martedì 8 giugno 2010

Olanda, se son tulipani fioriranno

Outsider ma non troppo. Quattro anni dopo la cruenta partita contro il Portogallo, con 2 espulsi per parte e 14 ammonizioni totali, che sancì l'eliminazione dai Mondiali di Germania agli ottavi di finale, l'Olanda si presenta alla fase finale del Mondiale sudafricano da ''semifavorita'' e con un ruolino di marcia impressionante: 8 vittorie in altrettante partite disputate nelle qualificazioni, 17 gol realizzati e solo 2 subiti, e prima squadra europea a staccare il pass per Sudafrica 2010. Dati alla mano nessuna nazionale qualificata a questa rassegna ha fatto meglio degli oranje nel lungo cammino di qualificazione, anche se va detto che le avversarie non erano propriamente squadre irresistibili (Norvegia, Scozia, Macedonia e Islanda). Ciò nonostante gli uomini guidati dal ct Bert Van Marwijk sono una delle squadre più temibili e in forma del momento (come evidenziato anche dal 3-1 al Messico e dal 6-1 all'Ungheria nelle ultime amichevoli pre-mondiali), soprattutto dalla cintola in su. Kuyt, Sneijder, Robben, Van Der Vaart, Van Persie, e mettiamoci pure Huntelaar, appannato nella sua prima stagione da rossonero ma spesso decisivo in nazionale, formano un reparto di centroattacco da sogno, un mix di gol e passaggi vellutati. A destare perplessità, ed ecco spiegato l'uso del termine ''semifavorita'', è invece il reparto difensivo, dove mancano nomi di spicco e dove Stekelenburg in porta sembra soffrire la pesante eredità di Van Der Sar.

Difficile dunque stabilire fin dove possano arrivare i ''tulipani'', che comunque, e non potrebbe essere altrimenti, puntano alla conquista della coppa. Magari cercando di sfatare l'abitudine di crollare una volta superati brillantemente i gironi iniziali; come accaduto a Germania 2006, dove la sconfitta agli ottavi con il Portogallo arrivò dopo le vittorie contro Serbia-Montenegro e Costa d'Avorio e il pareggio con l'Argentina, e soprattutto come negli ultimi Europei di Austria e Svizzera, dove gli orange cedettero alla Russia nei quarti di finale dopo un 3-0 contro l'Italia campione del mondo e un 4-1 contro la Francia vicecampione. Comunque una notevole prova di forza contro le squadre finaliste mondiali solo due anni prima e oltretutto il Girone E di quest'anno, con Danimarca, Giappone e Camerun, appare un po' meno insidioso di quello di 4 anni fa. Un'Olanda che punta quindi al suo primo Mondiale della storia, dopo le due finale perse nel 1974 e nel 1978 dalla supernazionale di Johann Cruijff, e affida le proprie speranze anche sul recupero di Arjen Robben, uscito malconcio dall'ultima amichevole contro l'Ungheria e che dovrebbe recuperare in tempo almeno per terza partita del girone contro il Camerun. Recupero che sarebbe fondamentale vista la straordinaria stagione del numero 10 del Bayern.

Difesa - Come detto in precedenza, a difendere i pali ci sarà il 27enne portiere dell'Ajax Stekelenburg, titolare dopo il ritiro dalla nazionale del veterano Van Der Sar, che non sembra però garantire la stessa tranquillità del proprio predecessore, pur sfruttando la mancanza di portieri alternativi. Le sue riserve, l'estremo difensore dell'Utrecht Vorm e il 39enne del Twente Boschker, hanno infatti 5 presenze complessive in nazionale alle spalle e zero esperienza nelle grandi manifestazioni. Davanti alla porta, a smentire le perplessità su una difesa ritenuta non irresistibile, sarà chiamato il collaudato duo di difesa formato dal centrale dell'Everton Heitinga e quello dell'Amburgo Mathijsen, con il promettente laterale dell'Ajax Van Der Wiel a destra e il capitano 35enne Van Bronckhorst, del Feyenoord, sulla sinistra. In alternativa è previsto lo spostamento di Heitinga al posto di Van Der Wiel sulla destra e l'inserimento del 36enne veterano del Psv Ooijer al centro. Sempre per la zona esterna restano a disposizione Bolahrouz dello Stoccarda, adattabile anche da centrale, e il giovane Braafheid del Bayern Monaco.

Centrocampo - Il reparto di metacampo, fiore all'occhiello degli orange, sarà a 3 uomini, secondo il modulo 4-2-3-1, già sperimentato anche da Italia e Germania, che piace molto anche al ct van Marwijk, il quale spesso lo trasforma in 4-3-3, vista la presenza di numerose ali offensive di qualità. Ad agire da raccordo con la difesa sarà impegnato il capitano del Bayern Van Bommel coadiuvato dal mediano del Manchester City De Jong, mentre sulla trequarti agirà il nerazzurro Wesley Sneijder al centro, con Dirk Kuyt del Liverpool a destra e Rafael Van Der Vaart del Real a sinistra. Quest'ultimo sicuro del posto almeno sino al rientro di Robben, ma in realtà ''doppione'' anche di Sneijder nella posizione di trequartista puro. Come a dire che, nonostante l'assenza di Robben, comunque più che mai importante per il cammino dell'Olanda, le alternative, e che alternative, non mancano. Il centrocampo stellare dei tulipani è completato da Afellay del Psv e Schaars dell'AZ Alkmaar come riserve iniziali, con il primo che farà di tutto per mettere in difficoltà le scelte di van Marwijk, che visto il materiale umano a disposizione già ne avrà non poche.

Attacco - Davanti spicca l'assenza del vecchio Ruud Van Nilsterooy, considerato dal ct troppo fragile per affrontare un mondiale. Per il ruolo da unica punta il favorito d'obbligo è Robin Van Persie, il cui infortunio ai legamenti che lo ha tenuto fuori tutta la stagione, praticamente impedendogli di scendere in campo con la maglia dell'Arsenal, potrebbe rivelarsi alla fine un vantaggio in termini di freschezza. A fargli da alter ego sarà il rossonero Huntelaar che, come detto, sembra rendere al meglio in nazionale più che con la maglia della propria squadra di club. In panchina, i giovani Ryan Babel del Liverpool ed Elia dell'Amburgo sono pronti a subentrare sia da esterni di centrocampo che da ali in caso di trasformazione del modulo da 1 a 3 punte, con Babel favorito come alternativa a uno tra Kuyt e Robben.

