Visualizzazione post con etichetta Messi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Messi. Mostra tutti i post

venerdì 14 gennaio 2011

Pallone d'oro, il bis di Messi tra le polemiche. E' davvero l'argentino il miglior giocatore dell'anno?

Messi in riga. Anzi riMessi in riga. La notizia della settimana è stata ed è, senza dubbio, la conquista da parte del fuoriclasse argentino, numero 10 del Barcellona, del Pallone d'Oro Fifa, premio attribuito al miglior giocatore dell'anno nato quest'anno dall'unione tra il riconoscimento creato dalla rivista francese ''France Football'' e il Fifa World Player, assegnato ogni anno dal massimo organismo del calcio internazionale. Una vittoria, la seconda consecutiva per la ''pulce'' azulgrana, che ha spiazzato un po ' tutti, compreso lo stesso Messi, alla luce delle indiscrezioni di inizio dicembre che davano per certa la vittoria dello spagnolo Andrès Iniesta, l'autore del gol decisivo nella finale mondiale contro l'Olanda, davanti al compagno di squadra argentino e al regista del centrocampo di Guardiola, Xavi. Oggi come un mese fa non sono mancate e continuano a non mancare le polemiche, pur per motivi leggermente differenti: se infatti a far molto rumore era stata inizialmente la scelta della giuria (formata da giornalisti, ct e capitani delle nazionali) di escludere dal podio l'interista Wesley Sneijder dopo la magica stagione del triplete interista, ora a protestare sono i tifosi spagnoli che confidavano, nell'anno del primo storico mondiale vinto dalle Furie Rosse, in una scelta pro-Iniesta o Xavi. Nulla da fare invece per i due giocatori catalani a 50 anni esatti dal Pallone d'Oro vinto dal galiziano Luis Suarez, primo ed unico spagnolo (escluso l'oriundo Alfredo Di Stefano) a vincere il prestigioso riconoscimento.
Certo, se il premio andasse attribuito al giocatore tecnicamente più valido a livello mondiale ogni anno la lotta si ridurrebbe a Messi, Cristiano Ronaldo e pochi altri. Ma, nell'anno dell'Inter tra le squadre di club e della Spagna tra le nazionali, è giusto che venga premiato un giocatore fortissimo ma ''reo'' di aver fallito con i propri team i due obiettivi principali, ovvero Mondiale e Champions League? Ecco il punto di vista dei nostri Alessandro Mascia e Luca Cipriano sulla vicenda. Come sempre vi invitiamo a partecipare e a dire la vostra!

Risponde Alessandro Mascia
Cos’è successo l’altra sera a Zurigo lo sapete tutti. A sorpresa il primo “Ballon d’or – Fifa” è andato a Messi. Il 23enne argentino è riuscito in uno storico bis – non si esclude il tris per l’anno prossimo, vista la partenza fenomenale in questa stagione – ma si è parlato più della delusione spagnola che della felicità dell’argentino.Non parlerò in questa sede di Sneijder, lo metto subito in chiaro. Per un semplice motivo: non lo meritava. Il Pallone d’Oro, da regolamento, premia il MIGLIOR GIOCATORE DELL’ANNO SOLARE.Ora, se finora non è mai successo, non è colpa mia. Il primo anno di Fifa, invece, ha messo le cose a posto. Ne ho sentite e lette di tutti i colori, da Blatter mafioso a “quando c’è di mezzo la fifa è sempre un magna magna”. Ma, cari italiani e non, guardiamo la cosa con una lente d’ingrandimento. Questo premio, lo ribadisco, valuta le prestazioni di un giocatore in un anno solare: e chi più di Messi, capace di segnare una trentina di reti tra gennaio e giugno e una ventina tra settembre e oggi lo meritava maggiormente? Io direi nessuno. Iniesta è partito con l’handicap, ha però giocato un mondiale perfetto e siglato il gol vittoria. Xavi è stato più costante: le sue geometrie andrebbero studiate a scuola, ma davvero non è il “fenomeno” da Pallone d’Oro. Ecco che Messi ha vinto, quindi a mio avviso, meritatamente il titolo. Direte voi: non si è visto al mondiale e ha toppato le semifinali con l’Inter. Vero, verissimo, ma nell’arco di 60/70 partite di una stagione, quanto contano 600’? Ci si è lamentati di Nedved, di Cannavaro, di Sammer, di Owen e di tanti altri che hanno portato a casa il premio perché capaci di vincere qualcosa, mentre qualcun altro, per quanto dimostrato nell’arco dell’intero anno forse lo meritava di più è rimasto a mani vuote. Ecco allora, che per il primo anno, a vincerlo tra quelli arrivati sino alla fine, ha vinto il migliore.Se poi vogliamo parlare che andrebbe dato al termine di una stagione calcistica (e quindi a giugno) allora sarebbe tutta un’altra storia.  
 
