domenica 18 luglio 2010

Il pagellone delle squadre

I mondiali sudafricani del 2010 si sono conclusi da una settimana con la vittoria storica della Spagna. Possiamo divertirci a dare i voti a tutte le squadre che hanno preso parte a questa edizione. Inutile dire che ci sono diverse bocciature importanti, ma anche alcune belle sorprese.

Girone A

URUGUAY 9 La celeste del trascinatore Forlan è sicuramente la grande sorpresa dei mondiali. Era accreditata fin dall'inizio come possibile rivelazione ma voi ci avreste scommesso davvero? Il calendario è stato abbordabile, ma questo non toglie nulla alla prestazione degli uomini di Tabarez. In semifinale non ha demeritato contro la cinica Olanda e ha raccolto le simpatie di tanti nuovi fans in tutto il mondo. La vittoria contro il Ghana è stata la più emozionante di tutto il mondiale.

MESSICO 6,5 Una delle tante belle promesse incompiute. Passa il turno in un girone tosto, grazie al bel gioco e a una grande vittoria contro la Francia. Agli ottavi i messicani trovano però l’Argentina e non c’è più storia. Anche perchè Tevez segna in netto fuorigioco, ma le terna arbitrale italiana proprio in quel momento si fa una bella siesta.

SUDAFRICA 6 Non sfrutta a dovere il mondiale in casa ed è il primo Paese ospitante della storia ad uscire al primo turno. I bafana-bafana hanno fatto comunque il possibile, considerando il fatto che se non avessero avuto la partecipazione garantita non si sarebbero mai qualificati. Si sono tolti pure la soddisfazione di battere la Francia nell'ultima partita del girone A.

FRANCIA 3 La peggiore dei mondiali. Sulla carta rimarrà il misero punticino conquistato contro l'Uruguay nella prima partita. Ma la disfatta francese è avvenuta soprattutto fuori dal campo. Un allenatore odiato da tutti, una squadra completamente allo sbando. Le vicende dei galletti sono diventate un caso nazionale in patria. Davvero una pessima figura per i vice-campioni del mondo, che tra l'altro non avrebbero neppure dovuto partecipare a questi mondiali. L'Irlanda di Trapattoni, punita dal famigerato tocco di mano di Henry, ci avrebbe di sicuro fatto vedere qualcosa di meglio.

Girone B

ARGENTINA 7 Sembrava una squadra inarrestabile. Magari non è stata una nazionale molto organizzata ed equilibrata, ma la potenza offensiva argentina dava l'impressione di poter risolvere qualsiasi problema nel momento giusto. Invece, di fronte alla prima grande squadra, la seleccion è crollata: 4 a 0 pesantissimo subito dai tedeschi. Maradona è stato comunque accolto in patria come un eroe, ma non si può ignorare l'esclusione di giocatori di giocatori di sostanza che avrebbero fatto comodo: Zanetti, Cambiasso e Gago sarebbero stati faticatori ideali (e di qualità) per reggere l'attacco Messi-Higuain-Tevez. Mascherano da solo non poteva fare di più.

COREA DEL SUD 6,5 Una nazionale in crescita, guidata dalla stella Park Ji-Sung del Manchester United. Nel girone ha ottenuto una bella vittoria contro la Grecia, una pesante sconfitta dall’Argentina e un pareggio con la Nigeria. Agli ottavi si è arresa all’Uruguay.

GRECIA 5,5 Non ha offerto un calcio memorabile, specialmente nell'ultima partita contro l'Argentina. Un po' meglio nelle prime due. Chiude con 2 sconfitte e una vittoria (contro la Nigeria).

NIGERIA 5 Una delle delusioni africane, come gioco e come risultati. Un solo punto guadagnato, contro la Corea. Le aquile hanno fatto vergognare il proprio presidente, che ha addirittura pensato di ritirare la nazionale da tutte le competizioni per i prossimi 2 anni.

Girone C

USA 6,5 La prima bella sorpresa dei mondiali. Guidati da Donovan, gli statunitensi sono arrivati primi nel loro girone, davanti all’Inghilterra. Non hanno saputo sfruttare però questo grande risultato: agli ottavi sono stati subito eliminati dal Ghana. Rimane comunque un buon mondiale, che ha entusiasmato in patria e avvicinato tanti nuovi appassionati al soccer.

INGHILTERRA 5,5 Ecco una delle grandi delusioni mondiali. Nel girone gli inglesi hanno tentennato e dopo due pareggi (contro USA e Algeria) hanno ottenuto finalmente una vittoria di misura sulla Slovenia. Ma gli uomini di Capello hanno pagato il piazzamento non ottimale, scontrandosi con una super Germania che li ha umiliati e eliminati. Da una squadra di campioni, come Gerrard, Lampard e Rooney, ci si aspettava di più.

SLOVENIA 5,5 Non è dispiaciuta la nazionale di Handanovic, ma è mancato il guizzo finale. Contro gli inglesi nell'ultima partita non è riuscito il colpaccio. La qualificazione ai mondiali di questo piccolo Paese è stata comunque una bel risultato.

ALGERIA 5,5 L'unica buona partita degli algerini è stata quella contro l'Inghilterra, finita 0 a 0. Troppo poco.

Girone D

GERMANIA 9 Non sottovalutate i tedeschi, si fanno sempre trovare pronti ai grandi appuntamenti. Era questo il monito prima dei mondiali, ma chi si aspettava una squadra così forte e divertente? I giovani di Loew hanno stupito il mondo e hanno portato la loro nazione di nuovo a un passo dal grande sogno. Sono crollati sul più bello, contro una Spagna irresistibile. Lasciano in eredità comunque un modello da seguire.

GHANA 7 L’unica africana che ha difeso l’onore del proprio continente. Nella fase a gironi non ha incantato, poi però ha tirato fuori risorse inaspettate. Sconfitti gli USA agli ottavi, i ghanesi sono stati battuti poi dall’Uruguay in maniera rocambolesca. Ancora brucia l’errore decisivo dal dischetto di Asamoah Gyan, l’ex udinese che si è rivelato una delle più belle sorprese di questo mondiale.