GIRONE D - PARTITE E ORARI

13 Giugno Germania - Australia ore 16 (Durban)
13 Giugno Serbia - Ghana ore 20.30 (Pretoria)


18 Giugno Germania - Serbia ore 13.30 (Port Elizabeth)
19 Giugno Ghana - Australia ore 13.30 (Rustenburg)


23 Giugno Ghana - Germania ore 20.30 (Johannesburg)
23 Giugno
Australia - Serbia ore 20.30 (Nelspruit)

lunedì 7 giugno 2010

Ghana, stelle nascenti o stelle cadenti?

Nel firmamento delle squadre africane qualificate per il primo storico Mondiale di casa, non potevano di sicuro mancare le ''stelle nere'' del calcio continentale. Per il Ghana, seconda nazione calcisticamente più titolata del continente nero insieme al Camerun e alle spalle dell'Egitto, quella a Sudafrica 2010 sarà la seconda partecipazione alla fase finale di una rassegna mondiale, dopo l'esordio in Germania di quattro anni fa. Numeri che stridono con le 4 Coppe d'Africa messe in bacheca dal ''Brasile d'Africa'' tra il 1963 e il 1982 e i due Mondiali Under 17 conquistati dalla nazionale giovanile nel 1991 e nel 1995. La tanto attesa consacrazione internazionale della nazionale maggiore invece è finalmente arrivata solo nel 2006 sotto la guida del ct serbo Radomir Duijkovic, con la conquista degli ottavi di finale nella rassegna tedesca, guadagnati con il secondo posto nel girone dell'Italia dopo le vittorie su Stati Uniti e Repubblica Ceca. I sogni di gloria di Essien e compagni si sono poi infranti contro il Brasile di Ronaldo e Ronaldinho, ma il Ghana ha saputo uscire dal mondiale rafforzato nelle proprie convinzioni e prova ne sono i risultati conseguiti negli ultimi tre anni sotto la guida del nuovo ct, un altro serbo, Radomir Antic: il terzo posto nella Coppa d'Africa 2008, la sconfitta di misura nella finale dell'edizione 2010 contro l'Egitto, e soprattutto la qualificazione come prima squadra africana, dopo quella d'ufficio del Sudafrica, per il Mondiale 2010.

In questo contesto di ottimi progressi due fatti recenti rischiano però di minare sin dalle fondamenta il cammino delle Black Stars nella competizione di quest'estate. In primo luogo l'infortunio al ginocchio sinistro che costringerà la stella Essien, uscito malconcio già a gennaio dalla Coppa d'Africa e mai pienamente recuperato, a saltare l'intera avventura mondiale. Un perdita gravissima per il gioco e per la squadra, che dovrà fare a meno del suo leader in campo. A complicare la situazione si sono poi aggiunti gli screzi tra alcuni giocatori e il ct Antic, culminati con il durissimo attacco del centrocampista Laryea Kingston alla notizia della propria esclusione dalla rosa mondiale definitiva: "Giuro davanti a Dio che non è un buon allenatore, non capisce niente di calcio ed è un uomo stupido". Staremo quindi a vedere se, tra uno spogliatoio che sembra schierato in parte contro il proprio allenatore e le motivazioni che solo rappresentare il proprio paese ad un Mondiale può dare, le seconde riusciranno a prevalere sulle prime. Necessarie più che mai vista la difficoltà del Girone D, condiviso con Germania, Australia e Serbia.

Difesa - A difendere i pali della porta ghanese ci sarà un altro Kingston, ovvero il fratello del centrocampista silurato dal ct Antic, protagonista di un buon mondiale quattro anni fa in Germania. A fare da riserve al portiere del Wigan saranno due giovani prodotti del campionato ghanese, entrambi classe 1989, Adjei e Ahorlu. Al centro della difesa occhio al 19enne di proprietà dell'Udinese Jonathan Mensah, scovato dallo staff di Pozzo ai Mondiali Under 20 del 2009 e quest'anno parcheggiato in prestito agli spagnoli del Granada. A fargli compagnia in mezzo ci sarà il più esperto Pantsil del Fulham, in origine schierato da terzino destro e comunque adattabile anche a questa posizione. Per il ruolo da esterni bassi i favoriti sono i due giovani Inkoom, 20enne del Basilea, e Vorsah, 21enne messosi in luce in Bundesliga con la maglia dell'Hoffenheim. Importante per ct e gruppo anche la presenza del quasi 34enne Sarpei del Bayer Leverkusen, mentre tra gli altri troviamo anche John Mensah, cresciuto calcisticamente in Italia con le maglie di Genoa, Chievo, Modena e Cremonese, ora al Sunderland. Completano la rosa difensiva Addy, dal massimo campionato ghanese, e Rahim Ayew, impegnato nel campionato egiziano.

Centrocampo - La gravissima assenza di Essien in mezzo al campo dovrebbe essere colmata dal bolognese Stephen Appiah, anche se permangono dubbi sulla sua capacità di reggere un ruolo e una competizione così importanti, specie dopo la tromboflebite che lo ha tenuto lontano dai campi per più di due anni e lo ha messo addirittura in pericolo di vita. Se non dovesse farcela sono pronti uno tra Annan, dal Rosenborg, e il giovane e promettente Andrè Ayew, 19enne in forza ai francesi dell'Arles, accanto al nerazzurro Muntari, secondo le ultime voci di mercato vicino al Liverpool nel contesto di uno scambio con l'argentino Mascherano. Sulla fasce, nel classico 4-4-2 prediletto da Antic, saranno impiegati dall'inizio l'esterno sinistro del Portsmouth Kevin Boateng, il cui fratello naturalizzato tedesco giocherà invece nella Germania, e un' altra scoperta dell'Udinese, già affermatasi in Serie A, il 21enne Kwadwo Asamoah. Anche se quest'ultimo dovrà difendere il proprio posto da titolare dalla concorrenza dell'olandese naturalizzato ghanese, Owusu-Abeye, in gol nelle ultime amichevoli pre-mondiali. Completa il serbatoio di metacampo il centrocampista del Getafe Derek Boateng.

