Visualizzazione post con etichetta Ghezzal. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ghezzal. Mostra tutti i post

venerdì 4 marzo 2011

Sanchez Re delle Due Sicilie, Ghezzal rischiara Bari. E Chiellini è ''preso al laccio''.

Il Milan stende il Napoli e ritorna a gridare ad alta voce sul campionato: l’Inter, assieme ai partenopei, si candida come avversario riaprendo la rincorsa ai cugini rossoneri ma mantenendo un certo distacco. Nel campionato in cui la Juventus sembra essersi smarrita e la Roma non riesce ad ottenere successi rilevanti, ci pensa l’Udinese a diventare squadra simpatia e protagonista: sette reti al Palermo per avvicinarsi alla zona Champions League, senza la paura di essere una provinciale. Cade la Lazio con l’ottimo Cagliari di Donadoni, risorge il Catania di Simeone.

Ed ecco miglior giocatore, goal più bello e curiosità dell’ultima giornata di Serie A.

IL PERSONAGGIO: ALEXIS SANCHEZ

Quattro reti da brivido mandano in tilt il Palermo facendo volare l’Udinese: Sanchez, ora richiestissimo da diversi club europei, è il giocatore più in forma del campionato e sta mandando in visibilio giornalisti e tifosi. E’ maturato moltissimo, giocando per la squadra e “scordandosi” di essere solo talento e poca fantasia. I primi passi di un vero campione.

 

 IL GOAL: ABDELKADER GHEZZAL in Bari – Fiorentina
Bellissima rete del centrocampista offensivo in forza al Bari: la palla in area di rigore, esce dopo un batti e ribatti sposandosi all’altezza della lunetta. Ghezzal calcia con un bellissimo destro infilando alle spalle di Boruc. Rete da cineteca che vale il pareggio.

 






LA CURIOSITA’: CHIELLINI E I LACCI ROTTI
Nel primo tempo della gara tra Juventus e Bologna, Giorgio Chiellini esce di corsa dal campo: tutti pensano si tratti di un infortunio, ma non è così. Sono le scarpe del terzino a non funzionare: in particolare i lacci. Chiellini è allarmato e chiede la sostituzione degli “attrezzi”. Dopo poco tutto funziona e il calciatore riprende posizione in campo. Piccoli dettagli che rendono emblematica questa Juventus.

giovedì 9 settembre 2010

Bari, cercasi conferme disperatamente

Di Paolo Pappagallo


I miracoli, si sa, hanno tre caratteristiche fondamentali. La prima è che accadono quando meno te lo aspetti, anzi, quando sono totalmente insperati. La seconda è che solitamente hanno un carattere di unicità, e quindi molto difficilmente si ripetono. La terza, e più importante, è che quando accadono si ricordano per sempre. E in questi termini, calcisticamente, per i tifosi del Bari la stagione appena trascorsa sarà ricordata come una delle più positive nella massima serie della storia del club. Il decimo posto finale raggiunto, secondo miglior piazzamento di sempre, porta la firma in calce di Giampiero Ventura, approdato in Puglia tra lo scetticismo generale dopo l'esonero a sorpresa di Antonio Conte, artefice del ritorno in Serie A dei galletti. E chi, dopo questa mossa, aveva auspicato un immediato ritorno dei biancorossi tra i cadetti ha dovuto invece fare i conti con l'ottima organizzazione di gioco trasmessa dal tecnico ligure ai suoi uomini. Appunti tecnici talmente efficaci da trasformare il duo di difesa Ranocchia-Bonucci in una delle coppie di centrali più forti di tutta Europa e Gillet, di conseguenza, in uno dei portieri meno battuti della Serie A. Senza dimenticare, tra le altre cose, l'ottima stagione di Almiron, reduce dai flop con le maglie di Fiorentina e Juventus, e del gioiellino Barreto, pur condizionato da una serie di infortuni. Degli artefici di quel miracolo quest'anno Ventura dovrà far a meno dei due giovani talenti difensivi, sostituiti dall'ex bolognese Raggi e dall'ex doriano Rossi, mentre Almiron e Barreto sono rimasti come punti cardine della squadra. Come detto all'inizio però i miracoli spesso hanno carattere di unicità, quindi (certamente non volendo gufare all'indirizzo dei tifosi baresi) appare molto difficile una conferma del Bari sui livelli della scorsa stagione. L'ingaggio dell'ex senese Ghezzal e la brillante partenza di campionato, con vittoria, sulla Juve sembrerebbe per ora dire il contrario. Starà ancora alla sagacia e alla bravura di mister Ventura, una volta esaurito l'effetto sorpresa dello scorso anno, il compito di evitare alla squadra lo scotto di una stagione nettamente al di sotto delle aspettative.

LA STELLA: Il talento di Paulo Vitor Barreto, infortuni permettendo, può illuminare ancora il campionato dei galletti a suon di gol, assist e giocate. In sua assenza il ruolo di leader della squadra è stato assunto da Sergio Almiron, diventato ormai al pari di Barreto idolo incontrastato della tifoseria.

COSA VA: Ventura sembra aver già compattato il gruppo a livello dell'anno scorso. La scelta di spostare Ghezzal sull'out sinistro di centrocampo, permettendogli all'occorrenza di inserirsi come terminale offensivo, sembra finora azzeccata. Da segnalare anche l'ottimo stato di forma di Almiron e Alvarez, apparsi in forma smagliante durante il pre-campionato.

