mercoledì 10 novembre 2010

Milan, c'è da stare Allegri: vittoria e primato! Ancora k.o. la Lazio, pari per Inter e Juve, Napoli terzo

Undicesimo turno di campionato, il secondo infrasettimanale della stagione, denso di sorprese in Serie A. Dopo 45' all'insegna di un equilibrio pressochè totale, con i soli gol di Pato a Milano a Simplicio a Roma, i secondi tempi hanno regalato emozioni da quasi tutti i campi, con risultati spesso pesanti e decisivi. Tanto decisivi da determinare il sorpasso in vetta: dopo la sconfitta tra mille polemiche nel derby romano, la Lazio crolla infatti anche a Cesena, trafitta a 5' dalla fine da un gran tiro dalla distanza di Parolo. Secondo gol in A per il centrocampista dei romagnoli e 3 punti pesantissimi per la squadra di Ficcadenti, che ritrova la vittoria dopo più di un mese e soprattutto si allontana dall'ultimo posto in classifica. Per gli uomini di Reja, privi di Hernanes e protagonisti di una prestazione sottotono, si tratta di un grosso campanello d'allarme: occorre verificare che il risultato negativo di domenica contro la Roma non lasci strascichi pesanti a lungo andare, soprattutto nella testa di una squadra cinica e compatta sino appunto a due partite fa. In ogni caso, se prima di questa sera erano i biancocelesti ad impersonare il ruolo della ''lepre'', il testimone è ora nelle mani del Milan di Allegri, nuova capolista con un punto di vantaggio proprio sulla Lazio. I rossoneri, pur soffrendo specie nel primo tempo la pressione del centrocampo del Palermo, la spuntano a San Siro contro i rosanero di Delio Rossi grazie a Pato, di testa su assist di Seedorf, Ibrahimovic, su rigore dopo un atterramento di Sirigu su Ambrosini, e Robinho, a porta vuota dopo un ottimo contropiede di Ibra. Inutile per i siciliani il momentaneo pareggio siglato da Bacinovic ad inizio ripresa, anche se Rossi e i suoi possono recriminare per un rigore sospetto non fischiato da Banti sullo 0-0 dopo un contatto tra Thiago Silva e Pinilla nell'area del Milan. Per i rossoneri, con Dinho fuori per scelta tecnica, serata macchiata da un paio di brutte notizie: Pato e Inzaghi, da valutare, sono infatti usciti anzitempo. C'è ottimismo, comunque, sul recupero del ''Papero'' già per domenica.

A quattro giorni dal Derby della Madonnina, i rossoneri sembrano decisamente più in palla dei cugini nerazzurri. Altra prestazione negativa e altro pareggio infatti per l'incerottata Inter, che dopo aver rischiato l'impossibile nel primo tempo (errori clamorosi di Jeda, Mesbah e Olivera davanti a Castellazzi) esce da Lecce con il secondo 1-1 consecutivo, con il gol di un discreto Milito a metà ripresa subito pareggiato dall'ex juventino Olivera. Un risultato figlio anche questa volta di diversi fattori poco confortanti per i tifosi nerazzurri; davanti Coutinho e Pandev fanno a gara a chi sbaglia di più, con il macedone in particolar modo in uno stato di forma davvero pietoso. Ma anche dietro Benitez, che sbaglia inserendo troppo tardi Milito e sostituendo il buon Biabiany anzichè il molle Coutinho, non può stare tranquillo, viste le clamorose topiche di Cordoba e Lucio al centro della difesa. L'impressione è che l'allenatore spagnolo, partita dopo partita, ci capisca sempre meno: un'Inter così fiacca non la si vedeva da prima del 2006, vedi scandalo Calciopoli. E domenica, come detto, ci sarà il derby: in caso di sconfitta il clima ad Appiano Gentile si farebbe davvero molto, molto pesante.

Con il risultato di Lecce, l'Inter scende addirittura al quarto posto. Al terzo sale infatti il Napoli di Mazzarri, trascinato a turno dal ''Matador'' Cavani e dal ''Pocho'' Lavezzi: dopo la doppietta domenicale dell'uruguagio contro il Parma è infatti un gol in pieno recupero, al 94', dell'argentino a regalare i 3 punti ai partenopei al Sant'Elia di Cagliari dopo una gara piuttosto grigia da entrambe le parti. Gli azzurri staccano così la Juventus, ora quinta ad un punto dall'Inter dopo il pareggio al Rigamonti di Brescia. Giusto l'1-1 tra le formazioni di Iachini e Delneri dopo una partita intensa e combattuta, con i padroni di casa capaci più volte nel primo tempo di mettere in difficoltà i bianconeri. Tra i quali spicca ancora una volta, per condizione e prolificità, Fabio Quagliarella: è sua la zampata al 26' della ripresa, su traversone dell'ex epurato Grosso, a portare in vantaggio la Juve, raggiunta però appena 2' dopo da un meraviglioso sinistro di Diamanti. Delneri può consolarsi se non altro per il rientro in campo dal 1' di Chiellini.

Alle spalle della Juve troviamo una Roma che sembra nuovamente in palla: seconda vittoria consecutiva per i giallorossi di Ranieri, nei bassifondi della classifica solo poche giornate fa e ora ad un soffio dalla zona Champions. Il 3-2 dell'Olimpico contro la Fiorentina porta la firma di Simplicio a metà primo tempo, dopo un'azione rocambolesca, di Borriello a inizio ripresa, dopo un ottimo spunto di Menez, e di Perrotta, dopo un clamoroso errore di Boruc in uscita. Inutili per i viola di Mihajilovic il destro al volo di Gilardino e la punizione di D'Agostino nel finale.
Nelle altre partite, vittorie di misura per Catania e Genoa rispettivamente contro Udinese e Bologna: al Massimino il ritorno al gol dell'argentino Maxi Lopez ferma i lanciatissimi bianconeri di Guidolin, ora agganciati in classifica proprio dai siciliani; a Marassi la prima del dopo Gasperini, con Ballardini in panchina, equivale al primo successo, firmato da Milanetto con un tiro dal limite, dopo tre sconfitte di fila. 0-0 infine a Verona tra Chievo e Bari: un punto che tutto sommato accontenta più i gialloblu che non gli uomini di Ventura, che se non altro spezzano la serie negativa di 5 sconfitte consecutive e si portano al penultimo posto, un punto sopra il Parma , impegnato domani sera tra le mura casalinghe del Tardini contro la Sampdoria.

11° GIORNATA:

Brescia - Juventus 1-1 (71' Quagliarella, 73' Diamanti)
Cagliari - Napoli 0-1 (94' Lavezzi)
Catania - Udinese 1-0 (61' Maxi Lopez)
Cesena - Lazio 1-0 (85' Parolo)
Chievo - Bari 0-0
Genoa - Bologna 1-0 (81' Milanetto)
Lecce - Inter 1-1 (76' Milito, 79' Olivera)
Milan - Palermo 3-1 (19' Pato, 63' Bacinovic, 77' Ibrahimovic rigore, 83' Robinho)
Roma - Fiorentina 3-2 (45' Simplicio, 51' Borriello, 69' Gilardino, 77' Perrotta, 89' D'Agostino)
Parma - Sampdoria domani ore 20.45

LA CLASSIFICA (IN ROSSO LE SQUADRE CON UNA GARA IN MENO)
Milan 23
Lazio 22
Napoli 21
Inter 20
Juventus 19
Roma 18
Sampdoria 15
Chievo 15
Genoa 15
Palermo 14
Catania 14
Udinese 14
Fiorentina 12
Bologna 12
Lecce 12
Cagliari 11
Brescia 11
Cesena 11
Bari 9
Parma 8

Gasperini, fuori uno. E adesso chi rischia?

