lunedì 13 settembre 2010

Juve, era un punto in meno. La CLASSIFICA REALE


Come promesso, settimana dopo settimana, terremo costantemente aggiornata la classifica reale, ovvero la classifica SENZA aiuti arbitrali.

Nella seconda giornata molti gli episodi da rivedere. La Fiorentina si vede annullare un gol regolarissimo, il Milan anche, ma a tenere banco sono i DUE gol irregolari convalidati alla Juventus.

CHIEVO 6
SAMPDORIA 6 (-2)
CAGLIARI 4
CESENA 4
BARI 4
INTER 4
PARMA 3
MILAN 3
CATANIA 3
LAZIO 3
BRESCIA 3
GENOA 3
NAPOLI 2
FIORENTINA 2 (-1)
LECCE 1 (+2)
PALERMO 1
BOLOGNA 1
ROMA 1
UDINESE 0
JUVENTUS 0 (+1)

p.s. Nel compilare la classifica "reale" si tiene conto soltanto degli episodi condizionanti, ovviamente. I rigori presunti saranno considerati tali solo se palesi. E' ovvio che tale classifica non ha alcun valore se non quello di divertire e sollevare qualche polverone.
Tra parentesi vi sono i punti aggiunti o sottratti da episodi arbitrali favorevoli o meno.

domenica 12 settembre 2010

Seconda giornata, risultati e marcatori

Un secondo turno davvero sorprendente: eccezione fatta per l'Inter, crollano le big e dopo la sconfitta di ieri del Milan, la Juve non va oltre il pareggio casalingo contro la Sampdoria. All'ora di pranzo il Brescia sorprende e convince contro il Palermo. Tre punti anche per il Catania, vittoriosa sul Parma e per il Lecce che mette al tappeto la Fiorentina. Risorge la Lazio. Bene il Chievo, che guida la classifica a punteggio pieno. Nel posticipo il Bari al San Paolo blocca il Napoli sul 2-2.


BRESCIA-PALERMO 3-2
3' Dallamano (B), 21' Pastore (P), 27' Eder (B), 43' rig. Caracciolo (B), 82' Balzaretti (P)

CATANIA-PARMA 2-1
12' rig. Mascara (C), 81' rig. Antenucci (C), 91' Giovinco (P)

GENOA-CHIEVO 1-3
5' Destro (G), 45' Moscardelli (C), 55' Marcolini (C), 74' Pellissier (C

JUVENTUS-SAMPDORIA 3-3
36' Pozzi (S), 43' Marchisio (J), 50' Pepe (J), 64' Cassano (S), 66' Quagliarella (J), 77' Pozzi (S)

LAZIO-BOLOGNA 3-1
67' Mauri (L), 75' Rocchi (L), 77' Mudingayi (B), 93' rig. Hernanes

LECCE-FIORENTINA 1-0
8' Di Michele (L)


NAPOLI-BARI 2-2
12' Barreto (B), 30' Cavani (N), 87' Cannavaro (N), 88' Castillo (B)