Attacco - In avanti spazio al consolidato duo d'attacco formato dall'ex Udinese e Modena, ora al Rennes, Gyan Asamoah, e dall'esperto Matthew Amoah, centravanti degli olandesi del Nac Breda. A far loro da alternative ci saranno la punta dell'Hoffenheim Tagoe e il 20enne milanista Adiyiah. Quest'ultimo, acquistato dalla dirigenza rossonera lo scorso dicembre dal Fredrikstad, farà parte della spedizione ghanese nonostante i problemi fisici, e alle scelte tecniche, che gli hanno impedito il debutto in una partita ufficiale con la maglia del Milan. Ma il passato, con la straordinaria media di 17 gol in 16 apparizioni con la nazionale ghanese Under 20, e il futuro, data la giovanissima età, sembrano incoraggianti perchè il giocatore abbia le sue chance. E vista l'età media del Milan, forse è meglio pensarci due volte prima di lasciarlo andare via in tutta fretta.

Serbia, una storia tutta da scrivere

In principio fu, politicamente e calcisticamente, la Jugoslavia. Una nazionale capace di raggiungere due volte la semifinale di un Mondiale, nel 1930 e 1962, due volte la finale di un Europeo, nel 1960 e nel 1968, e di produrre all'alba degli anni '90 talenti del calibro di Savicevic, Jarni, Suker, Prosinecki e Boban. Poi venne la guerra dei balcani e lo smembramento della grande Repubblica Federale Jugoslava in numerosi paesi e, di conseguenza, in numerose rappresentative calcistiche autonome: la Croazia fu la prima a formare la propria nel 1990, seguita dalla Slovenia nel 1991, dalla Macedonia nel 1993 e dalla Bosnia Erzegovina nel 1995. Finita la guerra quindi, e per forza di cose, la nazionale jugoslava ebbe un periodo di profonda crisi interrotta solo parzialmente dal raggiungimento degli ottavi di finale ai Mondiali di Francia '98. Finchè nel 2003 con il cambio di denominazione, la vecchia Jugoslavia divenne Serbia e Montenegro, e poi, con la dichiarazione di indipendenza da parte del Montenegro, nel 2006 restò la Serbia come nucleo dell'ex Repubblica Federale.

Fine del ripasso di storia. La premessa comunque era importante perchè la Fifa considera la nazionale serba diretta discendente della nazionale jugoslava, con relativo palmares e considerazione internazionale. E la giovane Serbia calcistica, anche dopo la perdita dei talenti montenegrini come Vucinic e Jovetic, sembra aver trovato gli elementi giusti in grado di garantire buoni risultati nelle competizioni internazionali, a partire proprio da questo Mondiale sudafricano. Rispetto alla rassegna tedesca di 4 anni fa, l'ultima in ''coppia'' con il Montenegro, conclusa con 3 sconfitte su 3 partite nel girone incluso un 6-0 subito dall'Olanda, accanto al veterano e leader Deijan Stankovic sono fioriti talenti di spessore globale quali Ivanovic, Vidic, Kolarov, Krasic, Kuzmanovic e Tosic. Alla loro voglia di esplodere definitivamente su un palcoscenico così importante si affiderà il ct serbo Radomir Antic, in passato su panchine prestigiose come quelle di Real Madrid, Atletico Madrid, Barcellona e Celta Vigo, e da 2 anni selezionatore delle ''aquile'' balcaniche. Il suo 4-3-3 promette gol e spettacolo in un Girone D con Germania, Australia e Ghana che si preannuncia combattutissimo.

Difesa - Tra i pali spazio al portiere dello Sporting Lisbona Stojkovic, titolare inamovibile dopo il ritiro nel 2007 dell'ex numero uno serbo Jevric. A fargli da riserve saranno un altro ''portoghese'', Djuricic, del Leiria e il ''polacco'' Isailovic. Ma è dando un'occhiata a chi presidierà la trequarti difensiva balcanica che ci si può davvero cominciare a leccare i baffi: da destra a sinistra il ct Antic proporrà Ivanovic dal Chelsea, Vidic del Manchester United, Subotic del Borussia Dortmund e il laziale, con un futuro in direzione Madrid, Kolarov. Anche se i risultati delle ultime amichevoli pre-mondiali possono trarre in inganno (3 gol subiti dal Camerun e 1 dalla modesta Nuova Zelanda) si tratta senza dubbio di una difesa di livello superiore. Difesa alla quale potrebbe essere chiamato a dare il suo contributo anche l'udinese Lukovic, destinato però ad accomodarsi almeno inizialmente in panchina accanto al 21enne del Saragozza Obradovic e all'esterno del Monaco 1860 Rukavina.

Centrocampo - Capitan Stankovic, reduce dal ''triplete'' vissuto in maglia nerazzurra, anche se condito da qualche problema fisico e da qualche panchina di troppo, sarà chiamato come sempre a dettare la manovra, partendo dalla fascia destra e accentrandosi progressivamente. Al centro, in ballottaggio per una maglia, il più esperto Milijas del Wolverhampton sembra in vantaggio sul più giovane Kuzmanovic, ex Fiorentina ora allo Stoccarda, mentre agirà da interno sinistro il 23enne Kacar, reduce dalla sfortunata stagione dell'Herta Berlino in Bundesliga. Completano il reparto a disposizione di Antic il 21enne prodotto del Partizan Belgrado Petrovic, il centrocampista della Dinamo Kiev Ninkovic e il talentino Tosic, esterno offensivo di proprietà del Manchester United che a 23enne sembra tardare ad esplodere.