I risultati deludenti delle prime dieci giornate, condizionate dalle ultime tre sconfitte consecutive, hanno indotto il presidente Preziosi a rimuovere Gianpiero Gasperini dalla panchina del Genoa. Si tratta della fine di un matrimonio durato quattro anni: un'avventura iniziata nella serie cadetta, condita da un tris di vittorie nei derby della lanterna e soprattutto dal raggiungimento di ottime posizioni in campionato che sono valse la partecipazione alle competizioni europee.
Messa da parte la vicenda Colomba, esonerato dal Bologna allo scoccare della prima di campionato (potremmo definirlo un sub-esonero), Gasperini è il primo vero allenatore esonerato dall'inizio della stagione.

Chi potrebbe seguirlo?

Fino al mese scorso, il primo candidato era Francesco Guidolin, dopo un avvio disastroso con la sua Udinese: la squadra è riuscita a riprendersi, ed ora il tecnico di Castelfranco può lavorare in assoluta serenità.

Il rischio maggiore, ora come ora, lo corre Pasquale Marino: il Parma non decolla, anzi sprofonda. La sconfitta di Napoli è stata un brutto colpo per l'ambiente gialloblu che stasera si trova costretto a vincere contro la Sampdoria.

Pericolo per Ficcadenti, tecnico del Cesena che affronterà la Lazio: le voci sul suo possibile esonero stanno circolando da circa una decina di giorni, anche perchè sulle tribune dello stadio Manuzzi è stato più volte avvistato Walter Novellino che rimane il primo candidato per la panchina bianconera.

Nonostante l'ultima posizione in classifica, il Bari sembra voler scommettere ancora su Ventura: la sfida salvezza contro il Chievo, potrebbe però compromettere seriamente la posizione dell'allenatore pugliese, chiamato a risollevare una squadra ricca di infortuni.

Il pareggio casalingo contro l'Inter ha salvato la panchina di Iachini: stasera il suo Brescia affronterà la Juventus e l'impresa non sarà semplice.

Cassano vs. Garrone: chi ha ragione?

Continua a tenere banco, a Genova e non solo, la querelle tra Fantantonio e il presidente della Sampdoria, dopo il furibondo litigio avvenuto un paio di settimane fa dopo l'allenamento a Bogliasco che ha, di fatto, sancito il divorzio tra il numero 10 blucerchiato e la società ligure. Nonostante i numerosi tentativi dei tifosi doriani, di esponenti del mondo del calcio e anche dei media (vedi Striscia La Notizia) di mediare tra il campione e il suo presidente, specie dopo le scuse del talento di Bari Vecchia, la società ha annunciato di voler proseguire con la sua istanza al collegio arbitrale per chiedere la rescissione immediata del contratto del giocatore e la sospensione progressiva degli emolumenti da lui percepiti. Una frattura quindi insanabile, nonostante la Samp fatichi in campionato, con un Pazzini fermo ad un solo gol nei primi dieci turni e con Pozzi e Marilungo che non sembrano in grado di non far rimpiangere il loro bizzoso compagno. Che fare dunque? Perdonare il Cassano talentuoso per il bene del campionato blucerchiato o assecondare il Garrone furioso dopo la gravissima mancanza di rispetto del giocatore, che dopo i precedenti burrascosi con Roma e Real Madrid era stato accolto come un figlio?

Perchè Cassano deve rimanere (di Alessandro Mascia)
Garrone, mitt’a cassan’. E’ notizia giornaliera, da ormai due settimane, che Antonio Cassano da Bari Vecchia e il suo Presidente, Garrone, hanno litigato in maniera violenta. Ma degli insulti, anche gravi, valgono un licenziamento? Io credo di no. Il potere deve smetterla di sfruttare e sfruttarsi così. Fantantonio è un ragazzo, non crescerà – non per niente Zampa ai tempi della Roma l’aveva ribattezzato “Peter Pan” – per tanto così va preso. Non è uno da piccole dosi, è uno di quelli che ti fa godere come un riccio, per usare un’espressione ranieriana, e incazzare di brutto. Lui è così, lo sappiamo, lo sanno tutti. Ecco perché va tenuto, coccolato e scusato. Garrone ha approfittato del suo potere per imporgli praticamente di presenziare a una serata mentre lui, in un moto di passaggio all’età adulta, voleva tornare a casa sua, da sua moglie, notoriamente in dolce attesa. E invece no: il suo capo l’ha costretto – quantomeno ci ha provato – a restare. Il resto è storia. Cassano si è scusato, ha chiesto di capire il suo momento particolare. Garrone non ci ha voluto sentire da quell’orecchio. Bene, per il suo orgoglio, probabilmente, perderà il talento più puro che gli sia mai passato per le mani.

Perchè Cassano va licenziato (di Luca Cipriano)
Cassano è un dipendente, e come tale va trattato. A volte ci dimentichiamo che quella del calciatore è a tutti gli effetti una professione. Garrone ha tutto il diritto di licenziarlo in seguito agli insulti ricevuti: in un qualsiasi ambiente lavorativo, un dipendente che apostrofa con termini gravi e volgari il proprio principale, difficilmente ritorna a sedersi al suo posto. Questo per quanto riguarda l'aspetto professionale.
Se poi volessimo tirare in ballo anche le questioni morali, c'è solo da sbizzarrirsi: Cassano è stato accolto a braccia aperte da una società che gli ha dato la possibilità di ritornare a giocare a calcio; di guadagnare dei soldi; di ottenere l'affetto di un pubblico straordinario e di vestire ancora una volta la maglia della Nazionale italiana. L'attaccante di Bari Vecchia dev'essere eternamente riconoscente alla Società blucerchiata e il suo atteggiamento nei confronti del massimo esponente del club ha spazzato via qualsiasi forma di rispetto. Infine dobbiamo tenere presente che il calcio è uno spettacolo, fatto da attori chiamati a dare il massimo verso il proprio pubblico. Ed un collezionista di cattivi esempi non è degno di tale scenario.

martedì 9 novembre 2010

E se Benitez non fosse un allenatore da Inter?

Ormai molti tifosi interisti lo pensano. Rafael “Rafa” Benitez non è l' allenatore adatto all'Inter. Il pareggio interno contro un modesto Brescia è infatti servito ad ingigantire i dubbi sulle notevoli difficoltà palesate dallo squadrone milanese in questi primi mesi di gestione da parte dell'iberico. La brutta partita contro le rondinelle (troppo brutta per essere stata disputata dalla squadra campione di tutto) è stata la sintesi di tutto quello che sta succedendo da mesi in casa interista. Numero vortiginoso di infortuni che nemmeno in una stagione intera capiterebbero, giocatori che rendono ben al di sotto delle aspettative, gioco di squadra a dir poco improvvisato, modulo tattico impreciso e non lineare. La domanda a questo punto sorge spontanea. Quanto c'è di Benitez nei diciannove punti in classifica? I maligni sosterrebbero che di suo c'è ben poco e se non ci fosse stato questo provvidenziale Eto'o la squadra sarebbe ben al di sotto del livello di galleggiamento.