Juventus-Sampdoria 3-3: Le Pagelle

di Paolo Pappagallo
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JUVENTUS
Storari 6 - Quando una squadra prende tre gol si pensa subito alle responsabilità del portiere, ma l'estremo difensore bianconero è sostanzialmente incolpevole su tutte le segnature doriane. Anzi, nel primo tempo evita pure il patatrac, fermando Pozzi a tu per tu dopo un errore grossolano di Felipe Melo a centrocampo.
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Motta 4,5 - Non è un terzino, è un birillo. Nel primo tempo Cassano dalla sua parte fa quello che vuole, ovvero lo salta nel 99,9% dei casi. Prova a rifarsi appoggiando le scorribande sulla fascia di Krasic e Pepe, ma non ci siamo proprio. La cosa pazzesca è che vedere entrare Grygera al suo posto è quasi un sospiro di sollievo.
(dal 30 s.t. Grygera 6 - Peggio di Motta non può fare, per stavolta.)
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Bonucci 5 - Nel primo tempo tutto sommato è abbastanza ordinato, come il suo compagno di reparto Chiellini, ma nella ripresa si squaglia come burro al sole. Che dormita sul secondo gol di Pozzi!
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Chiellini 5,5 - Come Bonucci e tutto il reparto difensivo cala vistosamente nella ripresa, ma a differenza dei compagni si batte e si propone costantemente in proiezione offensiva, non sempre con risultati considerevoli.
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De Ceglie 5 - Al solito, corse e lotta a perdifiato, ma pochissimi cross decenti e ancora meno diagonali difensive azzeccate. Sarà Traorè la risposta a tutti i problemi difensivi sulla fascia sinistra?
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Krasic 6,5 - Nel primo tempo trotterella sia a destra che a sinistra senza troppo convincere Delneri, che infatti medita di sostituirlo già a fine primo tempo. Ma proprio a 2' dal 45' confeziona la sponda per il gol di Marchisio e anche nella ripresa è un suo cross dalla sinistra a generare il gol di Pepe. In generale, sempre nel secondo tempo, è il più pericoloso della Juve con continui accentramenti saltando l'uomo e tiri da lontano.
(dal 32 s.t. Iaquinta 6 - Si rivede in campo, ed è già una notizia. Nel finale ha anche una buona occasione, non concretizzata, per il 4-3)
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Felipe Melo 6 - Quando poco prima di metà primo tempo regala palla scioccamente alla Samp, con Pozzi che si ritrova a tu per tu con Storari, verrebbe voglia di linciarlo come l'anno scorso. E dire che solo poco prima il pubblico lo aveva applaudito per alcuni recuperi di palla ed interventi grintosi. In generale, alterna buonissime cose alle solite stupidate che lo hanno ormai reso famoso. E nel finale è pure sfortunato a spedire di pochissimo a lato di testa su calcio d'angolo il possibile 4-3.
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Marchisio 6,5 - Fino al 43' del primo tempo sembra un fantasma. Non si vede mai toccare palla e ci si chiede perchè, visti anche gli ultimi acciacchi uniti ad un periodo non straordinario, Delneri non abbia puntato su Aquilani dal 1'. Poi il bel gol su sponda di Krasic, con cui sfoga tutta la sua rabbia, lo riaccende. Nel secondo tempo si vede di più e meglio.
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Pepe 6,5 - La solita generosità unita alla solita imprecisione ne fanno il solito Pepe. Tuttavia gli vanno riconosciuti i meriti per 2 gol su 3. Nel secondo è infatti lesto (ma in sospetto fuorigioco) a raccogliere la respinta di Curci sulla linea dopo l'errore di Gastaldello. Sul terzo è invece bravo a spedire sul palo di Curci un tiro insidiosissimo, sulla cui respinta si avventa felicemente Quagliarella (anche lui in più che sospetto fuorigioco).
(dal 32 s.t. Aquilani s.v.)
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Del Piero 5,5 - Nel giorno del suo diciassettesimo compleanno in bianconero (esordio il 12 settembre 1993 contro il Foggia) e della notizia della terza gravidanza della moglie Sonia, si sbatte parecchio per cercare il gol, sfiorandolo in un paio di occasioni con altrettante punizioni delle sue, appena appena larghe. Ma per il resto è troppo lento.
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Quagliarella 6 - Più in palla dell'esperto e illustre compagno d'attacco, cerca più volte un gol dei suoi con gran tiri di controbalzo dalla distanza. Sul secondo gol juventino lascia insaccare il pallone a Pepe e sul terzo è puntuale, ma in dubbio fuorigioco, all'appuntamento con la respinta.
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All:Delneri 6 - La difesa, in particolar modo i terzini, sono assolutamente da rivedere. Può consolarsi con un Krasic, almeno nella ripresa, finalmente congeniale ai suoi schemi. Ma questa, nonostante lo spessore dell'avversario, era una partita da vincere.
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SAMPDORIA
Curci 6 - Vale quanto detto per Storari, anche se sul gol di Quagliarella si fa un po' sorprendere sul suo palo dal tiro di Pepe. Meriterebbe miglior fortuna per il riflesso da gatto con il quale toglie dalla porte il pallone deviato da Gastaldello sul cross di Krasic, ma Pepe da due passi non sbaglia.
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Zauri 5,5 - Vive fasi alterne contro un Pepe inizialmente non eccezionale e poi contro un Motta che lo è meno ancora. Qualche sortita offensiva, non impeccabile contro il numero 23 bianconero sul gol di Quagliarella.
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Lucchini 5,5 - Spiazzato dalla sponda di Krasic in occasione del primo gol, combina meno danni dell'altro centrale blucerchiato. Sul terzo gol juventino sembra dimenticarsi di Quagliarella, ma in realtà aspetta la chiamata del guardalinee su un fuorigioco che probabilmente ci sarebbe.
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Gastaldello 5 - Ok nel primo tempo, quando tiene a bada Del Piero e soprattutto Quagliarella, si addormenta nella ripresa, tra l'altro propiziando il gol di Pepe con un goffo intervento a gamba alta sul pallone sul cross dalla sinistra di Krasic.
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Ziegler 6 - Ha contro De Ceglie e questo indubbiamente lo favorisce. Soffre un po' Krasic nella ripresa, ma nel complesso fa il suo senza grossi errori.
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Semioli 6 - L'ex vecchia conoscenza di Delneri, che lo ha allenato proprio nella Samp e prima ancora nel Chievo, propizia spesso cross e inserimenti dalla fascia approfittando del disastroso Motta. Cala nella ripresa e Di Carlo lo cambia.
(dal 23 s.t. Marilungo 6,5 - Il giovane talento offensivo impatta molto bene nel match, regalando anche a Pozzi l'assist per il definitivo 3-3)
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Palombo 6,5 - Il solito geometra di centrocampo. Con le sue aperture, spesso e volentieri per Cassano, mette in difficoltà il reparto arretrato della Juve. Sempre propositivo confeziona l'assist per il 2-2 di Cassano.
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Dessena 6 - Chiamato a sostituire Guberti si batte più volte contro Marchisio, in un confronto che, non fosse per il gol del numero 8 bianconero, finirebbe sostanzialmente pari.
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Koman 5 - Il giovane ungherese, ex Bari, è il più timido del centrocampo di Di Carlo. Cerca più volte di imbastire azioni, ma con poca convinzione. Resta comunque un talento, gli manca ancora un po' di grinta e fisicità.
(dal 13 s.t. Obiang 6 - Il 18enne spagnolo, di origine africana, mette in mostra alcuni tratti interessanti all'esordio in Serie A. Si farà)
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Cassano 7,5 - Nel primo tempo fa venire gli incubi a Motta, saltandolo regolarmente nell'uno contro uno. Ma Fantantonio da Bari è anche agganci stupendi, tocchi di prima, assist per il primo gol di Pozzi e pregevole sinistro di controbalzo per il secondo gol blucerchiato. La cura Prandelli sembra stia funzionando.
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Pozzi 7,5 - Tutti aspettano Pazzini e la notizia del suo mancato impiego per una lombalgia dell'ultimo minuto sembra un ottimo segnale per i tifosi juventini. Invece riecco l'ex empolese come non lo si vedeva da tempo. Sempre attivo, con il passare dei minuti migliora sempre di più l'intesa con Cassano. Dopo aver fallito un occasione a tu per tu con Storari realizza con un destro magistrale il vantaggio doriano. Nella ripresa, complice Bonucci, è puntuale e spietato sul cross dalla sinistra di Marilungo per il 3-3 finale.
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All: Di Carlo 6,5 - Come Delneri, non può essere contento della sua difesa ma la grande notizia è che la coppia gol della Samp non è più solo Cassano-Pazzini. Azzecca la mossa Marilungo nella ripresa e lancia il giovanissimo Obiang al posto del timido Koman. Un pareggio meritato.
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Arbitro: Mazzoleni 6 - Dirige tutto sommato bene. E' scarsamente aiutato dai suoi collaboratori in occasione del secondo e terzo gol bianconero, anche se in entrambe le occasioni si è trattato di chiamato al limite e molto difficili.