Risponde Luca Cipriano
Spesso l'assegnazione del pallone d'oro ha scatenato polemiche a non finire: da Sammer, ex difensore del Borussia ad Owen ai tempi del Liverpool. In apparenza, per vincerlo bisogna vincere: più ottieni risultati con il tuo club e con la Nazionale, più hai possibilità di ottenere il premio più importante. Ecco perchè, nell'anno del mondiale, gli spagnoli puntavano tutto su Xavi e Iniesta. Invece Messi è riuscito a dribblare anche loro. Premio giusto o sbagliato? Giusto, perchè il fattore chiave da tenere presente e che spesso si dimentica, è la continuità: l'attaccante argentino ha dimostrato di essere ancora una volta il più forte di tutti grazie ai suoi goal, alle sue presenze, alla sua media e, appunto, alla sua continuità. Di un giocatore si guarda tutto, non solo il numero di vittorie: il carisma, la tecnica e l'essere decisivo. Messi rispecchia questi parametri, quindi non dobbiamo scandalizzarci se il Pallone d'Oro è il suo. Poco originali nell'assegnarlo per due anni consecutivii allo stesso calciatore? Forse sì. Ma evidentemente lui ha qualcosa in più. O gli altri, hanno ancora qualcosa di meno.  

giovedì 9 dicembre 2010

Pallone d'Oro, il Barça fa triplete: vince Iniesta, Sneijder giù dal podio. Giusto così?

Nonostante la neve che negli ultimi giorni ha imbiancato il nord Italia, la Lombardia in particolare, ad Appiano Gentile, quartier generale dell'Inter, piove. Piove sul bagnato, su una squadra che vive un presente sempre più grigio e tormentato e ora vede anche mettere in discussione il valore dei traguardi raggiunti nel massimo momento di splendore. Non è infatti un mistero che, nell'annata dello storico triplete, la società nerazzurra mirasse, grazie ai singoli, a conquistare anche il premio più ambito da ogni giocatore, ovvero il Pallone d'Oro Fifa, nato quest'anno dall'unione tra il premio creato dalla rivista sportiva transalpina ''France Football'' e il Fifa World Player, assegnato dal massimo organismo calcistico internazionale.

E invece, dopo la già beffarda e contestatissima esclusione di Diego Milito dalla lista dei 50 preselezionati al titolo, è arrivata la doccia fredda anche per l'altro favoritissimo nerazzurro Wesley Sneijder, dato vincitore alla vigilia anche dai bookmakers: niente da fare per l'olandese, addirittura giù da un podio dove a dominare è il colore blaugrana. Il Pallone d'Oro 2010 è infatti del catalano Andres Iniesta, prodotto della ''Cantera'' del Camp Nou e autore del gol decisivo per la Spagna nella finale mondiale contro l'Olanda; alle spalle del 26enne di Fuentealbilla, secondo posto per il 30enne regista Xavi Hernandez, considerato già da parecchi anni uno dei più forti centrocampisti del mondo, e terza piazza per la ''Pulce'' Leo Messi, già vincitore nel 2009 di entrambi i premi prima della loro unione. Un risultato che dunque premia in modo straordinario la stagione della formazione di Guardiola e, nel caso di Iniesta e Xavi, suggella il primo storico successo mondiale della nazionale spagnola; in attesa della premiazione ufficiale, prevista per il prossimo 10 gennaio nella sede della Fifa a Zurigo, non mancano però in questi giorni le polemiche legate alla mancata vittoria, o perlomeno ad un piazzamento tra i primi tre, del numero 10 olandese dell'Inter, peraltro capocannoniere e trascinatore della sua nazionale alla finale mondiale in Sudafrica. Giusta quindi la decisione della Fifa di lasciarlo fuori dai primi tre in lizza per il titolo di miglior giocatore dell'anno? E Iniesta merita davvero questo ambitissimo e importantissimo riconoscimento internazionale? Sentiamo le opinioni a riguardo dei nostri redattori e, come sempre, vi invitiamo a dire la vostra, commentando questo post o scrivendoci sulla nostra pagina Facebook.