Attacco - Nel tridente d'attacco della formazione serba spazio a due classici esterni d'attacco in grado di dare profondità e velocità alla manovra e ad una prima punta possente e abile nel gioco aereo. Tutti gli indizi portano al trio Krasic-Jovanovic-Zigic. Sul primo, autore di 4 gol nell'ultima Champions League con la maglia del Cska Mosca e premiato come miglior giocatore serbo del 2009, sembrano avere messo gli occhi addosso la Juventus, che lo considera il nuovo Nedved, e il Manchester United. Il secondo invece ha appena firmato con il Liverpool dopo essersi messo in luce quest'anno in Champions League ed Europa League con la maglia dello Standard Liegi. Zigic infine, anche lui fresco di firma, con il Birmingham City, è quel che si dice una punta di peso, con i suoi 95 kg distribuiti su 202 cm d'altezza. Non mancano alternative più mobili al centro dell'attacco, come l'esperto Pantelic dell'Ajax e l'ex Psv Eindhoven Lazovic, approdato da pochi mesi alla corte dello Zenit di Spalletti, mentre molto più simili alle caratteristiche di Zigic sono quelle della punta del Vojvodina Mrda, 187 cm d'altezza, un colpo di testa poderoso e, se volete, pure un cognome "indimenticabile".

domenica 6 giugno 2010

Australia, i ''canguri'' vogliono tornare a saltare

Quando si dice ''due paesi agli antipodi''. Dopo l'estate mondiale del 2006, e in particolare dopo il 26 giugno di quell'anno, Australia e Italia possono ben dire di esserlo non più solo dal punto di vista strettamente geografico. Per noi del Bel Paese, Fabio Grosso è uno degli eroi di Berlino e uno dei principali artefici della conquista del nostro quarto storico titolo mondiale; per gli ''aussie'' invece, l'ex numero 3 azzurro è il quinto personaggio più odiato al mondo. Più di Bin Laden o di George W. Bush per fare un esempio, almeno secondo i risultati di un sondaggio condotto l'anno scorso dal popolare settimanale locale ''Zoo''. Questo tanto per far capire come l'eliminazione dei Socceroos negli ottavi di finale di Germania 2006 proprio grazie al rigore, piuttosto generoso, concesso a Grosso nei minuti di recupero del match e trasformato da Totti, sia una ferita ancora aperta e viva nelle menti della gente della grande isola oceanica. In quella sorprendente nazionale australiana, capace alla sua seconda partecipazione mondiale di superare un girone tosto con Brasile, Croazia e Giappone, fondamentale fu il ruolo del ''mago'' Guus Hiddink, capace con il suo calcio totale fatto di ritmi veloci, gran movimento e pressing alto di trasformare un team senza grande esperienza internazionale in una delle prime sedici nazionali al mondo, prima che il discusso episodio contribuisse a spegnere ogni ulteriore aspirazione di consacrazione internazionale.

4 anni dopo l'exploit in terra tedesca, toccherà ad un altro allenatore olandese, il 54enne Pim Verbeek, ex tecnico in patria con il Feyenoord ed ex ct della Corea del Sud, il compito di far dimenticare l'eliminazione del 2006 e di confermare i progressi in ambito mondiale della compagine australiana. Impresa per la verità ostica visto il Girone D condiviso con Germania, Serbia e Ghana. Dal 2006 la Football Federation Australia è entrata a far parte dell'Asian Football Confederation, staccandosi calcisticamente dalla Federazione Oceanica e dalle altre squadre di basso profilo che la componevano. La nuova "vita calcistica" in Asia ha permesso al team australiano di affrontare avversari con uno spessore tecnico maggiore e quindi di migliorare ulteriormente il proprio livello di gioco. In Sudafrica Kewell e compagni saranno quindi attesi da un compito molto difficile, che rispetto al 2006 affronteranno con un maggior bagaglio di esperienza. Termine che però fa rima con vecchiaia: la rosa ha un'età media molto alta e questo potrebbe penalizzare ulteriormente i ''canguri'', soprattutto contro le giovanissime Germania e Ghana.

Difesa - In porta la granitica certezza si chiama Mark Schwarzer, quasi 38 anni ma ancora di sicuro affidamento tanto in nazionale quanto nel Fulham vicecampione di Europa League. A fargli da ''gregari'' saranno altri due estremi difensori ''made in England'', Jones del Middlesbrough e Federici dal Reading. La retroguardia arretrata poggia invece sui pilastri Lucas Neill, capitano dei Socceroos in forza ai turchi del Galatasaray, e Craig Moore, presente nella rosa gialloverde sin dal 1995 e protagonista nel campionato greco. La carica dei trentenni in difesa è completata dal 34enne esterno sinistro del Basilea Chipperfield, mentre a destra il titolare designato Wilkshire, in forza alla Dinamo Mosca, è il più "fresco" tra le prime scelte con i suoi 28 anni. A scalpitare per il loro turno in panchina ci saranno gli esterni Milligan e Carney, protagonisti rispettivamente in Giappone e in Olanda, e il centrale Beauchamp, che ha scelto il caldo (e i soldi) offerti da Dubai.

Centrocampo - Anche in mezzo al campo le gerarchie sono piuttosto precise: a farla da padrone nel 4-4-2 di Veerbek c'è Tim Cahill, 30enne bandiera dell'Everton e primo giocatore nella storia della nazionale australiana a segnare, realizzando tra l'altro una doppietta, nella fase finale di un Mondiale. Risultati che lo hanno portato a suscitare l'interesse dei maggiori club inglesi ed europei e hanno contribuito all'inclusione del suo nome nella prestigiosa lista dei 50 candidati al Pallone d'Oro del 2006. Logico che, oggi come allora, a lui saranno affidate le chiavi del gioco in mediana. Accanto a lui ci sarà una vecchia conoscenza della nostra Serie A, Vincenzo Grella, ora in Inghilterra in forza al Blackburn, mentre a sinistra agirà un'altra colonna della squadra, oltre che un altro italo-australiano, tutt'ora impegnato in Italia, ovvero il rosanero Mark Bresciano. A destra completerà infine il reparto, e l'accoppiata di giocatori del Blackburn, l'esterno Emerton. Da segnalare in panchina un altro spicchio del nostro campionato, seppure in questo caso di Serie B, con la presenza del mediano del Sassuolo Valeri. Occhio anche al mediano offensivo Jason Culina, spesso utilizzato come primo ricambio da Verbeek; completano il reparto Jedinak, protagonista nel campionato turco, Garcia dell'Hull City, a seconda delle esigenze impiegato anche da ala destra o da seconda punta, e il croato naturalizzato australiano Vidosic.

