lunedì 10 gennaio 2011

CAVANI, SEMPRE LUI. DIAMANTI UNA PRODEZZA. FUORIGROTTA SI TINGE DI ROSSO

L'ultima giornata di Serie A si conclude sotto il segno del Napoli, che al San Paolo stende la Juventus sotto il segno di Cavani e pensa realmente all'idea scudetto, approfittando degli scivoloni della Lazio in casa contro il Lecce e soprattutto del Milan nell'incredibile pareggio rimediato all'ultimo con l'Udinese. Cambiasso trascina l'Inter di Leonardo e riapre la rincorsa dei nerazzurri che si ritrovano con due gare da recuperare. La Sampdoria castiga la Roma approfittando degli errori di Juan. Bene la Fiorentina, in rimonta contro il Brescia e il Bologna che strappa tre punti ad un Bari sempre più anonimo.

IL PERSONAGGIO: EDINSON CAVANI

"Vedi Cavani e poi muori": è questo lo slogan più ripetuto nelle ultime ore da napoletani e non, incantati dalle prodezze dell'attaccante uruguaiano. Cavani ha steso la Juventus con una micidiale tripletta, arrivando a quota 12 goal. Se il Napoli è grande, il merito è anche il suo: è il giocatore più decisivo degli azzurri e l'accoppiata con Lavezzi sembra davvero funzionare a meraviglia.


IL GOAL: ALESSANDRO DIAMANTI IN FIORENTINA - BRESCIA

La rete più bella della giornata viene siglata da Alessandro Diamanti, talentuoso centrocampista offensivo del Brescia che entra in area e con un meraviglioso pallonetto infila la sfera alle spalle di Boruc. Nonostante il doppio vantaggio, i lombardi usciranno sconfitti dal "Franchi" dopo una grande prova: il Brescia continua a perdere punti nella ripresa.



LA CURIOSITA': LE OMBRE ROSSE DEL SAN PAOLO

La domanda è sempre la stessa: se i fumogeni sono vietati, come mai riescono ad entrare ugualmente negli stadi? Non uno, ma tanti: quanti ne sono bastati per colorare il cielo dello stadio di Napoli di rosso. Un tratto di partita è stato giocato con una visibilità scarsa, come in un film dell'orrore, soprattutto per la Juventus. Sbagliato certo, ma sicuramente spettacolare: sembrava di vedere i giocatori con gli occhiali infrarossi. Anche questo è il calcio italiano.

domenica 9 gennaio 2011

Una domenica da pazzi! Milan-Udinese da tachicardia, superflop della Lazio, l'Inter c'è

Parafrasando il film di Checco Zalone, campione d'incassi in questi giorni nei cinema, verrebbe da dire: ''Che bella giornata!'' O, meglio ancora, che pazza giornata questa 19° di Serie A, ultima di andata e quindi vero giro di boa della stagione. Una domenica che entra di diritto tra le più incredibili degli ultimi anni, sicuramente la più elettrizzante di questo campionato, in attesa peraltro delle ulteriori emozioni forti che promette il posticipo del San Paolo tra il coriaceo Napoli di Mazzarri e l'incerottata ma grintosa Juventus di Delneri. Una partita da piani altissimi in una classifica che si fa sempre più corta e promette ulteriori stravolgimenti da qui a fine stagione. Anche perchè la capolista Milan non sembra più così insuperabile neppure in difesa alla luce del clamoroso 4-4 interno contro l'Udinese; tantomeno la Lazio fin qui sorpresa del campionato, sconfitta in casa contro tutti i pronostici dal Lecce penultimo; e il discorso si può estendere alle altre squadre nei primi sei posti (oltre a Napoli e Juve, la Roma sconfitta a Genova dalla Samp e il Palermo bloccato a Verona dal Chievo). Occhio invece a chi occupa il settimo posto, ovvero l'Inter di Leonardo, ora a -11 dalla vetta e con due match da recuperare, contro il Cesena in casa e la Fiorentina fuori. Insomma, il campionato è più vivo e vegeto che mai.

JUAN, CHE DISASTRO! - Le avvisaglie che sarebbe stata una giornata particolarmente scoppiettante erano già venute dal match delle 12.30 a Marassi tra la Sampdoria di Di Carlo, vogliosa di riscatto dopo le tre sberle subite dal Palermo e con ''Kiko'' Macheda in panchina, e la Roma di Ranieri, in serie positiva da 6 turni ma traballante in trasferta. La scelta del tecnico testaccino di premiare Vucinic dopo la decisiva doppietta contro il Catania, affiancandolo in avanti a Borriello e sacrificando capitan Totti alla panchina, sembrava aver portato subito i suoi frutti, con il gran gol del montenegrino dopo 17': partenza da metà campo, dribbling secco su Lucchini e diagonale a fulminare l'estremo difensore blucerchiato Curci. Un vantaggio giusto, legittimato dal buon possesso palla giallorosso del primo tempo, con un'unica ottima occasione per i padroni di casa sprecata da Marilungo a tu per tu con Julio Sergio. A riaprire una partita indirizzata su binari giallorossi ecco però ad inizio ripresa l'errore, primo e non ultimo della sua partita, del romanista Juan, subentrato a Mexes: il centrale, senza pressione addosso, serviva al suo portiere un retropassaggio cortissimo e lentissimo che si trasformava in un assist al bacio per il blucerchiato Palombo, steso in pieno area da Julio Sergio in un disperato tentativo di recupero. Espulsione inevitabile e rigore trasformato da Pozzi alle spalle del neo-entrato Doni. Da qui, inevitabilmente, cambiava l'inerzia della partita, con la Samp aggressiva ma imprecisa (con Pazzini, reduce dalla febbre, e l'esordiente Macheda in campo al posto di Marilungo e Pozzi) e la Roma costretta a difendersi, ma capace di creare qualche brivido in avanti sull'asse Vucinic-Borriello. Tutto questo fino al 38', secondo atto del ''Juan Horror Show'': incredibile la dormita del brasiliano davanti a Doni, con la difesa giallorossa ferma, e facile la zampata di Guberti per il vantaggio blucerchiato. Niente da fare per la Roma nel finale, nonostante la doppia espulsione dei centrali avversari Lucchini e Gastaldello, e l'ingresso nel finale di Totti.

CASA DOLCE CASA? -  Dopo il consueto ''antipasto'' dell'ora di pranzo, ecco quindi le portate principali della giornata, servite regolarmente alle 15. I primi tempi, in verità, fanno pensare ad un pasto piuttosto magro, magari in linea con la dieta post-natalizia, vista la penuria di gol nei primi 30' (uno solo, quello di Aquafresca al 22' nel vantaggio del Cagliari a Parma). Ad ingrossare il bottino negli ultimi quindici minuti ci pensano poi Diamanti (strepitoso nell'1-0 provvisorio del Brescia a Firenze), Ekdal, Di Natale, Muslera (sfortunatissimo - palla sul palo e poi contro la schiena del portiere laziale - nel vantaggio esterno del Lecce) e proprio in extremis Pato e Cordova. A guardare i risultati finali dei primi tempi spicca un curioso dato: pareggio del Milan a parte, nessuna delle squadre impegnate sul proprio terreno di gioco è stata capace di realizzare una rete nei primi 45'. Un dato parziale ma comunque indicativo di una giornata al di fuori di qualsiasi schema precompilato, soprattutto per gli scommettitori. Difficile per chiunque prevedere una Lazio sottotono e sotto nel punteggio contro un buon Lecce, abbonato però al mal di trasferta; altrettanto difficile immaginare il Brescia penultimo e in difficoltà sopra di 2 reti in casa della Fiorentina e a secco di vittorie in toscana da 41 anni; imponderabile anche lo 0-2 del Parma contro il Cagliari. Forse un po' meno impronosticabile il pareggio casalingo del Milan, incerottato a centrocampo, contro l'Udinese: negli ultimi anni la sfida tra i rossoneri e i friulani aveva sempre regalato parecchi gol. Anche se mai, nell'entità del punteggio, come quelli a destinati a vedersi nella ripresa.