AUSTRALIA 5,5 Ha proposto un calcio un po' povero, illuminato da pochi giocatori di qualità come Bresciano e Cahill. Il percorso è stato comunque abbastanza positivo: dopo la batosta contro la Germania all'esordio (4 a 0), il pareggio con il Ghana e la vittoria sulla Serbia. Ma 4 punti non sono bastati per passare il turno.

SERBIA 5,5 La nazionale serba è uscita dai mondiali con grandi rimpianti, sconfitta nell'ultima partita del girone dagli australiani. Era riuscita nell'impresa di battere la Germania, ma non è stato sufficiente.

Girone E

OLANDA 9,5 Non sarà la nazionale del calcio totale degli anni '70, ma questa Olanda è davvero una squadra vincente. Nelle amichevoli pre-mondiale i tulipani avevano mostrato al mondo un calcio spumeggiante, che ha lasciato spazio ad un gioco più pragmatico. I suoi giocatori offensivi (Robben e Sneijder su tutti) riescono a garantire azioni micidiali in ripartenza. Un reparto difensivo solido e un centrocampo di sostanza hanno permesso ai fuoriclasse là davanti di cercare nel momento opportuno l'accelerazione letale. Dopo aver chiuso il girone a punteggio pieno, gli arancioni hanno eliminato il quotatissimo Brasile nei quarti. In finale però il gol di Iniesta ha interrotto il sogno orange sul più bello.

GIAPPONE 7 Una squadra ben messa in campo e con una buona dose di fantasia in avanti grazie a giocatori come Honda, Endo e Okubu. Dopo le ottime partite della fase a gironi, i giapponesi sono stati le prime vittime della lotteria dei calci di rigore. Eliminata dal Paraguay, la nazionale nipponica è comunque rientrata in patria tra l’entusiasmo dei tifosi. Non sarà una squadra degna di Holly e Benji, ma ha compiuto passi da giganti negli ultimi anni.

DANIMARCA 5,5 Una squadra con poche ambizioni, molto sfortunata. Dopo la sconfitta con l'Olanda e la vittoria sul Camerun, i danesi hanno perso lo scontro decisivo contro il Giappone.

CAMERUN 5 I leoni sono diventati tutt'altro che indomabili. Eto'o e compagni chiudono a 0 punti come la Corea del Nord, anche se le sconfitte sono arrivate sempre di misura e mostrando comunque qualcosa di buono. L'attaccante interista non è più il trascinatore di un tempo, ma è riuscito comunque a segnare le uniche due reti della sua nazionale.

Girone F

PARAGUAY 7,5 Si può definire una sorpresa il buonissimo mondiale disputato da una squadra che nelle qualificazioni sudamericana si era piazzata davanti ad Argentina e Brasile? Questa nazionale si è dimostrata la migliore del gruppo dell’Italia. È stata un avversario ostico per tutti e se Cardozo avesse segnato quel rigore contro la Spagna…

SLOVACCHIA 7 L’unica debuttante del mondiale. Non ha di certo sbalordito per la sua spettacolarità, ma è riuscita ad approdare agli ottavi battendo i campioni del mondo uscenti. Hamsik, Vittek e i loro compagni possono ritenersi sicuramente soddisfatti.

NUOVA ZELANDA 6,5 Gli All Whites sono tornati a casa da imbattuti e davanti ai campioni del mondo. Sono stati eliminati e non hanno offerto un gran bel gioco, ma è stato comunque un successo. Considerate che erano pochi i professionisti di questa squadra: molti di loro hanno dovuto chiedere le ferie dal loro vero lavoro per partecipare ai mondiali. Quando una sconfitta diventa quasi un trionfo.

ITALIA 4 D'accordo, neanche il più ottimista ha mai creduto veramente di riuscire a bissare la miracolosa impresa del 2006. Ma vedere i campioni del mondo uscire in questo modo è stato davvero clamoroso. Dopo i sorteggi dei gironi, nessuno pensava che il cammino dell'Italia sarebbe durato così poco. Gli azzurri sono arrivati ultimi nel gruppo più abbordabile che potesse capitare. L'inizio non è stato così disastroso: un buon pareggio contro il Paraguay. Ma il pari contro i dilettanti della Nuova Zelanda e la sconfitta contro la Slovacchia sono stati da mani nei capelli. Il processo a Lippi e ai suoi uomini è ancora in corso.

Girone G

BRASILE 6 Doveva essere la nazionale più completa di tutte. Le immancabili doti tecniche brasiliane sembravano questa volta essere accompagnate da un efficace gioco all’europea voluto da Dunga. Non era la solita nazionale del calcio bailado, ma sembrava forse anche più forte del solito. Peccato che Kaka non abbia mostrato il meglio di sé. Felipe Melo invece ha sfoggiato tutto il suo repertorio…

PORTOGALLO 6 I portoghesi lasciano nella memoria di questi mondiali il pirotecnico 7 a 0 contro la Corea del Nord. Per il resto non c’è stato molto da segnalare. Anche perché Cristiano Ronaldo è una delle tante star che hanno deluso le aspettative.

COSTA D'AVORIO 5,5 Gli elefanti erano quotati come la nazionale africana più forte e invece... Nel girone di ferro Drogba e compagni si sono fermati al terzo posto. L'attaccante del Chelsea ha giocato nonostante il recente infortunio al braccio. Gli ivoriani sono stati un po' lo specchio del calcio africano: un'eterna promessa che non si realizza mai.

COREA DEL NORD 4,5 La squadra-barzelletta dei mondiali. Nella prima partita ha emozionato e commosso per la capacità di resistenza mostrata contro il Brasile. Contro i pentacampioni i nordcoreani hanno fatta bella figura e perso di misura. Ma contro Portogallo e Costa d'Avorio è stata una disfatta. Non si capisce come questa nazionale sia giunta ai mondiali. Almeno ci ha regalato una sfilza di aneddoti e di storie incredibili.