Risponde Luca Cipriano
Se fossimo rimasti nel mese di luglio, questa decisione sembrerebbe decisamente assurda: Sneijder era l'anima candida dell'Inter, aveva appena vinto uno scudetto e una Champions League, raggiungendo poi la finalissima del mondiale sudafricano contro la Spagna. Purtroppo per lui siamo a dicembre, e l'assegnazione del pallone d'oro è un appuntamento che tiene presente le prestazioni di un giocatore nell'intero anno solare. Parlano chiaro anche i due punti del regolamento che considerano 1) l'insieme delle prestazioni individuali e di squadra nel corso dell'anno considerato 2) La personalità e il carisma. Dall'inizio dell'attuale stagione, il centrocampista olandese vive un periodo difficile, accompagnato agli scarsi risultati dell'Inter. E' stato praticamente un fantasma e il mese scorso ha addirittura dichiarato di essere "stanco". Ecco perchè, paradossalmente, un giocatore come Messi che non ha per nulla brillato al mondiale, ma ha dato continuità nel lungo periodo, rischia di portarsi a casa il premio più ambito. Stesso discorso per Xavi e Iniesta, motori di quel Barcellona forse non più stellare, ma comunque spettacolare. E' la dura legge del calcio, almeno quando il calcio si fa duro.


Risponde Alessandro Mascia
Scandaloso, incredibile, assurdo. Taluni hanno definito così la mancata assegnazione del Pallone d'Oro a Wesley Sneijder. La verità è un'altra: la conquista del premio di Andrés Iniesta è sacrosanta. Ha trascinato le sue squadre ben oltre il Wesley fuorioso: alla conquista di un campionato con avversari capaci e non in crisi e alla conquista di un Mondiale incredibile. Ricordiamo, inoltre, che il Barca è uscito dalla Champions proprio per mano dell'Inter, indirettamente di Sneijder. MA: il Pallone d'Oro valuta due varianti aggiuntive, sulle quali Iniesta ha "dato biava" all'interista. La personalità e il carisma e l'insieme delle prestazioni individuali e di squadra nel corso dell'anno considerato. Senza dimenticare clamorose cadute di stile - una su tutte l'espulsione in campionato per l'applauso all'arbitro - Sneijder paga caro, carissimo il momento no dell'Inter. Il Pallone d'oro valuta 12 mesi: Sneijder ne ha giocati bene 6. Da luglio Iniesta ha guadagnato punti senza problemi: il suo Barca vola, l'Inter arranca. Non si può pretendere di vincere un premio del genere giocando sei mesi e deludendo l'altra metà dell'anno solare. No davvero: se poi vogliamo parlare dell'esclusione dal podio, beh, questo sì che è scandaloso.