SPETTACOLO PIROTECNICO - Sì, perchè nella ripresa, a San Siro e non solo succede di tutto: ad inaugurare la fiera dell'assurdo è Mauri al 2', che realizza in modo molto rocambolesco (e in probabile fuorigioco) il pareggio della Lazio su punizione battuta da Ledesma. All' 8' del match di San Siro ci pensa invece il cileno Sanchez a scuotere il campionato, con una zampata nell'area milanista in anticipo sullo sciagurato Bonera che finisce alle spalle di Amelia. L' 1-2 per l'Udinese accende definitivamente i fari anche sugli altri campi: l'Inter, dopo un primo tempo abulico a Catania, prova a scuotersi contro la formazione di Giampaolo, che però tiene bene il proprio terreno (una sola sconfitta interna nel 2010). Ma quando da Milano arriva la notizia del terzo gol dell'Udinese, firmato da Di Natale, Leonardo capisce che l'occasione per assottigliare il distacco dalla vetta è di quelle da non lasciarsi scappare e spedisce dentro Pandev al posto di Chivu. Ti aspetti il vantaggio nerazzurro e invece è il Catania  al 24' a passare: Castellazzi, provvidenziale ad inizio ripresa in un paio di occasioni su Maxi Lopez, respinge un altro tiro dell'argentino, che poi ci riprova e trova il salvataggio di Stankovic sulla linea; sulla respinta del serbo la cannonata dell'altro argentino Gomez è micidiale e si infila sotto la traversa. Milan sotto, Inter sotto e un minuto dopo pure Lazio sotto! Clamoroso il buco difensivo biancoceleste sull'assist di Munari che permette a Grossmuller, praticamente indisturbato, di battere in diagonale Muslera per il 2-1 leccese (che sarà il risultato finale). Tutto finito? Macchè, anzi! A Catania due inserimenti offensivi di Cambiasso ribaltano in 5' (tra il 29' e il 34') l'incontro a favore dell'Inter, mentre a Milano succede di tutto, con i rossoneri prima sul 2-3 al 33' grazie ad un clamoroso autogol di testa di Benatia su tiro di Pato e poi sul 3-3 grazie allo stesso ''Papero'' al 37'. Nel frattempo anche a Firenze succede l'inverosimile, con la formazione di Mihajlovic, fischiata e contestata, che trova la forza di ribaltare lo 0-2 negli ultimi 18' grazie ad un colpo di testa di Gilardino, ad una deviazione sottoporta di Santana e ad un destro preciso di Ljajic. Ma le ultime emozioni da crepacuore vengono ancora da Milan-Udinese: con Cassano in campo i rossoneri premono fortissimamente alla ricerca di un tanto fondamentale quanto sostanzialmente immeritato 4-3, ma a trovare il quarto gol a 1' dal 90' è invece in contropiede l'Udinese, con un guizzo da rapace d'area di rigore di Denis in anticipo sul solito inguardabile Bonera. Sembra fatta per i friulani, ma al 93' Ibrahimovic, servito da Cassano, fulmina per la quarta volta il povero Handanovic. 4-4! E c'è tempo per un ultimissimo brivido, con Abate che da buona posizione non sfrutta la palla del possibile e pazzesco 5-4.

Milan a quota 40, a +6 sulla Lazio, ma in caso di vittoria del Napoli nel posticipo i partenopei si porterebbero addirittura a -4 dalla vetta; in caso di vittoria della Juve il secondo posto andrebbe invece a favore dei bianconeri in coabitazione con la Lazio. In attesa dunque di ulteriori dosi di adrenalina ''fuori orario'', prendete una camomilla e rilassatevi. Lo spettacolo è appena cominciato.

 19° Giornata:


Sampdoria - Roma 2-1 (17' Vucinic (R), 58' Pozzi (rigore), 83' Guberti)

Bari - Bologna 0-2 (38' Ekdal, 69' Di Vaio)

Catania - Inter 1-2 (71' Gomez (C), 74'e 79' Cambiasso)


Cesena - Genoa 0-0

Chievo - Palermo 0-0


Fiorentina - Brescia 3-2 (30' Diamanti (B), 49' p.t. Cordova (B), 72' Gilardino, 86' Santana, 88' Ljajic)

Lazio - Lecce 1-2 (39' autogol Muslera, 51' Mauri (L), 72' Grossmuller)


Milan - Udinese 4-4 (35' Di Natale (U), 46' Pato, 53' Sanchez (U), 66' Di Natale (U), 78' autogol Benatia,  82' Pato, 89' Denis (U), 93' Ibrahimovic)

Parma - Cagliari 1-2 (22' Acquafresca, 31' Acquafresca, 54' Giovinco (P))

giovedì 6 gennaio 2011

Serie A, si riparte! Da Milano a Palermo, quanti ''botti'' per aprire il 2011

Il Principe e il ''Ranocchio'', l'ultima chance per Cassano, la prima da nerazzurro di Leonardo, le tensioni di Lecce e i primi rinforzi del calciomercato invernale già pronti a dire la loro con le nuove maglie. Come ogni Epifania la Befana porta con sè anche il turno inaugurale di Serie A del nuovo anno, in concomitanza o quasi con il giro di boa della stagione; raramente però come in questa prima giornata del 2011 gli spunti per rituffarsi nel campionato sono davvero molteplici, a partire dagli scossoni in casa delle due milanesi, con gli esordi di Ranocchia in campo e Leonardo in panchina sulla sponda interista nel big match contro il Napoli e la prima di Cassano in maglia rossonera (con il contemporaneo addio al Milan di Ronaldinho, destinato al Gremio) nella trasferta di Cagliari.

Poi tantissimi match di grido, dal derby dell'Appennino tra Bologna e Fiorentina a quello pugliese, preceduto da tensioni e polemiche, tra Lecce e Bari, fino ancora a quello del Nordest tra Udinese e Chievo; dallo scontro salvezza tra Brescia e Cesena al delicato impegno della Lazio a Marassi contro il Genoa  del vulcanico presidente Preziosi. Senza dimenticare la Juve, alla ricerca di tre punti fondamentali contro il Parma per restare in scia alle prime, la Roma, in serie positiva e attesa dall'impegno carico di veleni del passato contro il Catania, e il Palermo, in cerca di una vittoria per rimanere nei piani alti e smorzare le consuete tensioni tra Delio Rossi e Zamparini.

Insomma, mettetevi comodi e se siete presi dalla malinconia per la fine delle feste natalizie (o quasi, visto l'imminente weekend) godetevi un consolatorio pomeriggio di ottimo calcio.

JUVENTUS-PARMA (ORE 12.30)
Vincere è praticamente un obbligo per i bianconeri di Delneri dopo lo sfortunato pareggio esterno di fine anno contro il Chievo che ha chiuso una prima parte di stagione comunque positiva per il club di corso Galileo Ferraris. Brutte notizie invece da questo primo scorcio di inizio 2011 con l'ennesimo infortunio occorso, alla ripresa degli allenamenti, a Vincenzo Iaquinta, costretto a 20 giorni di stop. Delneri, se non altro, può contare sul recupero dei lungodegenti Amauri e Buffon, anche se solo il primo si accomoderà in panchina a disposizione del tecnico friulano nell'impegno di domani. In difesa, con Bonucci squalificato, favorita la soluzione con Legrottaglie centrale accanto a Chiellini e il giovane Sorensen largo a destra su quella che prevede il danese in mezzo e Motta esterno. Grosso favorito su Traorè invece a sinistra. A centrocampo Krasic è affaticato e dunque, almeno dall'inizio, toccherà a Pepe. con Marchisio sull'out opposto e la coppia Melo-Aquilani in mezzo. Davanti spazio a capitan Del Piero, un po' per scelta un po' per mancanza di alternative, accanto a Quagliarella.
Tra i ducali di Marino pronti all'esordio i tre nuovi acquisti, gli ex genoani Modesto e Palladino e lo spagnolo ex Aris Salonicco Toni Calvo, che partiranno comunque dalla panchina. In campo, davanti a Mirante, la coppia centrale Paci-Paletta (Lucarelli è squalificato) con Zaccardo a destra e Gobbi a sinistra. Spazio nel centrocampo a tre a Morrone, Dzemaili e Candreva (si rivede l'infortunato di lungo corso Galloppa in panca), in avanti senza Angelo spazio a Valiani insieme a Giovinco con Crespo in mezzo.

