi Martins, ultimo strascico di quell'Inter miliardaria e poco vincente. Interessanti gli esterni di centrocampo, Obasi ed Odemwingie, capaci di trasformarsi in veri attaccanti per adattare il 4-4-2 ad un 4-2-4 d'emergenza.

Le probabili formazioni:

Argentina
(4-3-3): 22 Romero; 6 Heinze, 13 Samuel, 2 Demichelis, 17 Gutierrez; 14 Mascherano (c), 8 Veron, 7 Di Maria; 10 Messi, 11 Tevez, 9 Higuain.
A disposizione: 21 Andujar, 1 Pozo, 3 C. Rodriguez, 15 Otamendi, 4 Burdisso, 12 Garce, 5 Bolatti, 20 M. Rodriguez, 23 Pastore, 19 Milito, 16 Aguero, 18 Palermo. All: Maradona

Nigeria
(4-4-2): 1 Enyeama; 17 Odiah, 2 Yobo (c), 6 Shittu, 3 Taiwo; 11 Odemwingie, 12 Uche, 20 Etuhu, 19 Obasi; 8 Aiyegbeni, 9 Martins.
A disposizione: 23 Aiyegnugba, 16 Ejide, 22 Adolaye, 21 Echiejile, 5 Ofolabied, 13 Ayila, 4 Kanu, 12 Uche, 7 Utaka, 15 Lukman, 14 Kaita, 18 Obinna, 10 Ideye. All: Lars Lagerback

Arbitro: Wolfgang Stark (Germania)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 16


Inghilterra - Stati Uniti

Alle 20.30 il debutto dell'Inghilterra targata Fabio Capello: una squadra quadrata, che troverà la propria forza nella difesa con Johnson, King, Terry e Ashley Cole. Il "sergente di ferro", che in settimana si è lamentato contro l'invadenza di fotografi e operatori tv, proverà a galvanizzare i suoi con il classico schema palla - lunga, direzione Rooney: l'attaccante del Manchester United è pronto a vendicare la propria Nazionale contro la possibile sorpresa Statunitense. Facile, soprattuto quando si è supportati da gente come Gerrard e Lampard. Occhio agli Usa, che cercheranno di stupire come avevano fatto lo scorso anno nella Confederations Cup : Dempsey e Donovan scenderanno in campo nel 4-4-2 disegnato da Bradley pronto ad affidarsi ad Altidore e Buddle in attacco. Negli States questo Mondiale è vissuto come una sorta di esame di maturità per il soccer e per la propria nazionale, squadra non molto tecnica ma dalla grande compattezza e tenacia che punta ad arrivare il più lontano possibile giocandosela con tutti.


Le probabili formazioni:

Inghilterra
(4-4-2): 1 James; 2 Johnson, 20 King, 6 Terry, 3 Ashley Cole; 7 Lennon, 4 Gerrard (c), 8 Lampard, 11 Joe Cole: 21 Heskey, 10 Rooney.
A disposizione: 23 Hart, 12 Green 18 Carragher, 5 Dawson, 15 Upson, 13 Warnock, 14 Barry, 22 Carrick, 16 Milner, 17 Wright-Phillips, 19 Defoe, 9 Crouch. All: Capello.

Stati Uniti
(4-4-2): 1 Howard; 6 Cherundolo, 15 DeMerit, 5 Onyewy, 3 Bocanegra; 10 Donovan (c), 4 Bradley, 13 Clark, 8 Dempsey; 17 Altidore, 14 Buddle.
A disposizione: 18 Duzan, 23 Hahnemann, 2 Spector, 7 Beasley, 9 Gomez, 11 Holden, 12 Bornstein, 16 Torres, 19 Edu, 20 Findley, 21 Goodson, 22 Feilhaber. All.: Bradley.

Arbitro: Carlos Simon (Brasile)

Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30

mercoledì 9 giugno 2010

Dalle stelle alle stalle: chi il Mondiale lo vivrà in poltrona


di Alessandro Mascia

Quello del cittì, si sa, non è un mestiere facile. L’Italia, si dice, è ormai un paese di santi, poeti e allenatori. All’incirca 30 milioni, facendo una stima degli appassionati di calcio. Lippi, quindi, ha avuto il suo bel da fare per mettere a tacere in continuazione i nuovi tormentoni da aggiungere alla lista convocati. E come lui, anche gli altri selezionatori.
Se fin ora abbiamo presentato squadre e stelle di questo mondiale in arrivo, è difficile prescindere dalle tante, tantissime stelle che, per un motivo o per un altro, questo mondiale lo guarderanno nel proprio televisore, comodamente (ma siamo sicuri?) seduti sul proprio divano.