Girone H

SPAGNA 10 I campioni d'Europa erano tra i grandi favoriti e non hanno deluso. Le furie rosse possono essere definite il Barcellona delle nazionali, con il loro palleggio straordinario e la qualità di giocatori come i blaugrana Xavi e Iniesta. Il nino Torres non era nelle migliori condizioni ma ci ha pensato Villa Maravilla a segnare i gol necessari. Per dare un'idea della forza di questa squadra, basti pensare a campioni come Fabregas, Silva e Pedro che hanno giocato solo pochi minuti: troppo forte la concorrenza degli altri fenomeni. Sono riusciti a "matare" anche i tulipani in finale...

CILE 7 La nazionale cilena è stata forse quella che ha raccolto più simpatie dei tifosi bianconeri, grazie alla presenza tra i titolari della coppia Isla-Sanchez sulla fascia destra. Nel rapporto costo/qualità è una delle migliori squadre viste in Sudafrica. Ha giocato un calcio spregiudicato a velocità folle, con un organizzazione degna di un club. A quei ritmi, però, si commettono troppi errori in zona-gol.

SVIZZERA 6 L'interpretazione del catenaccio e del contropiede è stata (quasi) perfetta. Nell'esordio gli elvetici sono riusciti a battere sorprendentemente la Spagna, ma poi non sono riusciti a ripetersi contro i velocissimi cileni e neppure contro l'Honduras. Forse potranno consolarsi vantandosi di aver battuto quelli che sarebbero poi diventati i campioni del mondo?

HONDURAS 5,5 Un punto alla fine Suazo e suoi sono riusciti a portarlo a casa (contro la Svizzera). Ma resterà ben poco di questa nazionale nella memoria di Sudafrica 2010. Del resto la qualificazione alla fase finale era stata già una grande impresa.

domenica 11 luglio 2010

Olanda e Spagna, a voi il Mondo! Alle 20.30 in campo per la Coppa

Diciamoci la verità: comunque vada la partita stasera noi italiani proveremo tutti un po' di nostalgia. Specie quando vedremo Fabio Cannavaro, il condottiero azzurro nella magica notte di Berlino di quattro anni fa, riconsegnare la coppa al presidente della FIFA Joseph Blatter poco prima dell'inizio del match. Non un match qualsiasi, IL match! La partita sognata da tutti i giocatori e da tutti i tifosi di tutte le nazioni della terra, la partita più importante che possa esistere, la partita che regala alla nazione vincitrice un posto nella storia e quattro anni di regno a livello sportivo. Insomma, la finale per il titolo di Campione del Mondo. E a contenderselo quest'anno ci saranno due squadre diverse ma in certi aspetti molto simili, due formazioni arrivate ad un passo dalla meta dopo aver superato ogni ostacolo, due rappresentative entrambe con la possibilità di regalare un'indimenticabile prima volta del proprio paese sul tetto del mondo. A Johannesburg è Olanda - Spagna.

Prima ancora di ogni analisi tecnica e di ogni pronostico la domanda sembra essere per tutti: ci avrà azzeccato anche questa volta il finora infallibile polpo Paul? Il cefalopode più famoso del mondo, chiamato per la prima volta a indicare il risultato di un match nel quale non sarà coinvolta la nazionale tedesca, si è espresso nettamente a favore della Spagna, cosiccome aveva fatto in occasione della semifinale contro la Germania. Sul piano tecnico, in effetti, la formazione di Del Bosque sembra leggermente in vantaggio sugli Orange, per diverse ragioni: prima di tutto la convinzione, ormai fattasi ampiamente strada nelle menti dei giocatori iberici, di essere i più forti e di aver sfatato la maledizione calcistica che aveva sempre afflitto le Furie Rosse in passato nelle grandi competizioni internazionali. Dopo aver conquistato il titolo di Campioni d'Europa nel 2008 sotto la guida di Luis Aragones Villa e compagni sono riusciti a spingersi sino alla finale anche qui in Sudafrica, risultato mai raggiunto nemmeno dalla grande Spagna di Alfredo Di Stefano negli anni '60. La squadra di Del Bosque poi, se si eccettua il passo falso all'esordio contro la Svizzera, ha sempre dato l'impressione di essere una squadra fortissima. Rocciosa in difesa con i due blaugrana Piquè e Puyol, quest'ultimo decisivo nella semifinale contro la Germania; efficace a centrocampo, con le perfette geometrie di Xavi, il gran lavoro in fase di contenimento di Xabi Alonso e Busquets e le incursioni pericolosissime di Iniesta; spietata in attacco, grazie a David Villa che nonostante la scarsa vena di Fernando Torres (destinato almeno all'inizio ad accomodarsi in panchina questa sera) si è dimostrato fin qui cecchino implacabile in area di rigore.

Attenzione a quest'Olanda però, che sin qui ha saputo fare anche meglio delle Furie Rosse nel suo cammino verso le porte del sogno. La formazione di Van Marwijk ha impressionato per compattezza e unità di gruppo, qualità quest'ultima il cui merito va riconosciuto proprio al ct orange, capace di ricomporre un gruppo di qualità ma spesso logorato da rivalità interne e di valorizzarlo sino a trasformarlo in una squadra granitica. Capace di prendere in mano da subito il gioco o all'occorrenza di rimontare con il carattere contro squadre sulla carta più quotate. Non a caso il fiore all'occhiello del Mondiale dei tulipani è stata la vittoria contro il Brasile di Dunga più ancora della semifinale contro l'Uruguay. Gli occhi dei tifosi arancioni saranno puntati soprattutto sul sontuoso reparto di centrattacco, con Sneijder e Robben finora protagonisti di un grandissimo Mondiale e l'infaticabile Kuyt a comporre la linea alle spalle dell'unica punta Robin Van Persie.

Arbitrerà il poliziotto inglese Howard Webb, fischietto di grande esperienza e sicuro affidamento. Il grande spettacolo insomma è prontissimo a prendere il via. Olanda e Spagna, a voi la notte dei sogni, ma solo a una di voi la notte dell'apoteosi.