BOLOGNA-FIORENTINA (ORE 15)   
Derby dell'Appennino tra due squadre in questo momento agli antipodi, almeno dal punto di vista ambientale: se il Bologna può infatti tirare un sospiro di sollievo grazie alla nuova proprietà, a Firenze non si placano le contestazioni nei confronti dei Della Valle e della società, ora alle prese anche con la grana Mutu (il rumeno non si è presentato all'allenamento di rifinitura, rompendo quindi definitivamente con i viola e suggellando in pratica l'addio da Firenze). Mihajlovic non può quindi che cercare di contare sulle poche certezze del momento, tra le quali il ritorno di Gilardino, dichiarato incedibile dopo i rumors di mercato che lo davano vicino alla Juve, per cercare la prima vittoria esterna di questo campionato. Pochi problemi invece per Malesani, che schiererà la formazione tipo con Viviano tra i pali, Moras-Portanova-Britos-Rubin da destra a sinistra in difesa, il trio di centrocampo Della Rocca-Mudingayi-Ekdal e ''El Pipita'' Ramirez sulla trequarti dietro al duo offensivo Gimenez-Di Vaio (Meggiorini e Perez sono indisponibili).
Tra i viola, ''Il Gila'' di punta sarà supportato da Cerci, Ljajic e Marchionni (Vargas è infortunato, Santana in panchina) con Montolivo e D'Agostino davanti al quartetto di difesa Comotto-Gamberini-Kroldrup-Pasqual. Tra i pali ce la fa Boruc. Tra gli assenti, lo squalificato Donadel si aggiunge agli indisponibili di lunga data Jovetic, Frey e Natali.

BRESCIA-CESENA (ORE 15)
Al Rigamonti va in scena una sfida salvezza di primo piano, che vedrà opposte due squadre entrambe penultime a pari punti e alla ricerca disperata di un successo pesante, in attesa poi di quelli che saranno i rinforzi che verranno dal mercato. E alla voce ''nuovi acquisti'' da segnalare la prima con la maglia biancoblu di Davide Lanzafame, preso in prestito dalla Juventus, e la prima con quella bianconera di Sammarco, regalato dal presidente Campedelli al suo allenatore Ficcadenti, che dopo il successo contro il Cagliari nell'ultima giornata del 2010 sperano di aver definitivamente interrotto il trend negativo delle ultime giornate.
Nel Brescia fuori per infortunio il finlandese Hetemaj e il greco Kone, che lasceranno campo libero all'ungherese Vass e al 37enne Antonio Filippini al centro del campo insieme a Budel. Invariate invece la difesa (Mareco e Bega al centro, Zebina e Martinez esterni davanti a Sereni) e l'attacco (Diamanti dietro a Eder e all'uomo-mercato Caracciolo).
Nel Cesena rischia di pesare l'assenza del giapponesino Nagatomo, impegnato con la sua nazionale nella Coppa d'Asia: il compito non facile di non farlo rimpiangere sull'out di sinistra toccherà a Lauro, con Ceccarelli a destra e la coppia Pellegrino-Von Bergen come di consueto al centro. A centrocampo piena conferma per il trio visto contro il Cagliari, ovvero quello formato da Caserta, Colucci e Parolo. In attacco un altro trio super collaudato, con Jimenez e Giaccherini a supporto dell'ariete Bogdani.

CAGLIARI-MILAN (ORE 15)
La rincorsa rossonera al tricolore 2010-2011 riparte dal Sant'Elia di Cagliari e da una vecchia e celebre conoscenza del Diavolo, ovvero l'allenatore dei sardi Roberto Donadoni. La marcia milanista riparte soprattutto con un Ibra (anche se solo per squalifica) e un Ronaldinho (questo sì definitivamente) in meno e un Cassano in più. Quella che Max Allegri ha definito ''l'ultima chance della carriera'' per il bizzoso talento di Bari Vecchia comincerà, almeno per questo match, dalla panchina. L'allenatore rossonero è infatti intenzionato a schierare dall'inizio la coppia d'attacco formata da Pato (al rientro) e Robinho con Seedorf a supporto; i problemi maggiori vengono pero dall'ecatombe di infortuni a centrocampo (out Pirlo, Flamini e Boateng) che costringerà Allegri ad affiancare a Gattuso e Ambrosini il giovane sierraleonese Strasser, già protagonista di un buon pre-campionato. In difesa problemi fisici da valutare per Nesta, che lascerà a Bonera il posto accanto a Thiago Silva, mentre sugli esterni ci saranno Abate e Antonini (Zambrotta da valutare, ma l'operazione al menisco è inevitabile). Abbiati in porta.
Tra i rossoblù sardi nessun dubbio invece per Donadoni, che può contare su tutti gli effettivi ad eccezione del fuori rosa Marchetti e del bielorusso Sivakov. Già deciso quindi l'11 di partenza con Agazzi in porta, Pisano-Canini-Astori-Agostini in difesa, Biondini-Conti-Nainggolan a centrocampo e Cossu dietro alla coppia Matri-Nenè.

GENOA-LAZIO (ORE 15)
Venti di tempesta in casa Genoa nei giorni che hanno preceduto il confronto contro la Lazio di Reja, alla ricerca di altri tre punti importantissimi con un orecchio teso, perchè no, al match di Cagliari. Le acque in casa rossoblù le ha agitate il presidente Preziosi con le sue discutibili ''pagelle'' alla squadra dopo l'inizio di stagione (tra i cui voti spicca il 3 rifilato a Luca Toni) che hanno provocato non pochi e giustificati malumori. Perso Ranocchia e in attesa, forse, di qualche stravolgimento nella rosa in puro stile del patron, il Genoa e Ballardini ripartono proprio dall'attaccante campione del mondo e dall'ungherese Rudolf, che formeranno la coppia d'attacco con lo scopo di scardinare la difesa della seconda in classifica. A centrocampo solo panchina per Veloso e Kharja, che lasceranno spazio all'esperto duo tutto italiano Milanetto-Marco Rossi supportato sugli esterni dal brasiliano Rafinha a destra e da Mimmo Criscito a sinistra. In difesa davanti a Eduardo, con Kaladze, Dainelli e Moretti sicuri del posto, si giocano una maglia sull'out destro Mesto e lo spagnolo Chico.
In casa Lazio qualche dubbio per Reja solo a proposito del modulo: meglio il 4-2-3-1 con Floccari unica punta e Zarate esterno offensivo sulla linea di Mauri e Hernanes oppure il più classico 4-3-1-2 con il ''Profeta'' unico trequartista dietro al numero 10 argentino e all'ex punta dell'Atalanta? Alla fine il tecnico friulano dovrebbe optare per la prima soluzione, con un Ledesma e Brocchi a fare da filtro davanti alla solita difesa, con Biava e Dias centrali e Lichtsteiner e Radu larghi.

LECCE-BARI (ORE 15)
Il delicato derby-salvezza di Puglia tra il Lecce di De Canio (squalificato per un turno) penultimo con Cesena e Brescia e il Bari di Ventura, da solo in fondo alla classifica ma finalmente arricchito dai primi rinforzi di mercato, si preannuncia elettrico, ma ci si augura solo dal punto di vista agonistico dopo il dietrofront dell'Osservatorio del Viminale sulla sicurezza (inizialmente si era deciso di far disputare la partita a porte chiuse, per poi concordare sull'ingresso dei soli tifosi dotati di tessera). 
Tra i giallorossi padroni di casa si rivedrà, almeno all'inizio in panchina, l'uruguagio Chevanton al rientro dalle tre giornate di squalifica. In campo invece spazio ad un prudente 4-1-4-1 con Donati, Fabiano, Gustavo e Mesbah davanti a Rosati, Giacomazzi davanti alla difesa e il quartetto italo-sudamericano Olivera-Vives-Piatti-Munari alle spalle del nigeriano Ofere (niente da fare per Di Michele, acciaccato, e per Corvia, che voci di mercato danno vicino all'Atalanta).
Tra gli ospiti biancorossi invece scalpitano i nuovi arrivati, il difensore polacco Glik dal Palermo e l'ex romanista Okaka, che però almeno inizialmente dovrebbero trovare posto solo in panchina. Ventura sembra infatti orientato a scegliere Rinaldi come compagno di Belmonte al centro della difesa davanti a Gillet, con Andrea Masiello e Raggi esterni; a centrocampo spazio ai polmoni di Alvarez e Rivas sulle fasce, con Donati e Gazzi al centro; davanti la coppia Caputo-Kutuzov.