Non si può non partire con un numero uno, e qui il grande escluso tra i pali è Sebastien Frey, portiere della Fiorentina ma da sempre al margine della rosa della Francia. Sempre tra i galletti, inspiegabili altre due assenza:quella di Philippe Mexés, colonna portante della difesa della Roma e in attacco del franco-algerino del Real Madrid, Karem Benzema. Molto meno incredibile, invece, l’assenza di Patrick Vieira.
Ma la nazionale “ONU” – chiamiamola così – degli esclusi, è composta da molti altri pezzi pregiati. Menzionarli tutti sarebbe impresa dantesca, e ci limitiamo ai pezzi grossi.
Restando nel Vecchio Continente, ma passando al dì qua delle Alpi, si può asserire che l’Italia sia forse la nazionale con gli esclusi più illustri. Oltre al tormentone Cassano e a Balotelli, sì fuoriclasse ma pur sempre protagonisti di una stagione giocata tra alti e bassi, Lippi ha lasciato a casa bomber come Marco Borriello ma soprattutto Fabrizio Miccoli. Evidentemente il ct di Viareggio ha preso alla lettera il gesto d’esultanza (quel celeberrimo “you can’t see me” di Ceniana memoria) del Romario del Salento. E non dimentichiamo Er Pupone, Francesco Totti
In Inghilterra sono due le assenze degne di nota è quella di Wayne Bridge, che ha rifiutato ogni chiamata a causa dello sgarro del suo ex amico John Terry. In corso d’opera, purtroppo per Don Fabio, ha dovuto salutare Rio Ferdinand. Un colpo durissimo per i Lions.

Anche Maradona ha fatto gridare allo scandalo: nell’Argentina“dimenticati” Gago, Cambiasso e Zanetti. Risultato? Probabilmente un centrocampo da ottavi di finale, niente di più. Là davanti, tra vari campionissimi, non pesano le assenze del Pocho Lavezzi e di Lisandro Lopez.
Spostandosi in Brasile, Dunga, ct della Selecao brasiliana, ha detto no ad Alex e Marcelo, ma ancor più incredibilmente a Pato (anche se il lungo infortunio patito nella stagione ne aveva già messo in dubbio la partecipazione), Ronaldinho e Julio Sergio.
Tra gli infortuni dell’ultim’ora, pesa come un macigno le assenza per il Portogallo di Nani. La Germania aveva già il cuore in pace: Westermann, Adler e Ballack sapevano già che non avrebbero fatto le valige per il Sudafrica. Tra le africane, nella Nigeria ko Obi Mikel, nel Ghana Essien.

venerdì 28 maggio 2010

GIRONE B - PARTITE E ORARI

12 Giugno Argentina - Nigeria ore 13.30 (Johannesburg)
12 Giugno Corea del Sud - Grecia ore 16 (Port Elizabeth)


17 Giugno Grecia - Nigeria ore 16 (Bloemfontein)
17 Giugno Argentina - Corea del Sud ore 20.30 (Johannesburg)


22 Giugno Nigeria - Corea del Sud ore 20.30 (Durban)
22 Giugno
Grecia - Argentina ore 20.30 (Polokwane)




mercoledì 26 maggio 2010

Nigeria, è ora di spiccare il volo

Aquile, anzi Super Aquile, cercasi. Con il primo storico mondiale africano alle porte, le speranze per il continente nero di conquistare, se non la coppa vera e propria, almeno un ottimo risultato complessivo grazie alle singole nazionali passa anche per i piedi, anzi per le ''ali'', della formazione biancoverde allenata dallo svedese Lars Lagerbäck, subentrato dal febbraio di quest'anno al posto dell'esonerato Shaibu Amodu. La Nigeria, insieme al Camerun, è tradizionalmente considerata una delle nazioni africane calcisticamente più forti e, oltre ad aver conquistato per due volte la Coppa d'Africa, nel 1980 e nel 1994, è stata la prima nazionale ''nera'' a conquistare un oro olimpico nel calcio (ad Atlanta nel 1996) e dodici anni dopo un bronzo nei giochi di Pechino. Meno fortunate sono state le esperienze mondiali, con la conquista degli ottavi di finale nel 1994 e del 1998 e il primo turno non superato nel 2002, fino addirittura alla mancata qualificazione alla kermesse tedesca di quattro anni fa.