Attacco - Davanti non c'è più Mark Viduka, per anni partner di Harry Kewell nella prolifica coppia d'attacco dal sapore british (il primo cannoniere del Middlesbrough, il secondo bomber del Leeds prima e del Liverpool poi) che condusse l'Australia alla fase finale del mondiale tedesco, 32 anni dopo la sua prima e unica partecipazione. Kewell, ora in forza al Galatasaray, sta pian pian guarendo dai problemi all'inguine che rischiavano di precluderne la partecipazione in Sudafrica, e dovrebbe ritrovare il suo spazio da titolare, questa volta in coppia con il 28enne Kennedy, promosso rispetto a quattro anni fa. Restano a disposizione la punta del Twente Rukavytsya, il più giovane della spedizione con i suoi 22 anni, e l'altro ''olandese'' del reparto Holman, 26enne centravanti dell'AZ Alkmaar.

Germania, la "meglio gioventù" all'assalto del mondiale


"Il calcio è un gioco molto semplice, dove 22 uomini rincorrono un pallone e, alla fine, vincono i tedeschi." Così disse Gary Lineker, storico bomber della nazionale inglese degli anni '80 e primi anni '90, a proposito della nazionale tedesca, quella dei vari Bierhoff, Matthaeus, Moeller, Ziege, Sammer e molti altri, che dopo la riunificazione post U.R.S.S. spadroneggiava calcisticamente in Europa e nel Mondo portando avanti la tradizione vincente della Germania Ovest. Una squadra vincente e convincente, capace di raggiungere una finale mondiale e due europee in sei anni, di cui però avevamo perso le tracce, nonostante il secondo posto ai mondiali coreani del 2002, nei primi anni del nuovo millennio. Il temutissimo ''Nationalelf'' tedesco sembrava essersi progressivamente smarrito, tra un cambio generazionale povero di talenti e un continuo alternarsi di Ct dopo i clamorosi fallimenti agli Europei del 2000 e del 2004. Finchè, nel 2006, la giovane nazionale teutonica è tornata a riaffacciarsi al grande calcio trainata in panchina dall'esordiente Klinsmann, riuscendo, contro tutte le previsioni della vigilia, a spingersi sino alla conquista del terzo posto mondiale nella rassegna di casa. Un bronzo che sarebbe potuto anche essere ben altro se, in quell'indimenticabile notte di Dortmund, i gol di Grosso e Del Piero nei supplementari non avessero spinto l'Italia di Lippi verso la conquista della coppa.


L'eredità di quell'impresa inaspettata è stata raccolta dal vice di Klinsmann, Joachim Loew, promosso Ct dopo il mondiale tedesco. Chiamato a confermare la rinascita del calcio teutonico, Loew è riuscito, svecchiando ulteriormente la sua squadra, a portare la Germania sino alla finale dell'Europeo 2008, persa di misura contro la fortissima Spagna. Logico quindi inserire i bianconeri tedeschi, nel Girone D con Australia, Serbia e Ghana, tra le squadre papabili anche per la vittoria del mondiale, anche se, più che sulla qualità dei singoli, la Germania punta nuovamente sulla forza del gruppo, che si regge soprattutto sull'ossatura dei vicecampioni d'Europa del Bayern Monaco e sul Werder Brema terzo classificato in Bundesliga. Prima ancora dell'inizio dell'avventura sudafricana però, Loew ha dovuto fare i conti con un infortunio pesantissimo per gli equilibri della squadra, quello di capitan Ballack, costretto a rinunciare all'esperienza sudafricana a causa di una lesione del legamento collaterale medio. La fascia di capitano passerà quindi sul braccio del terzino Philipp Lahm, mentre lo stesso Loew ha indicato nell'esterno Schweinsteiger il nuovo leader carismatico della squadra in campo.


Difesa – Tra i pali il numero uno dello Schalke 04, Felix Neuer, sembra aver definitivamente battuto la concorrenza dell'estremo difensore del Werder Brema Tim Wiese e del portiere-rigorista del Bayern Hans-Jorg Butt. Nonostante l'ottima stagione della squadra bavarese, con la vittoria di campionato e coppa di Germania e la Champions sfumata solo in finale contro l'Inter, la presenza come terzo portiere del 36enne Butt a sette anni dall'ultimo gettone in nazionale sembra più figlia dell'infortunio del 24enne del Leverkusen Renè Adler e del tragico suicidio del portiere dell'Hannover Robert Enke che delle reali intenzioni di Loew. A reggere la retroguardia difensiva saranno con ogni probabilità ¾ del reparto arretrato già visto 4 anni fa, ovvero il 25enne Mertesacker del Werder insieme al 31enne Friedrich del retrocesso Herta Berlino in mezzo e capitan Lahm del Bayern, definitivamente esploso come uno dei migliori terzini europei, sulla destra. Sulla sinistra la novità dovrebbe essere un altro giovane prodotto del Bayern reduce da un'ottima stagione, il 21enne Badstuber, favorito per una maglia da titolare sul coetaneo Boateng, di origini ghanesi e fresco di firma con il Manchester City. Completano il reparto due giovani dell'Amburgo, il terzino sinistro Jansen e l'esterno di destra Aogo, di origini nigeriane, e il centrale dello Stoccarda di origini turche Tasci.