PALERMO-SAMPDORIA (ORE 15)
Come per la Genova rossoblù, anche la Palermo rosanera può contare sul sempre vulcanico presidente Zamparini, uno che non le ha mai mandate a dire al proprio allenatore, neanche quando la squadra occupa, come in questo momento, una posizione di classifica decisamente buona. All'incontentabile presidente rosanero e, ovviamente, ai tifosi mister Delio Rossi cercherà di regalare un successo non semplicissimo sulla carta contro la Sampdoria di Di Carlo dopo il mezzo passo falso di fine anno a Bari.
Tra i rosanero le carte sono state rimescolate dal brutto infortunio al cileno Pinilla, che in qualche modo ha riaperto le porte alla permanenza in Sicilia di ''Big Mac'' Maccarone, dato per sicuro partente dopo un inizio di stagione quasi ai margini della squadra. Visto lo stato di forma ancora poco brillante di Miccoli sarà proprio l'ex attaccante di Siena e Middlesbrough a giocarsi la maglia da unica punta con il ''Romario del Salento'' davanti al duo fantasia Pastore-Ilicic. Per il resto formazione confermatissima con Sirigu in porta, Cassani-Bovo-Goian-Balzaretti in difesa e il trio Migliaccio-Bacinovic-Nocerino in mezzo al campo. Prima in panchina per i due nuovi acquisti sloveni, Andelkovic e Kurtic.
Nella Samp del dopo Cassano, aspettando l'arrivo di Macheda, qualche dubbio per Di Carlo solo a centrocampo, con Koman e Tissone in pole su Mannini e Poli per una maglia sulla linea di Palombo e Guberti. In difesa davanti a Curci spazio alla consueta linea arretrata Zauri-Gastaldello-Lucchini-Ziegler, in avanti Pazzini farà coppia con Marilungo.

ROMA-CATANIA (ORE 15)
La Roma formato scudetto (guardando l'ottimo rendimento di fine 2010, suggellato dalla vittoria a San Siro contro il Milan) si rituffa verso l'obiettivo rimonta ripartendo dal confronto dell'Olimpico contro l'incostante Catania di Giampaolo, tanto insuperabile tra le mura amiche (una sola sconfitta in tutto il 2010) quando molle in trasferta (solo 3 punti, frutto di altrettanti pareggi, raccolti in 8 partite). 
Tra i giallorossi, privi degli infortunati Lobont e Pizarro, mancherà anche Adriano, in ritardo di condizione. Davanti spazio dunque a Totti e Borriello con Menez a supporto (Vucinic in panchina) e solito centrocampo grintoso e muscolare con De Rossi, Simplicio e Perrotta. In difesa, davanti al rientrante Julio Sergio, il solito quartetto composto da Cassetti, Juan, Mexes e Riise. 
Nel Catania, privo di Ricchiuti, Spolli, Izco, Biagianti e Morimoto (oltre a Terlizzi, ad un passo dall'addio), è Antenucci il compagno d'attacco designato accanto all'argentino Maxi Lopez, con Mascara che si riaffaccia dalla panchina. A centrocampo più che probabile l'impiego di Carboni e Martinho insieme a Sciacca e Pesce, con l'argentino Ledesma destinato a subentrare. A proteggere Andujar ci penseranno Bellusci e Silvestre al centro e Alvarez e Capuano ai lati.

UDINESE-CHIEVO (ORE 15)
Il derby del Nordest al ''Friuli'' vedrà di fronte due squadre in buona salute e in buona situazione di classifica: il 2010 per Udinese e Chievo si è infatti chiuso, rispettivamente, con una sconfitta all'ultimo secondo (favorita da un paio di grossolani errori arbitrali) contro la Lazio all'Olimpico e con un prezioso pareggio casalingo contro la Juventus. Guidolin e Pioli possono così iniziare il 2011 con buone basi e qualche notizia confortante, soprattutto tra i veronesi che ritrovano dopo gli infortuni il francesi Thereau e l'uruguagio Bogliacino.
Nel 3-4-1-2 dei padroni di casa dovrebbe trovare posto finalmente da titolare l'argentino Denis accanto a capitan Di Natale, con Sanchez nell'inedito ruolo di trequartista e il quartetto di centrocampo formato da Isla, Pinzi, Inler e Armero (panchina dunque per Asamoah). In difesa, senza lo squalificato Benatia, giocheranno Coda, Zapata e Domizzi davanti a Handanovic.
Nel Chievo, rispetto a quanto visto contro la Juve a dicembre, una sola novità: Jokic sull'out di sinistra in difesa al posto di Mantovani. Per il resto formazione già fatta con Sorrentino tra i pali, Sardo-Andreolli-Cesar-Jokic in difesa, Fernandes-Rigoni-Marcolini a centrocampo e Constant alle spalle dell'esperto duo Pellissier-Moscardelli.

INTER-NAPOLI (ORE 20.45)
A chiudere con i fuochi d'artificio l'Epifania nonchè la 18° Giornata di A sarà il supermatch serale di San Siro tra la nuova Inter di Leonardo e il ''vecchio'' Napoli di Mazzarri, saldamente secondo a tre punti dal Milan e alla ricerca del colpaccio anche in vista di un altro test del fuoco, ovvero il prossimo match casalingo contro la Juve.
Una partita che si annuncia combattuta e densa di curiosità: grande l'attesa per vedere all'opera la squadra fresca campione del mondo, passata in pochissimi giorni da Benitez e dal trionfo di Abu Dhabi a Leonardo e all'obiettivo scudetto, con un Ranocchia in più al centro della difesa accanto a Lucio e con un ''Principe'' Milito al rientro in campionato e chiamato ad essere nuovamente decisivo, vista anche l'assenza dello squalificato Eto'o. Dall'altra parte i partenopei del ''sergente Mazzarri'' ritroveranno il ''Pocho'' Lavezzi all'interno della collaudatissima formazione (in pratica sempre la stessa) che fin qui ha prodotto l'incredibile avvio di stagione.
Con l'avvento di Leonardo e vista l'assenza di Sneijder, fuori fino a febbraio, il neo-tecnico nerazzurro dovrebbe optare per un 4-3-1-2 con Stankovic dietro alla coppia Pandev-Milito e il trio Zanetti-Cambiasso-Thiago Motta a centrocampo. In difesa rischia di pesare l'assenza di Julio Cesar, alle prese con l'ennesimo infortunio che lo terrà fuori un altro mese; spazio dunque ancora a Castellazzi, protetto da Ranocchia e Lucio al centro con Maicon e Chivu sugli esterni.
Nel Napoli davanti a De Sanctis giocheranno Grava (favorito su Campagnaro), Cannavaro e Aronica; a centrocampo Maggio sull'out di destra e Dossena su quello di sinistra con Gargano e Pazienza in mezzo; davanti Hamsik al solito a supporto di Lavezzi e Cavani.

mercoledì 22 dicembre 2010

CASSANO, E' FATTA: MA BERLUSCONI FRENA

L'ACCORDO: TRE ANNI DI CONTRATTO, PAGAMENTO AL REAL.

Fantantonio è del Milan: l'accordo tra la società rossonera, il calciatore, la Sampdoria e il Real Madrid è stato raggiunto e Cassano si legherà al club di via Turati fino al 2014. Non si conoscono ancora i dettagli economici, o meglio, non sono ancora stati ufficializzati: a quanto pare è stato il Milan a versare i 5 milioni di € al Real e non la Sampdoria, che di fatto si libera gratuitamente del giocatore, da settimane fuori squadra a causa del duro scontro con il presidente Garrone.


BERLUSCONI: "METTO I SOLDI, MA NON CONTO NULLA"

L'acquisto dell'attaccante barese sembra essere un regalo di Natale per Allegri, ma non ha entusiasmato il presidente Berlusconi che ha congelato il nuovo arrivato con una dichiarazione rimbalzata su più agenzie: "Sono presidente del Milan, sono presidente onorario del Milan nel senso che i soldi ce li metto io ma non conto nulla. Io non sono capace di comandare, ma qualche volta riesco a convincere".

E LA SERENITA' DELLO SPOGLIATOIO?

Poca felicità, insomma. E i dubbi sembrano legittimi: un problema in più per lo spogliatoio rossonero, già ricco di caratteri "forti" come quello di Ibrahimovic? Strano che una Società come il Milan abbia già dimenticato le famose "cassanate" e non tema possibili ripercussioni: certo, Cassano non è uno sfascia gruppo, ma in circa dieci anni l'ex 99 della Samp non ha dimostrato alcun progresso dal punto di vista disciplinare. Un doppio lavoro per Allegri che lo dovrà riabilitare al campo e al carattere.

OK, MA IN QUALE RUOLO?

Allegri avrebbe preferito una punta centrale: Inzaghi rimarrà a lungo fermo, Pato non dà garanzie a causa dei continui problemi muscolari. Il solo Ibra non basta. E allora dove giocherà Cassano che tutto è meno che un attaccante centrale? Potrebbe fare la seconda punta o al massimo il vice Robinho ma non troverebbe spazio in una posizione più arretrata dove c'è già concorrenza tra l'ottimo Boateng e il vecchio guerriero Seedorf. Per non parlare di Ronaldinho che non ha alcuna intenzione di lasciare il Milan. Quindi? Cassano è un altro giocatore clone, tra l'altro in ritardo di condizione. Sarà un buon acquisto? Con queste premesse, sembra proprio di no. Ma il campo, come sempre, darà il suo verdetto.

martedì 21 dicembre 2010

Bologna sorride: finalmente i nuovi acquirenti!