Risponde Matteo Franco
Patetici, questa edizione del pallone d'oro, la prima da quando il premio è stato ceduto alla Fifa, rischia di essere come la presa in giro più grande della storia del calcio. Sì, non dare il premio a Wesley Sneijder è una presa in giro e un duro affronto, non esagero. Premetto che la sensazione è che se Blatter, i francesi o la crème del calcio mondiale possano non premiare una squadra Italiana vivono meglio e ci godono pure. Affermazioni forti? No, non dimentichiamoci la figuraccia in mondovisione del boss elvetico della fifa non premiando di persona gli azzurri nel 2006 a Berlino
. E complice anche il premio non dato a Mourinho e l'esclusione di Milito dai finalisti, che ricordiamo ha solo segnato 22 gol in campionato e 6 in Champions di cui 2 in finale e 1 in semifinale, questo sentimento di inquietudine generalizzato si trasforma in forte rabbia. Wesley Sneijder ha disputato, statistiche alla mano la migliore stagione da quando gioca a calcio trascinando due formazioni mediaticamente un po' deboli in fondo a tutte le competizioni in cui ha giocato, vincendone tre. I numeri parlano chiaro. Se analizziamo i dati di Iniesta e Sneijder infatti noteremo parecchie incongruenze. Punto primo, lo spagnolo non ha affatto disputato una grande annata, con il Barcellona ha giocato poco e al mondiale, a parte il gol nel recupero, non si è quasi mai visto. Nella Liga Spagnola ha giocato 29 partite segnando solo 1 gol mentre in Champions è stato disponibile in 9 occasioni non gonfiando mai la rete e, come dimenticarlo, nelle fasi calde della competizione, compresa semifinale contro i milanesi, era infortunato. Guardando i dati di Sneijder si capisce tutto il suo peso specifico nel gioco di Inter e Olanda. Le 26 presenze e i 4 gol di campionato si sommano alle 4 presenze e 1 gol in Coppa Italia, alle 11 partite e 3 marcature in Champions (con 2 assist in finale, 1 in semifinale, 1 gol nei quarti di ritrono contro lo Spartak di Krasic, e 1 assist a Stamford Bridge contro il Chelsea), e al capolavoro Sadafricano di cinque gol in sette partite al Mondiale. I grandi numeri della stagione scorsa poi gli sono valsi i seguenti premi: Uomo-assist della Champions League, Miglior centrocampista della Champions League, Miglior centrocampista della Champions League, Scarpa di bronzo dei mondiali e Pallone d'argento dei mondiali. Ora, con il supporto di tutti questi dati e riconoscimenti ci sembra scusabile che negli ultimi due mesi abbia giocato sotto i suoi livelli, ma un paio di partite sottotono non possono bastare per non premiare un giocatore così straordinario. Infine, ricordiamolo per gli amanti del calcio, le votazioni del Pallone d'Oro si sono concluse a fine Ottobre. Ben prima della crisi dell'Inter. Fifa e France Football, vergogna.

giovedì 17 giugno 2010

Triplo Higuain e tanto Messi, l'Argentina travolge la Corea del Sud

Un Maradona che dà spettacolo alla vigilia in conferenza stampa e un duo Messi-Higuan che lo imita, a modo suo, sul campo. L'Argentina-show si sviluppa in poco meno di 24 ore, regalando colpi ad effetto sia all'interno della sala stampa del ritiro albiceleste che sul terreno di gioco del Soccer City Stadium di Johannesburg. Prima le bordate del ''Pibe de Oro'' contro Pelè e Platini che lo avevano accusato di non essere un buon allenatore, poi la tripletta dell'attaccante del Real Madrid, con la preziosa collaborazione della ''Pulce'' blaugrana, che trascina la nazionale e il proprio ct verso una qualificazione agli ottavi di finale ormai ampiamente ipotecata. Il dato di fatto è uno: che sia merito o no soprattutto di Maradona, questa Argentina fa davvero paura. E il 4-1 finale con cui i sudamericani battono la Corea del Sud acquista ancora più valore alla luce della buona prestazione della squadra di Huh Jong-Moo, che nel finale del primo tempo trova il gol dell'1-2 approfittando di un errore della difesa avversaria e che nel secondo tempo potrebbe pure pareggiare prima delle due reti di Higuain quasi nel finale. Il passaggio del turno resta comunque ampiamente alla portata degli asiatici, visto l'ultimo turno contro la quasi disperata Nigeria e il contemporaneo impegno della Grecia contro l'Argentina.

Le due squadre al via cambiano un solo giocatore a testa rispetto ai vittoriosi match d'esordio: nell'Argentina a centrocampo non c'è Veron, affaticato e sostituito da Maxi Rodriguez sulla destra nel 4-3-3 che in fase difensiva si trasforma in 4-2-3-1. Davanti c'è il confermatissimo trio con Messi, Tevez e Higuain. Nel classico 4-4-2 della Corea del Sud l'unica novità è invece in difesa, con l'assenza dell'esterno destro Cha Du-Ri sostituito da Oh Beom Seok.