Si completa la seconda giornata, il clou è Juventus-Sampdoria

Dopo i sorprendenti esiti degli anticipi di sabato, la seconda giornata di Serie A si completa con le rimanenti sette partite della domenica. A cominciare da Brescia-Palermo, che aprirà alle 12.30 inaugurando ufficialmente, dopo gli esperimenti della scorsa stagione, la tradizione della partita all'ora di pranzo.

Nel pomeriggio, tra le altre, occhi puntati soprattutto sull'Olimpico di Torino dove Delneri e Marotta ritroveranno il loro recente passato doriano. Per dg e allenatore della Juve ci sarà poco spazio per la nostalgia: contro la Samp di Di Carlo, Cassano e Pazzini l'imperativo è vincere e, se possibile convincere, dopo lo scivolone dell'esordio contro il Bari. Ecco, nel dettaglio, le ultime novità sulle formazioni in campo (fischio d'inizio alle 15, tranne Napoli-Bari, in campo in posticipo alle 20.45).


Brescia - Palermo:
Dopo la sconfitta a Parma nella prima giornata, Iachini sembra orientato a sostituire Budel e Kone con Cordova e Hetemaj. In avanti torna Caracciolo, che farà quindi coppia con Eder con Diamanti ad agire da regista alle loro spalle. Confermato Dallamano a sinistra in difesa, con il nuovo acquisto Daprela in panchina.

Con Miccoli ancora non al top e Pinilla out un mese, Delio Rossi sceglie a sorpresa Kasami e non Maccarone come partner d'attacco dell'uruguagio Hernandez. Confermato Munoz al centro della difesa accanto a Bovo, con il polacco Glik in panchina.

Catania - Parma:
Nonostante l'ottima prova con la propria nazionale, allenata da Zaccheroni, e il successivo appello a mister Giampaolo per giocare di più, il giapponese Morimoto partirà ancora dalla panchina. In attacco dal 1' giocheranno infatti Maxi Lopez e Mascara, con l'argentino Ricchiuti ad agire alle loro spalle sulla trequarti. Diversi ballottaggi da risolvere per Giampaolo, ma salvo sorprese sono favoriti per una maglia da titolare Alvarez, Terlizzi e Ledesma su Potenza, Spolli e Carboni.

Marino è orientato a confermare in toto gli undici vincenti e convincenti contro il Brescia. Spazio quindi al tridente Giovinco-Bojinov-Marques, con Valiani e Gobbi esterni di centrocampo (Candreva parte ancora dalla panchina) e Antonelli, reduce dall'ottimo esordio in nazionale, in difesa sull'out di sinistra.


Genoa - Chievo:
Niente recupero last minute per Luca Toni, che non andrà nemmeno in panchina. Al suo posto, al centro dell'attacco, il giovane Mattia Destro, scuola Inter, con Sculli e Palacio ali offensive. Gasperini ha scelto Moretti come esterno destro di difesa, con Ranocchia-Dainelli coppia di centrali (in panchina il nuovo acquisto, l'ex milanista Kaladze). Con Rossi e Veloso centrali di centrocampo, panchina anche per Milanetto e per Mesto, autore del gol partita contro l'Udinese.

Nessun dubbio per mister Pioli nelle scelte per l'undici iniziale anti-Genoa. In avanti, dopo il gol alla prima in A (a 30 anni), confermato Moscardelli come partner offensivo di Pellissier. Promosso anche Andreolli al centro della difesa insieme allo sloveno Cesar dopo il buon esordio contro il Catania. A centrocampo sarà Marcolini ad agire centralmente (panchina per Guana e Bogliacino) con Luciano e Rigoni sulle fasce.


Juventus - Sampdoria:
L'unico vero dubbio per Delneri riguarda la scelta del terzino sinistro: fiducia a De Ceglie o esordio per l'ex Arsenal Traorè? Il dubbio è forte e il giovane valdostano sembra leggermente favorito, ma scopriremo le intenzioni dell'allenatore bianconero solo all'ultimo. Nessun dubbio invece a centrocampo, dove esordirà Aquilani accanto a Felipe Melo, con Krasic e Pepe sugli esterni. Confermata la coppia Del Piero-Quagliarella in avanti, ma si rivede Iaquinta in panchina, occupata anche da Marchisio.

Con Guberti out, Di Carlo si affida a Dessena in mezzo al campo davanti a Palombo, con Semioli e Mannini esterni larghi. In avanti, ovviamente, spazio a Cassano e Pazzini. In panchina Pozzi e non Marilungo.



Lazio - Bologna:
Con Bresciano ancora in panchina, Reja a centrocampo si affiderà al filtro e alle geometrie di Brocchi, Ledesma e Mauri, che avranno il compito di aiutare la difesa (si rivede Radu sulla sinistra) e di supportare il trio delle meraviglie Hernanes-Zarate-Rocchi in avanti. Il talentino brasiliano in particolare, dopo l'ottima prova da singolo all'esordio, è chiamato a dare conferma delle sue qualità in fase offensiva.

Il nuovo tecnico Malesani cercherà subito di rimescolare le carte a propria disposizione. Via dunque il 4-4-2 si passa ad un più sbilanciato 3-4-1-2, con Garics avanzato ad esterno di centrocampo. In mezzo il nuovo acquisto Perez sarà affiancato da Mudingayi, con Rubin esterno sinistro e Casarini, provato trequartista, dietro a Di Vaio e Gimenez.