Benitez non è Mourinho, lo si è capito. I due allenatori sono distanti anni luce in tutto e per tutto. Uno carismatico, nevrotico, glamour, l'altro flemmatico, calmo, oversize. Mourinho, lo si è visto mercoledì contro il Milan, è un vero profeta del culto “veni, vidi, vici”. Arriva in una squadra (e in un campionato nuovo) e nel giro di poco riesce a rivoltarla come un calzino dandole un gioco logico, una mentalità vincente e mille motivazioni. Se tutti i giocatori delle squadre del portoghese sembrano sempre pronti per la guerra vuol dire che l'allenatore è capace di suscitare emozioni vincenti. Questo sembra non accadere con Benitez. Lo spagnolo, che sta pagando ancora l'ambientamento in Italia, è troppo calmo e pacioso per essere l'allenatore dell'Inter. I neroazzuri sono storicamente una squadra che ha bisogno di un allenatore carismatico che riesca a tenere sempre sulla corda un ambiente bollente come quello di Appiano. Ripercorrendo la storia recente quindi si vedrà che i risultati migliori sono arrivati con guide del calibro di Trapattoni, Mancini e Mourinho. Tutti personaggi molto border line e in grado di saper infondere un nervosismo positivo alle proprie squadre. Benitez è un normal one, uno troppo buono per guidare l'Inter. La sua aria da professore, i suoi metodi da bravo pater familias sono infatti in chiara antitesi con il mondo neroazzurro. Ricordate le polemiche inutili da prima pagina di Mourinho? Erano fatte scientificamente per attirare l'attenzione su sè stesso allentandola dai giocatori. Con il panciuto spagnolo in questi mesi non si è visto nulla di ciò, la sua gestione al cloroformio ha appiattito i calciatori che sembrano giocare tanto per fare. Le motivazioni sono prossime allo zero e tutti giocano senza fame e cattivaria agonostica. Tanto per fare un esempio la prestazione contro il Tottenham è stata ridicola, mal preparata e tatticamente oscena. Un Bale qualsiasi è riuscito dove prima Cristiano Ronaldo e poi un certo Lionel Messi avevano fallito, infondere panico alla retroguardia. E' un caso che contro i due veri fenomeni ci fosse ancora Mourinho e invece contro il bravo gallese Benitez? E se il madrileno fosse ormai un allenatore superato e sopravvalutato? Come dimenticare i modesti risultati del Liverpool dove a fronte ad una miriade di sterline spese non sono mai arrivati risultati? E se Moratti questa volta avesse toppato? Questo infine il bilancio di Benitez al Liverpool. A parte la Champions 2007, zero titoli come direbbe qualcuno...

(fonte Wikipedia)

Nella stagione 2004-2005 si trasferisce al Liverpool, rilevando la panchina del club inglese dal suo predecessore Houllier. Terminerà la prima stagione con un quinto posto nella Premier League vincendo la Champions League, battendo in finale il Milan ai calci di rigore, dopo aver rimontato 3 gol ai rossoneri. Nella stagione successiva il tecnico spagnolo, vincerà la battendo i russi del CSKA Mosca con il punteggio di 3-1. Nella stagione 2006-2007i l Liverpool di Benitez ritroverà in finale di Champions League il Milan, ma questa volta sarà sconfitto con il risultato di 2-1.

Nel 2007-200 dopo una campagna acquisti che porterà calciatori tra cui Fernando Torres e Javier Mascherano, i reds raggiungeranno la quarta posizione in Premier League e la semifinale di Champions League dove però saranno sconfitti dal Chelsea con il punteggio di 1-1 e di 2-3.

Nelle ultime due stagioni alla guida del Liverpoolottiene rispettivamente il secondo e il settimo posto in Premier League, mentre in Champions League sarà eliminato rispettivamente nei quarti di finale (dal Chelsea) e nella fase a gironi (per mano di Fiorentina eLione). Sempre nell'ultima stagione, a causa del terzo posto raggiunto nella fase a gironi d iChampions League il Liverpool accederà all'Europa League dove sarà eliminato in semifinale dall'Atletico Madrid.

Scegliete il Best Goal e il Best Player della settimana!

Da questa settimana, Un Campionato da Leoni vi propone un sondaggio settimanale con il quale scegliere il gol più bello e il miglior giocatore dell'ultimo turno di Serie A (in caso, come questa settimana, di turni infrasettimanali, i due turni saranno aggregati come fossero uno solo). Grazie ai vostri voti, il gol e il giocatore che settimanalmente otterranno il maggior numero di preferenze entreranno a far parte, alla fine di ogni mese, del sondaggio con il quale scegliere il gol e il giocatore migliori di ciascun mese. A fine stagione potrete così, tra tutti i vincitori mensili, votare il gol dell'anno e il ''Pallone d'Oro'' della stagione 2010/2011 di Serie A.

Per votare è sufficiente commentare questo post indicando il gol e il giocatore prescelti. Partecipate numerosi, avete tempo fino a sabato.

Candidati al gol della settimana (per rivedere ciascuna rete cliccate sul nome del giocatore):
- Vincenzo Iaquinta (Juventus): l'attaccante bianconero, al rientro dall'ennesimo infortunio, con un bellissimo destro ad incrociare su cross di Salihamidzic, chiude i conti nel 3-1 contro il Cesena.
- Edinson Cavani (Napoli): il bomber uruguagio dei partenopei realizza il 2-0 contro il Parma dopo un ottimo uno-due con Lavezzi e con un gran tiro ad incrociare da posizione leggermente defilata.
- Mauricio Pinilla (Palermo): L'attaccante cileno dei rosanero, smarcato da un fantastico colpo di tacco di Pastore, realizza con un colpo da biliardo nell'angolino il gol decisivo contro il Genoa.
- Paulo Barreto (Bari): Il fantasista brasiliano della squadra di Ventura raccoglie, scattando sul filo del fuorigioco, un ottimo lancio di Donati e al volo di destro fulmina Abbiati, con un gol bello ma purtroppo inutile.
- Daniele Conti (Cagliari): Grande girata del capitano dei sardi, su assist di Cossu, appena dentro l'area con palla che si infila all'incrocio dei pali, per il momentaneo 1-0 degli ospiti a Udine.