L'inizio è tutto di marca Argentina, che parte subito con il piglio di voler far vedere agli avversari chi comanda in campo. I più scatenati sono Tevez e Di Maria, con la punta del Manchester City che a tratti sembra davvero incontenibile, creando non poche difficoltà a una difesa sudcoreana che in qualche modo si difende, e prova anche a mettere il naso nella metacampo avversaria verso il quarto d'ora. Ad attendere la formazione di Jung-Moo c'è però una brutta sorpresa, in realtà frutto di uno sfortunato errore di uno dei propri giocatori: al 16' un calcio di punizione battuto da Messi quasi dalla bandierina sinistra del calcio d'angolo trova l'involontaria deviazione di Park Chu-Yung che infila il pallone nella propria rete. E' 1-0 Argentina, risultato che scioglie ancora di più il gioco della nazionale di Maradona e costringe i coreani a chiudersi ulteriormente in difesa, prima ancora che a cercare il pari. Il problema è che nella rosa dell'albiceleste ci sono alcuni tra i migliori palleggiatori del mondo, capaci di creare occasioni spesso e volentieri efficaci. Come accade infatti al 32' con Higuain, abile a schiacciare in rete di testa sul primo palo dopo una sponda di Burdisso (entrato al posto di Samuel) su cross da destra di Maxi Rodriguez. E' il 2-0, meritatissimo, per la formazione di Maradona. Che poco dopo potrebbe già triplicare, prima con Di Maria e poi soprattutto con Messi, che al 43' inventa una giocata degna del Maradona calciatore: dribbling su quattro avversari e pallonetto delizioso da fuori area che esce di un nulla. Sarebbe stato il gol più bello del mondiale finora. Tutto sembra procedere per il meglio per la nazionale sudamericana, ma al 45' Demichelis decide di ''dare una mano'' alla Corea a riaprire il match regalando di fatto la palla sulla trequarti a Lee Chung-Yong, che può così entrare comodamente in area e battere Romero. E' l'1-2 che riapre la partita proprio sul fischio finale per la prima frazione dell'arbitro belga De Bleckeere.

Si riparte con l'Argentina vogliosa di chiudere nuovamente il match il prima possibile. Ad avere la prima palla buona per farlo è Higuain che al 7' su tocco di Di Maria calcia di sinistro al volo trovando un ottimo riflesso del portiere sudcoreano Jung Sung-Ryong. La Corea però stavolta non ci sta ad arroccarsi in difesa come nel primo tempo e prova spingersi coraggiosamente in avanti alla ricerca del pareggio; che quasi arriva al 13' con Yeom Ki-Hun che per fortuna di Romero colpisce solo l'esterno della rete da buona posizione. L'occasione dà ancora più coraggio alla formazione asiatica con Di Maria che comincia a trovarsi in difficoltà sulle accelerazioni avversarie. La sensazione è che la leziosità messa in campo per troppi minuti dagli argentini possa rivelarsi alla fine un boomerang per gli uomini di Maradona. C'è bisogno di una sveglia e a darla ai compagni ci pensa il leader in campo Leo Messi al 32'. La ''Pulce'' cerca il gol con due tiri dentro l'area, il primo respinto dal portiere e il secondo dal palo e da qui irrompe Higuain per la deviazione ravvicinata vincente. E' 3-1 e doppietta per l'attaccante del Real. Che prima del finale completa la sua personale tripletta, diventando il capocannoniere dei Mondiali, con un perfetto colpo di testa ad incrociare su assist del neo entrato Aguero. E anche qui l'azione parte dal piede vellutato di Messi che serve al "Kun'' un cucchiaio in profondità. Finisce 4-1 per gli uomini di Maradona; l'Argentina c'è, e si sente.