Lecce - Fiorentina:
Dopo la brutta sconfitta dell'esordio contro il Milan, De Canio presenterà una formazione rivoluzionata in ogni reparto e con gli ultimi acquisti di calciomercato. A destra in difesa spazio all'ex bresciano Rispoli, a centrocampo ci sarà l'ex senese Coppola e in attacco l'ex granata Di Michele, rientrato in Puglia dove già aveva militato l'anno scorso. In avanti ci sarà anche Chevanton, questa volta dal 1', con Corvia in panchina accanto all'altro nuovo acquisto Jeda, ex Cagliari.

Mihaijlovic è pronto a confermare la formazione della prima di campionato, con Gilardino unica punta supportato alle sue spalle dal trio Cerci - D'Agostino (in gol contro il Napoli) - Marchionni. A centrocampo ci sarà Zanetti (Donadel ancora in panchina) e in porta, nonostante l'appello di Boruc, sempre Frey.


Napoli - Bari:
Niente esordio dall'inizio per i nuovi Yebda e Sosa. Mazzarri non vuole infatti snaturare la squadra vista finora e per questo a centrocampo ci saranno ancora Gargano e Pazienza, con il solito duo Hamsik-Lavezzi a svariare alle spalle di Cavani più avanzato. Con Zuniga in panchina, spazio a Grava sull'out di difesa.

Nessuna sostanziale modifica per mister Ventura nello schieramento tipo del suo Bari, eccezion fatta per Parisi che, provato più volte nel corso del pre-campionato da centrale, sarà il partner di Andrea Masiello in mezzo alla difesa. A centrocampo, complici i problemi fisici di Gazzi, scontata la conferma di Donati. In attacco la solita coppia Barreto-Kutuzov.

sabato 11 settembre 2010

Cesena show con Bogdani e Giaccherini, Milan k.o. (e Ibra sbaglia un rigore)

Stropicciatevi gli occhi: nel giorno della prima dell'attesissimo poker d'assi del Milan di Allegri è il Cesena di Ficcadenti, contro ogni pronostico, a pescare il full vincente con una ''coppia bassa'', metaforicamente s'intende. E per di più con pieno merito, confermando, anzi, rafforzando, le ottime indicazioni viste fin dal pareggio dell'esordio contro la Roma all'Olimpico. A diciannove anni e tre mesi dall'ultima retrocessione in B e dalla sconfitta contro i rossoneri firmata Van Basten, il Cesena scrive tra le mura amiche del ''Manuzzi'' , tutto esaurito per l'occasione, una pagina storica, portandosi momentaneamente in testa alla classifica e scavalcando proprio gli uomini di Allegri.

La curiosità iniziale è, ovviamente, tutta improntata sulle scelte, peraltro già annunciate, di Allegri: spazio quindi a Ibrahimovic dal 1' nel tridente offensivo con Pato e Ronaldinho (Robinho in panchina), con Gattuso, Pirlo e Ambrosini a fare da filtro davanti alla difesa. Al centro della difesa, complice l'assenza di Nesta, c'è Sokratis Papastathopoulos, con Bonera sulla destra preferito a Abate. Dall'altra parte, le intenzioni di Ficcadenti di giocarsela sono chiare fin dalla scelta di non rinunciare al trio d'attacco Schelotto-Bogdani-Giaccherini. La formazione romagnola è per 11/11 la stessa dell'esordio, con gli ultimi acquisti Jimenez e Benalouane in panchina.

La partenza sprint dei padroni di casa romagnoli sembra sorprendere fin da subito la corazzata rossonera, che subisce le chiusure e le ripartenze sempre puntuali degli avversari. Al 7' però Ronaldinho prova ad invertire l'inerzia del match con un gran destro da posizione defilata che chiama il 41enne estremo difensore Antonioli, già ''man of the match'' all'esordio, ad un grande intervento in calcio d'angolo. Poco dopo, all'11', la palla buona capita sulla testa di Thiago Silva, che su angolo di Ronaldinho spedisce sopra la traversa da ottima posizione. Due lampi nel buio per il Milan, con un Allegri spesso imbestialito per la mancanza di aggressività dei suoi. Aggressività che invece non manca al sorprendente Cesena, che dopo aver sfiorato il vantaggio con Bogdani, in un'occasione fotocopia a quella di poco prima di Thiago Silva, rischia solo su un'azione di Pato (gol annullato per un giusto fuorigioco) e su un colpo di testa di Pellegrino in area che rischia di trasfomarsi in assist per Ibrahimovic. Troppo poco comunque per gli attaccanti rossoneri, braccati da una marcatura asfissiante, e il Cesena alla mezz'ora trova il meritato vantaggio: grande apertura di Giaccherini per Ceccarelli, che controlla di petto e serve al volo un assist perfetto per la testa di Bogdani. L'albanese è perfetto nell'anticipare Sokratis Papastathopoulos e battere Abbiati per l'1-0. A questo punto sarebbe logico aspettarsi una reazione da parte degli uomini di Allegri, ma non sembra davvero serata per i rossoneri che infatti, al 44' subiscono pure il raddoppio cesenate: Bogdani, lanciato da Appiah, serve centralmente sulla corsa Giaccherini, dimenticato da Bonera, che con un perfetto diagonale trafigge Abbiati. Primo gol in Serie A per il 23enne aretino e 2-0 Cesena, meritatissimo, all'intervallo.

La ripresa si apre con un cambio in casa Milan: fuori Thiago Silva e dentro Abate, con Bonera spostato al centro accanto a Sokratis. La tanto attesa reazione rossonera produce due buoni tentativi iniziali, il primo con un sinistro di controbalzo di Gattuso a lato non di molto su sponda di Ibra e il secondo proprio con un tentativo da lontano, sopra la traversa, del numero 11 svedese. Il Cesena però non ha nessuna intenzione di rimanere passivamente a difendere il vantaggio e prova ne sono due tentativi, con Parolo prima e ancora Giaccherini poi, che mettono i brividi ad Abbiati. Allegri, poco prima di metà ripresa, prova il tutto per tutto, con Inzaghi e Robinho in campo al posto di Gattuso e di uno spento Ronaldinho. L'eterno numero 9 rossonero cerca, con un paio di guizzi dei suoi, a creare pericoli dalle parti di Antonioli, ma è ancora il Cesena, direttamente su calcio d'angolo con Colucci, a sfiorare il 3-0, con Abbiati bravo e fortunato nel salvarsi all'ultimo. Nel finale il Milan potrebbe perlomeno provare a riaprire il match (fallo del giapponese Nagatomo su Inzaghi in area di rigore) ma il palo nega a Ibrahimovic il primo gol in maglia rossonera. Finisce con il trionfo del miracoloso Cesena; Milan rimandato a settembre, ovvero al prossimo match casalingo contro il Catania.