COSA NON VA: Persi Ranocchia e Bonucci, i nuovi centrali difensivi titolari Andrea Masiello-Marco Rossi non sembrano dare la stessa sicurezza dei loro predecessori. Le perplessità però riguardano soprattutto il reparto avanzato: si spera ovviamente sempre nel miglior Barreto, ma Kutuzov, Castillo e Caputo non sono propriamente dei goleador. Senza contare che Ventura ha chiesto, ma non ottenuto, di poter avere un rinforzo in difesa (Rinaudo) e a centrocampo (Giovinco).

POSSIBILE PIAZZAMENTO: La salvezza resta ampiamente alla portata dei biancorossi, anche se tutto fa presupporre che quest'anno sia lotta vera con le dirette concorrenti fino all'ultima giornata.

venerdì 4 giugno 2010

Algeria, il ritorno delle volpi del deserto

24 anni dopo Messico 1986 e il misero punticino conquistato nella fase a gironi del primo turno, riecco l'Algeria, qualificata per la terza volta nella sua recente storia alla fase finale di un Mondiale di calcio. Decisivo, per la formazione allenata dal ct 64enne Rabah Saadane, già selezionatore dei magrebini nelle due precedenti partecipazioni mondiali dell'82 e '86, si è rivelato lo spareggio vinto contro l'Egitto sul neutro di Karthoum in Sudan, dopo un girone di qualificazione terminato sd 'assoluta parità. Spareggio contraddistinto, sia nel pre che nel dopo gara, da un clima di odio che ha provocato vittime e feriti, caccie all'uomo, ritorsioni in Algeria su tutto quanto fosse legato all'Egitto e viceversa. In un contesto da guerra fratricida più che da match di pallone ci ha pensato quindi un gol del difensore centrale Yahia a regalare alle volpi del deserto, appellativo con il quale sono chiamati i componenti della nazionale nordafricana, il pass per la kermesse sudafricana.

Tra i 23 convocati al Mondiale spiccano anche due rappresentanti del calcio nostrano, il difensore leccese Djamel Mesbah e la punta del Siena Abdelkader Ghezzal, reduce da una stagione piuttosto positiva nonostante la retrocessione in Serie B della squadra toscana. Aggregato inizialmente agli altri convocati, era stato chiamato anche il trequartista della Lazio Mourad Meghni, che sarà però costretto a saltare la manifestazione per il persistere di un'infiammazione al tendine rotuleo che già ne aveva limitato l'impiego nel campionato di Serie A appena concluso.
Per la nazionale magrebina, inserita nel Girone C con Inghilterra, Stati Uniti e Slovenia, il compito è cercare di figurare nel miglior modo possibile. Magari ricordando l'exploit dei mondiali di Spagna 1982, quando pur venendo eliminata al primo turno, si prese la soddisfazione di battere la superfavorita Germania Ovest e il Cile.

Difesa - In porta il posto da titolare è saldamente nelle mani del 32enne Gaouaoui, estremo difensore dell'ASO Chlef, squadra della Serie A algerina. A fargli da secondo sarà un altro protagonista del campionato di casa, il 25enne Chaouchi, mentre terzo portiere sarà il numero uno dei bulgari dello Slavia Sofia, M'Bohli, nato in Francia come molti dei giocatori algerini selezionati (il rapporto, anche calcistico, tra la Francia e l'ex colonia algerina è testimoniato anche dalle origini magrebine di un grandissimo protagonista del calcio transalpino, Zinedine Zidane). In difesa spicca il centrale del Portsmouth, Belhadj, che sarà affiancato all'autore del gol-qualificazione Yahia, con Bougherra dei Glasgow Rangers e Halliche in forza ai portoghesi del Nacional Madeira favoriti come esterni bassi. Completano il reparto Mesbah, due prodotti della Serie B francese, Medjani e Belaid, e il centrale ''locale'' Abdelkader.

Centrocampo - Le chiavi del gioco nel 4-4-2 tipo della squadra algerina saranno affidate al talentuoso Ziani, campione di Germania nel 2009 con il Wolfsburg, e rigorista designato. Accanto a lui, a guidare la mediana, sarà chiamato capitan Mansouri, 32 anni e 66 gettoni in nazionale, mentre toccherà probabilmente ad un altro reduce del retrocesso ma gagliardo Portsmouth, l'esterno Yebda, il compito di non far rimpiangere l'infortunato Meghni. Per il ruolo di esterno sinistro il favorito è il ''francese'' Kadir, con i restanti Lacen, Guedioura, Boudebouz, Abdoun e Matmour pronti ad aumentare i dubbi di formazione del ct Saadane.

Attacco - In avanti spicca la scelta dell'allenatore magrebino di convocare solo tre punte di ruolo, vista anche la duttilità di alcuni giocatori, come Ziani e Matmour, all'occorenza schierati da seconda punte. Nella formazione tipo comunque sono destinati a partire dall'inizio il senese Ghezzal e il numero dieci Saifi, bomber e veterano della squadra con le sue 35 primavere. Pronto come punta alternativa il 26enne Djebbour dell'Aek Atene, 9 anni in meno di Saifi e, come Ghezzal, con il futuro della nazionale nei propri piedi.