ARGENTINA: Romero; Heinze, Samuel (23' Burdisso), Demichelis, Gutierrez; Mascherano (c), Maxi Rodriguez, Di Maria; Messi, Tevez (75' Aguero), Higuain (82' Bolatti). All: Maradona

COREA DEL SUD: Jung Sung-Ryong; Lee Young-Pyo, Oh Beom-Seok, Cho Yong-Hyung, Lee Jung-Soo; Kim Jung-Woo, Ki Sung-Yong (45' Kim Nam-il), Park Ji-Sung (c), Lee Chung-Yong; Park Chu-Young (81' Lee Dong-Guk), Yeom Ki-Hun. All: Huh Jung-Moo

Reti: 16' Park Chu-Yong (autogol) (A), 33' Higuain (A), 45' Lee Chung-Yong (C), 76' Higuain (A), 80' Higuain (A)

Ammoniti: Gutierrez, Heinze, Mascherano (A); Lee Chung-Yong, Yeom Ki-Hun (C)

Arbitro: De Bleeckere (BEL)

sabato 12 giugno 2010

Argentina, buona la prima tra mille sprechi, con la Nigeria è 1-0

Diego Maradona, in un insolito abbigliamento giacca e cravatta, può finalmente liberare la sua esultanza a fine partita. La sua Argentina all'esordio conquista meritatamente i primi tre punti superando la Nigeria grazie al gol di Gabriel Heinze dopo 6 minuti; sicuramente non il giocatore più atteso alla vigilia ma più concreto delle star Messi e Higuain, protagonisti di una serie incredibili di occasioni mancate in parte per i propri demeriti e in parte per la grande prestazione del portiere delle aquile Enyeama. E buon per L'albiceleste che Uche sprechi nel finale la palla del possibile 1-1 che avrebbe ingiustamente premiato la formazione di Lagerback.
Maradona al via conferma le scelte annunciate alla vigilia: Non c'è il ''Principe'' Milito nel trio d'attacco Messi-Tevez-Higuain, con Veron e Di Maria esterni alti a ispirare la manovra e capitan Mascherano davanti alla difesa. Nella Nigeria invece spiccano tre novità rispetto alle previsioni: Kaita e Lukman Haruna per Uche e Odemwingie a centrocampo e Obinna in attacco, vincitore del ballottaggio con l'altro ex interista Martins.
L'Argentina parte subito fortissimo e nei primi cinque minuti prima Tevez calcia fuori in area da buona posizione e poi Messi inaugura l'''Enyeama show'' , costringendo il portiere delle aquile ad una deviazione volante su un tiro a girare. Nulla può però l'estremo difensore nigeriano quando un minuto dopo Heinze svetta su un calcio d'angolo magistrale del "vecchio" Veron e di tuffo mette la palla nell'angolino alto di destra. Imprendibile. Al 6' è già 1-0 Argentina grazie al terzino sinistro del Marsiglia con un passato nel Manchester United e nel Real Madrid. Undici minuti dopo Messi avrebbe la palla del 2-0 ma Enyeama salva con una mano e si ripete poco dopo con due prodigiosi interventi, il primo su Higuain smarcato dentro l'area da Tevez e il secondo su un altro gran tiro a girare di Messi. E la Nigeria? Nel primo tempo si vede solo con un diagonale di Obasi largo alla sinistra di Romero. L'estremo difensore numero 22 dell'albiceleste può continuare la sua pennichella anche a inizio a ripresa, a differenza del collega nigeriano, ancora provvidenziale al 20' sul destro di Higuain e al 35' sul solito Messi, ispirato ma decisamente sfortunato. Nel frattempo Lagerback inserisce i tre grandi esclusi della vigilia al posto di Taiwo, Obasi e Obinna. E i nuovi risvegliano dal sonno la squadra e soprattutto il portiere Romero, graziato al 25' da un destro di Odemwingie fuori di poco e soprattutto da Uche che a 8 dalla fine si divora l'1-1 spedendo alto da pochi passi. Prima della fine c'è tempo solo per capire per l'ennesima volta che non è serata per ''la Pulce'' Messi, che a 30 secondi dal 90' inciampa in area servito dal nuovo entrato Milito. Finisce così 1-0, l'Argentina è promossa al suo primo esame e, nonostante i brividi finali, le scelte tattiche sembrano dare ragione al Pibe de Oro; per la Nigeria ci sono comunque le note positive di super Enyeama e del neo entrato Uche, che errore a parte si candida per un posto da titolare contro la Grecia. Partita che la prossima settimana, per entrambe, sarà da ultima spiaggia.