Candidati al giocatore della settimana:
- Edinson Cavani (Napoli): doppietta decisiva anche contro il Parma e sono così 8 i gol in campionato dopo appena 10 giornate.
- Alessandro Del Piero (Juventus): a 36 anni, compiuti proprio oggi, il capitano juventino è ancora decisivo e il migliore in campo degli uomini di Delneri, con passaggi illuminanti e geniali colpi di tacco, oltre al gol su rigore, il 180° in A con la maglia della Juve.
- Zlatan Ibrahimovic (Milan): segna, fa sempre salire la squadra e offre assist a tutti, alcuni sfruttati (come quello di Pato) e altri malamente sprecati (vedi le palle d'oro offerte a Robinho)
- Marco Di Vaio (Bologna): il capitano dei rossoblu c'è sempre quando serve: gol di testa da attaccante di razza che sblocca a 6' dalla fine il match con il Lecce e, appena un minuto dopo, assist per il sigillo finale di Gimenez.
- Mauricio Pinilla (Palermo): autore del gol vincente nel match contro il Genoa, è una delle rivelazioni di questo inizio di campionato rosanero. 4 gol per l'ex punta del Grosseto, che sembra ormai aver scalato le gerarchie nelle scelte di Delio Rossi.

lunedì 8 novembre 2010

MILAN E JUVE, ASSALTO ALLA LAZIO. CONTI, CHE GOAL! GENOVA SI DIVIDE

Nella giornata del derby romano, tra le polemiche sui rigori non visti e quelli dati ad opera dell'arbitro Morganti, la Lazio, seppur sconfitta, mantiene il primato in classifica a due distanze da un Milan ritrovato ma ancora traballante in difesa. Intanto la Juventus, giornata dopo giornata, si scopre sempre più squadra: a farle compagnia c'è il Napoli di Cavani, anche ieri decisivo, che proietta gli azzurri in zona Champions e mette in serio pericolo la panchina di Marino a Parma. Belle vittorie per Fiorentina, Bologna e Palermo.

IL PERSONAGGIO: LEANDRO GRECO

La Roma avrà difficoltà societarie, certo, ma continua a sfornare giovani talenti: l'ultimo si chiama Leandro Greco, ieri protagonista in positivo nel derby. Classe 1986, ha maturato una gavetta tra Verona, Pisa e Piacenza. Ranieri lo ha mandato in campo al posto del deludente Menez, a sua volta schierato per sostituire Totti. Greco, che ha esordito pochi giorni fa in Champions siglando un goal al Basilea, si sta godendo il momento e sembra ormai pronto a rientrare nei piani della prima squadra.


IL GOAL: DANIELE CONTI

La sua stagione sembrava fortemente compromessa dopo il grave infortunio rimediato ad inizio campionato nella partita contro la Roma. Invece Daniele Conti è ritornato più forte di prima. Il goal più bello della giornata è il suo nella gara tra Udinese e Cagliari: Cossu lancia perpendicolare dalla destra e Conti con una splendida girata batte il portiere Handanovic.


LA CURIOSITA': GLI STRISCIONI "DIVISI" SU CASSANO E GARRONE

A Genova, sponda blucerchiata, non si fa altro che pensare al caso Cassano - Garrone e sugli spalti dello stadio Ferraris la tifoseria è sembrata divisa: sono apparsi alcuni strisiconi a favore del Presidente sampdoriano, altri per chiedere il perdono verso "Fantantonio". Un dibattito che, per ora, non sembra trovare soluzione. "Un Campionato Da Leoni" approfondirà l'argomento.

domenica 7 novembre 2010

Roma, bastano due rigori. Il Milan insegue, la Juve pure.

Di Luca Cipriano

L'atteso derby capitolino viene vinto dalla Roma che, con un rigore per tempo, blocca il possibile allungo della Lazio in classifica, lasciando la vetta inalterata perchè i biancocelesti rimangono a + 2 sul Milan oggi vittorioso a Bari.

LA GARA:

Primo tempo non entusiasmante, dove la Lazio cerca di effettuare un maggiore possesso palla soprattutto nei primi 15 minuti. La prima svolta della partita arriva con l'inserimento del brillante e giovane Greco al posto di Menez: il vice Totti non ha brillato, e così Ranieri ha preferito sostituirlo, con il nuovo talentino del calcio giallorosso. Giallorossi in vantaggio su rigore, giusto, decretato da Morganti per un fallo di mano di Lichsteiner: Borriello trasforma, nonostante l'intuizione di Muslera.

Nel secondo tempo è la Lazio a fare la partita: ottima nel palleggio, con una Roma schiacciata più volte nella propria area di rigore e costretta a colpire in contropiede come quando Simplicio centra clamorosamente la traversa. Biancocelesti in cerca del pareggio: prima la prodezza di Hernanes viene fermata dal puntale Julio Sergio. Poi il palo nega il goal a Foggia.
La Lazio recrimina per due rigori: è netta la trattenuta di Riise su Mauri così come il fallo di mano di Simplicio in area. Rigore non dato, rigore subìto: anche nella ripresa infatti, proprio nel miglior momento degli aquilotti, la Roma ne approfitta: Vucinic, ancora su rigore dopo un fallo di Dias (nell'azione c'erano però due giocatori della Lazio a terra), trasforma e chiude l'incontro.


Massimo risultato con il minimo sforzo per la squadra di Ranieri che porta a casa tre punti utilissimi per il morale e per superare la metà della classifica. La Lazio di Reja invece ripartirà dal bel gioco offerto, magari provando ad insistere di più nella precisione sotto porta.

LE ALTRE PARTITE:

Bari - Milan 2 -3

Soffre fino al 90°, ma alla fine strappa un successo importante: il Milan è la nuova anti-Lazio grazie ai goal di Ambrosini Flamini e Pato. Inutile il tentativo pugliese con Kutuzov e Barreto.

Juventus - Cesena 3 - 1

Chi risponde presente è la Juventus: dopo il vantaggio del Cesena con Jimenez, i bianconeri pareggiano e capovolgono la situazione con Del Piero, Quagliarella e Iaquinta. Il gruppo di Del Neri c'è. Per il Cesena, è crisi.

Napoli - Parma 2 -0

Il Napoli ritorna alla vittoria al San Paolo e viene trascinato dalla potenza di Cavani: l'attaccante uruguaiano segna una doppietta che porta i partenopei in piena Europa.

Sampdoria - Catania 0 - 0

Pareggio incolore a Marassi che ai fini della classifica può dare forse più morale agli etnei.

Udinese - Cagliari 1 - 1

Succede tutto nel primo tempo: apre le marcature il Cagliari con un bel goal di Conti. Sul finale di tempo risposta friulana targata Floro Flores.

Fiorentina - Chievo 1 - 0

Respira la Fiorentina di Mihajlovic, ma deve attendere ben 80' per potere vedere il sorriso dei tre punti: il goal di Cerci batte il Chievo e allontana i viola dalla zona calda.

Eto'o salva l'Inter, il Bologna piega il Lecce.

Un rigore abbastanza generoso tiene a galla l'Inter sul campo del Brescia: la squadra di Benitez ottiene il pareggio con il solito Eto'o dopo una gara mediocre che aveva visto in vantaggio le rondinelle grazie ad un bel diagonale di Caracciolo finito alle spalle di Julio Cesar nel primo tempo.

L'Inter pareggia ma perde elementi importanti: è previsto un lungo stop per Samuel e Maicon; meno grave l'infortunio di Sneijder, che riempie un'infermeria da tempo popolata.

Ieri pomeriggio rinascita del Bologna nella sfida casalinga contro il Lecce: al Dall'Ara, Malesani ha potuto gioire soltanto sul finale grazie ai soliti Di Vaio e Gimenez. Per i salentini, la classifica inizia a complicarsi così come la panchina di De Canio che a fine partita si è lamentato sulla direzione di gara di Orsato.