Il Bologna può respirare, ma non con una bombola d'ossigeno bensì con nuovi polmoni: quelli della nuova Società capitanata da Consorte e dal re del caffè Massimo Zanetti. Si è risolta nel migliore dei modi una vicenda tormentata, che ha visto coinvolto il club emiliano in un'odissea fatta di penalizzazioni, stipendi non pagati e messa in mora della Società da parte dei giocatori. Le promesse dell'ormai ex presidente Porcedda, contestatissimo dai tifosi rossoblu per la sciagurata gestione del team, si sono rivelate vuote e così l'imprenditore sardo ha raggiunto l'accordo con i nuovi proprietari per il bene di tutti.

Malesani e Di Vaio potranno tirare finalmente un sospiro di sollievo anche se, ed è bene sottolinearlo, nonostante le difficoltà degli ultimi mesi, la squadra in campo ha sempre dimostrato carattere e attaccamento ai propri colori e i 20 punti in classifica ne sono la prova.

Nessuna nota stonata quindi, anche perchè il presidente onorario sarà un tifoso doc: Gianni Morandi. E lui di intonazione se ne indende...

lunedì 20 dicembre 2010

PELLISSIER, FINO ALL'ULTIMO. CAVANI: INCREDIBILE! DERBY DI GENOVA, FUORI DALLO STADIO

Mentre l'Inter si porta a casa il Trofeo Intercontinentale, volando sul tetto del mondo con un allenatore prossimo all'addio, il Milan si ferma contro la Roma e vede ridursi a tre punti il distacco dalle indomabili Lazio e Napoli: la squadra di Reja vince sul finale proprio come fece la Juve la settimana prima proprio con i capitolini, ma porta con sè diverse polemiche dentro e fuori dal campo legate alla posizione del tecnico con alcuni giocatori. Il Napoli continua a risolvere le partite a tempo quasi scaduto, e se questa non è fortuna, è merito di un gruppo che non molla mai. Sembrava fatta per la Juventus, che ha dovuto arrendersi al Chievo e all'idea di ridurre il gap con la vetta; il Palermo, nonostante la superiorità numerica, pareggia con il fanalino Bari e manda su tutte le furie Zamparini. Ritorna al successo il Catania che al Massimino batte il Brescia.

IL PERSONAGGIO: SERGIO PELLISSIER

Come detto, le partite finiscono soltanto con il triplice fischio dell'arbitro e Sergio Pellissier ne è consapevole: cinico e lottatore, riesce a fare riacciuffare il pareggio contro la Juventus, prendendosi i meriti di tutta la squadra. L'attaccante clivense continua ad esprimersi ad alti livelli e in molti si chiedono come mai nessun team di vertice lo abbia mai voluto ingaggiare: per fortuna del Chievo.

IL GOAL: EDINSON CAVANI IN NAPOLI-LECCE

Il Napoli si sta abituando a vincere nei minuti di recupero e i cardiologi della città stanno facendo affari d'oro a causa dei batticuore improvvisi che arrivano quasi ogni domenica dal San Paolo: questa volta, il trascinatore è Cavani, autore di una rete da sogno. L'uruguaiano inizia un dribbling devastante da circa 40 metri per poi avvicinarsi all'area di rigore avversaria: poi esplode una cannonata micidiale imprendibile per il portiere salentino.


LA CURIOSITA': IL DERBY DELLA LANTERNA, TRA PREFETTURA E COMUNE

Nello storico derby della Lanterna, Sampdoria e Genoa non sono potute scendere in campo a causa della neve: gara rinviata e tutti scontenti. La domanda è la solita: si poteva evitare? O almeno sistemare lo stadio Ferraris per tempo? Forse sì, forse no. E'nato infatti un derby parallelo sulle responsabilità tra la Prefettura ed il Comune della città ligure: la prima aveva dato l'ok per potere giocare. Il secondo non era convinto dell'incolumità del pubblico all'uscita dello stadio. Chi vincerà? Quando si è divisi, l'unico risultato certo è il pareggio. Per lo score sportivo, aspettiamo il recupero della gara sul campo.

lunedì 13 dicembre 2010

A TUTTO NENE', IL CAGLIARI VOLA. SPETTACOLO ARMERO. OCCHIO ALLE MAGLIETTE!

Orfana dell'Inter impegnata ad Abu Dhabi nel torneo intercontinentale, la Serie A ha offerto ancora una volta lo spettacolo del Milan, che a più sei sulle tre seconde, ha praticamente collaudato le prove di fuga: la squadra di Allegri brilla insieme ai nuovi prezzi pregiati, con Ibrahimovic goleador e assist man ed il duo Boateng - Robinho decisivi nella partita contro il Bologna. La Juventus strappa alla Lazio una vittoria di carattere a tempo quasi scaduto e lo fa con il suo giocatore più rappresentativo, Milos Krasic, cinico, guerriero e fortunato al punto a giusto. Ora i bianconeri, che raggiungono proprio la Lazio e si affiancano al super Napoli di Mazzarri, guardano il Milan con meno paura. La Roma non sbaglia contro il Bari e l'Udinese rialza la testa ai danni della Fiorentina. In coda, risorge il Lecce con tre schiaffi al Chievo.

IL PERSONAGGIO: Anderson Miguel Da Silva o più semplicemente "NENE'"

Fino a poche settimane fa, i critici e i tifosi sardi non erano in grado di dare un giudizio sull'attaccante brasiliano, tanto voluto da Cellino, quanto incostante nella sua precedente stagione al Sant'Elia. Ma con la tripletta di ieri al Catania, Nenè si è rivelato l'arma vincente del Cagliari: il giocatore ora sogna la nazionale verdeoro; eccesso di fantasia? Per ora si è conquistato un posto da titolare nel team di Donadoni.

IL GOAL: PABLO ARMERO IN UDINESE FIORENTINA

Potrebbe essere l'ennesimo talento trapiantato in Friuli grazie alla filosofia del "compro a uno, rivendo a dieci": Pablo Armero sta tirando fuori tutte le sue qualità, e la perla realizzata contro la Fiorentina ne è una prova. Un siluro da 40 metri si infila alle spalle dell'estremo difensore viola Avramov: il goal è semplicemente spettacolare. Niente male per un terzino.

LA CURIOSITA': IL CAMBIO D'ABITO DELLA TERNA

Nel secondo tempo di Juventus - Lazio, la terna arbitrale è stata costretta a cambiare la maglia perchè troppo simile all'insolita casacca da trasferta usata dagli ospiti. Dal tradizionale nero, Tagliavento e i suoi assistenti sono passato al giallo fluorescente. Possibile che negli spogliatoi, prima del fischio d'inizio, nessuno se ne fosse accorto?

domenica 12 dicembre 2010

16° Giornata: le ultimissime dai campi

BRESCIA-SAMPDORIA (ore 15)
Brescia: Beretta, all'esordio sulla panchina delle rondinelle, sembra aver risolto i suoi dubbi sul tridente da schierare in avanti: con Caracciolo fuori per problemi fisici, accanto a Possanzini punta centrale spazio a Diamanti e al brasiliano Eder, vincitore nel ballottaggio con il greco Konè. In difesa ci sarà lo svizzero Daprela a sinistra al posto dello squalificato Martinez, al centro Bega è in vantaggio su Mareco per una maglia accanto a Zebina. Probabile formazione (4-3-3): Sereni; Zambelli, Bega, Zebina, Daprela; Baiocco, Cordova, Hetemaj; Diamanti, Possanzini, Eder. (Arcari, Berardi, Dallamano, Mareco, Vass, Budel, Konè).
Sampdoria: Pochi dubbi per Di Carlo, che ha dato chiari segnali di preferire Marilungo a Pozzi come partner d'attacco di Pazzini. In difesa, senza Gastaldello e Zauri, scelte quasi obbligate per Cacciatore a destra e Volta al centro. Probabile formazione (4-4-2): Curci; Cacciatore, Volta, Lucchini, Ziegler; Koman, Palombo, Tissone, Guberti; Pazzini, Marilungo. (Da Costa, Rossini, Accardi, Dessena, Mannini, Poli, Pozzi).