ARGENTINA: Romero; Heinze, Samuel, Demichelis, Gutierrez; Mascherano (c), Veron (74' Maxi Rodriguez), Di Maria (85' Burdisso); Messi, Tevez, Higuain (79' Milito). All: Maradona

NIGERIA: Enyeama; Odiah, Yobo (c), Shittu, Taiwo (75' Uche); Kaita, Haruna, Etuhu, Obasi (60' Odemwingie); Aiyegbeni, Obinna (52' Martins). All: Lagerback
Reti: 6' Heinze

Ammoniti: Gutierrez (A); Haruna (N)

Arbitro: Stark (GER)

lunedì 24 maggio 2010

L'Argentina di Maradona, un allenatore... stupefacente!

Non facciamo finta di niente: "Diego ha ricominciato a drogarsi?” è la battuta che nasce spontanea constatando che Zanetti e Cambiasso, colonne dell’Inter stratosferica di quest’anno, non partiranno per il Sudafrica. Di certo Maradona avrà le sue ragioni, ma queste sono davvero incomprensibili, considerando che al capitano interista e al Cuchu è stato preferito, per esempio, il "fiorentino" Bolatti. E noi in Italia ci lamentiamo degli uomini di Lippi.

Diciamocelo: la selecion è uno squadrone formidabile ed è come sempre tra le favorite dei mondiali insieme agli eterni rivali brasiliani, ma bisogna vedere se il pibe de oro, fenomeno da calciatore, sarà in grado di sfruttare al meglio le risorse disponibili in questa sua prima grande competizione da allenatore. Il girone di qualificazione è stata una sofferenza durata fino all’ultima partita e Maradona ha sfogato sui giornalisti i suoi insuccessi. Finora i suoi risultati e le sue scelte hanno sempre suscitato polemiche; vedremo se avrà almeno il buonsenso di schierare titolare Milito, attaccante spietato e in forma strepitosa.

L’Argentina è inserita nel gruppo B insieme a Corea del Sud, Grecia e Nigeria. Non è un girone semplicissimo, ma raggiungere il primo posto non dovrebbe essere un problema per questo squadrone di campioni. Molti sono gli “italiani” della rosa argentina; scopriamoli insieme.

Difesa – Nel trio dei portieri, Andujar del Catania potrebbe partire titolare; i suoi colleghi sono Romero dell’AZ Alkmaar e Pozo del Colon. I difensori Samuel e Demichelis si sono incontrati nella finale di Champions a Madrid; ora saranno compagni di reparto insieme al romanista Burdisso e al campione di Francia Heinze (Marsiglia). Nicolas Otamendi, Clemente Rodriguez e Ariel Garcé sono per noi i difensori meno conosciuti, poiché militano nel campionato argentino.

Centrocampo – Le chiavi della mediana sono affidate all’inossidabile Juan Sebastian Veron dell’Estudiantes. La Premier League presta alla selecion la coppia Mascherano-Rodriguez del Liverpool e Gutierrez del Newcastle. I centrocampisti “italiani” sono il già citato Bolatti (Fiorentina) e Pastore (Palermo), grande scoperta del presidente Zamparini; il "napoletano" Jesus Datolo è stato tagliato dalla lista dei 23. Completa il reparto il talento del Benfica Di Maria.

Attacco – Con tutto il rispetto per il mitico Martin Palermo del Boca Juniors, dovrebbe essere Diego Milito, protagonista della finale di Champions League, la punta di peso della squadra. Il pallone d’oro Messi è la grande stella di un attacco da paura, che può contare anche sul galactico Higuain, sul Kun Aguero, vincitore dell’ Europa League, e su Carlitos Tevez del Manchester City. Come si dice in questi casi, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Non c’è spazio per il Pocho Lavezzi: troppo forte la concorrenza di questi fenomeni.