Tra qualche ora in campo Lazio e Roma nell'attesissimo derby della capitale. Sempre nel pomeriggio la Juventus ospiterà il Cesena, il Milan sarà di scena a Bari, il Napoli attende il Parma e l'Udinese il Cagliari.
Ora in campo Fiorentina e Chievo mentre questa sera la decima giornata terminerà con il posticipo tra Palermo e Genoa.

sabato 6 novembre 2010

Le deluse in Europa cercano riscatto in Italia

Guardiamo il bicchiere mezzo pieno. Le italiane impegnate in Europa, questa settimana, certo non hanno brillato. I sette i team nazionali impegnati tra Champions e Europa League hanno raccolto un bottino che definire misero è riduttivo: pari per Milan, Juve e Samp, ko per Inter, Napoli e Palermo. Ha sorriso solo la Roma, che ha espugnato – seppur di fatica – Basilea.
Dicevamo, però, di guardare il bicchiere mezzo pieno. I freni a mano tirati in Europa saranno senz’altro mollati in territorio nazionale: vuoi le motivazioni diverse, vuoi perché dopo una sberla si reagisce sempre, c’è da scommettere sulle deluse.

INTER Senz’altro è quella che guida la schiera. La notte londinese è una ferita profonda, forse non un sintomo ma la diagnosi di una malattia conclamata che nel calcio si chiama crisi. Per fortuna a San Siro arriva il Brescia, assolutamente alla portata dei ragazzi di Benitez.
MILAN Il bicchiere a metà, a dire il vero, Allegri l’ha riempito già mercoledì sera. Alzi la mano chi non avrebbe messo la firma su un 2-2 con il Real di Josè. Credo sarebbero pochi. Ora c’è il Bari. Avversario non insuperabile, specie se del pareggio al ’94 (leggi beffa) si fa virtù.
JUVENTUS L’alibi c’è, eccome: la sfilza di infortunati che cresce ogni giorno. Buffon, Manninger, De Ceglie, Rinaudo, Legrottaglie, Chiellini, Martinez, Lanzafame, Krasic e Amauri, tanto per citare i “big”. Certo l’impegno di domani può rilanciare i bianconeri, che affrontano il modesto – seppur pericoloso – Cesena.
ROMA La situazione giallorossa è la più delicata. La vittoria di Basilea può essere letta in mille modi. Può essere quella del rilancio oppure una risicata risalita che finirà qui. Certo per la Maggica c’è l’impegno più difficile del week-end: quel derby, senza Totti.
PALERMO Ritrovato Miccoli, c’è da archiviare in fretta la batosta di Mosca. Il 3-1 non lascia adito a alibi o scappatoie. Delio Rossi è sulla graticola. Ecco perché domani, il test interno con il Genoa, ha tutto il sapore di ultima spiaggia.
NAPOLI Al San Paolo, dopo la batosta di Liverpool, arriva il Parma. Verifica importante per gli azzurri, orfani di Cavani, che dovranno mettere in pratica le parole del presidente De Laurentiis, che vuole che il ko di Liverpool serva da lezione.
SAMPDORIA Un pari inutile quello di giovedì, e senza dubbio il Pazzo e soci cercheranno di continuare quantomeno a far bene in campionato. Arriva il Catania, quattro punti sotto in classifica.

venerdì 5 novembre 2010

Cresce l'attesa per il derby: una sfida che vale una stagione

Di solito un derby è la partita più attesa, ricca di rivalità e di orgoglio. A Roma, invece, è la gara che può valere un'intera stagione. Un campionato nel campionato, una finalissima il cui esito verrà raccontato per mesi e mesi e forse anni. Il derby capitolino si presenta con un discreto grado di tensione e qualità sportiva: gli ingredienti per assistere ad uno spettacolo sul campo sembrano esserci. La Lazio si trova alla vera prova della verità: vincere il derby per dimostrare alla Serie A quanto può valere la formazione di Reja. Consolidare il primato in classifica. Entusiasmare l'ambiente biancoceleste che sta gradualmente dimenticando precedente stagione da incubo.
Ma di entusiasmi deve vivere anche la Roma: soprattutto per rilanciarsi e rimettersi in marcia sul campionato: l'inizio stentato, le contestazioni a Ranieri e i fantasmi sul futuro del tecnico, le vicende societarie. Una partita potrebbe, e sì qua potrebbe, mandare via in un colpo solo tutti questi problemi.

LAZIO: MUSLERA RECUPERA, STENDARDO PER BIAVA

Tifosi Laziali in allarme per Muslera: in settimana sembrava essere a rischio, ma poco fa la sua presenza è stata confermata e il portiere uruguaiano cercherà di impressionare tra i pali come ha già fatto nell'ultima partita contro il Palermo. Biava, squalificato, verrà sostituito con il gigante Stendardo che farà coppia centrale con l'esplosivo Dias. Brocchi, Mauri e Ledesma comporranno il terzetto di centrocampo che proteggerà le spalle di Hernanes, inventore per le punte Zarate e Floccari. Ma non è detto che dal primo minuto non scenda in campo Tommaso Rocchi.

ROMA: TOTTI NO, C'E' MENEZ. RIENTRA MEXES.

In queste ore Claudio Ranieri sta ultimando gli allenamenti di rifinitura, disegnando una formazione d'emergenza visti i diversi infortuni con cui è costretto a combattere: Pizarro, Taddei e Brighi non saranno infatti disponibili. A loro si aggiunge capitan Totti, bloccato per squalifica. Dubbi, ma non troppi, su Burdisso che aveva accusato alcuni problemi alla caviglia. In difesa rientra Mexes, fermo in settimana contro il Basilea, insieme a Juan. In attacco, intoccabile Vucinic: lui sì che di goal ai biancocelsti se ne intende (vedi la doppietta dell'anno scorso)

giovedì 4 novembre 2010

Europa League: Juve, che stecca! Napoli, che beffa! Samp ok, Palermo giù

Due pareggi casalinghi a reti bianche contro formazioni non proprio irresistibili e due sconfitte esterne, seppur contro due squadra piuttosto ostiche come Liverpool e Cska Mosca, con il medesimo punteggio: il quarto turno della fase a gironi di Europa League riserva l'ennesima serata amara per un calcio italiano sempre più vicino, almeno in questa competizione, alla debacle totale. Stupisce, più ancora per la pochezza del gioco espresso che per il risultato finale, la prova della Juventus all'Olimpico di Torino contro il Salisburgo: i bianconeri si presentavano con una formazione ricca più di indisponibili che di giocatori della prima squadra e con una panchina di soli Primavera, ma contro gli austriaci era lecito attendersi il primo successo stagionale nel girone. Un risultato tutto sommato non così scontato invece per la Sampdoria di Carlo, ancora scossa dal caso Cassano, che contro gli ucraini del Metalist Kharkiv, imbattuti in trasferta, coglie uno 0-0 tutto sommato utile per giocarsi le ultime due sfide contro il molle Debrecen in Ungheria e soprattutto l'insidiosissimo Psv Eindhoven in casa. Niente da fare invece per Napoli e Palermo, entrambe a lungo in vantaggio ad Anfield Road e a Mosca ma rimontate con identico punteggio finale, 3-1, da Liverpool e Cska. Il ''3'' è il numero che accomuna in questa serata le italiane di Europa League: tutte e quattro le nostre squadre sono terze nei rispettivi gironi. E per evitare, come detto, un nostro debordante fiasco calcistico in Europa, sarà fondamentale per Juventus, Sampdoria, Napoli e Palermo vincere le prossime due sfide e passare il turno.