CAGLIARI-CATANIA (ore 15)
Cagliari: Piccoli problemi in difesa per Donadoni, a causa dell'assenza dello squalificato Astori e dell'infortunato Laner. Più che probabile quindi l'accentramento di Ariaudo accanto a Canini con Perico sull'out di destra. A centrocampo il belga Nainggolan è ormai inamovibile nel terzetto di metacampo con Conti e Lazzari, in avanti, al solito, Cossu dietro le due punte Nenè e Matri. Probabile formazione (4-3-1-2): Agazzi; Perico, Canini, Ariaudo, Agostini; Nainggolan, Conti, Lazzari; Cossu; Nenè, Matri. (Pelizzoli, Biasi, Pisano, Pinardi, Biondini, Biondini, Acquafresca, Ragatzu).
Catania: Ecatombe di infortuni per Giampaolo, soprattutto in difesa (Augustyn, Bellusci, Spolli, Pablo Alvarez) ma pesano anche le assenze di Biagianti a centrocampo e Mascara in avanti, oltre al lungodegente Llama. Tra le poche buone notizie per il tecnico dei siciliani c'è il rientro del bomber Maxi Lopez, affiancato in avanti dal giapponese Morimoto. Gomez e Ricchiuti per una maglia da registi, ma il primo parte nettamente favorito. Carboni a centrocampo al posto di Biagianti. Probabile formazione (4-3-1-2): Andujar; Potenza, Silvestre, Terlizzi, Capuano; Ledesma, Carboni, Martinho; Gomez; Morimoto, Maxi Lopez. (Campagnolo, Marchese, Delvecchio, Ricchiuti, Izco, Sciacca, Antenucci).


LECCE-CHIEVO (ore 15)
Lecce: Partita delicatissima per il futuro del tecnico De Canio sulla panchina dei pugliesi; l'allenatore dei giallorossi sembra orientato a confermare l'11 visto una settimana fa al ''Via Del Mare'' contro il Genoa, nonostante la sconfitta, con la sola eccezione dell'argentino Piatti al posto dell'algerino Mesbah a centrocampo, con l'uruguagio Olivera arretrato sulla linea mediana. In attacco il nigeriano Ofere sarà supportato da Piatti e Di Michele, anche viste le assenze degli squalificati Corvia e Chevanton. Probabile formazione (4-3-2-1): Rosati; Donati, Gustavo, Fabiano, Brivio; Munari, Giacomazzi, Olivera; Piatti, Di Michele, Ofere. (Benassi, Sini, Rispoli, Mesbah, Vives, Grossmuller, Jeda).
Chievo: Senza Marcolini squalificato e Luciano infortunato, Pioli dovrebbe optare per l'uruguagio Bogliacino sulla linea di Fernandes e Rigoni, con il confermatissimo Constant chiamato a creare rinfornimenti per il duo Pellissier-Moscardelli. In difesa probabile turnover tra Mandelli e Cesar, con l'italiano in campo dall'inizio e il centrale sloveno, a segno in settimana nel recupero contro il Bologna, inizialmente in panchina. Probabile formazione (4-3-1-2): Sorrentino; Frey, Andreolli, Mandelli, Mantovani; Fernandes, Rigoni, Bogliacino; Constant; Pellissier, Moscardelli. (Squizzi, Sardo, Cesar, Guana, Bentivoglio, De Paula, Granoche).


ROMA-BARI (ore 15)
Roma: Ranieri recupera in extremis Simplicio, azzoppato da Mexes nell'allenamento di ieri, che va dunque almeno in panchina. Niente da fare invece per Vucinic e Julio Sergio, entrambi alle prese con problemi muscolari: dentro quindi Lobont tra i pali e capitan Totti in avanti accanto al bomber Borriello. A centrocampo con De Rossi fuori per squalifica e Perrotta affaticato tornano Pizarro e Taddei. In panchina, tra gli altri, si rivede Riise. Probabile formazione (4-3-1-2): Lobont; Cassetti, Mexes, Juan, Castellini; Brighi, Pizarro, Taddei; Menez; Totti, Borriello. (Doni, N. Burdisso, Riise, Cicinho, Greco, Simplicio, Okaka).
Bari: Piove sul bagnato per i pugliesi di Ventura, che all'ultimo devono rinunciare per problemi muscolari anche ad Almiron. L'argentino si aggiunge ad una lista di infortunati drammaticamente lunghissima (Barreto, Alvarez, Ghezzal, Castillo, S. Masiello, Kutuzov, Belmonte, Parisi - oltre allo squalificato Rossi). Nessuna, o quasi, possibilità di scelta quindi per il tecnico ligure, che in avanti conferma il 19enne Rana unica punta, con D'Alessandro, scuola Roma, e Rivas a supporto. In panchina cinque primavera. Probabile formazione (4-3-2-1): Gillet; Galasso, Rinaldi, A. Masiello, Raggi; Donati, Gazzi, Pulzetti; D'Alessandro, Rivas; Rana. (Padelli, Monopoli, Romero, Strambelli, Cilfone, Crimi, Caputo).


JUVENTUS-LAZIO (ore 20.45)
Juventus:
Delneri ha sciolto tutti i suoi dubbi: salvo novità dell'ultimissima ora, legati a problemi fisici di qualche giocatore durante il riscaldamento, la formazione è fatta, con il rientro di Motta sull'out di destra in difesa al posto del giovane Sorensen e con Aquilani a centrocampo accanto a Felipe Melo con lo spostamento a sinistra di Marchisio; solo panchina dunque per Simone Pepe, nonostante i due gol consecutivi contro Fiorentina e Catania. In avanti sarà Iaquinta il partner dall'inizio del confermatissimo Quagliarella, con capitan Del Piero in panchina. Tramonta anche la candidatura del ceco Grygera per una maglia da titolare in difesa ,almeno dall'inizio; il terzino, al rientro dall'infortunio, partirà dalla panchina assieme all'altro rientrante Legrottaglie. Probabile formazione (4-4-2): Storari; Motta, Bonucci, Chiellini, Grosso; Krasic, Felipe Melo, Aquilani, Marchisio; Iaquinta, Quagliarella. (Manninger, Legrottaglie, Sorensen, Grygera, Sissoko, Pepe, Del Piero).
Lazio
: Senza lo squalificato Radu e complice l'infortunio dello spagnolo Garrido, Reja concederà una chance importantissima al giovane terzino Cavanda in difesa sull'out di sinistra, senza spostare quindi Diakitè sulla fascia come preannunciato in un primo momento. Per il resto il tecnico goriziano confermerà la formazione autrice dell'ottima prestazione contro l'Inter di 9 giorni fa, con Brocchi e Matuzalem a centrocampo (Ledesma in panchina) e il trio Mauri-Hernanes-Zarate a supporto del terminale offensivo Floccari. Probabile formazione (4-2-3-1): Muslera; Lichtsteiner, Biava, Dias, Cavanda; Brocchi, Matuzalem; Mauri, Hernanes, Zarate; Floccari. (Berni, Diakitè, Ledesma, Bresciano, Del Nero, Rocchi, Kozak).


INTER-CESENA (rinviata al 19 gennaio)

sabato 11 dicembre 2010

Via alla 16° Giornata: si parte a Udine e Palermo, stasera spettacolo con Genoa e Napoli

Dal profondo nord-est al profondo sud-ovest, dalla gelida Udine alla quasi estiva Palermo, passando per la temperata Genova: tutto pronto per i tre anticipi della 16° giornata di Serie A, turno del quale fa parte anche il match Inter-Cesena (rinviato al 19 gennaio per l'impegno dei nerazzurri nel Mondiale per Club) e che vedrà il suo clou domani sera con l'attesissimo scontro tra Juventus e Lazio, destinato con ogni probabilità a stabilire la vera antagonista numero 1 della capolista Milan nella corsa allo scudetto.

In attesa dei fuochi d'artificio dall'Olimpico di Torino, già gli anticipi di oggi sembrano in grado di regalare gol e indicazioni importanti per l'andamento del campionato.
Si parte alle 18 con lo scontro al ''Friuli'' tra Udinese e Fiorentina e in contemporanea quello al ''Barbera'' tra Palermo e Parma. Per entrambe le squadre impegnate tra le mura amiche si tratta di occasioni importanti per ritrovare il sorriso, e quindi la vittoria, dopo le beffe dell'ultimo turno subite rispettivamente da Parma e Napoli.