Le probabil forrmazioni:

Olanda
(4-2-3-1): 1 Stekelenburg; 2 Van der Wiel, 4 Mathijsen, 3 Heitinga, 5 Van Bronckhorst (c); 8 De Jong, 6 Van Bommel; 7 Kuyt, 10 Sneijder, 11 Robben; 9 Van Persie.
A disposizione: 16 Vorm, 22 Boschker, 13 Ooijer, 14 De Zeeuw, 15 Braafheid, 12 Boulahrouz, 18 Schaars, 20 Afellay, 19 Babel, 17 Elia, 23 Van Der Vaart, 21 Huntelaar. All: Van Marwijk

Spagna
(4-2-3-1)
: 1 Casillas; 11 Capdevila, 5 Puyol (c), 3 Pique, 15 Sergio Ramos; 16 Busquets, 14 Xabi Alonso; 18 Pedro, 8 Xavi, 6 Iniesta; 7 Villa.
A disposizione: 12 Victor Valdes, 23 Reina, 2 Raul Albiol, 4 Marchena, 17 Arbeloa, 21 David Silva, 10 Fabregas, 20 Javi Martinez, 13 Juan Mata, 22 Jesus Navas, 9 Torres, 19 Llorente. All: Del Bosque

Arbitro: Howard Webb (Inghilterra)

Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30

sabato 10 luglio 2010

Uruguay e Germania per il podio, stasera la ''finalina''

Se è vero, come spesso si dice, che il secondo è il primo dei perdenti, viene da pensare quasi che, in sostanza, il terzo posto valga di più. Mancata vittoria da una parte, prestigio per la conquista di un posto sul podio dall'altra. Con queste motivazioni stasera a Port Elizabeth scenderanno in campo Uruguay e Germania nella ''finalina'' di questi Mondiali di Sudafrica 2010, su cui, con la superfinale per la Coppa tra Spagna e Olanda di domani sera, calerà il sipario dopo un mese esatto di gare.
Con la benedizione dell'infallibile polpo Paul, che ha indicato la formazione di Loew come vincitrice dell'alloro di consolazione, la Germania si affiderà alla sua formazione migliore, allo stesso modo dei rivali sudamericani, smentendo così chi auspica una partita tra due squadre svogliate e demotivate dalla mancata conquista del palcoscenico principali. Anzi, tra i tedeschi c'è grande attesa soprattutto per la prova di Miroslav Klose, che in caso di doppietta diventerebbe addirittura il miglior realizzatore nella storia dei Mondiali! Per supportare l'ariete di origine polacca nella rincorsa al record Loew si affiderà ancora una volta a Ozil e Mueller, con quest'ultimo al rientro dopo la squalifica scontata contro la Spagna, assenza pesantissima che si è sentita eccome nel reparto avanzato del Nationalelf. Accanto a loro Kroos dovrebbe sostituire l'acciaccato Podolski. Per il resto favorito in difesa a sinistra Jansen su Boateng.
L'Uruguay dal cuore grande visto in questo Mondiale sudafricano non ha però nessuna intenzione di confermare la previsione del polpo Paul. Anzi, la medaglia di bronzo coronerebbe un Mondiale partito senza grandi ambizioni e sfumato per un soffio nella semifinale contro l'Olanda, a 45 anni dall'ultimo piazzamento nelle prime tre del mondo. Per l'occasione Tabarez recupererà il grande assente della semifinale e salvatore della patria nel quarto di finale contro il Ghana, ovvero Luis Suarez. Insieme a lui in attacco ancora una volta ci saranno Cavani e il super Diego Forlan ammirato in quest'ultimo mese. Rientro dal primo minuto anche per l'altro squalificato Fucile e per il capitano Diego Lugano.
Arbitrerà il messicano Benito Archundia. Non ci sarà in balio la Coppa, ma tra le due squadre regine dello spettacolo in questo Mondiale ci si può aspettare davvero di tutto.
Le probabili formazioni:
Uruguay
(4-3-3): 1 Muslera; 22 Caceres, 2 Lugano (c), 3 Godin, 4 Fucile; 16 M. Pereira, 15 Perez, 17 Arevalo Rios; 7 Cavani, 10 Forlan, 9 Suarez.
A disposizione: 12 Castillo, 23 Silva, 6 Victorino, 19 Scotti, 5 Gargano, 8 Eguren, 11 A. Pereira, 20 A. Fernandez, 18 I. Gonzalez, 13 Abreu, 21 S. Fernandez. All: Tabarez
Germania
(4-2-3-1): 1 Neuer; 3 Friedrich, 17 Mertesacker, 16 Lahm (c), 2 Jansen; 6 Khedira, 7 Schweinsteiger ; 8 Ozil, 13 Mueller, 18 Kroos; 11 Klose.
A disposizione: 12 Wiese, 22 Butt, 14 Badstuber, 5 Tasci, 23 Boateng, 4 Aogo, 21 Marin, 15 Trochowski, 10 Podolski, 20 Gomez, 9 Kiessling, 19 Cacau. All.: Loew.
Arbitro: Benito Archundia (Messico)
Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 20.30

martedì 6 luglio 2010

Olanda meccanica, è in finale! Uruguay cuore e sfortuna

L'Olanda è la prima finalista di Sudafrica 2010! Gli arancioni erano i favoriti della semifinale contro la grande sorpresa dei mondiali, l'Uruguay di Oscar Washington Tabarez. Il pronostico è stato rispettato ma non senza sofferenza.

Nel primo tempo l'Olanda è andata in vantaggio con uno strepitoso gol dalla distanza del capitano olandese Van Bronckhorst. L'Uruguay lentamente cresce e trova il pareggio con un gol di Forlan, grazie alla collaborazione del portiere e del sempre insidioso Jabulani.