Girone A
Juventus - Salisburgo 0-0
Tanti sbadigli, emozioni a dosi omeopatiche e due infortuni, gli ennesimi, in casa bianconera. Non c'è davvero quasi nulla da salvare nel confronto dell'Olimpico tra gli uomini di Delneri e la squadra di Mister Red Bull, Dietrich Mateschitz, allenata da Huub Stevens. Con il baby Giandonato in campo dall'inizio e la panchina totalmente occupata dai giovani di casa Juve, tra cui il nipote di Boniperti, Filippo, la Juve regala una prestazione a dir poco mediocre, con l'unico sussulto di un gol in fuorigioco annullato a Del Piero. Tra gli altri, pessima ancora una volta la prestazione di Amauri e netta bocciatura anche per il troppo irruento Momo Sissoko. E, come all'andata, gli austriaci rischiano di uscire dal confronto con il bottino pieno grazie ad un'occasione capitata al centrocampista Leitgeb. Chi invece esce anticipatamente dal confronto a metà ripresa è Milos Krasic (per lui problema al polpaccio, non sembra grave) che lascia il posto all'esordiente Buechel, classe '91. Nel finale brutte notizie anche per Nicola Legrottaglie, a sua volta in campo al posto di Chiellini, costretto ad abbandonare per un problema al ginocchio negli ultimi 10 minuti e a sostituzioni terminate. Una brutta serata quindi che si conclude con il quarto pareggio in quattro gare per la truppa di Delneri e il 2 punto negli ultimi due match per gli austriaci. Complice l'inaspettata vittoria del Lech Poznan sul Manchester City, la Juve dovrà per forza uscire con i 3 punti proprio dal difficile scontro del Primo Dicembre in terra polacca.

Lech Poznan - Manchester City 3-1
Clamoroso scivolone degli uomini di Mancini, che voci d'Oltremanica danno già a rischio esonero, in Polonia contro il Lech Poznan, allenato da Jacek Zielinski. I padroni di casa trovano il vantaggio esattamente alla mezz'ora del primo tempo con la rete del centrocampista serbo Injac, ma bastano 6' a inizio ripresa ai Citizens per raddrizzare il confronto con il tocco vincente sottoporta di Adebayor. Gli inglesi aumentano la pressione ma, a 4' dal 90', è il Lech a trovare di nuovo il vantaggio con un autentico gollonzo del centrale colombiano Arboleda: colpo di testa del centrale del City, Boyata, ad allontanare il pallone con lo stesso che, colpendo la testa del difensore avversario, si infila imparabilmente nell'angolino della porta di Hart. Al 91' Mozdzen chiude i conti, regalando una serata indimenticabile al pubblico di Poznan. Lech ora a pari punti con la formazione di Mancini, ma in vantaggio nella differenza reti.

Classifica: Lech Poznan 7, Manchester City 7, JUVENTUS 4, Salisburgo 2.


Girone B
Bayern Leverkusen - Aris Salonicco 1-0
Niente reti bianche come nel confronto in Grecia dello scorso turno: è un gol al 90' del cileno Vidal a rompere l'equilibrio quasi eterno tra Bayer e Aris. 3 punti preziosi per le ''Aspirine'' dopo una partita di sofferenza contro i greci, sospinti in avanti dal trio ispanico Calvo-Ruiz-Koke. I tedeschi mantengono così il comando del Girone davanti all'Atletico Madrid, con cui si scontreranno per un match probabilmente decisivo proprio sul terreno amico della Bayer Arena di Leverkusen dopo la trasferta a Trondheim contro il Rosenborg, già praticamente eliminato.


Rosenborg - Atletico Madrid 1-2
Dopo il facile e netto successo al Vicente Calderòn, l'Atletico di Quique Sànchez Flores si ripete anche al Lerkendal di Trondheim superando il Rosenborg di Nils Arne Eggen, fresco campione di Norvegia per la 22° volta nella sua storia. Pronti, via e gli spagnoli colpiscono subito, con il Kun Aguero a segno già al 4'. Gli scandinavi però non ci stanno a fare gli sparring partner come 15 giorni fa e rispondono al 7' della ripresa con Henriksen, che riporta i conti in parità. L'1-1 resiste quasi sino al termine del match, per la precisione fino al minuto 39' della ripresa, quando l'ex juventino Tiago si inventa un grandissimo destro da fuori area su cui il portiere di casa Orlund non può nulla. Atletico secondo a quota 7, Rosenborg ad un passo dal baratro e fermo a 3.

Classifica: Bayer Leverkusen 8 , Atletico Madrid 7, Aris Salonicco 4, Rosenborg 3


Girone C
Levski Sofia - Lille 2-2
Botta e risposta all'Aspahurov di Sofia tra il Levski padrone di casa e i francesi del Lille, in un match aperto e mai scontato. Bulgari in vantaggio dopo 11' con un gran tiro dell'ivoriano Dembelè dalla destra dell'area di rigore che si infila quasi all'incrocio senza lasciare scampo al portiere avversario Landreau. I transalpini rispondono a metà primo tempo con un altro ivoriano, Gervinho, che confeziona l'assist da calcio l'angolo per il colpo di testa vincente del brasiliano Tùlio De Melo (meteora in Italia con la maglia del Palermo) al 35'. Nella ripresa, quasi nel finale, si accendono i fuochi d'artificio: il Levski si riporta in vantaggio al 37' con un gran tiro da fuori area di Gadhzev, ma regala il pareggio agli ospiti 6' dopo con la maldestra deviazione del difensore di casa Ivanov che spiazza il proprio portiere Akalski. Lille secondo a quota 5, Levski Sofia a 4 punti insieme al Gent.

Gent - Sporting Lisbona 3-1
La vendetta è servita. Dopo l'umiliante 5-1 subito nella gara in Portogallo, il Gent si riscatta tra le mura amiche del Jules Ottenstadion superando nettamente la squadra di Paulo Sergio. Ad aprire le danze già al 7' è il calcio di rigore concesso dall'arbitro danese Rasmussen ai padroni di casa per fallo di Abel su Ljubijankic e trasformato dal capitano del Gent, Smolders. I portoghesi reagiscono però con veemenza, cogliendo il pareggio al 37' con un preciso colpo di testa di Carlos Saleiro su assist di Cedric Soares. L'equilibrio regna fino a metà della ripresa, quando l'espulsione di Abel per doppia ammonizione lascia in dieci gli ospiti, che appena 3' dopo subiscono il 2-1 belga con il destro di Ibrahima Contè, su assist ancora di Smolders, che si infila alla sinistra di Hildebrand. Altri 3' e Arbeitman di testa sigilla il risultato. Prima vittoria per il Gent, che in classifica aggancia il Levski Sofia.

Classifica: Sporting Lisbona 9, Lille 5, Levski Sofia 4, Gent 4


Girone D
Bruges - Dinamo Zagabria 0-2
Vittoria senza troppi problemi per i Campioni di Croazia della Dinamo Zagabria, impegnati in Belgio contro l'ultima del Girone, il Bruges. Dopo un primo tempo in controllo, bastano due guizzi in 4' del brasiliano Sammir per chiudere la pratica a favore degli ospiti: al 10' un gran tiro da centro area del numero 10 dei croati si infila imparabilmente alla sinistra dell'estremo difensore belga De Vlieger; al 14' è capitan Biscan, di testa su punizione proprio di Sammir, a stabilire il risultato sul 2-0 a favore della Dinamo, che sarà poi il risultato finale. Croati ora in testa a quota 7 insieme al Paok Salonicco e davanti al Villareal.