Inter-Udinese 2-1: Le Pagelle

di Paolo Pappagallo
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INTER
Julio Cesar 6 - Sicuro nelle uscite, non può nulla sul colpo di testa di Floro Flores da distanza ravvicinata.
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Lucio 6,5 - Il gol iniziale impreziosisce la sua solita prestazione, fatta di sgroppate offensive e tanta fisicità in difesa. Non impeccabile nell'occasione del gol subito dall'Udinese, nella cui occasione si fa beffare dall'intervento in anticipo di testa di Floro Flores, si riscatta nella ripresa con due ottimi salvataggi in area su Sanchez e Di Natale.
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Samuel 6 - Partita ordinata, nel primo tempo tempo sfiora anche il gol di testa su calcio d'angolo di Sneijder.
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Chivu 5 - Soffre terribilmente la presenza di Sanchez, che spesso e volentieri se ne va lasciandolo sul posto. Si scambia anche di fascia con capitan Zanetti, ma riesce a subire anche contro un Di Natale non particolarmente ispirato. Esce zoppicante a inizio ripresa.
(dal 10 s.t. Cordoba 6 - Niente di trascendentale, ma di sicuro prestazione migliore di quella di Chivu.)
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J. Zanetti 6 - Solita prestazione da capitano, anche se questa volta Sanchez lo mette a durissima prova, più di qualche volta riuscendo anche a beffarlo
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Mariga 5 - E' l'anello debole del centrocampo interista (forse di tutta la squadra) e si vede. Impreciso in fase di impostazione, soffre nel contrastare il centrocampo udinese, con Inler, Asamoah e Pinzi che hanno quasi sempre la meglio su di lui. Si permette pure di sbagliare un gol a 4 metri dalla porta servito da un assist illuminante di Sneijder.
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Cambiasso 6 - Nel primo tempo patisce, e si vede, la fisicità dei friulani nella zona centrale del campo. Meglio nella ripresa, ma mancano le sue solite geometrie e la sua capacità di dare ordine alla squadra.
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Biabiany 5,5 - Il folletto parigino fa quello che sa fare e che Benitez gli ha chiesto di fare. Corre, sbuffa, si accentra per provare il tiro, arretra per recuperare. Di tutte queste cose solo un paio gli riescono discretamente bene.
(dal 18 s.t. Pandev 6 - Da una mano alla squadra nel suo momento migliore, ovvero nella seconda parte della ripresa, quando l'Udinese cala notevolmente).
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Sneijder 6,5 - Illumina il gioco dei suoi con tocchi e assist di pregevole fattura. Forse ancora non il miglior Sneijder, come del resto quasi tutta la squadra, ma l'impressione è che, come l'anno scorso, senza di lui l'Inter non sarebbe esattamente la stessa cosa.
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Eto'o 6,5 - A vederlo sino a metà ripresa l'impressione è che il suo appello a Benitez di voler giocare più vicino alla porta rispetto all'anno scorso sia rimasto inascoltato. Parte spesso è volentieri sulla fascia da troppo lontano, finendo per trovare poche volte la via della porta. Avanzato nel secondo tempo realizza, su respinta, il rigore del 2-1 finale e poco dopo colpisce il palo lungo con uno stupendo destro a giro.
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Milito 5 - Il Principe continua, per ora, a non essere più lui. Lento e quasi sempre in ritardo, si segnala solo per un sinistro, larghissimo, nel secondo tempo.
(dal 36 st. Muntari s.v.)
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All: Benitez 6 - La squadra nel primo tempo convince poco, complice una forma fisica ancora assolutamente lontana da quella migliore. Azzecca la mossa di spostare più avanti Eto'o nel secondo tempo, cosa peraltro richiesta dal centravanti camerunense già quest'estate.
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UDINESE
Handanovic 6,5 - Incolpevole in occasione del gol di Lucio, è bravissimo a respingere il rigore ad Eto'o, sul quale però è soprattutto sfortunato, non potendo impedire all'attaccante nerazzurro di insaccare sulla respinta.
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Benatia 6 - Buona la prestazione all'esordio del difensore marocchino. Soffre, come il collega Domizzi, su qualche occasione da fermo, ma nel complesso è autore di una prova ordinata. Esce per infortunio.
(dal 39 s.t. Cuadrado s.v.)
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Zapata 6 - Rischia il rigore su Eto'o, che comunque non c'era, ma per il resto, complice la pessima prova di Milito, prestazione discreta con qualche sortita offensiva.
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Domizzi 6 - Come Benatia, con la differenza che per lui non si è trattato di esordio e non c'è stato infortunio.
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Pinzi 6 - Prova a dare una mano ai colleghi di centrocampo con qualche sovrapposizione interessante, saltando spesso Mariga ma venendo stoppato dai centrali nerazzurri. Nella ripresa c'è un sospetto di danno procurato in area ai suoi danni da Cordoba, che scivola colpendolo.
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Inler 5,5 - Prova anche lui per vie centali ad impensierire il centrocampo interista. Gioca tantissimi palloni, non tutti però in modo adeguato.
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Asamoah 6,5 - Corsa e sostanza, si propone con insistenza sia in mezzo che sulla fascia.
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Pasquale 6 - Nel primo tempo si scontra con un Biabiany non eccezionale ma che pure spesso ha la meglio su di lui in fase di recupero. E' comunque generoso nel dare una mano ai compagni di difesa.
(dal 14 st. Angella 4,5 - Giovanissimo ed esordiente macchia però la sua prima in A con l'ingenuità clamorosa che costa il rigore decisivo ai suoi. Il braccio largo sul cross di Sneijder all'interno dell'area sembra istintivo, ma si tratta comunque di un'ingenuità clamorosa e, quel che è peggio, decisiva)
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Sanchez 7 - Fa letteralmente impazzire gli esterni nerazzurri, soprattutto Chivu nel primo tempo, ed è sempre il più pericoloso dai suoi. Cerca spesso la porta e le sue incursioni costringono Samuel, e soprattutto Lucio, ad un super lavoro.
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Di Natale 6 - Dei tre in avanti Totò questa volta è il meno ispirato. Qualche ottimo aggancio, qualche apertura delle sue, soprattutto il cross per Floro Flores in occasione del gol, ma da lui ci si aspetta di più.
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Floro Flores 6,5 - Magistrale il suo anticipo su Lucio in occasione del gol, si sbatte anche lui cercando più volte la via della porta di Julio Cesar. Esce per i crampi.
(dal 18 s.t. Corradi 6 - Ha la sfortuna di entrare in campo con i compagni in piena fase calante, ma si da da fare guadagnandosi punizioni sulle palle alte e proponendosi in area)
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All: Guidolin 6 - Come contro il Genoa la sua squadra meriterebbe il pareggio. Tradito da Angella, porta a casa comunque indicazioni positive. Il problema è che i punti rimangono 0 e nella prossima, al Friuli, ci sarà contro la Juventus.