Nel secondo tempo gli uomini di Bery Van Marwijk tornano in vantaggio con un fortunoso tiro deviato di Sneijder. Il 3 a 1 porta la firma di Robben, che con una bella torsione di testa sfrutta il bel cross di Kuyt dalla sinistra. Brividi nel finale: Pereira trova il 3 a 2 nei minuti di recupero, ma è solo un'illusione.



Domani sera conosceremo la seconda finalista, ovvero la vincente di Germania-Spagna.





(a breve l'articolo completo)

Olanda e Uruguay alle porte del sogno, stasera la prima semifinale

Due continenti, due modi di giocare a calcio in parte simili, due imprese, un solo sogno: la finale per conquistare la Coppa del Mondo. La grande festa che andrà in scena domenica sera a Johannesburg passa per Cape Town e da qui uscirà la prima delle due ''invitate'' per l'evento sportivo più importante della terra. Da una parte l'Olanda di Bert Van Marwijk, spumeggiante, cinica e soprattutto imbattuta, dall'altra l'Uruguay di Oscar Washington Tabarez, uno che l'impresa l'ha già realizzata portando la Celeste quarant'anni dopo tra le prime quattro del mondo grazie ad un attacco sontuoso e a un Muslera in porta in grande forma.
Altro che fallimento europeo: il Mondiale che dopo il primo turno sembrava aver lasciato campo libero alle sudamericane, Brasile e Argentina in testa, è diventata una questione tra le europee e l'Uruguay. Proprio la meno accreditata alla vigilia tra le nazionali del continente andino. Una squadra trascinata fin qui da un sontuoso Diego Forlan, un vero leader in campo capace di portare i propri compagni verso il sogno grazie ad una vena realizzativa degna del titolo di ''Pichichi'' della Liga spagnola vinta nel 2005 e nel 2009. Accanto a lui, dopo un inizio in sordina, è esploso anche Luis Suarez, un altro dal piede caldo, anzi caldissimo come dimostrano le statistiche: 47 gol in 47 presenze con la maglia dell'Ajax. E come Forlan, anche il numero 9 uruguagio si è dimostrato uomo della provvidenza grazie ai suoi gol e alla ''parata'' all'ultimo minuti dei supplementari contro il Ghana negli ottavi. Un intervento vitale che però, com'è ovvio, gli costerà l'assenza nella semifinale di stasera. Un assenza pesante al pari di quelle dello squalificato Fucile e degli acciaccati Godin e Lugano che potrebbero costringere Tabarez a reinventare la difesa. Dalla sua però l'Uruguay ha la consapevolezza che, rispetto agli olandesi, una sconfitta farebbe forse meno male. Anche se pare una bestemmia una frase del genere prima di una semifinale di un mondiale.
E' indubbio che però la pressione che da sempre investe la squadra considerata favorita sia sulle spalle degli Orange di Van Marwijk. Certo, dopo aver sconfitto il Brasile l'Uruguay non sembra un ostacolo impossibile da sormontare, ma è proprio questo il fattore di maggior rischio per i tulipani, che cullano il sogno per un'impresa attesa da sempre. Soprattutto dagli anni '70, quando l'Olanda del calcio totale di Cruijff e Neeskens fece sognare un intero popolo arrivando in finale nel 1974 e nel 1978 perdendo rispettivamente con Germania e Argentina. A quasi quarant'anni di distanza da allora e a venti dall'Olanda di Van Basten, Rijkaard, Koeman e Gullit, Sneijder, Kuyt, Robben, Van Persie e tutti gli altri hanno addirittura la possibilità di superare i propri miti e riscrivere la storia del calcio arancione. Paradossalmente da qui al sogno l'ostacolo maggiore per i tulipani sembrano proprio i problemi interni allo spogliatoio. Prima del quarto di finale contro il Brasile ci si sono messi Sneijder e Van Persie con le loro scaramuccie ad agitare l'ambiente orange, anche se la qualificazione contro i Verdeoro ha risolto una situazione comunque immediatamente chiarita tra i due. Alla vigilia della partita di stasera è stato ancora il numero 10 interista a riscaldare l'atmosfera in Olanda, parlando apertamente di Olanda Campione del Mondo e definendo Maradona e Dunga ''due idioti'' in confronto al proprio ct Van Marwijk, arma vincente finora in grado di mantenere unito e tranquillo il gruppo. Atteggiamento arrogante quello di Sneijder che, nonostante gli elogi, non è piaciuto nemmeno a Van Marwijk stesso. La paura è che con la vittoria contro il Brasile, e con il proprio nome dato per favorito nella lotta per il neonato Pallone d'Oro Fifa, Sneijder abbia un po' perso la testa. E non sia il solo tra gli olandesi.
Il tempo delle chiacchiere però è finito: stasera sapremo chi domenica sera sarà a Johannesburg a lottare per la Coppa e chi, il giorno prima, dovrà invece accontentarsi di spareggiare per il terzo posto. Uruguay-Olanda, a voi!
Le probabili formazioni:
Uruguay
(4-3-3):
1 Muslera; 6 Victorino, 2 Lugano (c), 3 Godin, 22 Caceres; 16 M. Pereira, 15 Perez, 17 Arevalo Rios; 7 Cavani, 10 Forlan, 13 Abreu.
A disposizione: 12 Castillo, 23 Silva, 19 Scotti, 5 Gargano, 8 Eguren, 11 A. Pereira, 14 Lodeiro, 20 A. Fernandez, 18 I. Gonzalez, 21 S. Fernandez. All: Tabarez
Olanda
(4-2-3-1): 1 Stekelenburg; 2 Van der Wiel, 4 Mathijsen, 3 Heitinga, 5 Van Bronckhorst (c); 8 De Jong, 6 Van Bommel; 7 Kuyt, 10 Sneijder, 11 Robben; 9 Van Persie.
A disposizione: 16 Vorm, 22 Boschker, 13 Ooijer, 14 De Zeeuw, 15 Braafheid, 12 Boulahrouz, 18 Schaars, 20 Afellay, 19 Babel, 17 Elia, 23 Van Der Vaart, 21 Huntelaar. All: Van Marwijk
Arbitro: Rashvan Irmatov (Uzbekistan)
Diretta: Sky Mondiale 1 e RaiUno, ore 20.30