Il compito più arduo sembra quello a cui sono attesi i bianconeri friulani, che troveranno sulla loro strada la squadra di Mihajlovic ancora priva di Gilardino ma tonificata dai tre risultati utili consecutivi, in particolare il pareggio esterno con la Juventus e la vittoria al ''Franchi'' contro il Cagliari. Per confermare il trend positivo dei viola il tecnico serbo si affiderà ancora una volta al ritrovato Mutu, a segno domenica scorsa e in crescita dopo un 2010 da dimenticare, unico terminale offensivo con il talentino Ljajic a supporto e Santana e Cerci esterni avanzati (panchina per Vargas, non al meglio). Al centro della difesa ci sarà Kroldrup, vincitore del ballottaggio sul giovane Camporese, accanto a Gamberini. Tra i friulani invece Guidolin recuperà il cileno Sanchez, che dunque comporrà il tridente offensivo bianconero accanto a un Di Natale nuovamente in versione trascinatore e al colombiano Armero, preferito a sorpresa a Floro Flores. Altra novità per i padroni di casa sarà l'inedito trio difensivo Benatia-Coda-Zapata, a causa della squalifica di Domizzi.

A Palermo invece si attende la rinascita dell'armata rosanero di Delio Rossi dopo il clamoroso k.o. in extremis a Napoli. A spegnere i propositi di rilancio dei siciliani ci proverà il ''Forever Young'' Hernan Crespo, coadiuvato dal suo assist man preferito, il brasiliano Angelo, a destra, e dalla ''Formica Atomica'' Giovinco a sinistra. A centrocampo spazio a Morrone per lo squalificato Valiani, in difesa panchina per Antonelli con Gobbi a sinistra e Lucarelli-Paletta designati come due difensivo. A forzare il reparto arretrato ducale ci proverà il solito trio fantasia dei padroni di casa, con Ilicic e Pastore a fare da raccordo tra il trio di centrocampo Bacinovic (al rientro dopo la squalifica) - Rigoni (all'esordio da titolare in A e in probabile partenza a gennaio) - Nocerino. In difesa Bovo terzino destro al posto dello squalificato Cassani, in panchina scalpita Pinilla come alternativa ad uno dei tre là davanti.

L'anticipo clou è però sicuramente quelle delle 20.45 a ''Marassi'', dove il Napoli tenterà di rimanere agganciato al terzo posto, magari sperando in un pareggio ''politico'' tra Juve e Lazio, cercando il successo contro un Genoa che sembra rinvigorito dalla cura Ballardini. L'ostacolo più grosso per gli uomini di Mazzarri sarà sopperire all'assenza dell'infortunato Lavezzi, assoluta novità per i partenopei da inizio stagione e che costringerà il tecnico livornese a schierare l'inedito duo Hamsik-Zuniga alle spalle del bomber Cavani, unica punta. Per il resto si dovrebbero rivedere gli stessi uomini del confronto contro il Palermo, con Campagnaro favorito nel ballottaggio con Santacroce per il posto da centrale difensivo accanto a Cannavaro. Molti invece i dubbi per Ballardini, che dovrebbe confermare a centrocampo Milanetto e Veloso con Rossi favorito su Rafinha per completare il trio di metacampo. In avanti Palladino parte nettamente favorito su Destro e Rudolf come spalla di Toni. In difesa, con Kaladze ai box, scelta obbligata per Dainelli accanto all'inamovabile Ranocchia. Fuori per problemi fisici anche Palacio e Sculli, che salvo miracoli salteranno anche il derby di domenica prossima contro la Sampdoria.

giovedì 9 dicembre 2010

Pallone d'Oro, il Barça fa triplete: vince Iniesta, Sneijder giù dal podio. Giusto così?

Nonostante la neve che negli ultimi giorni ha imbiancato il nord Italia, la Lombardia in particolare, ad Appiano Gentile, quartier generale dell'Inter, piove. Piove sul bagnato, su una squadra che vive un presente sempre più grigio e tormentato e ora vede anche mettere in discussione il valore dei traguardi raggiunti nel massimo momento di splendore. Non è infatti un mistero che, nell'annata dello storico triplete, la società nerazzurra mirasse, grazie ai singoli, a conquistare anche il premio più ambito da ogni giocatore, ovvero il Pallone d'Oro Fifa, nato quest'anno dall'unione tra il premio creato dalla rivista sportiva transalpina ''France Football'' e il Fifa World Player, assegnato dal massimo organismo calcistico internazionale.

E invece, dopo la già beffarda e contestatissima esclusione di Diego Milito dalla lista dei 50 preselezionati al titolo, è arrivata la doccia fredda anche per l'altro favoritissimo nerazzurro Wesley Sneijder, dato vincitore alla vigilia anche dai bookmakers: niente da fare per l'olandese, addirittura giù da un podio dove a dominare è il colore blaugrana. Il Pallone d'Oro 2010 è infatti del catalano Andres Iniesta, prodotto della ''Cantera'' del Camp Nou e autore del gol decisivo per la Spagna nella finale mondiale contro l'Olanda; alle spalle del 26enne di Fuentealbilla, secondo posto per il 30enne regista Xavi Hernandez, considerato già da parecchi anni uno dei più forti centrocampisti del mondo, e terza piazza per la ''Pulce'' Leo Messi, già vincitore nel 2009 di entrambi i premi prima della loro unione. Un risultato che dunque premia in modo straordinario la stagione della formazione di Guardiola e, nel caso di Iniesta e Xavi, suggella il primo storico successo mondiale della nazionale spagnola; in attesa della premiazione ufficiale, prevista per il prossimo 10 gennaio nella sede della Fifa a Zurigo, non mancano però in questi giorni le polemiche legate alla mancata vittoria, o perlomeno ad un piazzamento tra i primi tre, del numero 10 olandese dell'Inter, peraltro capocannoniere e trascinatore della sua nazionale alla finale mondiale in Sudafrica. Giusta quindi la decisione della Fifa di lasciarlo fuori dai primi tre in lizza per il titolo di miglior giocatore dell'anno? E Iniesta merita davvero questo ambitissimo e importantissimo riconoscimento internazionale? Sentiamo le opinioni a riguardo dei nostri redattori e, come sempre, vi invitiamo a dire la vostra, commentando questo post o scrivendoci sulla nostra pagina Facebook.


Risponde Luca Cipriano
Se fossimo rimasti nel mese di luglio, questa decisione sembrerebbe decisamente assurda: Sneijder era l'anima candida dell'Inter, aveva appena vinto uno scudetto e una Champions League, raggiungendo poi la finalissima del mondiale sudafricano contro la Spagna. Purtroppo per lui siamo a dicembre, e l'assegnazione del pallone d'oro è un appuntamento che tiene presente le prestazioni di un giocatore nell'intero anno solare. Parlano chiaro anche i due punti del regolamento che considerano 1) l'insieme delle prestazioni individuali e di squadra nel corso dell'anno considerato 2) La personalità e il carisma. Dall'inizio dell'attuale stagione, il centrocampista olandese vive un periodo difficile, accompagnato agli scarsi risultati dell'Inter. E' stato praticamente un fantasma e il mese scorso ha addirittura dichiarato di essere "stanco". Ecco perchè, paradossalmente, un giocatore come Messi che non ha per nulla brillato al mondiale, ma ha dato continuità nel lungo periodo, rischia di portarsi a casa il premio più ambito. Stesso discorso per Xavi e Iniesta, motori di quel Barcellona forse non più stellare, ma comunque spettacolare. E' la dura legge del calcio, almeno quando il calcio si fa duro.


Risponde Alessandro Mascia
Scandaloso, incredibile, assurdo. Taluni hanno definito così la mancata assegnazione del Pallone d'Oro a Wesley Sneijder. La verità è un'altra: la conquista del premio di Andrés Iniesta è sacrosanta. Ha trascinato le sue squadre ben oltre il Wesley fuorioso: alla conquista di un campionato con avversari capaci e non in crisi e alla conquista di un Mondiale incredibile. Ricordiamo, inoltre, che il Barca è uscito dalla Champions proprio per mano dell'Inter, indirettamente di Sneijder. MA: il Pallone d'Oro valuta due varianti aggiuntive, sulle quali Iniesta ha "dato biava" all'interista. La personalità e il carisma e l'insieme delle prestazioni individuali e di squadra nel corso dell'anno considerato. Senza dimenticare clamorose cadute di stile - una su tutte l'espulsione in campionato per l'applauso all'arbitro - Sneijder paga caro, carissimo il momento no dell'Inter. Il Pallone d'oro valuta 12 mesi: Sneijder ne ha giocati bene 6. Da luglio Iniesta ha guadagnato punti senza problemi: il suo Barca vola, l'Inter arranca. Non si può pretendere di vincere un premio del genere giocando sei mesi e deludendo l'altra metà dell'anno solare. No davvero: se poi vogliamo parlare dell'esclusione dal podio, beh, questo sì che è scandaloso.