Serie B: vola il Novara, prima vittoria per il Torino, crolla la Reggina

Nella quarta giornata di Serie B, continua a stupire la matricola terribile Novara che, raccogliendo il quarto risultato utile in altrettante giornate (di cui tre vittorie), si piazza in solitaria al comando della classifica del campionato cadetto in attesa del Modena, impegnato lunedì sera in posticipo a Crotone. Per gli uomini di Tesser, il protagonista assoluto della gara casalinga contro il Grosseto è il centravanti Bertani che, con la sua doppietta al 1' e al 30' della ripresa, rimonta il gol del toscano Vitiello al 12' del primo tempo per il 2-1 finale a favore dei piemontesi. Alle spalle del Novara un terzetto di squadre a 8 punti: l'Ascoli espugna il campo del Piacenza, che resta ultimo a quota 1, per 4-2 grazie ai gol di Giorgi, Bonvissuto (su rigore), Micolucci e Cristiano, rendendo così inutile la doppietta di Graffiedi per gli emiliani; l'Atalanta coglie nella ripresa un prezioso successo sul non facile campo di Pescara grazie a Manfredini e Tiribocchi; il Siena, al ''Franchi'', si sbarazza senza troppi problemi del Cittadella con un rotondo 3-1, a firma Calaiò (doppietta, di cui un rigore) e Terzi (inutile il rigore di Di Roberto per i padovani). Occasione sprecata invece per le matricole Varese e Portogruaro: gli uomini di Sannino crollano 3-1 sul campo dell'Albinoleffe (a segno Piccinni, Salvi e Torri) nonostante il gol iniziale di Neto Pereira, mentre i veneziani cedono di misura a Frosinone trafitti da Santoruvo. Da segnalare la prima vittoria stagionale tanto attesa del Torino di Lerda sul campo di un Sassuolo in leggera (per ora) crisi: Iunco e Sgrigna rendono inutile il momentaneo pareggio di Catellani per i padroni di casa. Tante emozioni ma nessun gol tra Vicenza e Livorno, mentre la Triestina coglie, grazie a Testini, un prezioso pareggio sul campo dell'Empoli (in rete Coralli). Nell'anticipo di ieri infine, rotondo successo, il primo in campionato, per il Padova di Calori che all' "Euganeo" stordisce la Reggina di Atzori. Il 4-0 finale, firmato da Succi (doppietta), El Shaarawy e Vicente, parla da solo.
Come detto, chiude lunedì sera il posticipo Crotone-Modena, con gli emiliani che in caso di vittoria affiancherebbero il Novara in testa.

venerdì 10 settembre 2010

Al via la seconda giornata: tre anticipi con Inter, Milan e Roma.

Si riparte, o meglio, si parte. Sì, perchè la prima giornata di Serie A è passata senza che nessuno se ne accorgesse: mentre mezza Italia calcistica era ancora sotto l'ombrellone, il Massimo Campionato ha fatto parlare di sè quasi esclusivamente per il poker del Milan sul Lecce e per il crollo della nuova Juventus a Bari.

Ma da domani si fa sul serio: aprirà le danze l'Inter di Benitez, che alle 18.00 ospiterà a San Siro l'Udinese. In serata, occhi puntati su Milan - Cesena per guardare le prodezze di Ibrahimovic e Robinho e fari accesi a Cagliari per la sfida tra i sardi e la Roma.

Inter - Udinese:
I nerazzurri sono a caccia dei primi tre punti della giornata e lo faranno tra le mura amiche contro l'Udinese di Guidolin che si prepara a dare battaglia dopo la batosta casalinga rimediata a causa del Genoa.
Benitez lascia Maicon in panchina, spostando Zanetti nel suo ruolo naturale di terzino. In campo Mariga al posto di Stankovic, per controllare un centrocampo ricco di qualità con i soliti Cambiasso e Snejder pronti a supportare gli esterni offensivi Pandev ed Eto. In attacco, il principe Milito.

L'Udinese si affiderà al trio Di Natale, Sanchez, Floro Flores per infilzare la porta di Julio Cesar. L'unico problema del Tecnico bianconero riguarda la difesa: con l'assenza di Coda, il ballottaggio è tra i nuovi Benatia e Angella.

Cagliari - Roma:
Al Sant'Elia, Bisoli non lancerà dall'inizio la collaudata coppia Matri - Acquafresca, preferendogli l'unica punta Nenè e un centrocampo folto con i "big" Cossu e Lazzari. Gara ad alta temperatura per il capitano Daniele Conti, spesso decisivo contro la sua vecchia squadra.