sabato 3 luglio 2010

Spagna, è tutto già deciso? Il Paraguay sogna l'impresa

Le motivazioni contano, eccome se contano. Specie se sei Campione d'Europa in carica, non hai mai vinto un Mondiale nella tua storia e tutto un paese sogna, e soprattutto vuole, la grande impresa. La ''tremarella'', forse ancora più del Paraguay, è il vero avversario della Spagna nel match di chiusura dei quarti di finale a Johannesburg. Dall'altra parte infatti la formazione di Martino non ha assolutamente nulla da perdere: essere entrati tra le prime otto del mondo per l'Albirroja era un traguardo quasi impensabile alla vigilia della partenza per il Sudafrica. Certo, Santa Cruz & co hanno trovato sulla loro strada la peggiore Italia di sempre e un ottavo di finale contro il Giappone, coriaceo ma non certo insuperabile, ma la squadra si è ben comportata sotto il profilo del gioco. Sinora molto meglio la difesa dell'attacco, con Santa Cruz, Barrios e Cardozo ancora a secco e un solo gol incassato da Villar, quello di De Rossi all'esordio.

La formazione di Del Bosque sembra però essere nettamente superiore da ogni punto di vista. Dopo il passo falso all'esordio contro la Svizzera gli iberici hanno saputo riprendersi dallo shock contro Cile e Honduras, trascinata soprattutto da un Villa ''Maravilla'', uno che ha il vizio del gol l'ha sempre avuto, in forma smagliante. Di contro Torres sembra ancora in ritardo dalla condizione migliore, ma con Xavi e Iniesta a ispirare il gol potrebbe arrivare proprio in questo match. Detto della pressione, per le Furie Rosse l'occasione è storica visto che la prima e unica semifinale mondiale raggiunta risale al 1950. Troppo poco per una squadra spesso caratterizzata da grandi campioni ma incapace di raggiungere, soprattutto in chiave internazionale, i risultati attesi. Prima di montarsi la testa bisogna però superare il Paraguay, non solo come vorrebbe ogni pronostico ma anche in modo vero e proprio. Ad attendere la vincente della sfida ci sarà la super Germania vista oggi contro l'Argentina; per gli iberici l'ultimo e incoraggiante precedente con Loew e i suoi risale alla finale europea vinta di misura due anni fa.

Le probabili formazioni:

Paraguay
(4-4-2): 1 Villar (c); 2 Veron, 14 Da Silva, 21 Alcaraz, 3 Morel; 8 E. Barreto, 15 V. Caceres, 16 Riveros, 11 Santana; 7 Cardozo, 18 H. Valdez.
A disposizione: 12 D. Barreto, 22 Bobadilla, 6 Bonet, 17 Torres, 4 Caniza, 13 Vera, 5 J. Caceres, 20 Ortigoza, 9 Santa Cruz, 10 Benitez, 19 Barrios, 23 Gamarra. All: Martino

Spagna
(4-2-3-1)
: 1 Casillas; 11 Capdevila, 5 Puyol (c), 3 Pique, 15 Sergio Ramos; 16 Busquets, 14 Xabi Alonso; 7 Villa, 8 Xavi, 6 Iniesta; 9 Torres.
A disposizione: 12 Victor Valdes, 23 Reina, 2 Raul Albiol, 4 Marchena, 17 Arbeloa, 21 David Silva, 10 Fabregas, 20 Javi Martinez, 13 Juan Mata, 22 Jesus Navas, 18 Pedro, 19 Llorente. All: Del Bosque

Arbitro: Carlos Batres (Guatemala)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 20.30

Germania super, è in semifinale. Diego, che botta!

Klose e i giovani tedeschi umiliano l'Argentina e portano la Germania in semifinale. Tutto facile per i ragazzi di Loew, che aprono subito le danze con Muller, abile a sfruttare una palla inattiva che spiazza la porta di Romero.

Pur giocando su spazi abbastanza ampi, la squadra di Maradona non è in grado di recuperare e accenna qualche timida reazione con i lanci da fuori area e i passaggi di un Messi non particolarmente brillante. Davanti, Tevez e Higuain si cercano poco e un po' per mancanza di alternative, un po' per frustrazione cercheranno conclusioni centrali e scontate. E' questo il primo tempo, giocato con una Germania attendista e pronta a divorarsi il raddoppio con Klose, sfruttando un contropiede composto da quattro passaggi: la mira dell'attaccante del Bayern è però imprecisa.

Mentre l'Argentina prova a pareggiare con i guizzi di Di Maria, la Germania ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo: Klose questa volta è preciso, e al 22' della ripresa piega la Seleccion con un'azione perfetta che manda in tilt il gruppo targato Messi.

Ecco la debolezza sudamericana: gli spazi si moltiplicano e le sparute idee di gioco vengono meno, lasciando agli avversari la possibilità di fare i prestigiatori nella "pampa" biancoceleste. Schweinsteiger ubriaca l'immobile DeMichelis e lo spento Burdisso, e per Friedrich è un gioco da ragazzi chiudere una partita finita in poker grazie all'ultima rete di Klose che fa doppietta.
Applausi ad una Germania giovane e spietata, capace di gestire le ripartenze dell'avversario e di colpirlo nei due grandi punti deboli: la difesa, che ha risentito non poco dell'assenza di Samuel, e l'insicurezza, arrivata sul due a zero.

Per Maradona un addio dal mondiale fin troppo amaro, non solo per il risultato, ma per non avere superato la prova della verità.

La Germania andrà in semifinale, parola del polipo Paul

Affidereste mai una scommessa con gli amici, o una puntata in qualche agenzia, alle mani, anzi ai tentacoli, di un polipo? Non un cefalopode qualunque, sia chiaro. Paul è un polpo indovino che vive nell'acquario di Oberhausen, una cittadina a mezz'ora d'auto da Dusseldorf, e finora ha azzeccato in toto i risultati di tutte le partite disputate dalla nazionale tedesca a Sudafrica 2010.