Centrocampo – Con il bavarese Schweinsteiger nelle vesti di faro e di raccordo tra difesa e attacco, il pesante vuoto lasciato da Ballack sarà colmato da uno tra il giovane mediano dello Stoccarda Khedira e il più esperto omologo dell'Amburgo Trochowski, con il primo che sembra partire in vantaggio nelle gerarchie interne. Il 4-2-3-1 adottato solitamente dal ct Loew prevede, ricordando analogamente le scelte attuali del nostro ct Lippi, l'abbassamento e l'allargamento di due attaccanti con un trequartista a supporto dell'unica punta. E proprio per il ruolo da regista si giocano il posto in tre. Il favoritissimo della vigilia è il numero 10 del Werder di origini tuche Ozil, classe 1988, talento della Bundesliga seguito con interesse da diverse squadre europee. Molti lo definiscono una delle possibili sorprese di questo Mondiale. Ma occhio anche a Toni Kroos, 20 anni appena, prodotto del vivaio del Bayern reduce da una super stagione con la maglia del Leverkusen. Rispetto ai due sopracitati sembra partire in leggero svantaggio il 21enne del Werder Marko Marin, adattabile all'occorrenza anche ad un impiego sulla fascia.


Attacco – Detto del modulo adottato da Loew, per il ruolo di esterni alti d'attacco i titolari designati sono il jolly offensivo del Bayern Muller, diventato quest'anno titolare inamovibile nelle file delle ''Stern des Sudens", e Lukas Podolski, premiato come ''miglior giovane'' ai Mondiali del 2006 e da sempre più incisivo nelle partite con la sua nazionale che in Bundesliga con la maglia del Colonia, dove ha realizzato appena 2 gol in 27 presenze. Per il posto da punta sarà risolto probabilmente solo all'ultimo il ballottaggio tra i campioni di Germania Gomez e Klose, con il primo quest'anno più utilizzato e prolifico in Bundesliga ma meno esperto e carismatico del 32enne ariete di origine polacca. Come outsider se la giocano anche il brasiliano naturalizzato dello Stoccarda Cacau e la punta del Bayer Leverkusen Kiessling, entrato definitivamente nei ranghi del Bundesteam dopo l'epurazione per i dissidi con il Ct del bomber dello Schalke 04 Kuranyi.

sabato 5 giugno 2010

GIRONE C - PARTITE E ORARI

12 Giugno Inghilterra - Stati Uniti ore 20.30 (Rustenburg)
13 Giugno Algeria - Slovenia ore 13.30 (Polokwane)


18 Giugno Slovenia - Stati Uniti ore 16 (Johannesburg)
18 Giugno Inghilterra - Algeria ore 20.30 (Città del Capo)


23 Giugno Slovenia - Inghilterra ore 16 (Port Elizabeth)
23 Giugno
Stati Uniti - Algeria ore 16 (Pretoria)

venerdì 4 giugno 2010

Algeria, il ritorno delle volpi del deserto

24 anni dopo Messico 1986 e il misero punticino conquistato nella fase a gironi del primo turno, riecco l'Algeria, qualificata per la terza volta nella sua recente storia alla fase finale di un Mondiale di calcio. Decisivo, per la formazione allenata dal ct 64enne Rabah Saadane, già selezionatore dei magrebini nelle due precedenti partecipazioni mondiali dell'82 e '86, si è rivelato lo spareggio vinto contro l'Egitto sul neutro di Karthoum in Sudan, dopo un girone di qualificazione terminato sd 'assoluta parità. Spareggio contraddistinto, sia nel pre che nel dopo gara, da un clima di odio che ha provocato vittime e feriti, caccie all'uomo, ritorsioni in Algeria su tutto quanto fosse legato all'Egitto e viceversa. In un contesto da guerra fratricida più che da match di pallone ci ha pensato quindi un gol del difensore centrale Yahia a regalare alle volpi del deserto, appellativo con il quale sono chiamati i componenti della nazionale nordafricana, il pass per la kermesse sudafricana.

Tra i 23 convocati al Mondiale spiccano anche due rappresentanti del calcio nostrano, il difensore leccese Djamel Mesbah e la punta del Siena Abdelkader Ghezzal, reduce da una stagione piuttosto positiva nonostante la retrocessione in Serie B della squadra toscana. Aggregato inizialmente agli altri convocati, era stato chiamato anche il trequartista della Lazio Mourad Meghni, che sarà però costretto a saltare la manifestazione per il persistere di un'infiammazione al tendine rotuleo che già ne aveva limitato l'impiego nel campionato di Serie A appena concluso.
Per la nazionale magrebina, inserita nel Girone C con Inghilterra, Stati Uniti e Slovenia, il compito è cercare di figurare nel miglior modo possibile. Magari ricordando l'exploit dei mondiali di Spagna 1982, quando pur venendo eliminata al primo turno, si prese la soddisfazione di battere la superfavorita Germania Ovest e il Cile.

Difesa - In porta il posto da titolare è saldamente nelle mani del 32enne Gaouaoui, estremo difensore dell'ASO Chlef, squadra della Serie A algerina. A fargli da secondo sarà un altro protagonista del campionato di casa, il 25enne Chaouchi, mentre terzo portiere sarà il numero uno dei bulgari dello Slavia Sofia, M'Bohli, nato in Francia come molti dei giocatori algerini selezionati (il rapporto, anche calcistico, tra la Francia e l'ex colonia algerina è testimoniato anche dalle origini magrebine di un grandissimo protagonista del calcio transalpino, Zinedine Zidane). In difesa spicca il centrale del Portsmouth, Belhadj, che sarà affiancato all'autore del gol-qualificazione Yahia, con Bougherra dei Glasgow Rangers e Halliche in forza ai portoghesi del Nacional Madeira favoriti come esterni bassi. Completano il reparto Mesbah, due prodotti della Serie B francese, Medjani e Belaid, e il centrale ''locale'' Abdelkader.