Nella Roma l'attenzione è tutta per Marco Borriello: l'ex rossonero ha dichiarato più volte di sentirsi al top della forma, e cercherà di mettersi in evidenza con Totti e Menez. Presenti Burdisso e Castellini, panchina per Vucinic e Simplicio.

Cesena - Milan:
Non chiamiamola Cenerentola: la squadra romagnola, autrice di un ottimo calciomercato, non ha steccato la prima, ritagliando sprazzi di buon gioco all'Olimpico contro la Roma. Ficcadenti è chiamato al durissimo esame Milan: tre attaccanti, Schelotto, Giaccherini e Bogdani e tre centrocampisti per mettere in difficoltà i diavoli.

I rossoneri sono pronti a premere sull'acceleratore, ma la presenza di Robinho dal primo minuto non è così scontata: al suo posto potrebbe giocare uno tra Ronaldinho e Pato. Confermato, invece, Ibrahimovic. Non ci saranno Flamini e Seedorf. Nesta è out. Allegri ridisegna la difesa, arretrando Antonini e inserendo Papastathopulos. Aspettando le magie brasiliane...

Serie A in sciopero, niente calcio il 25 e 26 settembre

Di Paolo Pappagallo

Colpo di scena nella trattativa, in atto ormai da mesi, tra l'Associazione Italiana Calciatori e la Lega di A sul rinnovo del contratto collettivo. L'organo sindacale dei giocatori ha infatti proclamato lo sciopero di categoria per il 25 e 26 settembre prossimo, per effetto del quale le squadre della massima serie non scenderanno in campo in occasione della quinta giornata.
La dura presa di posizione dei calciatori è stata riassunta nel comunicato letto a Milano dal rossonero Massimo Oddo a nome di tutti i capitani e dei rappresentanti sindacali delle squadre di Serie A, firmatari dello stesso. Nel documento si sottolinea la scelta di scioperare ''contro la richiesta di introduzione di un nuovo regime contrattuale'' che comporterebbe ''la carenza più assoluta di ogni forma di tutela nei confronti dei calciatori''. Nel comunicato viene inoltre evidenziato che ''lo sciopero ci sarà sicuramente al di là delle decisioni che potranno essere prese nella riunione di lunedì'', indetta dal presidente FIGC Abete e che vedrà da una parte e dall'altra proprio AIC e Lega. Infine, ha specificato Oddo, ''i giocatori sono stufi di essere trattati come oggetti e non come persone. Qua si tratta di diritti umani, come quando ci negano di non poter svolgere attività parallele, contestuali o di tutela sanitaria, e di diritti di lavoro''. Insomma, se la guerra tra sindacati e Lega sembra essere entrata nel vivo, una riflessione sembra d'obbligo.
Lo sciopero è sì un diritto di tutti i lavoratori ma, non nascondiamocelo, di questi tempi una protesta del genere da parte di una categoria di super privilegiati come quella dei calciatori è assolutamente fuori luogo. Un insulto quasi a tutti coloro che scioperano, rinunciando al proprio stipendio, ''non certo pari'' a quello di questi sportivi miliardari, per rivendicare i propri diritti. Andate a parlarne con gli insegnanti precari alla ricerca di un posto di lavoro nelle scuole: vi risponderanno che, per 100.000 Euro al mese (stipendio di Oddo, panchinaro nel Milan), non vedrebbero l'ora di essere trattati come oggetti. Da segnalare, infine, la replica del presidente di Lega, Maurizio Beretta: ''Proclamare uno sciopero, che è una scelta veramente estrema, senza confrontarsi nel merito, è un atteggiamento molto grave, che rischia di essere pregiudiziale''.

Inter, una coperta troppo corta

di Alessandro Mascia

A tre mesi dallo storico “triplete” l’Inter riparte con lo stesso organico, ma con due nomi in meno. Quelli di Mou e di SuperMario. La seconda, in particolare, è una partenza di peso e non rimpiazzata. Con un paio di infortuni il rischio è quello di vedersi superati in classifica da altri team rinforzati, come Roma e Milan.

L’estate nerazzurra doveva essere quella del trionfo. Quella degli acquisti premio, quella di un mercato da favola. Mascherano, Kuyt, Forlan, Inler, Marchisio sono solo alcuni dei nomi accostati ai campioni d’Europa ma, alla fine, alla voce entrate non si è visto nulla di notevole. In quella delle partenze, invece, ci sono due nomi pesanti, come detto, pesantissimi. Il primo è quello del mago di Setubal, di José Mourinho. L’altro, mancherà meno, è quello di Mario Balotelli. E ora quella coperta che l’anno scorso è sembrata così lunga e calda è divenuta all’improvviso fredda e corta.
A rimboccarla, fino a maggio, c’era Mou. Un vincente, un motivatore, che sapeva come sistemarla sul letto di ogni singolo giocatore. Sapeva quanti centimetri lasciar loro sulla destra, sulla sinistra e sotto il mento. E tutto, dico tutto, ha funzionato alla perfezione.
E ora? La grande iniezione di motivazione e fiducia fatta per tutto l’anno scorso da Mou sarà ancora nel circolo dell’organismo nerazzurro, oppure l’eccessivo aplomb di Benitez ha riportato i nerazzurri in letargia?
E ancora. L’anno scorso la Beneamata ha avuto anche un sacco di fortuna. Non si discute la rosa, davvero fenomenale. Ma subendo ad esempio i 67 infortuni patiti dalla Juve, forse, il Treplete l’avrebbe fatto il Bayern. In questo senso si parla di fortuna: in una stagione gli infortuni si sono contati sulle dita di una mano, e, fortunatamente, sono sempre stati dilazionati nel tempo. C’è stata solo una settimana di passione, senza il centrocampo, ma Mou (che ha detto di non essere Harry Potter, io ho i miei dubbi) ha fatto il miracolo.
Ora, se per caso si dovessero infortunare, anche seriamente, due attaccanti, che so, Eto’o e Milito e altri due come, la butto, Cambiasso e Maicon? In panchina non c’è davvero nessuno in grado nemmeno di indossare i loro scarpini. La nota positiva potrà, forse, essere Philipphe Coutinho (che assonanza nostalgica...): il talento cristallino non si discute, ora dovrà dimostrare di essere davvero una valida alternativa a Sneijder e compagni di ruolo. Dita incrociate, è l’unica speranza.