Messo puntualmente di fronte a due ciotole, una raffigurante l'effige della Germania e l'altra di volta in volta quella della squadra avversaria dei tedeschi, Paul a seconda del tempo necessario alla decisione e del cibo consumato ha saputo indicare il tipo di partita che avrebbe condotto la formazione di Loew e il risultato finale. Non esitando a ''indicare'' la ciotola con la bandiera serba in occasione dell'unica sconfitta della Germania nel girone e puntando con decisione quella del proprio paese prima dell'ottavo di finale contro l'Inghilterra. Pur essendo, tra l'altro, nato proprio nel Regno Unito.

Questa volta, secondo i responsabili dell'acquario, Paul ci ha riflettuto molto più a lungo, ma alla fine ha puntato ancora sulla Germania: invece di mangiare il mollusco nel contenitore con la bandiera argentina sistemata sul fondo della sua vasca, ha preferito quello nel vaso con la bandiera tedesca. Come a dire che Klose e compagni conquisteranno l'accesso alla semifinale, ma dopo una partita combattutissima. Agli Europei di due anni fa la percentuale di risultati azzeccati dal polipo ha sfiorato l'80%.

Argentina - Germania, arrivano i brividi

Siamo arrivati ad uno degli appuntamenti più attesi di questo mondiale: lo scontro tra due big, forse le vere regine del torneo, pronte a darsi battaglia per guardare da vicino l’ambito trofeo.

Un quarto di finale da brivido, che rappresenta la prova della verità più per l’Argentina che per i tedeschi. La squadra di Maradona ha dimostrato di avere la forza in un gruppo troppo spesso messo in discussione dalla stampa sudamericana, senza però trovare di fronte un avversario realmente pericoloso.

La Germania invece ha già fatto capire di saperci fare, finendo di incerottare un’Inghilterra non al top, ma sicuramente ostica. E’ la battaglia della psiche contro il fisico, del talento contro la disposizione tattica.

Il tecnico Loew può vantare una squadra più quadrata e meglio messa in campo, capace di controllare gli spazi e di non mollare fino all’ultimo secondo.Maradona punterà sulle giocate dei singoli, che da un momento all’altro potrebbero sbloccare il risultato con un paio di prodezze: con l’eliminazione del Brasile, sono i pochi veri campioni rimasti al mondiale.

La Seleccion ha recuperato Messi, che farà tremare la difesa tedesca: alle sue spalle l’unico dubbio riguarda Di Maria sulla fascia in ballottaggio con il palermitano Pastore, mentre in attacco ci sarà spazio alle magie di Tevez e la fisicità di Higuain.

Risolto il dubbio difensivo: al posto di Samuel giocherà Burdisso, pronto a fare coppia con il criticato Demichelis.

I tedeschi si affideranno alle garanzie di Muller e Klose, ma soprattutto alla rivelazione Ozil, turco naturalizzato che ha impressionato nelle gare finora disputate, anche se nella rifinitura è stato tenuto a riposo a scopo precauzionale. Con loro, molto probabilmente, Podolski e Schwensteiger, a dare spessore al centrocampo.

Mentre Lahm è sicuro di vincere “si sa che i sudamericani hanno un gran temperamento, sono impulsivi e non sono dei buoni perdenti: spero che stavolta sapranno accettare la sconfitta”,
Maradona preferisce non gettare altra benzina sul fuoco e provare qualche schema in più per una squadra che, tra i propri pochi punti deboli, ha il difetto di non sapere trovare una varietà di soluzioni tattiche.

Calcio d’inizio alle 16.00, arbitra Irmatov.

Le probabili formazioni:

Argentina
(4-3-3): 22 Romero; 6 Heinze, 4 Burdisso, 2 Demichelis, 15 Otamendi; 14 Mascherano (c), 8 Veron, 7 Di Maria; 10 Messi, 11 Tevez, 9 Higuain.
A disposizione: 21 Andujar, 1 Pozo, 3 C. Rodriguez, 17 Gutierrez, 13 Samuel, 12 Garce, 5 Bolatti, 20 M. Rodriguez, 23 Pastore, 19 Milito, 16 Aguero, 18 Palermo. All: Maradona

Germania
(4-2-3-1): 1 Neuer; 3 Friedrich, 17 Mertesacker, 16 Lahm (c), 23 Boateng; 6 Khedira, 7 Schweinsteiger ; 8 Ozil, 13 Mueller, 10 Podolski; 11 Klose.
A disposizione: 12 Wiese, 22 Butt, 14 Badstuber, 5 Tasci, 2 Jansen, 4 Aogo, 18 Kroos, 21 Marin, 15 Trochowski, 20 Gomez, 9 Kiessling, 19 Cacau. All.: Loew.

venerdì 2 luglio 2010

Uruguay-Ghana, a voi la storia

Alzi la mano chi avrebbe pensato di trovarle ancora in gioco a questo punto del Mondiale. Uruguay-Ghana è il quarto di finale tra le due outsider (ma non troppo) di Sudafrica 2010, due formazioni molto diverse ma che scenderanno in campo con il medesimo scopo: riscrivere la storia. In senso lato per l'Uruguay, due volte Campione del Mondo nel 1930 e nel 1950 ma lontana da piazzamenti di rilievo dal quarto posto raggiunto a Messico 1970. In senso assoluto per il Ghana, alla seconda partecipazione consecutiva e capace già di realizzare il proprio primato, riguardo la nazionale maggiore, raggiungendo i quarti. Lo scontro contro l'Uruguay però vale molto di più di un nuovo record per le Black Stars: in ballo ci sono i sogni e le speranze non solo di un paese ma di un intero continente, pronto a sostenere in massa l'ultima rappresentante a questi mondiali di casa.