Centrocampo - Le chiavi del gioco nel 4-4-2 tipo della squadra algerina saranno affidate al talentuoso Ziani, campione di Germania nel 2009 con il Wolfsburg, e rigorista designato. Accanto a lui, a guidare la mediana, sarà chiamato capitan Mansouri, 32 anni e 66 gettoni in nazionale, mentre toccherà probabilmente ad un altro reduce del retrocesso ma gagliardo Portsmouth, l'esterno Yebda, il compito di non far rimpiangere l'infortunato Meghni. Per il ruolo di esterno sinistro il favorito è il ''francese'' Kadir, con i restanti Lacen, Guedioura, Boudebouz, Abdoun e Matmour pronti ad aumentare i dubbi di formazione del ct Saadane.

Attacco - In avanti spicca la scelta dell'allenatore magrebino di convocare solo tre punte di ruolo, vista anche la duttilità di alcuni giocatori, come Ziani e Matmour, all'occorenza schierati da seconda punte. Nella formazione tipo comunque sono destinati a partire dall'inizio il senese Ghezzal e il numero dieci Saifi, bomber e veterano della squadra con le sue 35 primavere. Pronto come punta alternativa il 26enne Djebbour dell'Aek Atene, 9 anni in meno di Saifi e, come Ghezzal, con il futuro della nazionale nei propri piedi.

mercoledì 2 giugno 2010

La grande impresa della piccola Slovenia

Nata nel 1996, la nazionale di calcio slovena ha ottenuto finora nella sua breve storia una partecipazione agli europei del 2000 e una ai mondiali del 2002. Dopo un periodo buio, gli sloveni sono riusciti sorprendentemente a qualificarsi a Sudafrica 2010, arrivando secondi nel girone vinto dalla Slovacchia. Superata la concorrenza di squadre come Polonia e Repubblica Ceca, la Slovenia ha vinto lo spareggio con la Russia e si appresta dunque a disputare il suo secondo mondiale. Dopo questo grande risultato bisogna però far dimenticare la prima apparizione in Corea, nella quale la Slovenia uscì al primo turno dopo 3 sconfitte su 3 gare. Ma non sarà facile spuntarla nel girone C, composto da Inghilterra, Stati Uniti e Algeria. Non ci sono nomi importanti o grandi mezzi nella rosa slovena; ci vorrebbe davvero un altro miracolo sportivo per continuare questo cammino da sogno.

L’allenatore Matjaz Kek, 49 anni, ha una lunga carriera da giocatore e allenatore in patria (Maribor) ed è alla guida della nazionale dal 2007. Sono quattro gli “italiani” della squadra: i 2 portieri Samir e Jasmin Handanovic, il difensore Jokic e il centrocampista Krhin. Dei 26 preconvocati questi sono i 23 che partiranno per il Sudafrica:

Difesa – Il portiere titolare è l’udinese Samir Handanovic, 26 anni. I suoi compagni di reparto sono il cugino 32enne Jasmin Handanovic (Mantova) e il 30enne Aleksander Seliga dello Sparta Rotterdam. Il difensore Bojan Jokic (classe ’86) gioca da 6 mesi nel Chievo e sarà il terzino sinistro della difesa a quattro. Il duo difensivo Elvedin Dzinic e Suad Filekovic proviene dal Maribor, club vincitore della Coppa di Slovenia di quest’anno. Gli altri difensori in rosa militano all’estero: Miso Brecko (Colonia), Bostjan Cesar (Grenoble), Branko Ilic (Lokomotiv Mosca), Matej Mavric-Rozic (Coblenza), Marko Suler (Gent).

Centrocampo – L’interista Rene Krhin è il più giovane del gruppo con i suoi 20 anni. I suoi compagni di reparto giocano in giro per l’Europa: Andraz Kirm (Wisla Cracovia), Robert Koren (West Bromwich), Valter Birsa (Auxerre), Andrej Komac (Maccabi Tel Aviv), Dalibor Stevanovic (Vitesse Arnhem), Aleksander Radosavljevic (Larissa).

Attacco - Il bomber della squadra è Milivoje Novakovic, 31enne del Colonia. Il suo compagno d'attacco sarà il 26enne Zlatko Dedic, vecchia conoscenza italiana (Parma e Frosinone) ora al Bochum. Gli altri attaccanti sono Zlatan Ljubijankic (Gent), Nejc Pecnik (Nacional Funchal) e Tim Matavz (Groningen).

martedì 1 giugno 2010

Stati Uniti all'esame di maturità

Yes, we can! Quale miglior slogan, se non quello usato dal presidente Barack Obama in campagna elettorale, può essere usato per descrivere l'atmosfera intrisa di ottimismo e speranza che si respira nell'ambiente della nazionale degli Stati Uniti alla vigilia di questi mondiali sudafricani. Certo, includere la rappresentativa allenata da Bob Bradley tra le favorite per la vittoria finale può davvero sembrare eccessivo e pretenzioso, ma l'ottimo risultato ottenuto dodici mesi fa in Confederations Cup, quando la nazionale a stelle e strisce si arrese in finale al Brasile solo al 90' dopo aver nettamente eliminato la Spagna in semifinale, deve far riflettere sulle potenzialità della formazione nordamericana perlomeno di eguagliare i quarti di finale raggiunti nel 2002. La squadra guidata da capitan Donovan divide il girone C con gli ''antenati'' inglesi, la Slovenia e l'Algeria, e affronterà per prima proprio l'Inghilterra, a 60 anni di distanza dallo storico match in cui i maestri britannici collezionarono la loro prima sconfitta in un mondiale proprio ad opera degli statunitensi.

La conferma di come il soccer stia crescendo con buonissimi margini tecnici oltreoceano, pur continuando con troppa fatica ad entrare nel cuore di un popolo da sempre appassionato di baseball, basket, football e hockey, viene prima di tutto dal gran numero di giocatori impegnati con successo in Europa. Tra i maggiori talenti in questo senso spiccano il sopracitato Donovan, i centrocampisti Beasley e Dempsey, i difensori Bocanegra e Onyewu, il portiere Howard e la giovanissima punta Altidore, messosi in luce in Confederations Cup. A loro e agli altri convocati il compito di spingere gli ''Stars & Stripes" il più lontano possibile, magari convicendo con le loro prestazioni sia il popolo sia la stampa americana, anch'essa spesso fredda e indifferente a proposito delle prestazioni della propria rappresentativa calcistica.