La Nigeria che si presenta ai nastri di partenza del mondiale sudafricano sembra avere qualche chance in meno di ben figurare rispetto a nazioni omologhe quali il sopracitato Camerun e la Costa d'Avorio di Drogba. Dalla sua però, la nazionale di Lagerback, ha la compattezza di un gruppo che non si dà mai per vinto, e prova ne è la qualificazione alla rassegna, ottenuta con le unghie, e un pizzico di fortuna, ai danni della Tunisia. In un girone piuttosto equilibrato, che divide con Argentina, Grecia e Corea del Sud, la Nigeria tenterà quindi di eguagliare, e se possibili migliorare, i risultati di Usa '94, quando fu eliminata da due prodezze del nostro Roberto Baggio, e di Francia '98, quando la sua corsa venne fermata dalla Danimarca di Laudrup. La missione biancoverde passa, oltre che dai piedi del mediano del Chelsea John Obi Mikel, anche da ben tre vecchie conoscenze del calcio italiano, tutti transitati nel nostro campionato con la maglia dell'Inter: parliamo di Nwankwo Kanu, ''Oba Oba'' Martins e, ultimo in ordine cronologico di apparizione, Victor Obinna.


Difesa - A difendere i pali delle aquile sarà con ogni probabilità il 27enne Victor Enyeama, numero uno dell'Hapoel Tel Aviv e già titolare durante le qualificazioni. A fargli da secondo sarà Austine Ejide, estremo difensore del Hapoel Petah Tikva, con Ayenugba, del BneiYehuda, destinato al ruolo di terzo portiere. Curiosamente tutti e 3 gli estremi difensori biancoverdi provengono dalla massima serie del campionato israeliano. Davanti a loro la difesa può contare su alcuni ottimi elementi già messisi in luce nei maggiori campionati europei come il 29enne Yobo, colonna dell'Everton da ben 7 stagioni, e il 25enne Taiwo, fresco campione di Francia con l'Olimpique Marsiglia e votato terzo miglior giocatore ai Mondiali Under 20 del 2005 alle spalle di un certo Lionel Messi e del connazionale Mikel. Importante nel pacchetto arretrato sarà anche l'apporto del terzino del Cska Mosca Odiah e dei due ''francesi'' Echiejile e Apam, provenienti rispettivamente da Rennes e Nizza. Completano il reparto gli esperti e rocciosi centrali Shittu, dal Bolton, e Afolabi, dal Salisburgo, il 21enne Adeleye dallo Sparta Rotterdam e l'esterno 18enne Suswan, proveniente dal Lobi Stars, unico dei convocati a militare nella Nigeria Premier League.


Centrocampo - Stella della metacampo e punto di riferimento della squadra sarà, e non poteva che essere, il sopracitato Mikel, chiamato a dirigere la mediana insieme al vicecampione di Europa League con la maglia del Fulham Etuhu. In posizione più avanzata sono destinati a trovar spazio anche il 27enne dell'Almeria Kalu Uche, la mezzapunta del Lokomotiv Mosca Odemwingie e l'esterno offensivo della Dinamo Kiev Yussuf. Sorprendente, per diversi motivi la chiamata del 19enne del Monaco, Lukman Haruna, ai danni di giocatori più esperti come l'esterno dell'Hull City Olofinjana, sempre presente nelle qualificazioni sotto la gestione Amodu. In gruppo anche Kaita, provenienti dai russi dell' Alania Vladikavkaz.


Attacco - In avanti Lagerback ha davvero l'imbarazzo della scelta. Nelle qualificazioni si è rivelato decisivo l'apporto, soprattutto in termini di realizzazioni, dei due ex-interisti ''più recenti'', ovvero Martins, autore della doppietta che ha regalato alle aquile l'accesso a Sudafrica 2010, e Obinna, capocannoniere con 3 reti del girone di qualificazione. La concorrenza per due maglie in avanti è però serrata visto che il reparto può contare su ''aficionados'' del gol come Yakubu, esperta punta dell'Everton, il più giovane Obasi, messosi in luce con buona capacità realizzativa in Germania con l'Hoffenheim, Ikechukwu Uche, punta del Saragozza e anche lui a segno nelle qualificazioni, fino al capitano e simbolo della formazione nigeriana, il 33enne Kanu, reduce però da una stagione incolore in Premier League nel retrocesso Portsmouth e spesso schierato con scarsi risultati nel ruolo di playmaker. Da segnalare anche un altro ''prodotto'' dell'Everton, il 21enne Victor Anichebe, e i due Utaka, John e Peter, il primo compagno di squadra di capitan Kanu al Portsmouth, il secondo goleador di buona lena nel campionato danese con la maglia dell'Odense.