Paok Salonicco - Villareal 1-0
Un'altra delle sorprese di giornata viene dalla Grecia, per la precisione dallo stadio Toumba di Salonicco. In un clima rovente è infatti il Paok a spuntarla nel durissimo confronto contro il Villareal, con Giuseppe Rossi inizialmente in panchina e in seguito in campo nella ripresa. Dopo un primo tempo di marca spagnola, con la sfortunata traversa colpita da Cani al 25', sono i greci a passare nella ripresa, proprio al 25', con un colpo di testa del portoghese Vierinha su assist dell'ex Milan e Real Madrid, Pablo Garcia. Successo fondamentale per gli ospiti, ora al comando con la Dinamo Zagabria. Il ''Sottomarino Giallo'' rimane a quota 6, ma può sperare nel controsorpasso grazie al match casalingo del prossimo turno contro la Dinamo.

Classifica: Paok Salonicco 7, Dinamo Zagabria 7, Villareal 6, Bruges 2


Girone E
Dinamo Kiev - AZ Alkmaar 2-0
Con Andriy Shevchenko relegato in panchina, ci pensa Artem Milevskiy, da molti considerato il suo erede, con una doppietta a stendere gli olandesi dell'AZ allenati da Verbeek. Senza il nostro Graziano Pellè, fuori per infortunio, la squadra ospite resiste per tutto il primo tempo; bastano però appena 2' della ripresa al numero 10 della Dinamo per portare in vantaggio i suoi con un destro da centro area su assist dell'ex Udinese e Lecce, Roman Eremenko. Poco oltre il quarto d'ora, all 16', azione fotocopia sull'asse Eremenko-Milevskiy per il 2-0 finale che chiude l'incontro e mantiene gli ucraini al secondo posto, con un vantaggio piuttosto rassicurante proprio sugli olandesi.

Bate Borisov - Sheriff Tiraspol 3-1
I Campioni di Bielorussia del Bate Borisov replicano il successo di 15 giorni in Moldavia, battendo anche nella gara casalinga lo Sheriff Tiraspol, a sua volta campione nel proprio paese. Dopo 15' è un destro di Rodionov a portare in vantaggio i bielorussi, che però allentano la presa e subiscono il pari ospite a metà tempo con il colpo di testa vincente di Erokhin. Il Bate soffre anche nella ripresa, sino al 25', quando Pavlov riporta avanti di testa i padroni di casa. 10' dopo una deliziosa punizione del brasiliano Renato Bressan fissa il punteggio sul definitivo 3-1. Bate in testa con 10 punti e già qualificato al prossimo turno con due gare di anticipo.

Classifica: Bate Borisov 10, Dinamo Kiev 7, AZ Alkmaar 3, Sheriff Tiraspol 3


Girone F
Cska Mosca - Palermo 3-1
Nulla da fare, nonostante l'inizio convincente e il gol di Maccarone in apertura. Il Palermo esce dal durissimo confronto dell'Arena Khimki di Mosca con un'altra sconfitta dopo l'umiliante 0-3 di 15 giorni fa al Barbera, ma questa volta la squadra di Delio Rossi può davvero mangiarsi le mani per avere regalato un uomo in più per un'ora e, in particolare, quindici minuti di follia nella ripresa agli avversari. L'allenatore rosanero manda in campo in Russia una formazione largamente rimaneggiata tra squalifiche (Pastore), indisponibilità secondo regolamento (Ilicic e Bacinovic), infortuni (Hernandez) e turnover (a riposo Sirigu, Cassani e Balzaretti, a casa Liverani). La buona notizia è il rientro da titolare di Miccoli che, molto attivo, parte benissimo confezionando azione e assist dalle quali nasce il gol del Palermo al 10': finta a saltare Shennikov e cross perfetto per la testa di ''Big Mac'' Maccarone, che anticipa Berezutski e fulmina Akinfeev. L'inizio perfetto dà convinzione ai siciliani, nonostante i russi non restino a guardare con le conclusioni di Mamaev e Tosic. Dopo una bella parata di Akinfeev su Maccarone alla mezz'ora, ecco il patatrac: secondo giallo per Nocerino a causa di un brutto intervento su Mark Gonzalez e Palermo in 10. Il Cska non si fa pregare e il fortino degli uomini di Delio Rossi regge solo per l'ultimo quarto d'ora del primo tempo. Nei primi 15' della ripresa si scatena implacabile la furia dei russi: già dopo 2' è un sinistro del giapponese Honda su passaggio filtrante di Tosic a ristabilire la parità, al 5' è invece un destro di Necid su assist di Mamaev a fare 2-1. Altri 4' e al 9' Necid chiude il discorso, fulminando ancora Benussi su assist di Honda. Il Palermo se non altro evita la goleada; fondamentale sarà ora lo scontro casalingo del prossimo turno contro lo Sparta Praga, 4 punti sopra, per evitare l'eliminazione.


Losanna - Sparta Praga 1-3
Dopo il rocambolesco pareggio agguantato a Praga con un gol al 96', non riesce neanche questa volta al Losanna, squadra-favola di questa edizione di Europa League, la missione di portare a casa il primo successo del girone. La squadra allenata da Martin Rueda, qualificatasi alla competizione grazie al secondo posto nella Coppa di Svizzera ma militante nella Serie B del proprio paese, culla per quasi tutto il primo tempo sogni di gloria grazie al gol del vantaggio firmato da Katz dopo 6'. A spegnere le illusione ci pensa però l'attaccante ospite Wilfried, pareggiando di destro proprio sul finale di tempo. Gli sforzi della modesta ma ammirevole squadra locale reggono fino a metà ripresa, quando il camerunense Kweuke porta in vantaggi lo Sparta. Nel finale, al 96', terzo gol ancora dell'ivoriano Wilfried, con un pregevole pallonetto da fuori area a scavalcare il portiere svizzero Favre. Cechi secondi dietro il già qualificato Cska.

Classifica: Cska Mosca 12, Sparta Praga 7, PALERMO 3, Losanna 1


Girone G
Aek Atene - Anderlecht 1-1
Perfetta parità ad Atene tra Aek e Anderlecht, che non approfittano della contemporanea vittoria dello Zenit San Pietroburgo sul campo dell'Hajduk Spalato, rimanendo appaiate al secondo posto appena un punto sopra i croati. Dopo un primo tempo a reti inviolate, la partita si decide nei primi 10' della ripresa: al terra il difensore ungherese degli ospiti, Juhasz, atterra in area la punta dei padroni di casa Djebbour; dal dischetto l'argentino Blanco non fallisce e porta in vantaggio i suoi. Al 9' però un diagonale di Polak su assist di Legear riporta il confronto in parità, sino al termine dei 90' di gioco.