LA STELLA Dopo un anno a 100 all'ora in cui tutto è andato per il verso giusto, Wesley Sneijder ha l'obbligo di fare il fuoriclasse anche quest'anno. Serve all'Inter, per riconfermarsi, serve a lui per raccogliere quel poco che gli manca per vincere il pallone d'oro.

COSA VA Per il momento tutto. Gli scivoloni estivi contano zero. La squadra è la stessa che non più tardi di 4 mesi fa ha alzato la Champions al cielo di Madrid, l’amalgama è, probabilmente, la stessa. Benitez ha dalla sua un pugno di giocatori che possono fare la differenza in qualsiasi momento.

COSA NON VA Dicevamo, la coperta troppo corta. Non ci sono rimpiazzi notevoli. L’undici titolare è fenomenale, altro che gap colmato dal Milan, non scherziamo. Ma in panchina le riserve lasciano a desiderare. Lo facevano anche l’anno scorso, sia chiaro, ma tra le motivazioni di Mou e la grazia dei pochissimi infortuni, non c’è stato grande bisogno dei vari Cordoba, Mariga eccetera. E in attacco, almeno, c’era Balotelli. Decisivo in diverse gare, quest’anno non ci sarà. Al suo posto Biabiany e Suazo. Può essere un problema.

POSSIBILE PIAZZAMENTO Il primo posto, sulla carta, è ancora suo. Certo, dovrà lottare molto, molto di più, ma né Roma né Milan hanno davvero colmato il gap.

giovedì 9 settembre 2010

Bari, cercasi conferme disperatamente

Di Paolo Pappagallo


I miracoli, si sa, hanno tre caratteristiche fondamentali. La prima è che accadono quando meno te lo aspetti, anzi, quando sono totalmente insperati. La seconda è che solitamente hanno un carattere di unicità, e quindi molto difficilmente si ripetono. La terza, e più importante, è che quando accadono si ricordano per sempre. E in questi termini, calcisticamente, per i tifosi del Bari la stagione appena trascorsa sarà ricordata come una delle più positive nella massima serie della storia del club. Il decimo posto finale raggiunto, secondo miglior piazzamento di sempre, porta la firma in calce di Giampiero Ventura, approdato in Puglia tra lo scetticismo generale dopo l'esonero a sorpresa di Antonio Conte, artefice del ritorno in Serie A dei galletti. E chi, dopo questa mossa, aveva auspicato un immediato ritorno dei biancorossi tra i cadetti ha dovuto invece fare i conti con l'ottima organizzazione di gioco trasmessa dal tecnico ligure ai suoi uomini. Appunti tecnici talmente efficaci da trasformare il duo di difesa Ranocchia-Bonucci in una delle coppie di centrali più forti di tutta Europa e Gillet, di conseguenza, in uno dei portieri meno battuti della Serie A. Senza dimenticare, tra le altre cose, l'ottima stagione di Almiron, reduce dai flop con le maglie di Fiorentina e Juventus, e del gioiellino Barreto, pur condizionato da una serie di infortuni. Degli artefici di quel miracolo quest'anno Ventura dovrà far a meno dei due giovani talenti difensivi, sostituiti dall'ex bolognese Raggi e dall'ex doriano Rossi, mentre Almiron e Barreto sono rimasti come punti cardine della squadra. Come detto all'inizio però i miracoli spesso hanno carattere di unicità, quindi (certamente non volendo gufare all'indirizzo dei tifosi baresi) appare molto difficile una conferma del Bari sui livelli della scorsa stagione. L'ingaggio dell'ex senese Ghezzal e la brillante partenza di campionato, con vittoria, sulla Juve sembrerebbe per ora dire il contrario. Starà ancora alla sagacia e alla bravura di mister Ventura, una volta esaurito l'effetto sorpresa dello scorso anno, il compito di evitare alla squadra lo scotto di una stagione nettamente al di sotto delle aspettative.

LA STELLA: Il talento di Paulo Vitor Barreto, infortuni permettendo, può illuminare ancora il campionato dei galletti a suon di gol, assist e giocate. In sua assenza il ruolo di leader della squadra è stato assunto da Sergio Almiron, diventato ormai al pari di Barreto idolo incontrastato della tifoseria.

COSA VA: Ventura sembra aver già compattato il gruppo a livello dell'anno scorso. La scelta di spostare Ghezzal sull'out sinistro di centrocampo, permettendogli all'occorrenza di inserirsi come terminale offensivo, sembra finora azzeccata. Da segnalare anche l'ottimo stato di forma di Almiron e Alvarez, apparsi in forma smagliante durante il pre-campionato.

COSA NON VA: Persi Ranocchia e Bonucci, i nuovi centrali difensivi titolari Andrea Masiello-Marco Rossi non sembrano dare la stessa sicurezza dei loro predecessori. Le perplessità però riguardano soprattutto il reparto avanzato: si spera ovviamente sempre nel miglior Barreto, ma Kutuzov, Castillo e Caputo non sono propriamente dei goleador. Senza contare che Ventura ha chiesto, ma non ottenuto, di poter avere un rinforzo in difesa (Rinaudo) e a centrocampo (Giovinco).

POSSIBILE PIAZZAMENTO: La salvezza resta ampiamente alla portata dei biancorossi, anche se tutto fa presupporre che quest'anno sia lotta vera con le dirette concorrenti fino all'ultima giornata.