Difesa - A presidiare i pali della porta statunitense sarà chiamato il titolare Tim Howard, numero uno dell'Everton con un passato nelle file del Manchester United, con il più giovane Guzan, riserva nell'Aston Villa dell'ex numero uno americano Friedel, a fargli da secondo e il 37enne Hahnemann a completare il reparto. Davanti a loro coach Bradley si affida ad una difesa molto fisica, con il pilastro Onyewu, reduce dalla sua prima travagliata stagione con il Milan nella quale non ha praticamente mai messo piede in campo a causa di un lungo infortunio, solitamente affiancato a DeMerit, e con Bocanegra del Rennes, all'occorenza spostato anche in mezzo o davanti alla difesa, e Spector dal West Ham a dare spinta sulle fasce. Spesso partendo da riserve ma frequentemente chiamati a dare il loro contributo ricordiamo anche Cherundolo, Bornstein e Goodson.

Centrocampo - Nel 4-4-2 tipo della nazionale nordamericana con due mediani e due esterni larghi sulle fasce spiccano capitan Donovan, giocatore di grande talento ma anche dal carattere bizzoso ora in forza all'Everton, l'esterno offensivo del Fulham Dempsey, autore di una stagione particolarmente positiva sia a livello di club che a livello personale (i tifosi juventini lo ricorderanno per lo splendido cucchiaio da fuori area che di fatto ha eliminato i bianconeri quest'anno dall' Europa League) e l'altro esterno spesso schierato seconda punta DaMarcus Beasley, in forza ai Glasgow Rangers. Stessa squadra nella quale milita il mediano Edu, anche se per il ruolo da titolari davanti alla difesa i favoriti per due maglie sembrano essere Bradley e Clark. Il reparto di metacampo, caratterizzato anche dall'età media piuttosto bassa, è completato dagli under 25 Feilhaber, Holden e Torres.

Attacco - In avanti la grande speranza si chiama Jozy Altidore, classe 1989, in forza al Villareal ma quest'anno in prestito all' Hull City, che in Confederations ha stupito per la fisicità abbinata ad ottimi movimenti senza palla e buon senso del gol, nonostante la giovanissima età. Il dubbio per il ct Bradley riguarda il suo partner d'attacco, dopo il grave incidente automobilistico dello scorso autunno che ha messo fuori gioco la punta titolare Charlie Davies, attualmente in fase di riabilitazione. Gli altri 3 attaccanti convocati, Buddle, Findley e Gomez, hanno alle spalle pochi gettoni con la maglia della nazionale e sembrano mancare dell'esperienza necessaria per affrontare da protagonisti un intero mondiale; possibile quindi anche lo spostamento di uno tra Donovan e Beasley nella posizione di seconda punta a supporto di Altidore, giocatore di cui potremmo continuare a sentir parlare, durante e dopo questo Mondiale.

lunedì 31 maggio 2010

L'Inghilterra di Capello vuole la finale

Mai come quest’anno l’Inghilterra è saldamente tra le grandi favorite del mondiale. Basta dare un occhiata al nostro e a molti altri sondaggi. Gli inglesi si proclamano inventori del calcio e la nazionale della regina è la più antica del mondo, eppure i risultati internazionali sono stati sempre molto deludenti. L’unica vittoria mondiale è avvenuta nella contestatissima edizione in casa nel ’66, con gol fantasma di Hurst in finale contro la Germania Ovest. La nazionale inglese oggi è davvero una squadra eccezionale, con poche lacune e un allenatore che è una garanzia. Chissà se sarà proprio un ct di casa nostra, il friulano Fabio Capello, a riportare la coppa oltremanica 44 anni dopo. L’obiettivo minimo è la finale secondo Don Fabio, che poi, come sappiamo, potrebbe finire ad allenare l’Inter nella prossima stagione.

La colonna della squadra è davvero formidabile: la coppia difensiva Terry-Ferdinand appare insuperabile, il duo di centrocampo Gerrard-Lampard è da sogno, in attacco Rooney è straripante. Alcuni piccoli dubbi però ci sono: il problema del portiere e la spalla d’attacco di Rooney. Tutti i convocati di Capello militano nella Premier League. Scopriamoli insieme, reparto per reparto:

Difesa – In porta la lotta per la maglia da titolare è tra David James (Portsmouth) e Robert Green (West Ham), in ogni caso l’estremo difensore sarà il punto debole della squadra. Il terzo portiere è Joe Hart del Birmingham City. La difesa è un concentrato di muscoli con John Terry e Rio Ferdinand. Terry ha dovuto cedere la fascia di capitano a Ferdinand, dopo le note disavventure che lo hanno reso protagonista del gossip dei tabloid in patria. A disposizione di Don Fabio anche Ashley Cole (Chelsea), Jamie Carragher e Glen Johnson (Liverpool), Dawson e King (Tottenham). E ancora Baines (Everton), Upson (West Ham) e Warnock (Aston Villa).

Centrocampo – Steven Gerrard + Frank Lampard è davvero un’accoppiata da Playstation. I pilastri della squadra, secondo Capello. Non male come “sostituti” Michael Carrick (Manchester United), Gareth Barry (Manchester City) e Scott Parker (West Ham). Sulle fasce tanta spinta e qualità grazie a Joe Cole (Chelsea), Aaron Lennon (Tottenham) e Shaun Wright-Philipps (Manchester City). Completano il reparto Tom Huddlestone, Adam Johnson e James Milner.

Attacco – Wayne Rooney, 25 anni, 26 gol in 30 partite quest’anno in Premier. Uno degli attaccanti più potenti e completi in circolazione. È lui la grande speranza inglese, l’uomo che può decidere da solo le sorti di una squadra (come avviene anche nel Manchester United). Chi ci sarà al suo fianco? Probabilmente uno tra Peter Crouch e Jermain Defoe, entrambi attaccanti del grande Tottenham da Champions. Le alternative sono Darren Bent del Sunderland, Emile Heskey dell’Aston Villa e Theo Walcott dell’Arsenal.