Hajduk Spalato - Zenit San Pietroburgo 2-3
Preziosissima vittoria dello Zenit San Pietroburgo di Luciano Spalletti, che vince sul non facile campo di Spalato, contro un Hajduk sostenuto da una tifoseria rovente, mettendo così in ghiaccio la qualificazione alla fase successiva. Il tecnico toscano dà fiducia sin dall'avvio ad Alessandro Rosina, largo a sinistra, con l'ungherese Huszti dalla parte opposta e Ionov al centro nel 4-2-3-1 della formazione russa. Proprio la mezzapunta numero 57 dello Zenit è l'autore del vantaggio ospite al 32', con un preciso destro dentro l'area che coglie in controtempo il numero 1 croato, Subasic. Nei primi 5' della ripresa gli uomini di Spalletti chiudono i conti: in apertura il centrale croato Buljat stende Bukharov in area e dal dischetto Huszti non fallisce. 3' dopo va a referto anche Rosina, che con un gran sinistro sotto la traversa fà 3-0. Lo Zenit si rilassa un po' e subisce il ritorno dell'Hajduk, che con Ljubicic al 23' e Vukusic al 37' si rifà sotto, ma i 5' di recupero finali non cambiano più il risultato. Zenit a 12, Hajduk per ora ultimo a 3 punti.

Classifica: Zenit San Pietroburgo 12, Anderlecht 4, Aek Atene 4, Hajduk Spalato 3


CorsivoGirone H
Odense - Young Boys 2-0
Rompe finalmente il digiuno, sia di punti che di vittorie, l'Odense di Uls Pedersen, che sul proprio terreno stende i Campioni di Svizzera dello Young Boys con un gol per tempo, vendicando in qualche modo il 2-4 subito a Berna. Mattatore della serata danese il centrocampista centrale Hans Henrik Andreasen, che prima al 12' del primo tempo spedisce sotto la traversa un assist su punizione di Chris Sorensen, e poi al 15' della seconda frazione spedisce direttamente su punizione la palla sotto l'incrocio dei pali della porta del portiere svizzero Burki. Il risultato riporta in qualche modo in vita le speranze della formazione danese, che aggancia il Getafe a quota 3, rimanendo dietro a Stoccarda e Young Boys.

Getafe - Stoccarda 0-3
Prestazione da incorniciare per lo Stoccarda di Jens Keller, in difficoltà in Bundesliga ma a punteggio pieno e già qualificato in Europa League. Con gli ex juventini Molinaro e Camoranesi in campo dall'inizio, i tedeschi travolgono un Getafe sottotono, che deve ringraziare l'Odense per la sua vittoria contro lo Young Boys e soprattutto deve vincere le prossime due partite. Nel primo tempo, al 26', sblocca l'incontro il rumeno Marica con un gran diagonale da fuori che spiazza il portiere spagnolo Ustari. Gebhart e Harnik, rispettivamente al 19' e al 31', chiudono l'incontro, macchiato per i tedeschi solo dall'espulsione di Marica dopo una mini rissa per un fallo dello stesso attaccante rumeno su Cata Diaz.

Classifica: Stoccarda 12, Young Boys 6, Getafe 3, Odense 3


Girone I
Sampdoria - Metalist Kharkiv 0-0
Senza, ovviamente, il quasi ex Antonio Cassano e con un Pazzini a mezzo servizio, la Sampdoria esce indenne dal confronti di Marassi contro un Metalist Kharkiv imbattuto da 6 mesi in Europa. Un pareggio che comunque non può lasciare soddisfatto Mimmo Di Carlo, anche in virtù del calendario, che nel prossimo turno opporrà i blucerchiati alla capolista di girone PSV Eindhoven mentre il Metalist riceverà il debole Debrecen.

PSV Eindhoven - Debrecen 3-0
Come ampiamente previsto e pronosticato, facile successo degli olandesi al Phillips Stadion contro i Campioni d'Ungheria, fermi a quota 0-0. Ai biancorossi bastano 3 lampi nel match per sbrigare la formalità: apre Afellay, a quanto pare corteggiato dall'Inter, al 22', raddoppia Reis nel finale del primo tempo con un ottimo destro da fuori e sigilla il risultato a 2' dal 90' il giovane Wuytens. PSV primo e ad un passo dalla qualificazione.

Classifica: PSV Eindhoven 10, Metalist Kharkiv 7, SAMPDORIA 5, Debrecen 0.


Girone J
Paris Saint Germain - Borussia Dortmund 0-0
Sfida quasi d'altri tempi al Parco dei Principi di Parigi tra due nobili decadute del calcio europeo: alla fine il pareggio serve decisamente di più ai francesi padroni di casa, che vengono superati dal Siviglia ma mantengono a distanza di 3 punti i tedeschi allenati da Jurgen Klopp. E alla fine la formazione di Kombouare può pure recriminare per le occasioni fallite da Erding e Luyindula; tra i tedeschi in ombra e ammonito il talento argentino, naturalizzato paraguaiano, Lucas Barrios.

Siviglia - Karparty Lviv 4-0
Tutto troppo facile al Ramon Sànchez Pizjuan di Siviglia per la formazione di Gregorio Manzano contro i modesti ucraini del Karpaty Lviv. Grande protagonista, soprattutto nel primo tempo, l'esterno degli andalusi Alejandro Alfaro, a segno prima di destro e poi di testa in apertura e chiusura di primo tempo. In mezzo splendida la punizione trasformato dall'ex Atalanta, Parma e Napoli, Luca Cigarini, schierato titolare da Manzano. Al 6' della ripresa Negredo completa il poker andaluso che proietta gli spagnoli in testa al girone.

Classifica: Siviglia 9, Paris Saint Germain 8, Borussia Dortmund 5, Karpaty Lviv 0


Girone K
Liverpool-Napoli 3-1

Steaua Bucarest - Utrecht 3-1
Vittoria e risveglio per lo Steaua Bucarest di Marius Lacatus, che con la vittoria sull'Utrecht e la concomitante sconfitta del Napoli a Liverpool passa dall'ultimo posto al secondo. Rumeni avanti a metà primo tempo con un sinistro di Gardos, al quale l'olandese Mertens replica però appena 4' dopo. Nella ripresa, in 2' minuti si scatena la punta dei padroni di casa, Stancu: due diagonali al 7' e all'8 e primi tre punti per lo Steaua in questa Europa League.

Classifica: Liverpool 8, Steaua Bucarest 5, NAPOLI 3, Utrecht 3

Girone L
Porto - Besiktas 1-1
Non bissa la vittoria ottenuta in terra turca il Porto di Jorge Jesus. All'Estadio Do Dragao i portoghesi vanno in vantaggio al 36' del primo tempo su rigore, trasformato da Falcao dopo un atterramento ai suoi danni. Il Porto controlla, ma al 17' della ripresa Nihat si inventa forse il più bel gol di giornata con una sassata da 40 metri che non lascia scampo all'estremo difensore portoghese.

Rapid Vienna - CSKA Sofia 1-2
Un Rapid Vienna distratto e sciupone perde forse l'ultimo treno per rimanere agganciato al discorso qualificazione: dopo un primo tempo sonnolento gli ospiti bulgari vanno in vantaggio al 5' della ripresa con un diagonale di Yanchev. 6' dopo Salihi pareggia su rigore per i padroni di casa austriaci dopo un fallo ai suoi danni, ma a spianare la strada agli ospiti è un'uscita errata del portiere austriaco Hedl, che lascia al portoghese Marquinhos la possibilità di trafiggerlo con un lob al 19' del secondo tempo, per il 2-1 finale del Cska. Prima vittoria per i bulgari che agganciano a quota 3 proprio il Rapid.

Classifica: Porto 10, Besiktas 7, Rapid Vienna 3, Cska Sofia 3