Risponde Matteo Franco
Patetici, questa edizione del pallone d'oro, la prima da quando il premio è stato ceduto alla Fifa, rischia di essere come la presa in giro più grande della storia del calcio. Sì, non dare il premio a Wesley Sneijder è una presa in giro e un duro affronto, non esagero. Premetto che la sensazione è che se Blatter, i francesi o la crème del calcio mondiale possano non premiare una squadra Italiana vivono meglio e ci godono pure. Affermazioni forti? No, non dimentichiamoci la figuraccia in mondovisione del boss elvetico della fifa non premiando di persona gli azzurri nel 2006 a Berlino
. E complice anche il premio non dato a Mourinho e l'esclusione di Milito dai finalisti, che ricordiamo ha solo segnato 22 gol in campionato e 6 in Champions di cui 2 in finale e 1 in semifinale, questo sentimento di inquietudine generalizzato si trasforma in forte rabbia. Wesley Sneijder ha disputato, statistiche alla mano la migliore stagione da quando gioca a calcio trascinando due formazioni mediaticamente un po' deboli in fondo a tutte le competizioni in cui ha giocato, vincendone tre. I numeri parlano chiaro. Se analizziamo i dati di Iniesta e Sneijder infatti noteremo parecchie incongruenze. Punto primo, lo spagnolo non ha affatto disputato una grande annata, con il Barcellona ha giocato poco e al mondiale, a parte il gol nel recupero, non si è quasi mai visto. Nella Liga Spagnola ha giocato 29 partite segnando solo 1 gol mentre in Champions è stato disponibile in 9 occasioni non gonfiando mai la rete e, come dimenticarlo, nelle fasi calde della competizione, compresa semifinale contro i milanesi, era infortunato. Guardando i dati di Sneijder si capisce tutto il suo peso specifico nel gioco di Inter e Olanda. Le 26 presenze e i 4 gol di campionato si sommano alle 4 presenze e 1 gol in Coppa Italia, alle 11 partite e 3 marcature in Champions (con 2 assist in finale, 1 in semifinale, 1 gol nei quarti di ritrono contro lo Spartak di Krasic, e 1 assist a Stamford Bridge contro il Chelsea), e al capolavoro Sadafricano di cinque gol in sette partite al Mondiale. I grandi numeri della stagione scorsa poi gli sono valsi i seguenti premi: Uomo-assist della Champions League, Miglior centrocampista della Champions League, Miglior centrocampista della Champions League, Scarpa di bronzo dei mondiali e Pallone d'argento dei mondiali. Ora, con il supporto di tutti questi dati e riconoscimenti ci sembra scusabile che negli ultimi due mesi abbia giocato sotto i suoi livelli, ma un paio di partite sottotono non possono bastare per non premiare un giocatore così straordinario. Infine, ricordiamolo per gli amanti del calcio, le votazioni del Pallone d'Oro si sono concluse a fine Ottobre. Ben prima della crisi dell'Inter. Fifa e France Football, vergogna.

martedì 7 dicembre 2010

Champions League: Inter, altri tre schiaffi e addio primo posto. Werder, vittoria per l'orgoglio

Dal venerdì sera all'Olimpico di Roma contro la Lazio al mercoledì europeo al Weserstadion di Brema, città dei famosi musicanti, a cambiare è solo la manifestazione e non lo ''spartito'' eseguito sul campo. Che sia Serie A o Champions League, che si tratti di rincorrere la vetta del campionato o il primo posto nel proprio girone europeo, l'Inter sembra infatti aver nuovamente imboccato la via che conduce dritta dritta al calvario proprio a pochi giorni dall'inizio del Mondiale per Club, vero crocevia per la stagione dei Campioni d'Europa e per la panchina di Rafa Benitez. 1 gol fatto e 6 subiti quelli nelle ultime due partite, importantissime per campionato e coppa ma anche come prova del nove dopo i successi, faticosi ma preziosi, conquistati contro Twente e Parma. Certo, contro il Werder, con la qualificazione già in tasca, l'importante se non altro era evitare una figuraccia, così come auspicato dal presidente Moratti alla vigilia. Invece gli uomini di Benitez, pur privi tra gli altri di Sneijder, Lucio e Milito, escono dal confronto contro i tedeschi, già eliminati da tutte le competizioni europee, con le osse rotte, il morale a terra e il primo posto del gruppo incartato e regalato agli inglesi del Tottenham. E dire che alla formazione di casa allenata da Thomas Schaaf, in crisi in Bundesliga e come detto già fuori da tutto, il risultato finale va persino stretto: solo il palo, due volte, e un ottimo Orlandoni hanno evitato ai nerazzurri un passivo ancora più umiliante. Non ingannino i due legni colpiti anche da Pandev: due fiammate che avrebbero immeritatamente regalato un punteggio più morbido per gli ospiti.

Tra le novità proposte dall'inizio del match da Benitez, anche in vista dell'impegno di Abu Dhabi, ci sono i giovani Santon, Biraghi e Nwankwo ma anche, come detto, il ''decano'' Orlandoni, una vita da portiere di scorta e all'esordio in Champions a 38 anni suonati. Alla fine l'estremo difensore nerazzurro si rivelerà uno dei migliori (ed è tutto dire) dei suoi, con un'ottima parata su Almeida sullo 0-0 e un riflesso felino su Hunt poco prima del 3-0 per i tedeschi; poco o nulla da fare invece per il numero 21 di Benitez sulle tre reti dei padroni di casa, firmate nel primo tempo da Prodl di testa, da Arnautovic con un gran destro ad inizio ripresa ripresa e da Pizarro con una girata fulminea a ridosso del 90'. Già, a timbrare il cartellino dei marcatori del Werder c'è anche l'ex Marko Arnautovic, talentino austriaco comprato un anno fa da Moratti e praticamente messo alla porta da Mourinho e dalla società dopo un anno vissuto quasi totalmente ai margini. Una piccola vendetta dunque per il 22enne numero 7 dei tedeschi, giocatore che in questo momento all'Inter là davanti servirebbe come il pane, anche alla luce delle condizioni di Pandev e Eto'o. Il macedone, legni a parte, sembra davvero la bruttissima copia del giocatore capace di segnare e far segnare visto l'anno scorso dopo l'approdo in maglia nerazzurra; ma ora anche il camerunense, dopo la follia contro il Chievo, sembra aver perso la grinta che lo contraddistingueva in mezzo a quella sorta di apatia generale che sembra aver contagiato gli uomini di Benitez.

Alla fine a salvarsi in parte nella fredda serata nordeuropea, Orlandoni a parte, sono proprio i giovani buttati nella mischia dal tecnico spagnolo: Biraghi se la cava abbastanza bene da esterno destro di difesa contro il talentuoso Marko Marin e Nwankwo fa una figura migliore di Cambiasso, uccellato da Pizarro in occasione del 3-0, in mezzo al campo. Male invece ancora Santon, nonostante l'avanzamento sull'esterno di centrocampo: il ragazzo lanciato da Mourinho sembra sempre di più essersi smarrito, a prescindere dal difficile momento attraversato dalla squadra. Anche i veterani però, in un senso o nell'altro, non lasciano tranquillo il mister nerazzurro: Cambiasso, costretto da centrale di difesa per l'infortunio di Materazzi durante il riscaldamento, è tra i peggiori in campo e Zanetti fa tremare tutti quando, sembra per fortuna solo per una botta, chiede il cambio ad inizio ripresa. L'infortunio del capitano sarebbe stato davvero troppo in questo momento delicatissimo.

Rimane però, come detto più volte, che senza Orlandoni e i pali della sua porta, su Pizarro e Almeida, staremmo parlando di goleada. E forse di esonero di Benitez. Benedetto Mondiale per Club, a questo punto, per la pazienza di Moratti e la relativa tranquillità del suo allenatore. Negli Emirati Arabi i Campioni d'Europa troveranno 25 gradi in più rispetto a Brema e ritroveranno giocatori come Julio Cesar, Maicon e Milito. Urge dunque sbollire quanto accumulato piuttosto che bollire nel caldo mediorientale. Meglio dimenticare per ora il rischio di trovare qualche avversaria del calibro di Real e Barcellona, tra le prime classificate dei gironi, agli ottavi di Champions. E per Moratti, forse, meglio anche dimenticare le parole di Benitez nel post-partita di questa sera, ''Potevamo anche prendere uno, due, tre gol, per noi stasera non contava nulla''. Dimentichi presidente, dimentichi.