Sulla carta dunque la pressione sembra soprattutto sulle spalle della formazione di Rajevac, che si troverà davanti una formazione in formissima come la Celeste, capace di realizzare sinora 6 gol grazie al micidiale trio d'attacco Cavani-Suarez-Forlan e di subirne uno solo grazie alla compatta difesa guidata da Diego Lugano.
Il Ghana però sin qui ha dimostrato di meritare di giocarsi l'accesso tra le prime quattro del mondo: squadra veloce, entusiasta e con un Gyan in attacco a tratti incontenibile. Senza contare che l'ossatura della squadra si regge in gran parte sui giocatori protagonisti della vittoria nel 2009 del Mondiale Under-20. Come dire, gente che sa cosa vuol dire la vittoria.

Gli ingredienti per una partita spettacolare tra due squadre pronte a giocarsela a visto aperto ci sono tutti. La vincente affrontera in semifinale l'Olanda, vincitrice sul Brasile a dimostrazione che tutto può accadere ed avverarsi in questo strano Mondiale. E il sogno, in Sudamerica e in modo ancora più particolare in Africa, è più vivo che mai.

Le probabili formazioni:

Uruguay
(3-4-3): 1 Muslera; 6 Victorino, 2 Lugano (c), 3 Godin; 16 M. Pereira, 15 Perez, 17 Arevalo Rios, 11 A. Pereira; 7 Cavani, 10 Forlan, 9 Suarez.
A disposizione: 12 Castillo, 23 Silva, 19 Scotti, 4 Fucile, 22 Caceres, 5 Gargano, 8 Eguren, 14 Lodeiro, 20 A. Fernandez, 13 Abreu, 18 I. Gonzalez, 21 S. Fernandez. All: Tabarez

Ghana
(4-2-3-1): 22 Kingston; 15 Vorsah, 4 Pantsil, 8 Jo. Mensah, 2 Sarpei (c); 7 Inkoom, 6 Annan; 23 K. Boateng, 21 K. Asamoah, 11 Muntari; 3 A. Gyan.
A disposizione: 1 Agyei, 16 Ahorlu, 19 Addy, 17 A. Ayew, 9 D. Boateng, 5 Ji. Mensah, 10 Appiah, 13 D. Ayew, 20 Owusu-Abeyie, 18 Adiyah, 14 Amoah, 12 Tagoe. All: Rajevac

Arbitro: Olegario Benquerenca (Portogallo)

Diretta: Sky Mondiale 1, ore 20.30

Iniziano i quarti! Classe e fantasia in campo tra Olanda e Brasile

Non male come inizio per i quarti di finale. Tra poco meno di mezz'ora, a Port Elizabeth, sarà la supersfida tra Olanda e Brasile ad inaugurare la due giorni di gare dalla quale usciranno i quattro top team ad un passo dalla coppa o, in alcuni casi, comunque da un piazzamento di altissimo livello. Ma se quest'ultimo fattore acquista valore soprattutto nel caso di Uruguay-Ghana, in programma questa sera, nel caso di Orange e Verdeoro la coppa rappresenta un traguardo imprescindibile soprattutto per la formazione di Dunga, a caccia del sesto titolo per migliorare un palmares mondiale già da record.

Contro i tulipani di Van Marwijk sarà battaglia vera: le due squadre infatti sinora hanno mostrato un gioco a tratti molto simile, con difese compatte a tratti insormontabili e attacchi piuttosto prolifici. L'Olanda, sin qui imbattuta, si affiderà come di consueto alla fantasia di Robben, assente per infortunio nell'esordio contro il Camerun ma decisivo dal ritorno contro la Danimarca in poi, e a Sneijder, che sarà protagonista di un derby in chiave Inter con Julio Cesar, Maicon e Lucio (senza dimenticare Bastos, in questi giorni dato molto vicino ai nerazzurri). In attacco, come di consueto nel ruolo di unica punta, ci sarà Robin Van Persie, supportato oltre che dalla classe dei due sopracitati anche dalle sgroppate dell'infaticabile Kuyt, pupillo di Benitez al Liverpool e anch'esso accostato all'Inter nelle ultime settimane.

Dall'altra parte Dunga dovrà far fronte ad alcuni acciacchi che creano non pochi problemi al centrocampo della Selecao: Elano non sarà del match per problemi al ginocchio e rischia di saltare anche le prossime partite del mondiale in caso di qualificazione, Melo e Baptista lamentano affaticamenti muscolari e a loro va aggiunta la squalifica di Ramires. Unici punti fermi del reparto sono quindi Kakà e Gilberto Silva, con Dani Alves esterno avanzato vista la preferenza del ct verdeoro per Maicon e Bastos come laterali di difesa. Dietro Luis Fabiano, finora protagonista di un ottimo mondiale, ci sarà il confermatissimo Robinho, accanto a Kakà, chiamato a confermare i progressi (e i gol) visti contro il Cile.

Le probabili formazioni:

Olanda
(4-2-3-1): 1 Stekelenburg; 2 Van der Wiel, 4 Mathijsen, 3 Heitinga, 5 Van Bronckhorst (c); 8 De Jong, 6 Van Bommel; 7 Kuyt, 10 Sneijder, 11 Robben; 9 Van Persie.
A disposizione: 16 Vorm, 22 Boschker, 13 Ooijer, 14 De Zeeuw, 15 Braafheid, 12 Boulahrouz, 18 Schaars, 20 Afellay, 19 Babel, 17 Elia, 23 Van Der Vaart, 21 Huntelaar. All: Van Marwijk

Brasile
(4-3-2-1): 1 Julio Cesar; 2 Maicon, 3 Lucio (c), 4 Juan, 6 Bastos; 8 Gilberto Silva, 5 Felipe Melo, 13 Daniel Alves; 10 Kakà, 11 Robinho; 9 Luis Fabiano.
A disposizione: 12 Gomes, 22 Doni, 14 Luisao, 15 Thiago Silva, 13 Daniel Alves, 16 Gilberto, 17 Josuè, 18 Ramires, 20 Kleberson, 19 Julio Baptista, 21 Nilmar, 23 Grafite. All: Dunga

Arbitro: Yuichi Nishimura (Giappone)

Diretta: RaiUno e Sky Mondiale 1, ore 16